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	<title>Mariaelena Senese Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 19 Jun 2026 17:19:10 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Analisi Bankitalia, Senese (Uil): Dati positivi su occupazione, ma la Zes Unica penalizza fortemente la Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 17:19:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alla vigilia del Congresso regionale della UIL Calabria, in programma il 22 e il 23 giugno al Popilia Country Resort di Maierato (VV), la segretaria generale Mariaelena Senese ritorna sui dati diffusi dalla Banca d’Italia in merito allo stato di salute dell’economia calabrese. In particolare, sull’aumento del tasso di occupazione registrato. «Il miglioramento del dato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla vigilia del Congresso regionale della UIL Calabria, in programma il 22 e il 23 giugno al Popilia Country Resort di Maierato (VV), la segretaria generale Mariaelena Senese ritorna sui dati diffusi dalla Banca d’Italia in merito allo stato di salute dell’economia calabrese. In particolare, sull’aumento del tasso di occupazione registrato. «<em>Il miglioramento del dato sull’occupazione ed è un fattore certamente positivo &#8211;</em> spiega Senese -,<em> ma il punto non è solo quanti posti di lavoro si creano, bensì che tipo di lavoro si crea</em><strong>»</strong>. Senese ribadisce che l’obiettivo deve essere un’occupazione di qualità, stabile e ben retribuita, capace di contrastare la crescita del lavoro povero e di restituire potere d’acquisto ai salari: «<em>In una regione in cui il reddito disponibile pro capite resta inferiore di oltre un quarto rispetto alla media nazionale e in cui i prezzi crescono più che altrove, ogni aumento contrattuale rischia di essere eroso prima ancora di arrivare davvero nelle tasche dei lavoratori</em>».</p>
<p>Il nodo fiscale, infatti, infatti centrale nell’attenzione posta dalla UIL calabrese. In Calabria l’addizionale regionale IRPEF è all’1,73 per cento e le addizionali comunali hanno quasi ovunque raggiunto il massimo consentito. Perciò, per il sindacato, il tema è politico: se il fisco locale continua a sottrarre una parte consistente degli aumenti salariali, il recupero del potere d’acquisto resta incompleto. Per questo il sindacato rilancia la richiesta di una revisione del carico fiscale su salari e pensioni, soprattutto per i redditi più bassi. Nell’analisi di Senese c’è anche spazio per la lettura dei dati sulla <strong>ZES Unica per il Mezzogiorno</strong>. I numeri del Dipartimento per il Sud parlano chiaro: <strong>la Calabria pesa per appena il 5,1% delle pratiche complessive, con 64 autorizzazioni concesse, contro le 526 della Campania e le 385 della Puglia</strong>. Le due regioni insieme concentrano il 72,2 per cento del totale, con la Campania che supera di oltre otto volte il dato calabrese e la Puglia di circa sei volte. «<em>È un quadro che conferma come la ZES continui a premiare soprattutto le aree già più forti, mentre la Calabria resta ai margini di una leva che dovrebbe invece riequilibrare i territori</em>», commenta la segretaria generale calabrese.</p>
<p>Questi e altri argomenti sull’attualità sociale ed economica della Calabria saranno al centro del dibattito promosso dalla UIL Calabria per il suo congresso regionale che vedrà la partecipazione del segretario generale della UIL nazionale Pierpaolo Bombardieri e del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, a conferma del rilievo politico e istituzionale dell’appuntamento. Il Congresso si svolgerà sul tema <strong>“Il lavoro cambia, i diritti restano. L’intelligenza artificiale al servizio delle persone”</strong>, un titolo scelto non a caso e che indica già l’orientamento politico del sindacato sull’innovazione digitale che stiamo attraversando.</p>
