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	<title>malattia Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Influenza finisce? Tosse e stanchezza durano altri 20 giorni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/influenza-finisce-tosse-stanchezza-durano-altri-20-giorni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jan 2026 16:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; L&#8217;influenza, anche con la variante K, mette a letto migliaia di italiani ogni giorno in questo inizio di 2026. E quando si guarisce, rimangono sintomi fastidiosi che possono &#8216;accompagnare&#8217; per oltre 20 giorni. &#8220;Una condizione comune a diversi pazienti&#8221;, conferma all&#8217;Adnkronos Salute Giorgio Sesti, docente di Medicina interna all&#8217;Università Sapienza di Roma, facendo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211;<br />
L&#8217;influenza, anche con la variante K, mette a letto migliaia di italiani ogni giorno in questo inizio di 2026. E quando si guarisce, rimangono sintomi fastidiosi che possono &#8216;accompagnare&#8217; per oltre 20 giorni. &#8220;Una condizione comune a diversi pazienti&#8221;, conferma all&#8217;Adnkronos Salute Giorgio Sesti, docente di Medicina interna all&#8217;Università Sapienza di Roma, facendo riferimento ai postumi. Questa &#8216;persistenza&#8217; di sintomi una volta finita l&#8217;influenza è legata al fatto che siamo di fronte a &#8220;un virus particolarmente aggressivo e resistente. Come accade per la maggior parte dei virus spesso riusciamo a prevenirli con un vaccino specifico, ma non abbiamo farmaci mirati, soltanto quelli sintomatici. E visto che questo virus influenzale è molto resistente e persistente riusciamo ad eliminarlo più lentamente&#8221;.  Da qui &#8220;la persistenza dei classici disturbi &#8211; la tosse, raucedine, rinite &#8211; tipici segni dell&#8217;influenza che, però, anziché durare 3 o 5 giorni, qui durano anche tre settimane.</p>
<p>Abbiamo, insomma una durata tripla o quadrupla dei postumi rispetto alle sindromi influenzali abituali, dovuta proprio all&#8217;aggressività del virus&#8221;. Per tenere a bada questi strascichi &#8220;possiamo usare i classici farmaci sintomatici con il consiglio del medico&#8221;. La persistenza &#8220;ovviamente è più problematica nelle persone più fragili, per le quali ci sono maggiori rischi in caso di sovrainfezioni da batteri che possono provocare polmoniti. Tutto questo si riflette anche sull&#8217;assistenza sanitaria con il sovraffollamento dei pronto soccorso e degli ospedali che attualmente sono veramente strapieni di questi casi&#8221;.  A fronte di questa particolare virulenza è più che mai importante, ricorda il medico, &#8220;proteggersi e attuare le precauzioni di buon senso: non esporsi al freddo e al vento, adesso si sono abbassate le temperature. Bisogna poi ricordare di applicare le norme igieniche per evitare il contagio: lavaggio dalle mani, ricambio d&#8217;aria, non frequentare luoghi chiusi affollati&#8221;. Per quanto riguarda la stanchezza persistente post-influenzale, sottolinea Sesti, &#8220;è figlia del fatto che questi disturbi sono prolungati: ogni volta che abbiamo sintomi respiratori e quant&#8217;altro il nostro organismo si affatica perché, con questi acciacchi, è sottoposto anche ad un &#8216;lavoro&#8217; muscolare e il fisico è impegnato a difendersi&#8221;.</p>
<p>Il consiglio del medico è &#8220;riposare, riprendere le attività gradualmente, attenersi a un&#8217;alimentazione sana e iniziare di nuovo a muoversi, a fare attività fisica, appena le condizioni climatiche ce lo consentono&#8221;. E gli integratori? &#8220;Si tratta di prodotti che servono a colmare le carenze nutrizionali. Se si ha un&#8217;alimentazione completa e non si hanno disturbi di assorbimento intestinale una dieta ricca e varia copre totalmente e fabbisogno. No serve aggiungere nulla&#8221;. No invece ai &#8220;cibi pesanti che aggravano il lavoro dell&#8217;organismo&#8221;. Buona norma è &#8220;mangiare alimenti freschi: molta frutta, agrumi che hanno vitamina C, verdure&#8221;, conclude Sesti.<br />
&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<item>
