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	<title>perdono Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Neonata rapita, Acqua Moses: perdono mia moglie, forse un giorno andrò a trovarla in carcere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 11:57:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torna a parlare con i giornalisti Moses Chiediebere Omogo, marito di Rosa Vespa, la donna che è in carcere per avere rapito il 21 gennaio la neonata Sofia dalla clinica Sacro Cuore di Cosenza. Lo fa con Repubblica e confessa che &#8220;«Sono un essere umano e perdonerò Rosa, non sono il diavolo. Forse un giorno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Torna a parlare con i giornalisti Moses Chiediebere Omogo, marito di Rosa Vespa, la donna che è in carcere per avere rapito il 21 gennaio la neonata Sofia dalla clinica Sacro Cuore di Cosenza. Lo fa con Repubblica e confessa che &#8220;«Sono un essere umano e perdonerò Rosa, non sono il diavolo. Forse un giorno andrò a trovarla in carcere e chiederò a lei di dirmi perché mi ha fatto questo&#8221;. </p>
<p>Acqua Moses, scarcerato quattro giorni fa perché il tribunale ha creduto alla sua innocenza, è rimasto dietro le sbarre poche ore.<br />
&#8220;Ero incredulo, sapevo solo che non c&#8217;entravo nulla con quel sequestro e pensavo a come difendermi. La mia paura era che non mi avrebbero creduto&#8221;, prosegue. La coppia un figlio lo desiderava da anni, ma non arrivava. &#8220;Non avevo notato che&#8221;» Rosa &#8220;Soffrisse particolarmente per questo. Adottare un bambino per noi era troppo difficile&#8221;.</p>
<p>Poi la gravidanza della donna che però era una messa in scena, ma Moses non ha notato nulla di strano. &#8220;A maggio, quando mi ha comunicato che sarei diventato papà, sono dovuto andare in Nigeria perché mia madre era morta &#8211; racconta &#8211; Quando sono tornato, a fine agosto, non ho sospettato niente perché la sua pancia era cresciuta di più. La vedevo, la toccavo. Poi c&#8217;erano le ecografie, mi raccontava cosa le diceva il dottore, leggevo gli esami&#8221;.</p>
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		<title>Crotone, omicidio Chimirri, parla la moglie: &#8220;Io non so come andrò avanti&#8221; e al poliziotto dice&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Oct 2024 16:07:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Simona Liperoti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Io mi affido alla magistratura, spero che sia fatta giustizia. Al poliziotto dico di dire la verità. Solo e semplicemente la verità. Niente altro». Sono le parole di Simona Liperoti, moglie di Francesco Chimirri, il pizzaiolo di 44 anni rimasto ucciso lo scorso 7 ottobre nel quartiere Lampanaro di Crotone dopo essere stato raggiunto da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Io mi affido alla magistratura, spero che sia fatta giustizia.<strong> Al poliziotto dico di dire la verità</strong>. Solo e semplicemente la verità. Niente altro». Sono le parole di <strong>Simona Liperoti</strong>, moglie di <strong>Francesco Chimirri</strong>, il pizzaiolo di 44 anni rimasto ucciso lo scorso 7 ottobre nel quartiere <strong>Lampanaro di Crotone</strong> dopo essere stato raggiunto da un proiettile al petto sparato da un vice ispettore della polizia, <strong>Giuseppe Sortino</strong> di 37 anni, al culmine di una lite.</p>
<p>La donna ha parlato in una diretta sulla pagina Facebook <strong>«ICR Tv Web, l&#8217;Informazione di Isola Capo Rizzuto»</strong> intervistata dal giornalista Antonio Franco. Simona Liperoti ha ricordato il marito, il suo carattere e anche come si sono conosciuti ed innamorati. «Francesco <strong>voleva ingrandire la pizzeria</strong> per farla diventare un ristorante &#8211; ha detto &#8211; <strong>perché nostro figlio sta per diventare cuoco</strong>. Lui era casa e lavoro e nei ritagli di tempo andava in palestra. Faceva la vita di una persona semplice, normale. Francesco era divertente, scherzoso, umile. <strong>Sempre a disposizione di chi aveva bisogno</strong>. Quando la sera restava la pizza, prima di chiudere l&#8217;avvolgeva in un vassoio bussava alla porta di chi aveva bisogno e la lasciava lì. </p>
