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	<title>PADRE Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 12 Aug 2026 16:52:29 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Buone notizie da Roma: il bimbo di quattro anni investito in Calabria è fuori pericolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 07:39:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I medici lo hanno dichiarato fuori pericolo. Migliorano le condizioni di salute del bimbo di quattro anni investito domenica pomeriggio a Borgia, in provincia di Catanzaro. Il bambino si trova ricoverato all&#8217;ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, dopo il trasferimento disposto, con un volo dell&#8217;Aeronautica Militare, dall&#8217;ospedale di Cosenza. Nelle scorse ore è stata esclusa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I medici lo hanno dichiarato fuori pericolo. Migliorano le condizioni di salute del bimbo di quattro anni investito domenica pomeriggio a Borgia, in provincia di Catanzaro. Il bambino si trova ricoverato all&#8217;ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, dopo il trasferimento disposto, con un volo dell&#8217;Aeronautica Militare, dall&#8217;ospedale di Cosenza.<br />
Nelle scorse ore è stata esclusa la necessità di un intervento chirurgico. Il piccolo a causa dell&#8217;impatto con il mezzo ha riportato importanti lesioni al fegato. Secondo una prima ricostruzione, alla guida del mezzo il padre che avrebbe colpito accidentalmente il figlio durante una manovra.</p>
<p>Per far luce sulla vicenda sono in corso approfondimenti da parte dei carabinieri della compagnia di Catanzaro. Nei giorni scorsi sono stati eseguiti rilievi fotografici e planimetrici, anche sull&#8217;auto per ricostruire l&#8217;esatta dinamica dell&#8217;incidente.</p>
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		<title>Borgia, bimbo di 4 anni investito involontariamente dal padre: trasferito d&#8217;urgenza al Bambino Gesù a Roma</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/borgia-bimbo-di-4-anni-investito-involontariamente-dal-padre-trasferito-durgenza-al-bambino-gesu-a-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 09:33:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stato trasferito al Bambin Gesù di Roma il bambino di quattro anni che nel pomeriggio di ieri è stato investito da un&#8217;auto in manovra. Il fatto si è verificato a Borgia in provincia di Catanzaro. Le indagini sono affidate ai carabinieri della compagnia di Catanzaro. Secondo una prima ricostruzione alla guida del mezzo c&#8217;era [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato trasferito al Bambin Gesù di Roma il bambino di quattro anni che nel pomeriggio di ieri è stato investito da un&#8217;auto in manovra. Il fatto si è verificato a Borgia in provincia di Catanzaro. Le indagini sono affidate ai carabinieri della compagnia di Catanzaro.</p>
<p>Secondo una prima ricostruzione alla guida del mezzo c&#8217;era il padre del bambino che, non essendosi accorto della presenza del figlio nelle vicinanze, lo ha colpito durante una manovra. Sul posto è giunto l&#8217;elisoccorso che ha trasferito il bambino all&#8217;ospedale di Cosenza, già in serata tuttavia il bimbo è stato poi trasportato al Bambin Gesù di Roma.</p>
<p>Accertamenti sono in corso da parte dei carabinieri per ricostruire l&#8217;esatta dinamica dell&#8217;incidente.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Continuavano a percepire la pensione del padre deceduto, due denunce nel Cosentino</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-continuavano-a-percepire-la-pensione-del-padre-deceduto-due-denunce-nel-cosentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 11:06:37 +0000</pubDate>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Ha continuato a percepire per sette anni la pensione di anzianità del padre deceduto nel 2019, usufruendone mensilmente e sottraendo al bilancio pubblico oltre 245.000 euro. La complessa indagine, sviluppata nel corso dell’anno attraverso riscontri bancari e documentali anche esteri da parte dei militari della Guardia di Finanza di Castrovillari coordinati dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, ha consentito di denunciare per truffa ai danni dell’INPS due coniugi.</p>