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		<title>Sicurezza sul lavoro, UIL Calabria &#8220;Un maggio agghiacciante: servono azioni concrete e immediate&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:00:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sette morti sul lavoro e almeno tre incidenti gravi in Calabria. I controlli dell’Ispettorato del Lavoro hanno restituito dati preoccupanti: nel Cosentino, su 19 imprese edili controllate nei giorni scorsi, 18 sono risultate irregolari; su 10 stabilimenti balneari, 9 non erano in regola. Nel Catanzarese e nel Crotonese, irrogate sanzioni per centinaia di migliaia di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sette morti sul lavoro e almeno tre incidenti gravi in Calabria. I controlli dell’Ispettorato del Lavoro hanno restituito dati preoccupanti: nel Cosentino, su 19 imprese edili controllate nei giorni scorsi, 18 sono risultate irregolari; su 10 stabilimenti balneari, 9 non erano in regola. Nel Catanzarese e nel Crotonese, irrogate sanzioni per centinaia di migliaia di euro ad aziende che impiegavano lavoratori in nero. Questo è il bilancio – comunque parziale – di un maggio agghiacciante sotto il profilo della sicurezza sul lavoro. Sono questi i numeri drammatici che la UIL Calabria vuole riportare al centro del dibattito pubblico, andando ben oltre la riunione del Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro.</p>
<p>«<em>Al di là degli incontri obbligatoriamente previsti dalla normativa vigente, la cui efficacia pratica rimane da dimostrare, dobbiamo fare i conti con la realtà dei fatti. Ecco perché riteniamo necessario riportare il confronto sulle proposte e sulle rivendicazioni che la UIL Calabria, ormai da tempo, ha sottoposto agli interlocutori istituzionali</em>», ha spiegato la segretaria generale della UIL Calabria, <strong>Mariaelena Senese</strong>. La riflessione della segretaria si concentra sulla natura operativa e concreta che devono avere gli strumenti di monitoraggio e controllo a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici: «<em>Chiediamo ancora una volta che sia attivato un tavolo tecnico operativo sul tema, a cui partecipino i pochi soggetti realmente chiamati alla responsabilità nella filiera della sicurezza sul lavoro. Dovrà essere un organismo snello, con compiti chiari, che possa confrontarsi in maniera operativa, periodica e costante sulla base dei dati regionali già disponibili attraverso le fonti istituzionali. Su questo argomento serve una risposta immediata da parte della Regione Calabria: non c’è altro tempo da perdere e lo dimostrano le tragedie di questi ultimi giorni</em>».</p>
<p>Per Senese, l&#8217;impegno della Regione deve concentrarsi anche su una questione tecnica che produce effetti diretti sulla sicurezza nei cantieri pubblici e nei luoghi di lavoro: «<em>Occorre affrontare una volta per tutte il tema delle gare assegnate al massimo ribasso e dei subappalti a cascata. È proprio nei segmenti più frammentati della filiera degli appalti che si annidano con maggiore frequenza fenomeni di lavoro nero, dumping contrattuale, precarietà e minore attenzione agli investimenti in prevenzione e sicurezza</em>». «<em>È il momento di intervenire in maniera netta e con coraggio</em> – conclude Senese -. <em>La UIL Calabria è e resterà un interlocutore disponibile alla collaborazione concreta, a condizione che tale collaborazione produca risultati misurabili per chi ogni giorno rischia la vita sul posto di lavoro. Di fronte a sette morti in un solo mese non possono esserci rinvii né dichiarazioni di principio: servono scelte politiche e amministrative capaci di incidere realmente sulle condizioni di lavoro e di prevenire nuove tragedie</em>».</p>
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		<title>&#8220;Il caro carburante colpisce in Calabria più che nel resto del Paese&#8221;&#8230;di Mariaelena Senese*</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 15:28:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La protesta delle marinerie siciliane e calabresi, pronte a bloccare lo Stretto di Messina, è il segnale di un sistema che non regge più. Il prezzo del gasolio sopra i 2,10 euro al litro racconta di un mercato distorto, dove i benefici della riduzione dei prezzi alla fonte non si trasferiscono a valle, e i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La protesta delle marinerie siciliane e calabresi, pronte a bloccare lo Stretto di Messina, è il segnale di un sistema che non regge più. Il prezzo del gasolio sopra i 2,10 euro al litro racconta di un mercato distorto, dove i benefici della riduzione dei prezzi alla fonte non si trasferiscono a valle, e i costi ricadono, come sempre, su chi lavora. </em><em>La Calabria non subisce questa crisi allo stesso modo del resto del Paese. La subisce di più. E i numeri lo dicono chiaramente: secondo il recente Green Paper sulla povertà dei trasporti, la Calabria è la regione italiana con la più alta incidenza di famiglie vulnerabili ai costi della mobilità: oltre il 10%, contro una media nazionale molto più contenuta e il 2% del Trentino-Alto Adige. Siamo la regione in cui la spesa per i trasporti pesa