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	<title>Pendolaria Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 18 Dec 2024 12:08:22 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Report &#8220;Pendolaria&#8221; di Legambiente: Tra le linee peggiori anche le Ferrovie della Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2024 12:08:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia, il trasporto su ferro resta un tema secondario e i finanziamenti ad oggi risultano essere assolutamente inadeguati. Il risultato è un trasporto che fatica a migliorare e su cui pesano anche gli impatti degli eventi meteo estremi con ritardi e interruzioni sempre più frequenti, i divari cronici tra Nord e Sud del Paese, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-289538-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/Stefano_Ciafani__presidente_di_Legambiente.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/Stefano_Ciafani__presidente_di_Legambiente.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/Stefano_Ciafani__presidente_di_Legambiente.mp4</a></video></div>
<p style="font-weight: 400;">In Italia, il trasporto su ferro resta un tema secondario e i finanziamenti ad oggi risultano essere assolutamente inadeguati. Il risultato è un trasporto che fatica a migliorare e su cui pesano anche gli impatti degli eventi meteo estremi con ritardi e interruzioni sempre più frequenti, i divari cronici tra Nord e Sud del Paese, i tagli ai collegamenti interregionali<strong>. A fare il punto è il nuovo report Pendolaria 2025 di Legambiente, presentato oggi a Roma, che mette in fila dati, numeri e proposte. Partendo dal portafoglio delle risorse, è a dir poco esiguo l&#8217;incremento di 120 milioni previsto nella proposta di legge di Bilancio 2025 per il Fondo Nazionale Trasporti</strong>, sottofinanziato da anni. In valori assoluti, i finanziamenti nazionali per il trasporto su ferro e su gomma sono passati <strong>da circa 6,2 miliardi di euro nel 2009 a 5,2 miliardi nel 2024,</strong>ma questi importi restano ben al di sotto delle necessità e rappresentano un<strong>–36% se si considera l&#8217;inflazione di questi ultimi 15 anni. </strong>Nel frattempo, <strong>il progetto del Ponte sullo Stretto continua a drenare ingentissime risorse pubbliche. Lo scorso anno, 1.6 miliardi sono stati dirottati dalla quota dei Fondi per lo sviluppo e la coesione (FSC) destinati direttamente alle regioni Calabria e Sicilia, mentre ora sono state alleggerite ulteriormente (da 9,3 a 6,9 miliardi) le spese a carico dello Stato,</strong>aumentando da 2,3 a 7,7 miliardi il contributo FSC. L&#8217;aspetto drammatico è che <strong>oltre l&#8217;87% degli stanziamenti infrastrutturali fino al 2038 riguarderanno il Ponte </strong>sullo Stretto, lasciando irrisolti problemi cronici come le linee chiuse o i servizi sospesi da oltre un decennio. A questo si aggiungono criticità nelle infrastrutture di trasporto urbano.</p>
<p style="font-weight: 400;">Oltre ai finanziamenti inadeguati, a pesare sul trasporto pubblico sono anche gli impatti della crisi climatica. Sono <strong>203 gli eventi meteo estremi </strong>che in Italia negli ultimi 14 anni &#8211; tra il 2010 e il 2024 &#8211; hanno causato <strong>interruzioni e ritardi a treni, metro e tram in tutta Italia.</strong>Secondo il Rapporto del Mit <a href="https://www.mit.gov.it/nfsmitgov/files/media/notizia/2022-02/Rapporto_Carraro_Mims.pdf">&#8220;Cambiamenti climatici, infrastrutture e mobilità&#8221;,</a><strong>i danni su infrastrutture e mobilità provocati dalla crisi climatica aumenteranno entro il 2050 fino a circa 5 miliardi di euro l&#8217;anno e, in assenza di misure di adattamento, raggiungerebbero un valore tra lo 0,33% e lo 0,55% del PIL italiano al 2050.  </strong><strong>Linee peggiori d&#8217;Italia e tagli ai collegamenti interregionali: </strong>Ritardi cronici, stazioni chiuse da anni e treni poco frequenti sono la sfida quotidiana dei pendolari che utilizzano <strong>le linee peggiori d&#8217;Italia.</strong>Tra le conferme le linee <strong>ex Circumvesuviane</strong>, la <strong>Roma Nord-Viterbo</strong>e la <strong>Catania-Caltagirone-Gela</strong>.<strong>Tra le 7 new entry anche </strong>la rete di <strong>Ferrovie della Calabria</strong>, dove le due linee del taurense (la Gioia Tauro – Palmi – Sinopoli e la Gioia Tauro – Cinquefrondi) sono state sospese integralmente nel 2011 e giacciono in stato di abbandono.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il Sud, il grande dimenticato: </strong>qui la situazione del trasporto su ferro resta critica: l<strong>&#8216;età media dei treni, pari a 17,5 anni, è ancora superiore a quella del Nord, dove si è scesi a 9 anni. </strong>I treni regionali <strong>in Calabria</strong> hanno un&#8217;età media di oltre vent&#8217;anni (20,1) costituendo la flotta più vecchia d&#8217;Italia, seconda solo all&#8217; Umbria, ed il numero dei viaggiatori è in costante calo.  Inoltre, la rete ferroviaria del Mezzogiorno è ancora in gran parte non elettrificata e sono diverse le linee dismesse <strong>tra le quali quelle che da Gioia Tauro portano a Palmi e a Cinquefrondi in Calabria, il cui servizio è sospeso da 13 anni. </strong>In Calabria esistono <strong>casi emblematici come il collegamento Cosenza -Crotone </strong>che <strong>richiede almeno 3 ore</strong> per percorrere 115 km di distanza.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>La mobilità in Calabria, nonostante alcuni miglioramenti infrastrutturali ed i rinnovi parzialmente avvenuti nel parco treni &#8211; </em><strong>afferma Anna Parretta, presidente Legambiente Calabria &#8211;</strong><em>continua ad essere una nota dolente. Nella nostra regione è complesso spostarsi senza l&#8217;utilizzo di un mezzo privato e ci sono tassi molto elevati di motorizzazione con conseguenze negative sull&#8217;inquinamento ambientale e sulla vivibilità delle città oltre che sulla salute delle persone&#8221;. &#8220;Si tratta di elementi </em>&#8211; prosegue Parretta &#8211;<em>che incidono necessariamente sulla qualità della vita dei calabresi andando in senso contrario alle logiche della sostenibilità e rappresentano un frammento di quelle dinamiche socio-economiche che stanno contribuendo a spopolare non solo le nostre aree interne, ma anche le aree metropolitane della regione come sta accadendo a Reggio Calabria che ha perso dal 2001 al 2023 ben 44.851 abitanti pari al 7,95 %. Bisogna ripensare la Calabria a partire dalla mobilità</em>&#8220;.</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>I dati del report &#8220;Pendolaria&#8221; di Legambiente: in Calabria parchi rotabili con età media di oltre 21 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Feb 2024 12:01:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia i servizi ferroviari regionali e il trasporto pubblico sono un tema del tutto secondario, insieme al Mezzogiorno e ai finanziamenti ad oggi insufficienti. Intanto mentre il numero dei viaggiatori torna a salire, il governo Meloni risponde con tagli e rimodulazioni. Nell’ultima legge di bilancio, approvata lo scorso dicembre, per la prima volta dal [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/i-dati-del-report-pendolaria-di-legambiente-in-calabria-parchi-rotabili-con-eta-media-di-oltre-21-anni/">I