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	<title>milioni Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 17 Jun 2026 18:07:17 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Narcotraffico Sudamerica-Gioia Tauro: la GdiF scova 7 milioni di profitti illeciti nascosti al fisco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 17:59:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A conclusione di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e delegata al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, sono stati recuperati a tassazione oltre 7 milioni di euro di redditi non dichiarati. Le indagini, finalizzate al contrasto dell’importazione e del traffico internazionale di cocaina, hanno consentito di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">A conclusione di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e delegata al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, sono stati recuperati a tassazione oltre 7 milioni di euro di redditi non dichiarati. Le indagini, finalizzate al contrasto dell’importazione e del traffico internazionale di cocaina, hanno consentito di accertare che tali somme costituivano il profitto derivante da attività illecite riconducibili a un’organizzazione criminale operante nell’importazione e nella commercializzazione di ingenti quantitativi di cocaina provenienti dall’America Latina e introdotti attraverso il porto di Gioia Tauro.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’attività di accertamento ha portato all’individuazione di una consistente evasione fiscale connessa ai proventi dell’illecito arricchimento derivante dal narcotraffico.</p>
<p>Contestualmente, nei confronti di due soggetti residenti nella Locride, è stato eseguito un sequestro di prevenzione per un valore complessivo di circa 400 mila euro. Il patrimonio sottoposto a vincolo comprende beni mobili, immobili e rapporti finanziari, ritenuti frutto o reimpiego dei proventi derivanti dalle attività di traffico di sostanze stupefacenti.</p>
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		<item>
		<title>Ritardi progettazione Ponte Stretto: 12 Mln da restituire alla UE, per AVS &#8220;fallimento amministrativo e inganno politico&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ritardi-progettazione-ponte-stretto-12-mln-da-restituire-alla-ue-per-avs-fallimento-amministrativo-e-inganno-politico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 16:36:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il Ponte sullo Stretto non è un’opera epocale, ancora una volta sono i fatti a dirlo non le opinioni: un fallimento amministrativo, un inganno politico e un insulto ai cittadini calabresi e siciliani. La restituzione di 12 milioni all’Unione europea per i ritardi sulla progettazione non è un dettaglio tecnico, ma la prova che questo progetto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Il Ponte sullo Stretto non è un’opera epocale, ancora una volta sono i fatti a dirlo non le opinioni: un fallimento amministrativo, un inganno politico e un insulto ai cittadini calabresi e siciliani.<strong> La restituzione di 12 milioni all’Unione europea per i ritardi sulla progettazione non è un dettaglio tecnico, ma la prova che questo progetto è gestito con superficialità, improvvisazione e disprezzo delle regole.</strong> <strong>Bruxelles certifica che il carrozzone del ponte non ha credibilità&#8221;</strong>.</em> E&#8217; quanto dichiara Rossella Bulsei, Segreteria regionale di Sinistra Italiana-Avs Calabria che aggiunge &#8220;Sebbene si sia tornati a proclamare un’imminente approvazione da parte del CIPESS, il ponte oggi si trascina nella propaganda, nei rendering, nelle dichiarazioni più o meno estemporanee di questo e quello, all’occorrenza. Invece di investire su infrastrutture reali, si bruciano risorse pubbliche in un’opera che ha rivelato tutte le sue mancanze e che sembra non volerle o poterle colmare- tra le tante- ad esempio, non è dato conoscere i risultati delle prove di tenuta dei cavi portanti dell’opera, oggetto di acceso dibattito, non un piano finanziario sostenibile, non un cronoprogramma credibile: è un gigantesco, costosissimo diversivo politico&#8221;.</p>
