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	<title>parlamento Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 09 Jun 2026 16:11:56 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Inchiesta Ponte sullo Stretto, Irto (Pd): “Il governo venga subito in Parlamento a dire la verità”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 16:11:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il governo venga subito in Parlamento a dire la verità sul Ponte sullo Stretto&#8221;. Lo afferma il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria e a Palazzo Madama componente della Commissione Lavori pubblici. &#8220;L&#8217;indagine della Procura di Roma, con ipotesi di corruzione e rivelazione del segreto d&#8217;ufficio, rende ancora più urgente un chiarimento pubblico e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Il governo venga subito in Parlamento a dire la verità sul Ponte sullo Stretto&#8221;.</em> Lo afferma il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria e a Palazzo Madama componente della Commissione Lavori pubblici. &#8220;<em>L&#8217;indagine della Procura di Roma, con ipotesi di corruzione e rivelazione del segreto d&#8217;ufficio, rende ancora più urgente un chiarimento pubblico e istituzionale. Vale sempre la presunzione d&#8217;innocenza, ma – c</em>ontinua il parlamentare dem<em> – il governo non può restare in silenzio mentre emergono fatti gravi sull&#8217;opera, destinata a impegnare enormi risorse pubbliche. </em></p>
<p><em>Da mesi denunciamo forzature procedurali, opacità e una propaganda sfacciata- </em>dichiara Irto<em>. Il ministro Salvini ha trasformato il Ponte in una bandiera ideologica, ma la Calabria e la Sicilia continuano ad attendere il potenziamento dell&#8217;Alta velocità ferroviaria, delle strade, dei porti e dei collegamenti ordinari&#8221;</em>.</p>
<p>&#8220;<em>Le notizie di queste ore, insieme allo scontro interno alla maggioranza per il controllo della società Stretto di Messina, alimentano interrogativi ai quali il governo – </em>rimarca il senatore del Pd <em>– deve rispondere davanti al Parlamento e ai cittadini. L&#8217;infrastruttura non può diventare terreno di spartizione politica né presentare dubbi sulla correttezza delle procedure. Chiediamo che l&#8217;esecutivo riferisca immediatamente alle Camere e chiarisca ogni aspetto della vicenda. La Calabria – </em>conclude Irto <em>– ha bisogno di trasparenza, legalità e investimenti utili, non di propaganda e irresponsabilità&#8221;</em>.</p>
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		<title>Reggio Calabria, il procuratore Giuseppe Lombardo: da Commissioni totale mancanza di risposte</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-il-procuratore-giuseppe-lombardo-da-commissioni-totale-mancanza-di-risposte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2024 13:23:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Io domani vado all’estero per essere audito da un Parlamento europeo che vuole sapere da me oggi la ‘ndrangheta che cos’è. Tutto questo in Italia non è mai accaduto e il Parlamento italiano non ci ha invitato mai”. Non ha usato giri di parole il procuratore facente funzioni di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo intervenuto, assieme al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Io domani vado all’estero per essere audito da un Parlamento europeo che vuole sapere da me oggi la ‘ndrangheta che cos’è. Tutto questo in Italia non è mai accaduto e il Parlamento italiano non ci ha invitato mai”. Non ha usato giri di parole il procuratore facente funzioni di Reggio Calabria <strong>Giuseppe Lombardo</strong> intervenuto, assieme al giornalista e conduttore di <em>Report</em> <strong>Sigfrido Ranucci</strong>, ai &#8220;Dialoghi con la magistratura&#8221;, l&#8217;incontro moderato dalla presidente dell&#8217;Anm di Reggio Calabria <strong>Caterina Asciutto</strong>.</p>
