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	<title>Lazio Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 30 Jul 2026 09:23:06 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Droga tra Cosenza e Lazio, cinque misure cautelari: sequestrato un ingente quantitativo di stupefacente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 09:19:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel pomeriggio di ieri, 29 luglio 2026, nella provincia di Cosenza e nel Lazio, personale della Polizia di Stato – Squadra Mobile di Cosenza, con l&#8217;ausilio della Squadra Mobile di Roma, ha dato esecuzione all&#8217;ordinanza di misura cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Cosenza, su richiesta della Procura della Repubblica di Cosenza, nei confronti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="elementToProof">Nel pomeriggio di ieri, 29 luglio 2026, nella provincia di Cosenza e nel Lazio, personale della Polizia di Stato – Squadra Mobile di Cosenza, con l&#8217;ausilio della Squadra Mobile di Roma, ha dato esecuzione all&#8217;ordinanza di misura cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Cosenza, su richiesta della Procura della Repubblica di Cosenza, nei confronti di 5 indagati, sulla base della ritenuta sussistenza di gravi indizi in ordine al delitto, ipotizzato nei loro confronti, di trasporto e detenzione di sostanze stupefacenti, funzionale alla successiva cessione a terzi, verificatosi nel contesto della provincia cosentina.</div>
<div></div>
<div class="elementToProof">In particolare, l&#8217;ordinanza cautelare è stata adottata a seguito degli interrogatori preventivi espletati dal G.I.P., e degli indagati interessati dalla misura cautelare, n . 4 sono raggiunti dalla misura cautelare personale degli arresti domiciliari con applicazione dei dispositivi elettronici di controllo (c.d. braccialetto elettronico) e n. 1 della misura cautelare personale dell&#8217;obbligo di dimora nel comune di residenza. L&#8217;indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cosenza e condotta dalla Squadra Mobile di Cosenza, con il supporto della Squadra Mobile di Roma, si è caratterizzata dalla specificità di procedere all&#8217;acquisizione di elementi probatori e si è sviluppata mediante servizi di OCP, corroborati dai relativi riscontri, acquisizioni di immagini del servizio di videosorveglianza ed attività tecniche.</div>
<div></div>
<div class="elementToProof">Gli elementi indiziari acquisiti hanno consentito di delineare (nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa), una serie di condotte illecite, quali il trasporto e la detenzione di sostanza stupefacente, funzionale alla successiva cessione a terzi, operato da due soggetti laziali e nell&#8217;interesse di tre soggetti cosentini, consentendo altresì il rinvenimento ed il sequestro di un notevole quantitativo di sostanza stupefacente.</div>
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		<item>
		<title>VIDEO-Stroncato traffico internazionale di droga tra Lazio e Sud America, 8 arresti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-stroncato-traffico-internazionale-di-droga-tra-lazio-e-sud-america-8-arresti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 18:32:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-384788-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/VIDEO-.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/VIDEO-.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/VIDEO-.mp4</a></video></div>
<p>Nelle provincie di Roma, l’Aquila, <strong>Reggio Calabria</strong> e Catania, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Civitavecchia hanno dato esecuzione ad ordinanze, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma che scaturiscono da una complessa attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, e riguarda complessivamente 11 persone, gravemente indiziate di far parte di una complessa associazione per delinquere dedita al traffico di stupefacenti a carattere transnazionale, importando dal Sud America e distribuendo in Italia ingenti quantitativi di cocaina. Otto persone sono destinatarie della misura della custodia cautelare in carcere mentre altre 3 persone, nel medesimo procedimento, sono al momento indagate a piede libero in attesa di ulteriori valutazioni del Tribunale.<br />
