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	<title>malato Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 12 Mar 2025 12:50:58 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Gioia Tauro, cane denutrito e malato salvato dai Carabinieri: denunciato il proprietario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2025 09:43:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un grave caso di maltrattamento di animali è stato scoperto dai Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, che hanno salvato un cane trovato in condizioni drammatiche in un’area privata adiacente a un’abitazione. L’animale, privo di microchip, era in evidente stato di malnutrizione, costretto a vivere tra rifiuti e sporcizia, senza alcuna fonte d’acqua né un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un grave caso di maltrattamento di animali è stato scoperto dai Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, che hanno salvato un cane trovato in condizioni drammatiche in un’area privata adiacente a un’abitazione. L’animale, privo di microchip, era in evidente stato di malnutrizione, costretto a vivere tra rifiuti e sporcizia, senza alcuna fonte d’acqua né un riparo adeguato.</p>
<p>Il cane, affetto da leishmaniosi non curata, si trovava in una sofferenza fisica estrema, con segni di deperimento e malattia. L’intervento dei militari è stato decisivo per sottrarre l’animale a una condizione di degrado che lo stava portando al limite delle sue forze. Dopo il recupero, il cane è stato immediatamente affidato ai servizi veterinari competenti per le necessarie cure.</p>
<p>Il proprietario dell’animale, un uomo di 36 anni originario della zona, è stato denunciato per il reato di maltrattamento di animali. L’episodio sottolinea l’importanza dei controlli da parte delle forze dell’ordine per prevenire e reprimere situazioni di abuso nei confronti degli animali. L’azione dei Carabinieri di Gioia Tauro conferma l’impegno dell’Arma dei Carabinieri nella lotta contro il maltrattamento degli animali e nella tutela del loro benessere. </p>
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		<title>VIDEO-Per la prima volta in Calabria intervento chirurgico innovativo per malati oncologici</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-per-la-prima-volta-in-calabria-intervento-chirurgico-innovativo-per-malati-oncologici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 11:21:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 480px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-289756-1" width="480" height="848" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/Video-Intervento-PIPAC-Lamezia.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/Video-Intervento-PIPAC-Lamezia.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/Video-Intervento-PIPAC-Lamezia.mp4</a></video></div>
<p>Si chiama PIPAC, chemioterapia intra-peritoneale a flusso d&#8217;aria pressurizzata, la procedura chirurgica eseguita oggi, per la prima volta in Calabria, all’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. Il delicato intervento è stato effettuato all’interno del blocco operatorio in anestesia generale da un&#8217;equipe multidisciplinare condotta dal dottore Manfredo Tedesco, direttore della struttura complessa di Chirurgia Generale e capo Dipartimento dell’area Chirurgica, coadiuvato da due giovani chirurghi la dottoressa Denise Gambardella e il dottore Ettore Caruso, e dall’equipe anestesiologica diretta dalla dottoressa Anna Monardo; l’intervento, eseguito con tecnica chirurgica mini invasiva, ha richiesto anche il supporto della strumentista addetta a queste procedure particolari, Margherita Gottardo. A giovarsi di questa procedura innovativa una paziente affetta da carcinosi peritoneale con versamento ascitico addominale derivante da neoplasia uterina; è prevista una breve degenza postoperatoria ed è attesa una completa remissione del versamento addominale, con un sostanziale miglioramento delle condizioni generali associato al miglioramento della qualità di vita. La procedura, in pratica una somministrazione locale di farmaci chemioterapici, può essere ripetuta a distanza di 6-8 settimane, fino anche a sei cicli, in base ai risultati e al tipo di tumore.</p>
