Tag: medici

  • Sanità, bando per reclutare medici Ue ed extra Ue in Calabria: gli idonei sono 168 su 257 partecipanti

    Sanità, bando per reclutare medici Ue ed extra Ue in Calabria: gli idonei sono 168 su 257 partecipanti

    Sono 168 gli idonei alla manifestazione di interesse bandita dalla Regione Calabria per reclutare medici Ue ed extra Ue da destinare agli enti del servizio sanitario. L’avviso è stato pubblicato lo scorso gennaio ed aperto anche professionisti europei e stranieri appositamente allo scopo di sanare i deficit d’organico. Le domande di partecipazione sono state complessivamente 257 ma i profili idonei sono 168, si legge nella deliberazione di Azienda Zero che prende atto della conclusione dei lavori della commissione esaminatrice.

    Oltre ai 168 profili idonei, vi sono 50 professionisti già presenti negli elenchi della Regione, ulteriori 17 con le procedure sospese in attesa di verifica e infine 22 medici ancora in formazione specialistica. La manifestazione d’interesse si avvale di specifiche norme nazionali che consentono l’esercizio temporaneo delle professioni sanitarie e di operatore socio-sanitario a professionisti con qualifica estera. Diverse le specializzazioni mediche richieste nell’avviso: anatomia patologica, anestesia rianimazione terapia intensiva, cardiologia, chirurgia generale, geriatria, ginecologia ed ostetricia, medicina d’emergenza-urgenza, medicina interna, pediatria, ortopedia e traumatologia, psichiatria, radiodiagnostica, radiologia e urologia.

    I medici, con reclutamento temporaneo, saranno adesso assegnati alle aziende sulla base dei fabbisogni e assicurando priorità a quelle territoriali con l’obiettivo – si legge nella delibera – di assicurare “le esigenze di continuità assistenziale e di copertura dei servizi territoriali”.

  • In Calabria medici “gettonisti” ancora necessari: senza di loro impossibile garantire i livelli di assistenza

    In Calabria medici “gettonisti” ancora necessari: senza di loro impossibile garantire i livelli di assistenza

    In Calabria gli ospedali fanno sempre più fatica a garantire continuità con organici stabili e condizioni di lavoro sostenibili. E’ quanto emerge dall’indagine condotta dalla Fadoi, la Federazione delle Associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti sullo stato di lavoro nei reparti di Medicina interna dalla quale emerge, è scritto in una nota, che “i numeri sui gettonisti, soprattutto nei Pronto soccorso, e quelli sulla voglia di fuga dei medici raccontano lo stesso problema”. Il quadro calabrese, sottolinea Fadoi, “è tra i più delicati perché combina tre elementi: burnout generalizzato, ricorso a personale esterno e disponibilità di una quota rilevante di medici a lasciare il pubblico. Il fatto che un terzo dei rispondenti ritenga i gettonisti necessari per mantenere gli attuali livelli di assistenza indica un sistema che rischia di dipendere da soluzioni nate per essere temporanee”.

    In Calabria, il ricorso ai gettonisti nei Pronto soccorso è ancora presente e nel 20% dei casi sono presenti professionisti autonomi anche nelle Medicine interne. Il risultato? Un terzo dei rispondenti afferma che senza gettonisti o lavoratori autonomi non sarebbe possibile garantire gli attuali livelli di assistenza. “È il segnale di un equilibrio fragile, nel quale anche una presenza limitata può diventare decisiva per coprire i turni – sostiene Fadoi -. Per un paziente, questa fragilità può significare percorsi meno lineari tra Pronto soccorso, reparto e territorio, proprio nelle situazioni in cui la continuità è essenziale“.
    Il disagio professionale è molto marcato: il 100% dei rispondenti, secondo l’indagine, dichiara di aver vissuto periodi di burnout, e poco meno della metà si sente attualmente in burnout. Una buona percentuale sta pensando di lasciare anticipatamente il lavoro e il 44,4% valuta il passaggio dal pubblico al privato. Numeri che raccontano una difficoltà strutturale.
    Il burnout – spiega Fadoi – non è una semplice stanchezza. Per chi lavora in ospedale può voler dire minore lucidità, difficoltà a recuperare tra un turno e l’altro, più fatica nella comunicazione con i pazienti e con i colleghi. Quando questa condizione riguarda una quota rilevante dei professionisti, il problema diventa organizzativo e non può essere lasciato alla resistenza individuale dei singoli medici”.