<p>Il suo valore più importante era la famiglia. Era tutto. Ai figli diceva sempre non sbagliate mai, non fate mai qualcosa di sbagliato. Questo evento ha cambiato la mia vita tragicamente. <strong>Manca la colonna portante della casa</strong>. Io non so come andrò avanti». Poi Simona Liperoti ha lanciato un appello considerando che sui social dopo il fatto di sangue alcuni hanno reagito inneggiando alla violenza: «Io dico un no grandissimo alla violenza. Mai arrivare alla violenza, a volte le parole sono migliori della violenza. <strong>Bisogna saper parlare e non agire con la violenza</strong>».<br />
La donna, infine, ha chiesto che «Francesco sia ricordato come una persona divertente, allegra, umile, gentile. Ai suoi follower su Tik Tok dico di divertirsi perché a Francesco piaceva divertirsi e poi: <strong>non usate mai la violenza quando accade qualcosa</strong>. Agite con le parole, ma mai con la violenza».</p>
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		<title>Celebrato nell&#8217;omonimo Santuario di Feroleto Antico il &#8220;Perdono di Dipodi&#8221; che ha lucrato l’indulgenza plenaria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/celebrato-nellomonimo-santuario-di-feroleto-antico-il-perdono-di-dipodi-che-ha-lucrato-lindulgenza-plenaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Apr 2022 06:49:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Dipodi]]></category>
		<category><![CDATA[Feroleto Antico]]></category>
		<category><![CDATA[perdono]]></category>
		<category><![CDATA[Santuario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Noi cristiani dobbiamo avere ferma la convinzione che la prima vera gioia è il ricevere la parola di Dio. Il Signore ci parla sempre ed ogni volta ci dice la buona notizia che ogni giorno solo Lui sa darci. Nessuno ci parla come ci parla Dio. Nessuno ci ama come ci ama Dio. Il perdono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Noi cristiani dobbiamo avere ferma la convinzione che la prima vera gioia è il ricevere la parola di Dio. Il Signore ci parla sempre ed ogni volta ci dice la buona notizia che ogni giorno solo Lui sa darci. Nessuno ci parla come ci parla Dio. Nessuno ci ama come ci ama Dio. Il perdono è di Dio. In fondo, il perdono non è umano e per questo è così difficile, ma si riesce a perdonare grazie al Signore”. Questi alcuni passaggi dell’omelia di don Andrea Latelli, Cancelliere Vescovile, nel corso della messa officiata in occasione del “Perdono di Dipodi” che ha lucrato l’indulgenza plenaria. La celebrazione nel Santuario della Madonna di Dipodi, a Feroleto Antico (CZ).</p>
<p>“Misericordia e pietà – ha aggiunto don Andrea &#8211; sono sinonimi. Nel Vangelo di oggi, Gesù è l’unico che vede la positività verso quella donna che sta per essere lapidata. Dove gli altri vedevano la fine, lui vedeva l’inizio. Gesù scende, si abbassa verso quella donna come per aiutare. Se noi vogliamo aiutare qualcuno che è in difficoltà ci abbassiamo per porgerli la mano, guardarlo negli occhi. E Dio non sta in alto ma nel punto più basso in cui ci possiamo trovare ed è da lì che dice una sola parola che basta a disarmare. Parola precisa e secca che disarma. Ecco il perdono. Ed il Signore oggi è qui per darci una speranza. Sta a noi non perdere questa occasione”.</p>
<p>“Le prove più dolorose della vita – ha proseguito don Andrea &#8211; sono occasioni per disarmarci. Occasioni concrete per lasciarci disarmare. La parte più dura è accettare le situazioni. A volte vogliamo rimanere ancorati a ciò che ci sta appesantendo. Ma, se il cuore finalmente si apre, basta una frase un evento che può salvarci la vita. E Gesù apre una prospettiva, un futuro”. </p>
<p>Un momento di intensa fede al termine del quale sono state consegnate delle candele che “sono la luce che deve illuminare le nostre vite”, ha detto il Rettore del Santuario, don Antonio Astorino, verso il quale don Andrea ha espresso pubblicamente gratitudine “perché questo luogo – ha detto – in questi anni è diventato sempre più bello, grazie anche al lavoro umile di don Antonio”.</p>