<p>“Al Parlamento italiano – ha aggiunto – non interessa sapere oggi la ‘ndrangheta che cos’è e come si può contrastare efficacemente e quando siamo stati uditi nelle varie commissioni Giustizia e abbiamo posto il problema dicendo ‘attenzione abbiamo difficoltà a comprendere questo fenomeno perché immaginare che sia un fenomeno criminale come tanti altri è un enorme errore’, abbiamo assistito alla totale mancanza di risposte. Confrontiamoci, ma facciamolo però ragionando su dati concreti”.</p>
<p>Lombardo si è anche soffermato sui temi della giustizia e, in particolare, sulla separazione della carriere in magistratura, la riforma che oggi ha ricevuto il primo sì della Commissione Affari costituzionali della Camera. “L’obiettivo vero a cui tende purtroppo la riforma della giustizia non è quello di separare formalmente il pubblico ministero dal giudice. Il problema – ha spiegato il procuratore – è togliere, al confronto che l’indagato e l’imputato hanno con il pm, la immediata rappresentazione di aver davanti il primo baluardo della giurisdizione. E questo è pericolosissimo soprattutto nel momento in cui non può esistere un sistema in cui il pm non è più parte della giurisdizione. Separare le carriere significa dire al pubblico ministero ‘tu giudice non sei’ e questo è un problema per l’utente del sistema giustizia che incontrerà un giudice molto tempo dopo rispetto a quello che fa ora”.</p>
<p>Per Lombardo, dietro “l’utilizzo spesso e volentieri di formule che hanno importanti ricadute giornalistiche, c’è molto altro. Diciamocelo con chiarezza. Andando a verificare con la dovuta attenzione quelli che sono i progetti di riforma, tanto di iniziativa parlamentare, quanto di iniziativa governativa e di iniziativa popolare, come quello portato avanti dalle camere penali, io noto un obiettivo ulteriore. Andando oltre la separazione delle carriere, si inquadra quello che sarà il nuovo assetto dei Consigli superiori della magistratura con la modifica dell’attuale percentuale tra laici e togati. Nel momento in cui leggiamo in quei progetti che il rapporto non è più un terzo e due terzi ma è paritario, sostanzialmente per quelle che sono le regole attuali che governano il Csm, significa che la componente togata è tendenzialmente sempre in minoranza. E questo non è un messaggio corretto”. Analizzando i problemi della giustizia, secondo il procuratore di Reggio Calabria, piuttosto “noi viviamo costantemente di fronte ad una instabilità normativa pericolosa, palesemente in contrasto con quelli che sono i principi cardine del nostro sistema costituzionale. Non è immaginando un pm che fa una carriera diversa dal giudice che si arriva a rendere più efficiente il sistema giustizia. Bisognerebbe avere la correttezza di fondo di ragionare su dati specifici. Il lavoro che si sta facendo in Parlamento serve ma occorre partire da dati reali. Ho una paura, un timore molto serio: che separare il pm dal giudice aumenterà quello che oggi viene considerato l’enorme potere delle Procure. Il pm non può rischiare di trovarsi in mano un potere che non sia costantemente verificato dal contatto con il suo giudice. Questo è assolutamente indispensabile, è un punto di equilibrio al quale nessuno di noi può rinunciare indipendentemente dal fatto che il pubblico ministero separato possa avere un suo Csm e possa domani diventare sottoposto a tutta una serie di indicazioni che provengono dal potere esecutivo. Il vero rischio che si corre è un riassetto complessivo tra i poteri dello Stato”.</p>
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		<title>Case green, via libera del Parlamento Ue a direttiva: cosa prevede il testo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/case-green-via-libera-del-parlamento-ue-a-direttiva-cosa-prevede-il-testo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2024 16:05:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Il Parlamento Europeo ha adottato a Strasburgo la direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, meglio conosciuta come direttiva sulle case green, con 370 voti favorevoli, 199 contrari e 46 astensioni.   