L&#8217;operazione odierna, fa seguito al fermo del P.M. della DDA della Procura di Roma, dei vertici dell&#8217;organizzazione dello scorso fine maggio, di cui è già stata data comunicazione alla stampa, e sintetizza mesi di complesse indagini svolte dai Carabinieri di Civitavecchia che hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine all’esistenza di un’organizzazione radicata nella Capitale e sul litorale nord laziale, dotata di solidissime diramazioni internazionali e collegamenti con alcuni esponenti la <strong>criminalità organizzata calabrese</strong> e campana.</p>
<p>Come già comunicato in precedenza, l’indagine ha avuto inizio nell’agosto 2025, fornendo agli inquirenti la mappa iniziale del sodalizio sudamericano-italiano. I riscontri tecnici hanno consentito di raccogliere elementi probatori che hanno delineato una precisa ripartizione dei ruoli, consentendo di ipotizzare l’esistenza di un broker internazionale (<em>di origini dominicane</em>), anello di raccordo strategico, responsabile dei contatti con i fornitori esteri, della logistica e della gestione dei complessi flussi finanziari illeciti; un vertice operativo colombiano (<em>noto come il &#8220;Presidente&#8221;)</em>, capo e promotore incaricato di gestire i connazionali e le importazioni, di fissare il prezzario della droga e di curare i rapporti con i narcotrafficanti stanziali in Spagna e Sud America; un esperto broker romano: figura di raccordo e principale distributore per il mercato del litorale nord laziale e del centro Italia, capace di piazzare la droga a una fitta rete di intermediari e grossisti; <strong>un soggetto di origini calabresi</strong>, fondamentale per la fornitura di veicoli dotati di vani occulti meccanizzati. Il sodalizio ha dimostrato una straordinaria capacità logistica. Lo stupefacente veniva introdotto in Italia attraverso due canali principali: via terra dalla Spagna, utilizzando autovetture modificate con sofisticati doppi fondi (<em>definiti in gergo &#8220;sistema&#8221;</em>); tramite rotte marittime intercontinentali, con navi in partenza da porti sudamericani (c<em>ome Guayaquil in Ecuador</em>) e dirette in Europa, prevedendo il lancio in mare di borsoni carichi di droga in punti di recupero prestabiliti tramite coordinate GPS. Inoltre, per consegne mirate, il gruppo si avvaleva di corrieri &#8220;<em>ovulatori</em>&#8220;, addestrati a ingoiare decine di ovuli di cocaina per eludere i controlli aeroportuali e stradali.<br />
Le indagini di Carabinieri e DDA fanno ipotizzare una gestione altamente imprenditoriale. I vertici discutevano apertamente delle fluttuazioni di mercato: la cocaina veniva acquistata all&#8217;ingrosso a circa 16.000-17.000 euro al kg, per essere rivenduta a 21.000-24.000 euro. Il ricarico sui prezzi veniva indicato con il termine convenzionale di &#8220;punti&#8221; (<em>es. 7 punti equivalevano a 7.000 euro di margine)</em>. La droga veniva camuffata nelle conversazioni con nomi in codice quali &#8220;Rosalba/Rosalia&#8221; (<em>per la cocaina rosa</em>), &#8220;Biancaneve&#8221; (per la cocaina classica), oppure &#8220;cotta/cruda&#8221; per indicarne la preparazione chimica.</p>
<p>Un episodio di eccezionale rilievo investigativo ha consentito di avvalorare la caratura criminale del cartello. I vertici sudamericani sono rimasti vittime di una truffa orchestrata da esponenti della Camorra napoletana, i quali, simulando un finto intervento delle forze dell&#8217;ordine nel napoletano, si erano appropriati di 10 chilogrammi di cocaina appena consegnati dai colombiani (<em>un danno stimato in circa 280.000 euro</em>). Per recuperare il carico o il denaro, il cartello ha attivato i propri canali diplomatico-criminali, organizzando summit in Campania per dirimere la questione. La propensione alla violenza del sodalizio era spiccata. Per il recupero dei crediti della droga, il vertice colombiano pianificava rapimenti (noleggiando appartamenti in cui rinchiudere i debitori), l&#8217;uso di mazze da baseball e armi da fuoco. Le intercettazioni hanno inoltre confermato l&#8217;esistenza di legami diretti tra gli indagati e i vertici dei <em>&#8220;Los Choneros</em>&#8220;, la più potente e sanguinaria fazione criminale dell&#8217;Ecuador. Uno degli aspetti più allarmanti ed evoluti dell&#8217;indagine, riguarda il sofisticato meccanismo di pagamento e trasferimento dei capitali illeciti. Per bypassare i controlli delle autorità bancarie e governative centrali, l&#8217;organizzazione ricorreva sistematicamente all&#8217;utilizzo di moneta virtuale. L&#8217;indagine ha avuto il suo epilogo operativo più eloquente con la scoperta, da parte dei Carabinieri, di un laboratorio adibito a raffineria clandestina nelle campagne di Sant&#8217;Agata del Bianco (Reggio Calabria). Nel laboratorio, sequestrato insieme a presse idrauliche, stampi e forni a microonde, sono stati rinvenuti oltre 500 kg di miscele destinate verosimilmente ad abbassare la purezza della droga per moltiplicarne i profitti.</p>
