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	<title>latitante Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Latitante pizzicato in bicicletta sulla A2, arrestato. Era stato condannato per furto aggravato in Puglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 16:32:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, una pattuglia della Sottosezione di Palmi, comandata di servizio di vigilanza autostradale, monitorando la fluidità della circolazione lungo l’Autostrada A2 durante l’orario pomeridiano riceveva la segnalazione che un uomo procedeva a bordo di una bicicletta lungo la carreggiata nord all’altezza del km 420. Nella consapevolezza che tale comportamento poneva gravemente a rischio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, una pattuglia della Sottosezione di Palmi, comandata di servizio di vigilanza autostradale, monitorando la fluidità della circolazione lungo l’Autostrada A2 durante l’orario pomeridiano riceveva la segnalazione che un uomo procedeva a bordo di una bicicletta lungo la carreggiata nord all’altezza del km 420. Nella consapevolezza che tale comportamento poneva gravemente a rischio l’incolumità della persona (è noto infatti che le biciclette non possono circolare in Autostrada), il personale si precipitava sul luogo della segnalazione, con il preciso intento di disinnescare la situazione di concreto pericolo segnalata.</p>
<p>Pochi chilometri dopo il punto segnalato gli operatori rintracciavano il ciclista e, dopo averlo posto in condizioni di sicurezza, appuravano che questi – cittadino extracomunitario, che si scoprirà poi avere 44 anni – era privo di documenti di identificazione. L’uomo, veniva accompagnato in ufficio per l’espletamento dei controlli di rito e ne venivano accertate le generalità e l’esistenza di un ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso nell’agosto del 2023 dalla Procura della Repubblica di Lecce, per scontare la pena di due anni e un mese di reclusione a seguito della condanna per furto aggravato risalente al 2018 e commesso in quella Provincia.</p>
<p>Informata l’Autorità Giudiziaria, l’uomo veniva condotto presso la Casa Circondariale di Palmi. L’attività di controllo della Polizia Stradale di Reggio Calabria continuerà ad essere assicurata anche nel futuro: nel corso del 2026 sono state controllate circa 25.000 persone e oltre 32.000 veicoli.</p>
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		<title>VIDEO-Estradato latitante albanese condannato a 27 anni di carcere dopo indagine della Guardia di Finanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 08:15:42 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-395013-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/DownloadFile-3.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/DownloadFile-3.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/DownloadFile-3.mp4</a></video></div>
<p>Nelle scorse ore, è rientrato in Italia, scortato da personale dell’Unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta) del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, il latitante albanese <strong>Smajlaj Fisnik</strong>, nei cui confronti era stato emesso un Mandato di Arresto Europeo conseguente ad un provvedimento di custodia cautelare in carcere ottenuto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro per reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.<br />
Nello specifico, Smajlaj risultava coinvolto nel procedimento convenzionalmente denominato “<strong>GENTLEMAN II”</strong>, per la quale in data 02.05.2023, il G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, aveva disposto la custodia cautelare nei confronti di 25 persone fisiche (di cui nr. 19 con custodia in carcere, nr. 4 con custodia domiciliare e nr. 2 con obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria) nonché il sequestro preventivo dei beni agli stessi intestati e/o riconducibili, per un valore complessivo di circa 3,8 milioni di euro.<br />
