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	<title>maresciallo Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 26 Sep 2025 14:03:07 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Nuovo arrestato per il 49enne Rocco D&#8217;Amato, già condannato per l&#8217;omicidio del Marescallo Azzolina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 14:03:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Palmi hanno eseguito a Sant’Eufemia d’Aspromonte un ordine di carcerazione, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria – Ufficio Esecuzioni Penali, nei confronti di Rocco D&#8217;Amato, 49enne originario di Palmi, già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Palmi hanno eseguito a Sant’Eufemia d’Aspromonte un ordine di carcerazione, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria – Ufficio Esecuzioni Penali, nei confronti di Rocco D&#8217;Amato, 49enne originario di Palmi, già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di tre anni.</p>
<p>Il provvedimento definitivo, scaturito da condanne pronunciate sia a Roma che a Reggio Calabria, riguarda una pena complessiva di 4 anni e 8 mesi di reclusione. In particolare, la Corte d’Appello di Roma ha riconosciuto il D’Amato colpevole dei reati di produzione, traffico e detenzione illecita di stupefacenti, commessi nel dicembre 2024 nei comuni di Roma e Ferentino (FR). A ciò si aggiunge la condanna inflitta dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria per il mancato pagamento delle ammende previste dal Codice Antimafia a carico dei soggetti sottoposti a sorveglianza speciale.</p>
<p>La figura del D’Amato è nota in quanto lo stesso è stato condannato dalla Corte d’Assise di Palmi nel 1998 per l’omicidio del Maresciallo Capo dei Carabinieri Pasquale Azzolina, avvenuto nel giugno 1996. Allora ventenne, il D’Amato uccise con colpi d’arma da fuoco il Sottufficiale, Comandante della Stazione Carabinieri di Sant’Eufemia d’Aspromonte, durante un tentativo di arresto per furto. Il sacrificio del Maresciallo Azzolina, insignito alla memoria della Medaglia di Bronzo al Valor Militare, è tutt’oggi ricordato e onorato ogni anno dai Carabinieri della provincia reggina, a testimonianza di un impegno che si rinnova quotidianamente nella tutela della legalità. Al termine delle formalità di rito, il D’Amato è stato tradotto presso la casa circondariale di Palmi, dove sconterà la pena stabilita.</p>
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		<title>Il Nuovo Sindacato Carabinieri denuncia il caso del maresciallo del NAS “bloccato” a Catanzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-nuovo-sindacato-carabinieri-denuncia-il-caso-del-maresciallo-del-nas-bloccato-a-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2025 10:35:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Fa discutere il caso di un maresciallo dei carabinieri in servizio al NAS di Catanzaro, che da anni chiede il trasferimento nella sua terra d&#8217;origine, il Salento, per assistere i genitori anziani e disabili. A fronte di numerose istanze respinte, il sottufficiale si è visto negare anche un ricollocamento temporaneo a Lecce. Un collega, invece, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Fa discutere il caso di un<strong> maresciallo dei carabinieri</strong> in servizio al NAS di <strong>Catanzaro</strong>, che da anni chiede il trasferimento nella sua terra d&#8217;origine, il Salento, per assistere i genitori anziani e disabili. A fronte di numerose istanze respinte, il sottufficiale si è visto negare anche un ricollocamento temporaneo a Lecce. Un collega, invece, sarebbe stato trasferito in soli due anni da Milano a Bari e poi a Lecce, per motivi familiari legati alla suocera&#8221;. A denunciare la vicenda è il <strong>Nuovo Sindacato Carabinieri Puglia</strong>, che &#8220;solleva interrogativi su possibili disparità nei criteri adottati per i trasferimenti all&#8217;interno della specialità NAS e sulla reale attenzione al benessere del personale, da sempre vantata dal Comando Generale dell&#8217;Arma. Quando gli anziani genitori hanno subito un aggravamento del loro stato di salute, il maresciallo pugliese &#8211; con una moglie lavoratrice, una figlia piccola e una seconda in arrivo &#8211; ha cominciato a richiedere il trasferimento già nel 2022, indicando Lecce o, in