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	<title>Pavia Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 18 Nov 2024 12:17:39 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Sequestro record tra Lombardia e Calabria di oltre 2 tonnellate di stupefacenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 11:02:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle prime ore di questa mattina, militari del Nucleo di Polizia Economico Finanzia di Pavia e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia d Milano, hanno dato esecuzione nelle province di Pavia, Milano, Reggio Calabria, Lecco e Piacenza a un’ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal Giudice per le Indagini [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-283886-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/GDF-Pavia-droga-1.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/GDF-Pavia-droga-1.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/GDF-Pavia-droga-1.mp4</a></video></div>
<p><strong>Dalle prime ore di questa mattina</strong>, militari del Nucleo di Polizia Economico Finanzia di Pavia e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia d Milano, hanno dato esecuzione nelle province di <strong>Pavia, Milano, Reggio Calabria, Lecco e Piacenza</strong> a un’ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Milano, su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, nei confronti di<strong> 20 soggetti, di cui 15 in carcere e 5 agli arresti domiciliari</strong>, indiziati di appartenere a un’associazione dedita al traffico di stupefacenti, articolata in cellule presenti i cui appartenenti, pur con compiti differenti, avevano l’obiettivo di procurare ingenti quantitativi di stupefacenti da rivedere all’interno della città di Milano. E’ stata quindi individuata una sola compagine associativa <em>trasversale</em> (<em>i cui componenti assumono quindi quasi tutti la posizione di organizzatori</em>) composta di elementi di spicco del narcotraffico lombardo (e non solo) per forniture all’ ingrosso di sostanze stupefacenti.</p>
<p>L’attività ha rivelato come il terminale delle varie organizzazioni è in colui che ha sostituito i <strong>Flachi della Comasina</strong> godendo della consolidata vicinanza con i<strong> Barbaro di Platì</strong>, attivi nella zona di Cologno Monzese, ed i <strong>gruppi criminali albanesi</strong> e <strong>sudamericani</strong> che, da basi strategiche in Sudamerica controllano le spedizioni della cocaina verso le più importanti piazze intercontinentali. Dagli approfondimenti investigativi condotti è emerso come l’organizzazione indagata abbia importato ingentissimi quantitativi di cocaina, grazie anche al rapporto privilegiato di un organizzatore del gruppo associativo con i nuclei di criminalità organizzata stanziali in Calabria. Allo stesso tempo l’organizzazione ha anche distribuito grossi quantitativi di hashish provenienti dal Marocco e dalla Spagna grazie all’opera di un narcotrafficante di altissimo livello, tratto in arresto nel corso di recenti operazioni condotte nella città di Milano, che conta su solidi rapporti instaurati nel tempo con i più grossi produttori e fornitori magrebini. Parte dello stupefacente è stato <strong>commercializzato da noti elementi della malavita milanese</strong> legati in affari ai vertici del gruppo criminale imperante nel quartiere Barona di Milano.</p>
<p>Come emerge in maniera precisa e dettagliata dalle risultanze investigative, attraverso la contabilità rinvenuta, la componente criminale, con la vendita degli ingenti quantitativi di narcotico, ha generato una ingentissima massa di denaro contante, pari a circa 11 Milioni di euro, utilizzando sistemi di occultamento finalizzati a sottrarre i profitti illeciti alla tracciabilità ed ai sequestri da parte delle Autorità dello Stato. Gli stessi, quindi, hanno fatto ricorso, sistematicamente, ad organizzazioni strutturate, operanti sul suolo italiano, gestite da collettori <strong>di etnia cinese</strong> detentori, ormai in via esclusiva, dei canali bancari sommersi (cd. <strong><em>underground banking</em>)</strong> per trasferire il denaro all’estero secondo il sistema del <strong><em>fei eh ‘ien</em></strong> &#8211; circuito finanziario finalizzato al trasferimento di soldi con completa garanzia di anonimato. Le risultanze delle attività investigative hanno permesso, quindi, la ricostruzione dei fatti relativi all’importazione e alla distribuzione di: <strong>1000 chili di cocaina</strong>; <strong>1000 chili di hashish;</strong> <strong>173 chili di eroina</strong>. Sono stati sottoposti a sequestro circa<strong> 250 chili di droga</strong> destinati all’organizzazione e la somma di <strong>800 mila euro contanti</strong> (durante la fase di trasferimento all’estero). Si evidenzia che il procedimento penale verte ancora nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.</p>