Il provvedimento, emesso su richiesta della Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, rappresentava l’epilogo di una complessa attività investigativa svolta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria/G.I.C.O. di Catanzaro in collaborazione con il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) della Guardia di Finanza e, a partire dal 2020, dalla Squadra Investigativa Comune (SIC) costituita con le Forze di polizia di Germania (Polizeipräsidium di Francoforte sul Meno) e Belgio (Polizia Giudiziaria Federale di Liegi), con il supporto della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (D.C.S.A.) e di EUROPOL, con il coordinamento delle rispettive Autorità Giudiziarie e di EUROJUST (Agenzia dell&#8217;Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale), con i membri Italiano, Tedesco e Belga.</p>
<p>Gli esiti delle indagini di polizia giudiziaria, da cui sono scaturiti tutti i provvedimenti cautelari, avevano consentito di delineare la gravità indiziaria circa l’operatività di un’associazione, dedita al traffico di sostanze stupefacenti, con base operativa in provincia di Cosenza (Cassano allo Jonio, Corigliano Calabro e la sibaritide), ramificata anche in Germania, attraverso l’organizzazione di importazioni di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, eroina e hashish.<br />
In questa particolare operazione, Smajlaj Fisnik era stato deferito all’A.G. per violazioni all’art. 73 e 74 del D.P.R. 309/90, poiché riconosciuto quale fornitore di sostanza stupefacente del tipo eroina (per oltre 30 kg.) in favore della nota cosca ABBRUZZESE di Cassano allo Ionio, ma all’atto dell’esecuzione del provvedimento restrittivo, si rendeva irreperibile. Pertanto venivano attivate le procedure necessarie a estendere le ricerche dello stesso anche in ambito internazionale. Inoltre, nel corso nelle investigazioni nonchè della procedura estradizionale è emerso che Smajlaj Fisnik, al fine di eludere i sistemi di identificazione, si era sottoposto nel 2021 a un intervento chirurgico di alterazione e inversione delle impronte digitali.</p>
<p>D’altra parte, già dai primi anni duemila, in pregresse indagini di polizia giudiziaria si era delineata la figura di Smajlaj Fisnik, quale broker di sostanze stupefacenti in favore di organizzazioni criminali siciliane e calabresi. In particolare, venne arrestato nel 2006 per tali reati ed espulso dal territorio nazionale nel 2008, continuando però a gestire dall’estero le consegne di stupefacente. Di fatto il suo nome appare in altri procedimenti della Procura Distrettuale della Repubblica di Catanzaro denominate “SKODER&#8221; e “GENTLEMAN” che lo inquadravano sempre come broker della droga rispettivamente della famiglia MAGLIARI, appartenente alla Locale di Altomonte (CS) e del clan degli ABBRUZZESE di Cassano allo Ionio (CS).<br />
Per tutte queste contestazioni veniva condannato in via definitiva e la Corte d’Appello di Catanzaro emetteva, in data 12 gennaio 2023, un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti per una pena complessiva di 27 anni e 6 mesi di reclusione.</p>
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		<title>Arrestato a Genova il latitante Giuseppe Antonio Trimboli affiliato alla cosca &#8216;Piromalli&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 08:04:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E’ scattata nel pomeriggio di ieri l’operazione della Polizia di Stato che ha portato all’arresto di un uomo, Giuseppe Antonio Trimboli, di 65 anni di Gioia Tauro, latitante dal 30 novembre 2024, giorno in cui si era sottratto all’esecuzione del provvedimento restrittivo emesso dal Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ scattata nel pomeriggio di ieri l’operazione della Polizia di Stato che ha portato all’arresto di un uomo, <strong>Giuseppe Antonio Trimboli,</strong> di 65 anni di Gioia Tauro, latitante dal 30 novembre 2024, giorno in cui si era sottratto all’esecuzione del provvedimento restrittivo emesso dal Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria a seguito della condanna definitiva dell’uomo alla pena di dodici anni di reclusione per associazione mafiosa scaturita dall’operazione di polizia denominata <em>Provvidenza</em>, condotta dal Ros dei Carabinieri, che aveva riguardato la famiglia di ‘ndrangheta dei <em>Piromalli. S</em>uccessivamente, è stato emesso un nuovo provvedimento di cumulo che ha riconosciuto il vincolo della continuazione tra i reati e ricalcolato la pena residua in 8 anni e due mesi.</p>