subordine, Taranto. Le sue istanze sono state sistematicamente respinte, con motivazioni che spaziano dalla carenza di organico alla mancata permanenza minima presso l&#8217;attuale sede, fino alla classificazione delle condizioni sanitarie dei genitori come &#8220;mediamente rilevanti&#8221;. Nel frattempo, però, un altro militare sarebbe riuscito a ottenere il doppio trasferimento da nord a sud in tempi rapidissimi, senza che fossero rispettati gli stessi criteri di permanenza. &#8220;Questo elemento, emerso anche nel ricorso al TAR Lazio, ha alimentato sospetti di favoritismi e creato malumore tra i colleghi. Il maresciallo ha tentato anche un colloquio con il Comandante Generale, senza successo&#8221;. </p>
<p>&#8220;Dopo un periodo di malattia e congedi per esigenze familiari- evidenzia una nota del Nuovo Sindacato Carabinieri Puglia- , ha presentato un&#8217;istanza di riesame, denunciando &#8220;illogicità manifeste&#8221; nei criteri di assegnazione, in cui le preferenze dei neo-corsisti sembrerebbero avere più peso delle esigenze personali documentate e urgenti. L&#8217;unica risposta ottenuta è stata un trasferimento temporaneo a Taranto, annullato successivamente in autotutela dopo il ricorso. Una soluzione comunque inadatta, vista la distanza logistica di oltre tre ore dai genitori. Nel gennaio 2024, il maresciallo ha chiesto un trasferimento definitivo a Lecce, anche fuori organico e senza alloggio, ma l&#8217;Amministrazione ha rigettato ancora una volta.</p>
<p>&#8220;Il caso è ora pendente al TAR Lazio, dove il sottufficiale contesta l&#8217;illegittimità della gestione dell&#8217;intera procedura. Il sindacato parla apertamente di atteggiamento ostruzionistico e scarsa considerazione per le esigenze dei carabinieri, sottolineando come il sistema delle assegnazioni debba essere trasparente, equo e orientato alla tutela della persona. Il Comando Generale è ora chiamato a fare chiarezza su una vicenda che rischia di incrinare la fiducia del personale nelle istituzioni interne dell&#8217;Arma&#8221;- conclude la nota del Nuovo Sindacato Carabinieri Puglia.</p>
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		<title>Salva 13enne da soffocamento: menzione speciale al maresciallo capo Sabatino Candigliota</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/salva-13enne-da-soffocamento-menzione-speciale-al-maresciallo-capo-sabatino-candigliota/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 08:58:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[maresciallo]]></category>
		<category><![CDATA[menzione]]></category>
		<category><![CDATA[Sabatino Candigliota]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un encomio che sottolinea una straordinaria azione meritoria ma che allo stesso tempo sintetizza una carriera all&#8217;insegna di spirito di servizio e senso di appartenenza. E&#8217; l&#8217;onorificenza ricevuta dal maresciallo capo della Polizia Locale di Crotone Sabatino Candigliota nel corso della Festa Regionale della Polizia Locale che si è tenuta ieri a Vibo Valentia. A [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un encomio che sottolinea una straordinaria azione meritoria ma che allo stesso tempo sintetizza una carriera all&#8217;insegna di spirito di servizio e senso di appartenenza. E&#8217; l&#8217;onorificenza ricevuta dal maresciallo capo della Polizia Locale di Crotone Sabatino Candigliota nel corso della Festa Regionale della Polizia Locale che si è tenuta ieri a Vibo Valentia. A consegnare l&#8217;encomio il comandante della Polizia Locale Francesco Iorno.</p>
<p>Onorificenza che è stata conferita al maresciallo Candigliota per il suo tempestivo intervento, quando libero dal servizio, ha applicato una manovra di primo soccorso che ha evitato il potenziale soffocamento di un ragazzo di tredici anni. Candigliota, all&#8217;epoca, senza esitare, grazie anche alle competenze acquisite attraverso appositi corsi di formazione che si tengono presso il Comando di Polizia Locale di Crotone, ha applicato la giusta manovra salvando di fatto la vita al ragazzo. Il maresciallo Candigliota, come previsto dall&#8217;encomio, potrà fregiarsi della medaglia e del nastrino previsto dal Regolamento Regionale n. 9/2022 ma soprattutto della soddisfazione di aver salvato una vita.</p>