di più sul reddito disponibile delle famiglie, in cui l&#8217;assenza di alternative al mezzo privato rende ogni rincaro del carburante una tassa occulta e regressiva sulle fasce più deboli. </em><em>Per quanto la loro protesta sia legittima e urgente, non si tratta solo di un problema che affligge i pescatori o gli autotrasportatori. È un problema strutturale che riguarda i lavoratori e le lavoratrici calabresi che ogni mattina devono percorrere decine di chilometri su strade dissestate, senza un treno che funzioni, senza un autobus che passi, per raggiungere un posto di lavoro spesso precario e sottopagato. Affligge chi è costretto, per motivi di salute, per assistere un familiare o per studiare, a spostarsi frequentemente e con un mezzo proprio. Per ognuno di loro, il carburante non è un costo accessorio ma una condizione ineludibile di accesso al lavoro, alla salute, all&#8217;istruzione. È l&#8217;unica infrastruttura che ha.</em></p>
<p><em>Il fenomeno della doppia velocità dei prezzi non è una novità. Ma in un contesto geopolitico come quello attuale, segnato dall&#8217;instabilità dei mercati energetici, dalla guerra commerciale globale e dai riflessi della crisi mediorientale sui prezzi del petrolio, quella distorsione diventa sempre più insostenibile. Il prezzo alla pompa non scende quando scende il greggio, ma sale quando sale. Questa asimmetria ha un nome preciso: speculazione. E ha un costo sociale che i lavoratori calabresi pagano ogni giorno e più di altri, perché l’incidenza del costo del carburante, in una regione che ha il reddito medio pro capite tra i più bassi d’Europa, equivale a mettere del sale su una ferita aperta: costringe le famiglie a ridurre spese di prima necessità &#8211; visite mediche, cibo &#8211; per poter continuare ad andare al lavoro. </em><em>Come UIL Calabria chiediamo con forza che la Regione apra urgentemente un confronto con le parti sociali su tre punti. Primo: l&#8217;attivazione di un tavolo permanente sul costo dell&#8217;energia e dei carburanti, con misure di compensazione diretta — come voucher e contributi sui costi di mobilità — a favore delle famiglie calabresi in condizione di vulnerabilità economica, a partire da quelle già identificate dagli indicatori del Green Paper sulla povertà dei trasporti. </em></p>
<p><em>Secondo: misure strutturali di sostegno ai settori produttivi regionali — pesca, agricoltura, logistica, artigianato — che dipendono in modo primario dal gasolio e che in Calabria rappresentano spesso l&#8217;unica economia reale, anche attraverso l&#8217;utilizzo delle risorse del POR Calabria FESR/FSE+ 2021-2027 ancora disponibili. </em></p>
<p><em>Terzo: il nuovo Piano Regionale dei Trasporti, approvato dalla Giunta regionale a marzo 2026, dice con chiarezza che il 91% degli spostamenti giornalieri in Calabria avviene su mezzo privato — il dato più alto d&#8217;Italia — e che senza interventi massicci sulle infrastrutture e sui servizi di trasporto è impossibile intraprendere un credibile percorso di sviluppo. Il Piano prevede investimenti per 33 mld, ma le risorse realmente disponibili non superano i 21 mld.</em></p>
<p><em>Nello stesso documento si pongono anche gli obiettivi: raddoppiare la quota modale del trasporto pubblico, portarla dall&#8217;attuale 9% al 18%, risparmiare 46 ore di viaggio all&#8217;anno per ogni calabrese e 950 euro pro capite. Ma quegli obiettivi non possono essere raggiunti in 20 anni, come previsto dal Piano. </em><em>Chiediamo che la Regione traduca quella visione in azioni concrete e misurabili anticipando gli interventi previsti per ridurre l’esigenza dei calabresi a ricorrere al trasporto privato, a partire dalle aree interne e dalle periferie urbane dove la dipendenza dai mezzi propri è strutturale e insostenibile per le famiglie a basso reddito; e chiediamo che nell&#8217;attuazione del Piano vengano integrate, coerentemente con il Piano Sociale per il Clima nazionale — circa 9,3 miliardi di euro tra quota UE e cofinanziamento, in attesa di approvazione da parte della Commissione Europea — misure esplicite di contrasto alla povertà dei trasporti.</em></p>
<p><em>*</em>Segretaria generale UIL Calabria</p>