Lo scopo della revisione della direttiva sulla prestazione energetica nell&#8217;edilizia, ricorda il Parlamento Europeo, è ridurre progressivamente le emissioni di gas serra e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Il Parlamento Europeo ha adottato a Strasburgo la direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, meglio conosciuta come direttiva sulle case green, con 370 voti favorevoli, 199 contrari e 46 astensioni.   Lo scopo della revisione della direttiva sulla prestazione energetica nell&#8217;edilizia, ricorda il Parlamento Europeo, è ridurre progressivamente le emissioni di gas serra e i consumi energetici nel settore edilizio entro il 2030 e pervenire alla neutralità climatica entro il 2050. Tra gli obiettivi figurano anche la ristrutturazione di un maggior numero di edifici con le prestazioni peggiori e una migliore diffusione delle informazioni sul rendimento energetico.   Secondo la nuova normativa, tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a emissioni zero, a partire dal 2030. Inoltre, gli edifici nuovi occupati o di proprietà delle autorità pubbliche dovranno essere a emissioni zero a partire dal 2028. Gli Stati membri potranno tenere conto, nel calcolare le emissioni, del potenziale impatto sul riscaldamento globale del corso del ciclo di vita di un edificio, inclusi la produzione e lo smaltimento dei prodotti da costruzione utilizzati per realizzarlo. Per gli edifici residenziali, i Paesi membri dovranno adottare misure per garantire una riduzione dell&#8217;energia primaria media utilizzata di almeno il 16% entro il 2030, rispetto al 2020, e di almeno il 20-22% entro il 2035, sempre rispetto al 2020.  In base alla nuova direttiva, gli Stati membri dovranno inoltre ristrutturare il 16% degli edifici non residenziali con le peggiori prestazioni entro il 2030 e il 26% entro il 2033: i Paesi dovranno introdurre requisiti minimi di prestazione energetica. Se tecnicamente ed economicamente fattibile, i Paesi membri dovranno garantire l&#8217;installazione progressiva di impianti solari negli edifici pubblici e non residenziali, in funzione delle loro dimensioni, e in tutti i nuovi edifici residenziali entro il 2030. Gli Stati membri dovranno spiegare come intendono predisporre misure vincolanti per decarbonizzare i sistemi di riscaldamento eliminando, gradualmente, i combustibili fossili nel riscaldamento e nel raffreddamento entro il 2040.</p>
<p>A partire dal 2025, sarà vietata la concessione di sovvenzioni alle caldaie autonome a combustibili fossili. Saranno ancora possibili incentivi finanziari per i sistemi di riscaldamento che usano una quantità significativa di energia rinnovabile, come quelli che combinano una caldaia con un impianto solare termico o una pompa di calore. La nuova normativa, eccezione rilevante per un Paese come l&#8217;Italia, non si applica agli edifici agricoli e agli edifici storici, e i Paesi membri possono decidere di escludere anche gli edifici protetti per il particolare valore architettonico o storico, gli edifici temporanei, le chiese e i luoghi di culto.  Per l&#8217;irlandese Ciarán Cuffe (Verdi/Ale), relatore, la direttiva sulle prestazioni energetiche nell&#8217;edilizia &#8220;mostra chiaramente come la politica climatica possa avere benefici reali e immediati per le fasce di popolazione più vulnerabili della nostra società. Questa legge contribuirà a ridurre le bollette energetiche e ad affrontare le cause profonde della povertà energetica, offrendo nel contempo migliaia di posti di lavoro locali di alta qualità in tutta l&#8217;economia europea. Nonostante la direttiva sia il pezzo finale del più grande puzzle che è il ‘Pronti per il 55%’, ciò non ne diminuisce l’importanza. Contrastando il 36% delle emissioni di Co2 dell&#8217;Europa, aggiunge un pilastro assolutamente essenziale al Green Deal europeo. Il risultato di oggi dimostra che il Parlamento continua a sostenere un Green Deal che garantisca, nella stessa misura, equità e ambizione&#8221;.</p>
<p>Per diventare legge, la direttiva dovrà ora essere approvata formalmente anche dal Consiglio dei ministri. Secondo la Commissione, gli edifici dell&#8217;Ue sono responsabili del 40% dei consumi energetici e del 36% delle emissioni climalteranti.<br />
