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	<title>Lombardia Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 24 Nov 2025 14:39:10 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Ponte Stretto, Salvini: “La Lombardia è la Regione con più imprese coinvolte”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ponte-stretto-salvini-la-lombardia-e-la-regione-con-piu-imprese-coinvolte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 14:39:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La Regione italiana con più imprese coinvolte nella costruzione del Ponte sullo Stretto è la Lombardia, la più industrializzata d’Italia”. Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini intervenendo all’evento “Italia Direzione Nord”. Secondo Salvini, sarà proprio la Lombardia a registrare le maggiori ricadute economiche legate alla grande opera: “Sarà la Regione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“La Regione italiana con più imprese coinvolte nella costruzione del Ponte sullo Stretto è la Lombardia, la più industrializzata d’Italia”. Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini intervenendo all’evento “Italia Direzione Nord”.</p>
<p>Secondo Salvini, sarà proprio la Lombardia a registrare le maggiori ricadute economiche legate alla grande opera: “Sarà la Regione che ne beneficerà di più”, ha aggiunto, sottolineando il ruolo chiave del tessuto produttivo lombardo nel progetto.</p>
<p>Salvini ha confermato anche che “questa settimana la Corte dei Conti depositerà le motivazioni che hanno portato a negare la registrazione dell&#8217;atto”, spiegando che solo dopo la lettura del documento il Governo potrà “fare tutte le nostre riflessioni”. </p>
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		<title>Narcotraffico internazionale di droga dal Sudamerica:15 arresti tra cosche Calabria e Lombardia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/narcotraffico-internazionale-di-droga-dal-sudamerica15-arresti-tra-cosche-calabria-e-lombardia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 12:42:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale Milano e del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza, su delega della Procura Distrettuale antimafia, hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali nei confronti di 15 indagati (12 in carcere e 3 ai domiciliari) appartenenti ad un’associazione criminale armata composta da soggetti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale Milano e del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza, su delega della Procura Distrettuale antimafia, hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali nei confronti di 15 indagati (<strong>12 in carcere e 3 ai domiciliari</strong>) appartenenti ad un’associazione criminale armata composta da soggetti intranei alla <strong>‘ndrangheta della locride</strong> che a vario titolo hanno diretto, finanziato e organizzato un traffico internazionale di sostanze stupefacenti dal Sudamerica. L’attività investigativa ha permesso di individuare una fitta rete criminale operante tra la Lombardia e la Calabria che, utilizzando sofisticati apparati di messaggistica criptata e sfruttando diretti contatti con appartenenti alle consorterie criminali campane e albanesi, ha movimentato, in poco più di 12 mesi, volumi di cocaina per un controvalore di oltre 18 milioni di euro.</p>
<p>Dalle indagini sono emersi collegamenti tra gli indagati e organizzazioni criminali, anche di matrice albanese, con ramificazioni in Nord Europa e Sud America, in grado di importare consistenti quantità di droga da distribuire nelle principali piazze di spaccio della Lombardia, per poi reimpiegare i proventi illeciti in ambito internazionale. L’operazione, inoltre, ha permesso di rilevare l’esistenza di un saldo rapporto tra rappresentanti delle ‘ndrine “<strong>Papalia-Carciuto</strong>”, “<strong>Marando-Trimboli</strong>” e “<strong>Barbaro ‘U Castanu</strong>” e un gruppo criminale di matrice camorristica, satellite del dan <strong>“Di Lauro” di Napoli</strong>. Le investigazioni hanno evidenziato la trasversalità degli interessi dei singoli terminali operativi del sodalizio. Ogni componente del gruppo, sia che rivesta la qualifica di organizzatore che di partecipe, ricopre allo stesso tempo un ruolo di fondamentale importanza in altre consorterie ovvero nel campo del narcotraffico di elevato spessore. In particolare, il contributo associativo di ognuno va oltre il classico sinallagma contrattuale: infatti è stato rilevato come entrambe le parti in gioco (organizzatori e stabili acquirenti), siano state portavoce di autonome organizzazioni dedite al traffico di cocaina, pur consapevoli di essere parte dell’odierna struttura criminale. L’indagine ha inoltre cristallizzato la fondamentale importanza di ogni singolo membro dell’organizzazione che, con il proprio contributo qualificato messo a disposizione del gruppo associativo, ha permesso di aumentare a dismisura la quantità di stupefacente trattato. Ciò anche in ragione della caratura criminale dei componenti, tutti legati ad ambienti di criminalità organizzata, diversi dei quali già attinti da misure cautelari personali in materia di narcotraffico.</p>