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		<title>Tar Lazio: Comune di Tropea &#8220;piegato agli interessi della criminalità organizzata&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tar-lazio-comune-di-tropea-piegato-agli-interessi-della-criminalita-organizzata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2025 16:30:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tar del Lazio con una sentenza ha sancito che è legittima la procedura che nell’aprile dello scorso anno portò allo scioglimento del Comune di Tropea (in provincia di Vibo Valentia) per presunte ingerenze della criminalità organizzata che avrebbero esposto l’amministrazione cittadina a condizionamenti compromettendone il buon andamento e l&#8217;imparzialità dell’attività amministrativa. Con la sentenza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Tar del Lazio con una sentenza ha sancito che è legittima la procedura che nell’aprile dello scorso anno portò allo scioglimento del Comune di Tropea (<em>in provincia di Vibo Valentia</em>) per presunte ingerenze della criminalità organizzata che avrebbero esposto l’amministrazione cittadina a condizionamenti compromettendone il buon andamento e l&#8217;imparzialità dell’attività amministrativa. Con la sentenza il Tar ha, quindi, respinto un ricorso proposto dagli ex amministratori comunali, con in testa l’ex sindaco Giovanni Macrì. I giudici, dopo aver richiamato alcuni dei principi che la giurisprudenza ha enunciato con riguardo ai provvedimenti di scioglimento delle Amministrazione comunali per infiltrazioni della criminalità, hanno focalizzato la loro attenzione su tutti gli elementi posti a base del decreto riguardante il Comune di Tropea.</p>
<p>&#8220;Si premette, anzitutto &#8211; si legge nella sentenza &#8211; che tale provvedimento ha correttamente esposto, nella propria motivazione, il duplice momento valutativo richiesto, sotto il profilo logico» dalla normativa di riferimento, avendo infatti &#8220;dapprima, indicato plurime circostanze di fatto che, valutate nel loro insieme, ragionevolmente rivelano l’esistenza di collegamenti e condizionamenti degli amministratori locali da parte della criminalità organizzata di stampo mafioso» e successivamente «descritto una serie di anomalie e irregolarità riscontrate nell’azione amministrativa dell’ente locale, le quali, se valutate anch’esse nel loro complesso e non atomisticamente, dimostrano, in modo plausibile, come i predetti collegamenti e condizionamenti abbiano effettivamente determinato un’alterazione del procedimento di formazione della volontà dell’ente locale, piegandolo agli interessi della criminalità organizzata&#8221;.</p>
<p>Alla fine, per il Tar, il quadro ricostruttivo delineato non viene scalfito dalle censure svolte con il ricorso proposto, arrivando a concludere che &#8220;i quattro elementi indiziari citati nella proposta ministeriale &#8211; ossia il sostegno alla lista elettorale da parte della &#8216;ndrina egemone sul territorio, le relazioni parentali tra amministratori ed esponenti delle cosche, i rapporti di frequentazione e convivialità tra gli stessi e, infine, l’acquisto dell’autovettura da un parente di un esponente apicale del clan &#8211; valutati non atomisticamente, bensì nel loro complesso, gli uni alla luce degli altri, appaiono idonei a supportare, in termini di plausibilità e ragionevolezza, il giudizio dell’Amministrazione in merito all’esistenza di collegamenti, diretti o indiretti, tra amministratori locali e soggetti affiliati o vicini alla criminalità mafiosa&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Emesse 44 misure cautelari in operazione antimafia: coinvolto anche un Sindaco</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/emesse-44-misure-cautelari-in-operazione-antimafia-coinvolto-anche-un-sindaco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 08:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-296211-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/video-lancio.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/video-lancio.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/video-lancio.mp4</a></video></div>