<p>L’arrestato, inoltre, è stato poi condannato nell’ambito del processo <em>Spazio di Libertà, </em>operazione curata dalla Squadra Mobile reggina con il coordinamento della locale Direzione Distrettuale Antimafia, per aver favorito la latitanza di Giuseppe Crea, vertice dell’omonima cosca, attiva a Rizziconi, e Giuseppe Ferraro, elemento di spicco della ‘ndrina Ferraro-Raccosta, catturati all&#8217;interno di un bunker sotterraneo nelle campagne di Maropati (RC) in data 29 gennaio 2016. Gli uomini della Squadra Mobile, coordinati dal Procuratore Generale della Repubblica di Reggio Calabria, hanno avviato le ricerche del latitante analizzando dati di frequentazioni e spostamenti pregressi, anche provenienti dai colleghi dell’Arma dei Carabinieri, che avevano suggerito, nei giorni scorsi, la possibilità che il fuggitivo avesse trovato riparo fuori dai confini calabresi.</p>
<p>Ieri pomeriggio, gli investigatori reggini, strettamente collaborati dai poliziotti della Squadra Mobile di Genova, hanno individuato l’uomo all’interno di un condominio in una zona residenziale del capoluogo ligure. Acquisito il dato, con il costante coordinamento del Procuratore Generale e della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e della Procura della Repubblica di Genova, è scattato il blitz che ha condotto alla cattura del ricercato. L’arrestato aveva anche la disponibilità di un documento d’identità falso.</p>
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		<item>
		<title>Latitante da sei mesi si costituisce Luigi Marando, presunto boss della &#8216;ndrangheta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/latitante-da-sei-mesi-si-costituisce-luigi-marando-presunto-boss-della-ndrangheta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 15:27:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il latitante Luigi Marando, di 36 anni, si è presentato spontaneamente ai Carabinieri della Stazione di Platì, centro situato nel &#8220;cuore&#8221; dell&#8217;Aspromonte. Dopo una fuga durata poco più di sei mesi, l&#8217;uomo si è costituito. Su Marando, considerato un affiliato di primo piano dell&#8217;omonimo clan della &#8216;ndrangheta originario di Platì ma con importanti ramificazioni in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il latitante Luigi Marando, di 36 anni, si è presentato spontaneamente ai Carabinieri della Stazione di Platì, centro situato nel &#8220;cuore&#8221; dell&#8217;Aspromonte. Dopo una fuga durata poco più di sei mesi, l&#8217;uomo si è costituito.</p>
<p>Su Marando, considerato un affiliato di primo piano dell&#8217;omonimo clan della &#8216;ndrangheta originario di Platì ma con importanti ramificazioni in Piemonte e nel Lazio, pendeva un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa alla fine dell&#8217;ottobre scorso dal Gip del Tribunale di Milano nell&#8217;ambito di una operazione antidroga coordinata dalla Dda del capoluogo lombardo e sviluppata lungo l&#8217;asse Lombardia-Piemonte-Calabria.<br />
Luigi Marando, nato a Cuorgnè ma cresciuto a Platì è il figlio di Pasqualino Marando, storico e trafficante internazionale di droga sparito nel 2002 e vittima di un caso di &#8220;lupara bianca&#8221; nell&#8217;ambito di contrasti all&#8217;interno di alcuni clan della &#8216;ndrangheta aspromontana.  Dopo l&#8217;arresto Luigi Marando è stato trasferito nel carcere di Reggio Calabria e messo a disposizione dell&#8217;autorità giudiziaria milanese.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Operazione “Call me”: Arrestato latitante appartenente ad una ‘ndrina del vibonese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/operazione-call-me-arrestato-latitante-appartenente-ad-una-ndrina-del-vibonese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 08:01:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I militari del Comando Provinciale Vibo Valentia e Catanzaro della Guardia di Finanza, con il supporto del Servizio Centrale di Investigazione Criminalità Organizzata, della Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia e dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori “Calabria” all’esito di serrate indagini, durate oltre due mesi, hanno individuato in un’abitazione del centro di Vibo Valentia, il latitante [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I militari del Comando Provinciale Vibo Valentia e Catanzaro della Guardia di Finanza, con il supporto del Servizio Centrale di Investigazione Criminalità Organizzata, della Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia e dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori “Calabria” all’esito di serrate indagini, durate oltre due mesi, hanno individuato in un’abitazione del centro di Vibo Valentia, il latitante L.F. cl. 98, appartenente alla ‘ndrina dei “Pardea Ranisi”, egemone nel capoluogo ed attualmente imputato del reato di partecipazione ad associazione di stampo ndranghetistico e accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. L’attività svolta congiuntamente dal Nucleo P.E.F. – G.I.C.O. Catanzaro e dal Nucleo P.E.F. Vibo Valentia costituisce il prolungamento di ulteriori investigazioni, culminate nel mese di aprile 2025 con l’esecuzione di un’ordinanza in materia cautelare che ha colpito complessivamente n. 10 soggetti intranei e/o contigui a una ‘ndrina attiva a Tropea (VV) e territori limitrofi, dedita prevalentemente alle estorsioni nei confronti di numerosi imprenditori operanti lungo la costa tirrenica. Le indagini di polizia giudiziaria avevano consentito di accertare, altresì, come alcuni esponenti di rilievo del sodalizio e di altre ‘ndrine, pur trovandosi ristretti in carcere, riuscissero a comunicare con l’esterno grazie all’indebito utilizzo di apparecchi telefonici.</p>
<p>A seguito dell’accoglimento del ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro alla Corte di Cassazione, con nuova decisione del Tribunale del Riesame era stato ripristinato il provvedimento restrittivo della libertà personale nei confronti di L.F., per il quale il Tribunale del Riesame, in prima battuta aveva disposto l’annullamento.<br />
Lo stesso L.F. dal mese di febbraio aveva fatto perdere le proprie tracce sottraendosi all’arresto e su richiesta di questo Ufficio ne veniva dichiarato lo stato di latitanza. Le articolate ricerche svolte in sinergia operativa con l’Arma dei carabinieri consentivano di addivenire all’individuazione del covo, in un’abitazione sita nel centro storico del capoluogo vibonese.</p>
<p>Gli esiti dell’odierna attività d’indagine costituiscono una significativa testimonianza del costante presidio assicurato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro &#8211; in stretta sinergia con la Guardia di Finanza di Catanzaro e di Vibo Valentia- nel contrasto alla criminalità, anche di stampo mafioso.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Giuseppe Giorgi si è consegnato in carcere a Locri, era condannato per reati commessi in Belgio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/giuseppe-giorgi-si-e-consegnato-in-carcere-a-locri-era-condannato-per-reati-commessi-in-belgio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:40:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è concluso con una consegna spontanea lo stato di irreperibilità di Giuseppe Giorgi, 50enne originario di San Luca (RC), latitante dallo scorso novembre 2025. L’uomo si è presentato nel corso della notte presso la Casa Circondariale di Locri, ponendo così fine alla propria fuga e avviando l’espiazione della pena. Il 50enne era destinatario di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è concluso con una consegna spontanea lo stato di irreperibilità di <strong>Giuseppe Giorgi</strong>, 50enne originario di San Luca (RC), l<strong>atitante dallo scorso novembre 2025</strong>. L’uomo si è presentato nel corso della notte presso la Casa Circondariale di Locri, ponendo così fine alla propria fuga e avviando l’espiazione della pena. Il 50enne era destinatario di un provvedimento definitivo di condanna alla pena di 6 anni e 1 mese di reclusione, emesso dall’Autorità Giudiziaria a seguito della commissione di numerosi reati in territorio belga. Dopo essersi sottratto all’esecuzione della misura restrittiva, l’uomo si era reso irreperibile, dando inizio a un periodo di latitanza che ha richiesto un’intensa e articolata attività investigativa.</p>