<p>Per Bulsei<strong> &#8220;La Stretto di Messina S.p.a. continua a divorare denaro pubblico</strong> come se fosse un diritto acquisito. Come se non bastasse la bocciatura europea, arriva anche <strong>il parere dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti a demolire l’ennesima favola</strong>: a fronte dei 4-7 € della narrazione di SDM e MIT, l’ART certifica un dato che dovrebbe fare arrossire chiunque si sia stracciato le vesti in difesa di questa fantasiosa cifra: 27,43 €. Il<strong> modello finanziario del ponte, anche lui, non regge. </strong>Per far quadrare i conti (sempre che i volumi di traffico reali coincidano con quelli previsti), il prezzo del pedaggio sarà ben più elevato e lo Stato si impegna a garantire 80 milioni l’anno per la manutenzione a discapito dei servizi essenziali&#8221;.</p>
<div class="code-block code-block-2"></div>
<p><strong>&#8220;<em>Il quadro è desolante: il ponte non sta in piedi né sul piano tecnico, né su quello economico, né su quello amministrativo</em></strong><em> e persevera nell’incamerare fiumi di soldi pubblici. Dirigenti, tecnici, professionisti, continuano a ricevere laute retribuzioni per produrre inesattezze e ritardi.</em>&#8211; sottolinea Bulsei. Ci domandiamo: quale altra società al mondo, finanziata dallo Stato, in queste condizioni, sarebbe ancora attiva? <strong>La SDM va liquidata prima che divori l’erario, prima che diventi l’ennesimo buco nero sulle spalle degli italiani</strong>. Il Sud non ha bisogno di illusioni costose, non tollera più che gli si dica che sarà il ponte ad essere l’attrattore della realizzazione delle infrastrutture che fino ad ora gli sono negate, come se fosse una sorta di ricatto, il ponte è un’opera falsa, ladra e bugiarda. La Calabria e la Sicilia pretendono infrastrutture vere, rispetto, serietà&#8221;- conclude la Segreteria regionale di Sinistra Italiana-Avs Calabria.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Tridico (M5S) denuncia: La Calabria cede 14,8 milioni dei fondi coesione Ue per gli armamenti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tridico-m5s-denuncia-la-calabria-cede-148-milioni-dei-fondi-coesione-ue-per-gli-armamenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 09:24:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La Calabria rientra tra le sei regioni italiane che, nella revisione intermedia della politica di coesione 2021–2027, hanno scelto di destinare una quota dei fondi europei alla nuova priorità &#8216;difesa&#8217;: 14,8 milioni di euro. Nel quadro nazionale, l&#8217;Italia ha riprogrammato 7,08 miliardi su 35 programmi, di cui 248 milioni destinati alla difesa. Tra le regioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>La Calabria rientra tra le sei regioni italiane che, nella revisione intermedia della politica di coesione 2021–2027, hanno scelto di destinare una quota dei fondi europei alla nuova priorità &#8216;difesa&#8217;: 14,8 milioni di euro. Nel quadro nazionale, l&#8217;Italia ha riprogrammato 7,08 miliardi su 35 programmi, di cui 248 milioni destinati alla difesa. Tra le regioni coinvolte, la Sicilia è prima con quasi 200 milioni; la Calabria è seconda, davanti a Basilicata, Abruzzo, Lombardia e Molise&#8221;.</em>  È quanto dichiara l&#8217;europarlamentare Pasquale Tridico, capodelegazione del M5S a Bruxelles, già candidato alla presidenza della Regione Calabria.</p>
<p>&#8220;I<em>l punto politico &#8211; aggiunge &#8211; non è la dimensione della cifra, ma il segnale che questa scelta produce. La politica di coesione nasce per ridurre i divari territoriali e sostenere sviluppo, infrastrutture e coesione sociale. Con la revisione avviata nel 2025 ed entrata nella fase operativa nel 2026, questi fondi vengono invece progressivamente aperti anche a priorità di sicurezza e difesa, modificando in profondità il loro perimetro originario.</em><br />
<em>Nel caso calabrese, questo slittamento è ancora più evidente perché la stessa revisione era stata presentata attorno a bisogni urgenti e concreti: crisi idrica, emergenza abitativa, rigenerazione urbana, protezione civile, infrastrutture. Erano stati indicati circa 300 milioni per la revisione di metà periodo — 146 milioni al ciclo idrico, 111 all&#8217;housing sociale, 15,5 alla protezione civile — mentre contestualmente venivano definanziati 87 milioni per la riqualificazione stradale delle aree interne. È qui la contraddizione più netta: da un lato si richiamano bisogni storici e irrisolti; dall&#8217;altro si accetta di far entrare la difesa nello stesso perimetro di fondi&#8221;.</em></p>