dati del report &#8220;Pendolaria&#8221; di Legambiente: in Calabria parchi rotabili con età media di oltre 21 anni</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia i servizi ferroviari regionali e il trasporto pubblico sono un tema del tutto secondario, insieme al Mezzogiorno e ai finanziamenti ad oggi insufficienti. Intanto mentre il numero dei viaggiatori torna a salire, il governo Meloni risponde con tagli e rimodulazioni. Nell’ultima legge di bilancio, approvata lo scorso dicembre, per la prima volta dal 2017 non sono stati neanche previsti fondi per il trasporto rapido legato a metro, tramvie, e filovie, così come per la ciclabilità e la mobilità dolce. È quanto denuncia Legambiente con <strong>il nuovo report di Pendolaria, </strong>presentato oggi a Reggio Calabria nell’ambito della campagna Clean Cities, che racconta in sintesi di un Paese caratterizzato da nodi irrisolti tra ritardi, convogli vecchi e lenti, e un divario sempre più forte tra nord e sud su qualità e quantità del trasporto su ferro. <strong>Grande dimenticato è il Mezzogiorno</strong>: qui le corse dei <strong>treni regionali e l’età media dei convogli sono anco­ra distanti dai livelli del resto d’Italia. Al Sud i treni sono più vecchi, </strong>l’età media dei convogli è di 18,1 anni,<strong> </strong>in calo rispetto a 19,2 anni del 2020 e dei 18,5 del 2021,<strong> </strong>ma ancora molto lontana dai 14,6 anni del nord.<strong> </strong>Due i casi record di “anzianità” dei parchi rotabili: <strong>in Molise l’età media è di 22,6 anni, in Calabria 21,4</strong> anni.</p>
<p><strong>Quattro delle dodici linee ferroviarie peggiori, </strong>segnalate da Legambiente nel 2024<strong>,  si concentrano al Sud, </strong>tra conferme e nuovi ingressi:<strong> le ex linee circumvesuviane </strong>(142 km, ripartiti su 6 linee e 96 stazioni, che si sviluppano intorno al Vesuvio, sia lungo la di­rettrice costiera verso Sorrento, sia sul versan­te interno alle pendici del Monte Somma, fino a raggiungere Nola, Baiano e l’Agro nocerino sarnese), <strong>la linea Catania- Caltagirone-Gela, </strong>e come new entry<strong> </strong>la <strong>linea Jonica </strong>che collega Taranto e Reggio Calabria, <strong>la linea adriatica </strong>nel tratto pugliese <strong>Barletta-Trani-Bari</strong>. Altra nota dolente, riguarda le <strong>linee ferrovie chiuse e sospese ormai da</strong> <strong>anni</strong>: come <strong>quella della Palermo-Trapani via Milo</strong> (chiusa dal 2013 a causa di alcuni smottamenti di terreno), <strong>della Caltagirone-Gela</strong> (chiusa a causa del crollo del Ponte Carbone l’8 maggio 2011) o quelle delle linee <strong>a scar­tamento ridotto che da Gioia Tauro portano a Palmi e a Cinquefrondi in Calabria, </strong>il cui servizio è sospeso da 11 anni e dove non vi è alcun pro­getto concreto di riattivazione. In <strong>Sicilia sono 1.267 i km di linee a binario unico, l’85% del totale di 1.490 km, mentre non sono elettrificati 689 km, pari al 46,2% del totale</strong>. <strong>Imbarazzanti i tempi di percorrenza</strong>: ad esempio per andare da <strong>Trapani a Ragusa ci si impiegano 13 ore e 14 minuti, cambiando 4 treni regionali</strong>. In tutto ciò il dibattito pubblico e le risorse economiche per risolvere i problemi di mobilità del Mezzogiorno sembrano ruota­re attorno alla realizzazione del <strong>Ponte sullo Stretto di Messina</strong> con una spesa com­plessiva autorizzata di <strong>11,63 miliardi di euro, suddivisi in 9 anni</strong>. Un’opera definita più volte da Legambiente inutile e insensata e dal forte impatto ambientale e