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		<title>VIDEO-&#8216;Ndrangheta in locali della movida di Milano: 14 arresti e 4 attività sequestrate</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ndrangheta-in-locali-della-movida-di-milano-14-arresti-e-4-attivita-sequestrate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2024 10:55:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Guardia di Finanza di Milano, congiuntamente alla Polizia Locale di Milano e con la collaborazione dei Carabinieri del Comando Unità Forestali, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano nei confronti di 14 indagati facenti parte di un sodalizio mafioso di matrice ‘ndranghetista, capeggiato da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-246005-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/04/MIlano-GdF-calabrianews.it_.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/04/MIlano-GdF-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/04/MIlano-GdF-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>La Guardia di Finanza di Milano, congiuntamente alla Polizia Locale di Milano e con la<br />
collaborazione dei Carabinieri del Comando Unità Forestali, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano nei confronti di 14 indagati facenti parte di un sodalizio mafioso di matrice ‘ndranghetista, capeggiato da una famiglia calabrese radicata da tempo nel capoluogo meneghino, particolarmente attivo nella commissione di plurime attività illecite, tutte aggravate dal metodo mafioso, tra le quali, intestazione fittizia di attività commerciali, estorsione, truffa ai danni di agenzie di lavoro interinale e traffico di rifiuti. Le operazioni, in corso dalle prime luci dell’alba, vedono l’impiego di oltre 80 unità tra finanzieri, agenti della Polizia Locale e Carabinieri Forestali impegnati nell’esecuzione delle 14 misure cautelari personali, eseguite nelle province di Milano, Monza-Brianza, Varese, Pavia, Modena e Mantova, nonché di numerose perquisizioni presso private abitazioni risultate nella disponibilità degli indagati ed esercizi commerciali. L’indagine, condotta con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma e della Rete Operativa @ON di Europol, ha permesso di disarticolare l’associazione ‘ndranghetista, che riconosceva nella potente cosca Piromalli di Gioia Tauro (RC) un suo solido punto di riferimento.</p>
<p>Per la realizzazione dei progetti criminali, il sodalizio poteva contare sulla collaborazione di diversi soggetti compiacenti, utilizzati come prestanome al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali concretamente applicabili, cui veniva attribuita fittiziamente la titolarità di diversi esercizi commerciali ubicati in Lombardia e in Piemonte. È altresì emerso come un soggetto, già giudiziariamente riconosciuto come appartenente alla citata cosca della piana di Gioia Tauro (RC), fosse impegnato in un’infiltrazione nel settore dei locali di intrattenimento, presenti nelle più rinomate aree della movida milanese, posta in essere per il tramite di un proprio “referente”, stabilmente operante a Milano, che si occupava dell’acquisizione e della gestione di numerosi locali, attribuendone fittiziamente la titolarità a prestanome privi di adeguata esperienza imprenditoriale. Nel corso dell’operazione, infatti, sono state sequestrate, in forza di un decreto di sequestro preventivo emesso d’urgenza del P.M. titolare delle indagini, 4 società di capitali titolari di altrettanti esercizi commerciali di somministrazione di cibi e bevande, in quanto di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dall’amministratore di fatto e dai compiacenti prestanome, in parte ubicati all’interno del “Mercato Comunale Isola”, struttura di proprietà del Comune di Milano e oggetto di concessione ad un raggruppamento temporaneo di imprese che, a loro volta, avevano dato in locazione degli spazi commerciali alle suddette società destinatarie del provvedimento di sequestro. Le investigazioni hanno permesso di rivelare le dinamiche del gruppo mafioso, capeggiato da un soggetto munito della dote ‘ndranghetista di “Vangelo “, in grado di dirimere eventuali controversie che promuoveva, pianificava ed organizzava gli associati nelle diverse azioni criminali nel territorio milanese nel business dello smaltimento rifiuti, utilizzando come discariche aree protette e capannoni industriali abbandonati.</p>