		<title>Asp Catanzaro: assistenza domiciliare rafforzata e centro specialistico per il piccolo Mariano</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/asp-catanzaro-assistenza-domiciliare-rafforzata-e-centro-specialistico-per-il-piccolo-mariano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2025 07:45:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Nelle scorse ore si è svolta una riunione dedicata alla situazione clinica del piccolo Mariano, (<em>12 anni, residente a Vena di Maida, ndr</em>). All’incontro hanno partecipato la famiglia, la Direzione Generale dell’ASP di Catanzaro, la Direttrice della Pediatria dell’Ospedale di Lamezia Terme e il Direttore del Distretto sanitario lametino. Durante il confronto sono stati approfonditi i due aspetti principali legati alla tutela della salute del bambino: il potenziamento dell’assistenza domiciliare e la definizione della gestione clinica complessiva&#8221;. È quanto si legge in una nota dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro.</p>
<p>&#8220;Al termine della riunione &#8211; prosegue la nota -è stato stabilito che il Distretto di Lamezia Terme attiverà per Mariano un progetto di assistenza domiciliare dedicato e rafforzato. Per la parte clinica, è stato concordato di fare riferimento a un Centro di alta qualificazione per l’obesità pediatrica – con cui l’ASP di Catanzaro è già in contatto – che definirà un percorso terapeutico necessariamente personalizzato.</p>
<p>L’obiettivo condiviso è garantire al bambino la migliore assistenza possibile in Calabria, con il supporto di un Centro di eccellenza a livello nazionale. Gli eventuali spostamenti saranno limitati ai soli interventi terapeutici indispensabili, assicurando al tempo stesso un sostegno concreto alla famiglia. La riunione di ieri rappresenta un modello di presa in carico reale e integrata: le strutture sanitarie della Regione cooperano per affiancare il paziente e i suoi familiari, mettendo a disposizione risorse assistenziali, organizzative e professionali che completano le attività altamente specialistiche richieste nei casi di malattie rare”. </p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="mu6trzZcyi"><p><a href="https://www.calabrianews.it/sanita-interrogazione-di-irto-pd-sul-caso-del-piccolo-mariano/">Sanità, interrogazione di Irto (PD) sul caso del piccolo Mariano</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Sanità, interrogazione di Irto (PD) sul caso del piccolo Mariano&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/sanita-interrogazione-di-irto-pd-sul-caso-del-piccolo-mariano/embed/#?secret=0Q7KdkRApF#?secret=mu6trzZcyi" data-secret="mu6trzZcyi" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/asp-catanzaro-assistenza-domiciliare-rafforzata-e-centro-specialistico-per-il-piccolo-mariano/">Asp Catanzaro: assistenza domiciliare rafforzata e centro specialistico per il piccolo Mariano</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sanità, interrogazione di Irto (PD) sul caso del piccolo Mariano</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-interrogazione-di-irto-pd-sul-caso-del-piccolo-mariano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 16:04:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria, ha presentato un&#8217;interrogazione al ministro della Salute perché il governo tuteli la salute del piccolo Mariano, 12 anni di Vena di Maida (CZ) che, a causa di una malattia rara, pesa 180 chili. &#8220;Il caso richiede un intervento urgente&#8221;, afferma Irto, il quale ricorda che Mariano ha [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria, ha presentato un&#8217;interrogazione al ministro della Salute perché il governo tuteli la salute del piccolo Mariano, 12 anni di Vena di Maida (CZ) che,  a causa di una malattia rara, pesa 180 chili. &#8220;Il caso richiede un intervento urgente&#8221;, afferma Irto, il quale ricorda che Mariano ha visto peggiorare drasticamente le sue condizioni fino a raggiungere 180 chilogrammi, con gravi difficoltà motorie, respiratorie e rischi cardiaci, tanto da seguire scuola e catechismo a distanza. </p>
<p>Nella sua interrogazione, Irto richiama il lungo percorso sanitario del piccolo e i viaggi della speranza compiuti con la propria famiglia, nonché alcuni problemi burocratici legati alla residenza del minore in Calabria. Il senatore chiede al Ministro se sia a conoscenza dei fatti e quali iniziative intenda assumere &#8220;per garantire a Mariano e ai minori nelle stesse condizioni il diritto alla salute, a una diagnosi certa e alle migliori cure&#8221;, come sancito dall&#8217;articolo 32 della Costituzione. </p>
<p>Il parlamentare dem sollecita inoltre verifiche ministeriali sul coordinamento tra strutture dentro e fuori la regione di residenza e propone di valutare interventi anche legislativi per assicurare continuità diagnostica e terapeutica ai pazienti complessi che ricorrono alla mobilità passiva. &#8220;Un bambino e la sua famiglia – dichiara Irto – non possono restare da soli davanti a una prova simile. È dovere delle istituzioni intervenire subito&#8221;.</p>