<p>Determinante per la riuscita dell’indagine è stata l’acquisizione, tramite il canale Europol e attraverso Ordine Europeo d’Indagine, di numerose conversazioni minuziosamente decodificate ed analizzate su dispositivi criptati di ultima generazione, utilizzati dagli indagati per pianificare le importazioni dall’estero di stupefacente ed il loro pagamento tramite il sistema di compensazione/trasferimento informale di valore noto come <strong>&#8220;fei ch ‘ien&#8221;.</strong> Perquisizioni sono state effettuate nella provincia di Milano, Pavia e <strong>Reggio Calabria</strong> con l’ausilio di unità cinofile cashdog e antidroga.</p>
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		<title>Ponte Stretto, Salvini: apertura nel 2032-2033. Lombardia prima regione per imprese coinvolte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2025 16:58:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Ponte Stretto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Non è un punto di arrivo ma di partenza che arriva dopo due anni e mezzo di lavoro costante e qualche centinaio di riunioni. È un’opera che non ha precedenti al mondo, un unicum, quindi aver investito qualche mese in più per il monitoraggio ambientale e per passaggi fra ministeri, Europa ed enti locali…si procede [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Non è un punto di arrivo ma di partenza che arriva dopo due anni e mezzo di lavoro costante e qualche centinaio di riunioni. È un’opera che non ha precedenti al mondo, un unicum, quindi aver investito qualche mese in più per il monitoraggio ambientale e per passaggi fra ministeri, Europa ed enti locali…si procede con buonsenso e rispettando tutto quello che la tecnica prevede. Se si parte come si parte, l’obiettivo dell’attraversamento fra 2032 e 2033 è quello che i tecnici prevedono&#8221; Lo ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo l’approvazione del progetto del Ponte sullo Stretto da parte del Cipess.</p>
<p>“Ora ci vorrà la bollinatura della Corte dei Conti, ma tra settembre e ottobre conto di partire con i cantieri, lavori ed espropri. Gli espropriati avranno un surplus rispetto a quelli dell’alta velocità in altri territori. Ci sarà la metropolitana dello Stretto. Tre fermate di metropolitana sul fronte messinese che collegheranno i passeggeri. Tecnicamente è un progetto affascinante. La prima regione per coinvolgimento di aziende sarà la Lombardia”.<br />
“Sui territori cambia tutto, un esempio sarà la metropolitana dello Stretto: il manufatto ponte è meno della metà del costo complessivo di quello che è un restyling totale del fronte messinese e reggino. Ci saranno tre fermate di metropolitana sul fronte messinese che collegheranno tutti i giorni 365 giorni all’anno studenti, pendolari, lavoratori, ingegneri e turisti in metropolitana da una sponda all’altra”.<br />
“Il fronte del contrasto alle infiltrazioni mafiose sarà fondamentale. Sarà una nostra ragion d’essere. Si adotteranno con il Viminale tutti i protocolli già adottati con Expo e altri grandi eventi. Non fare il ponte perchè in Sicilia e in Calabria c’è la mafia allora non facciamo più niente”.</p>
<p>“Ovviamente conto che la formazione professionale e l’acquisizione di personale sia a partire da Sicilia e Calabria, che sono due tra le regioni con il più alto tasso di disoccupazione giovanile a livello continentale. Oggi un ingegnere che si forma in Sicilia e Calabria può scegliere dove emigrare, se in Italia o all’estero. Qua accadrà l’esatto contrario. Faccio un esempio: il project manager che è una società americana porterà 200 ingegneri in Italia, questa sarà una riattrazione di cervelli e di professionalità, dalla manovalanza alle altissime professionalità”, ha aggiunto Salvini.</p>
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		<title>VIDEO-Spaccio di stupefacenti, operazione in varie Regioni: arresti e sequestri anche in Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2025 12:37:05 +0000</pubDate>
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<p>Il G.I.P. del Tribunale di Trani, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica di Trani, ha adottato un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 14 indagati disponendo che sei di essi siano sottoposti alla misura della custodia cautelare in carcere e otto alla misura degli arresti domiciliari, avendo riconosciuto gravi indizi di colpevolezza a loro carico in quanto dediti allo spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti. I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, coadiuvati dal Nucleo Cinofili di Modugno, dal 6° Nucleo Elicotteri di Bari, dallo Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia”, dal personale delle Sezioni di Intervento Operativo dell’11° Reggimento Puglia, nonché con il supporto dei reparti competenti per territorio, hanno eseguito questa mattina, su delega della Procura di Trani, l’ordinanza cautelare. Secondo l’impostazione del Pubblico Ministero accolta dal Gip, le indagini, dirette e coordinate dalla Procura della Repubblica di Trani e condotte nel periodo da marzo 2023 a gennaio 2024 dalla Sezione Operativa della Compagnia di Molfetta, mediante servizi di osservazione controllo e pedinamento, perquisizioni e sequestri, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza in merito alle attività illecite poste in essere dagli indagati nella vendita della droga commissionata anche da consumatori provenienti dai Comuni limitrofi.</p>