<p>&#8220;I<em>l contesto europeo conferma che non si tratta di un episodio isolato- </em>sottolinea Tridico<em>: gli Stati membri hanno riprogrammato complessivamente 34,6 miliardi di fondi di coesione, di cui 11,9 miliardi destinati alla difesa. La Calabria va letta dentro questa filiera: priorità europee, riprogrammazione nazionale, scelte regionali. E non ha bisogno di piegare la coesione alla difesa, ma di usare ogni euro disponibile per colmare i divari su acqua, casa, infrastrutture e aree interne. Quei 14,8 milioni di euro rappresentano una cifra troppo limitata per essere una svolta strategica, ma troppo significativa per essere liquidata come dettaglio tecnico. Proprio per questo la Calabria diventa uno dei casi più leggibili di una trasformazione più ampia: i fondi di coesione non vengono più usati soltanto per ridurre i divari territoriali. Questo è un errore che rischiano di pagare soprattutto i territori che avrebbero più bisogno di sviluppo. La Calabria ha ancora strade che franano, rubinetti a secco e paesi che si svuotano. Non è questo il momento di guardare altrove e i cannoni non riempiono gli acquedotti&#8221;</em>&#8211; conclude l&#8217;europarlamentare M5S.</p>
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		<title>Legge bilancio, Baldino (M5S): &#8220;Ancora tagli alla Statale 106 si salva solo il Ponte&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/legge-bilancio-baldino-m5s-ancora-tagli-alla-statale-106-si-salva-solo-il-ponte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 10:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da quello che emerge dalla lettura delle tabelle allegate alla legge di bilancio, il Governo Meloni ha deciso di sottrarre, per il 2027, 50 milioni di euro residui cioè impegnati ma non ancora pagati, destinati alla Statale 106, una delle arterie più importanti e pericolose del Paese. Parliamo di risorse già stanziate che ora vengono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da quello che emerge dalla lettura delle tabelle allegate alla legge di bilancio, il Governo Meloni ha deciso di sottrarre, per il 2027, 50 milioni di euro residui cioè impegnati ma non ancora pagati, destinati alla Statale 106, una delle arterie più importanti e pericolose del Paese. Parliamo di risorse già stanziate che ora vengono tolte dal nuovo bilancio dello Stato. Eppure nella stessa manovra si trovano oltre 700 milioni di residui, cioè sempre risorse impegnate ma non ancora pagate, destinati al Ponte sullo Stretto che restano invece intoccati perché considerata &#8216;opera strategica&#8217;. Questa è la strategia del governo Meloni per far quadrare i conti dei prossimi tre anni: tagli ai ministeri e agli investimenti. La domanda è inevitabile: quali sono le priorità del Governo Meloni per questa manovra?&#8221;, è quanto denuncia in una nota la deputata M5S Vittoria Baldino.</p>
<p>&#8220;Questa manovra – rimarca Baldino &#8211; per come è scritto nero su bianco, ridisegna le priorità del Paese al ribasso: taglia su scuola, ambiente, sicurezza, su infrastrutture utili e spesa sociale per aumentare la spesa militare e sostenere opere simboliche. Nero su bianco si leggono infatti 2 miliardi di tagli ai ministeri, di cui fanno le spese — oltre alla 106 — anche 50 milioni destinati alla metro C di Roma e 50 milioni circa tolti agli interventi per pubbliche calamità. A questo si aggiungono 5 miliardi rivisti per il PNRR e 2 miliardi in meno per il Fondo di Sviluppo e Coesione. Tutto questo – continua la parlamentare &#8211; mentre il Governo dichiara di voler &#8220;rilanciare il Sud&#8221; e &#8220;unire il Paese&#8221;. In realtà, assistiamo a un progressivo disinvestimento dalle infrastrutture e dai territori che più hanno bisogno di interventi urgenti.</p>
<p>Se queste sono le priorità del Governo Meloni – conclude Baldino &#8211; allora è chiaro che il Sud non è nel suo orizzonte politico ma solo nel suo lessico elettorale.  In attesa di rivedere, forse, i 50 milioni destinati alla Ss. 106 quello che è evidente è che una strada che ogni giorno costa vite umane e isolamento vale meno di una bomba&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Cartabellotta (Gimbe): &#8220;con il sistema sanitario in affanno quasi 5 milioni di italiani rinunciano alle cure&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cartabellotta-gimbe-con-il-sistema-sanitario-in-affanno-quasi-5-milioni-di-italiani-rinunciano-alle-cure/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 10:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nel 2023 circa 4,5 milioni di persone hanno dovuto rinunciare a visite o esami diagnostici. Di queste, ben 2,5 milioni lo hanno fatto per ragioni economiche. Un dato in crescita di quasi 600.000 unità rispetto al 2022. È il segnale del progressivo indebolimento del principio di equità su cui si fonda il nostro sistema sanitario nazionale.