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		<title>Ripepi si difende dai media &#8220;sacerdoti della menzogna&#8221;, sui quali vuole scrivere un libro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ripepi-si-difende-dai-media-sacerdoti-della-menzogna-sui-quali-vuole-scrivere-un-libro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 May 2021 09:08:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[gesù]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Ripepi]]></category>
		<category><![CDATA[perdono]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non sono mai stati facili i rapporti tra i media Massimo Ripepi, consigliere comunale reggino e guida spirituale della comunità cristiana &#8220;Pace&#8221; di Catona. Così la recente associazione del proprio nome a una vicenda di pedofilia (dopo le dichiarazioni della madre di una bambina abusata in un atto giudiziario) accende l&#8217;invettiva di papà Ripepi &#8211; [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono mai stati facili i rapporti tra i media Massimo Ripepi, consigliere comunale reggino e guida spirituale della comunità cristiana &#8220;Pace&#8221; di Catona. <strong>Così la recente associazione del proprio nome a una vicenda di pedofilia (dopo le dichiarazioni della madre di una bambina abusata in un atto giudiziario) accende l&#8217;invettiva di papà Ripepi &#8211; così lo chiamano i devoti della sua chiesa &#8211; contro quei giornalisti &#8220;sacerdoti della menzogna&#8221;</strong> che per l&#8217;ennesima volta lo avrebbero diffamato con modalità da &#8220;giustizialisti assetati di sangue&#8221;.</p>
<p>L&#8217;ira funesta di Massimo Ripepi esplode dopo la condanna a 7 anni di carcere di un impiegato 58enne per molestie sessuali su una minore a Reggio, reato denunciato dalla madre della bambina, che aveva frequentato con la sua famiglia la comunità di Catona. <strong>La donna, di nazionalità nigeriana, dopo aver accusato il pedofilo aveva pensato di ritirare la denuncia dichiarando al giudice che era stato Ripepi, come pastore della sua chiesa, a suggerirle di perdonare il molestatore.</strong> Questo racconto si trova nero su bianco nella sentenza di condanna del pedofilo, dove però il riferimento a Ripepi (che non è indagato) è al solo sentimento del perdono e non già al ritiro della denuncia, iniziativa personale della donna. Invece, tuona il consigliere e religioso, dai titoli di certa stampa risulta che la madre avesse pensato di ritrattare proprio dietro sollecitazione di papà Massimo. <strong>Ripepi ha rettificato con una nota, ma non ancora soddisfatto ha voluto rincarare la dose con una diretta Fb dove ieri sera si è messo a disposizione dei suoi confratelli per ogni chiarimento sulla vicenda</strong>. Che sarebbe stata ricostruita in modo falso. &#8220;E&#8217; l&#8217;ennesima accusa infamante &#8211; dice Massimo Ripepi &#8211; da parte di giornalisti, che per fortuna sono una piccola grande rispetto alla maggioranza di seri professionisti, giustizialisti che da quattro righe in una sentenza generano casi mediatici&#8221;. Il consigliere mostra il foglio su cui, colorato con l&#8217;evidenziatore, appare il suo nome in un fugace passaggio della deposizione della nigeriana.</p>
<p><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/05/IMG-20210512-WA0001.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-154828" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/05/IMG-20210512-WA0001.jpg" alt="" width="1080" height="564" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/05/IMG-20210512-WA0001.jpg 1080w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/05/IMG-20210512-WA0001-300x157.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/05/IMG-20210512-WA0001-1024x535.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/05/IMG-20210512-WA0001-768x401.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/05/IMG-20210512-WA0001-696x363.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/05/IMG-20210512-WA0001-1068x558.jpg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/05/IMG-20210512-WA0001-804x420.jpg 804w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></a></p>
