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	<title>Pil Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Oct 2025 14:51:51 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Istat e Inps confermano, Uil: in Calabria lavoro instabile, salari bassi e giovani costretti ad emigrare&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 14:51:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo i dati ISTAT l’incidenza complessiva della povertà assoluta tra le famiglie nel Mezzogiorno si attesta al 12,1%, marcando un divario sensibilissimo rispetto al Nord, dove i valori si aggirano attorno all’8‑9%. “La UIL Calabria &#8211; sottolinea il Segretario regionale Mariaelena Senese &#8211; esprime forte preoccupazione anche alla luce dei dati emersi dalla presentazione del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo i dati ISTAT l’incidenza complessiva della povertà assoluta tra le famiglie nel Mezzogiorno si attesta al 12,1%, marcando un divario sensibilissimo rispetto al Nord, dove i valori si aggirano attorno all’8‑9%.  “La UIL Calabria &#8211; sottolinea <strong>il Segretario regionale Mariaelena Senese</strong> &#8211; esprime forte preoccupazione anche alla luce dei dati emersi dalla presentazione del Rendiconto Sociale INPS Calabria 2024, che offrono una fotografia reale delle condizioni economiche e occupazionali della nostra Regione”. Nonostante il leggero incremento del PIL registrato nel triennio 2021-2023, la Calabria si conferma ultima in Italia per PIL pro-capite (<em>21.000 euro contro i 59.800 della Provincia autonoma di Bolzano</em>) e per reddito disponibile per abitante. Un divario strutturale che si riflette direttamente sul mondo del lavoro. Il 2024 ha registrato un saldo positivo tra assunzioni e cessazioni nel settore privato (<em>161.640 contro 156.226</em>), ma la qualità dell’occupazione resta estremamente fragile. Calano i contratti a tempo indeterminato, mentre crescono quelli a termine (<em>da 82.678 a 87.032</em>) e aumentano i contratti part-time, oggi pari al 44,2% dei lavoratori dipendenti, con un picco tra i 30 e i 50 anni (43,5%). Le retribuzioni giornaliere medie sono tra le più basse del Paese: 77,9 euro per gli uomini e appena 58 euro per le donne, contro una media nazionale rispettivamente di 107,5 e 79,8 euro. </p>
<p>Si tratta di lavoro povero, sottopagato e spesso privo di reali prospettive. Anche se si registra un lieve calo del tasso di disoccupazione giovanile (<em>dal 35,5% al 31,4%</em>), la Calabria resta maglia nera per i NEET, ovvero giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano: sono il 26,2%, quasi il doppio della media nazionale (<em>15,2%</em>). Un dato allarmante, che indica una generazione senza futuro.<br />
Per quanto riguarda la flessibilità in uscita dal mondo del lavoro, calano rispetto agli anni precedenti i numeri, emblematico è la riduzione dell’anticipazione pensionistica “Opzione donna”. Dalle 523 domande del 2022 si è passati alle 90 domande del 2024, segnale evidente di una misura non più appetibile e rispondente alle esigenze di flessibilità in uscita delle lavoratrici donna. Sul fronte del welfare e degli ammortizzatori sociali, calano i beneficiari per sospensione del lavoro (<em>da 13.342 a 12.134</em>); aumentano le ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni (<em>da 2 a 2,34 milioni</em>); crescono le domande di disoccupazione accolte (<em>161.492</em>). L’Assegno di Inclusione ha raggiunto 59.377 famiglie. L’Assegno Unico 210.622 nuclei. Il Supporto per la Formazione e il Lavoro ha registrato 11.236 richieste accolte.<br />
Sul piano della legalità, il rendiconto INPS evidenzia un’attività ispettiva intensa: 493 ispezioni effettuate; 10 milioni di euro di evasione contributiva accertata; 2.993 lavoratori irregolari scoperti.<br />
“Alla luce dei dati emersi dal Rendiconto Sociale INPS, che confermano quanto la UIL sostiene da tempo, appare necessario – prosegue il Segretario Uil Calabria &#8211; intervenire con decisione per:<br />
&#8211; Rafforzare e consolidare gli strumenti del PADEL, il programma regionale pensato per creare occupazione di qualità.  Il Padel deve favorire inserimento, reinserimento e formazione dei lavoratori, con un’attenzione particolare a giovani, NEET, donne e soggetti svantaggiati.<br />