&#8221; A [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<strong>Nel 2023 circa 4,5 milioni di persone hanno dovuto rinunciare a visite o esami diagnostici</strong>. Di queste, ben <strong>2,5 milioni lo hanno fatto per ragioni economiche</strong>. Un dato <strong>in crescita di quasi 600.000 unità rispetto al 2022</strong>. È il segnale del progressivo indebolimento del principio di equità su cui si fonda il nostro sistema sanitario nazionale.&#8221; A dirlo è <strong>Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, intervenuto al Cracking Cancer Forum di Bologna</strong>, l&#8217;evento organizzato da Koncept che riunisce medici, ricercatori, esperti, istituzioni impegnati nella lotta ai tumori. &#8220;Quando curarsi diventa un privilegio e non un diritto, non è solo la salute a essere in pericolo, ma la tenuta stessa del patto sociale – sottolinea Cartabellotta -. Il sistema sanitario è in forte affanno per la carenza cronica di professionisti sanitari: mancano all&#8217;appello oltre 5.500 medici di famiglia. Ogni anno circa 10.000 infermieri si cancellano dall&#8217;albo e i (sempre meno) giovani che scelgono questa professione non bastano neppure lontanamente a compensare l&#8217;emorragia. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: meno servizi pubblici disponibili, liste d&#8217;attesa sempre più lunghe, pronto soccorso al collasso, crescente difficoltà a trovare un medico di famiglia. E così, chi può, si rivolge alla sanità privata. Gli altri, rinunciano alle cure.&#8221;</p>
<p>&#8220;Secondo la Legge di Bilancio 2025, il Fondo Sanitario Nazionale crescerà di 2.520 milioni (+1,9%), ma solo poco più della metà, 1,3 miliardi di euro, rappresenta nuovi stanziamenti; il resto, 1,2 miliardi, sono risorse già stanziate dalla manovra precedente. E il futuro non promette meglio: eccezion fatta per il 2026 (4 miliardi pari al +3%), gli incrementi per i successivi tre anni sono risibili – ricorda il presidente della Fondazione Gimbe -. In termini di percentuale di Pil, il Fondo Sanitario Nazionale scende dal 6,12% del 2024 al 6,05% nel 2025 e 2026, per poi precipitare al 5,9% nel 2027, al 5,8% nel 2028 e al 5,7% nel 2029. Tradotto: cambiando unità di misura (da valori assoluti a percentuale del Pil) gli &#8220;investimenti record&#8221; si trasformano in &#8220;minimo storico&#8221;.</p>
<p>&#8220;La sanità territoriale può aiutare ad allentare la pressione sui pronto soccorso e ad abbattere le liste d&#8217;attesa. Ma non basta costruire muri. La riforma territoriale disegnata dal decreto ministeriale 77/2022 va nella giusta direzione, ma senza un piano straordinario per il personale e senza un modello organizzativo chiaro, il rischio di fallimento è altissimo – dice Cartabellotta -. Case di comunità, centrali operative territoriali, ospedali di comunità rimarranno scatole &#8220;vuote&#8221; se non si colma il vuoto di personale: servono almeno da 20 a 27mila infermieri in più e un concreto coinvolgimento dei medici di famiglia.&#8221;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>VIDEO-Sequestrati beni per 6 milioni a Rosario Barbaro, boss di &#8216;ndrangheta di Platì</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-sequestrati-beni-per-6-milioni-a-rosario-barbaro-boss-di-ndrangheta-di-plati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 13:24:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Rosario Barbaro]]></category>
		<category><![CDATA[sequestro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Direzione Investigativa Antimafia, coordinata dalla Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Distrettuale Antimafia facente funzioni Giuseppe Lombardo, ha dato esecuzione ad un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria che dispone l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro di beni &#8211; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-283200-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/RC-sequestro-beni.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/RC-sequestro-beni.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/RC-sequestro-beni.mp4</a></video></div>
