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	<title>Piemonte Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>VIDEO-Emesse 44 misure cautelari in operazione antimafia: coinvolto anche un Sindaco</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/emesse-44-misure-cautelari-in-operazione-antimafia-coinvolto-anche-un-sindaco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 08:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna, in varie località della costa jonica calabrese e nelle regioni Lazio, Piemonte e Lombardia, i Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro e del ROS, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso dal G.I.P. presso il Tribunale del capoluogo, nei confronti di [&#8230;]</p>
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<p>Nella mattinata odierna, in varie località della costa jonica calabrese e nelle regioni Lazio, Piemonte e Lombardia, i Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro e del ROS, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso dal G.I.P. presso il Tribunale del capoluogo, nei confronti di <strong>44 indagati</strong> (<strong>15 in carcere, 29 agli arresti domiciliari</strong>).</p>
<p>I provvedimenti sono stati adottati sulla base della ritenuta sussistenza di gravi indizi in ordine ai delitti, a vario titolo ipotizzati, tra cui, associazione di tipo<em> &#8216;ndranghetistico</em>, procurata inosservanza di pena, traffico di armi e plurimi reati contro la persona e il patrimonio aggravati dalle finalità mafiose, nonché scambio elettorale politico mafioso e violazioni in materia di stupefacenti.</p>
<p>Tra gli indagati, 57 in totale, figurano il sindaco di Badolato Giuseppe Nicola Parretta (g<em>ià coinvolto nell’inchiesta del 2013 &#8211; anno dell&#8217;elezione &#8211; “Itaca Free Boat”. L’amministrazione fu poi sciolta per infiltrazioni mafiose un anno dopo, nel maggio del 2014</em>), il suo vice Ernesto Maria Menniti e il presidente del Consiglio comunale Maicol Paparo, oltre al boss Cosimo Damiano Gallace attualmente detenuto a Spoleto.</p>
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		<title>VIDEO-Nuovo colpo alla ‘ndrangheta Vibonese in Piemonte: arrestati altri 6 esponenti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-nuovo-colpo-alla-ndrangheta-vibonese-in-piemonte-arrestati-altri-6-esponenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2024 11:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-272916-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/09/GDF-Torino-arresti.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/09/GDF-Torino-arresti.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/09/GDF-Torino-arresti.mp4</a></video></div>
<p>Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Torino, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma, sotto il coordinamento e su disposizione della Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia torinese, hanno dato esecuzione, nel capoluogo piemontese e provincia, a un fermo di indiziati di delitto nei confronti di 6 soggetti gravemente indiziati della commissione di reati di associazione di tipo mafioso, ricettazione, estorsione aggravata dal metodo mafioso nonché detenzione illegale di armi. Le pertinenti investigazioni sono state curate dal Nucleo di polizia economico-finanziaria Torino, con il ricorso a complessi e articolati accertamenti di polizia giudiziaria, compiuti anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali e attività di osservazione e pedinamento ad ampio spettro. Le stesse sono state avviate nel quadro delle risultanze di pregresse attività investigative (in particolare le operazioni “Carminius” e “Fenice”), che, nel corso del 2019, hanno consentito di disarticolare una articolazione ‘ndranghetista di matrice vibonese attiva in provincia di Torino.<br />