<p>Nella mattinata odierna, in varie località della costa jonica calabrese e nelle regioni Lazio, Piemonte e Lombardia, i Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro e del ROS, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso dal G.I.P. presso il Tribunale del capoluogo, nei confronti di <strong>44 indagati</strong> (<strong>15 in carcere, 29 agli arresti domiciliari</strong>).</p>
<p>I provvedimenti sono stati adottati sulla base della ritenuta sussistenza di gravi indizi in ordine ai delitti, a vario titolo ipotizzati, tra cui, associazione di tipo<em> &#8216;ndranghetistico</em>, procurata inosservanza di pena, traffico di armi e plurimi reati contro la persona e il patrimonio aggravati dalle finalità mafiose, nonché scambio elettorale politico mafioso e violazioni in materia di stupefacenti.</p>
<p>Tra gli indagati, 57 in totale, figurano il sindaco di Badolato Giuseppe Nicola Parretta (g<em>ià coinvolto nell’inchiesta del 2013 &#8211; anno dell&#8217;elezione &#8211; “Itaca Free Boat”. L’amministrazione fu poi sciolta per infiltrazioni mafiose un anno dopo, nel maggio del 2014</em>), il suo vice Ernesto Maria Menniti e il presidente del Consiglio comunale Maicol Paparo, oltre al boss Cosimo Damiano Gallace attualmente detenuto a Spoleto.</p>
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		<title>Ponte Stretto, Ad Ciucci: &#8220;Infondata la notizia su ammissibilità ricorso da parte del Tar del Lazio&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ponte-stretto-ad-ciucci-infondata-la-notizia-su-ammissibilita-ricorso-da-parte-del-tar-del-lazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2025 17:50:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[ammissibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Ciucci]]></category>
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		<category><![CDATA[Tar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In merito al ricorso al Tar presentato dalle amministrazioni comunali di Reggio Calabria e Villa San Giovanni, l&#8217;Amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha dichiarato che la notizia sulla ammissibilità del ricorso è infondata. &#8220;La ricostruzione fornita dei fatti &#8211; ha dichiarato Ciucci &#8211; non è assolutamente coerente con lo svolgimento dell&#8217;udienza. In [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ponte-stretto-ad-ciucci-infondata-la-notizia-su-ammissibilita-ricorso-da-parte-del-tar-del-lazio/">Ponte Stretto, Ad Ciucci: &#8220;Infondata la notizia su ammissibilità ricorso da parte del Tar del Lazio&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In merito al ricorso al Tar presentato dalle amministrazioni comunali di Reggio Calabria e Villa San Giovanni, l&#8217;Amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha dichiarato che la notizia sulla ammissibilità del ricorso è infondata.</p>
<p> &#8220;La ricostruzione fornita dei fatti &#8211; ha dichiarato Ciucci &#8211; non è assolutamente coerente con lo svolgimento dell&#8217;udienza. In particolare, diversamente da quanto ricostruito, l&#8217;avvocato incaricato dalle due amministrazioni ha rinunciato alla fase cautelare da lui stesso richiesta, con conseguente cancellazione dal ruolo della causa disposta dal Presidente della sezione. È quindi falso che il TAR abbia &#8220;dichiarato ammissibile l&#8217;impugnazione del parere della commissione Via Vas&#8221; e non abbia accolto l&#8217;istanza del Ministero delle Infrastrutture e di Stretto di Messina&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ciò che è avvenuto processualmente &#8211; ha continuato Ciucci &#8211; è la rinuncia alla fase cautelare del giudizio da parte dei ricorrenti, che comporterà la fissazione di una nuova udienza di merito da parte del Tribunale Amministrativo&#8221;. &#8220;Nessuna istanza del MIT e della società è stata respinta &#8211; ha concluso Ciucci -, al contrario la rinuncia alla fase cautelare da parte dei ricorrenti conferma la correttezza dell&#8217;eccezione sollevata dal MIT e dalla società circa l&#8217;assenza dei presupposti di urgenza per la richiesta di sospensione del parere VIA&#8221;.