<p>“La PIPAC rappresenta uno dei trattamenti loco-regionali di più recente istituzione &#8211; ha spiegato il dott. Manfredo Tedesco &#8211; fino ad oggi bisognava andare fuori regione per essere sottoposti a tale intervento. Si tratta di una procedura ottimamente tollerata dal paziente, in quanto eseguita con approccio mini-invasivo, e con un ridotto assorbimento del chemioterapico che viene somministrato ad alta pressione nella cavità peritoneale. Ciò consente un&#8217;elevata diffusione e penetrazione nel peritoneo, con una rapida ripresa post-operatoria ed effetti collaterali limitati o nulli, tanto che il paziente può riprendere i trattamenti per via sistemica dopo pochi giorni dall’intervento”. “Lo scopo di queste procedure – evidenzia la dott.ssa Pina Molinaro, direttore dell&#8217;Unità operativa di Oncologia del “Giovanni Paolo II” facente parte dell’equipe operatoria &#8211; è attualmente quello di trattare l’ascite neoplastica o la carcinosi peritoneale molto avanzata. Tuttavia stanno emergendo evidenze che orientano verso una possibile applicazione per ridurre la malattia peritoneale e portarla ad uno stadio di operabilità, o addirittura di utilizzarla come trattamento profilattico nei casi ad elevato rischio di recidiva nel peritoneo”. La combinazione dei farmaci utilizzati per queste procedure è effettuata direttamente dalla Farmacia ospedaliera diretta dal dottor Aloe che spiega: “Il medicinale chemioterapico somministrato per via intra-peritoneale a flusso d&#8217;aria pressurizzata viene allestito adeguando i protocolli di terapia ai dati antropometrici dei pazienti e sulla scorta della gravità della malattia e del performance status del paziente. E’ un lavoro multidisciplinare tra noi farmacisti e il medico specialista che ha in carico la persona; insieme validiamo il protocollo specifico più adeguato per una precisa situazione anatomo-clinica, che poi verrà somministrato durante l’intervento”.</p>
<p>“I farmaci utilizzati per la somministrazione di farmaci nebulizzati ad alta pressione &#8211; afferma la dottoressa Micaela Scalese – sono quelli correntemente utilizzati nei protocolli delle chemioterapie somministrate per endovena. La peculiarità della procedura risiede nella veicolazione dei medesimi farmaci direttamente nel peritoneo in forma nebulizzata. La ridotta dimensione particellare consente al farmaco di diffondere in profondità nel peritoneo, di rimanere in situ per un tempo tale da determinare una riduzione della carcinosi peritoneale, con un conseguente miglioramento della qualità e delle aspettative di vita dei pazienti”. Con l’introduzione della metodica PIPAC, la Chirurgia dell’Ospedale lametino arricchisce ulteriormente le sue connotazioni di presidio baricentrico e di riferimento per il cancro gastrico, rappresentando sempre di più il luogo di cura ideale per il trattamento della neoplasia gastrica e delle patologie neoplastiche con coinvolgimento del peritoneo. Questa connotazione è destinata ad accentuarsi con l’acquisizione di altre tecnologie innovative prevista nel prossimo anno, che vedrà la chirurgia lametina potenziata da altri 8 chirurghi grazie al concorso in fase di espletamento e al quale partecipano 34 candidati. Competenza, tecnologia e innovazione generano quindi attrattività.</p>
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		<title>Malato oncologico scrive ad Occhiuto: &#8220;La sanità in Calabria non è uguale per tutti&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/malato-oncologico-scrive-ad-occhiuto-la-sanita-in-calabria-non-e-uguale-per-tutti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Dec 2024 13:36:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sono davvero felicissimo aver saputo dalla sua stessa viva voce che il governatore della nostra Calabria, Roberto Occhiuto, stia bene e sia già in fase di riabilitazione dopo aver subito il delicato intervento di sostituzione della