    La carenza di personale è percepita anche come rischio per i pazienti: il 77,7% ritiene che organici insufficienti e presenza di gettonisti possano generare errori nella pratica clinica in misura molto rilevante. Tra le priorità indicate spiccano la riclassificazione delle Medicine interne come reparti a medio-alta intensità di cura, scelta dal 66,7% dei rispondenti, e un maggiore coordinamento tra ospedale e territorio, segnalato dal 44,4%. Per Fadoi, il punto non è soltanto aumentare il numero dei professionisti, “ma rendere coerente l’organizzazione dei reparti con la complessità reale dei pazienti assistiti. La Medicina interna – è scritto nella nota – oggi prende in carico persone spesso anziane, fragili, con più patologie contemporaneamente e con bisogni che non si esauriscono nel singolo episodio acuto. Servono quindi organici adeguati, percorsi più integrati con il territorio e un riconoscimento della medio-alta intensità di cura ormai presente nella pratica quotidiana”.
    (Ansa)

  • Decreto Schillaci, De Nardo (Fimmg): “Il 13 giugno saremo a Roma, pronti ad aderire in massa allo sciopero”

    Decreto Schillaci, De Nardo (Fimmg): “Il 13 giugno saremo a Roma, pronti ad aderire in massa allo sciopero”

    Questa volta la protesta dei medici di medicina generale sarà massiccia e porterà a misure estreme”. È quanto è emerso nel corso del Consiglio Direttivo della FIMMG Catanzaro, riunitosi con urgenza, alla presenza di tutti i suoi componenti, all’indomani della mozione del Consiglio Nazionale FIMMG che ha deliberato la convocazione dell’Assemblea Nazionale di tutti i Consigli Direttivi Provinciali della FIMMG, a Roma, per il 13 giugno prossimo. Nell’occhio del ciclone il contestatissimo “decreto Schillaci“. In mancanza di risposte concrete da parte del Governo, il Consiglio Nazionale della FIMMG ha dato mandato al segretario Nazionale di proclamare lo sciopero della categoria con astensione dalle attività.
    Si ricorda che con la riforma del Ministro Orazio Schillaci i medici di base diventeranno una componente stabile del modello organizzativo delle Case di Comunità. Per i medici di medicina generale, oggi convenzionati con le Asl, destinati alle Case di Comunità, la riforma prevede la possibilità di diventare dipendenti pubblici, cioè di avere un rapporto di lavoro subordinato come gli ospedalieri. Da questa architettura della riforma nascono le puntualizzazioni e le preoccupazioni dei medici di medicina generale. “Non osiamo neanche immaginare, ma il sospetto a questo punto è lecito, che l’obiettivo – ha sostenuto il segretario generale della FIMMG Catanzaro, dott. Gennaro De Nardo, – possa essere quello di destabilizzare l’unico sostegno di un sistema sanitario pubblico, ovverosia il medico di medicina generale, a vantaggio di un modello che si indirizzi sempre di più verso la privatizzazione”.
    L’azione di protesta – ha incalzato il dott. De Nardo durante il Consiglio Direttivo della FIMMG Catanzaro – è importante perché è in gioco la sostenibilità di un sistema sanitario nazionale in cui il medico di medicina generale rappresenta il primo baluardo a tutela dei cittadini e della salute pubblica. Il rapporto fiduciario medico-paziente non si tocca. Destrutturare questo modello è un’azione irresponsabile e priva di ogni logica. Significa penalizzare i pazienti, i soggetti fragili, gli anziani e indebolire la continuità assistenziale fondata sulla libera scelta del cittadino. Per questo, la nostra protesta contro il ‘decreto Schillaci’ sarà forte e dirompente. Senza dimenticare che il decreto in questione è sato concepito in assenza di una concertazione con le sigle sindacali. Una grave mancanza che viola palesemente la nostra Costituzione“.
    Nel corso del Consiglio Direttivo della FIMMG di Catanzaro, partecipato e coeso, si sono, inoltre, pianificate le strategie di “lotta” in linea con quanto stabilito dal Consiglio Nazionale della FIMMG. “Non arretreremo di un centimetro. Dalla FIMMG Catanzaro – ha concluso il segretario provinciale – parte un messaggio chiaro e inequivocabile che non può rimanere inascoltato da Roma e dalle istituzioni locali: l’impalcatura della medicina territoriale non si tocca, ma va rafforzata con strutture e mezzi adeguati”.
  • Sanità, il Pd attacca Occhiuto: La Calabria è in grave ritardo su Case e Ospedali di Comunità”

    Sanità, il Pd attacca Occhiuto: La Calabria è in grave ritardo su Case e Ospedali di Comunità”

    “È assurdo che il presidente Occhiuto sostenga appassionatamente la riforma del ministro Schillaci sulla Medicina generale, quando in Calabria persistono ritardi pesantissimi proprio sulla sanità territoriale finanziata dal Pnrr”. Lo afferma in una nota il Pd Calabria. “Da mesi – prosegue la nota – denunciamo il ritardo nella realizzazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità, strutture che avrebbero dovuto rappresentare il pilastro della nuova assistenza sanitaria territoriale. Purtroppo i cittadini calabresi continuano a fare i conti con territori senza medici, Pronto soccorso in affanno, liste d’attesa chilometriche e aree interne sempre più abbandonate”.