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="iNCHhF8tmd"><p><a href="https://www.calabrianews.it/ponte-stretto-tar-lazio-ammissibile-ricorso-comune-villa-san-giovanni-e-citta-metropolitana-reggio/">Ponte Stretto, Tar Lazio: ammissibile ricorso Comune Villa San Giovanni e Città metropolitana Reggio</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Ponte Stretto, Tar Lazio: ammissibile ricorso Comune Villa San Giovanni e Città metropolitana Reggio&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/ponte-stretto-tar-lazio-ammissibile-ricorso-comune-villa-san-giovanni-e-citta-metropolitana-reggio/embed/#?secret=Xqg2ygjxyt#?secret=iNCHhF8tmd" data-secret="iNCHhF8tmd" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe> </p>
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		<title>Indagine Polstrada: vetture rubate, modificate e reimmatricolate tra Lazio e Calabria, 21 indagati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2024 13:47:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[indagati]]></category>
		<category><![CDATA[indagine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, la Procura della Repubblica di Catanzaro ha concluso le indagini preliminari a carico di 21 persone, cui, a vario titolo, è stato contestato il reato di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di autovetture nonché i reati di ricettazione e riciclaggio. L’articolata indagine è stata condotta dagli investigatori della Squadra di Polizia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, la Procura della Repubblica di Catanzaro ha concluso le indagini preliminari a carico di 21 persone, cui, a vario titolo, è stato contestato il reato di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di autovetture nonché i reati di ricettazione e riciclaggio. L’articolata indagine è stata condotta dagli investigatori della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale di Catanzaro, con la collaborazione della Squadra di P.G. del Compartimento Polstrada di Roma, ed ha permesso di delineare – nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa &#8211;  un’associazione criminale ben strutturata, operativa tra Aprilia (LT) ed il basso litorale jonico catanzarese, dedita al riciclaggio di autovetture, in particolare modello Smart For Two Coupé.</p>
<p>Le autovetture sono risultate provento di furti consumati per lo più in provincia di Roma, attraverso la manomissione dei telai e la cancellazione dei dati originari e la loro sostituzione con altri genuini reperiti da veicoli esteri di pari modello, che venivano poi collocate sul mercato automobilistica grazie a concessionarie compiacenti o a terzi, che procacciavano ignari clienti mediante inserzioni ingannevoli su piattaforme per la vendita e l&#8217;acquisto di auto online. L’immatricolazione come automobili provenienti dalla Germania, attraverso l’utilizzo fraudolento di documentazione di circolazione di omologhe auto tedesche gravemente incidentate, cancellate dagli archivi automobilistici o non più circolanti era curata da un’agenzia di pratiche automobilistiche della locride, con la finalità di munire i veicoli di provenienza illecita di nuove targhe e nuove carte di circolazione italiane apparentemente regolari.</p>
<p>Nel corso dell’attività investigativa sono stati sequestrati oltre 50 veicoli oggetto di riciclaggio. Il procedimento pende attualmente nella fase delle indagini preliminari.</p>
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		<title>Sanità, Rocca: Occhiuto minaccia dimissioni? Non è sconfitta ma difesa dignità Regione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-rocca-occhiuto-minaccia-dimissioni-non-e-sconfitta-ma-difesa-dignita-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2024 12:02:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[dignità]]></category>
		<category><![CDATA[dimissioni]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Occhiuto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il messaggio di allarme lanciato dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto che, parlando del nodo delle poche risorse per la sanità commissariata, avrebbe minacciato le dimissioni dal ruolo di commissario, “non è una sconfitta, poi dipende da come la si vede. E’ un tema di dignità”. E’ il pensiero del presidente della Regione Lazio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il messaggio di allarme lanciato dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto che, parlando del nodo delle poche risorse per la sanità commissariata, avrebbe minacciato le dimissioni dal ruolo di commissario, “non è una sconfitta, poi dipende da come la si vede. E’ un tema di dignità”.</p>