 &#8211; Migliorare la capacità di welfare locale, soprattutto nelle aree interne, considerando non solo la dimensione economica ma anche infrastrutturale (<em>servizi sociali, abitativi, educativi</em>).<br />
&#8211; Valutare incrementi significativi e mirati degli importi delle prestazioni sociali come l’ADI, specie per famiglie numerose, con carichi di cura o con componenti vulnerabili.<br />
&#8211; Favorire politiche per ridurre il divario territoriale: investimenti infrastrutturali, incentivi per l’occupazione femminile, contrasto alla precarietà, al lavoro povero e al lavoro sommerso”. </p>
<p>“Continuiamo a dare e registrare numeri – aggiunge Senese &#8211; ma occorre tradurre questi numeri in azioni concrete per invertire questa tendenza e puntare verso una crescita duratura e strutturale. È fondamentale capire cosa ha effettivamente trainato – o potrebbe trainare – l&#8217;economia regionale. Per promuovere una crescita economica solida e sostenibile in Calabria, è fondamentale adottare un approccio strategico che valorizzi i settori più vocati del territorio. La regione possiede potenzialità ancora inespresse che, se adeguatamente sfruttate, possono incidere significativamente sulla produttività, sull’occupazione e sul benessere collettivo.  È fondamentale promuovere investimenti mirati nel comparto industriale, favorendo la crescita di settori ad alto contenuto tecnologico e l’innovazione produttiva. Tale strategia consente di creare occupazione qualificata, capace di trattenere giovani talenti e professionalità nel territorio, e di attrarre nuovi investimenti nazionali e internazionali. In questo processo, è essenziale valorizzare le competenze e le attività di ricerca degli atenei calabresi nel campo dell’intelligenza artificiale, in modo da costruire un ecosistema integrato tra università, imprese e istituzioni, capace di generare sviluppo sostenibile e competitività. Concentrare risorse, politiche e investimenti nei settori a maggiore vocazione territoriale è la strada per attivare uno sviluppo duraturo in Calabria. Serve una visione strategica condivisa tra istituzioni, imprese, università e cittadini, basata sulla valorizzazione delle risorse locali, sull’innovazione e sulla sostenibilità. Solo così la Calabria potrà colmare i divari esistenti e diventare protagonista di un nuovo modello di crescita”.</p>
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		<title>Rapporto Banca d&#8217;Italia: &#8220;In Calabria brutto calo per turismo e commercio&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rapporto-banca-ditalia-in-calabria-brutto-calo-per-turismo-e-commercio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2021 12:54:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Bankitalia]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[Pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Calabria il commercio e il turismo sono i due settori dell’economia che nel 2020 hanno maggiormente subito gli effetti negativi determinati dall’emergenza Covid 19. Lo rileva il rapporto annuale della filiale di Catanzaro della Banca d’Italia. Nel focus sull’andamento settoriale dell’economia regionale, Bankitalia in primo luogo si sofferma sull’agricoltura: “In base alle stime Istat [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Calabria il commercio e il turismo sono i due settori dell’economia che nel 2020 hanno maggiormente subito gli effetti negativi determinati dall’emergenza Covid 19. Lo rileva il rapporto annuale della filiale di Catanzaro della Banca d’Italia. Nel focus sull’andamento settoriale dell’economia regionale, Bankitalia in primo luogo si sofferma sull’agricoltura: “In base alle stime Istat – si legge nel report – nel 2020 il valore aggiunto a prezzi costanti del settore primario è diminuito del 9,1 per cento, in misura più pronunciata rispetto al resto del Paese”.</p>
<p>Nel 2020 – osserva poi Banca d’Italia – “l’attività dell’industria regionale, pesantemente condizionata dalla pandemia, ha subito una brusca caduta, in linea con il resto del Paese. La diminuzione dei fatturati è stata particolarmente ampia nel primo semestre dell’anno. Dopo una ripresa nei mesi estivi, la seconda ondata pandemica e le nuove misure di restrizione che ne sono derivate hanno determinato un’ulteriore contrazione della produzione nel quarto trimestre, seppure più contenuta rispetto a quanto osservato in primavera. L’indagine della Banca d’Italia su un campione di imprese industriali con almeno 20 addetti (Invind) – spiega l’istituto – conferma la forte riduzione dell’attività: oltre la metà delle imprese partecipanti ha segnalato una riduzione del fatturato rispetto al 2019. In un quadro ancora incerto, le imprese del campione prevedono per il 2021 una ripresa dei ricavi che sarebbe però ancora insufficiente a recuperare i livelli pre-pandemia”.</p>