valvola mitralica. Altresì insieme alla mia gioia esprimo anche la mia piena solidarietà per i beceri commenti che sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Sono davvero felicissimo aver saputo dalla sua stessa viva voce che il governatore della nostra Calabria, Roberto Occhiuto, stia bene e sia già in fase di riabilitazione dopo aver subito il delicato intervento di sostituzione della valvola mitralica. Altresì insieme alla mia gioia esprimo anche la mia piena solidarietà per i beceri commenti che sono stati fatti sui social nei quali si augurava la morte del nostro governatore, un qualcosa di veramente inumano che deve essere condannato senza se e senza ma. Al tempo stesso, ed ora che le cose sembrano per grazia di Dio andare bene per Occhiuto, ci tenevo a dire al caro governatore che parlare in Calabria di sanità uguale per tutti, pontificando anche su questo, è veramente triste e sa di presa per i fondelli nei confronti della nostra popolazione soprattutto alla luce del fatto che, proprio per l&#8217;intervento al nostro presidente, lo stesso si sia avvalso anche dell&#8217;assistenza di un suo cardio-chirurgo di fiducia, famoso per la sua bravura in questi tipi di intervento. Stando anche al tipo di intervento a cui è stato sottoposto il presidente Occhiuto abbastanza particolare e diverso rispetto a come si opera  per tali casi qui in Calabria, affonda la mia più grande perplessità rispetto ai luoghi artificiosi e comuni che gli esponenti della politica adoperano quando si parla di sanità calabrese.</p>
<p>Premettendo che come ha ben risposto anche la stessa azienda Dulbecco riguardo al fatto che è perfettamente lecito avvalersi della collaborazione di professionisti medici per determinati tipi di interventi, ciò non va a ledere alcuna legge o regola, però ci sta l&#8217;aspetto di una violazione della solidarietà morale sul piano sociale che verrebbe lesa, questa si, a noi calabresi quando sentiamo e leggiamo simili trattamenti di favore che a noi comuni mortali, non sarebbe mai concesso. Dichiaro ciò in veste di malato oncologico calabrese che ha preferito curarsi qui in Calabria, nella mia città di Lamezia Terme, in uno splendido reparto come quello di Oncologia dell&#8217;ospedale &#8216;Giovanni Paolo II&#8217; di Lamezia Terme dove un anno fa mi fu salvata la vita. E su questo stesso reparto ho pregato più volte attraverso i canali pubblici di informazione, al presidente Occhiuto, nel suo ruolo di commissario ad acta della sanità in Calabria, di prestare la massima attenzione e di potenziarlo, visto le carenze e le difficoltà con cui personale medico, Infermieristico ed Oss, sono costretti a lavorare e fare i conti quotidianamente.</p>
<p>Mi spiace presidente Occhiuto ma non funziona cosi, non è questo il modo di parlare e presentare in maniera ipocrita la faccia di una sanità buona e nazional-popolare che nei fatti non esiste e che non è accessibile per tutti noi calabresi allo stesso modo di come è accessibile a personalità importanti come lei, che ha avuto il potere di farsi curare nella stessa struttura pubblica in un modo diverso rispetto al resto del suo popolo che amministra. La sanità non può essere nè terreno di scontro politico e né tantomeno cavallo di battaglia per propagande politiche. Qui presidente Occhiuto ci stanno pazienti che lottano ogni giorno per sopravvivere, affetti da varie patologie e vorrebbero una sanità uguale e che funzioni a menadito per tutti. Auguri per il suo futuro e la sua salute caro presidente, questo glielo dico di vero cuore essendo io un malato che versa in una situazione molto delicata ma che non si arrende e vuole continuare a curarsi in Calabria&#8221;. </em><br />
<strong>Igor Colombo</strong></p>
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		<item>