<p>E’ il pensiero del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, intervenuto oggi all’evento Adnkronos Q&#038;A ‘Salute e sanità, una sfida condivisa’. “I governatori – ragiona Rocca – rappresentano una comunità di donne e uomini che è espressione dei loro territori. Quindi c’è un tema anche di protezione di quella che è una dignità della propria Regione. </p>
<p>Se il governatore la sente minacciata, a quel punto deve comunque fare dei passi forti. Quella valutazione del presidente Occhiuto mi sembra sia stata fatta in un contesto ben determinato. A mio avviso lui comunque sta lavorando bene”.</p>
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		<title>Tar Lazio boccia decreto per esposizione cartello con i prezzi di benzina e diesel</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tar-del-lazio-boccia-decretobenzina-e-diesel-stop-al-cartello-con-i-prezzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2023 16:23:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[cartello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stop ai cartelli con il prezzo medio di benzina e diesel nei distributori. Il decreto che prevede l&#8217;obbligo di esporre il cartello con i prezzi medi dei carburanti è illegittimo. Come ha stabilito il Tar del Lazio accogliendo il ricorso di Fegica (Federazione Gestori Impianti Carburanti e Affini) e Figisc (Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali). [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Stop ai cartelli con il prezzo medio di benzina e diesel nei distributori. Il decreto che prevede l&#8217;obbligo di esporre il cartello con i prezzi medi dei carburanti è illegittimo. Come ha stabilito il Tar del Lazio accogliendo il ricorso di Fegica (Federazione Gestori Impianti Carburanti e Affini) e Figisc (Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali).<br />
Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha quindi dato mandato all&#8217;Avvocatura di Stato per l&#8217;immediato appello al Consiglio di Stato. &#8220;La decisione del Tar si limita ad affrontare questioni procedurali e non pone in dubbio la sussistenza dell&#8217;obbligo previsto dalla legge in ordine all&#8217;esposizione del cartello&#8221;, spiega nel merito il ministero di via Molise.</p>
<p>&#8220;La norma sull’esposizione del prezzo medio regionale dei carburanti ha ampiamente dimostrato la sua efficacia, nonostante le turbolenze geopolitiche, come dimostrato dalla continua e progressiva discesa dei prezzi che si protrae da oltre un mese, che oggi si attestano a 1.827 euro/litro per il gasolio e a 1.838 euro/litro per la benzina. Valutazioni in calo di circa 10 cent/euro rispetto a quelle del 10 ottobre scorso&#8221;, prosegue la nota.</p>
<p>&#8220;In questi mesi, in Italia il prezzo industriale di benzina e gasolio è stato inferiore a quello degli altri grandi Paesi europei e il margine lordo di distribuzione non ha subito i picchi visti nello scorso anno, a piena tutela quindi dei diritti dei consumatori e degli stessi operatori del servizio&#8221;, conclude.<br />
(<em>Adnkronos</em>)</p>
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		<title>Sequestro di 22 milioni a un imprenditore in Calabria e nel Lazio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sequestro-di-22-milioni-a-un-imprenditore-in-calabria-e-nel-lazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2022 06:53:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditore]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[sequestro di beni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Polizia di Stato e Guardia di finanza hanno sequestrato beni per un valore di 22 milioni di euro a carico di un imprenditore con interessi sia nella Sibaritide che nel Lazio. Il sequestro in corso dalle prime ore del mattino è finalizzato all’applicazione della confisca prevista dal Codice Antimafia, concernente beni, assetti societari e rapporti finanziari. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Polizia di Stato e Guardia di finanza hanno sequestrato beni per un valore di 22 milioni di euro a carico di un <strong>imprenditore </strong>con interessi sia nella <strong>Sibaritide </strong>che nel<strong> Lazio</strong>.</p>