<p>Oltre all’accertamento di condotte delittuose tipiche della criminalità organizzata di stampo mafioso, quali le attività estorsive per il “recupero crediti”, le indagini hanno consentito di disvelare un efficiente meccanismo attuato dal gruppo criminale, mediante la stipula di contratti di somministrazione fittizi in assenza di effettive esigenze di impiego di forza-lavoro, per truffare numerose agenzie di lavoro interinale con la complicità dei lavoratori somministrati che, sistematicamente, retrocedevano gli stipendi ai sodali del suddetto gruppo criminale. L’azione di servizio, svolta in stretta sinergia dalla Guardia di Finanza di Milano e Le altre FF.PP., testimonia l’impegno quotidianamente profuso a presidio della sicurezza e a tutela della legalità economico-finanziaria dei Paese, con particolare riferimento ai contrasto alla criminalità organizzata e delle infiltrazioni della stessa nel circuito economico legale. La responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata con la sentenza irrevocabile di condanna. Il procedimento penale verte ancora nella fase delle indagini preliminari e, allo stato delle attuali acquisizioni probatorie, in attesa di giudizio definitivo, è doveroso sottolineare che vale la presunzione di non colpevoiezza degli indagati. La diffusione del presente comunicato stampa è autorizzata dalla Procura della Repubblica di Milano in ottemperanza alle disposizioni del Decreto Legislativo n. 188/2021, ritenendo sussistente l’interesse pubblico all’ informazione, con particolare riferimento al contrasto della criminalità organizzata e dei traffici illeciti, nonché di ogni altra forma di criminalità economico finanziaria.</p>
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		<item>
		<title>Finte assicurazioni vendute su un sito internet fai da te: Truffate 18 persone, denunciati 6 calabresi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2023 10:47:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un sito web in cui si pubblicizzavano assicurazioni a condizioni ultravantaggiose che, in realtà, nascondeva un’attività del tutto fittizia. Almeno 18 persone sarebbero cascate nella truffa organizzata da un ventisettenne di Cirò Marina, nel Crotonese, volto ben noto alle forze dell’ordine. Il giovane, secondo le accuse, aveva aperto una falsa pagina web di assicurazione online [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un sito web in cui si pubblicizzavano assicurazioni a condizioni ultravantaggiose che, in realtà, nascondeva un’attività del tutto fittizia. Almeno 18 persone sarebbero cascate nella truffa organizzata da un ventisettenne di Cirò Marina, nel Crotonese, volto ben noto alle forze dell’ordine. Il giovane, secondo le accuse, aveva aperto una falsa pagina web di assicurazione online facendosi pagare il premio su un conto banco posta a lui intestato, aperto e chiuso in pochi giorni. </p>
<p>Le indagini sono partite a metà giugno quando un 50enne residente nel Pavese ha sporto denuncia ai carabinieri della stazione di Candia Lomellina, dopo aver visto i suoi soldi sparire senza mai ricevere in cambio alcun documento che attestasse l’assicurazione.</p>
<p>Il denaro truffato con la promessa di sconti sarebbero finiti su conti dei complici del ventisettenne, almeno cinque,di età tra i 27 e 53 anni, anch’esse residenti in Calabria e tutte con precedenti specifici. Il provento del raggiro viene indicato dagli investigatori in 21 mila euro in pochi giorni. In tutto sono state denunciate dai carabinieri di Pavia sei persone: il presunto architetto del sistema e cinque sui ipotetici complici. Tutti gli indagati risiedono in Calabria e sono noti alle forze dell’ordine per accuse specifiche.</p>
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		<item>