<p>I Carabinieri della Compagnia di Bianco (RC), sotto il costante coordinamento della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, diretta da Gerardo Dominijanni, hanno avviato mirate attività di ricerca, sviluppando un quadro informativo sempre più dettagliato sugli eventuali spostamenti e sui contatti dell’uomo. Nel corso delle settimane, l’azione investigativa si è fatta via via più incisiva, attraverso servizi di osservazione, controllo e pedinamento, nonché un costante monitoraggio degli ambienti frequentati dal latitante e della sua rete relazionale. Tale pressione investigativa ha progressivamente ristretto gli spazi di movimento dell’uomo, rendendo sempre più difficile la prosecuzione della latitanza. Proprio in questo contesto, maturata la consapevolezza dell’inevitabilità della cattura, Giuseppe Giorgi ha deciso di consegnarsi spontaneamente alle autorità, presentandosi presso l’istituto penitenziario di Locri in piena notte, dove è stato preso in carico per l’esecuzione della pena definitiva.</p>
<p>L’episodio si inserisce in un più ampio quadro di attività di contrasto condotte dai Carabinieri della Locride nei confronti dei soggetti destinatari di provvedimenti restrittivi. I risultati conseguiti confermano, ancora una volta, l’efficacia dell’azione dell’Arma dei Carabinieri e la capillare presenza sul territorio reggino, a garanzia della sicurezza dei cittadini e dell’esecuzione dei provvedimenti emessi dall’Autorità Giudiziaria, assicurando alla giustizia anche coloro che tentano di sottrarsi alle proprie responsabilità.</p>
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		<title>Reggio, Polizia rintraccia ed arresta il 46enne Francesco Costa, irreperibile dal novembre scorso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 10:30:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia ha tratto in arresto il pregiudicato sidernese Francesco Costa, 46 anni, destinatario dell’Ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere emessa l’11 novembre 2025 dal GIP Tribunale di Milano e di quella di conferma emessa l’1 dicembre 2025, dal GIP presso il Tribunale di Pavia, a sua volta interessato dall’Autorità giudiziaria milanese per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia ha tratto in arresto il pregiudicato sidernese <strong>Francesco Costa</strong>, 46 anni, destinatario dell’Ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere emessa l’11 novembre 2025 dal GIP Tribunale di Milano e di quella di conferma emessa l’1 dicembre 2025, dal GIP presso il Tribunale di Pavia, a sua volta interessato dall’Autorità giudiziaria milanese per competenza territoriale, per reati in materia di stupefacenti. Costa, dalla fine del novembre 2025, si era sottratto alla sua cattura, disposta nell’ambito dell’Operazione di Polizia giudiziaria denominata <strong>&#8216;<i>Skyfall&#8217;</i></strong>, condotta dalla Guardia di Finanza di Milano e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo lombardo, che ha portato all’arresto di 28 soggetti coinvolti, a vario titolo, nel traffico di sostanze stupefacenti, tra i quali figuravano elementi di spicco dei clan <strong>Barbaro</strong> di Platì (RC) e <strong>Morabito</strong> di Africo (RC).</p>
<p>Costa veniva individuato intorno alle ore 11 della mattina del 20 febbraio scorso, quale passeggero di un’autovettura in transito all’altezza del campo sportivo di via Dello Sport nella città di Siderno (RC). Nonostante un iniziale tentativo di sottrarsi al controllo dei poliziotti della Squadra Mobile posto in essere dal conducente del veicolo, ad oggi indagato per favoreggiamento personale, il ricercato è stato fermato, tratto in arresto e, al termine delle formalità di rito, associato alla Casa Circondariale di Locri (RC) dove permane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’inchiesta &#8216;<i>Skyfall&#8217;,</i> era riuscita a ricostruire i collegamenti e gli accordi tra esponenti della criminalità organizzata calabrese, lombarda e campana, facendo luce sui relativi traffici di sostanza stupefacente. In questo contesto, secondo quanto emerso finora dalle indagini, Costa avrebbe acquistato, in 6 occasioni diverse, tra l’8 luglio 2020 e il 10 febbraio 2021, al fine di rivenderlo, un quantitativo di 15 kg di cocaina.</p>
