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	<title>Medusa Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 19 Aug 2026 10:55:43 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Operazione &#8216;Medusa&#8217; nel Crotonese: prostituzione in hotel e luoghi affollati, sei arresti e due denunce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 10:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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<p>Nelle prime ore della mattinata odierna, in Isola Capo Rizzuto e Crotone, i Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone, supportati da personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, da unità cinofile dell’Arma, dal Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia, hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Crotone, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un gruppo criminale composto da 8 soggetti (7 di nazionalità straniera e un cittadino italiano). Nel dettaglio, per sei indagati è stata disposta l’applicazione di misure coercitive (per quattro è stata emessa la custodia cautelare in carcere e per due gli arresti domiciliari), mentre ulteriori due soggetti sono stati deferiti in stato di libertà. Le persone coinvolte sono ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, nonché di violenza sessuale aggravata e minaccia grave. Tra i destinatari del provvedimento figurano anche due donne dedite al meretricio, indagate per aver occasionalmente favorito l’inserimento e l’attività di nuove ragazze all’interno del giro illecito.</p>
<p>L’operazione scaturisce da una complessa e articolata attività investigativa avviata nell’autunno scorso dai militari della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, diretta dal dott. Domenico Guarascio, che ne hanno curato in prima persona e con meticolosa attenzione ogni singolo aspetto. Un’indagine condotta senza soluzione di continuità per interi mesi, attraverso un incessante e diuturno impegno che ha visto i militari della Tenenza di Isola Capo Rizzuto operare ininterrottamente, giorno e notte, in impegnativi servizi di osservazione, controllo e pedinamento sull’intero territorio Crotonese. I puntuali accertamenti sul campo, costantemente affiancati da una capillare attività tecnica mediante l’utilizzo di sistemi di videosorveglianza e intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno permesso di disvelare l’esistenza di un presunto sodalizio criminale stabile, la cui base operativa era saldamente radicata a Isola di Capo Rizzuto. Le attività di prostituzione, tuttavia, si consumavano per la quasi totalità nella città di Crotone, con incontri che avvenivano prevalentemente per strada, ma anche a domicilio e all’interno di un noto Hotel del capoluogo pitagorico, il quale è stato contestualmente posto sotto sequestro preventivo. A destare profondo allarme sociale sono anche i luoghi scelti per consumare i rapporti sessuali in auto. Lungi dall’essere relegati in periferia, gli incontri avvenivano in pieno giorno anche nel cuore della città, tra i vicoli del mercato di Piazzale Nettuno, nei parcheggi affollati di stadio e ospedale e, persino, a ridosso dei parchi giochi. Una spregiudicatezza che, alla luce del sole, ha esposto famiglie e bambini a scene esplicite, compromettendo gravemente il decoro urbano e l’ordine pubblico.</p>
<p>Secondo il solido quadro accusatorio, il gruppo criminale, caratterizzato da forti vincoli familiari e gerarchici, avrebbe gestito in modo sistematico l’attività illecita. Agli indagati con ruolo direttivo viene contestata l&#8217;organizzazione logistica ed economica dell’attività illecita. Pur essendo le donne a gestire in autonomia il procacciamento dei clienti, gli uomini ne garantivano il sistematico accompagnamento sui luoghi di meretricio e la successiva vigilanza. Il sodalizio si fondava sul diretto sfruttamento di tale attività ove gli indagati, infatti, vivevano quasi esclusivamente dei guadagni delle donne, amministrando una vera e propria “<em>cassa comune</em>” ove confluivano i proventi. Un giro d’affari imponente e totalmente sommerso. Gli accertamenti economico-finanziari, condotti dai militari della Tenenza in piena sinergia con il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza, hanno smascherato il lussuoso tenore di vita degli indagati a fronte di redditi dichiarati pari a zero. Incrociando l&#8217;analisi dei conti correnti con la proiezione operativa degli incassi quotidiani, le indagini hanno stimato profitti illeciti per svariate decine di migliaia di euro a carico di ciascun nucleo familiare, raggiungendo in alcuni casi picchi di quasi 90.000 euro per un singolo sfruttatore. Parte di questi fiumi di denaro contante veniva poi costantemente veicolata verso l&#8217;estero attraverso circuiti di rimessa non bancari, al fine di eluderne la tracciabilità.</p>
<p>Ad alimentare questo fiorente business era una platea di clienti tanto vasta quanto trasversale e insospettabile, espressione di ogni ceto sociale e professionale. Un fenomeno così radicato da innescare un vero e proprio pendolarismo in quanto gli avventori non provenivano solo dalla cittadina pitagorica, ma viaggiavano appositamente da tutto il territorio crotonese e dalle province di Catanzaro e Cosenza. Le indagini hanno inoltre disvelato come il gruppo, forte dei profitti illeciti accumulati, stesse pianificando un’ulteriore espansione del proprio raggio d’azione, progettando di esportare il consolidato modello di sfruttamento anche in altre aree della regione. Sempre nell’ambito dell’indagine, e con riferimento alle connivenze logistiche maturate a livello locale, sono stati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari i gestori di una nota struttura ricettiva di Crotone, contestualmente posta sotto sequestro. Secondo le indagini, questi ultimi avrebbero abitualmente tollerato e agevolato la consumazione dei rapporti sessuali a pagamento all’interno delle proprie camere, omettendo le previste registrazioni degli alloggiati e traendo un diretto vantaggio economico dall’illecito. Le donne, apparentemente consenzienti e soggette allo stigma sociale, erano in realtà vittime di una crudele manipolazione psicologica da parte dei loro stessi mariti e compagni. Questi hanno tradito il vincolo familiare per ciniche logiche di profitto, favorendo e sfruttando la loro prostituzione proprio nel crotonese <em>“Piazzale Nettuno”</em>. Un cinismo spinto all’estremo, tanto da usare i figli in tenera età, portati in auto durante gli accompagnamenti, come copertura per eludere i controlli delle Forze dell’Ordine. A carico del presunto vertice del sodalizio, il G.I.P. ha ritenuto sussistenti anche gravi indizi di colpevolezza per violenza sessuale aggravata. Abusando dell’ospitalità e della forte vulnerabilità della vittima, l’uomo avrebbe costretto anni addietro una familiare, all’epoca minorenne, a subire ripetuti abusi, tentando persino di avviarla al meretricio.</p>
