﻿<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>operazione coccodrillo Archivi - Calabria News</title>
	<atom:link href="https://www.calabrianews.it/tag/operazione-coccodrillo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.calabrianews.it/tag/operazione-coccodrillo/</link>
	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 30 Aug 2021 15:00:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.4</generator>
	<item>
		<title>Operazione &#8220;Coccodrillo&#8221;, 14 le persone rinviate a giudizio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/operazione-coccodrillo-14-le-persone-rinviate-a-giudizio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2021 15:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[14 rinvii a giudizio]]></category>
		<category><![CDATA[GdF]]></category>
		<category><![CDATA[lobello]]></category>
		<category><![CDATA[operazione coccodrillo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=166857</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sono 14 le persone coinvolte nell&#8217;inchiesta &#8220;Coccodrillo&#8221; per le quali la Dda di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio. Le accuse contestate vanno dal trasferimento fraudolento di valori, aggravato dalle modalità mafiose, all&#8217;estorsione, all&#8217;autoriciclaggio, al riciclaggio ed al favoreggiamento. L&#8217;udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 15 ottobre. Le richieste di rinvio a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/operazione-coccodrillo-14-le-persone-rinviate-a-giudizio/">Operazione &#8220;Coccodrillo&#8221;, 14 le persone rinviate a giudizio</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 14 le persone coinvolte nell&#8217;inchiesta &#8220;Coccodrillo&#8221; per le quali la Dda di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio. Le accuse contestate vanno dal trasferimento fraudolento di valori, aggravato dalle modalità mafiose, all&#8217;estorsione, all&#8217;autoriciclaggio, al riciclaggio ed al favoreggiamento. L&#8217;udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 15 ottobre.</p>
<p><strong>Le richieste di rinvio a giudizio</strong></p>
<p>La richiesta di rinvio a giudizio, formulata dal procuratore Nicola Gratteri, dall&#8217;aggiunto Vincenzo Capomolla e dai sostituti procuratori Veronica Calcagno e Debora Rizza, riguarda <strong>Antonio Capellupo</strong>, di 46 anni, <strong>Vitaliano Maria Fulciniti</strong> (44), <strong>Pietro Garcea</strong> (34), <strong>Francesco Iriitano</strong> (30), <strong>Marika Lobello</strong> (22), <strong>Vincenzo Pasquino</strong> (60), <strong>Domenico Rotella</strong> (43), <strong>Giuseppe Rotella</strong> (53), <strong>Francesca Rotella</strong> (48), <strong>Pasquale Torchia</strong> (45), <strong>Pasquale Verspertini</strong> (39), <strong>Anna Rita Vigliarolo</strong> (43), <strong>Caterina Garcea</strong> (41) e <strong>Luciano Vitale</strong> (54). Del collegio difensivo degli indagati fanno parte gli avvocati Iole Le Pera, Valerio Murgano, Pietro Mancuso, Enzo De Caro, Saverio Loiero, Vittoria Versa, Giuseppe Fonte, Gennaro Pierino Mellea, Vitaliano Leone e Raffaele Bruno</p>
<p><strong>L&#8217;operazione</strong></p>
<p>L&#8217;operazione &#8220;Coccodrillo&#8221; è stata condotta dalla Guardia di finanza di Catanzaro lo scorso 11 marzo, con l&#8217;esecuzione di 10 misure cautelari. Sei persone sono state poste agli arresti domiciliari, una alla detenzione in carcere ed a tre sono state notificate interdittive. L&#8217;operazione ha portato inoltre al sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 50 milioni di euro nei confronti di alcuni imprenditori catanzaresi e dei loro prestanome. Al centro dell&#8217;indagine il gruppo imprenditoriale Lobello, molto attivo nel settore dei lavori pubblici, per i maggiori esponenti del quale, Giuseppe Lobello, Antonio Lobello e Daniele Lobello, è stato chiesto il rito immediato . Giuseppe Lobello, destinatario di una delle ordinanze di custodia cautelare, &#8220;pur non facendone parte&#8221;, si afferma nel provvedimento, è accusato di &#8220;concorrere