		<title>Infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia della Provincia di Milano: 9 arresti e 6 misure interdittive</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/infiltrazione-della-criminalita-organizzata-nelleconomia-della-provincia-di-milano-9-arresti-e-6-misure-interdittive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2023 10:09:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stata eseguita un’articolata ordinanza nell’ambito di un’importante operazione condotta dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Pavia coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, tesa a contrastare la perdurante infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale della Regione e, in particolare, nella provincia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/infiltrazione-della-criminalita-organizzata-nelleconomia-della-provincia-di-milano-9-arresti-e-6-misure-interdittive/">Infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia della Provincia di Milano: 9 arresti e 6 misure interdittive</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata eseguita un’articolata ordinanza nell’ambito di un’importante operazione condotta dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Pavia coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, tesa a contrastare la perdurante infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale della Regione e, in particolare, nella provincia di Milano. Ciò attraverso una serie di società gravitanti anche intorno agli interessi economici di uno dei principali indagati, un <strong>pregiudicato</strong> italiano di<strong> origini calabresi</strong>, risultato &#8220;vicino&#8221; alle <strong>cosche di &#8216;ndrangheta</strong> dei <strong>Mancuso di Limbadi</strong> (VV) e dei <strong>Pesce di Rosarno</strong> (RC). Tale pregiudicato era<strong> già stato arrestato a fine 2019</strong> insieme ad altre otto persone in una precedente operazione, diretta sempre dalla <strong>DDA di Milano</strong>, in quanto a capo di un sodalizio criminale che aveva investito i proventi derivanti dal <strong>traffico di sostanze stupefacenti</strong> in una<strong> catena di ristoranti-pizzerie nel milanese</strong>, di cui egli era socio occulto per eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali. Il provvedimento di custodia cautelare emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Milano su richiesta avanzata dalla Procura Distrettuale, è stato eseguito dalle Fiamme Gialle che sono <strong>intervenute con circa 100 militari</strong> nelle province di Milano, Monza-Brianza e<strong> Crotone</strong> per arrestare 9 cittadini italiani, tra promotori e partecipi al sodalizio criminale, fra cui i rappresentanti legali e di fatto di molte delle aziende coinvolte e due professionisti. Per 6 soggetti è stata disposta la custodia cautelare personale in carcere e per 3 quella degli arresti domiciliari.</p>
<p>Nel medesimo provvedimento, il GIP ha disposto per ulteriori <strong>6 persone coinvolte il divieto temporaneo di esercitare e ricoprire uffici direttivi</strong> di imprese e persone giuridiche nonché il sequestro preventivo dei proventi illeciti per complessivi <strong>15,7 milioni</strong> di euro, frutto dell’evasione posta in essere attraverso l’emissione di<strong> fatture false</strong> per oltre 43 milioni di euro dalle società coinvolte negli accertamenti dei finanzieri. Nello specifico, la prima fase delle investigazioni consentiva di delineare la struttura e i partecipanti al sodalizio criminale dedito alla commissione di plurimi reati tributari, con a capo un imprenditore operante nel nord milanese, coadiuvato da alcuni familiari, in stretto contatto con un professionista attinto da plurimi precedenti di polizia e già emerso in altra indagine del Nucleo PEF della Guardia di Finanza di Pavia quale promotore di una similare associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di reati fiscali. Durante le successive indagini delegate alla Guardia di Finanza venivano quindi individuate <strong>numerose società</strong>, riconducibili agli indagati, generalmente<strong> fornitrici di servizi/manodopera</strong>, costituite e gestite da meri prestanome privi di capacità imprenditoriali, senza una struttura organizzativa, mezzi propri e uffici, che concentravano la propria operatività in pochi anni attraverso l’emissione e l’utilizzo reciproco di fatture per operazioni in parte/del tutto inesistenti per poi essere cessate o messe in liquidazione prima che gli uffici finanziari potessero avviare eventuali controlli fiscali e/o sul lavoro. Le fatture emesse riguardavano anche l’utilizzo di strumentazioni e, talvolta, il <strong>noleggio di macchinari</strong> senza averne l’effettiva disponibilità come per le attrezzature necessarie per l’espletamento dell’attività e l’organizzazione del personale che erano in capo alle società committenti operanti in diverse province lombarde in parte beneficiarie delle false fatturazioni.</p>