<p>Secondo quanto emerso, gli indagati nel maggio 2019 si sarebbero trasferiti dall’Italia sull’isola spagnola di Tenerife, insieme al padre anziano, deceduto nel mese di settembre nel paese estero e lì sepolto presso un cimitero. I coniugi, una volta rientrati in Italia, avrebbero omesso di comunicare i dati del decesso all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, così da continuare tacitamente ad usufruire della pensione che confluiva su un conto corrente cointestato al percettore deceduto e alla nuora e, puntualmente, ogni mese, subito dopo l’accredito, prelevavano in contanti l’intera somma presso diversi sportelli bancari, lasciando il conto a “zero”. Durante le investigazioni, inoltre, è emerso che oltre alla indebita percezione della pensione del parente, i coniugi avrebbero usufruito di un alloggio di residenza popolare, oggetto di concessione pubblica, in maniera abusiva per oltre 6 anni.</p>
<p>Infatti, i coniugi, una volta tornati in Italia, avrebbero occupato, senza averne titolo e senza un atto di concessione, una casa popolare, per la quale solo nel 2024 avrebbero fatto richiesta di sanatoria, dichiarando, ai fini del riconoscimento del beneficio, di essere indigenti. Tutti gli accertamenti, svolti anche grazie alla collaborazione con le competenti Autorità spagnole, hanno permesso di reperire il certificato di morte del cittadino italiano e, di conseguenza, comunicare le risultanze all’INPS consentendo, così, l’interruzione degli accrediti pensionistici. L’esito delle attività investigative ha consentito al Tribunale di Castrovillari di emettere un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato al recupero delle somme illecitamente sottratte all’istituto previdenziale, nonché il sequestro dell’immobile di residenza pubblica, al fine di ripristinare una condizione di legalità e far accedere al beneficio pubblico i cittadini con reali difficoltà economiche e in possesso dei previsti requisiti di legge.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>VIDEO-Padre e figlio a capo di rete criminale che gestiva droga e terrore nella Piana di Gioia Tauro: Sei arresti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 07:09:33 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-padre-e-figlio-a-capo-di-rete-criminale-che-gestiva-droga-e-terrore-nella-piana-di-gioia-tauro-sei-arresti/">VIDEO-Padre e figlio a capo di rete criminale che gestiva droga e terrore nella Piana di Gioia Tauro: Sei arresti</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-382950-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/Video-GT.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/Video-GT.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/Video-GT.mp4</a></video></div>
<p>I Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro (RC), con il supporto delle Compagnie di Rende (CS) e Taurianova (RC) e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, hanno dato esecuzione a un&#8217;ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sei soggetti (quattro cittadini italiani e due stranieri) residenti a Rosarno, Taurianova e Rose (CS). L&#8217;operazione, convenzionalmente denominata &#8220;Smile&#8221;, ha colpito duramente una radicata rete criminale dedita al traffico e allo spaccio di cocaina, hashish e marijuana. Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Palmi su richiesta della locale Procura della Repubblica, diretta dal Dott. Emanuele Crescenti, e ha portato all’esecuzione di due misure in carcere per i due promotori dell&#8217;attività illecita, legati da vincolo di parentela (padre e figlio), e quattro misure agli arresti domiciliari per i restanti componenti, attivi nella rete logistica e nello smercio al dettaglio. Ulteriori cinque soggetti – uno dei quali rimpatriato lo scorso febbraio nel proprio Paese d’origine – sono stati deferiti in stato di libertà. L&#8217;indagine, condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia di Gioia Tauro e coordinata dal Dott. Santo Melidona, Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica di Palmi, ha permesso di documentare una vera e propria &#8220;filiera&#8221; della droga – operante a Rosarno e nei comuni limitrofi – capace di soddisfare incessantemente le richieste di una vasta e fidelizzata clientela. Il dato più allarmante emerso dalle indagini è l&#8217;estrema facilità e rapidità con cui il principale indagato, costantemente coadiuvato dal padre nella logistica e nelle consegne, riusciva a recuperare e smerciare lo stupefacente. La sostanza veniva occultata in nascondigli domestici di fortuna, come &#8220;nella tazza&#8221; del bagno o &#8220;dietro la pianta&#8221; sul balcone, pronta per essere ceduta agli acquirenti fin sotto casa o in punti di ritrovo prestabiliti, come uffici postali e piazze cittadine.</p>