<p>La Direzione Investigativa Antimafia, coordinata dalla Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Distrettuale Antimafia facente funzioni Giuseppe Lombardo, ha dato esecuzione ad un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria che dispone l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro di beni &#8211; per un valore complessivo stimato in circa 6 milioni di euro – riconducibili al boss <strong>Rosario Barbaro</strong>, di 84 anni, ritenuto il capostipite dell&#8217;omonima cosca di Platì, su proposta a firma congiunta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria e del Direttore della Direzione Investigativa Antimafia. Il soggetto colpito dal provvedimento di sequestro, titolare di fatto di numerosi fabbricati, terreni ed importanti attività commerciali, riveste un ruolo apicale all’interno di una famiglia di ‘ndrangheta, di Platì (RC) la cui attività si estende su tutto il territorio nazionale, nonché all’estero.</p>
<p>Gli accertamenti investigativi sin qui esperiti evidenziano come il proposto, già destinatario di un decreto di appartenenza ad associazione mafiosa a partire dal lontano 1965 a firma dell’allora Questore di Reggio Calabria, abbia nel corso dell’ultimo cinquantennio rivestito un ruolo via via crescente nell’ambito della consorteria criminale, sino ad essere stato indicato univocamente quale vertice della stessa. La sua figura criminale è stata oggetto di svariate operazioni di polizia giudiziaria che hanno interessato il versante ionico della provincia reggina, nello specifico le <strong>operazioni</strong> “<strong>Reale</strong>”, “<strong>Marine</strong>”, “<strong>Mandamento Ionico</strong>” e “<strong>Saggezza</strong>”, nelle cui circostanze è stato <strong>afflitto dalla condanna per associazione a delinquere di stampo mafioso</strong>. L’attività in rassegna ha consentito di ricostruire le acquisizioni patrimoniali del proposto e di rilevare, attraverso una scrupolosa ed articolata attività di riscontro, anche documentale, a partire sin dall’anno 1961, il patrimonio direttamente e indirettamente nella disponibilità dello stesso, il cui valore sarebbe risultato sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata.</p>
<p>La Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, ha disposto, di conseguenza, il sequestro del patrimonio riconducibile al citato soggetto, riconoscendo la validità dell’impianto indiziario, decretando con il provvedimento in esecuzione &#8211; allo stato del procedimento ed impregiudicata ogni diversa successiva valutazione nel merito &#8211; l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro di cinque società comprensive dell’intero patrimonio aziendale, di cui tre ditte individuali operanti nel settore agricolo, un circolo privato e un&#8217;attività di ristorazione; di quattordici immobili e quaranta appezzamenti di terreno nella provincia di Reggio Calabria nonché le disponibilità finanziarie. Tra i beni in sequestro, oltre agli immobili di rilevante valore ed imponente dimensione, spicca l’attività di ristorazione, già nota alla cronaca giornalistica per essere stata individuata quale luogo nel quale sono stati celebrati matrimoni di significativo interesse criminale tra appartenenti ad importanti e storiche famiglie di ‘ndrangheta, in occasione dei quali, in passato, sono state conferite le nomine alle più alte cariche dell’organizzazione criminale in senso unitario</p>
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		<title>Sanità, gruppo Pd Regione: “Occhiuto faccia chiarezza sui crediti facili alle Asp”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-gruppo-pd-regione-occhiuto-faccia-chiarezza-sui-crediti-facili-alle-asp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 17:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Asp]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il gruppo del Partito Democratico alla Regione Calabria ha presentato oggi, durante una conferenza stampa presso la sede del partito a Lamezia Terme, due iniziative mirate a far chiarezza sulla controversa vicenda della cartolarizzazione dei crediti di alcune Aziende sanitarie provinciali (Asp) calabresi. Il capogruppo Domenico Bevacqua, insieme ai consiglieri Amalia Bruni, Franco Iacucci, Raffaele [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il gruppo del Partito Democratico alla Regione Calabria ha presentato oggi, durante una conferenza stampa presso la sede del partito a Lamezia Terme, due iniziative mirate a far chiarezza sulla