<p>Gli accertamenti, sviluppatisi anche attraverso l’approfondimento di <strong>numerose segnalazioni di operazioni sospette</strong> sui soggetti indagati nonché con l’esecuzione di approfondite indagini finanziarie, hanno quindi portato alla segnalazione all’A.G. inquirente di 15 persone, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari con connessi profili di autoriciclaggio, e a proporre il sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p. del profitto dei reati corrispondente alle imposte evase dalle aziende coinvolte. Contemporaneamente ai provvedimenti cautelari viene pertanto data esecuzione anche al sequestro preventivo in via diretta nei confronti delle società coinvolte e per equivalente nei riguardi degli indagati per gli importi a ciascuno ricondotti, finalizzato alla confisca dei profitti dei reati tributari individuati che riguarda conti correnti bancari, denaro contante, attività finanziarie, beni mobili e immobili fino al valore complessivo di oltre 15 milioni di euro. L’operazione odierna conferma la costante attenzione dell’Autorità Giudiziaria e della Guardia di Finanza al contrasto delle organizzazioni criminali dedite alla commissione di reati tributari e di riciclaggio del denaro derivante dalla stessa evasione fiscale, che costituiscono un grave ostacolo allo sviluppo economico del nostro Paese distorcendo la libera concorrenza tra le imprese sane del tessuto imprenditoriale. I provvedimenti eseguiti costituiscono misure cautelari disposte in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Le mani della ‘ndrangheta sul traffico di sostanze stupefacenti: 13 fermi in Lombardia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/le-mani-della-ndrangheta-sul-traffico-di-sostanze-stupefacenti-13-fermi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2022 07:01:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri dei Comandi Provinciali di Pavia e Milano unitamente a militari dello S.C.I.C.O. di Roma hanno dato esecuzione a provvedimenti delegati dalla Procura della Repubblica di Milano, nei confronti di soggetti indiziati di appartenere ad un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso, intestazione fittizia di beni, detenzione e porto [&#8230;]</p>
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<p>I finanzieri dei Comandi Provinciali di Pavia e Milano unitamente a militari dello S.C.I.C.O. di Roma hanno dato esecuzione a provvedimenti delegati dalla Procura della Repubblica di Milano, nei confronti di soggetti indiziati di appartenere ad un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso, intestazione fittizia di beni, detenzione e porto illegali di armi. In particolare, le Fiamme Gialle stanno eseguendo un fermo di indiziato di delitto nei confronti di 13 soggetti ed un sequestro preventivo d’urgenza nei confronti di due attività imprenditoriali.</p>
<p>I citati provvedimenti rappresentano l’epilogo di una complessa attività investigativa convenzionalmente denominata “Metropoli – Hidden Economy”, coordinata dalla D.D.A. milanese e condotta dai Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria di Milano e Pavia, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma, che ha consentito di ricostruire le attività illecite di un’associazione criminale composta da soggetti dediti, a vario titolo, all’illecito traffico di cocaina, hashish e marijuana e all’intestazione fittizia di beni, avente al vertice il figlio dello storico esponente apicale di un sodalizio di ‘ndrangheta del quartiere Comasina di Milano. Le investigazioni economico-finanziarie hanno permesso di ricostruire i flussi di danaro e rilevare come una carrozzeria, utilizzata dagli indagati anche per la riparazione di auto in danno di istituti assicurativi, ed un negozio di articoli sportivi, entrambi ubicati nella provincia di Milano e formalmente intestati a terzi soggetti, fossero in realtà riconducibili all’indagato principale.</p>