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		<title>Vibo Valentia, tangenti e regali per malattie inesistenti: Sospesi per 1 anno medico e 2 funzionari Inail</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/vibo-valentia-tangenti-e-regali-per-malattie-inesistenti-sospesi-per-1-anno-medico-e-2-funzionari-inail/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 10:56:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-289748-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/VV-GDF.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/VV-GDF.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/VV-GDF.mp4</a></video></div>
<p>I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, hanno dato esecuzione oggi ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare personale della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio e conseguente interdizione delle attività per la durata di mesi 12 nei confronti di un medico e 2 funzionari di un Ente Pubblico. Sono inoltre stati notificati 16 informazioni di garanzia e sul diritto di difesa. Le investigazioni, coordinate e dirette dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia Camillo Falvo e dal Sostituto co-titolare delle indagini e svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e dal Gruppo di Vibo Valentia, hanno disvelato l’esistenza di un’associazione a delinquere composta da 16 soggetti di cui 5 appartenenti alla Pubblica amministrazione (funzionari, medici, e paramedici) che, dal 2014 al 2020, con condotta perdurante, si associavano tra loro al fine di commettere una serie di reati contro la fede pubblica e la pubblica amministrazione in danno della collettività consentendo a 7 soggetti di percepire indennità pubbliche non spettanti.</p>
<p>Invero, gli stessi funzionari pubblici, attraverso più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, istruivano una serie di pratiche di liquidazione tendenti al riconoscimento illecito di provvigioni per incidenti e/o malattie professionali dichiaratamente false e/o parzialmente infondate, che comportavano un esborso per l’Ente pari a 350mila euro. I soggetti che a vario titolo sono intervenuti nella vicenda hanno seguito una prassi consolidata determinata dal profitto derivante, per i beneficiari, dalle elargizioni e per gli impiegati pubblici, dalle tangenti veicolate per il tramite dei c/d “collettori” (intermediari), spesso accreditate su carte bancarie. Le tangenti percepite ammontano ad oltre 125mla euro. In un caso veniva accertata anche la dazione di un orologio di lusso di una nota marca svizzera.</p>
<p>L’attività investigativa costituisce la conclusione di articolate indagini e accertamenti tipici della Guardia di Finanza, quale unico organo specializzato di polizia giudiziaria economico-finanziaria operante a tutela del Bilancio dello Stato e degli Enti locali, primaria missione istituzionale del Corpo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Malattia del Congo, controlli su una donna rientrata a Cosenza dal paese africano</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/malattia-del-congo-controlli-su-una-donna-rientrata-a-cosenza-dal-paese-africano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 11:52:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarebbero in corso controlli, da parte dell’Istituto superiore di sanità e del ministero alla Salute, sul caso di una donna ricoverata all’ospedale di Cosenza, in Calabria, che ha presentato febbre e dolori dopo essere rientrata dal Congo. La donna ricoverata all’ospedale di Cosenza aveva lavorato a Kinshasa in Congo e sarebbe ricoverata in Calabria da [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbero in corso controlli, da parte dell’Istituto superiore di sanità e del ministero alla Salute, sul caso di <strong>una donna ricoverata all’ospedale di Cosenza, in Calabria</strong>, che ha presentato febbre e dolori dopo essere <strong>rientrata dal Congo</strong>. </p>
<p>La donna ricoverata all’ospedale di Cosenza <strong>aveva lavorato a Kinshasa in Congo</strong> e sarebbe ricoverata in Calabria da diversi giorni con sintomi che potrebbero richiamare quelli della misteriosa malattia. <strong>Sono stati i medici dell’ospedale di Cosenza ad aver interessato, in via precauzionale, l’Istituto superiore di sanità e il ministero della Salute</strong>, inviando loro i campioni prelevati per gli approfondimenti del caso. I campioni saranno analizzati nei prossimi giorni.</p>