Le indagini svolte hanno consentito di raccogliere consistenti e significativi elementi indiziari circa l’esistenza di un sodalizio di tipo mafioso, radicato nella provincia torinese (in particolare nel carmagnolese), il quale &#8211; avvalendosi della forza d’intimidazione derivante dal vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne consegue &#8211; ha commesso una pluralità di delitti e ha acquisito (in modo diretto, mediante intestazione fittizia di società e imprese artigiane, e indiretto, attraverso servizi di “protezione” e “recupero crediti”, intermediazione di manodopera e ingerenza nei rapporti tra imprese del settore edile, operai, sindacati di categoria e cassa edile) il controllo di attività economiche nel settore edilizio, immobiliare, dei trasporti e della ristorazione. Le investigazioni hanno fatto emergere la rilevanza del ruolo svolto, ai fini dell’operatività dell’associazione, di un membro eletto nella locale segreteria di una sigla sindacale del settore edilizio, settore di specifico interesse della consorteria.</p>
<p>Personaggio centrale nell’ambito dinamiche delittuose del sodalizio investigato è risultato un soggetto, anch’egli colpito dal provvedimento di fermo, già implicato nel noto processo “Minotauro” (riguardante l’insediamento e l’operatività in Torino e in diversi comuni piemontesi di numerose formazioni ‘ndranghetiste, tutte collegate tra loro e costituenti una vera e propria rete associativa), il quale &#8211; in ipotesi d’accusa &#8211; risulta dirigente e organizzatore della rete della ‘ndrangheta del Piemonte (a tutt’oggi ancora operativa) &#8211; e aver in tale veste promosso, favorito e partecipato a incontri tra associati di diverse articolazioni calabresi e piemontesi (per intese, alleanze, spartizioni del territorio, richieste di interventi di mediazione o recupero crediti, regolamentazioni di rapporti tra associati e articolazioni, autorizzazioni a commettere delitti) &#8211; e riferimento per appartenenti alla criminalità organizzata comune che intendevano ottenere avallo per la propria attività delittuosa. Egli risulta aver esercitato il proprio ruolo anche sovraintendendo alle attività dei partecipi del sodalizio carmagnolese nel settore dell’edilizia, e poi aver assicurato i sostentamenti finanziari per le spese legali degli associati e le loro famiglie.<br />
Dalle indagini è altresì emerso che l’organizzazione in questione, grazie all’opera di due ulteriori destinatari del fermo, ha fornito sul territorio di Carmagnola protezione a imprenditori nel corso di dissidi con altri operatori economici. Tale servizio di protezione veniva remunerato con somme di denaro riscosse e successivamente destinate agli associati.<br />
Emblematica, ai fini della descrizione del modus operandi dei soggetti coinvolti nelle indagini, è la figura di un ulteriore sodale, affiliato alla ‘ndrangheta sin dal 2003 (per questo già giudicato), il quale non solo ha favorito lo scambio di comunicazioni inerenti all’attività del gruppo criminale, organizzando incontri con altri appartenenti, ma ha anche concordato con altri sodali, citati quali testimoni in udienze per un processo riguardante delitti di matrice ‘ndranghetista, termini e modi per rendere falsa testimonianza, al fine di screditare un collaboratore di giustizia.</p>
<p>Costui, in un caso specifico, con minaccia consistita nel far valere la propria appartenenza all’organizzazione, ha costretto un soggetto estorto a consegnargli beni preziosi (bracciali in oro e simili), per un valore complessivo di circa 20 mila euro.<br />
Destinatario del fermo è anche un soggetto attualmente detenuto in carcere per essere stato giudicato in via definitiva per avere fatto parte nel recente della ‘ndrangheta piemontese. Costui oltre a partecipare agli incontri tra i membri dell’organizzazione della ‘ndrangheta del Piemonte e a risultare protagonista di vicende estorsive, si è adoperato per fornire sostegno finanziario e assistenza logistica a favore del latitante Pasquale Bonavota, ritenuto appartenente di spicco dell’omonima cosca del vibonese.</p>
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		<title>Le ville confiscate alla &#8216;ndrangheta in Liguria e in Piemonte andranno ai ragazzi dei Salesiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Feb 2024 17:59:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le ville di Montenero, a Bordighera, e i terreni di Vallecrosia (Imperia) confiscati al clan Pellegrino dopo le condanne definitive per associazione mafiosa degli esponenti locali della ‘ndrangheta, sono stati consegnati stamani con una cerimonia nell’Istituto don Bosco di Vallecrosia ad associazioni del territorio che li riutilizzeranno per finalità sociali, in particolare per favorire percorsi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le ville di Montenero, a Bordighera, e i terreni di Vallecrosia (Imperia) confiscati al clan Pellegrino dopo le condanne definitive per associazione mafiosa degli esponenti locali della ‘ndrangheta, sono stati consegnati stamani con una cerimonia nell’Istituto don Bosco di Vallecrosia ad associazioni del territorio che li riutilizzeranno per finalità sociali, in particolare per favorire percorsi di formazione per i ragazzi dell’Istituto Don Bosco e del Centro Formazione professionale salesiano. </p>