<p>A complimentarsi con il maresciallo Candigliota oltre al comandante della Polizia Locale Francesco Iorno anche il sindaco Voce: &#8220;nel congratularmi con il maresciallo Candigliota voglio sottolinearne non solo la professionalità e la competenza ma soprattutto la sensibilità personale. Una caratteristica che accomuna tutte le donne e gli uomini della Polizia Locale&#8221;</p>
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		<title>Il maresciallo dei Carabinieri Fabio Polvere si toglie la vita in caserma a San Marco Argentano</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-maresciallo-dei-carabinieri-fabio-polvere-si-toglie-la-vita-in-caserma-a-san-marco-argentano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2025 13:32:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; una comunità sotto shock quella di San Marco Argentano, in provincia di Cosenza, dopo aver appreso la tragica notizia della morte del maresciallo Fabio Polvere, comandante della locale stazione dei Carabinieri. Il militare, questa mattina, si è tolto la vita all&#8217;interno della Caserma. Polvere lascia la moglie e due figli piccoli. Prima di essere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una comunità sotto shock quella di San Marco Argentano, in provincia di Cosenza, dopo aver appreso la tragica notizia della morte del maresciallo Fabio Polvere, comandante della locale stazione dei Carabinieri. Il militare, questa mattina, si è tolto la vita all&#8217;interno della Caserma. Polvere lascia la moglie e due figli piccoli.</p>
<p>Prima di essere trasferito a San Marco Argentano, aveva guidato  la stazione dei Carabinieri di Sant’Agata d’Esaro, distinguendosi per il suo impegno e il suo senso del dovere. Il maresciallo ad agosto aveva ricevuto una targa prestigiosa. Era giunto a San Marco Argentano per prendere il posto del maresciallo Conte, che per anni aveva diretto la stazione locale. </p>
<p>La sua carriera era stata segnata da riconoscimenti e progressi significativi: lo scorso gennaio, era stato promosso al grado di Maresciallo Maggiore in prima valutazione, un traguardo che testimonia il suo valore professionale e l’apprezzamento di cui godeva all’interno dell’istituzione.</p>
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		<item>
		<title>Comando Legione Carabinieri Calabria: Cerimonia di giuramento di 57 Vice Brigadiere e 1 Maresciallo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2024 09:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presso la sede del Comando Legione Carabinieri Calabria di Catanzaro, si è svolta la cerimonia di giuramento per 57 Carabinieri che hanno recentemente conseguito il grado di Vice Brigadiere e in un caso quello di Maresciallo. I militari, provenienti dal ruolo Appuntati e Carabinieri, hanno da poco ultimato un corso molto intenso che ha consentito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Presso la sede del Comando Legione Carabinieri Calabria di Catanzaro, si è svolta la cerimonia di giuramento per 57 Carabinieri che hanno recentemente conseguito il grado di Vice Brigadiere e in un caso quello di Maresciallo. I militari, provenienti dal ruolo Appuntati e Carabinieri, hanno da poco ultimato un corso molto intenso che ha consentito loro di rafforzare la preparazione professionale e di acquisire le competenze necessarie per svolgere al meglio il nuovo ruolo che da ora ricoprono nelle file dell’Arma. Nel corso della cerimonia, secondo il protocollo, i neo promossi, alla presenza dei familiari, visibilmente commossi, hanno rinnovato singolarmente il giuramento di Fedeltà alla Repubblica dinanzi alla Bandiera e al Comandante della Legione Carabinieri Calabria, Generale di Brigata Riccardo Sciuto.</p>
<p>Nel rivolgersi ai militari che si apprestavano a giurare, il Generale Sciuto ha sottolineato il valore morale del Giuramento di Fedeltà, la cui solennità impegna il Carabiniere ad essere fedele alla Repubblica italiana, ad osservarne la Costituzione e le leggi e ad adempiere, con disciplina e onore, a tutti i doveri derivanti dal suo stato, per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni, evidenziando, altresì, che il grado raggiunto implica una maggiore responsabilità, derivante dal conseguimento della qualifica di Ufficiale di Polizia Giudiziaria.</p>