I partiti del centrodestra italiano hanno votato per lo più contro la direttiva: compatti Fdi e Lega. &#8220;Ennesima follia europea. Grazie all’impegno della Lega e del gruppo ID, erano già state fermate alcune delle eco-follie volute dai burocrati, ma non è bastato. La nostra battaglia continua: serve un cambio di rotta per rivedere la direttiva, mandando a casa le sinistre e portando a Bruxelles una nuova maggioranza di centrodestra. L’8 e il 9 giugno, chi sceglie la Lega sceglie più Italia e meno Europa&#8221;, ha commentato Matteo Salvini. La delegazione italiana del Ppe in maggioranza si è espressa contro, tranne la vice capodelegazione Alessandra Mussolini e Herbert Dorfmann della Sudtiroler Volkspartei, che hanno votato a favore. Favorevoli M5S (Non Iscritti), Pd (S&amp;D), Italia Viva (Renew) e i tre italiani dei Verdi/Ale (Rosa D&#8217;Amato, Piernicola Pedicini, Ignazio Corrao). Tra i contrari anche Fabio Massimo Castaldo (Azione). La direttiva è passata con ampio margine grazie ai voti di buona parte del Ppe, di Renew, della quasi totalità di S&amp;D e Sinistra e della totalità dei Verdi/Ale. Contrari l&#8217;Ecr, Identità e Democrazia, una cinquantina di Popolari e una minoranza di Renew.   &#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Occhiuto incontra Metsola: Politiche di coesione e Macroregione Mediterraneo tra i temi trattati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/occhiuto-incontra-metsola-politiche-di-coesione-e-macroregione-mediterraneo-tra-i-temi-trattati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Sep 2023 14:52:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Con la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ho avuto un incontro istituzionale molto cordiale ed estremamente positivo. Abbiamo discusso delle più impegnative sfide che l&#8217;Europa si appresta ad affrontare nei prossimi mesi e del ruolo che l&#8217;Italia avrà sempre più all&#8217;interno delle istituzioni comunitarie. A Roberta Metsola ho portato i saluti del mio governo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Con la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ho avuto un incontro istituzionale molto cordiale ed estremamente positivo. Abbiamo discusso delle più impegnative sfide che l&#8217;Europa si appresta ad affrontare nei prossimi mesi e del ruolo che l&#8217;Italia avrà sempre più all&#8217;interno delle istituzioni comunitarie. A Roberta Metsola ho portato i saluti del mio governo regionale e del popolo calabrese&#8221;. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, dopo aver incontrato a Bruxelles la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.</p>
<p>&#8220;Con la presidente del Parlamento Ue ho parlato delle politiche di coesione e dei progetti che la Calabria ha in agenda per spendere presto e bene i fondi comunitari. La Metsola ci ha organizzato già per domani alcuni incontri con importanti funzionari della sua struttura. Abbiamo, inoltre, discusso delle specificità e dei problemi delle Regioni di frontiera, che rappresentano una grande opportunità per l&#8217;Europa &#8211; considerando la loro prossimità con il Mediterraneo &#8211; ma che devono anche affrontare l&#8217;emergenza migranti, che vogliamo gestire proponendo modelli innovativi di integrazione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Altro tema che ho posto a Roberta Metsola, nella veste di presidente della Commissione Intermediterranea che raggruppa 40 Regioni, &#8211; ha proseguito Occhiuto -è quello del riconoscimento di una Macroregione del Mediterraneo, una priorità emersa dall&#8217;ultima assemblea dell&#8217;organismo che presiedo e che vorrei portare avanti nei prossimi mesi coinvolgendo le istituzioni comunitarie.<br />
Sul punto ho lasciato alla presidente del Parlamento europeo un documento programmatico appositamente redatto dagli uffici della Commissione Intermediterranea della Commissione delle Regioni Marittime Periferiche. Ringrazio Roberta Metsola per l&#8217;attenzione dimostrata e per la calorosa accoglienza che mi ha voluto riservare&#8221;- conclude Occhiuto.</p>