<p>Le indagini traggono origine da una preliminare attività di monitoraggio eseguita dalla Polizia Locale di Molfetta, all’esito della quale i successivi approfondimenti investigativi, demandati dalla Procura di Trani alla Compagnia Carabinieri di Molfetta ed effettuati mediante tecniche di intercettazione e numerosi servizi di osservazione e pedinamento nelle aree interessate dagli eventi criminosi, permettevano di riscontrare una cospicua presenza di soggetti consumatori di droghe di ogni genere ed in particolare cocaina, hashish e marijuana. Le cessioni avvenivano principalmente in prossimità di zone altamente frequentate, come la stazione ferroviaria, il centro storico, la villa comunale, nonché nelle vicinanze di esercizi commerciali. Attraverso l’ulteriore azione investigativa è stato possibile accertare (in ottica indiziaria) la presenza sul territorio di numerosi soggetti che, in concorso tra loro, avevano posto in essere una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti, reperendo la droga da fornitori provenienti dal Comune di Bari. </p>
<p>La droga richiesta e poi ceduta, veniva chiamata con nomi convenzionali ed è stato possibile altresì documentare come l’attività di spaccio si svolgesse in forma “itinerante”, con una vera e propria “pubblicità” dello stupefacente tramite applicazioni di messaggistica istantanea. Gli acquirenti venivano informati del “menu” disponibile e del prezzario al grammo delle dosi in base al tipo di droga, concordando la consegna in luoghi prestabiliti. Il quadro indiziario raccolto nel corso delle indagini è stato posto a fondamento della richiesta cautelare avanzata dalla Procura della Repubblica di Trani, accolta dal Giudice.</p>
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		<title>VIDEO-Maxi-operazione anti-droga fra Lombardia, Sicilia e Calabria: 12 arresti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-maxi-operazione-anti-droga-fra-lombardia-sicilia-calabria-12-arresti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 14:16:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Traffico internazionale di stupefacenti: 12 ordinanze di custodia cautelare, 17 decreti di fermo. La Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri, coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano — Direzione Distrettuale Antimafia, hanno dato esito a una maxi operazione a carico di numerosi soggetti residenti in Lombardia, Sicilia e Calabria, indagati — a vario titolo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-300531-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Polizia-arresti.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Polizia-arresti.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Polizia-arresti.mp4</a></video></div>
<p>Traffico internazionale di stupefacenti: 12 ordinanze di custodia cautelare, 17 decreti di fermo. La Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri, coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano — Direzione Distrettuale Antimafia, hanno dato esito a una maxi operazione a carico di numerosi soggetti residenti in Lombardia, Sicilia e Calabria, indagati — a vario titolo — per associazione per delinquere.<br />
<strong>I reati contestati</strong><br />
Si va dal traffico di sostanze stupefacenti, porto abusivo di armi da sparo, anche da guerra, usura, ricettazione, favoreggiamento personale, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, emissione di fatture per operazioni inesistenti, associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati di natura fiscale quali intestazioni fittizie di beni immobili e quote societarie, riciclaggio, autoriciclaggio, reimpiego dei profitti dei predetti reati presupposto attraverso la costituzione e gestione di numerose società.<br />
<strong>Le indagini</strong><br />
L’operazione scaturisce da due articolate attività d’indagine condotte tra il 2021 e il 2023, che hanno consentito di disvelare l’esistenza di quattro gruppi criminali convergenti, operanti nell’ambito del narcotraffico internazionale.<br />
La prima attività, condotta dagli investigatori della Polizia di Stato &#8211; Squadra Mobile di Lecco e di Como ha consentito di disvelare le dinamiche interne e le attività illecite di due distinti sodalizi criminali, operanti nella provincia lariana e nel territorio milanese, dediti all’importazione e al traffico sul territorio lombardo di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.</p>
<p><strong>Dalla Spagna</strong><br />
Il volume del traffico ammontava ad una tonnellata di droga al mese, destinata a rifornire le principali piazze di spaccio di tutto il territorio nazionale. L’attività svolta dalla Polizia di Stato — Squadra Mobile di Lecco ha consentito di accertare l’esistenza di una fitta rete di spaccio di sostanza stupefacente a carattere transnazionale gestita da diversi soggetti, per la maggior parte di origine italiana, con base nel territorio milanese, che riuscivano a importare, principalmente dall’estero e in particolare dalla Spagna, ingenti quantità di droga nel territorio nazionale, destinate a rifornire le principali piazze di spaccio della Lombardia ma anche della Sicilia e della Calabria.<br />
<strong>A Como</strong><br />