<p>Dopo il caso del paziente controllato a Lucca nei giorni scorsi, ora c’è un nuovo possibile episodio legato alla misteriosa malattia che nelle ultime settimane si sta diffondendo in alcune aree del Congo (<em>e sta facendo vittime soprattutto tra ragazzini e bambini</em>). La presunta epidemia si è diffusa nel distretto sanitario di Panzi, una remota area della Repubblica Democratica del Congo, dove è molto forte la presenza di malnutrizione, condizione presente in quasi tutti i decessi. Un altro elemento comune sarebbe la malaria, presente nell’80% dei casi di chi è stato colpito da questa nuova forma patologica. Gli esperti sanitari mondiali si stanno interrogando su questa epidemia (<em>che potrebbe essere il risultato di una compresenza di più malattie</em>) e ieri l’Organizzazione mondiale della sanità ha fatto sapere ci aver attivato un team di emergenza per fare luce sulla causa dei tanti decessi.<br />
(<em>Agenzia DIRE-www.dire.it</em>)</p>
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		<item>
		<title>UMG Catanzaro: Certificazione Olink, tecnologia all&#8217;avanguardia per comprendere marcatori malattia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/umg-catanzaro-certificazione-olink-tecnologia-allavanguardia-per-comprendere-marcatori-malattia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2024 11:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[Marcatori]]></category>
		<category><![CDATA[Olink]]></category>
		<category><![CDATA[UMG Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Università Magna Graecia di Catanzaro è il primo e unico ateneo del Sud Italia certificato Olink, azienda svedese sviluppatrice di una nuova e innovativa tecnologia, usata sia in ricerca che in clinica, che consente di comprendere percorsi biologici complessi e marcatori di malattia. Un importante riconoscimento che conferma l&#8217;eccellenza dell&#8217;attività di ricerca svolta nel laboratorio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/umg-catanzaro-certificazione-olink-tecnologia-allavanguardia-per-comprendere-marcatori-malattia/">UMG Catanzaro: Certificazione Olink, tecnologia all&#8217;avanguardia per comprendere marcatori malattia</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Università Magna Graecia di Catanzaro è il primo e unico ateneo del Sud Italia certificato Olink, azienda svedese sviluppatrice di una nuova e innovativa tecnologia, usata sia in ricerca che in clinica, che consente di comprendere percorsi biologici complessi e marcatori di malattia. Un importante riconoscimento che conferma l&#8217;eccellenza dell&#8217;attività di ricerca svolta nel laboratorio di biologia delle cellule staminali dell&#8217;Università Magna Graecia che si occupa dello studio di malattie neurodegenerative attraverso la generazione di modelli di cellule 2D e 3D. La certificazione ottenuta e le attrezzature di cui è stato dotato il laboratorio dell&#8217;Umg sono fondamentali non solo per la ricerca ma anche per la pratica clinica e consentono di erogare un servizio importante alle aziende del settore farmaceutico, ai laboratori di ricerca interessati e al territorio. Il laboratorio di proteomica e spettrometria di massa del Centro di ricerca in Biochimica e Biologia molecolare avanzata dell&#8217;Umg fornirà questo servizio a tutti coloro che ne faranno richiesta, consentendo l&#8217;accesso rapido ed esclusivo a metodologie proteomiche all&#8217;avanguardia.</p>
<p>&#8220;Sono orgoglioso del prestigioso risultato ottenuto che sottolinea l&#8217;eccellente lavoro svolto dai ricercatori dell&#8217;Università Magna Graecia. Il nostro &#8211; afferma il rettore dell&#8217;Umg di Catanzaro, prof. Giovanni Cuda &#8211;  è l&#8217;unico ateneo nel Sud Italia ad avere ottenuto la certificazione Olink e, grazie a questo riconoscimento, il laboratorio dell&#8217;Università di Catanzaro è l&#8217;unico provider nel meridione. Questa certificazione – conclude il rettore Cuda &#8211; ha consentito, inoltre, all&#8217;Umg di entrare in una rete scientifica di cui fanno parte anche laboratori internazionali di ricerca&#8221;.</p>
<p>Lo studio di biomarcatori permette di sviluppare nuovi farmaci utili allo sviluppo di terapie di successo per il trattamento di malattie, i cui processi biologici alla base sono, talvolta, poco conosciuti. L&#8217;identificazione di nuove proteine è utile alla pratica clinica ed è finalizzata alla diagnosi precoce delle malattie per cure sempre più mirate ed efficaci.</p>