<p> ”Esprimo profonda soddisfazione per l’importante traguardo raggiunto nella provincia di Imperia, con la riqualificazione di immobili appartenenti a esponenti di spicco della criminalità organizzata – ha scritto in un messaggio inviato al prefetto, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi – Il riutilizzo per finalità sociali dei beni sottratti alle consorterie criminali assume un rilevante significato, anche simbolico, perché solo con la restituzione alla comunità di ciò che ha rappresentato il frutto di profitti illeciti, può dirsi davvero compiuta l’opera di contrato alle mafie”. Anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha espresso il proprio apprezzamento: “La restituzione alla cittadinanza e al mondo dell’agricoltura di terreni confiscati alla criminalità – ha scritto – può contribuire a contrastare la desertificazione economica e sociale di alcune aree della nostra nazione”. </p>
<p>Parlando dei beni confiscati il prefetto Valerio Romeo ha ricordato quando, il 23 marzo del 2023, è entrato per la prima volta nelle ville che la famiglia Pellegrino aveva realizzato a Bordighera: “Ricorderò sempre quel giorno – ha detto – quando insieme a Maura Orengo (referente provinciale di Libera, ndr), alle forze dell’ordine, preziosissime, ai sindaci, ai ragazzi di Libera e della Spes, andammo ad aprire la villa che è stata confiscata al clan Pellegrino e trovammo l’espressione più palese dello stile mafioso. In quella villa, In quella villa dei nascondigli, il disprezzo nei confronti della legge prima che i carabinieri la facessero abbandonare ai criminali. Quello fu un giorno lieto perché per la prima volta eravamo tutti insieme, a dire ‘ormai ci siamo noi, qui&#8217;”.</p>
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		<title>VIDEO-&#8220;Money delivery&#8221;: sequestrati beni e attività economiche per oltre 15 mln a cosca di Africo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-money-delivery-sequestrati-beni-e-attivita-economiche-per-oltre-15-mln-a-cosca-di-africo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 11:18:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Milano e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.), nell&#8217;ambito di un&#8217;attività di indagine coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito, in Lombardia, Piemonte ed in Calabria, un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P del Tribunale di Milano finalizzato, a vario titolo, alla confisca obbligatoria ed alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-214627-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/06/GDF-Milano-calabrianews.it_.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/06/GDF-Milano-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/06/GDF-Milano-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Milano e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.), nell&#8217;ambito di un&#8217;attività di indagine coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito, in Lombardia, Piemonte ed in <strong>Calabria</strong>, un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P del Tribunale di Milano finalizzato, a vario titolo, alla confisca obbligatoria ed alla cosiddetta “confisca allargata”, nei confronti di soggetti di nazionalità italiana già tratti in arresto per associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.</p>
<p>Il provvedimento giunge al termine di specifici approfondimenti investigativi che consentono oggi di aggredire, anche sul piano patrimoniale, un&#8217;associazione a delinquere stanziata in Lombardia, composta da soggetti appartenenti ad un sodalizio di <strong>Africo (RC)</strong>, che si approvvigionava, tramite broker internazionali di origine campana, di sostanza stupefacente importata dall&#8217;Olanda, rifornendo nel contempo vari gruppi criminali dislocati in diverse aree del territorio nazionale (Milano, Buccinasco, Cornaredo, Caronno Pertusella, <strong>Reggio Calabria</strong>, Genova, Roma, ecc.), tra i quali un&#8217;associazione operante a Quarto Oggiaro.</p>