    “Davanti a queste diseguaglianze inaccettabili, il governo – continua il Pd Calabria – apre una discussione confusa sul futuro dei medici di famiglia, ma non esiste affatto la rete territoriale promessa. Il governo nazionale e quello regionale dovrebbero anzitutto spiegare perché la Calabria sia ancora così indietro sull’attuazione del Pnrr sanitario”. Il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria, dichiara: “Da tanto tempo denunciamo che Case della Comunità e Ospedali di Comunità procedono troppo lentamente e senza garanzie sul personale e sui servizi effettivi. Il problema della sanità calabrese – prosegue il parlamentare dem – non si risolve cambiando dall’alto il rapporto di lavoro dei medici di Medicina generale, mentre interi territori non hanno l’assistenza che serve. Urge invece una rete territoriale funzionante e accessibile, soprattutto nelle aree interne e montane, dove i cittadini sono costretti a patire la desertificazione sanitaria”.

    “Questa riforma – conclude Irto – sarebbe l’ennesima imposizione del centrodestra e non risolverebbe le mancanze, i disagi e i disservizi subiti ingiustamente dai cittadini calabresi”.

  • L’Ordine dei Medici condanna il rogo allo studio di Rosarno del dr. Ingegnere

    L’Ordine dei Medici condanna il rogo allo studio di Rosarno del dr. Ingegnere

    A seguito del grave episodio verificatosi a Rosarno, dove ignoti hanno incendiato l’ingresso dell’ambulatorio del medico di base Aldo Ingegnere, interviene il vicepresidente dell’Ordine dei Medici, Vincenzo Nociti, esprimendo – a nome del Consiglio dell’Ordine – piena solidarietà e vicinanza al professionista colpito. “Si tratta di un gesto vile e inaccettabile – dichiara Nociti – che colpisce non solo un medico stimato, ma l’intera comunità sanitaria. Il dottor Ingegnere rappresenta ogni giorno un punto di riferimento per i cittadini, e quanto accaduto ferisce profondamente tutti noi”. Il vicepresidente sottolinea come i medici di base operino quotidianamente in condizioni sempre più complesse, spesso al limite delle possibilità operative: “I medici di medicina generale lavorano con carichi assistenziali elevatissimi, tra burocrazia, carenza di risorse e continue limitazioni normative. Sono il primo presidio sanitario sul territorio, chiamati a rispondere ai bisogni dei pazienti con professionalità e senso del dovere, nonostante le difficoltà crescenti”.

    Un ruolo fondamentale, quello dei medici di famiglia, che si traduce in presenza costante, ascolto e assistenza, anche in contesti in cui il sistema sanitario mostra criticità evidenti: “Spesso – prosegue Nociti – ci troviamo a dover gestire situazioni complesse con strumenti limitati, affrontando anche l’incomprensione di chi non conosce i vincoli e le responsabilità che regolano la nostra professione”. Il Consiglio dell’Ordine dei Medici si unisce compatto nel condannare l’accaduto, ribadendo la necessità di tutelare la sicurezza dei professionisti sanitari e di rafforzare il rispetto nei confronti di chi opera quotidianamente al servizio della collettività.

    Da qui anche un appello alla comunità: “È necessario ristabilire un clima di rispetto e fiducia reciproca. Episodi come questo non devono e non possono trovare alcuna giustificazione. La violenza, in ogni forma, va condannata con fermezza”.
    Infine, il messaggio diretto al collega colpito: “Al dottor Ingegnere va il sostegno umano e professionale mio personale e dell’intero Consiglio dell’Ordine. Siamo certi che continuerà, come ha sempre fatto, a svolgere il proprio lavoro con dedizione e responsabilità, al servizio dei cittadini”.
    L’Ordine dei Medici rinnova quindi la propria vicinanza al professionista e, attraverso il suo Consiglio, ribadisce l’urgenza di difendere e valorizzare il ruolo dei medici di medicina generale, presidio fondamentale per la tutela della salute pubblica.