<p>Nell’occasione, il Generale ha anche rivolto un caloroso saluto ai familiari dei militari presenti, dando atto dell’impegno e della comprensione necessari per condividere la vita con chi ha scelto di essere un Carabiniere, da sempre al servizio delle comunità, a tutela dei diritti e della sicurezza dei cittadini, per garantire legalità e pacifica convivenza sociale.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-287222" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/foto-1-300x130.jpg" alt="" width="642" height="278" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/foto-1-300x130.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/foto-1-768x332.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/foto-1-696x301.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/foto-1.jpg 896w" sizes="(max-width: 642px) 100vw, 642px" /></p>
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		<item>
		<title>Truffa ai danni di anziane calabresi: 18enne arrestato, Carabinieri indagano per identificare complici</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/truffa-ai-danni-di-anziane-calabresi-18enne-arrestato-carabinieri-indagano-per-identificare-complici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 10:12:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I carabinieri del Reparto territoriale di Corigliano Rossano e dalla Compagnia di Cassano all&#8217;Ionio, con il supporto dei colleghi del Reparto territoriale di Mondragone (Caserta), hanno arrestato un diciottenne, con precedenti di polizia, con l&#8217;accusa di rapina e truffe. Il giovane, posto ai domiciliari, ha ricevuto il provvedimento giudiziario in esecuzione di una misura cautelare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I carabinieri del Reparto territoriale di Corigliano Rossano e dalla Compagnia di Cassano all&#8217;Ionio, con il supporto dei colleghi del Reparto territoriale di Mondragone (Caserta), hanno arrestato un diciottenne, con precedenti di polizia, con l&#8217;accusa di rapina e truffe. Il giovane, posto ai domiciliari, ha ricevuto il provvedimento giudiziario in esecuzione di una misura cautelare emessa dal gip di Castrovillari su richiesta della Procura della città del Pollino, che ha coordinato l&#8217;indagine.</p>
<p>Due gli episodi di cui si sarebbe reso protagonista, nell&#8217;arco di pochi giorni uno dall&#8217;altro, il falso sottufficiale. Il primo è avvenuto il 21 maggio scorso, quando un&#8217; anziana signora di Corigliano Rossano è stata contattata sul telefono cellulare da un soggetto che, dopo essersi qualificato come maresciallo dei carabinieri, le ha fatto credere che suo figlio aveva causato un grave sinistro stradale nel quale era deceduta una donna. Per questa ragione il figlio della donna era stato arrestato e per poterlo liberare era necessario versare almeno 12 mila euro. Nello stesso momento un secondo complice aveva contattato la signora sull&#8217;utenza fissa, qualificandosi come l&#8217;avvocato del figlio e fornendole, ovviamente, la stessa versione. Infine, un terzo complice si era presentato a casa della donna, dove si era fatto consegnare danaro e preziosi.</p>
<p>Il secondo episodio, qualche giorno più tardi, quando la stessa organizzazione ha messo in scena un copione sovrapponibile in danno di un&#8217;altra donna anziana di Cassano all&#8217;Ionio, ma in questa circostanza i malviventi sono andati addirittura oltre. Infatti, il diciottenne poi arrestato, lo stesso che aveva prelevato i valori dall&#8217;anziana di Corigliano Rossano, per assicurarsi il prodotto della truffa, non ha esitato ad aggredire fisicamente la donna. Scattate le denunce, l&#8217;attività congiunta dei militari del Reparto territoriale di Corigliano Rossano e della Compagnia di Cassano all&#8217;Ionio ha permesso di identificare il primo dei soggetti di questa banda, il diciottenne, mentre sono ancora in corso le indagini per risalire agli altri componenti dell&#8217;organizzazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/truffa-ai-danni-di-anziane-calabresi-18enne-arrestato-carabinieri-indagano-per-identificare-complici/">Truffa ai danni di anziane calabresi: 18enne arrestato, Carabinieri indagano per identificare complici</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il maresciallo Antonio Cerra &#8220;suicida&#8221; nel giorno della sua testimonianza al processo &#8216;Petrolmafie&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-maresciallo-antonio-cerra-suicida-nel-giorno-della-sua-testimonianza-al-processo-petrolmafie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 06:35:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(di ENRICA RIERA- editorialedonami.it) &#8211; Il maresciallo, in servizio presso il Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, viene trovato senza vita nel giorno in cui avrebbe dovuto testimoniare nel processo definito «Rinascita Scott 2». Per la difesa «non è possibile escludere aprioristicamente alcuna ipotesi». E spunta una lettera anonima, antecedente al decesso e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(<em>di ENRICA RIERA- editorialedonami.it</em>) &#8211; Il maresciallo, in servizio presso il <strong>Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme</strong>, viene trovato senza vita nel giorno in cui avrebbe dovuto testimoniare nel processo definito «Rinascita Scott 2». Per la difesa «non è possibile escludere aprioristicamente alcuna ipotesi». E spunta una <strong>lettera anonima</strong>, antecedente al decesso e indirizzata alla Gdf, che «<strong>preannunciava il suicidio di qualche militare</strong>». <strong>L’undici maggio 2022</strong> il corpo del maresciallo della Guardia di Finanza <strong>Antonio Cerra</strong> viene ritrovato <strong>senza vita</strong> nella casa dei suoi suoceri a Pizzo Calabro, il borgo in provincia di Vibo Valentia, arroccato su un promontorio di tufo. Tutto – dall’«arma nella mano del militare» alle «posizioni del bossolo e del proiettile», fino all’«assenza di segni di effrazione e di colluttazione» – fa pensare a un suicidio. Ipotesi investigativa, che, a seguito delle indagini dei carabinieri e dalla finanza, viene confermata dal pubblico ministero della procura di Vibo, Maria Cecilia Rebecchi.<br />
Perciò a <strong>luglio 2023</strong> il pm ha chiesto al giudice delle indagini preliminari di archiviare il procedimento a carico di ignoti. «Alla luce delle indagini esperite volte alla ricostruzione delle circostanze che possano avere portato al decesso di Cerra Antonio, può concludersi che la morte dell’uomo sia riconducibile esclusivamente alla condotta suicidaria posta in essere da costui e, in alcun modo, indotta o comunque istigata da terze persone», si legge nella richiesta di archiviazione. <strong>La famiglia del militare, tuttavia, ha deciso di non arrendersi.</strong> E nel mese di settembre, tramite lo studio legale Raimondi, ha presentato opposizione alla richiesta della procura, «non potendosi escludere aprioristicamente – è scritto nell’atto di opposizione – né la verificazione di un omicidio, né l’ipotesi di omicidio-suicidio, né naturalmente di istigazione al suicidio».<br />
<strong>PRIMA DELLA MORTE</strong><br />
Classe 1970, Antonio Cerra, nato a Catanzaro, si è arruolato il 20 settembre 1991. Dal 21 agosto 2007 ha prestato servizio presso il Nucleo polizia economico-finanziaria di Catanzaro, quale capo pattuglia del gruppo tutela entrate. Il militare «aveva conseguito in carriera – scrive il pm – un elogio, sette encomi semplici e un encomio solenne ed era stato valutato “eccellente” in sede di documentazione caratteristica sin dal 2001, con “apprezzamento e lode” ininterrottamente dal 2008 sino al decesso». I colleghi lo ricordano, si legge negli atti, come «una persona molto capace, preparata», che «aveva l’abitudine di trattenersi oltre l’orario quotidiano lavorativo». Tuttavia «negli ultimi quattro anni era molto stressato per il comportamento della scala gerarchica sia nei suoi confronti e sia verso altri loro subalterni».<br />
Proprio negli ultimi quattro anni Cerra ha seguito personalmente l’indagine “<strong>Petrolmafie</strong>”. Inchiesta mastodontica della procura antimafia di Catanzaro su uno dei clan più potenti della ‘ndrangheta. Una volta terminata l’attività, nel 2021, su sua richiesta, «per situazioni straordinarie», è stato trasferito presso il Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme. Quando il maresciallo è morto, dunque, non lavorava più a Catanzaro, ma a Lamezia: prima alla Squadra operativa Volante e poi alla posizione di Comandante della sezione operativa. <strong>Quell’11 maggio di due anni fa Cerra avrebbe dovuto presentarsi al tribunale di Vibo Valentia per sostenere il controesame degli avvocati degli imputati nel processo “Petrolmafie”</strong>. Inchiesta che, tra l’altro, ricostruisce gli affari illeciti della ‘ndrangheta vibonese nel mondo degli idrocarburi e che, a dicembre scorso, ha portato, col processo di primo grado, a oltre trenta condanne, tra cui quelle, rispettivamente a trent’anni, del boss di Limbadi Luigi Mancuso e dell’imprenditore Giuseppe D’Amico, nonché dell’ex presidente della Provincia di Vibo Valentia Salvatore Solano (condannato a un anno). <strong>A quell’udienza, però, Antonio Cerra non arriverà mai. Eppure «si era preparato con diligenza» per la deposizione e per rispondere al fuoco incrociato dei legali dei boss.</strong><br />