<p>Il Giudice per le Indagini Preliminari ha contestato ben 225 capi d&#8217;imputazione relativi a singole cessioni e detenzioni di stupefacente. Le captazioni hanno svelato un rapporto familiare piegato unicamente alle logiche del profitto, documentando oltre 260 episodi di spaccio. Per dissimulare i continui scambi illeciti, gli indagati utilizzavano un linguaggio criptico ormai decodificato dagli investigatori: lo stupefacente veniva ordinato telefonicamente richiedendo &#8220;sigarette&#8221;, &#8220;caffè&#8221; o &#8220;vino&#8221;, a seconda della tipologia e del quantitativo. A riprova della fiorente attività, nel corso dell&#8217;indagine i Carabinieri hanno effettuato numerosi interventi sul campo, sequestrando diverse quantità di stupefacente in ben 11 distinte occasioni e procedendo già all&#8217;arresto in flagranza di reato di due soggetti. Inoltre, a testimonianza dell&#8217;imponente volume d&#8217;affari, è stato documentato come gli indagati ricevessero i pagamenti non solo in contanti, ma ricorressero sistematicamente a metodi tracciabili, incassando migliaia di euro tramite bonifici bancari e ricariche su carte Postepay, spesso intestate a prestanome o a familiari degli acquirenti.</p>
<p>Accanto al mercato degli stupefacenti, l&#8217;aspetto più crudo e allarmante dell&#8217;indagine è rappresentato dall&#8217;inaudita ferocia utilizzata per il recupero dei crediti insoluti. Le investigazioni hanno documentato un clima di autentico terrore culminato in un grave episodio di estorsione, formalmente riconosciuto e contestato nell&#8217;ordinanza del GIP, che ha costretto un debitore a consegnare il proprio smartphone di ultima generazione (del valore di circa 600 euro) come pagamento forzoso. I vertici della rete, per costringere i clienti insolventi a saldare i debiti di droga, non esitavano a fare leva in modo subdolo sugli affetti familiari o a esplodere in aggressioni verbali spietate. Le frasi captate dagli investigatori restituiscono appieno la caratura criminale degli indagati: <em>&#8220;<strong>Guarda, 330 euro te li lasci &#8211; gli ho detto &#8211; non li voglio, te li regalo, credimi!&#8230; che nemmeno li calcolo questi&#8230; non mi guardare però &#8211; gli ho detto &#8211; che ti piglio e ti spacco tutte le ossa&#8230; con me tu hai finito &#8211; gli ho detto io &#8211; vai vai passeggia!</strong>&#8220;</em>. La pressione psicologica sfociava regolarmente in minacce di morte esplicite: <em>&#8220;<strong>Stasera ci devi dare i soldi sennò ti ammazziamo di botte [&#8230;] e può venire anche il Padre Eterno&#8230; voglio i soldi stasera e basta!</strong>&#8220;</em>.</p>
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		<title>Francesco Di Cello condannato a 12 anni per l&#8217;omicidio del figlio Bruno alla Marinella di Lamezia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/francesco-di-cello-condannato-a-12-anni-per-lomicidio-del-figlio-bruno-alla-marinella-di-lamezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 15:48:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stato condannato a 12 anni di reclusione Francesco Di Cello, 64 anni di Lamezia Terme, riconosciuto colpevole per l&#8217;omicidio del figlio Bruno Di cello, di 30 anni. La sentenza è stata emessa dalla Corte d&#8217;assise di Catanzaro. Reo confesso, l&#8217;imputato si era costituito poco dopo aver esploso contro il figlio un colpo di pistola, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato condannato a 12 anni di reclusione Francesco Di Cello, 64 anni di Lamezia Terme, riconosciuto colpevole per l&#8217;omicidio del figlio Bruno Di cello, di 30 anni. La sentenza è stata emessa dalla Corte d&#8217;assise di Catanzaro. Reo confesso, l&#8217;imputato si era costituito poco dopo aver esploso contro il figlio un colpo di pistola, al termine di una lite il 2 maggio 2025 in località Marinella di Lamezia Terme. Di Cello è stato condannato anche per possesso di arma clandestina e ricettazione.</p>