<p>Le investigazioni economico-finanziarie svolte hanno, in particolare, consentito di quantificare il profitto del reato di traffico di stupefacenti della stessa in euro 15.832.215,00 e di accertare la riconducibilità ad alcuni associati di molteplici beni, di valore “sproporzionato” rispetto al reddito dichiarato o all&#8217;attività economica svolta, tra i quali:<br />
&#8211; n. 11 fabbricati, siti in provincia di Milano, Como, Novara, <strong>Reggio Calabria</strong>, Varese;<br />
&#8211; n. 22 terreni, siti in provincia di<strong> Reggio Calabria</strong> e Varese;<br />
&#8211; n. 12 autovetture;<br />
&#8211; n. 2 attività economiche site nella provincia di Varese, rispettivamente una società a responsabilità limitata operante nel settore del movimento merci e una ditta individuale operante nel settore del commercio di prodotti alimentari.</p>
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		<title>VIDEO-Operazione &#8220;Cavallo di Troia&#8221;: arresti e sequestri in Calabria e Piemonte</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/operazione-cavallo-di-troia-arresti-e-sequestri-in-calabria-e-piemonte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Dec 2021 07:48:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, militari della Guardia di Finanza di Torino, con il coordinamento della Procura della Repubblica del capoluogo piemontese, nell’ambito dell’operazione denominata “Cavallo di Troia”, hanno eseguito nelle provincie di Torino, Asti e &#8211; avvalendosi della collaborazione di colleghi del Gruppo Locri &#8211; di Reggio Calabria, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/operazione-cavallo-di-troia-arresti-e-sequestri-in-calabria-e-piemonte/">VIDEO-Operazione &#8220;Cavallo di Troia&#8221;: arresti e sequestri in Calabria e Piemonte</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-178172-4" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/DownloadFile.mp4?_=4" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/DownloadFile.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/DownloadFile.mp4</a></video></div>
<p>Nei giorni scorsi, militari della Guardia di Finanza di Torino, con il coordinamento della Procura della Repubblica del capoluogo piemontese, nell’ambito dell’operazione denominata “Cavallo di Troia”, hanno eseguito nelle provincie di Torino, Asti e &#8211; avvalendosi della collaborazione di colleghi del Gruppo Locri &#8211; di Reggio Calabria, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 2 soggetti, nonché il provvedimento di sequestro preventivo, per 2,5 milioni di euro, a firma del Giudice per le indagini preliminari del locale Tribunale, emesso, complessivamente, a carico di 8 persone (una delle quali, allo stato, irreperibile) tutte ritenute responsabili, a vario titolo, di reati fiscali, fallimentari – aggravati dall’agevolazione mafiosa – e, per 2 di loro, anche di concorso nell’associazione mafiosa denominata “ndrangheta”.</p>
<p>L’attività di polizia giudiziaria, che trae linfa dalle risultanze di una verifica fiscale svolta dall’Agenzia delle entrate, è stata condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria Torino ed ha consentito di individuare</p>
<p>3 società operanti nel settore edilizio, ritenute essere poste al servizio di esponenti della ‘ndrina BONAVOTA, radicata nel territorio di Carmagnola (TO) e collegata all’omonima cosca calabrese. Più in dettaglio, lo sviluppo di risultanze investigative emerse nell’ambito dall’operazione “Carminius”, condotta nel 2019 dal medesimo Reparto del Corpo, ha permesso di disvelare collegamenti tra coloro che gestivano, in concreto, le citate imprese ed i membri del sodalizio ‘ndranghetista.</p>
<p>Sulla base del quadro accusatorio delineatosi nel corso delle investigazioni, allo stato in fase di indagini preliminari e fatte salve le successive valutazioni di merito, gli indagati risulterebbero aver gestito le suddette imprese, anche tramite l’utilizzo di prestanome, forti dell’appoggio fornito loro dalla cosca in grado di garantire importanti commesse per la realizzazione di opere nonché la “protezione” in caso di difficoltà. Gli stessi, abbattendo fittiziamente i debiti tributari e previdenziali, avrebbero attuato, altresì, una sorta di doping fiscale, risultando così avvantaggiati rispetto alla concorrenza delle aziende operanti nei medesimi settori.</p>