<strong>LE INCOMPIUTE</strong><br />
Per i legali della famiglia di Cerra l’indagine sulla morte del finanziere è monca. <strong>Mancherebbero, cioè, alcuni elementi necessari a ricostruire quanto accaduto due anni fa nella casa di Pizzo</strong>. «L’assenza di tali informazioni pregiudica oltremodo la ricostruzione suicidaria offerta dall’Ufficio di procura, in assenza peraltro di evidenze scientifiche in ordine alla natura auto o eterodiretta del gesto», è quanto riportato nell’atto di opposizione. Anzitutto, l’archiviazione del procedimento «veniva assunta senza la prova scientifica in ordine alla presenza di tracce di residui di sparo sulle mani del maresciallo Cerra». Curioso che è dell’8 agosto 2022 l’avviso di accertamento tecnico presso i laboratori dei carabinieri del Ris di Messina, alle cui operazioni ha partecipato anche un consulente tecnico di parte, ma «n<strong>el fascicolo del pm non si riscontra alcun esito di tali rilevantissime operazioni</strong>».<br />
Sempre per la difesa, inoltre, risulterebbero acquisite «poche immagini (…) <strong>neanche depositate integralmente» delle telecamere di videosorveglianza installate vicino alla casa estiva del maresciallo Cerra</strong>. «Si tratta di accertamenti assolutamente indispensabili rispetto alle investigazioni necessarie per un tale grave fatto» e ancora di «indagini specifiche» che «potrebbero quindi accertare se il Cerra sia giunto presso il portone di casa da solo o in compagnia; se l’immobile al momento del fatto fosse abitato da altri condomini o coinquilini da ascoltare separatamente; se precedentemente o successivamente al registrato ingresso del Cerra presso l’abitazione nello stesso immobile abbia potuto accedere qualche altra persona». Tutti motivi per cui la difesa parla di «<strong>vuoti macroscopici», «lacune investigative». E «investigazioni che sembrano rimanere in superficie</strong>».<br />
Gli avvocati scrivono anche di «carenze nella ricerca e nell’esame del materiale utile alle indagini». <strong>Una volta rinvenuto il pc in uso a Cerra, i legali è stato negato il rilascio della copia informatica di quanto estratto sul dispositivo</strong>. Questa «preclusione – è scritto ancora nell’atto di opposizione – inibisce il diritto di difesa, impedendo di conoscere ulteriori profili di criticità vuoi con i colleghi e i superiori gerarchici, vuoi elementi rinvenienti da indagini in corso, rispetto alle quali il militare abbia potuto ricevere minacce o pressioni, compreso quello del processo Petrolmafie». Proprio il processo in cui il maresciallo Cerra avrebbe dovuto rendere testimonianza.</p>
<p><strong>LA LETTERA ANONIMA</strong><br />
Suscitano, in ultimo, interesse alcuni <strong>«esposti anonimi» </strong>a cui gli atti fanno riferimento. <em>In uno in particolare, redatto successivamente al decesso del maresciallo Cerra e «indirizzato al Procuratore di Vibo Valentia, al Procuratore presso la Procura militare di Napoli e al Comandante provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia, l’estensore dichiara di essere a conoscenza di informazioni utili alle indagini</em>». Tra <strong>gennaio e febbraio 2022</strong>, per cui prima della morte del militare, una lettera anonima viene anche inviata con posta ordinaria al Comandante generale, al Comandante Interregionale (Palermo) e ai servizi di rappresentanza sindacale Cocer e Coir della Guarda di Finanza. Nello scritto «<strong>si preannunciava – rileva il pm – il suicidio di qualche militare</strong>».</p>