  • Pd: per medici, infermieri e operatori 118 della Calabria niente arretrati da due anni

    Pd: per medici, infermieri e operatori 118 della Calabria niente arretrati da due anni

    Due anni di attesa e nemmeno un euro per i sanitari che salvano vite umane ogni giorno. È la fotografia impietosa della sanità calabrese sotto il governo regionale di centrodestra”. Guidato dal senatore Nicola Irto, il Pd Calabria interviene con queste parole sulla mancata erogazione delle indennità di Pronto soccorso al personale sanitario, appena denunciata dai sindacati. “Si tratta – ricordano i dem calabresi – di somme già concordate, definite e attese da molto tempo, relative anche agli arretrati 2022-2023, con un’indennità di circa 80 euro mensili per operatori impegnati in prima linea nell’emergenza-urgenza. Dopo due anni dagli accordi, quei soldi non sono arrivati più”. “È gravissimo, il governo regionale – attacca il Pd – continua a mostrare una distanza abissale dalla sanità pubblica. Medici, infermieri e operatori del 118 lavorano in condizioni estreme e vengono ripagati con ritardi e promesse a vuoto. È una mortificazione del lavoro e della dignità delle persone”.

    Per i sottosegretari regionali, la macchina politica e amministrativa – osservano i dem – è stata fulminea. In poche settimane si sono trovate risorse, procedure e coperture. Per riconoscere poche decine di euro al mese a operatori dell’emergenza/urgenza, tutto si è invece perduto nei labirinti della burocrazia. Evidentemente, il centrodestra di Occhiuto preferisce le poltrone di palazzo ai sanitari dei soccorsi“.

    La Regione sblocchi subito i pagamenti e rispetti gli impegni assunti con i sindacati. La sanità calabrese non può continuare a reggersi sul sacrificio silenzioso degli operatori, ancora una volta – conclude la nota del Pd regionale – ingannati senza vergogna“.

  • Sanità, Occhiuto: “i medici cubani che lavorano negli ospedali restano in Calabria”

    Sanità, Occhiuto: “i medici cubani che lavorano negli ospedali restano in Calabria”

    Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, a Crotone, a margine di una iniziativa sul referendum, ha detto che “i medici cubani che lavorano negli ospedali in Calabria restano. Oggi ha incontrato l’ambasciatore della Repubblica di Cuba in Italia Jorge Luis Cepero Aguilar. Ho ricevuto l’ambasciatore su sua richiesta – ha detto -. Ho ritenuto giusto accoglierlo perché in Calabria da diversi anni operano molti medici cubani che offrono un’assistenza sanitaria di alta qualità e supportano numerosi pronto soccorso. In precedenza avevo ricevuto anche il console americano e i rappresentanti dell’ambasciata, i quali chiedevano sostanzialmente di porre fine a questo programma. Ho spiegato loro che i bisogni di salute dei calabresi vengono prima di ogni altra considerazione.

    Avevamo in programma di assumere altri medici cubani fino ad arrivare a mille. Ho ribadito agli americani che i medici attualmente presenti resteranno; se poi loro sono in grado di trovarci altri professionisti per i nostri ospedali, saremo felici di accoglierli. L’importante è che gli ospedali e i pronto soccorso non rimangano sguarniti”.

    Devo però aggiungere – ha puntualizzato Occhiuto – che la situazione sta migliorando grazie agli investimenti effettuati negli ultimi anni sui corsi di laurea in medicina e sulle specializzazioni. Oggi, finalmente, i concorsi e le manifestazioni di interesse per i medici registrano più domande rispetto al passato, quando andavano deserti. Sono convinto che da qui a qualche anno riusciremo a superare la carenza di personale, grazie a scelte che si riveleranno lungimiranti, come l’apertura di nuovi corsi di laurea in medicina in Calabria”.

  • Medici cubani in Calabria, Occhiuto incontra l’ambasciatore di Cuba

    Medici cubani in Calabria, Occhiuto incontra l’ambasciatore di Cuba

    Il presidente della Regione, Roberto Occhiuito, ha reso noto che questo pomeriggio “presso la sede della Regione, a Catanzaro, ho incontrato l’ambasciatore di Cuba in Italia, Jorge Luis Cepero Aguilar, che in questi giorni si trova in visita istituzionale in Calabria”.

    Si tratta di un incontro sicuramente significativo, perchè è dal 2022 che in Calabra, su input di Occhiuto, operano medici di Cuba in base a un accordo tra la Regione e la Società cubana “Comercalizadora” finalizzato a ovviare alle carenze degli organici nella sanità calabrese.