<p>Francesco Costa è figlio del defunto <strong>boss Pietro Costa</strong> il quale, unitamente ai fratelli Giuseppe e Tommaso, era ai vertici dell’omonimo sodalizio criminale. La cosca “Costa”, tra la fine degli anni ‘80 e gli inizi degli anni ‘90 del secolo scorso, fu protagonista di una cruenta faida che li vedeva in contrapposizione alla nota cosca “<strong>Commisso</strong>”, contrasto che comportò numerose vittime per entrambi gli schieramenti.</p>
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		<title>Catturato in Svizzera il latitante di &#8216;ndrangheta Bruno Vitale affiliato a cosca &#8216;Gallace&#8217; di Guardavalle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 08:43:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mattinata di venerdì scorso, la Polizia Cantonale di Zurigo in collaborazione con la Polizia Federale elvetica, su indicazione del Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri, ha arrestato il latitante Bruno Vitale, appartenente alla cosca di ndrangheta &#8216;Gallace&#8217; di Guardavalle. L’attività si inserisce nell’ambito dell’indagine “Ostro-Amaranto” dei Carabinieri del ROS, attraverso la quale è stata ricostruita, a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella mattinata di venerdì scorso, la Polizia Cantonale di Zurigo in collaborazione con la Polizia Federale elvetica, su indicazione del Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri, ha arrestato il latitante Bruno Vitale, appartenente alla cosca di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>ndrangheta</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> &#8216;Gallace&#8217; di Guardavalle. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’attività si inserisce nell’ambito dell’indagine “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Ostro-Amaranto</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” dei Carabinieri del ROS, attraverso la quale è stata ricostruita, a livello di gravità indiziaria, l’operatività della locale di ‘ndrangheta di Guardavalle (CZ), attiva nel soveratese e con ramificazione nel Centro-Nord Italia. L’indagine, conclusa a gennaio dello scorso anno, ha visto l’esecuzione di misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale DDA, nei confronti di 44 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di “associazione di tipo mafioso”, “concorso esterno in associazione di tipo mafioso”, “voto di scambio politico mafioso”, “procurata inosservanza di pena”, “tentata estorsione”, “trasferimento fraudolento di valori”, “detenzione, porto in luogo pubblico e traffico, pure internazionale, di armi, anche da guerra, nonché di materiale esplodente”, aggravati dal metodo mafioso. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La cattura del latitante Bruno VItale costituisce il culmine di una incessante attività di ricerca posta in essere dai Carabinieri del ROS che, sotto la direzione ed il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, con il supporto dell’Unità I-CAN (<em>Interpol Cooperation Against Ndrangheta</em>) e in stretta collaborazione con i Reparti Investigativi della Polizia Federale Svizzera, nonché con quelli della Polizia Cantonale di Svitto e di Zurigo diretti e coordinati dall’Ufficio Federale di Giustizia Svizzero e Ministero Pubblico della Confederazione Elvetica, che mediante attività tecniche e servizi di osservazione e pedinamento, anche transfrontaliero, sono riusciti a localizzare il ricercato all’interno di un’abitazione di Wetzikon, cittadina del cantone svizzero di Zurigo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Vitale, momentaneamente ristretto presso un carcere elvetico e in attesa di essere estradato in Italia, dovrà rispondere non solo delle accuse di partecipazione all’associazione mafiosa e possesso di armi contestategli nell’operazione “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Ostro-Amaranto</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, ma anche di reati concernenti il traffico internazionale di sostanze stupefacenti contestategli con la misura cautelare dell’operazione “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Kleopatra</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” a cui era sfuggito lo scorso maggio.</span></span></p>