Nel corso dell’attività investigativa, inoltre, è stato sviluppato un autonomo filone investigativo, condotto dagli operatori della Polizia di Stato &#8211; Squadra Mobile di Como, incentrato specificamente sulla provincia lariana ove è stata certificata la presenza di Questura di Como un’ulteriore associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di marijuana e hashish.<br />
Il sodalizio, composto da soggetti italiani, acquistava le sostanze dall’organizzazione stanziata nel territorio milanese, per poi rifornire spacciatori e consumatori della provincia di Como e dell’alto Lario.</p>
<p><strong>Il clan</strong><br />
La seconda attività investigativa, avviata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano, su rogatoria internazionale con le autorità peruviane, nell’ottobre 2021, a seguito dell’arresto in flagranza &#8211; a Lima &#8211; dì un cittadino peruviano in partenza per Milano, sorpreso mentre trasportava oltre 2 chili di cocaina consentiva di delineare un’associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, capeggiata da un soggetto italiano, espressione del clan Mancuso di Limbadi, il quale reinvestiva i proventi illeciti in altre attività apparentemente lecite.<br />
Lo stesso, infatti, era anche a capo di un’ulteriore associazione per delinquere dedita alla commissione di reati finanziari quali riciclaggio, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, operante nelle province di Milano, Monza e Brianza e Vibo Valentia.<br />
<strong>Gli spacciatori</strong><br />
In particolare, l’attività investigativa, sviluppata con un articolato impianto di attività tecniche e tradizionali, nonché con l’acquisizione dei dati estrapolati dalle chat criptate della piattaforma SkyECC, ha consentito di riscontrare che il sistema di importazione e cessione di cocaina alimentava quotidianamente una fitta rete di spaccio di droga sul territorio milanese, per la maggior parte costituita da “batterie” di spacciatori di origine italiana, dediti alla distribuzione dei narcotici nell’ area metropolitana di Milano, in particolare la zona di Piazza Prealpi, Cimitero Maggiore e nella provincia di Monza e Brianza.<br />
<strong>Nord Europa</strong><br />
Entrambe le attività investigative hanno consentito di ricostruire numerosi episodi di importazione dalla Spagna, dal Belgio e dall’Olanda, di detenzione, trasporto e consegna di droga in varie province italiane. Il modus operandi consisteva nell’acquistare, per lo più all’estero, ingenti quantitativi di sostanza stupefacente, che poi veniva rivenduta ad altri soggetti dediti a loro volta alla successiva commercializzazione all’ingrosso: una volta arrivata nel Nord Italia, la droga veniva trasportata in vari depositi in uso ai sodalizi e successivamente ridistribuita e venduta ai destinatari finali.<br />
<strong>Droga a fiumi</strong><br />
Nel corso delle investigazioni sono stati sequestrati circa una tonnellata di hashish, oltre 200 kg. di marijuana e 10 kg tra cocaina ed eroina, nonché due pistole con relativo munizionamento. Sono stati eseguiti complessivamente 13 arresti in flagranza di reato ed è stato accertato, inoltre, l’utilizzo di strumenti funzionali al perseguimento delle attività illecite, come cellulari collegati a piattaforme criptate, sia per i contatti tra gli affiliati che per i contatti con fornitori e clienti. L’operazione, tuttora in corso, sta coinvolgendo centinaia di operatori della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, con il coinvolgimento delle Squadre Mobili e dei Nuclei Investigativi di diverse province del territorio nazionale e il supporto della S.I.S.C.O. di Milano, dei Reparti Prevenzione Crimine e delle unità cinofile antidroga, nonché dei Gruppi Carabinieri di Milano, Rho e del Nucleo Cinofili di Casatenovo (LC).</p>
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		<title>VIDEO-Emesse 44 misure cautelari in operazione antimafia: coinvolto anche un Sindaco</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/emesse-44-misure-cautelari-in-operazione-antimafia-coinvolto-anche-un-sindaco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 08:48:45 +0000</pubDate>
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<p>Nella mattinata odierna, in varie località della costa jonica calabrese e nelle regioni Lazio, Piemonte e Lombardia, i Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro e del ROS, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso dal G.I.P. presso il Tribunale del capoluogo, nei confronti di <strong>44 indagati</strong> (<strong>15 in carcere, 29 agli arresti domiciliari</strong>).</p>
<p>I provvedimenti sono stati adottati sulla base della ritenuta sussistenza di gravi indizi in ordine ai delitti, a vario titolo ipotizzati, tra cui, associazione di tipo<em> &#8216;ndranghetistico</em>, procurata inosservanza di pena, traffico di armi e plurimi reati contro la persona e il patrimonio aggravati dalle finalità mafiose, nonché scambio elettorale politico mafioso e violazioni in materia di stupefacenti.</p>
<p>Tra gli indagati, 57 in totale, figurano il sindaco di Badolato Giuseppe Nicola Parretta (g<em>ià coinvolto nell’inchiesta del 2013 &#8211; anno dell&#8217;elezione &#8211; “Itaca Free Boat”. L’amministrazione fu poi sciolta per infiltrazioni mafiose un anno dopo, nel maggio del 2014</em>), il suo vice Ernesto Maria Menniti e il presidente del Consiglio comunale Maicol Paparo, oltre al boss Cosimo Damiano Gallace attualmente detenuto a Spoleto.</p>