<p>Le indagini hanno altresì permesso di ricostruire le rotte dello stupefacente, con sequestri effettuati anche nel territorio della Confederazione Svizzera, episodi estorsivi nei confronti dei clienti morosi ed un traffico di armi anche da guerra, quali mitragliatori Kalashnikov riforniti da cellule calabresi e balcaniche collegate. Sono in corso perquisizioni su tutto il territorio regionale con il supporto di altri Reparti e di mezzi aerei della Guardia di Finanza. Si evidenzia che il procedimento penale verte ancora nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna. La diffusione del presente comunicato stampa è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica di Milano, in ottemperanza alle disposizioni del Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 188.</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta: 7 Arresti per estorsioni e usura fino al 30% al mese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ndrangheta-7-arresti-per-estorsioni-e-usura-fino-al-30-al-mese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2022 08:53:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[estorsione]]></category>
		<category><![CDATA[Guardavalle]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Pavia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli agenti della Polizia di Stato, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, stanno eseguendo nelle province di Milano e Pavia, diverse misure cautelari nei confronti di persone ritenute responsabili di usura ed estorsione, aggravata dal metodo mafioso, spaccio di stupefacenti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.  Si stima che in totale il giro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli agenti della Polizia di Stato, coordinati dalla <strong>Direzione Distrettuale Antimafia di Milano</strong>, stanno eseguendo nelle province di Milano e Pavia, diverse misure cautelari nei confronti di persone ritenute responsabili di usura ed estorsione, aggravata dal metodo mafioso, spaccio di stupefacenti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.  Si stima che in totale il giro di affari legato alle sole emissioni di false fatture ammontasse a diversi milioni di euro mentre è stata <strong>scoperta una &#8220;vendita di denaro&#8221;</strong> da parte di alcuni degli indagati che consentiva di poter camuffare dei prestiti di tipo usuraio: si sono verificate anche estorsioni ed è stato riscontrato sfruttamento di manodopera in nero.</p>
<p>Durante le indagini il Tribunale di Milano &#8211; Sezione Misure di Prevenzione &#8211; aveva emesso un decreto di sequestro a carico di uno degli indagati, risultato affiliato alla &#8216;ndrangheta, in particolare alla<strong> locale di Giussano</strong> (Monza e Brianza), direttamente collegata alla locale di <strong>Guardavalle</strong> (Catanzaro). L&#8217;uomo è risultato gestore di fatto, attraverso una serie di prestanome, di società cartiere che emettevano false fatturazioni al fine di mascherare altre operazioni ed attività illecite.</p>
<p>Gli agenti della Divisione Anticrimine e gli investigatori della Squadra Mobile, hanno raccolto le dichiarazioni di due presunte vittime di usura da parte dell&#8217;indagato destinatario del provvedimento di sequestro. Avrebbe prestato loro somme di denaro a tassi di interesse usurario, variabili tra il 10% e il 30% mensili che, se non restituiti, avrebbero determinato delle pesanti conseguenze nei loro confronti. Le operazioni vedono impegnati decine di poliziotti, anche della Squadra Mobile di Pavia. Dei <strong>10 indagati</strong>,<strong> 3 sono stati portati in carcere</strong>, <strong>4 ai domiciliari</strong> e uno sottoposto alla misura dell&#8217;obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.<em> (Fonte: ANSA).</em></p>
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		<title>Incendia la porta di casa del vicino: arrestato 63enne calabrese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/incendia-la-porta-di-casa-del-vicino-arrestato-63enne-calabrese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2021 08:04:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Incendio]]></category>
		<category><![CDATA[litigio]]></category>
		<category><![CDATA[Pavia]]></category>
		<category><![CDATA[porta del vicino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>S.N. 63anni calabrese, è stato arrestato in flagranza di reato per aver incendiato la porta di casa del vicino, un uomo di 67 anni, al culmine di una lite. La vicenda è avvenuta nel pavese intorno alle 18.30 di sabato quando, i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Pavia, sono intervenuti in un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>S.N. 63anni calabrese</strong>, è stato <strong>arrestato in flagranza di reato</strong> per aver incendiato la porta di casa del vicino, un uomo di 67 anni, al culmine di una lite.</p>