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		<title>Sindrome CTNNB1 riconosciuta come malattia rara, sì a mozione Consigliera regionale Bruni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sindrome-ctnnb1-riconosciuta-come-malattia-rara-si-a-mozione-consigliera-regionale-bruni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2024 07:56:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Amalia Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[CTNNB1]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[rara]]></category>
		<category><![CDATA[Sindrome]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Porta la firma della consigliera regionale del Partito Democratico, Amalia Bruni, la mozione approvata dal Consiglio regionale nella seduta di ieri avente ad oggetto il riconoscimento della sindrome CTNNB1 come malattia rara. Si tratta di &#8220;una decisione, quella della massima assemblea elettiva della Regione, che rappresenta un&#8217;opportunità di speranza per le famiglie che si trovano a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Porta la firma della <strong>consigliera regionale del Partito Democratico, Amalia Bruni</strong>, la mozione approvata dal Consiglio regionale nella seduta di ieri avente ad oggetto il riconoscimento della sindrome CTNNB1 come malattia rara. Si tratta di &#8220;una decisione, quella della massima assemblea elettiva della Regione, che rappresenta un&#8217;opportunità di speranza per le famiglie che si trovano a lottare con questa patologia: l&#8217;inserimento della malattia nel Registro Nazionale delle Malattie Rare rappresenta uno strumento fondamentale per il monitoraggio e la gestione della malattia affinché i pazienti affetti da tali patologie possano beneficiare di trattamenti mirati e delle agevolazioni previste dalla normativa in vigore&#8221;, spiega Bruni. La sindrome CTNNB1, una malattia genetica ultra rara, colpisce attualmente solo 30 bambini in Italia (una sola bambina in Calabria) e circa 500 nel mondo. I sintomi, che includono disabilità cognitive e motorie, epilessia, disturbi del linguaggio e difficoltà visive, portano a un impatto pesante sulla qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie. È una battaglia quotidiana, fatta di diagnosi tardive e mancanza di supporto adeguato.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;Questa mozione non è solo una richiesta formale – afferma Bruni – è un grido di aiuto per tutte quelle famiglie che, nella solitudine della loro lotta, cercano un riconoscimento che non solo allevi il loro peso, ma apra anche le porte a trattamenti e risorse fondamentali. La mancanza di un codice specifico per la sindrome CTNNB1 implica l&#8217;assenza di esenzioni dal ticket e delle tutele previste per i malati rari, privando così i pazienti e le loro famiglie del diritto a cure appropriate&#8221;. &#8220;L&#8217;inclusione della sindrome nel &#8216;Registro Nazionale delle Malattie Rare&#8217; rappresenta un passo cruciale, non solo per garantire accesso ai servizi sanitari, ma per restituire dignità e speranza a chi vive ogni giorno in questa realtà. È fondamentale che il Ministero della Salute prenda in considerazione le istanze di chi, come l&#8217;associazione &#8216;CTNNB1 Italia ODV&#8217;, sta già facendo tanto per promuovere la ricerca e migliorare la vita dei pazienti – spiega ancora Bruni, riprendendo i contenuti della mozione approvata ieri. – Le famiglie che si mobilitano, organizzando conferenze e raccogliendo fondi, dimostrano un coraggio e una determinazione che devono essere riconosciuti e sostenuti. La nostra responsabilità, come istituzioni, è quella di ascoltarle e fornire loro gli strumenti necessari per affrontare questa sfida&#8221;.</p>
<p style="font-weight: 400;">Con la mozione, quindi, la consigliera Bruni ha chiesto al Presidente della Giunta Regionale di &#8220;promuovere con urgenza tutte le iniziative necessarie affinché il Ministero della Salute possa avviare le procedure per l&#8217;inserimento della sindrome CTNNB1 nel &#8216;Registro Nazionale delle Malattie Rare'&#8221;. &#8220;Non possiamo permettere che la rarità di una malattia diventi un motivo per trascurare i diritti di chi ne è affetto&#8221;, conclude la consigliera Bruni.</p>
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		<title>Report Cgia-dati Inps: gli statali si ammalano più dei lavoratori privati. Calabria in testa per assenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Aug 2024 12:14:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[assenze]]></category>