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		<item>
		<title>Forza Nuova, Occhiuto: ci sia mozione condivisa in Parlamento contro tutti i totalitarismi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/forza-nuova-occhiuto-ci-sia-mozione-condivisa-in-parlamento-contro-tutti-i-totalitarismi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Oct 2021 10:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Forza Nuova]]></category>
		<category><![CDATA[mozione]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Occhiuto]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il modo migliore per far fronte e isolare i fenomeni violenti è quello di dimostrare che c&#8217;è una politica che li contrasta in modo unitario. Una mozione condivisa da tutte le forze politiche sarebbe un bel gesto del Parlamento. Per farla occorre considerare tutti i totalitarismi alla stessa stregua, quelli di destra e quelli di sinistra: non ce ne sono alcuni più buoni degli altri&#8221;. Lo ha detto Roberto Occhiuto, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati e presidente eletto della Regione Calabria, intervenendo a SkyTg24. &#8220;Spero che il Pd si renda disponibile a lavorare a un testo condiviso, altrimenti noi di centrodestra ne faremo uno nostro che abbia questi contenuti&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/forza-nuova-occhiuto-ci-sia-mozione-condivisa-in-parlamento-contro-tutti-i-totalitarismi/">Forza Nuova, Occhiuto: ci sia mozione condivisa in Parlamento contro tutti i totalitarismi</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>La relazione degli 007: &#8220;La ndrangheta si conferma la mafia più dinamica&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/la-relazione-degli-007-la-ndrangheta-si-conferma-la-mafia-piu-dinamica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2021 20:25:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
		<category><![CDATA[servizi segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La ’ndrangheta si conferma l’espressione mafiosa più dinamica che, al persistente e diffuso attivismo nella regione di origine, associa una radicata presenza, nel resto del territorio nazionale, di propaggini – sovente con solide basi all’estero – proiettate nel traffico di stupefacenti e nella penetrazione dei circuiti imprenditoriali e amministrativi”. È quanto scrivono i Servizi segreti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/la-relazione-degli-007-la-ndrangheta-si-conferma-la-mafia-piu-dinamica/">La relazione degli 007: &#8220;La ndrangheta si conferma la mafia più dinamica&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“La ’ndrangheta si conferma l’espressione mafiosa più dinamica che, al persistente e diffuso attivismo nella regione di origine, associa una radicata presenza, nel resto del territorio nazionale, di propaggini – sovente con solide basi all’estero – proiettate nel traffico di stupefacenti e nella penetrazione dei circuiti imprenditoriali e amministrativi”. È quanto scrivono i Servizi segreti nella relazione annuale al Parlamento.<br />
“Le famiglie calabresi hanno mantenuto forza espansiva e pronunciata capacità relazionale – si legge nel documento degli 007 – che ne hanno sostenuto, tra l’altro, l’interesse – in direzione del ciclo dei rifiuti, del settore sanitario, specie con riguardo alla gestione di farmacie e centri specialistici, e della cosiddetta green economy, segnatamente nel campo delle cosiddette bioenergie, rispetto al quale i sodalizi mirerebbero ad acquisire il controllo della relativa filiera”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/la-relazione-degli-007-la-ndrangheta-si-conferma-la-mafia-piu-dinamica/">La relazione degli 007: &#8220;La ndrangheta si conferma la mafia più dinamica&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta, la relazione della Dia: rischiamo aziende medio grandi in mano a mafie</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2021 11:19:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La “vocazione affaristica dell’organizzazione mafiosa calabrese, si sia declinata nei più svariati