<p>Nel corso della requisitoria il pm Gualberto Buccarelli ha ripercorso le tappe di una vita familiare travagliata fatta di anni di pressioni e richieste continue di denaro da parte del figlio il quale, dato il proprio comportamento, era stato anche condannato per estorsione. Al termine della camera di consiglio la Corte ha riconosciuto le attenuanti della seminfermità mentale di Francesco Di Cello prevalenti sull&#8217;aggravante dell&#8217;omicidio di un familiare e anche le attenuanti generiche.</p>
<p>La difesa, rappresentata dagli avvocati Renzo Andricciola e Pino Spinelli, ha insistito nel chiedere il riconoscimento dell&#8217;attenuante della provocazione.  Il movente dell’omicidio sarebbe da ricercare in esasperati dissidi familiari.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dolore e sgomento a Polistena, bimba di 5 anni muore travolta dal trattore guidato dal padre</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dolore-e-sgomento-a-polistena-bimba-di-5-anni-muore-travolta-dal-trattore-guidato-dal-padre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 08:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una bimba di soli 5 anni, Chiara Mammola, è deceduta dopo essere stata travolta accidentalmente dal trattore guidato dal padre di 40 anni. La tragedia è accaduta in contrada &#8216;Monte&#8220;, una zona di campagna alla periferia di Polistena, in provincia di Reggio Calabria. Al momento non sono state ancora chiarite tutte le fasi della vicenda [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/dolore-e-sgomento-a-polistena-bimba-di-5-anni-muore-travolta-dal-trattore-guidato-dal-padre/">Dolore e sgomento a Polistena, bimba di 5 anni muore travolta dal trattore guidato dal padre</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una bimba di soli 5 anni, Chiara Mammola, è deceduta dopo essere stata travolta accidentalmente dal trattore guidato dal padre di 40 anni. La tragedia è accaduta in contrada &#8216;<em>Monte</em>&#8220;, una zona di campagna alla periferia di Polistena, in provincia di Reggio Calabria.</p>
<p>Al momento non sono state ancora chiarite tutte le fasi della vicenda che si è consumata nel tardo pomeriggio di ieri, quando l&#8217;uomo stava lavorando il terreno di famiglia. Le indagini sono condotte dalla Polizia.</p>
<p>Il sindaco di Polistena, Michele Tripodi, facendosi interprete del senso comune di solidarietà, ha annunciato la proclamazione del lutto cittadino nel giorno delle esequie della piccola Chiara, affinché prevalgano sentimenti di rispetto, raccoglimento e riflessione condivisa in questo momento di profonda sofferenza per la famiglia e per tutta la comunità di Polistena.</p>
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		<title>Vibo, picchia il padre 97enne perchè non gli dà soldi: denunciato e ammonito dal Questore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 15:41:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[97enne]]></category>
		<category><![CDATA[denunciato]]></category>
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		<category><![CDATA[picchia]]></category>
		<category><![CDATA[soldi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia ha denunciato un uomo di Vibo Valentia per tentata estorsione e lesioni personali aggravate dopo aver aggredito il padre di 97 anni, colpevole di essersi rifiutato di consegnargli una somma di denaro. L’episodio è avvenuto lo scorso tre novembre, quando l’anziano, a seguito del rifiuto opposto alle richieste del figlio, è stato afferrato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia ha denunciato un uomo di Vibo Valentia per tentata estorsione e lesioni personali aggravate dopo aver aggredito il padre di 97 anni, colpevole di essersi rifiutato di consegnargli una somma di denaro. L’episodio è avvenuto lo scorso tre novembre, quando l’anziano, a seguito del rifiuto opposto alle richieste del figlio, è stato afferrato e brutalmente scaraventato a terra, subendo anche minacce di morte. L’anziano signore, tuttavia, una volta che il figlio si allontanava velocemente dall’abitazione, riusciva a contattare il 112 NUE.</p>
<p>Sul posto è prontamente intervenuta una volante per i primi accertamenti. La vittima è stata soccorsa dal personale del 118 e successivamente trasportata presso il locale nosocomio, dove i sanitari gli hanno riscontrato contusioni multiple con una prognosi di 21 giorni. Al termine delle indagini, pertanto, l’aggressore è stato denunciato e, il Questore di Vibo Valentia, previa istruttoria della Divisione Anticrimine e su segnalazione dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, ha emesso nei suoi confronti un provvedimento di ammonimento, previsto dalla normativa a tutela delle vittime di violenza domestica. </p>