		<category><![CDATA[Cgia]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I lavoratori del settore pubblico in Italia si ammalano di più, ma restano meno tempo in malattia. È la fotografia scattata dall’ufficio studi della Cgia di Mestre, a partire dei dati registrati dall’Inps. Guardando alle statistiche del primo trimestre dell’anno il divario in termini di incidenza delle assenze è di quasi dieci punti percentuali: tra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I lavoratori del settore pubblico in Italia si ammalano di più, ma restano meno tempo in malattia. È la fotografia scattata dall’ufficio studi della Cgia di Mestre, a partire dei dati registrati dall’Inps. Guardando alle statistiche del primo trimestre dell’anno il divario in termini di incidenza delle assenze è di quasi dieci punti percentuali: tra gennaio e marzo di quest&#8217;anno il 33% dei dipendenti pubblici è rimasto a casa almeno un giorno per malattia, mentre nel settore privato questa quota quota è stata del 22%; nel secondo trimestre il gap si riduce leggermente: per i primi la soglia delle assenze scende al 26% e per i secondi al 18%.</p>
<p><strong>Nel privato assenze leggermente più lunghe</strong><br />
Nel settore pubblico in compenso la durata media è leggermente più bassa, con 8,3 giorni di assenza in media contro gli 8,6 del settore privato. Sul podio per le assenze si posizione la Calabri, dove chi si è ammalato è rimasto a casa mediamente 15,3 giorni (9,6 giorni l&#8217;assenza dei dipendenti pubblici e ben 18,8 degli occupati nel privato). Quasi il doppio doppio di quanto registrato in Emilia Romagna e in Veneto, che, invece, hanno entrambe cumulato 7,8 giornate medie di malattia.</p>
<p><strong>Calabria in testa</strong><br />
Dopo la Calabria, la regione con il numero maggiore di assenze è la Basilicata, con 10,7 giorni di media. Seguono gli occupati della Valle d&#8217;Aosta con 9,7, quelli della Sardegna con 9,6 e quelli del Molise con 9,4. Rispetto al 2017, in tutte le regioni il numero delle giornate medie di assenza per malattia è in calo, con punte del -20% proprio nel Mezzogiorno (addirittura -23 per cento in Calabria). E’ la stessa Cgia di Mestre a invitare a non giungere a letture approssimative dei dati, rispetto al fatto che i lavoratori pubblici si ammalano più dei privati ma i giorni medi di assenza dei primi sono leggermente inferiori ai secondi. &#8220;Supporre che dietro una breve malattia si nasconda un comportamento assenteista è molto suggestivo, ma difficilmente dimostrabile&#8221;, argomenta la Cgia.</p>
<p><strong>Solo uno su diecimila licenziato nel pubblico per infedeltà</strong><br />
In ogni caso, ricorda l’associazione, dopo la pandemia il numero dei licenziamenti nel pubblico impiego per assenze ingiustificate è tornato ad aumentare, ma l’incidenza sul totale dei lavoratori è molto esigua, intorno allo 0,01%, uno su diecimila. Nel 2018 sono state licenziate 196 persone per assenze ingiustificate o falsa attestazione della presenza in servizio. Nel 2019 il numero è salito a 221, mentre nel 2020 e nel 2021 &#8211; anni caratterizzati dal Covid e da un largo impiego dello smart working &#8211; lo stesso è sceso rispettivamente a 188 e a 161. Nel 20222 i licenziamenti sono tornati a crescere e hanno raggiunto quota 310 (+58,1 per cento rispetto al 2018).<br />
(<em>Fonte: repubblica.it</em>)</p>
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		<title>Obesità, cambiano i criteri per diagnosi e cura della malattia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/obesita-cambiano-criteri-per-diagnosi-e-cura-della-malattia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jul 2024 06:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
		<category><![CDATA[criteri]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[ultimora]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Bmi addio, o quasi. Non basterà più l&#8217;indice di massa corporea per stabilire se una persona soffre di obesità e per decidere come curarla. La definizione attuale, che considera un paziente &#8216;obeso&#8217; se ha un Bmi uguale o superiore a 30, &#8220;esclude molte persone che potrebbero beneficiare del trattamento&#8221;. L&#8217;Easo, Associazione europea per lo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211;<br />
