Tag: morto

  • Travolto tra Rioveggio e Sasso Marconi sulla A1: muore 54enne di Cosenza

    Travolto tra Rioveggio e Sasso Marconi sulla A1: muore 54enne di Cosenza

    Incidente mortale nella notte, nel Bolognese, sulla A1 tra Rioveggio e Sasso Marconi in direzione Bologna. Il sinistro – avvenuto intorno alle 3 all’interno della galleria ‘Allocco’ all’altezza del chilometro 214 – ha visto coinvolti un mezzo pesante e un’autovettura. Nello scontro, spiega Autostrade per l’Italia in una nota, una persona ha perso la vita. La vittima è un cinquantaquattrenne di Cosenza. L’automobilista, che era rimasto fermo in galleria a causa di un’avaria, è stato travolto e ucciso dal tir.

    Sul posto sono intervenuti i soccorsi sanitari e meccanici, le pattuglie della Polizia Stradale e il personale della Direzione del 4/o Tronco di Firenze di Autostrade per l’Italia.

    L’incidente ha determinato 7 chilometri di coda, con ripercussioni di 4 chilometri, sempre di coda, sulla A1 Direttissima. Sul luogo dell’evento attualmente si circola su una corsia verso Bologna.

  • E’ morto l’ex magistrato catanzarese Emilio Ledonne, fu vice procuratore nazionale antimafia

    E’ morto l’ex magistrato catanzarese Emilio Ledonne, fu vice procuratore nazionale antimafia

    È morto a Zagarise all’età di 85 anni il magistrato Emilio Ledonne, storica e stimatissima figura della magistratura calabrese, nonché profondo conoscitore dei fenomeni mafiosi. Ledonne ha iniziato la sua carriera come giudice istruttore di Catanzaro dove è stato anche Consigliere di corte d’Appello.

    Nella città capoluogo e in tutto il comprensorio, così come in Emilia Romagna, era molto conosciuto e molto stimato per professionalità e dedizione.

    L’incarico più prestigioso di Emilio Ledonne è stato quello di vice procuratore nazionale antimafia aggiunto, lavorando con magistrati come Siclari, Vigna e Grasso. Ha concluso la sua carriera come Procuratore generale Corte di Appello di Bologna. È stato insignito di numerosi premi per suo impegno contro le mafie.

  • Precipita dal secondo piano di un edificio mentre effettua lavori: muore a Strongoli

    Precipita dal secondo piano di un edificio mentre effettua lavori: muore a Strongoli

    Ieri pomeriggio i Carabinieri della Stazione di Strongoli (KR), dipendenti della Compagnia di Cirò Marina, sono intervenuti presso una proprietà privata del centro abitato di Strongoli, dove era stata segnalato il decesso di un uomo, verosimilmente a causa della caduta dal balcone di un edificio, ove stava effettuando lavori edili. La vittima si chiama Francesco Leotta di 48 anni.

    Sul posto, quasi contestualmente alla segnalazione, son giunti il personale sanitario “118” ed il medico legale che ne constatavano il decesso, nonché quello del “Servizio Prevenzione Igiene Sicurezza Ambienti di Lavoro” di Crotone per le verifiche di competenza.

    Sono in corso, coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone le indagini sull’accaduto da parte dei Carabinieri della Compagnia di Cirò Marina (KR), che hanno già effettuato le prime escussioni a Sommarie Informazioni Testimoniali sul luogo dell’evento e nella sua immediatezza.

  • Cade da impalcatura alta 9 metri: operaio di 48 anni muore nel Cosentino

    Cade da impalcatura alta 9 metri: operaio di 48 anni muore nel Cosentino

    Un operaio di 48 anni è morto stamani dopo una caduta da un’altezza di 9 metri. È successo a Bisignano, in provincia di Cosenza, all’esterno di un capannone industriale dove l’uomo era su una impalcatura e stava rimuovendo dei pannelli.

    L’operaio, originario di San Pietro in Guarano, di cui al momento non sono state rese note le generalità, è deceduto sul colpo. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri per i rilievi e che, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, dovranno anche se l’operaio al momento dell’accaduto avesse in dotazione e in uso i dispositivi di sicurezza.

    La salma è stata restituita ai familiari e l’area sottoposta a sequestro per ulteriori approfondimenti.
    (Ansa)

  • La Calabria brucia da giorni, c’è anche un morto a Cardeto

    La Calabria brucia da giorni, c’è anche un morto a Cardeto

    E’ sempre più grave la situazione sul fronte degli incendi in Calabria. Particolarmente colpita l’area di Reggio Calabria e della sua provincia. Sulle colline della città dello Stretto dove è vero allarme si è consumata una tragedia.