paesaggistico. Per questo <strong>l’associazione ambientalista lancia oggi da Reggio Calabria e Messina,</strong> dove si presenta Pendolaria con un doppio appuntamento (quello del pomeriggio sarà a Messina), <strong>un appello al Ministro </strong>delle infrastrutture e dei trasporti Matteo<strong> Salvini</strong>: “il tema dei pendolari e del trasporto su ferro diventi una priorità. Il Sud, a partire dalla Calabria e dalla Sicilia, non ha bisogno del Ponte sullo stretto di Messina, ma di potenziare le linee ferroviarie con nuovi treni, di puntare su elettrificazione e collegamenti più veloci via terra, di migliorare il trasporto via nave con l’acquisto dei traghetti Ro-Ro (Roll-on/Roll-off) e convertire le flotte attuali in traghetti elettrici”.</p>
<p>“Bisogna – dichiara <strong>Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente</strong> &#8211; invertire la rotta e puntare su importanti investimenti per il no­stro Paese, a partire dal Mezzogiorno, finanziando le prioritarie infrastrutture: ossia nuove linee ferroviarie a doppio binario ed elettrificate, treni moderni, veloci, interconnessioni tra i vari mezzi di trasporto e con la mobilità dolce, garantendo accessibilità e uno spostamento dignitoso e civile. Il Governo Meloni non rincorra inutili opere come il Ponte sullo Stretto di Messina, ma pensi ai reali problemi di mobilità del Sud Italia e dell’intero Paese. Oggi la vera sfida da realizzare al 2030 è quella di un cambia­mento profondo della mobilità nella direzio­ne della decarbonizzazione e del recupero di ritardi e disuguaglianze territoriali.</p>
<p>“In Calabria e in Sicilia – dichiarano <strong>Anna Parretta, presidente Legambiente Calabria e Tommaso Castronovo</strong> <strong>presidente Legambiente Sicilia</strong>&#8211; si continua a viaggiare ed a spostarsi quasi come trenta anni fa. Il rapporto Pendolaria mette in luce il persistente divario infrastrutturale tra il Sud ed il Nord del Paese: circolano meno treni, i convogli sono mediamente più vecchi e si muovono su linee in larga parte a binario unico e non elettrificate con tempi di percorrenza che li rendono poco competitivi rispetto al trasporto su gomma. In Calabria ed in Sicilia servono collegamenti più sicuri e frequenti con l’adeguamento delle linee anche ai fini dell’alta velocità, treni tecnologicamente avanzati, stazioni rinnovate ed accoglienti. Quello di cui abbiamo bisogno è il triplo degli investimenti programmati, già da diversi anni, per migliorare ed ampliare l’offerta del servizio e il materiale rotabile oltre ad informazioni puntuali nel rispetto dei diritti dei passeggeri. Il Ponte sullo stretto oltre ad essere un’opera inutile, che drena ingenti risorse pubbliche e non risponde alle vere priorità di Calabria e Sicilia, è anche pericolosa perché sarebbe costruito in una zona ad alto rischio geotettonico e sismico e, sotto il profilo ambientale, metterebbe a rischio la conservazione di ambienti marini, costieri ed umidi di eccezionale bellezza”.</p>
<p><strong>Scenario al 2030:</strong> Per Legambiente se davvero l’Italia vuole rispettare gli obiet­tivi del Green Deal europeo, del taglio delle emissioni del 55% entro il 2030 e al loro azzeramento entro il 2050, sarà necessario <strong>fino al 2030 prevedere nuovi finanziamenti pari a 500 milioni l’anno </strong>per rafforzare il servizio ferroviario regionale con l’acquisto e il revamping dei treni; <strong>200 milioni l’anno per migliorare il servizio In­tercity o l’aumento di almeno 1 miliardo del Fondo Nazionale Trasporti</strong> (che fi­nanzia il trasporto su ferro e quello su gomma). Si tratta di una spesa alla portata del Paese attraverso un’attenta programmazione di finanziamenti europei, italiani e regionali. Le risorse si possono recuperare dai sussidi alle fonti fossili e inquinanti, oltre che ripensando a progetti stradali e autostradali dannosi per l’ambiente e per l’economia.</p>