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		<title>Vibo Valentia, omaggio al Maresciallo di I^ Classe Scelto della Polizia, Cavaliere Antonio Santelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2024 08:28:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[Cavaliere Antonio Santelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mattinata di oggi, 22 gennaio, si è tenuta una cerimonia presso l’Auditorium della Scuola Allievi Agenti con la partecipazione degli allievi del 225° corso, per celebrare il 101° compleanno del Maresciallo di I Classe Scelto della Polizia di Stato, Antonio Santelli. Il Cavaliere Antonio Santelli arruolatosi il 6 novembre del 1942, dal 26 novembre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mattinata di oggi, 22 gennaio, si è tenuta una cerimonia presso l’Auditorium della Scuola Allievi Agenti con la partecipazione degli allievi del 225° corso, per celebrare il 101° compleanno del Maresciallo di I Classe Scelto della Polizia di Stato, Antonio Santelli.</p>
<p>Il Cavaliere Antonio Santelli arruolatosi il 6 novembre del 1942, dal 26 novembre 1950 al primo febbraio 1983 ha prestato servizio presso il 18° Reparto Mobile, la famosa celere, che aveva sede proprio presso l’attuale scuola di polizia. All’iniziativa hanno preso parte il Prefetto e il Questore della Provincia di Vibo Valentia, il Direttore della locale Scuola di Polizia, gli Allievi Agenti del 225° Corso di Formazione, nonché il Presidente ed una rappresentanza dell&#8217;ANPS.</p>
<p>È stato un incontro particolarmente significativo ed emozionante che ha visto anche una attiva partecipazione degli allievi della Scuola.</p>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-231809" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/01/foto-5-300x130.jpg" alt="" width="642" height="278" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/01/foto-5-300x130.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/01/foto-5-768x334.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/01/foto-5-696x302.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/01/foto-5-967x420.jpg 967w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/01/foto-5.jpg 985w" sizes="(max-width: 642px) 100vw, 642px" /></p>
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		<title>Commemorato a 27 anni dalla morte il maresciallo capo Pasquale Azzolina ucciso a Sant&#8217;Eufemia d&#8217;Aspromonte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jun 2023 08:01:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[commemorazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC), è stato commemorato il Maresciallo Capo Pasquale Azzolina, Medaglia di Bronzo al Valor Militare “alla memoria”. Anche quest’anno l’Arma dei Carabinieri ha sentito forte il dovere di ricordare con un momento di raccoglimento la memoria del commilitone che ha perso la vita nell’adempimento del proprio dovere. Un ricordo indelebile, un esempio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC), è stato commemorato il Maresciallo Capo Pasquale Azzolina, Medaglia di Bronzo al Valor Militare “alla memoria”.<br />
Anche quest’anno l’Arma dei Carabinieri ha sentito forte il dovere di ricordare con un momento di raccoglimento la memoria del commilitone che ha perso la vita nell’adempimento del proprio dovere. Un ricordo indelebile, un esempio costante nella vita di ogni carabiniere, foriero di indicazioni proprio in questo momento della vita del Paese in cui il servizio reso al prossimo è quanto mai sentito.<br />
Alla cerimonia di commemorazione oltre ai familiari, hanno partecipato le massime autorità civili, militari, religiose e giudiziarie della provincia, in presenza dei quali, presso la lapide di località “Ponte Crasta” di Sant’Eufemia d’Aspromonte, è stata deposta una corona di alloro, in ricordo dell’eccidio del militare avvenuto il 17 giugno 1996.<br />
A seguire è stata celebrata la Santa Messa officiata dal cappellano militare don Aldo RIPEPI e del parroco Don Marco LAROSA, presso la Chiesa di Sant’Ambrogio.</p>
<p>Rievocazione del fatto storico<br />