nell&#8217;associazione di &#8216;ndrangheta denominata cosca Arena&#8221;, alla quale &#8211; secondo l&#8217;ipotesi accusatoria &#8211; avrebbe fornito &#8220;attraverso condotte attive, un contributo concreto, specifico e volontario per la conservazione e il rafforzamento della capacità organizzativa dell&#8217;associazione. In particolare, muovendosi quale imprenditore edile titolare e amministratore di fatto delle imprese facenti capo alla famiglia Lobello &#8211; Strade Sud, Trivellazioni Speciali, Consorzio Stabile Zeus, Consorzio Stabile Genesi &#8211; faceva da intermediario tra i vertici della cosca Arena e taluni imprenditori soggetti a estorsione per lavori nel Catanzarese, raccogliendo i ratei delle estorsioni e consegnandoli alle scadenze prestabilite ai vertici del clan. Ciò allo scopo di evitare che la presenza di soggetti riconducibili al clan presso i cantieri potesse attirare l&#8217;attenzione delle forze dell&#8217;ordine; ottenendo al contempo, per il legame stretto con gli Arena, una posizione dominante nell&#8217;esecuzione di lavori edili su Catanzaro, ovvero la protezione da interferenze estorsive, di altri gruppi criminali, presso i cantieri relativi ai lavori eseguiti e presso l&#8217;impianto di calcestruzzo dell&#8217;impresa&#8221;. I Lobello avevano realizzato, sempre secondo l&#8217;accusa, un sistema di società, formalmente intestate a terze persone, ma controllate e gestite da loro, al fine di sottrarre il loro patrimonio a misure di prevenzione antimafia. Dalle indagini condotte dalla Guardia di finanza è emerso anche un episodio di estorsione nei confronti di un lavoratore dipendente, costretto ad autolicenziarsi da una società fittiziamente intestata a un prestanome, per incomprensioni sorte sul luogo di lavoro con i familiari di Giuseppe Lobello.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/operazione-coccodrillo-14-le-persone-rinviate-a-giudizio/">Operazione &#8220;Coccodrillo&#8221;, 14 le persone rinviate a giudizio</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Operazione &#8220;Coccodrillo&#8221;, mano pesante della Dda su imprenditori e prestanome</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/operazione-coccodrillo-mano-pesante-della-dda-su-imprenditori-e-prestanome/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2021 09:52:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[DDA Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[operazione coccodrillo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=147519</guid>

					<description><![CDATA[<p>Catanzaro – Sequestro preventivo per oltre 50 milioni di euro e ordinanze di custodia cautelare a carico di dieci soggetti. Sono le principali risultanze dell’operazione denominata “Coccodrillo”, condotta dalla Dda di Reggio Calabria. In data odierna i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ca-tanzaro, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, hanno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/operazione-coccodrillo-mano-pesante-della-dda-su-imprenditori-e-prestanome/">Operazione &#8220;Coccodrillo&#8221;, mano pesante della Dda su imprenditori e prestanome</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro – Sequestro preventivo per oltre 50 milioni di euro e ordinanze di custodia cautelare a carico di dieci soggetti. Sono le principali risultanze dell’operazione denominata “Coccodrillo”, condotta dalla Dda di Reggio Calabria.<br />
In data odierna i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ca-tanzaro, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, hanno data esecuzione all’ordinanza del G.I.P. di Catanzaro che ha disposto la misura cautelare custodiale nei confronti di sette persone (di cui una in carcere e sei agli arresti domici-liari) e la misura cautelare interdittiva nei confronti di altri tre indagati, nonché il se-questro preventivo di beni per un valore stimato di oltre 50 milioni di euro.<br />
Agli indagati sono contestati, a vario titolo, i reati di concorso esterno in associazio-ne mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, autoriciclaggio, favoreg-giamento reale ed estorsione.<br />