		<title>Cuore malato uccide una donna ogni 5 minuti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cuore-malato-uccide-una-donna-ogni-5-minuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2024 11:01:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; In Italia l&#8217;infarto o altre malattie del cuore stroncano 124mila donne all&#8217;anno: una ogni 5 minuti. Ma &#8220;il 20% di queste morti&#8221;, circa 25mila, &#8220;possono essere evitate con la prevenzione&#8221;. Parola di Daniela Trabattoni, direttore dell&#8217;Unità di Cardiologia invasiva del Centro cardiologico Monzino di Milano e responsabile di Monzino Women, il primo centro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; In Italia l&#8217;infarto o altre malattie del cuore stroncano 124mila donne all&#8217;anno: una ogni 5 minuti. Ma &#8220;il 20% di queste morti&#8221;, circa 25mila, &#8220;possono essere evitate con la prevenzione&#8221;. Parola di Daniela Trabattoni, direttore dell&#8217;Unità di Cardiologia invasiva del Centro cardiologico Monzino di Milano e responsabile di Monzino Women, il primo centro clinico italiano dedicato al cuore delle donne. L&#8217;Irccs meneghino il 2 febbraio si vestirà di rosso per celebrare il Wear Red Day, la Giornata per la consapevolezza sulla salute del cuore femminile, ideata e lanciata a livello internazionale dall&#8217;American Heart Association. Gli Usa sono stati infatti i primi a rendersi conto che le malattie di cuore sono la prima causa di decesso al femminile e che le donne sono più esposte degli uomini al rischio di patologie cardiache, ricordano dal Monzino.</p>
<p>Da qui l&#8217;appello degli esperti: &#8220;E&#8217; fondamentale &#8211; afferma Trabattoni &#8211; che le donne imparino a fare prevenzione quando stanno bene. Tutte dai 35 ai 60 anni dovrebbero sottoporsi agli esami che oggi sono in grado di scoprire eventuali malattie al loro esordio, ma anche fattori di rischio sconosciuti che, se tenuti sotto sorveglianza, aiutano a mantenere nel tempo una perfetta salute di cuore e vasi. Pensare con consapevolezza alla salute del cuore &#8211; evidenzia la specialista &#8211; aiuta anche ad adottare gli stili di vita corretti che ormai sono noti, ma ancora purtroppo non profondamente radicati nella popolazione femminile: controllo del peso attraverso un&#8217;alimentazione sana e un buon livello di attività fisica, no al fumo in ogni forma. Ricordiamo che le fumatrici, rispetto ai fumatori, hanno una probabilità fino a 5 volte superiore di sviluppare danni alle arterie e di andare incontro a malattie cardiovascolari. Inoltre, perfino nelle ragazze il tabacco può indurre lo sviluppo precoce dell&#8217;aterosclerosi. L&#8217;ideale è non iniziare mai, ma smettere è comunque sempre un toccasana: gli ultimi studi confermano che chiudere con il fumo prima dei 40 anni significa guadagnare in media 10 anni di vita in buona salute&#8221;.</p>
<p>Al Monzino Women, riferisce Trabattoni, &#8220;in 6 anni di attività abbiamo accolto circa 3mila donne e nel 20% abbiamo identificato fattori di rischio cardiovascolari. Il 5% era meritevole di ricovero immediato, mentre nei restanti casi abbiamo dato indicazioni o farmaci che hanno prevenuto eventi maggiori. Da segnalare anche che circa il 27% delle donne che hanno avuto accesso a Monzino Women hanno mostrato sintomi di depressione, il 36% un alto livello di ansia e quasi il 69% un livello di stress da moderato ad alto. La depressione è un serio fattore di rischio cardiovascolare: non trascuriamo mai la mente delle donne&#8221;, esorta l&#8217;esperta.  &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<item>
		<title>Senza auto e con figlio malato: mamma chiede ad Asp Cosenza assegnarle pediatra vicino</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/senza-auto-e-con-figlio-malato-mamma-chiede-ad-asp-cosenza-assegnarle-pediatra-vicino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 May 2021 15:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Asp]]></category>
		<category><![CDATA[bambino]]></category>
		<category><![CDATA[malato]]></category>