<p>Il sequestro in corso dalle prime ore del mattino è finalizzato all’applicazione della confisca prevista dal <strong>Codice Antimafia</strong>, concernente beni, assetti societari e rapporti finanziari.</p>
<p>Il provvedimento è stato disposto su iniziativa del <strong>procuratore antimafia di Catanzaro, Nicola Gratteri</strong>, e del Pm Distrettuale Alessandro Riello. L’imprenditore era già stato coinvolto anche in una inchiesta della procura di Roma su una serie di presunti ecoreati. Aggiornamenti in corso.</p>
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		<title>Attacco hacker contro Regione Lazio: l&#8217;azione è partita dall&#8217;estero, verifiche su richiesta riscatto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/attacco-hacker-contro-regione-lazio-lazione-e-partita-dallestero-verifiche-su-richiesta-riscatto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Aug 2021 14:22:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Hacker]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma &#8211; Arriva dall&#8217;estero, in particolare dalla Grmania, il violento attacco hacker che è in corso da almeno 24 ore e ha preso di mira il Ced della Regione Lazio che ha disattivato anche quelli del portale Salute Lazio e della rete vaccinale. È il primo tassello degli accertamenti che la polizia postale sta svolgendo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma &#8211; Arriva dall&#8217;estero, in particolare dalla Grmania, il violento attacco hacker che è in corso da almeno 24 ore e ha preso di mira il Ced della Regione Lazio che ha disattivato anche quelli del portale Salute Lazio e della rete vaccinale. È il primo tassello degli accertamenti che la polizia postale sta svolgendo in coordinamento con la Procura di Roma. Al momento non è stata ancora circoscritta l&#8217;area geografica da cui sono partiti i malware che hanno infettato i server regionali. Gli agenti stanno indagando anche sulla richiesta di un ingente riscatto in bitcoin.</p>
<p>&#8220;Stiamo difendendo in queste ore la nostra comunità da questi attacchi di stampo terroristico. Il Lazio è vittima di un&#8217;offensiva criminosa, la più grave mai avvenuta sul nostro territorio nazionale&#8221;, ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. &#8220;Gli attacchi sono ancora in corso. La situazione è molto seria e molto grave&#8221;, ha spiegato Zingaretti dicendo che nella notte c&#8217;è stato un altro attacco ma è stato respinto sena ulteriori danni.</p>
<p>&#8220;I dati finanziari e i dati del bilancio non sono stati toccati. Appena tutto sarà ripristinato intendiamo dare priorità assoluta a servizi nel campo della salute. 112 e ares 118 sono attivi e non sono mai stati interrotti così come i numeri della sala operativa della protezione civile&#8221;, ha detto ancora il presidente della Regione Lazio. Inoltre &#8211; è stato specificato &#8211; non ci sono state ripercussioni sui ricoveri né sugli interventi di natura chirurgica. &#8220;Sono stati bloccati quasi tutti i file del Ced&#8221;, ha detto Zingaretti. Alla conferenza stampa i tecnici hanno aggiunto: &#8220;è stato colpito quasi tutto il mondo virtuale delle nostre installazioni&#8221;.</p>
<p>Al momento restano ancora bloccate le prenotazioni per il vaccino nel Lazio. I pirati informatici &#8211; ancora all&#8217;interno &#8211; sarebbero riusciti ad infiltrarsi nel sistema entrando nel profilo di un amministratore di rete e attivando il cosiddetto &#8216;cryptolocker&#8217;, che cripta i dati. Ad essere bloccati sarebbero quindi tutti i file del Centro Elaborazione Dati.</p>
<p>Gli hacker che hanno attaccato il Ced della Regione Lazio non avrebbero avuto accesso alla storia sanitaria dei milioni di cittadini che sono inseriti nel database del sistema sanitario regionale, si apprende da qualificate fonti della sicurezza secondo le quali l&#8217;attacco, per quanto riguarda la parte sanitaria, ha colpito il sistema prenotazioni Cup e a quello delle prenotazioni vaccinali. Non ci sarebbe stato un travaso di dati sanitari, anche se i pirati sarebbero comunque entrati in possesso di diversi dati anagrafici. Non sarebbe stata toccata l&#8217;infrastruttura informatica che riguarda il bilancio e la protezione civile.</p>
<p>(<em>Ansa</em>)</p>
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