<p align="justify">
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		<title>Toc..toc&#8230;c&#8217;è un pacco per lei! Apre la porta ma scattano le manette: latitante arrestato a Crotone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 08:05:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si era rifugiato a Crotone, lontano dalla “Locride”; qui in un appartamento in affitto, viveva insieme ad un amico nella più assoluta tranquillità. Credeva di essersi lasciato alle spalle il suo passato, di essere sfuggito alle forze dell’ordine che da tempo lo ricercavano per violenza sessuale ai danni di un minorenne. Un’importante operazione dei militari [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si era rifugiato a Crotone, lontano dalla “Locride”; qui in un appartamento in affitto, viveva insieme ad un amico nella più assoluta tranquillità. Credeva di essersi lasciato alle spalle il suo passato, di essere sfuggito alle forze dell’ordine che da tempo lo ricercavano per violenza sessuale ai danni di un minorenne. Un’importante operazione dei militari della Compagnia Carabinieri di Locri, coadiuvati dai colleghi della Compagnia Carabinieri di Crotone, ha portato all’arresto del pericoloso latitante la cui gravità della sua condotta ha imposto da subito ai Carabinieri la massima riservatezza e cautela in ogni fase dell’indagine. Il latitante, consapevole di essere ricercato, aveva adottato una serie di scrupolosi e precisi accorgimenti che immediatamente l’avevano reso irreperibile. Maniacale nella cura dei dettagli, era suo solito cambiare il proprio luogo di dimora riducendo così al minimo i contatti diretti con familiari e conoscenti. </p>
<p>L’attività investigativa, durata diversi mesi, ha richiesto un impegno operativo costante, articolato e di altissimo coordinamento in tutte le sue fasi, dalla raccolta informativa all’analisi, sino alle fasi di pianificazione ed esecuzione. Le indagini, pertanto, si sono sviluppate su più livelli. In una prima fase, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Locri hanno avviato una capillare attività di raccolta informativa. L’attenta analisi dei dati, incrociata con la comparazione delle informazioni acquisite secondo i metodi tradizionali, ha permesso la creazione di un quadro investigativo più ampio e preciso arricchito dalla concreta collaborazione fornita dal Gruppo Poste Italiane S.p.a. – Ufficio Antiriciclaggio. Successivamente, è stata condotta una seconda fase, maggiormente operativa, incentrata sull’osservazione e il pedinamento di alcuni soggetti ritenuti vicini al latitante. Le attività si sono svolte in modo discreto e continuativo, spesso anche in orari notturni e in complesse condizioni ambientali, con il fine ultimo di non creare sospetti e preservare così il raggiungimento del risultato finale. Infatti, attraverso un attento controllo del territorio e una costante verifica dei movimenti sospetti, l’area di interesse è stata progressivamente individuata e circoscritta. Determinante, nella fase conclusiva, è stata un’ingegnosa attività di simulazione. I Carabinieri della Sezione Operativa hanno infatti inscenato una finta consegna di un pacco postale, presentandosi presso l’entrata dell’appartamento in affitto. I soggetti presenti, ignari della reale identità dei fattorini, hanno aperto la porta di casa consentendo così l’accesso e l’immediato intervento dei militari. L’azione, pianificata nei minimi dettagli, ha permesso di neutralizzare ogni possibile rischio e di procedere all’arresto del ricercato senza che vi fossero situazioni di pericolo per nessuno dei presenti.</p>
<p>Le operazioni si sono svolte in pochi istanti, con rapidità ed estrema professionalità, il latitante è stato bloccato e messo in sicurezza mentre venivano eseguiti i necessari accertamenti di rito. In seguito, il soggetto è stato tradotto presso l’istituto penitenziario competente dove resterà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le indagini ora proseguono al fine di accertare l’eventuale presenza e responsabilità di possibili fiancheggiatori.<br />