Il 17 giugno 1996, alle ore 23 circa, il militare di servizio alla caserma di Sant’Eufemia, trattenutosi per la compilazione di alcuni atti, riceveva una telefonata anonima che segnalava in località “Ponte Crasta” la presenza di individui sospetti nei pressi di una moto-ape. Il militare rappresentava subito i fatti al comandante della Stazione, Maresciallo Azzolina, il quale senza esitazione, con l’auto di servizio ed in uniforme si recava, unitamente a quest’ultimo, nella località indicata. Giunti in località “Ponte Crasta”, i militari notavano due giovani fratelli del luogo, da loro conosciuti, intenti a smontare pezzi del motore della moto ape, abbandonata a seguito di sinistro stradale il giorno precedente. Alla vista dei carabinieri i due fratelli nascondevano alcuni attrezzi all’interno della propria autovettura parcheggiata poco distante. Nel procedere al controllo dei due giovani, il Maresciallo Azzolina, che ben li conosceva sin da ragazzi, constatava all’interno dell’autovettura la presenza di pezzi di motore, per cui invitava i due fratelli a seguirlo in caserma ed a salire a bordo dell’automezzo militare. L’invito del sottufficiale veniva accolto dal fratello minore, mentre scatenava la reazione di quello maggiore, che repentinamente estraeva una pistola beretta cal.7.65, esplodendo a distanza ravvicinata alcuni colpi all’indirizzo del maresciallo. Il Maresciallo Azzolina, benché colpito, estraeva prontamente la propria pistola d’ordinanza, ma, prima di poter far fuoco, veniva raggiunto da ennesimo colpo, che lo faceva cadere esanime. I due malfattori si dileguavano a bordo dell’autovettura di proprietà e nelle ore successive al delitto venivano tratti in arresto ed assicurati alla giustizia, con il fattivo apporto del Vice Brigadiere Salvatore Coltello che era insieme al Maresciallo e nell’azione di fuoco era rimasto ferito.</p>
<p>Il Maresciallo Capo Azzolina venne insignito della medaglia di bronzo al valor militare “alla memoria”, con la seguente motivazione:<br />
“Comandante di Stazione distaccata in territorio caratterizzato da alto indice di criminalità, veniva fatto segno, unitamente a militare dipendente, ad improvvisa e violenta azione di fuoco da parte di due malviventi sorpresi in flagranza di furto. Benché colpito in più parti del corpo, con elevato coraggio e grande determinazione, tentava di reagire con l’arma in dotazione, ma colpito ancora una volta in parti vitali, si accasciava esanime al suolo. Fulgido esempio di alto senso del dovere ed elevate virtù militari, spinte fino all’estremo sacrificio”.<br />
Sant’Eufemia d’Aspromonte (Reggio Calabria), 17 giugno 1996.</p>
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		<title>&#8220;Petrolmafie&#8221;, la Procura vuole vederci chiaro nel suicidio del maresciallo della Finanza trovato morto a Pizzo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/petrolmafie-la-procura-vuole-vederci-chiaro-nel-suicidio-del-maresciallo-della-finanza-trovato-morto-a-pizzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2022 14:11:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[autopsia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
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		<category><![CDATA[maresciallo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dovrà essere l&#8217;autopsia sul corpo del maresciallo della Guardia di finanza di 50 anni, trovato morto ieri pomeriggio in una casa estiva di proprietà dei suoceri a Pizzo. a fugare ogni dubbio sulla tragica circostanza. Lo ha deciso la Procura della Repubblica di Vibo Valentia che ha ordinato l&#8217;esame autoptico. L’uomo si sarebbe ucciso sparandosi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dovrà essere l&#8217;autopsia sul corpo del maresciallo della Guardia di finanza di 50 anni, trovato morto ieri pomeriggio in una casa estiva di proprietà dei suoceri a Pizzo. a fugare ogni dubbio sulla tragica circostanza. Lo ha deciso la Procura della Repubblica di Vibo Valentia che ha ordinato l&#8217;esame autoptico. L’uomo si sarebbe ucciso sparandosi alla testa con la pistola d’ordinanza.</p>
<p>Il sottufficiale, originario di Soveria Mannelli (CZ), aveva svolto attività di indagine nell’inchiesta “Petrolmafie” e ieri mattina avrebbe dovuto sottoporsi al controesame delle difese degli imputati dopo aver sostenuto quello della pubblica accusa appena pochi giorni fa. L’uomo però non si è presentato in Tribunale. </p>
<p>Sulla base dei primi elementi di indagine raccolti l’ipotesi prevalente è quella del suicidio ma il procuratore di Vibo Valentia Camillo Falvo vuole dissipare ogni dubbio e per questo ha delegato ai carabinieri del Comando provinciale di svolgere accertamenti coordinati dalla pm Maria Cecilia Rebecchi.</p>
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