settori imprenditoriali”, ma “oggi la ‘ndrangheta, seppure leader nel traffico internazionale di stupefacenti con un ruolo che è da definire nei confronti dei grandi brooker internazionali operanti in tale settore, non appare più così monolitica ed impermeabile a fenomeni quali la collaborazione con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La “vocazione affaristica dell’organizzazione mafiosa calabrese, si sia declinata nei più svariati settori imprenditoriali”, ma “oggi la ‘ndrangheta, seppure leader nel traffico internazionale di stupefacenti con un ruolo che è da definire nei confronti dei grandi brooker internazionali operanti in tale settore, non appare più così monolitica ed impermeabile a fenomeni quali la collaborazione con la giustizia di affiliati”. È quanto si legge nella relazione semestrale della Dia.<br />
Uno dei punti di forza della ‘ndrangheta sta “nella sua capacità di intrecciare legami diretti con qualsiasi tipo di interlocutore: politici, esponenti delle istituzioni, imprenditori, professionisti. Si tratta di soggetti potenzialmente in grado di venire incontro alle esigenze delle cosche, sicché da ottenere indebiti vantaggi nella concessione di appalti e commesse pubbliche”.<br />
Nonostante l&#8217;economia italiana abbia subito un rallentamento di circa il 10% del prodotto interno lordo, nel primo semestre del 2020 le segnalazioni per operazioni sospette sono aumentate del 30%. L&#8217;allarme arriva dal direttore della Dia Maurizio Vallone secondo il quale il rischio concreto è che molte aziende finiscano in mano alle mafie. &#8220;Si tratta di un aumento molto strano &#8211; sottolinea Vallone in occasione della presentazione della Relazione semestrale al Parlamento &#8211; perché significa che sta girando molto più denaro di quel che sarebbe logico aspettarsi, con l&#8217;economia che si sta spostando dall&#8217;economia del fare a quella finanziaria&#8221;.<br />
E chi può far girare molto denaro in questo momento sono le organizzazioni criminali. &#8220;il grave rischio che si corre è che ci ritroveremo tra qualche anno con la criminalità organizzata che avrà in mano aziende di medie e grandi dimensioni. Ma a quel punto sarà impossibile ricostruire il percorso del denaro&#8221;. Il settore più a rischio, in periodo di emergenza pandemia, è ovviamente quello sanitario. &#8220;Le mafie &#8211; spiega il direttore della Dia &#8211; si muovono lì dove ci sono i soldi e in questo momento i soldi sono nella sanità&#8221;. L&#8217;attenzione è in particolare sulla &#8216;ndrangheta, &#8220;che ha maggiore liquidità e grandi capitali: prima investivano in fondi esteri, ora potrebbero investire in casa, basta solo trovare l&#8217;aggancio giusto&#8221;. Per questo Vallone ha chiesto ai centri in tutta Italia &#8220;di prestare la massima attenzione. E siamo sicuri che tra qualche mese avremo indicazioni interessanti su cui sviluppare le indagini&#8221;.<br />
L&#8217;altro aspetto evidenziato dalla Relazione è quello relativo all&#8217;usura. C&#8217;è infatti un aumento del fenomeno. &#8220;E&#8217; sicuro &#8211; dice Vallone &#8211; che le organizzazioni criminali si stanno sostituendo alle organizzazioni del credito. Ci sono interi settori in crisi, a partire da commercianti, ristoratori, albergatori ma anche titolari di b&#038;b e piccole strutture. Quando non c&#8217;è credito, tutti questi soggetti sono costretti a rivolgersi alla criminalità organizzata, con le mafie che entrano come soci di minoranza nel capitale sociale e presto o tardi estrometteranno tutti gli altri&#8221;. Quello della liquidità, conclude Vallone, &#8220;è un problema serio&#8221;.</p>