		<category><![CDATA[pediatra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da mesi chiede all&#8217;Asp di Cosenza di poter avere un pediatra nel comune di residenza perché il figlio di 5 anni è affetto da laringomalacia e lei non ha l&#8217;auto. Succede a Taverna di Montalto Uffugo ed è la storia di una madre, divorziata con tre figli, di cui il più piccolo malato, alla quale [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da mesi chiede all&#8217;Asp di Cosenza di poter avere un pediatra nel comune di residenza perché il figlio di 5 anni è affetto da laringomalacia e lei non ha l&#8217;auto. Succede a Taverna di Montalto Uffugo ed è la storia di una madre, divorziata con tre figli, di cui il più piccolo malato, alla quale l&#8217;Asp ha affidato il pediatra a Bisignano, comune a 15 chilometri di distanza.</p>
<p>Il piccolo qualche giorno fa, giocando a pallone nel cortile sotto casa, è stato poco bene e la mamma ha immediatamente chiamato il pediatra. Il medico, pur sapendo che la donna non poteva raggiungere lo studio, si è rifiutato di andare a visitare il piccolo a domicilio e chiesto alla donna, qualora avesse trovato un modo per arrivare in ambulatorio, di effettuare prima un tampone anticovid al piccolo. Con difficoltà e chiedendo aiuto ai vicini la madre è riuscita a far visitare il bimbo, ma da un altro medico a pagamento, fisicamente più vicino. La donna ha chiesto ripetutamente all&#8217;Asp di affidarle un pediatra a Taverna, ma la risposta è sempre la stessa &#8220;i pediatri hanno tutti raggiunto il numero di assistiti possibili&#8221;. </p>
<p>&#8220;Sono andata anche dai carabinieri &#8211; ha raccontato la donna &#8211; ma mi hanno risposto che erano troppo impegnati per occuparsi di queste cose. Allora sono andata dal parroco a chiedere aiuto, non so più cosa fare. Non chiedo soldi, solo che mi venga assegnato un medico qui vicino, ma all&#8217;Asp fanno spallucce e mi dicono sempre che i pediatri sono pieni e se proprio ho bisogno mi devo cercare un &#8216;santo in paradiso&#8217; che possa risolvere il mio problema. Qui, però, si tratta di un diritto e onestamente per il bene di mio figlio se avessi conoscenze le userei, ma non conosco nessuno e se mio figlio sta male sono costretta a chiedere ai vicini di accompagnarmi in ospedale o dal medico&#8221;. </p>
<p>(<em>Ansa</em><em>)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lamezia, Associazioni: la salute e l&#8217;ospedale non sono merce di scambio politico</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-associazioni-la-salute-e-lospedale-non-sono-merce-di-scambio-politico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2020 09:07:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[LameziaTerme]]></category>
		<category><![CDATA[malato]]></category>
		<category><![CDATA[merce scambio]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Riceviamo e pubblichiamo: &#8220;Cosa deve fare un malato a Lamezia Terme? Lo spiegassero a chi non riesce ad avere un piano terapeutico rinnovato, una visita spesso salva vita o un esame, tutto rinviato da mesi. A dover spiegare però non sono i medici ma la politica e chi amministra per conto di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-associazioni-la-salute-e-lospedale-non-sono-merce-di-scambio-politico/">Lamezia, Associazioni: la salute e l&#8217;ospedale non sono merce di scambio politico</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Riceviamo e pubblichiamo:<br />
&#8220;Cosa deve fare un malato a Lamezia Terme? Lo spiegassero a chi non riesce ad avere un piano terapeutico rinnovato, una visita spesso salva vita o un esame, tutto rinviato da mesi. A dover spiegare però non sono i medici ma la politica e chi amministra per conto di essa. Riaprire l&#8217;OBI o dare la possibilità ad una struttura simile di dare le risposte in termini di tempo, di sicurezza, di affidabilità e di salvaguardia del paziente, così come faceva l&#8217;OBI. Ora che c&#8217;è anche il precovid, riattivate e recuperate l&#8217;eccellenza gli specialisti infettivologi che abbiamo e che sono molto preparati e riaprite MALATTIE INFETTIVE, anche con un&#8217;influenza abbiamo problemi ad andare in ospedale. E che pensate di fare con MICROBIOLOGIA che può fare 140 tamponi al giorno oltre agli altri esami fondamentali anche in casi gravi e lavora a ranghi ridottissimi? Invece, continuate a mandare a Catanzaro senza motivo, con spreco di forze e soldi. Gli ambulatori non riescono a dare risposte adeguate, a volte alcuni medici non hanno un infermiere che li coadiuvi e non sanno come ricevere il malato. Alcuni ambulatori non hanno mai riaperto e non per problemi Covid, ma per l&#8217;incredibile e ingiustificata carenza di personale.   </p>