Bmi addio, o quasi. Non basterà più l&#8217;indice di massa corporea per stabilire se una persona soffre di obesità e per decidere come curarla. La definizione attuale, che considera un paziente &#8216;obeso&#8217; se ha un Bmi uguale o superiore a 30, &#8220;esclude molte persone che potrebbero beneficiare del trattamento&#8221;. L&#8217;Easo, Associazione europea per lo studio dell&#8217;obesità, detta quindi &#8220;un nuovo schema per la diagnosi, la stadiazione e la gestione dell&#8217;obesità negli adulti&#8221;. Pubblicato su &#8216;Nature Medicine&#8217;, permetterà di &#8220;modernizzare la diagnosi e il trattamento&#8221; della patologia &#8220;tenendo conto di tutti gli ultimi sviluppi nel campo, compresa la nuova generazione di farmaci per l&#8217;obesità&#8221;. Medicinali la cui somministrazione potrà essere valutata anche quando l&#8217;indice di massa corporea è inferiore a 30, pari a 25 o maggiore.  &#8220;Nonostante l&#8217;ampio riconoscimento dell&#8217;obesità come una malattia multifattoriale, cronica, recidivante e non trasmissibile, caratterizzata da un accumulo anormale e/o eccessivo di grasso corporeo, la diagnosi di obesità è ancora in molti contesti basata esclusivamente sui valori di soglia del Bmi e non riflette il ruolo della distribuzione e della funzione del tessuto adiposo nella gravità della malattia&#8221;, spiega l&#8217;Easo in una comunicazione che riporta in calce anche il nome dell&#8217;italiano Luca Busetto, professore associato del Dipartimento di Medicina dell&#8217;università di Padova, vice-president della società scientifica per la regione Sud.  Una delle novità chiave dei criteri redatti dal gruppo di lavoro Easo, composto da esperti fra cui i presidenti presenti e passati dell&#8217;associazione, riguarda dunque &#8220;la componente antropometrica della diagnosi di obesità&#8221;. E mette nero su bianco che &#8220;il solo Bmi è insufficiente come criterio diagnostico&#8221; e che &#8220;la distribuzione del grasso corporeo ha un effetto sostanziale sulla salute&#8221;. Nel mirino il girovita: &#8220;L&#8217;accumulo di grasso addominale è associato a un aumento del rischio di sviluppare complicazioni cardiometaboliche&#8221;, ammoniscono gli specialisti, e rappresenta quindi &#8220;un determinante più forte dello sviluppo della malattia rispetto all&#8217;indice di massa corporea, anche in soggetti con un Bmi inferiore alla soglia standard (30) per la diagnosi di obesità&#8221;.</p>
<p>Il grasso addominale o viscerale, avverte l&#8217;Easo, &#8220;è un importante fattore di rischio per il deterioramento della salute anche in persone con Bmi basso e senza manifestazioni cliniche evidenti&#8221;. Pertanto le nuove indicazioni europee considerano obesi anche &#8220;soggetti con Bmi più basso&#8221; di 30, &#8220;compreso tra 25 e 30, ma accumulo di grasso addominale aumentato e presenza di eventuali compromissioni mediche, funzionali o psicologiche&#8221;. Così &#8220;riducendo il rischio di sottotrattamento in questo particolare gruppo di pazienti, rispetto all&#8217;attuale definizione di obesità basata sul Bmi&#8221;. Gli autori chiariscono che nelle loro raccomandazioni i &#8220;pilastri del trattamento&#8221; anti-obesità &#8220;aderiscono sostanzialmente alle linee guida attualmente disponibili: le modifiche comportamentali, inclusa la terapia nutrizionale, l&#8217;attività fisica, la riduzione dello stress e il miglioramento del sonno sono stati concordati come i principali capisaldi della gestione&#8221; della patologia, &#8220;con la possibile aggiunta di terapia psicologica, farmaci per l&#8217;obesità e procedure metaboliche o bariatriche (chirurgiche ed endoscopiche)&#8221;. Relativamente alle ultime due opzioni, precisa l&#8217;Easo, &#8220;il comitato direttivo ha discusso il fatto che le attuali linee guida si basano su evidenze derivanti da studi clinici i cui criteri di inclusione erano per lo più fondati su valori soglia antropometrici, piuttosto che su una valutazione clinica completa&#8221;. Perciò, &#8220;nella pratica attuale, l&#8217;applicazione rigorosa di questi criteri preclude l&#8217;uso di farmaci anti-obesità o procedure metaboliche/bariatriche in pazienti con un sostanziale carico di malattia da obesità, ma valori di Bmi bassi&#8221;.</p>
<p>Ora si cambia: &#8220;L&#8217;utilizzo dei farmaci &#8211; raccomandano gli esperti &#8211; dovrebbe essere considerato in pazienti con Bmi pari a 25 o maggiore, un rapporto vita-altezza superiore a 0,5 e la presenza di compromissioni o complicazioni mediche, funzionali o psicologiche, indipendentemente dai valori soglia attuali dell&#8217;indice di massa corporea&#8221;. Per gli autori dei nuovi criteri, &#8220;questa dichiarazione può anche essere vista come un appello alle aziende farmaceutiche e alle autorità regolatorie, ad adottare criteri di inclusione più aderenti alla stadiazione clinica dell&#8217;obesità e meno&#8221; legate &#8220;ai tradizionali cut-off di Bmi quando si progettano futuri studi clinici con farmaci per l&#8217;obesità&#8221;.  