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	<title>operazione ragnatela Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 26 May 2023 10:46:48 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Roma, Operazione &#8220;Ragnatela&#8221;: confisca di beni per tre mln a due soggetti vicini alla &#8216;ndrangheta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 May 2023 10:07:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia di Stato della Divisione Anticrimine della Questura di Roma ha eseguito una confisca di beni per 3 milioni di euro a due soggetti, un calabrese e un romano, vicini alla &#8216;ndrangheta operanti nel mandamento tirrenico e facenti capo a una nota famiglia di Gioia Tauro.  I due soggetti interessati sono, nello specifico, Agostino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia di Stato della Divisione Anticrimine della Questura di Roma ha eseguito una confisca di beni per 3 milioni di euro a due soggetti, un calabrese e un romano, vicini alla &#8216;ndrangheta operanti nel mandamento tirrenico e facenti capo a una nota famiglia di Gioia Tauro.  I due soggetti interessati sono, nello specifico, Agostino Cosoleto, esponente di una nota cosca calabrese di Oppido Mamertina, nonché consuocero del boss Rocco Molè, assassinato nel 2008, trasferitosi nella zona dei Castelli Romani ha iniziato a investire notevoli capitali, derivanti da reati di bancarotta fraudolenta, in un complesso immobiliare adibito ad albergo-ristorante rilevato dal pregiudicato romano, un noto usuraio romano.</p>
<p>Nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione, denominata &#8220;Ragnatela&#8221;, sono stati confiscati: la totalità delle partecipazioni di una società di capitali con sede a Roma, attiva nel settore immobiliare; un complesso immobiliare, sito a Roma, costituito da locali commerciali di estesa superficie; immobili per civile abitazione siti in Gioia Tauro (RC); una polizza assicurativa del valore di 150.000, disponibilità finanziarie per oltre quattrocentomila euro, un complesso immobiliare già adibito ad albergo &#8211; ristorante, ubicato a Rocca di Papa (RM) e due zanne di avorio elefantino di cospicuo valore economico.</p>
<p>L’esecuzione del provvedimento in argomento ha visto impegnati oltre agli uomini della Divisione Anticrimine della Questura di Roma anche il personale di 7 Commissariati di P.S sul territorio di Roma e provincia. Inoltre l’operazione ha richiesto la collaborazione della Divisione Anticrimine della Questura di Reggio Calabria e del Commissariato di P.S. di Gioia Tauro.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>VIDEO-Operazione “ragnatela”: arresti e sequestri per circa 2 milioni di euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2021 07:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All’esito di complesse indagini di polizia giudiziaria, i militari dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza e dell’Arma dei Carabinieri di Bologna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due soggetti crotonesi e un sequestro preventivo diretto e “per equivalente” (nei confronti dei medesimi e di altre 21 persone fisiche e giuridiche) fino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-172296-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/10/Operazione-Ragnatela_-arresti-e-sequestri-calabrianews.it_.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/10/Operazione-Ragnatela_-arresti-e-sequestri-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/10/Operazione-Ragnatela_-arresti-e-sequestri-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>All’esito di complesse indagini di polizia giudiziaria, i militari dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza e dell’Arma dei Carabinieri di Bologna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due soggetti crotonesi e un sequestro preventivo diretto e “per equivalente” (nei confronti dei medesimi e di altre 21 persone fisiche e giuridiche) fino alla concorrenza di 2 milioni di euro. I provvedimenti sono stati emessi dal<br />
G.I.P. del Tribunale di Bologna &#8211; Dott. Alberto ZIROLDI su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nella persona del P.M. &#8211; Dott. Roberto CERONI.<br />
Le misure cautelari personali e reali sono state disposte in relazione ai reati di associazione per delinquere, estorsione (aggravata dal c.d. “metodo mafioso”), bancarotta fraudolenta patrimoniale, documentale e per operazioni dolose, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, emissione di fatture per operazioni inesistenti, spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate.</p>
<p>Il sequestro preventivo ha riguardato due aziende lombarde (una società immobiliare di Brescia e un esercizio di rivendita al dettaglio di generi di monopolio corrente nell’hinterland milanese) e disponibilità liquide. Le indagini, scaturite dall’attività di controllo del territorio svolta dalla Stazione dei Carabinieri di Alto Reno Terme, che aveva notato l’anomala presenza nel comune di Gaggio Montano (BO) di soggetti crotonesi, hanno<br />
permesso di disvelare l’esistenza e l’operatività di una consorteria criminale che, alla fine del 2015, è subentrata nella gestione di una società &#8211; titolare di una “casa di riposo” di Alto Reno Terme (BO) &#8211; in evidente stato di dissesto economico-finanziario, al solo fine di distrarre gli asset societari, composti dall’azienda e dall’immobile adibito a struttura residenziale, del valore di oltre 7,5 milioni di euro.<br />
Il disegno criminoso, progettato e attuato dai principali indagati con la fattiva collaborazione di diverse “teste di legno”, è consistito nella stipula di un fittizio contratto d’affitto d’azienda tra la società, appena rilevata, e una cooperativa appositamente costituita dagli indagati, finalizzato a rendere detti beni inappetibili sul mercato.<br />
Nel mentre, la vecchia società &#8211; oberata da debiti per 4,4 milioni di euro principalmente verso l’Erario ed Enti previdenziali e assistenziali &#8211; è stata portata al fallimento e svuotata della liquidità ancora giacente sui conti correnti.<br />
Inoltre, nell’ambito dell’operazione d’affitto d’azienda, sono emersi numerosi e gravi episodi estorsivi attuati, con modalità tipicamente mafiose, ai danni dei dipendenti della struttura, costretti a dimettersi volontariamente  dopo ripetute minacce, atteggiamenti intimidatori e prevaricazioni di vario genere (consistiti in demansionamenti, mancata corresponsione delle retribuzioni e fruizione di “ferie forzate”). Gli stessi sono stati poi assunti dalla “nuova” società cooperativa (ove si fossero rifiutati di aderire a tale disegno, sarebbe scattato per loro il licenziamento in tronco).</p>
<p>Le attività investigative hanno così portato alla luce i sofisticati meccanismi con cui i sodali, seguendo un vero e proprio modus operandi ormai collaudato, hanno drenato liquidità da entrambe le società, ricorrendo ad assunzioni fittizie, fatture per operazioni inesistenti rilasciate da soggetti compiacenti (afferenti a lavori di ristrutturazione mai effettuati, acquisti fittizi di cespiti e prestazioni di servizio mai ricevute) e a conti e carte di<br />
credito delle società utilizzati per acquisti estranei alle finalità societarie.<br />
Le persone denunciate sono complessivamente 23, tra le quali i professionisti che hanno coadiuvato gli appartenenti al sodalizio nella realizzazione degli scopi illeciti prefissati. Contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti cautelari, il P.M. titolare delle indagini ha delegato perquisizioni tra Emilia-Romagna, la Lombardia, la Campania e la Calabria.</p>
<p>Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati beni per oltre 1,5 milioni di euro, tra cui denaro contante per 120 mila euro, 1 società immobiliare, 1 esercizio di rivendita al dettaglio di generi di monopolio, 2 autovetture e 9 orologi di pregio.<br />
L’operazione testimonia l’efficacia della convergenza investigativa specialistica messa in campo dalla Guardia di Finanza e dall’Arma dei Carabinieri con il coordinamento e la direzione dell’Autorità Giudiziaria felsinea.</p>
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