    Come si ricorderà nelle ultime settimane l’accordo è stato criticato da alcuni rappresentanti istituzionali degli Stati Uniti. Peraltro, lo scorso 23 febbraio lo stesso Occhiuto ha incontrato sempre nella sede della Regione a Catanzaro l’ambasciatore Mike Hammer, incaricato d’affari statunitense a Cuba, accompagnato da Terrence Flynn, console generale degli Stati Uniti d’America a Napoli. In quella occasione Occhiuto – per come riferito da una nota – ha spiegato che i “medici cubani che stanno consentendo di mantenere aperti gli ospedali e i pronto soccorso della Calabria sono ancora una necessità per la nostra regione, perchè la mia priorità assoluta è quella di assicurare il diritto alla cura dei cittadini calabresi”.

     

  • Sanità, dal Consiglio regionale via libera a reclutamento medici extra Ue per la Calabria

    Sanità, dal Consiglio regionale via libera a reclutamento medici extra Ue per la Calabria

    ‘Misure per assicurare la continuità assistenziale del Servizio sanitario regionale’, questa la proposta di legge che, nelle scorse ore, è stata approvata dal Consiglio regionale della Calabria. Il testo illustrato in Aula dal consigliere Pierluigi Caputo (Op) si colloca nell’ambito delle misure urgenti volte a garantire la continuità assistenziale e la piena operatività del Servizio sanitario regionale della Calabria, in un contesto caratterizzato da persistenti criticità connesse alla carenza di personale medico, in particolare nelle discipline specialistiche e nelle aree territoriali a maggiore disagio.

    In tale quadro, l’intervento normativo si propone di rafforzare gli strumenti di reclutamento del personale medico ampliando il bacino di selezione, includendo anche professionisti provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione Europea, nel rispetto della normativa vigente. A tal fine sono misure previste per sostenere l’effettiva presa di servizio dei professionisti reclutati.

    La nuova legge regionale autorizza Azienda zero per il governo della Sanità della Regione Calabria a ricorrere, ad operatori economici, anche di livello internazionale per la ricerca e l’individuazione di personale proveniente da Paesi non appartenenti all’Unione europea. I contratti di lavoro, a tempo determinato, con il personale selezionato saranno stipulati direttamente dalle aziende del Servizio sanitario regionale, nel rispetto della contrattazione collettiva nazionale di riferimento.

  • “Medici cubani necessari, Usa aiuteranno Calabria per reclutare nuovi camici bianchi”

    “Medici cubani necessari, Usa aiuteranno Calabria per reclutare nuovi camici bianchi”

    Questa mattina presso gli uffici della Regione Calabria, a Catanzaro, ho incontrato l’ambasciatore Mike Hammer, incaricato d’affari statunitense a Cuba, accompagnato da Terrence Flynn, console generale degli Stati Uniti d’America a Napoli. Abbiamo avuto un lungo e cordiale colloquio, parlando delle urgenti necessità della sanità calabrese e delle complessità riguardo la missione dei medici cubani”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.

    Ho detto ad Hammer che i medici cubani che stanno consentendo di mantenere aperti gli ospedali e i pronto soccorso della Calabria sono ancora una necessità per la nostra Regione, perché la mia priorità assoluta è quella di assicurare il diritto alla cura dei cittadini calabresi che già hanno un sistema sanitario in condizione di grande difficoltà”– ha aggiunto Occhiuto. “Ai miei interlocutori ho anche spiegato che avevo in animo, in questo 2026, di incrementare la missione dei medici cubani fino a 1000 camici bianchi caraibici. Nelle ultime settimane, però, anche in ragione di una proficua collaborazione instaurata con il Dipartimento di Stato Usa e con il consolato americano, abbiamo deciso di verificare una strada alternativa per il reclutamento degli ulteriori medici, e lo abbiamo fatto attraverso la pubblicazione – avvenuta a metà gennaio – di una manifestazione di interesse che si rivolge a tutti i camici bianchi Ue ed extra Ue che vogliano venire a lavorare in Calabria”.

    “Quindi, in conclusione, ho detto ad Hammer che i medici stranieri sono assolutamente necessari, ma che la nostra Regione è disponibile ad accogliere tutti i medici – comunitari, extracomunitari, cubani non vincolati alla missione già esistente – che in autonomia vogliano venire a lavorare in Calabria, ed è disponibile a dare loro tutto il supporto logistico ed economico che abbiamo già garantito ai medici cubani che da qualche anno vivono da noi”– ha concluso Occhiuto.