L&#8217;obiettivo dell&#8217;Easo è &#8220;avvicinare la gestione dell&#8217;obesità a quella di altre malattie croniche non trasmissibili&#8221;, per le quali si punta &#8220;non a risultati intermedi a breve termine, ma a benefici per la salute a lungo termine&#8221;. &#8220;Definire obiettivi terapeutici personalizzati a lungo termine&#8221;: questo, secondo gli specialisti, dovrebbe guidare &#8220;la discussione con i pazienti dall&#8217;inizio del trattamento, considerando lo stadio e la gravità della malattia, le opzioni terapeutiche disponibili e i possibili effetti collaterali e rischi concomitanti, le preferenze del paziente, i fattori individuali che determinano l&#8217;obesità e i possibili ostacoli al trattamento. Si sottolinea la necessità &#8211; concludono gli autori delle nuove indicazioni &#8211; di un piano di trattamento globale a lungo termine o per tutta la vita, piuttosto che di una riduzione del peso corporeo a breve termine&#8221;.  &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Stop in Calabria al certificato medico per gli alunni che rientrano a scuola dopo una malattia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/stop-in-calabria-al-certificato-medico-per-gli-alunni-che-rientrano-a-scuola-dopo-una-malattia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Nov 2023 15:26:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[alunni]]></category>
		<category><![CDATA[certificato]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[medico]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nessun certificato medico per l’alunno che rientra a scuola dopo una malattia. Sul Bollettino regionale della Calabria (n. 233 del 25 ottobre) e’ stata pubblicata la legge regionale di abolizione del certificato medico di rientro a scuola dell’alunno dopo malattia. E’ la conclusione di una battaglia che la FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) della Calabria [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nessun certificato medico per l’alunno che rientra a scuola dopo una malattia. Sul Bollettino regionale della Calabria (n. 233 del 25 ottobre) e’ stata pubblicata la legge regionale di abolizione del certificato medico di rientro a scuola dell’alunno dopo malattia. E’ la conclusione di una battaglia che la FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) della Calabria ha portato avanti da diversi anni. La Federazione ha ringraziato “la sensibilita’ di tutti i gruppi politici regionali che hanno condiviso le nostre motivazioni su una scelta di civilta’ utile a liberare le famiglie e i medici da un atto burocratico inutile e senza alcun senso. Un ringraziamento particolare va al Presidente della Regione on. Roberto Occhiuto ed ai capogruppo on. Comito (Forza Italia) e on. Lo Schiavo (Gruppo Misto) e alla Presidente della Commissione Affari Generali on. De Francesco che hanno seguito tutto l’iter della legge”. La Calabria, evidenzia la Fimp, e’ la prima regione del sud che abolisce questo certificato, cosa gia’ avvenuta da diversi anni in dodici regioni, tutte del centro-nord, e questo fa sicuramente onore a tutto il Consiglio Regionale attuale. Si trattava di un certificato previsto da una legge del 1967, ormai anacronistico in quanto oggi tutti i bambini vengono visitati dal pediatra di libera scelta che concorda con i genitori il periodo di cura e convalescenza.</p>
<p>Oggi sappiamo bene, inoltre, che la contagiosita’ delle varie malattie infettive comuni nell’infanzia e nell’adolescenza e’ maggiore nel periodo di incubazione (quando il bambino ancora va a scuola) e all’esordio della malattia, mentre si affievolisce progressivamente durante la fase acuta, per scomparire durante la convalescenza. L’esperienza nelle regioni che, ormai da diversi anni, hanno sostituito il certificato con l’autocertificazione della famiglia, dimostra che non si sono registrati focolai infettivi al rientro in classe.</p>
<p>In conseguenza della nuova legge regionale il certificato medico rimane solo per le malattie soggette a notifica al servizio di igiene pubblica dell’Asp e sono queste situazioni specifiche e limitate che hanno periodi di isolamento domiciliare stabiliti per legge. In tutti gli altri casi di assenza dell’alunno per malattia (cioe’ quasi tutti), la giustificazione diventa un atto amministrativo che deve essere regolato tra l’istituzione scolastica e la famiglia, senza caricare ulteriori incombenze sui medici gia’ oberati da altri e sempre maggiori fardelli burocratici che rubano tempo importante all’attivita’ assistenziale.</p>
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