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		<title>VIDEO-Sequestro record tra Lombardia e Calabria di oltre 2 tonnellate di stupefacenti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sequestro-record-tra-lombardia-e-calabria-di-oltre-2-tonnellate-di-stupefacenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 11:02:27 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-283886-4" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/GDF-Pavia-droga-1.mp4?_=4" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/GDF-Pavia-droga-1.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/GDF-Pavia-droga-1.mp4</a></video></div>
<p><strong>Dalle prime ore di questa mattina</strong>, militari del Nucleo di Polizia Economico Finanzia di Pavia e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia d Milano, hanno dato esecuzione nelle province di <strong>Pavia, Milano, Reggio Calabria, Lecco e Piacenza</strong> a un’ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Milano, su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, nei confronti di<strong> 20 soggetti, di cui 15 in carcere e 5 agli arresti domiciliari</strong>, indiziati di appartenere a un’associazione dedita al traffico di stupefacenti, articolata in cellule presenti i cui appartenenti, pur con compiti differenti, avevano l’obiettivo di procurare ingenti quantitativi di stupefacenti da rivedere all’interno della città di Milano. E’ stata quindi individuata una sola compagine associativa <em>trasversale</em> (<em>i cui componenti assumono quindi quasi tutti la posizione di organizzatori</em>) composta di elementi di spicco del narcotraffico lombardo (e non solo) per forniture all’ ingrosso di sostanze stupefacenti.</p>
<p>L’attività ha rivelato come il terminale delle varie organizzazioni è in colui che ha sostituito i <strong>Flachi della Comasina</strong> godendo della consolidata vicinanza con i<strong> Barbaro di Platì</strong>, attivi nella zona di Cologno Monzese, ed i <strong>gruppi criminali albanesi</strong> e <strong>sudamericani</strong> che, da basi strategiche in Sudamerica controllano le spedizioni della cocaina verso le più importanti piazze intercontinentali. Dagli approfondimenti investigativi condotti è emerso come l’organizzazione indagata abbia importato ingentissimi quantitativi di cocaina, grazie anche al rapporto privilegiato di un organizzatore del gruppo associativo con i nuclei di criminalità organizzata stanziali in Calabria. Allo stesso tempo l’organizzazione ha anche distribuito grossi quantitativi di hashish provenienti dal Marocco e dalla Spagna grazie all’opera di un narcotrafficante di altissimo livello, tratto in arresto nel corso di recenti operazioni condotte nella città di Milano, che conta su solidi rapporti instaurati nel tempo con i più grossi produttori e fornitori magrebini. Parte dello stupefacente è stato <strong>commercializzato da noti elementi della malavita milanese</strong> legati in affari ai vertici del gruppo criminale imperante nel quartiere Barona di Milano.</p>
<p>Come emerge in maniera precisa e dettagliata dalle risultanze investigative, attraverso la contabilità rinvenuta, la componente criminale, con la vendita degli ingenti quantitativi di narcotico, ha generato una ingentissima massa di denaro contante, pari a circa 11 Milioni di euro, utilizzando sistemi di occultamento finalizzati a sottrarre i profitti illeciti alla tracciabilità ed ai sequestri da parte delle Autorità dello Stato. Gli stessi, quindi, hanno fatto ricorso, sistematicamente, ad organizzazioni strutturate, operanti sul suolo italiano, gestite da collettori <strong>di etnia cinese</strong> detentori, ormai in via esclusiva, dei canali bancari sommersi (cd. <strong><em>underground banking</em>)</strong> per trasferire il denaro all’estero secondo il sistema del <strong><em>fei eh ‘ien</em></strong> &#8211; circuito finanziario finalizzato al trasferimento di soldi con completa garanzia di anonimato. Le risultanze delle attività investigative hanno permesso, quindi, la ricostruzione dei fatti relativi all’importazione e alla distribuzione di: <strong>1000 chili di cocaina</strong>; <strong>1000 chili di hashish;</strong> <strong>173 chili di eroina</strong>. Sono stati sottoposti a sequestro circa<strong> 250 chili di droga</strong> destinati all’organizzazione e la somma di <strong>800 mila euro contanti</strong> (durante la fase di trasferimento all’estero). Si evidenzia che il procedimento penale verte ancora nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.</p>
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		<title>Condannato ex dg Sanità Lombardia: impedì interruzione alimentazione &#8216;forzata&#8217; di Eluana Englaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/eluana-englaro-condannato-ex-dg-sanita-lombardia-il-caso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jun 2024 08:53:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Lucchina]]></category>
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		<category><![CDATA[Corte dei Conti]]></category>