<p><strong>E precisa di non avercela con tutti i giornalisti, sebbene sul piatto della bilancia i suoi trascorsi con quei pochi fabbricatori di sensazionalismi siano i più pesanti.</strong> Celebre e dai toni rabbiosi fu il suo scontro con una giornalista reggina che aveva ricordato il coinvolgimento del consigliere in un episodio di stalking; e<strong> l&#8217;attuale status di autosospeso da Fratelli d&#8217;Italia si deve all&#8217;agghiacciante storia di lunghi abusi sessuali su una ragazzina che aveva riguardato una famiglia seguita spiritualmente da Ripepi nella comunità di Catona</strong> &#8211; anche in quel caso il pastore aveva lamentato accenti mediatici strumentali nell&#8217;amplificare il suo ruolo nei fatti. Eppure quell&#8217;ultimo caso appare molto simile a questo della madre nigeriana (anche stavolta c&#8217;è una vittima disorientata che chiede sostegno e consiglio al padre religioso). Ma ora Massimo Ripepi non ci sta: <strong>&#8220;E&#8217; una info<span style="color: black;">ndata, falsa e calunniosa accusa</span></strong><span style="color: black;"><strong> nei miei confronti</strong> che ha origine da quattro righe di una sentenza nella quale una donna nigeriana ha dichiarato che le avrei detto di perdonare un tale funzionario di banca che non ho mai conosciuto&#8221;. <strong>Infatti, spiega il consigliere, mentre la donna e la sua famiglia erano effettivamente stati membri della chiesa, nulla lui sa dell&#8217;uomo condannato. Nè ha mai spinto la donna a ritirare la denuncia: &#8220;In realtà questa madre non voleva sottoporsi all&#8217;interrogatorio degli inquirenti e per questo aveva pensato, come idea sua, di ritrattare le sue accuse verso quell&#8217;uomo&#8221;.</strong> </span></p>
<p>Sul <strong>perdono,</strong> invece, la riflessione di Ripepi è diversa: &#8220;Non so niente di questa storia di violenze e non so perché la signora, che conosco e ho aiutato spiritualmente per molti anni insieme alle sue figlie come faccio sempre, ha fatto queste false dichiarazioni. <strong>Preciso però che se mi fossi trovato in questa situazione avrei consigliato alla signora di denunciare alle autorità competenti , perché questo si deve fare, ma anche di perdonare cristianamente il peccato per come Gesù Cristo ci insegna</strong> nella preghiera delle preghiere ovvero il Padre Nostro. Il perdono lo consiglierò sempre, perché noi doniamo il perdono a chi ci fa male per essere poi perdonati da Gesù per i nostri peccati&#8221;.</p>
<p>Nella diretta Facebook, durante la quale fioccano commenti di solidarietà e parole di stima ed esaltazione cristiana verso papà Massimo, il consigliere-pastore rivela che <strong>nella comunità c&#8217;è oggi una donna che dopo anni di abusi ha trovato la forza di lasciare il marito ed è al centro di un percorso spirituale. &#8220;L&#8217;ex marito &#8211; racconta Ripepi &#8211; è stato allontanato dalla nostra chiesa e per legge gli è vietato avvicinarsi alla moglie e gli altri familiari. Ma alla donna ho detto ugualmente di perdonare e voler bene al marito, come Gesù</strong> ha fatto con noi&#8221;.</p>
<p>La conclusione di Massimo Ripepi è estatica, cristianamente ispirata: &#8220;Io continuerò a combattere per la verità, nel mio piccolo farò quello che ha fatto Gesù e so che il Signore Gesù, che io servo, farà trionfare la verità. I miserabili che raccontano bugie saranno giudicati da Gesù&#8221;. Più prosaico è invece l&#8217;annuncio di voler procedere, tramite il legale Mario Santambrogio, contro la nigeriana. <strong>I giornalisti giustizialisti (&#8220;io non lo sono mai stato, neanche in politica non ho mai chiesto le dimissioni di nessuno che sia imputato o indagato, sono garantista e aspetto che siano i giudici ad esprimersi&#8221;) avranno pure pane per i loro denti, in un altro modo. Ripepi intende smascherare le loro bugie e malefatte in un libro che sta scrivendo sullo spinoso argomento,</strong> che s&#8217;intitolerà &#8220;Sacerdoti della menzogna&#8221;.</p>
<p><strong>Isabella Marchiolo </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ripepi-si-difende-dai-media-sacerdoti-della-menzogna-sui-quali-vuole-scrivere-un-libro/">Ripepi si difende dai media &#8220;sacerdoti della menzogna&#8221;, sui quali vuole scrivere un libro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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