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		<title>Crisi di Governo, Fico stasera al Colle ma manca accordo su molti nodi importanti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crisi-di-governo-fico-stasera-al-colle-ma-manca-accordo-su-molti-nodi-importanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2021 17:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Conte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è conclusa la riunione del tavolo sul programma di governo ed è in corso la verbalizzazione della due giorni che verrà consegnata al presidente Roberto Fico. Fico ha dichiarato che si recherà &#8220;entro stasera&#8221; al Quirinale per riferire al presidente Mattarella e potrebbe fare un nuovo &#8220;giro&#8221; di consultazioni con i partiti della maggioranza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è conclusa la riunione del tavolo sul programma di governo ed è in corso la verbalizzazione della due giorni che verrà consegnata al presidente Roberto Fico. Fico ha dichiarato che si recherà &#8220;entro stasera&#8221; al Quirinale per riferire al presidente Mattarella e potrebbe fare un nuovo &#8220;giro&#8221; di consultazioni con i partiti della maggioranza tra la fine dei lavori del tavolo sul programma e la sua salita al Colle.<br />
Ancora molti i nodi da sciogliere, tra i quali il Mes e il reddito di citadinanza. Iv dice no al lodo-Orlando mentre il Pd fa sapere che su ambiente e scuola c&#8217;è una &#8220;significativa convergenza&#8221;.<br />
Non arranca quindi solo il tavolo del programma per la soluzione della crisi di governo. Veti incrociati in queste ore stanno bloccando anche l&#8217;altra trattativa in corso, con contatti tra i vari protagonisti: quella sui nomi per la squadra di governo di un eventuale Conte ter. Italia Viva, secondo fonti qualificate, sarebbe contraria ai nomi di Alfonso Bonafede e di Andrea Orlando come vicepremier e allo spacchettamento del ministero delle Infrastrutture e dei Beni Culturali. In M5s ci sarebbe un veto sull&#8217;ingresso di Maria Elena Boschi al governo e in generale nelle forze di maggioranza viene considerata eccessiva la richiesta di Iv di 3 ministeri di peso per Boschi, Ettore Rosato e Teresa Bellanova.<br />
Tema caldo nel tavolo di Montecitorio è stato il &#8220;lodo&#8221; sulla prescrizione proposto dal vicesegretario del Pd Andrea Orlando, su cui c&#8217;è stata una apertura da parte di M5s, mentre da parte di Iv non è stata sciolta la riserva e +Europa lo boccia. Lo riferiscono alcuni partecipanti alla riunione. Orlando ha proposto che la maggioranza si impegni a portare avanti il ddl sulla riforma del processo penale, che accorcia i tempi dei processi, e che se entro sei mesi non viene approvato allora si metterebbe mano alla prescrizione.<br />
Ma Italia viva &#8220;non condivide il lodo Orlando: non c&#8217;è nessun accordo sulla prescrizione e sul processo penale&#8221;. Come affermano fonti dal partito, Matteo Renzi, parlando con i suoi parlamentari avrebbe osservato che Iv è &#8220;favorevole a un accordo, ma gli altri partiti non accettano nessuna mediazione sui temi grossi e non vogliono neppure mettere nulla per iscritto&#8221;. Sulla giustizia, avrebbe aggiunto: &#8220;Finora non è stato fatto nessun passo avanti su nessun contenuto:<strong> fino all&#8217;ultimo</strong> proveremo a vedere se c&#8217;è una disponibilità a una mediazione, ma sulla giustizia &#8220;siamo allo zero assoluto&#8221;.<strong> </strong><br />
<strong>&#8220;Probabilmente sono stato invitato a un&#8217;altra riunione..</strong> Apertura su riforma penitenziaria, modifica prescrizione, intercettazioni&#8230; Non sprechiamo questa possibilità!&#8221;, scrive invece su Twitter il vicesegretario del Pd Andrea Orlando, commentando quanto trapela dall&#8217;assemblea di Italia viva.<br />
Matteo Salvini invece insiste sul voto. Se dovesse saltare la trattativa tra i partiti di maggioranza sarebbe meglio &#8220;ridare la parola agli italiani&#8221;, dato che un esecutivo istituzionale o di unità nazionale &#8220;è impossibile&#8221; perché l&#8217;attuale maggioranza e il centrodestra &#8220;la pensano all&#8217;opposto su tutto&#8221;. Così ha detto il leader della Lega intervistato da Sky Tg24 al termine del vertice. Salvini ha comunque detto di ritenere che &#8220;alla fine si metteranno d&#8217;accordo&#8221;.<br />
Intanto il deputato Emilio Carelli lascia M5s per aderire alla componente del misto Centro Popolari Italiani.</p>
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