		<category><![CDATA[Eluana Englaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; È stata una &#8220;concezione personale ed etica del diritto alla salute&#8221; a spingere l&#8217;allora direttore generale della Sanità della Lombardia Carlo Lucchina a impedire che a Eluana Englaro fosse interrotto il trattamento che la manteneva in stato vegetativo. Lo scrive la Corte dei conti che ha condannato in appello Lucchina a pagare all’erario [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; È stata una &#8220;concezione personale ed etica del diritto alla salute&#8221; a spingere l&#8217;allora direttore generale della Sanità della Lombardia Carlo Lucchina a impedire che a Eluana Englaro fosse interrotto il trattamento che la manteneva in stato vegetativo. Lo scrive la Corte dei conti che ha condannato in appello Lucchina a pagare all’erario circa 175mila euro che la Regione aveva dovuto risarcire a Beppino Englaro il quale era stato costretto a traferire la figlia in una struttura sanitaria in Friuli dove morì. Lo riporta l&#8217;edizione milanese del Corriere della Sera. Eluana morì il 9 febbraio nel 2009 a 39 anni di 17 dei quali trascorsi in stato vegetativo irreversibile dopo un gravissimo incidente stradale. L’anno prima, il padre si era visto negare la possibilità di interrompere l’alimentazione artificiale che teneva in vita sua figlia dal direttore generale Lucchina nonostante nel 2007 la Cassazione, con una sentenza storica, avesse stabilito che ciascun individuo può rifiutare le cure alle quali è sottoposto se le ritiene insostenibili e degradanti, e nel 2008 la Corte d&#8217;appello di Milano su questa base aveva autorizzato la interruzione del trattamento.</p>
<p>Quando Beppino Englaro chiese come tutore di staccare il sondino con cui veniva alimentata la figlia, il direttore generale firmò una nota che diceva che le strutture sanitarie si occupano della cura dei pazienti e di conseguenza i sanitari che l’avessero sospesa sarebbero venuti &#8220;meno ai loro obblighi professionali&#8221;. Englaro si rivolse al Tar che nel gennaio 2009 accolse la sua richiesta, ma la Regione non diede corso alla sentenza e un mese dopo Eluana morì. La Regione fu condannata a pagare circa 175mila di euro per i danni subito dalla famiglia Englaro. Dopo che nel 2017 la sentenza del Tar divenne definitiva, la Corte dei conti avviò un procedimento erariale nei confronti di Lucchina: fu assolto in primo grado dai giudici, verdetto ribaltato dai giudici d’appello che hanno stabilito che l’amministrazione sanitaria non può negare il diritto di rifiutare le cure tutelato dalla Costituzione.</p>
<p>La Corte definisce il no come &#8220;frutto &#8211; si legge nella sentenza &#8211; di una personale ed autoritativa interpretazione del diritto alla vita e alla salute&#8221;, e nemmeno potevano essere paventate conseguenze per le struttura ed i sanitari che avessero sospeso l’alimentazione. &#8220;Non è stata un’obiezione di coscienza, ma sono state applicate le direttive arrivate anche dell’avvocatura regionale&#8221; afferma l’ex dg che valuterà se ricorrere in Cassazione.  &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Operazione antindrangheta: smantellata rete criminale tra traffico di droga e frodi finanziarie</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/operazione-antindrangheta-smantellata-rete-criminale-tra-traffico-di-droga-e-frodi-finanziarie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Oct 2023 09:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[cosca Morabito-Palamara-Bruzzaniti]]></category>
		<category><![CDATA[Dia]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[operazione antindrangheta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le forze dell&#8217;ordine, compreso il personale della Direzione Investigativa Antimafia e i Carabinieri del Comando Provinciale di Monza, in collaborazione con il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, hanno attuato le disposizioni di un&#8217;ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dalla D.D.A. di Milano. Queste misure cautelari sono state eseguite nei confronti di 18 individui [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le forze dell&#8217;ordine, compreso il personale della Direzione Investigativa Antimafia e i Carabinieri del Comando Provinciale di Monza, in collaborazione con il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, hanno attuato le disposizioni di un&#8217;ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dalla D.D.A. di Milano. Queste misure cautelari sono state eseguite nei confronti di 18 individui (sette persone in carcere, quattro agli arresti domiciliari, tre con obbligo di dimora e quattro tenute a presentarsi regolarmente alla Polizia giudiziaria). Gli indagati sono coinvolti in vario titolo in attività illegali, tra cui associazione a delinquere legata al traffico di droga, estorsione e una serie di reati finanziari ed economici, il cui ricavato sarebbe stato destinato a sostenere le attività della &#8216;ndrangheta, in particolare della cosca Morabito-Palamara-Bruzzaniti. L&#8217;indagine, avviata nel 2019 e protrattasi durante la pandemia, ha coinvolto 68 individui divisi in due gruppi criminali distinti. Sebbene operassero separatamente per quanto riguarda il tipo di reati &#8211; con un gruppo specializzato in reati economico-finanziari e l&#8217;altro nel traffico di droga e nelle estorsioni &#8211; entrambi erano sotto la direzione di un medico originario della Calabria. Questo medico, oltre ad essere un collaboratore di alcune RSA milanesi, era già stato condannato definitivamente per traffico di sostanze stupefacenti. Inoltre, era il figlio del capo storico della suddetta cosca, attualmente detenuto in regime di 41-bis a seguito di una condanna irrevocabile per associazione mafiosa.</p>