<p>Per Bankitalia, invece, “il settore delle costruzioni ha registrato un calo più contenuto rispetto alle altre attività produttive”, avendo “beneficiato dell’aumento della spesa per investimenti degli enti locali. Secondo le informazioni fornite dal Cresme, il valore delle nuove gare per opere pubbliche bandite in regione sono state pari a 1,2 miliardi di euro (700 milioni nel 2019). Un maggiore impulso al comparto dei lavori pubblici potrebbe derivare da un’accelerazione nei tempi di realizzazione delle opere”.</p>
<p>Invece – rileva il report della Banca d’Italia – “nel settore dei servizi, maggiormente interessato dalle misure di contenimento, il calo dell’attività è stato più pronunciato. Oltre alle restrizioni alla mobilità, ha pesato anche la contrazione dei consumi connessa all’incertezza circa l’evoluzione della crisi, che ha inciso negativamente sulle decisioni di spesa delle famiglie. L’impatto negativo è stato particolarmente rilevante nei comparti delle attività del commercio al dettaglio non alimentare, degli alberghi, bar e ristoranti, servizi ricreativi, culturali e personali e dei trasporti. Secondo le stime di Confcommercio, la spesa in termini reali per beni e servizi si sarebbe ridotta di circa il 12 per cento, in linea con il dato nazionale. Sull’andamento ha inciso anche la dinamica dei consumi per beni durevoli: in base ad elaborazioni sui dati dell’Osservatorio Findomestic, sarebbero diminuiti dell’11 per cento rispetto all’anno precedente”.</p>
<p>Nel rapporto si rimarca poi che “dopo anni di crescita, i flussi turistici presso gli esercizi ricettivi regionali hanno subito una brusca caduta. In base ai dati dell’Osservatorio turistico della Regione Calabria, le presenze nel 2020 sono diminuite di oltre il 50 per cento. Dopo l’azzeramento quasi totale nei mesi del lockdown, con il miglioramento della situazione sanitaria e la rimozione delle restrizioni si è assistito da luglio a un graduale recupero delle presenze di turisti italiani, mentre la forte caduta delle presenze straniere si è protratta. Tale parziale recupero – sostiene Bankitalia – ha temporaneamente attenuato l’impatto negativo della crisi sull’ampio indotto di operatori economici delle zone balneari, spesso caratterizzati da un elevato ricorso al lavoro stagionale. A causa della pandemia da Covid-19, lo scorso anno il numero di passeggeri transitati per gli aeroporti regionali si è ridotto di circa il 70 per cento rispetto al 2019. Il calo è stato ancora più marcato per i voli internazionali”. Quanto alle esportazioni, secondo Banca d’Italia “nel 2020 hanno subito un deciso calo (-16,2 per cento a prezzi correnti) in tutti i principali settori di specializzazione regionale”.</p>
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		<title>Classifica Eurostat in base a dati 2019: Pil pro-capite Bolzano sopra la media Ue</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/classifica-eurostat-in-base-a-dati-2019-pil-pro-capite-bolzano-sopra-la-media-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Mar 2021 15:23:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[eurostat]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bruxelles &#8211; La Provincia autonoma di Bolzano è l il territorio italiano con il Pil pro capite più alto, pari al 155% della media europea nel 2019. Lo rivela Eurostat, che ha pubblicato oggi i dati riferiti al 2019. Le statistiche evidenziano le enormi disparità fra le varie regioni in cui è suddivisa l&#8217;Ue, il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Bruxelles &#8211; La Provincia autonoma di Bolzano è l il territorio italiano con il Pil pro capite più alto, pari al 155% della media europea nel 2019. Lo rivela Eurostat, che ha pubblicato oggi i dati riferiti al 2019. Le statistiche evidenziano le enormi disparità fra le varie regioni in cui è suddivisa l&#8217;Ue, il cui Pil pro capite va, rispetto alla media, dal il 32% del Nord-Ovest della Bulgaria e dell&#8217;isola francese di Mayotte al 260% del Lussemburgo.<br />