    A Cardeto, un uomo, D.A. di 98 anni, è morto. Secondo quanto si è appreso, l’anziano, costretto a letto, sarebbe morto per le fiamme che hanno raggiunto l’abitazione in campagna in cui viveva. Nel tentativo di spegnere le fiamme sia la figlie che il genero sono rimasti feriti.

    Roghi sono attivi da Bagnara-Scilla sino alla punta estrema della regione, compreso l’entroterra dell’Aspromonte. Numerosi incendi anche nei comuni sul versante ionico. Dichiarato lo stato di emergenza e rafforzata la disponibilità dei mezzi di soccorso.

  • Un’altra giovane vita spezzata per un incidente stradale: 20enne muore a Santa Maria del Cedro

    Un’altra giovane vita spezzata per un incidente stradale: 20enne muore a Santa Maria del Cedro

    Non si arresta la scia di sangue sulle strade calabresi. E, ancora una volta, spezzata una giovane vita. Il dramma si è consumato nel primo pomeriggio a Santa Maria del Cedro, in provincia di Cosenza.

    Un ragazzo, Vincenzo Celia di soli 20 ani è morto a seguito di un grave incidente stradale occorso sul ponte Lao, nella frazione ‘Marcellina’ del comune tirrenico in cui la giovane vittima era residente. Il 20enne era a bordo di uno scooter, condotto da un coetaneo, che, per cause in corso d’accertamento, si é scontrato prima con un’automobile e poi con un camion che procedeva in senso opposto.

    L’altro giovane è rimasto ferito, pare, non in maniera grave, ed è stato trasportato in ospedale. Sul luogo della tragedia due ambulanze e l’elicottero del 118.

  • Dopo lite investe e uccide un 27enne Pellaro di Reggio Calabria, ricercato un uomo di 42 anni

    Dopo lite investe e uccide un 27enne Pellaro di Reggio Calabria, ricercato un uomo di 42 anni

    Un pregiudicato di 42 anni, dopo una lite per futili motivi con due giovani, li ha investiti volontariamente con la propria automobile, provocando la morte di uno dei due, un giovane di 27 anni di nazionalità marocchina, Moussine El Rhannaoui. L’investitore si è poi allontanato e viene adesso ricercato. É accaduto la scorsa notte nella frazione Pellaro di Reggio Calabria, lungo la statale 106 ionica, nell’area di una stazione di servizio. L’altra persona che si trovava insieme allo straniero deceduto è stato ricoverato in ospedale, ma non è grave. Sull’episodio indaga la Squadra mobile di Reggio Calabria.

    Moussine El Rhannaoui é deceduto poco dopo il ricovero nell’ospedale di Reggio Calabria. Il giovane, a causa dell’impatto con l’automobile guidata dal 42enne che lo ha investito,. aveva riportato lesioni interne molto gravi. La persona che è rimasta ferita è di nazionalità italiana. Il personale della Squadra mobile di Reggio Calabria, diretta da Alfonso Iadevaia, ha effettuato, insieme alla Polizia scientifica, i rilievi sul luogo in cui il giovane straniero e la persona che era insieme a lui sono stati investiti e sta adesso ricostruendo la dinamica dei fatti anche attraverso le immagini riprese dalle telecamere installate nell’area della stazione di servizio.

    La lite che é degenerata nell’omicidio del 27enne, secondo quanto é emerso dalle indagini, sarebbe stata provocata anche dallo stato di ebbrezza alcolica delle persone coinvolte. Secondo quanto si é appreso, inoltre, l’omicida sarebbe noto agli investigatori per le sue frequentazioni con persone legate alla criminalità organizzata.
    (Ansa)

  • Dolore a Papanice: è spirato questa mattina il 15enne finito con la moto contro un muro

    Dolore a Papanice: è spirato questa mattina il 15enne finito con la moto contro un muro

    Catanzaro – E’ spirato questa mattina Karol Rizza, il ragazzo di soli 15 anni che, nella notte tra giovedì e venerdì scorsi, era rimasto gravemente ferito nella frazione Papanice di Crotone.

    Secondo quanto è stato possibile apprendere il ragazzo, per cause in corso di accertamento, avrebbe perso il controllo della sua motocicletta finendo contro un muro. L’impatto sarebbe stato violentissimo e il giovane avrebbe riportato ferite molto gravi. Prima trasportato in modo autonomo al pronto soccorso dell’ospedale di Crotone è stato successivamente trasferito in ambulanza al Pugliese-Ciaccio di Catanzaro.