<p><strong>Il primo gruppo coinvolto nell&#8217;indagine</strong>, composto da professionisti e imprenditori operanti nel centro di Milano, ha perpetrato una serie di illeciti economico-finanziari sofisticati, che includono:</p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>La creazione di un sistema di società fittizie, che esistevano solo sulla carta e che si occupavano esclusivamente dell&#8217;emissione di fatture false. L&#8217;obiettivo era fornire una &#8220;copertura&#8221; per transazioni inesistenti, al fine di generare ingenti somme di denaro contante &#8220;non tracciato&#8221; per conto di terzi clienti. Queste transazioni coinvolgevano bonifici attraverso conti correnti online radicati in banche europee ed extracomunitarie, permettendo il movimento di denaro al di fuori del controllo e monitoraggio delle autorità. Durante le indagini, sono stati sequestrati circa 50.000 euro in contanti, provento di tali attività illecite, e sono stati ricostruiti altri flussi di denaro gestiti dall&#8217;organizzazione.</li>
<li>La produzione e la vendita di false polizze fideiussorie emesse formalmente da una delle principali istituzioni bancarie nazionali. Queste polizze venivano confezionate per imprese e aziende che non avrebbero mai ottenuto legittimamente tali garanzie, in quanto mancanti dei requisiti di solidità patrimoniale e onorabilità necessari. In un caso specifico, le fideiussioni fasulle erano destinate ad aziende attive nel settore del gioco e delle scommesse, le quali, a causa di restrizioni imposte dalle autorità anti-mafia, non avrebbero mai potuto accedervi legalmente. Queste polizze servivano a garantire l&#8217;adempimento degli obblighi contrattuali verso terze parti ignare.</li>
<li>La vendita di crediti d&#8217;imposta falsi nel settore della &#8220;Ricerca &amp; Sviluppo&#8221; a società terze. Questi crediti, riconducibili a un&#8217;organizzazione criminale con sede a Napoli e composta da professionisti già condannati per reati analoghi, venivano acquistati da altre aziende consapevoli della loro natura fraudolenta e utilizzati per compensare il pagamento di imposte e contributi previdenziali.</li>
<li>L&#8217;organizzazione di truffe mirate a ottenere finanziamenti e sovvenzioni previsti dalle norme anti-COVID-19, con lo scopo di sottrarre indebitamente fondi statali.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Da una parte, le indagini hanno confermato l&#8217;effettivo ricevimento di tali somme, mentre dall&#8217;altra hanno impedito, mediante l&#8217;intervento tempestivo delle autorità competenti, l&#8217;indebita erogazione di fondi e vantaggi economici, stimati intorno a circa 2 milioni di euro. Questi fondi erano destinati a essere distribuiti sotto forma di finanziamenti garantiti e crediti d&#8217;imposta, ma per i quali erano state presentate documentazioni artificialmente manipolate. In un caso specifico, al fine di sfruttare una specifica normativa volta a sostenere la capitalizzazione delle società durante la pandemia, erano state create false aumenti di capitale sociale attraverso bilanci contraffatti. Questa operazione è stata facilitata dalla complicità di periti e funzionari pubblici. I titoli esteri di valore incerto e caratteristiche tecniche devianti da quelle previste sono stati utilizzati come parte di questo inganno. Si ritiene che l&#8217;organizzazione abbia reinvestito i proventi dei reati menzionati, in particolare quelli perpetrati ai danni dello Stato, nella creazione di nuove imprese commerciali insieme ad altri individui sospettati di avere collegamenti con la &#8216;ndrangheta. Queste nuove società avrebbero operato in vari settori, tra cui l&#8217;edilizia sfruttando i vantaggi dell&#8217;ECOBONUS, la raccolta e il riciclaggio dei rifiuti, il commercio di carburante e nel campo della grande distribuzione.</p>
<p><strong>Il secondo gruppo criminale</strong>, invece, ha commesso diversi reati legati all&#8217;importazione, all&#8217;acquisto, al trasporto e alla vendita sul mercato del Nord Italia, comprese le zone di Milano, Torino e altre province, nonché in Calabria. Questi reati includevano il traffico di centinaia di chili di sostanze stupefacenti come cocaina, eroina, marijuana e hashish. Il gruppo gestiva anche attività di recupero crediti utilizzando le tipiche modalità adottate dalle organizzazioni mafiose, talvolta ricorrendo all&#8217;uso di armi. A tal fine, il gruppo disponeva di basi logistiche e operative, come un magazzino a Paderno Dugnano, dove i membri potevano incontrarsi e conservare la droga. Inoltre, utilizzavano telefoni cellulari intestati a terze persone, cambiati regolarmente e usati per le comunicazioni relative alle attività illegali. Utilizzavano anche autovetture per il trasporto della droga, spesso noleggiate appositamente per questo scopo o messe a disposizione da uno dei sospettati. Durante l&#8217;indagine, sono stati ricostruiti inoltre i canali di approvvigionamento internazionali. In una delle operazioni di consegna intercettate, è stato possibile arrestare in flagranza il corriere e sequestrare 5 chilogrammi di eroina, originariamente destinati al mercato calabrese. Sono stati