Sono 103 le regioni che hanno un Pil maggiore alla media Ue di 31,200 euro pro capite. Fra loro, 11 sono italiane: dopo Bolzano, la Lombardia (127%), la Valle d&#8217;Aosta e la Provincia autonoma di Trento (entrambe 125%), l&#8217;Emilia-Romagna (118%), il Lazio (110%), il Veneto (108%), la Liguria (104%), il Friuli-Venezia Giulia e la Toscana (entrambe 103%) e il Piemonte (102%). All&#8217;altro estremo della classifica ci sono invece<strong> Calabria (56%)</strong>, Sicilia (58%), Campania (61%) e Puglia (62%), che appartengono al gruppo di regioni europee con un Pil pro capite inferiore alla media Ue.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/classifica-eurostat-in-base-a-dati-2019-pil-pro-capite-bolzano-sopra-la-media-ue/">Classifica Eurostat in base a dati 2019: Pil pro-capite Bolzano sopra la media Ue</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Covid, vaccini in base al Pil: bufera sulle dichiarazioni dell&#8217;assessore Letizia Moratti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/covid-vaccini-in-base-al-pil-bufera-sulle-dichiarazioni-dellassessore-letizia-moratti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2021 12:08:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[Moratti]]></category>
		<category><![CDATA[Pil]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una distribuzione dei vaccini nelle Regioni seguendo nuovi criteri, tra cui la densità abitativa, il tema della mobilità, e il contributo che ciascuna Regione dà al Pil nazionale. Sarebbero questi, si apprende, i punti cardine di una lettera che l&#8217;assessore al Welfare e vicepresidente della Lombardia, Letizia Moratti, ha indirizzato al commissario straordinario Domenico Arcuri [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una distribuzione dei vaccini nelle Regioni seguendo nuovi criteri, tra cui la densità abitativa, il tema della mobilità, e il contributo che ciascuna Regione dà al Pil nazionale. Sarebbero questi, si apprende, i punti cardine di una lettera che l&#8217;assessore al Welfare e vicepresidente della Lombardia, Letizia Moratti, ha indirizzato al commissario straordinario Domenico Arcuri per chiedere di ripensare l&#8217;attuale approvvigionamento di dosi.<br />
Già nella serata di ieri il ministro della Salute Roberto Speranza ha bocciato totalmente l’idea: “Tutti hanno diritto al vaccino indipendentemente dalla ricchezza del territorio in cui vivono – ha attaccato su Twitter – In Italia la salute è un bene pubblico fondamentale garantito dalla Costituzione. Non un privilegio di chi ha di più”.<br />
Contrario all’idea anche il sindaco di Milano, Beppe Sala: &#8220;Ci sono mattine in cui ti possono cadere le braccia: il tuo Paese in preda a una crisi politica difficile da decifrare e nel momento sbagliato, la tua Regione che chiede l’assegnazione dei vaccini in base al Pil&#8221;.<br />
&#8220;Leggo con sconcerto &#8211; dice il governatore della Campania, Vincenzo De Luca &#8211; le affermazioni della signora Moratti a sostegno di una distribuzione di vaccini legata al Pil delle diverse regioni. Si fa fatica a credere che si possa subordinare l&#8217;uguale diritto alla vita di tutti, a dati economici. Si direbbe che siamo a un passo dalla barbarie. La signora Moratti è persona intelligente e civile. Mi auguro che voglia chiarire che si è trattato di un&#8217;affermazione non meditata, che non risponde alle sue convinzioni&#8221;.<br />
Di fronte alle critiche, l’assessorato Moratti ha provato a chiarire: il riferimento al Pil non è legato al concetto di “ricchezza”, bensì alla richiesta di una “accelerazione nelle vaccinazioni in una Regione densamente popolata di cittadini e anche di imprese, che costituisce una dei principali motori economici del Paese”, precisano dal Pirellone. “Il concetto – spiegano dall’assessorato – non è quello di dare più vaccini alle Regioni più ricche” ma “se si aiuta la ripresa della Lombardia, si contribuisce in automatico alla ripresa dell’intero Paese”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/covid-vaccini-in-base-al-pil-bufera-sulle-dichiarazioni-dellassessore-letizia-moratti/">Covid, vaccini in base al Pil: bufera sulle dichiarazioni dell&#8217;assessore Letizia Moratti</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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