<p>Con tale provvedimento, il Questore ha intimato al soggetto di cambiare la propria condotta, avvertendolo che gli elementi raccolti a suo carico sono tali da farla ritenere pericolosa. E’ stato inoltre informato che, a seguito dell’ammonimento, eventuali ulteriori reati conducibili al cosiddetto “codice rosso” saranno procedibili d’ufficio e aggravati nella pena. Il soggetto maltrattante è stato infine reso edotto delle possibilità di intraprendere un percorso di recupero presso un centro specializzato per autori di violenza.</p>
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		<title>Parla il papà del 20enne di Caccuri che guidava la Bmw che ha ucciso Beatrice Bellucci a Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 16:10:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Beatrice Belllucci]]></category>
		<category><![CDATA[Caccuri]]></category>
		<category><![CDATA[Girimonte]]></category>
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		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giuseppe Girimonte, padre del 20enne (originario di Caccuri -KR)alla guida della Bmw coinvolta nell’incidente sulla via Cristoforo Colombo in cui ha perso la vita la 20enne dell’Infernetto Beatrice Bellucci, ancora non crede a quello che è successo. Nella sue parole, dolore e incredulità sulla tragedia: “Mio figlio è stato tamponato, non si ricordava più niente”. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Giuseppe Girimonte, padre del 20enne <em>(originario di Caccuri -KR</em>)alla guida della Bmw coinvolta nell’incidente sulla via Cristoforo Colombo in cui ha perso la vita la 20enne dell’Infernetto <strong>Beatrice Bellucci</strong>, ancora non crede a quello che è successo. Nella sue parole, dolore e incredulità sulla tragedia: “Mio figlio è stato tamponato, non si ricordava più niente”. Girimonte risponde alle voci circolate sulla presunta velocità della Bmw a 150 km all’ora: “Per me è fantascienza” Secondo il racconto dell’uomo, <strong>il figlio gli ha riferito di essere stato tamponato </strong>mentre percorreva la Cristoforo Colombo in direzione del centro di Roma. Poi l’inizio di un incubo quando ha sentito  un botto e l’auto è andata fuori controllo.<br />
“Poi non si è ricordato più di nulla” – ha riferito al Messaggero il padre del ragazzo, e la stessa versione è stata confermata anche dal suo amico. “Potrebbe essere stata la Mini o un’altra auto. Nessuno lo sa con certezza, lo sapranno solo gli investigatori” – ha dichiarato l’uomo.</p>
<p>La questione della velocità<br />
Il papà del conducente, rimasto anch’egli ferito nell’impatto, manifesta un sentimento complesso di preoccupazione per il figlio, di dolore per la giovane vittima e di attesa dei risultati ufficiali: “Questo è un momento difficile per tutti. <strong>L’unica cosa certa è che il percorso della giustizia e delle indagini chiarirà cosa sia realmente successo</strong>”.</p>
<p>Girimonte ha poi risposto anche alle voci circolate sulla presunta velocità della Bmw: “<strong>Leggo in giro che andava a 150 all’ora</strong>. Per me è fantascienza. <strong>Mio figlio è un ragazzo senza grilli per la testa, ci tiene alla macchina e non si sogna di commettere certe bravate</strong>” – sottolineando la totale incredulità della famiglia rispetto a queste ricostruzioni non verificate e ribadisce la fiducia nelle indagini in corso.</p>
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		<title>Catanzaro, tragico incidente della strada: muoiono padre di 35 e la figlia di soli 7 anni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-tragico-incidente-della-strada-muoiono-padre-di-35-e-la-figlia-di-soli-7-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jul 2025 17:52:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[figlia]]></category>
		<category><![CDATA[incidente]]></category>
		<category><![CDATA[morto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica funestata dalla morte di Emanuele Scafidi, di 35 anni, di professione pizzaiolo e della figlia di soli 7 anni a causa di un tragico incidente stradale verificatosi via Emilia, nella periferia Sud di Catanzaro. L&#8217;impatto mortale è avvenuto, intorno alle 18, tra una Golf su cui viaggiavano padre e figlia e una Panda con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica funestata dalla morte di <strong>Emanuele Scafidi</strong>, di 35 anni, di professione pizzaiolo e della figlia di soli 7 anni a causa di un tragico incidente stradale verificatosi via Emilia, nella periferia Sud di Catanzaro.</p>