registrati numerosi casi di commercio di stupefacenti, con un totale di 50 chilogrammi di eroina, 150 chilogrammi di marijuana e circa 50 chilogrammi di hashish provenienti dalla Spagna, dall&#8217;Austria e dall&#8217;Albania. È emersa anche l&#8217;apertura di un canale di vendita di cocaina proveniente dal Perù e dal Brasile, destinata ai membri di una rinomata famiglia della &#8216;ndrangheta. Attualmente sono ancora in corso le perquisizioni nelle zone di Milano, Monza Brianza, Pavia, Varese, Novara, Alessandria, Messina e Foggia presso abitazioni e aziende presumibilmente legate ai soggetti coinvolti, con il supporto di unità cinofile specializzate nell&#8217;individuazione di valuta della Guardia di Finanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pd: Automediche dimesse dalla Lombardia all&#8217;Asp di Cosenza, ecco la sanità di serie B della Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/pd-automediche-dimesse-dalla-lombardia-allasp-di-cosenza-ecco-la-sanita-di-serie-b-della-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Aug 2023 14:19:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Asp Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[automediche]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[seconda mano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Una umiliazione dietro l’altro. Le delibere di Areu per la Lombardia e dell’Asp di Cosenza per la cessione di automediche di seconda mano con oltre 200mila km sono davvero imbarazzanti e dimostrano il declino e lo stato di degrado in cui versa il sistema sanitario calabrese nonostante i proclami trionfalistici della giunta di centrodestra». Ad [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/pd-automediche-dimesse-dalla-lombardia-allasp-di-cosenza-ecco-la-sanita-di-serie-b-della-calabria/">Pd: Automediche dimesse dalla Lombardia all&#8217;Asp di Cosenza, ecco la sanità di serie B della Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Una umiliazione dietro l’altro. Le delibere di Areu per la Lombardia e dell’Asp di Cosenza per la cessione di automediche di seconda mano con oltre 200mila km sono davvero imbarazzanti e dimostrano il declino e lo stato di degrado in cui versa il sistema sanitario calabrese nonostante i proclami trionfalistici della giunta di centrodestra». Ad affermarlo è il gruppo del Pd tramite una nota stampa. «La Lombardia spiega la dismissione delle automediche che saranno trasferite all’Asp di Cosenza per una spesa simbolica di 2mila euro – affermano ancora i consiglieri dem – con la necessità di riorganizzare e modernizzare il parco mezzi dopo l’emergenza da Covid 19. E quindi mentre la Lombardia svecchia il suo parco automezzi, la Calabria li acquista, con spese di trasferimento e passaggio di proprietà sempre a carico dell’Asp di Cosenza, per far fronte ad una situazione di emergenza che di certo non sarà risolta così». </p>
<p>«Ambulanze con oltre 200mila km – si legge ancora nella nota firmata dal gruppo del Pd – sono insicure e renderanno ancora più rischioso il sistema dell’emergenza-urgenza e necessiteranno di continui costi di manutenzione. In buona sostanza abbiamo comprato per circa 600 mila euro dei mezzi che tra non molto dovranno essere dismessi perché ripararli costerà più che comprarli nuovi. Ma non è tutto, le vetture non potranno essere utilizzate subito perché sono sprovviste dell’attrezzatura sanitaria specifica di bordo che costerà un altro mezzo milione di euro. Sicuramente è un affare per Areu ma non per i cittadini calabresi che oltre a non avere medici per il servizio del 118 ora si trovano anche venti mezzi logori che non possono essere usati perché incompleti. Ma che sanità sta costruendo Occhiuto in Calabria dopo avere ottenuto i poteri di commissario ad acta per il piano di rientro dal debito? Intanto la delibera di acquisto da parte dell’Asp di Cosenza è avvenuta su delega da parte di Azienza Zero che non è ancora operativa, nonostante i plurimi annunci trionfalistici del centrodestra. E poi qualcuno tra manager e dirigenti dovrebbe spiegare come è possibile che lo stesso mezzo di soccorso sia considerato “obsoleto” e da sostituire in Lombardia e in Calabria possa essere considerato utile a riorganizzare l’emergenza-urgenza? Tutto va nella direzione contraria rispetto alla costruzione di una Calabria autonoma e forte che Occhiuto invece vuol fare restare subalterna alla Lombardia e al resto del Paese».</p>
<p>«Nello spirito di questa delibera – concludono i consiglieri dem – c’è tutta l’inferiorità della nostra Regione e della nostra classe dirigente rispetto a quella del resto del Paese, oltre alla certificazione che il diritto alla salute dei calabresi vale molto meno di quello dei cittadini lombardi. Uno spirito che ritroveremo intatto nell’autonomia differenziata che il governo guidato da Meloni vuole realizzare e che certificherà definitivamente che le Regioni meridionali sono di serie b e possono vivere e curarsi con i mezzi di risulta provenienti dal Nord».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/pd-automediche-dimesse-dalla-lombardia-allasp-di-cosenza-ecco-la-sanita-di-serie-b-della-calabria/">Pd: Automediche dimesse dalla Lombardia all&#8217;Asp di Cosenza, ecco la sanità di serie B della Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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