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		<title>VIDEO-Traffico internazionale di migranti dal Mediterraneo alle coste di Reggio: 25 arresti, 43 indagati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2025 10:41:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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<p>La Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria guidata dal dott. Giuseppe Lombardo, nei confronti di 25 soggetti di nazionalità turca, irachena, georgiana, russa, moldava e ucraina, tutti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di migranti e del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in concorso, con l’aggravante della transnazionalità, nonché del reato di ricettazione.  L’operazione, scattata all’alba di oggi in Italia, Georgia, Ucraina, Turchia, Moldavia e Grecia, riguarda ulteriori 43 cittadini stranieri indagati in stato di libertà per i medesimi titoli di reato. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e condotte dagli investigatori della Polizia di Stato del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile di Reggio Calabria, hanno consentito di ricostruire un network internazionale criminale articolato su quattro distinte organizzazioni perfettamente strutturate per garantire il passaggio dei migranti clandestini dai porti della Turchia fino alle coste italiane, lungo la rotta del Mediterraneo orientale.</p>
<p>Secondo quanto emerso dalle indagini, le associazioni avrebbero operato in maniera sinergica, nell’ambito una rete transnazionale specializzata nel traffico clandestino di migranti, con precisa distinzione di compiti e finalità. In particolare, la “frangia ucraina” e la “frangia moldava” avrebbero avuto il compito di reclutare gli scafisti; della “frangia georgiana” avrebbero fatto parte gli intermediari finanziari e gli istruttori alla navigazione (la Georgia infatti emergeva come luogo di addestramento degli scafisti e sede del gruppo operativo, oltre che terminale dei finanziamenti/pagamenti). In ultimo, la “frangia turca”, operativa fra la città di Istanbul e i diversi luoghi di imbarco delle coste turche, con il compito di organizzare le partenze e gestire i rapporti con i migranti da trasportare ed i loro parenti. Ogni sbarco prevedeva il reclutamento degli skipper che venivano inviati nelle zone di imbarco, situate principalmente in Turchia, nelle aree costiere vicine alle città di Bodrum, Izmir e Marmaris, dove venivano nel frattempo convogliati i migranti intenzionati a partire per raggiungere le coste italiane.<br />
Le traversate venivano, poi, affrontate a bordo di barche a vela di circa 12/15 metri, a bordo delle quali i migranti, dietro pagamento variabile tra i 4.000 e i 12.000 dollari, venivano stipati all’inverosimile al fine di massimizzare i profitti.<br />
L’approfondimento dei flussi finanziari, effettuato anche tramite i collaterali esteri interessati sui circuiti internazionali MoneyGram e Western Union, ha consentito di cristallizzare il quadro indiziario in ordine al reato di ricettazione per alcuni soggetti risultati i destinatari ultimi del denaro provento illecito del traffico di migranti. </p>
<p>Sono emersi, infatti, trasferimenti di cospicue somme di denaro da parte di alcuni indagati con il ruolo di finanziatori in favore di parenti e/o familiari degli scafisti, a titolo del compenso precedentemente pattuito. L’incrocio dei dati provenienti dalle conversazioni intercettate, per la cui traduzione è stato necessario il lavoro di decine di interpreti, con l’analisi delle innumerevoli movimentazioni di denaro e le dichiarazioni rese dai migranti approdati in Italia, ha consentito ai Magistrati reggini ed agli operatori della Polizia di Stato di ricostruire più di trenta episodi di sbarco, tra il 2018 ed il 2022, con quasi duemila cittadini stranieri giunti in Italia ed un volume d’affari stimato nell’ordine di dieci milioni di euro. Avviata dalla Procura Distrettuale Antimafia reggina, la cooperazione internazionale ha riguardato, in un primo momento, le Autorità di Polizia, interessando i collaterali organismi di Turchia, Ucraina, Malta, Polonia e Grecia. Parallelamente, l’Agenzia EUROPOL ha elaborato alcuni report di analisi sulle convergenze investigative emerse sul piano internazionale nei confronti dei target di interesse. Sulla base dei dati acquisiti, in un complesso lavoro di coordinamento agito dalla DDA di Reggio Calabria e dalla DNA, sono stati poi sollecitati, tramite lo strumento all’Ordine di indagine Europeo (OIE) o di Mutual Legal Assistance Request (MLA), gli Uffici di Procura di Malta, Polonia, Grecia, Albania, Georgia, Montenegro, Turchia, Slovacchia, Ucraina, Moldavia.<br />
L’importante contributo di EUROJUST, EUROPOL e SERVIZIO per la COOPERAZIONE INTERNAZIONALE di POLIZIA ha consentito anche l’esatta identificazione all’estero degli indagati. Disposto anche il sequestro di tre milioni e trecentomila euro considerati provento dell’attività criminale. Le indagini sono ancora in fase di indagini preliminari e gli indagati vanno considerati non colpevoli fino a sentenza definitiva di condanna. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-traffico-internazionale-di-migranti-dal-mediterraneo-alle-coste-di-reggio-25-arresti-43-indagati/">VIDEO-Traffico internazionale di migranti dal Mediterraneo alle coste di Reggio: 25 arresti, 43 indagati</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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