<p>L&#8217;impatto mortale è avvenuto, intorno alle 18, tra una Golf su cui viaggiavano padre e figlia e una Panda con a bordo due giovani.<br />
A seguito dell&#8217;impatto la Golf è uscita fuori strada e i due passeggeri sono stati sbalzati fuori dal mezzo.</p>
<p>I due ragazzi feriti sono stati trasportati all&#8217;ospedale &#8216;Pugliese&#8217; di Catanzaro. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri e i vigili urbani. </p>
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		<item>
		<title>Lamezia, omicidio Bruno Di Cello: Gip dispone perizia psichiatrica per il padre</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-omicidio-bruno-di-cello-gip-dispone-perizia-psichiatrica-per-il-padre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 May 2025 19:13:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Di Cello]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
		<category><![CDATA[PADRE]]></category>
		<category><![CDATA[perizia]]></category>
		<category><![CDATA[psichiatrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lamezia Terme, Francesco De Nino, in accoglimento della richiesta della locale Procura, ha deciso di sottoporre a perizia psichiatrica Francesco Di Cello, l&#8217;uomo di 64 anni che la mattina del 2 maggio scorso uccise il figlio Bruno di 36 anni. Al termine dell&#8217;incidente probatorio è stata [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-omicidio-bruno-di-cello-gip-dispone-perizia-psichiatrica-per-il-padre/">Lamezia, omicidio Bruno Di Cello: Gip dispone perizia psichiatrica per il padre</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lamezia Terme, Francesco De Nino, in accoglimento della richiesta della locale Procura, ha deciso di sottoporre a perizia psichiatrica Francesco Di Cello, l&#8217;uomo di 64 anni che la mattina del 2 maggio scorso uccise il figlio Bruno di 36 anni. Al termine dell&#8217;incidente probatorio è stata disposto la nomina dell&#8217;esperto di psichiatria, Stefano Ferracuti, perché valuti la capacità di intendere e di volere dell&#8217;uomo al momento dell&#8217;omicidio, oltre alla capacità di affrontare coscientemente il giudizio.</p>
<p>I difensori, del sessantaquattrenne Renzo Andricciola e Giuseppe Spinelli hanno nominato un proprio consulente di parte, Gregorio Cerminara. Il giudice ha fissato l&#8217;udienza il 22 luglio. Ferracuti, entro il 15 luglio dovrà depositare l&#8217;elaborato peritale. Francesco Di Cello, che già nelle prime ore del delitto e successivamente davanti al gip nel corso dell&#8217;interrogatorio di garanzia, aveva ammesso tutte le sue responsabilità, si trova rinchiuso nel carcere di Catanzaro. La morte di Bruno Di Cello fu causata da un colpo di pistola esploso in viso al termine di una giornata intensa di tensione e liti all&#8217;interno della famiglia. </p>
<p>Una situazione maturata a causa di continui litigi in un contesto di disperazione e di forte tensione domestica, di contrasti legati allo stile di vita della vittima e alle ripetute richieste di denaro avanzate nei confronti dei familiari.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="hCEUcx5RCN"><p><a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-richieste-di-soldi-e-liti-ecco-perche-francesco-di-cello-ha-ucciso-il-figlio-con-un-colpo-di-pistola/">Lamezia, richieste di soldi e liti: ecco perchè Francesco Di Cello ha ucciso il figlio con un colpo di pistola</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Lamezia, richieste di soldi e liti: ecco perchè Francesco Di Cello ha ucciso il figlio con un colpo di pistola&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/lamezia-richieste-di-soldi-e-liti-ecco-perche-francesco-di-cello-ha-ucciso-il-figlio-con-un-colpo-di-pistola/embed/#?secret=dCJf5VPP5S#?secret=hCEUcx5RCN" data-secret="hCEUcx5RCN" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-omicidio-bruno-di-cello-gip-dispone-perizia-psichiatrica-per-il-padre/">Lamezia, omicidio Bruno Di Cello: Gip dispone perizia psichiatrica per il padre</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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