L’intera attività è stata possibile grazie all’elevata specializzazione degli investigatori basata su pazienza, perseveranza, straordinario ingegno ed elevato acume investigativo. Ogni fase dell’indagine è stata svolta in continuo coordinamento con la Procura Generale di Reggio Calabria che, in ogni momento, ha fornito gli opportuni e necessari indirizzi utili a raggiungere l’obiettivo finale. L’arresto del latitante, nell’ambito investigativo e sociale, rappresenta un risultato di grande rilievo. </p>
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		<title>VIDEO-Estradato dalla Turchia il latitante Camporesi sfuggito nel 2018 a blitz della Polizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 15:43:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/Camporesi-300x189.png" alt="" width="300" height="189" class="alignnone size-medium wp-image-360281" /></p>
<p>È arrivato oggi pomeriggio all&#8217;aeroporto internazionale di Roma- Fiumicino, scortato dagli uomini della Gendarmeria turca, <strong>Luciano Camporesi</strong>, sfuggito il 5 dicembre 2018 all&#8217;esecuzione dell&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa a suo carico nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta <strong>&#8220;Pollino &#8211; European &#8216;ndrangheta connection&#8221;</strong>, coordinata dalla Procura Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo e dalla Procura Distrettuale di Reggio Calabria nel contesto di una squadra investigativa comune finalizzata a contrastare le proiezioni della &#8216;ndrangheta in Europa nord occidentale e Sud America. Ad attenderlo, presso lo scalo aereo italiano, la Polizia di Stato di Reggio Calabria.</p>
<p>I poliziotti del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile avevano all&#8217;epoca svolto le indagini, ricostruendo un ampio spettro di condotte delittuose promosse e realizzate, in Italia e all&#8217;estero, da qualificati esponenti delle famiglie di &#8216;ndrangheta della Locride, PELLE-VOTTARI, ROMEO e STRANGIO. Le investigazioni, incentrate sull&#8217;operatività di un&#8217;associazione mafiosa attiva nel traffico internazionale di stupefacenti e di armi, riciclaggio e autoriciclaggio, avevano evidenziato le infiltrazioni della consorteria in Germania, Belgio e Olanda, consentendo di smantellare la solida filiera di &#8220;fiduciari&#8221; strutturata anche grazie al supporto di cittadini di quei Paesi, attinti da provvedimenti restrittivi emessi dalle Autorità giudiziarie cooperanti. In tale articolato contesto internazionale, la figura di Luciano Camporesi emergeva quale importante snodo tra i maggiorenti delle &#8216;ndrine di San Luca, con i quali interloquiva nel corso di riservatissimi summit di mafia, ed i fornitori sudamericani di hashish e cocaina, presso i quali era accreditato, forte anche di una rete relazionale in grado di garantire il trasporto dello stupefacente su navi commerciali e su una imbarcazione privata capace di battere rotte transoceaniche.</p>
<p>Anche alla luce delle documentate aderenze all&#8217;estero, le ricerche dell&#8217;uomo erano state estese sin da principio in campo internazionale nell&#8217;ambito della progettualità I-CAN del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. Localizzato nella regione del Bosforo (TURCHIA) già nel 2021, nel successivo novembre 2022 il CAMPORESI era stato quindi tratto in arresto dalle forze di polizia turche per possesso e detenzione di documenti falsi, scontando in quel Paese un periodo di detenzione prima della recente scarcerazione. L&#8217;espulsione dal territorio turco, perfezionata anche grazie all&#8217;efficace azione degli Esperti per la Sicurezza e l&#8217;Immigrazione di stanza in Turchia ed al coordinamento del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia nell&#8217;ambito del progetto I-CAN, segue alla condanna in primo grado del CAMPORESI alla pena di 22 anni e 8 mesi di reclusione comminata nel luglio 2022 dal Tribunale di Locri (RC) per traffico internazionale e numerosi episodi di detenzione di stupefacente.</p>
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