controversa vicenda della cartolarizzazione dei crediti di alcune Aziende sanitarie provinciali (Asp) calabresi. Il capogruppo Domenico Bevacqua, insieme ai consiglieri Amalia Bruni, Franco Iacucci, Raffaele Mammoliti e Giovanni Muraca, ha esposto le misure principali che il partito intende portare avanti: un’interrogazione al presidente della Regione e commissario della sanità Roberto Occhiuto e la convocazione dei dirigenti delle Asp interessate in Commissione “Sanità” del Consiglio regionale. Il problema nasce delle transazioni milionarie – per un totale di 77 milioni di euro – tra l’Asp di Cosenza e Bff Bank, operazioni già oggetto in passato di un’interrogazione parlamentare da parte del senatore Nicola Irto e recentemente riportate in un’inchiesta dal settimanale L’Espresso, che ha dedicato la copertina alla questione.</p>
<p>“Serve assoluta chiarezza sui motivi che hanno portato a queste operazioni milionarie delle Asp di Cosenza, Reggio Calabria e Crotone“, ha dichiarato Bevacqua. Pur rispettando l’indagine attualmente in corso da parte della Procura di Milano, i consiglieri Pd chiedono trasparenza per rispondere ai dubbi dei cittadini calabresi sulla gestione dei fondi pubblici destinati alla sanità. Per questo motivo, il Pd proporrà, oltre alla convocazione dei vertici delle Asp coinvolte, anche quella del manager di Azienda Zero, Gandolfo Miserendino, per fornire risposte concrete sul tema.</p>
<p>Infine, forti preoccupazioni sono state espresse dal gruppo del Pd anche con riferimento alla manovra finanziaria del governo, che «taglia le risorse alla sanità pubblica, con un fondo sanitario nazionale che prevede 900 milioni da suddividere tra le Regioni e con la Calabria che avrà le briciole. Serve a questo punto chiarezza anche da questo punto di vista: il governo nazionale e quello regionale dicano da che parte stanno e se hanno intenzione o meno di intervenire a sostegno della sanità pubblica calabrese che rischia di ricevere un ulteriore e ferale colpo con l’autonomia differenziata voluta dalla Lega e avallata dall’esecutivo più antimeridionalista della storia italiana».</p>
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		<title>&#8216;Basso profilo&#8217;, Gratteri: &#8220;a casa di Gallo un milione in contanti e ancora stanno contando&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/basso-profilo-gratteri-a-casa-di-gallo-un-milione-in-contanti-e-ancora-stanno-contando/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2021 20:01:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[Basso profilo]]></category>
		<category><![CDATA[Gratteri]]></category>
		<category><![CDATA[milioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Questa indagine è la sintesi di quello che diciamo da decenni che ha portato a 48 misure cautelari &#8211; la &#8216;ndrangheta spara meno e ha sempre più rapporti con l&#8217;imprenditoria e la politica. La figura chiave è Antonio Gallo, un uomo eclettico e spregiudicato, capace di avere stretti contatti con forze dell&#8217;ordine, politica e &#8216;ndrangheta, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/basso-profilo-gratteri-a-casa-di-gallo-un-milione-in-contanti-e-ancora-stanno-contando/">&#8216;Basso profilo&#8217;, Gratteri: &#8220;a casa di Gallo un milione in contanti e ancora stanno contando&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Questa indagine è la sintesi di quello che diciamo da decenni che ha portato a 48 misure cautelari &#8211; la &#8216;ndrangheta spara meno e ha sempre più rapporti con l&#8217;imprenditoria e la politica. La figura chiave è Antonio Gallo, un uomo eclettico e spregiudicato, capace di avere stretti contatti con forze dell&#8217;ordine, politica e &#8216;ndrangheta, ha allargato in modo smisurato la sua attività imprenditoriale&#8221;. Parole del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri sull&#8217;operazione &#8220;Basso Profilo&#8221; a Crotone<br />
&#8220;Durante la perquisizione a casa sua &#8211; svela Gratteri &#8211; hanno trovato milioni in contanti che ancora non hanno finito di contare, decine di rolex e macchine di lusso, del valore di centinaia di milioni di euro. Era un imprenditore apparentemente medio-piccolo, ma questa voglia di ingrandirsi lo ha portato fino a Reggio Calabria, a rivolgersi alle famiglie di &#8216;ndrangheta per organizzare la campagna elettorale dell&#8217;onorevole Talarico&#8221;.</p>
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