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		<title>Calabria esclusa dai progetti per l&#8217;Alta velocità con fondi Pnrr, Senese (Uil): &#8220;Regione discriminata&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Dec 2024 09:32:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[alta velocità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Una notizia che, se venisse confermata, non solo penalizza l’intera regione ma rappresenta un chiaro segnale di disinteresse verso il rilancio del Mezzogiorno&#8221;. Così Mariaelena Senese, segretaria generale della Uil Calabria, esprime profonda preoccupazione per la notizia relativa al rischio esclusione della Calabria dai progetti di alta velocità ferroviaria previsti nel Piano nazionale di ripresa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Una notizia che, se venisse confermata, non solo penalizza l’intera regione ma rappresenta un chiaro segnale di disinteresse verso il rilancio del Mezzogiorno&#8221;. Così Mariaelena Senese, segretaria generale della Uil Calabria, esprime profonda preoccupazione per la notizia relativa al rischio esclusione della Calabria dai progetti di alta velocità ferroviaria previsti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza.</p>
<p>&#8220;La Uil Calabria – ricorda Senese – aveva lanciato l’allarme già lo scorso novembre, denunciando una gestione lacunosa e poco trasparente delle risorse del Pnrr, ma non siamo stati ascoltati. Già da tempo, – aggiunge – avevamo evidenziato i ritardi accumulati, la scarsa chiarezza sull’allocazione dei fondi e l’assenza di una visione strategica che tenesse realmente conto delle esigenze del Sud. Con questa esclusione, si concretizza l’ennesima discriminazione nei confronti della nostra regione&#8221;.</p>
<p>La segretaria della Uil mette in chiaro che non solo l’alta velocità rappresenta un’infrastruttura essenziale, ma anche uno strumento chiave per colmare il divario Nord-Sud e rilanciare il tessuto economico e sociale della Calabria. &#8220;Il collegamento veloce avrebbe significato ridurre l’isolamento della nostra regione, attrarre investimenti, incrementare il turismo e creare nuove opportunità di lavoro. La sua esclusione ci condanna a rimanere ai margini dello sviluppo nazionale ed europeo&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Autonomia Differenziata, Senese (Uil): Non deve tradursi in diseguaglianze tra Nord e Sud</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/autonomia-differenziata-senese-uil-non-deve-tradursi-in-diseguaglianze-tra-nord-e-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Nov 2024 13:54:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[consulta]]></category>
		<category><![CDATA[Mariaelena Senese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La recente decisione della Corte Costituzionale sull’Autonomia differenziata ribadisce l’importanza di principi come l’unità e la solidarietà nazionale, evidenziando criticità in alcune disposizioni della legge, come la gestione centralizzata dei Livelli essenziali delle prestazioni e la modifica delle aliquote fiscali. E’ cruciale che la Calabria sia rappresentata in questo processo decisionale, garantendo servizi equi per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“La recente decisione della Corte Costituzionale sull’Autonomia differenziata ribadisce l’importanza di principi come l’unità e la solidarietà nazionale, evidenziando criticità in alcune disposizioni della legge, come la gestione centralizzata dei Livelli essenziali delle prestazioni e la modifica delle aliquote fiscali. E’ cruciale che la Calabria sia rappresentata in questo processo decisionale, garantendo servizi equi per tutti i cittadini e scongiurando disparità territoriali. L’autonomia non deve mai compromettere l’uguaglianza dei diritti&#8221;. Lo afferma in una nota Mariaelena Senese, Segretaria generale Uil Calabria.</p>
<p>&#8220;La Corte Costituzionale sull’Autonomia differenziata, nello specifico, ha evidenziato limiti cruciali per tutelare l’unità e la solidarietà nazionale. La Corte ha sottolineato la necessità di distribuire risorse in base a bisogni standard e non alla spesa storica, oltre a richiedere un coinvolgimento più forte del Parlamento nella definizione dei Lep- aggiunge Senese. La decisione della Corte è un passo importante per garantire diritti uguali a tutti i cittadini, indipendentemente dalla regione di residenza. La nostra regione, con i suoi ritardi infrastrutturali e socio-economici, ha bisogno di servizi pubblici di qualità e di un’allocazione di risorse che rispetti il principio di uguaglianza&#8221;.</p>