<p><strong>12 linee peggiori: Tornando al report e alle 12 linee ferroviarie peggiori 2024, </strong>oltre alle quattro del Meridione (ex linee circumvesuviane, la linea Catania- Caltagirone-Gela, la linea Jonica, la tratta <strong>Barletta-Trani-Bari</strong>), ci sono anche: <strong>la Roma-Lido, la Roma Nord</strong>, la <strong>Milano-Mortara</strong>, la <strong>Genova-Acqui-Asti </strong>(che vede ancora 46 km di binario unico sui 63 totali), <strong>la Verona-Rovigo, e come new entry </strong>la <strong>Ravenna-Bologna</strong>, <strong>la Pinerolo-Torino </strong>(linea tra le piemontesi con il maggior numero di utenti all’anno, è al tempo quella che registra ritardi e soppressioni a livello di servizio ferroviario metropolitano) e il <strong>suo proseguimento Pinerolo-Torre Pel­lice </strong>la cui<strong> </strong>riattivazione del servizio, sospeso nel 2012, era incluso nel contratto per il servizio ferroviario metropolitano siglato dalla Regione e RFI nel 2019, ma la procedura è ancora ferma alla fase progettuale; la <strong>Grosseto-Siena</strong> dove permangono ancora rallentamenti e disagi per i viaggiatori.</p>
<p><strong>La beffa dei tagli al PNRR</strong>: Nel 2023 il PNRR, che prevedeva ampi interventi sulle ferrovie, è stato rimodulato. 620 milioni per velocizzare il corridoio Roma-Pescara sono stati bloccati dalle lungaggini dell’iter amministrativo; l’intervento sul segnalamento ferroviario Ertms, il sistema di sicurezza per le ferrovie di ultima generazione, è saltato per la mancanza delle materie prime; la Palermo-Catania non sarebbe rientra­ta in tempo per il completamento degli interven­ti nel 2026, ed è stata quindi rimodulata. In totale, sul sistema di AV/AC al sud, 840 milioni di tagli: Orsara-Bovino (linea Napo­li-Bari) per 53 milioni, Caltanissetta Xirbi-Lerca­ra (linea Palermo-Catania) per 470 milioni, En­na-Caltanissetta Xirbi (linea Palermo- Catania) per 317 milioni. Per non depredare il sistema ferroviario delle molte risorse necessarie, la Or­te-Falconara e la Metaponto-Potenza, oltre ad altre tratte regionali, sono state incluse nei nuovi interventi previsti. Ridotti di un terzo i nuovi treni a idrogeno in acquisto: da 150 a 50.</p>
<p>All’incontro con la stampa hanno preso parte anche il consigliere regionale del Pd e componente della Commissione ambiente del Consiglio regionale, <strong>Giovanni Muraca</strong>; il sindaco di villa San Giovanni, <strong>Giusy Caminiti</strong>; l’assessore all’ambiente del Comune di Villa San Giovanni, <strong>Ruggiero Marra</strong>; il consigliere comunale movimento “La strada” di Reggio Calabria, <strong>Saverio Pazzano</strong>; il segretario regionale Filt Cgil Calabria, <strong>Salvatore La Rocca</strong>; il segretario Filt Area metropolitana di Reggio Calabria, <strong>Mimmo Laganà</strong>; il segretario confederale Cgil, <strong>Pasquale Marino</strong>. Ed inoltre, anche numerosi rappresentanti di Legambiente e di altre Associazioni ambientaliste della Calabria e della Sicilia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/i-dati-del-report-pendolaria-di-legambiente-in-calabria-parchi-rotabili-con-eta-media-di-oltre-21-anni/">I dati del report &#8220;Pendolaria&#8221; di Legambiente: in Calabria parchi rotabili con età media di oltre 21 anni</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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