L’indagine (convenzionalmente denominata “Coccodrillo”), diretta dalla Procura Di-strettuale di Catanzaro e condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria/G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Catanzaro, ha evidenziato un grave quadro indiziario a carico degli imprenditori catanzaresi Lobello Antonio, Lobello Giuseppe e Lobello Daniele, in ordine a plurimi reati di intestazione fittizia di beni,  realizzati attraverso un sistema di società, formalmente intestate a terzi, e tuttavia dagli stessi controllate e gestite, e ciò al fine di sottrarre il proprio patrimonio azien-dale all’adozione di prevedibili misure di prevenzione antimafia.<br />
Gli imprenditori nutrivano il concreto timore circa l’adozione di prevedibili misure ablative di prevenzione che riguardassero le società del gruppo, essendo emersi, più volte, a livello giudiziario, i loro rapporti con cosche ‘ndranghetiste, tanto che talune loro società sono state attinte da interdittive antimafia emesse dalla Prefettura di Ca-tanzaro (CAL.BI.IN. S.r.l., CANTIERI EDILI &#8211; INIZIATIVA 83 S.r.l. e STRADE SUD S.r.l.).<br />
Con la medesima ordinanza cautelare è stato disposto, altresì, il sequestro preventivo delle società, di fatto riconducibili ai tre imprenditori, e oggetto di intestazioni fittizie, STRADE SUD S.r.l., TRIVELLAZIONI SPECIALI S.r.l., CONSORZIO STABILE ZEUS, CONSORZIO STABILE GENESI, tutte operanti nel comparto dell’edilizia pubblica e privata e aggiudicatarie di numerosi appalti pubblici, nonché della società MARINA CAFÉ S.r.l.s. operante nel settore della ristorazione.<br />
Le investigazioni, che si sono avvalse anche delle plurime dichiarazioni dei collabora-tori di giustizia e di esiti intercettivi, hanno evidenziato, oltre al legame mantenuto nel tempo dalla famiglia Lobello con il clan Mazzagatti di Oppido Mamertina, anche il rapporto con il clan Arena di Isola Capo Rizzuto e altre cosche del crotonese, tra cui quella riconducibile a Nicolino Grande Aracri.<br />
In particolare a Lobello Giuseppe viene contestato di avere svolto, per la cosca Are-na di Isola Capo Rizzuto, la funzione di collettore delle estorsioni imposte presso i cantieri edili del catanzarese.<br />
Detta opera di intermediazione e lo stretto legame con gli esponenti della cosca Arena e con altre consorterie operanti sulla fascia ionica-catanzarese, ha garantito alle im-prese del Gruppo Lobello una posizione dominante nell’esecuzione di lavori edili e forniture di calcestruzzo su Catanzaro e provincia, nonché la protezione da interfe-renze estorsive di altri gruppi criminali, quale imprenditore “intoccabile”.<br />
A Giuseppe Lobello, nei cui confronti è stata disposta la custodia cautelare in carce-re, è stato, per ciò, contestato anche il reato di concorso esterno in associazione ma-fiosa, oltre ai reati contestati agli altri suoi congiunti.<br />
Sono stati disposti, infatti, gli arresti domiciliari nei confronti di Lobello Antonio e del fratello Lobello Daniele, rispettivamente padre e fratello di Giuseppe, per i reati di trasferimento fraudolento di valori e autoriciclaggio, e la stessa misura cautelare è stata disposta nei confronti di quattro soggetti, tra dipendenti del Gruppo Lobello e intestatari fittizi delle società.<br />
Dalle indagini è emerso, anche, un episodio di estorsione nei confronti di un lavora-tore dipendente costretto ad auto licenziarsi contro la sua volontà da una società fit-tiziamente intestata a un prestanome, per incomprensioni sorte sul luogo di lavoro con i familiari di Giuseppe Lobello.<br />
Sono state disposta, altresì, le misura interdittiva del divieto temporaneo di esercita-re, per la durata di un anno, le attività di ragionieri, consulenti e commercialisti, nei confronti di tre ragionieri del Gruppo Lobello, per il reato di favoreggiamento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/operazione-coccodrillo-mano-pesante-della-dda-su-imprenditori-e-prestanome/">Operazione &#8220;Coccodrillo&#8221;, mano pesante della Dda su imprenditori e prestanome</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