    E proprio nel reparto di Rianimazione del “Pugliese” alle 9,45 il cuore del piccolo si è fermato. La morte di Karol Rizza, che era figlio unico, ha lasciato sgomenta l’intera comunità: il parroco ed il consiglio pastorale hanno deciso di annullare i momenti civili della festa patronale di San Pantaleone.

  • Non ce l’ha fatta l’operaio di 55 anni rimasto ferito in un incidente sul lavoro nella zona industriale di Vibo Valentia

    Non ce l’ha fatta l’operaio di 55 anni rimasto ferito in un incidente sul lavoro nella zona industriale di Vibo Valentia

    È deceduto a causa delle gravi ferite riportate l’uomo che nei giorni scorsi era stato vittima di un incidente sul lavoro avvenuto a Trainiti, zona industriale situata sulla costa di Vibo Valentia. Massimo Moschella, di 55 anni, aveva subito un trauma cranico commotivo a seguito di una caduta da una scala.

    Sul posto erano intervenuti i sanitari del 118 i quali, constatate le gravi condizioni del paziente, avevano chiesto l’intervento dell’elisoccorso di Lamezia Terme per il trasporto urgente del ferito all’hub di Catanzaro.

    Sono in corso le indagini dei carabinieri per determinare la dinamica dell’incidente. La vittima era il padre di don Davide Moschella, parroco della chiesa di San Nicola ad Arzona, frazione del Comune di Filandari, nel Vibonese.
    (Ansa)

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  • Morto suicida Rosario Curcio, uno dei killer della testimone di giustizia Lea Garofalo

    Morto suicida Rosario Curcio, uno dei killer della testimone di giustizia Lea Garofalo

    Uno dei killer di Lea Garofalo, Rosario Curcio, è morto in ospedale a Milano dopo essersi impiccato nel carcere di Opera mercoledì 28 giugno. Il 46enne, detto «patatino» e originario di Camilletto, una frazione di Petilia Policastro, in provincia di Crotone, stava scontando una condanna all’ergastolo per l’omicidio e la distruzione del cadavere della testimone di giustizia avvenuto nel novembre del 2009. Del suicidio è stata informata il pm di turno di Milano che coordinerà gli accertamenti sulla dinamica.
    Curcio, incensurato fino al momento dell’arresto nell’ottobre 2010, ha fatto parte del gruppo criminale capeggiato da Carlo Cosco (condannato all’ergastolo), il compagno della Garofalo e padre di Denise. Secondo le indagini del nucleo investigativo dei Carabinieri di Milano, Curcio la sera del 24 novembre 2009 Curcio era in un magazzino al quartiere San Fruttuoso di Monza dove insieme a Vito Cosco detto Sergio, fratello di Carlo, e a Carmine Venturino (ex fidanzato della figlia di Lea Garofalo) a bruciare in un bidone il corpo di Lea.

    La storia di Lea Garofalo
    Lea Garofalo è stata uccisa il 24 novembre del 2009 a Milano. Dal 2002 era stata inserita nel programma di protezione testimoni, insieme a sua figlia Denise, perché aveva deciso di raccontare ai magistrati le attività di spaccio condotte dalla famiglia Cosco e la faida con la sua famiglia che aveva portato alla morte del fratello Floriano Garofalo nel 2005.
    Scappata da Petilia Policastro, Garofalo si era rifugiata a Campobasso dove nell’aprile del 2009, uscita dal programma di protezione, ha evitato un primo agguato nei suoi confronti. Il 24 novembre dello stesso anno a Milano incontra l’ex fidanzato Cosco. Le telecamere l’hanno ripresa per l’ultima volta camminare con la figlia per le vie della città. Il suo corpo è stato ritrovato nel quartiere San Fruttuoso a Monza dove era stato dato alle fiamme per tre giorni.

    I responsabili dell’omicidio
    Nell’ottobre del 2010 arrivano i mandati di arresto per Carlo Cosco, Massimo Sabatino, Giuseppe Cosco, Vito Cosco, Carmine Venturino e Rosario Curcio. Il processo a loro carico si è concluso il 30 marzo 2012.
    Carlo Cosco e suo cugino Vito sono stati condannati all’ergastolo e hanno dovuto scontare l’isolamento diurno per due anni. Ergastolo, ma con isolamento di un anno, anche per massimo Sabatino e Rosario Curcio. Per Carmine Venturino, ex fidanzato di Denise figlia di Lea, la pena è stata ridotta a 25 anni perché collaborò con la giustizia.  Giuseppe Cosco, fratello di Carlo, fu assolto “per non aver commesso il fatto”.
    Le condanne sono state confermate e rese definitive prima dalla Corte d’Assise d’appello di Milano e infine dalla Cassazione nel dicembre del 2014.

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