<p>Per la segretaria generale Uil Calabria: &#8220;L’autonomia non deve tradursi in diseguaglianze tra Nord e Sud, né privare le regioni meno sviluppate delle risorse necessarie per garantire diritti fondamentali in settori cruciali come la sanità, l’istruzione e le infrastrutture. Invitiamo il governo e le istituzioni a riflettere su questo modello, garantendo che ogni cittadino possa avere accesso alle stesse opportunità. Con la partecipazione attiva del Parlamento e delle parti sociali, si può costruire un Paese più coeso, capace di produrre progresso e di sostenere e rafforzare la crescita delle regioni del Mezzogiorno. na riforma che sia compatibile con la coesione e il progresso del Paese intero”- conclude Mariaelena Senese. </p>
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			</item>
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		<title>Statale 106, Senese (Feneal-Uil): &#8220;Sia finanziata subito e per intero&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/statale-106-senese-feneal-uil-sia-finanziata-subito-e-per-intero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2021 09:57:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Feneal-Uil]]></category>
		<category><![CDATA[Mariaelena Senese]]></category>
		<category><![CDATA[statale 106]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=159078</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Il segretario generale della Feneal-Uil Calabria Mariaelena Senese è intervenuta sulle prospettive di completamento della strada statale 106. &#8220;La Calabria &#8211; ha scritto Senese in una nota &#8211; si trova davanti una delle ultime occasioni per riallinearsi al resto del Paese ed aprirsi, senza tentennamenti, all’Europa. Quell’Europa che, riscoprendosi solidale, ha messo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/statale-106-senese-feneal-uil-sia-finanziata-subito-e-per-intero/">Statale 106, Senese (Feneal-Uil): &#8220;Sia finanziata subito e per intero&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Il segretario generale della Feneal-Uil Calabria Mariaelena Senese è intervenuta sulle prospettive di completamento della strada statale 106.</p>
<p>&#8220;La Calabria &#8211; ha scritto Senese in una nota &#8211; si trova davanti una delle ultime occasioni per riallinearsi al resto del Paese ed aprirsi, senza tentennamenti, all’Europa. Quell’Europa che, riscoprendosi solidale, ha messo a disposizione dell’Italia, e in particolare delle sue regioni meridionali, una grande messe di finanziamenti. Per non sprecare questa occasione storica, e ripetiamo forse irripetibile, è importante non compiere gli errori del passato, è determinante saper programmare bene e per tempo lo sviluppo infrastrutturale e produttivo del nostro territorio.</p>
<p>Anche per questo non possiamo più condividere le prassi del passato che, soprattutto nei settori di nostro primario interesse, hanno evidenziato un modo di procedere per step successivi che, purtroppo, oggi appare anacronistico.<br />
Il nostro riferimento, nello specifico, è all’idea progettuale che soprassiede alla realizzazione della nuova Strada statale 106. Un’opera determinante per il futuro della Calabria, in particolare per la popolazione della fascia jonica calabrese che ancora oggi vede compresse le proprie aspettative, che non può più procedere a singhiozzo, passando attraverso il finanziamento di fasi preliminari infinite, senza che mai venga messo in conto la copertura economica e finanziaria della concreta realizzazione di una delle opere infrastrutturali allo stesso tempo più attese e necessarie per la Calabria.<br />
E’ questo il momento storico per pretendere da chi governa la cosa pubblica la giusta attenzione sulle richieste che provengono da una fetta importante del territorio regionale, che sino ad oggi è stata chiamata a fare i conti con un isolamento imposto dall’alto, e procedere al finanziamento integrale della nuova Strada statale 106, mettendo da parte non quindici milioni di euro per uno studio di fattibilità interlocutorio ma cinquanta miliardi di euro per la sua definitiva realizzazione.<br />
Solo così la classe politica nazionale e regionale potranno, allo stesso tempo, colmare le disattenzioni del passato, sanare il vulnus ancora aperto sul territorio e proiettare la Calabria lungo quei corridoi infrastrutturali attraverso i quali si muove la speranza di un futuro economicamente solido e &#8211; conclude &#8211; culturalmente florido&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/statale-106-senese-feneal-uil-sia-finanziata-subito-e-per-intero/">Statale 106, Senese (Feneal-Uil): &#8220;Sia finanziata subito e per intero&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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