<p>La vicenda è avvenuta nel pavese intorno alle 18.30 di sabato quando, i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Pavia, sono intervenuti in un condominio <strong>in via Colesino</strong>: il 63enne ha cosparso con liquido infiammabile la porta dell’appartamento del 67enne e ha appiccato il fuoco. Nel condominio erano già successi episodi di disaccordo tra i due, sfociati in minacce e aggressioni.</p>
<p>L’aggressore è stato<strong> condotto nel carcere</strong> a Torre del Gallo, a disposizione dell’autorità giudiziaria.</p>
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		<title>Mendicino, cittadinanza onoraria per il medico che ha curato il &#8220;paziente 1&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/mendicino-cittadinanza-onoraria-per-il-medico-che-ha-curato-il-paziente-1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2020 11:26:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza onoraria]]></category>
		<category><![CDATA[Mendicino]]></category>
		<category><![CDATA[Pavia]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Bruno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il consiglio comunale di Mendicino (CS) ha conferito la cittadinanza onoraria al professore Raffaele Bruno, primario del reparto di malattie infettive del policlinico &#8220;San Matteo&#8221; di Pavia, originario della Città delle serre cosentine. Il Prof. Bruno, medico e scienziato di fama internazionale, si è distinto in particolare per aver curato, Mattia, il &#8220;paziente uno&#8221; ammalatosi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il consiglio comunale di Mendicino (CS) ha conferito la cittadinanza onoraria al professore Raffaele Bruno, primario del reparto di malattie infettive del policlinico &#8220;San Matteo&#8221; di Pavia, originario della Città delle serre cosentine. Il Prof. Bruno, medico e scienziato di fama internazionale, si è distinto in particolare per aver curato, Mattia, il &#8220;paziente uno&#8221; ammalatosi in Italia di Covid-19. Alla cerimonia hanno partecipato le massime istituzioni calabrese tra cui l&#8217;assessore al welfare della Regione Calabria Gianluca Gallo, il presidente della Provincia di Cosenza Francesco Iacucci e la prorettrice dell&#8217;Università della Calabria Maria De Paola i quali hanno sottolineato l&#8217;alto valore medico e scientifico dell&#8217;accademico mendicinese.<br />
<a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2020/09/Mendicino-profBruno.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-118249 alignleft" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2020/09/Mendicino-profBruno-300x212.jpg" alt="" width="549" height="388" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2020/09/Mendicino-profBruno-300x212.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2020/09/Mendicino-profBruno-768x543.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2020/09/Mendicino-profBruno-696x492.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2020/09/Mendicino-profBruno-594x420.jpg 594w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2020/09/Mendicino-profBruno-100x70.jpg 100w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2020/09/Mendicino-profBruno.jpg 1024w" sizes="(max-width: 549px) 100vw, 549px" /></a>Il Sindaco Antonio Palermo, che ha proposto al Consiglio Comunale di conferire la cittadinanza onoraria al Prof. Bruno, rivolgendo i migliori auguri da parte di tutta la comunità mendicinese all&#8217;insigne scienziato, ha ricordato il suo importante contributo nella cura del coronavirus e le sue doti umane e professionali, non mancando di menzionare i gravi ritardi in cui versano i sistemi sanitari meridionali, in particolare quello calabrese, a causa della sciagurata riforma del Titolo V della Costituzione del 2001 e dei continui commissariamenti di cui è stata vittima la sanità calabrese in tutti questi anni. &#8220;Attraverso il riconoscimento della cittadinanza onoraria al Prof. Raffaele Bruno ancora una volta Mendicino dimostra di essere protagonista della Calabria migliore&#8221; ha concluso il Sindaco Antonio Palermo. La solenne manifestazione si è conclusa con il voto unanime del Consiglio Comunale guidato dalla Presidente Nathalie Crea che ha espresso le sue felicitazione al prof. Bruno e a tutti i suoi familiari e con la lectio magistralis dello scienziato sulle pandemie e il rapporto tra uomo e ambiente. &#8220;Ringrazio il Sindaco e tutta la comunità mendicinese per questo alto riconoscimento al mio lavoro di medico e di scienziato e sono felice di essere da oggi cittadino onorario mendicinese&#8221; le parole finali commosse del Prof. Raffaele Bruno.</p>
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