<p>Riorganizzate l&#8217;ospedale e la medicina del territorio, mandate il personale che serve e riorganizzate in maniera tale che i medici possano lavorare in equipe come già succede in tanti altri ospedale o aziende sanitarie. Una PRESA IN CARICO, per esempio, serve per tutelare i malati, per evitare che continuino a peregrinare e ad elemosinare la cura. L&#8217;ospedale di Lamezia Terme, l&#8217;ASP di Catanzaro della quale fa parte, non sono oggetto di scambio politico. Questo è quanto chiediamo di sostenere al sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro. A tutta la sua Giunta, al presidente del consiglio comunale, Pino Zaffina, alle commissioni consiliari competenti e non, all&#8217;assessore comunale alla salute, Gianfranco Luzzo, ai due parlamentari d&#8217;Ippolito e Furgiuele, all&#8217;assessore Talarico, al consigliere regionale Raso e ai partiti che nel lametino pensano di essere maggioranza e opposizione, mentre in realtà non fanno altro che proporre discussioni fuori tempo e inutili. Forse è vostra responsabilità quanto sta accadendo in questo territorio in merito alla mancata possibilità da parte dei cittadini di potersi curare e a volte salvare la vita? Cosa state aspettando per portare il generale Cotticelli e la presidente Santelli a Lamezia perché possano confrontarsi con questo territorio, che in materia di salute è devastato anche dalle loro scelte? Date l&#8217;opportunità alla terna commissariale che guida questa ASP di poter chiedere alla Regione quanto realmente spetta al lemetino, senza che arrivino le briciole delle briciole. Come è possibile che tutti i malati si stanno spostando su Catanzaro per la visita o l&#8217;esame più semplice o voi attendete per mesi una risposta dalla Regione? Quello che vi si chiede è di essere ciò che avete promesso chiedendo il consenso degli elettori di questo territorio, cioè a favore di una rinascita dei diritti di chi qui vive. Non esiste nemmeno un coinvolgimento unitario, da parte vostra, nei confronti dei sindaci che dovrebbero tutelare le loro popolazioni dalla mancanza di un ospedale funzionante per come dovrebbe. Ma badate bene non si chiede nuove costruzioni o smantellamenti, si chiede solo una organizzazione capace di dare risposte ai malati. Se parlate di progetti e costruzioni future che per ora sono solo voli pindarici, è l&#8217;ennesimo esempio di come state perdendo. Ma riuscite ad avere sonni tranquilli mentre Catanzaro ha una politica che sale in cattedra, vi annulla e fa il bene del proprio territorio come è giusto che sia? Basterebbe così poco perché le persone potessero continuare a curarsi a non penare per una visita, per un esame e per non doversi sentir dire è chiuso, dobbiamo chiamare Catanzaro, dovete prenotare in un altro posto o da un privato, dovete andare altrove, non abbiamo la possibilità di farlo etc.  Chi legge questo nostro comunicato deve credere che è diventato molto difficile per noi incontrare quotidianamente persone che hanno grandi difficoltà a far valere il loro diritto alla cura. E&#8217; mortificante e, in alcuni casi, molto doloroso, perché si ascoltano storie di malati e di famiglie che li assistono, alle quali viene negato semplicemente il diritto di potersi curare. In Italia questo non dovrebbe essere permesso da nessuna politica, anche la peggiore &#8216;casta&#8217; politica dovrebbe tenere presente che davanti alla sofferenza di chi è malato si deve agire senza riserve per dare ogni possibilità. La politica in Calabria è immune anche dai rimorsi di coscienza?&#8221;</p>
<p><em>Nadia Donato<br />
SenzaNodi<br />
Felice Lentidoro<br />
Cittadinanza Attiva –Tribunale del Malato </em></p>
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