<p>L’operazione delle Fiamme Gialle avrebbe consentito, inoltre, di delineare un modus operandi connotato da continuative e sistematiche condotte caratterizzate dal depauperamento dei patrimoni aziendali, lasciando da un lato le imprese in una situazione di completa spoliazione delle risorse, anche destinate al pagamento di stipendi e contributi dei dipendenti e, dall’altro, destinando parte dei profitti dei reati perpetrati alla criminalità organizzata.</p>
<p>Tra i destinatari dei sequestri patrimoniali figurano anche due professionisti, uno dei quali – ristretto in carcere – avrebbe agito, di fatto, quale referente tecnico per l’attuazione dei meccanismi di frode. Lo stesso, in tutto e per tutto asservito a logiche delinquenziali, avrebbe falsamente asseverato le dichiarazioni fiscali relative agli anni dal 2014 al 2017, apponendo visti di conformità al di fuori di ogni abilitazione formale e nella radicale mancanza di qualsivoglia documentazione idonea a giustificare, sostanzialmente, i dati indicati nelle dichiarazioni. È stato possibile, in tal modo, realizzare un articolato sistema di evasione fiscale, protratto fino al 2019, mediante l’impiego di crediti IVA inesistenti utilizzati per compensare, indebitamente, gli oneri previdenziali derivanti dall’utilizzo di lavoratori dipendenti, per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro.</p>
<p>L’operazione in rassegna conferma, tangibilmente, l’importanza dell’azione quotidianamente svolta dalla Guardia di Finanza nel contrasto alla criminalità organizzata, alle condotte di evasione e frode fiscale nonché nell’aggressione dei patrimoni illecitamente costituiti dai soggetti dediti ad attività criminose che, sottraendo risorse alla collettività, ostacolano le prospettive di ripresa e di rilancio del Paese, “inquinano” il tessuto economico-produttivo, alterano la concorrenza del mercato e, non da ultimo, danneggiano gli imprenditori onesti e rispettosi delle regole.</p>
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		<title>Ecco perché ci sono tre regioni a rischio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2020 20:07:03 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Coprifuoco la sera in tutta Italia e tre Regioni &#8211; Lombardia, Piemonte e Calabria &#8211; che rischiano di dover adottare le misure più restrittive, compreso il lockdown generale. Prende forma il nuovo Dpcm che il governo dovrebbe varare entro mercoledì, anche se sono diversi i punti ancora in sospeso, proprio a partire dall&#8217;orario in cui [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Coprifuoco la sera in tutta Italia e tre Regioni &#8211; Lombardia, Piemonte e Calabria &#8211; che rischiano di dover adottare le misure più restrittive, compreso il lockdown generale. Prende forma il nuovo Dpcm che il governo dovrebbe varare entro mercoledì, anche se sono diversi i punti ancora in sospeso, proprio a partire dall&#8217;orario in cui scatterà il tutti a casa. </p>
<p>Ci sarà una cornice nazionale, con interventi validi in tutta Italia, e misure per i singoli territori, con il Paese diviso in 3 fasce che corrispondono ad altrettanti scenari di rischio individuati con criteri &#8220;scientifici e oggettivi&#8221; approvati dall&#8217;Istituto superiore di Sanità: più è alta la diffusione del virus, più è in sofferenza il sistema sanitario, maggiori saranno le restrizioni. </p>
<p><strong>LE MISURE NAZIONALI </strong><br />
In Parlamento il premier Giuseppe Conte parla di un &#8220;nuovo corpus di misure restrittive&#8221; indicando sette interventi che riguarderanno tutto il Paese: la chiusura nei giorni festivi e prefestivi dei centri commerciali, ad eccezione delle attività essenziali presenti all&#8217;interno (farmacie, parafarmacie, generi alimentari, tabacchi e edicole); la chiusura dei &#8216;corner&#8217; adibiti alle attività di scommesse e giochi ovunque siano collocati, dunque stop alle slot machine nei bar e dai tabaccai; la chiusura di tutti i musei e di tutte le mostre; la riduzione della capacità di riempimento di bus e metropolitane del traporto pubblico locale con la capienza che passa dall&#8217;80% al 50%, una misura chiesta da mesi dal Comitato tecnico scientifico per ridurre la diffusione del contagio. </p>
<p>Nel Dpcm viene inoltre prevista la didattica a distanza al 100% per le scuole di secondo grado, dunque per le superiori, anche se la formula utilizzata dal premier in Parlamento &#8211; &#8220;anche integralmente&#8221; &#8211; non chiarisce se si tratti di un obbligo o di una scelta lasciata agli istituti. Scuola dell&#8217;infanzia, elementari e medie continueranno invece ad essere in presenza, salvo che si trovino nelle aree in cui scatteranno ulteriori limitazioni a causa di un livello di rischio più alto. Gli ultimi due provvedimenti a livello nazionale riguardano il limite agli spostamenti da e per quelle regioni che hanno elevati coefficienti di rischio &#8211; che potrà essere derogato solo per comprovate esigenze lavorative, motivi di studio, salute e necessità &#8211; e il coprifuoco. Su quest&#8217;ultimo punto la discussione nel governo è ancora aperta: Conte ha parlato di &#8220;limiti alla circolazione nella fascia serale più tarda&#8221;, il che sembrerebbe far decadere l&#8217;ipotesi di un coprifuoco alle 18. </p>
<p>L&#8217;ipotesi emersa nel corso della riunione dei capidelegazione della maggioranza è di uno stop alle 21, ma non c&#8217;è ancora accordo. Tramontata definitivamente, invece, l&#8217;idea circolata ieri di una sorta di &#8220;lockdown generazionale&#8221;, che prevedeva l&#8217;obbligo per gli anziani di restare a casa. </p>
<p><strong>ITALIA DIVISA IN 3 FASCE </strong><br />
Alle misure nazionali si affiancheranno interventi mirati a livello locale. &#8220;Anche perché &#8211; ha spiegato il premier &#8211; oggi un regime restrittivo indistinto avrebbe un duplice risultato negativo&#8221;: non consentirebbe di adottare misure efficaci nei territori più a rischio e imporrebbe misure troppo severe laddove non sono necessarie. Dunque l&#8217;Italia sarà divisa in 3 zone: &#8220;si stabiliscono dei criteri &#8211; spiegano fonti di governo &#8211; che fanno scattare un automatismo; a determinati scenari, corrispondono determinate misure&#8221;. </p>
<p>Nella prima fascia ci saranno le Regioni considerate a &#8220;rischio più alto&#8221;, dunque quelle dove la situazione è compatibile a quella ipotizzata nello &#8216;scenario 4&#8217; del documento dell&#8217;Iss: un Rt sopra l&#8217;1,5 e una &#8220;trasmissibilità non controllata&#8221; del Covid. Con i dati attuali ci finirebbero il Piemonte, la Lombardia &#8211; entrambi con Rt sopra il 2 &#8211; e la Calabria ma la situazione potrebbe cambiare: nelle prossime ore saranno disponibili i dati aggiornati del monitoraggio, con il Cts che si riunirà per analizzarli in modo da consegnare al governo la &#8216;fotografia&#8217; più attuale della situazione epidemiologica in Italia. E&#8217; questa&#8217; la fascia in cui sono previste le misure più restrittive: dai lockdown locali a livello provinciale per almeno 3 settimane alla limitazione della mobilità individuale fino alla chiusura dell&#8217;intera Regione ad eccezione delle attività essenziali. </p>
<p>In questa fascia si è già posta, autonomamente, la provincia di Bolzano: dopo aver lasciato aperti bar e ristoranti in contrasto con il Dpcm del 24 ottobre, ora ha annunciato un lockdown di 3 settimane In seconda fascia ci sono invece tutti quei territori in cui il fattore di rischio è compatibile con lo &#8216;scenario 3&#8217;, con un Rt tra 1,25 e 1,5 e una &#8220;trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo&#8221;. In questo caso sono previsti interventi &#8220;lievemente meno restrittivi&#8221; ha detto il premier. Quali? Chiusura di attività, limitazioni alla mobilità in comuni e province, chiusura di scuole e università in base alla situazione epidemiologica. </p>
<p>Nell&#8217;ultima fascia, la terza, finiranno invece tutte le Regioni che hanno un indice di rischio compatibile con lo &#8216;scenario 2&#8217;, dove l&#8217;Rt è tra l&#8217;1 e l&#8217;1,25. Stando all&#8217;ultimo monitoraggio disponibile, in questa fascia oggi ricadrebbero solo la Basilicata (1.04) e la Sardegna (1.12). </p>
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