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	<title>inflazione Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Con inflazione di maggio la vita è diventata più cara: in Calabria 337 euro in più per nucleo familiare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 14:58:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ha pubblicato la classifica delle città italiane dove la vita è diventata più cara, utilizzando i dati territoriali dell’inflazione di maggio diffusi dall’Istat. Al primo posto in classifica troviamo Bolzano, dove l’inflazione annua del +2,3% si traduce in un rincaro medio di 763 euro per una famiglia tipo. Nonostante non sia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ha pubblicato la classifica delle città italiane dove la vita è diventata più cara, utilizzando i dati territoriali dell’inflazione di maggio diffusi dall’Istat. Al primo posto in classifica troviamo Bolzano, dove l’inflazione annua del +2,3% si traduce in un rincaro medio di 763 euro per una famiglia tipo. Nonostante non sia la città con l’inflazione più alta, Bolzano detiene il primato del maggiore aggravio di spesa a causa del livello già elevato dei prezzi locali. Segue Siracusa, che detiene il record dell’inflazione più alta d’Italia con +3%. Questo dato si traduce in un impatto economico di 695 euro in più all’anno per famiglia. Chiude il podio Pistoia, con un’inflazione del +2,4%, che comporta un aumento di spesa di 649 euro su base annua per una famiglia media. Subito fuori dal podio si colloca Venezia, con un’inflazione pari al +2,3% e una stangata da 645 euro l’anno.</p>
<p>Quanto alla Calabria, risulta tra i territori con una minore inflazione annua rispetto ad altre realtà molto più sviluppate e ricche e in un anno ha fatto registrare una spesa di 337 euro in più per nucleo familiare, con picchi di 447 euro a Cosenza, 350 a Reggio Calabria e 253 a Catanzaro. La regione più cara d’Italia è il Trentino-Alto Adige, con un’inflazione del +1,9% che comporta un aggravio medio di 587 euro per famiglia. Al secondo posto troviamo il Friuli Venezia Giulia con +1,7% e 466 euro, seguita dal Veneto con +1,7% e 457 euro.</p>
<p>La regione più risparmiosa è il Molise: +1,3% e +307 euro. In seconda posizione la Sardegna (+1,7%, +327 euro), in terza la Calabria (+1,8%, +337 euro).</p>
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		<title>Guzzi (Unilavoro Pmi): cresce l&#8217;inflazione, importante impatto sulla collettività e sull&#8217;economia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 09:05:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’inflazione aumenta a dismisura. Nel mese di febbraio 2025 l’indice Nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, si legge, aumenta dello 0,2% rispetto a gennaio 2025, e dell’1,6% rispetto a febbraio 2024. Già negli ultimi mesi del 2024, sottolinea Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, le famiglie italiane si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’inflazione aumenta a dismisura. Nel mese di febbraio 2025 l’indice Nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, si legge, aumenta dello 0,2% rispetto a gennaio 2025, e dell’1,6% rispetto a febbraio 2024. Già negli ultimi mesi del 2024, sottolinea <strong>Sebastiano Guzzi</strong>, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, le famiglie italiane si sono ritrovate a dover affrontare una crescita significativa dei prezzi dei generi alimentari. Questo imponente incremento dei costi, attribuibile a tantissimi fattori, si sta riflettendo, pesantemente, sulla spesa quotidiana degli italiani. Un fenomeno economico che ha acceso il dibattito pubblico e politico, e sollevato preoccupazioni sul potere d’acquisto dei consumatori, soprattutto di quelli che appartengono a fasce di reddito medio-basse. Per comprendere e misurare il livello di difficoltà che incombe sulle famiglie, abbiamo dato voce ad alcuni consumatori, i quali hanno approfittato di questo spazio per dar sfogo ai loro disappunti. </p>
<p>“Le famiglie, sottolinea una giovane insegnante, sono appesantite da costi troppo alti: affitti, mutui immobiliari, utenze domestiche, crediti al consumo, spese per servizio di trasporto e carburanti. Costi fissi che indeboliscono la capacità di gestione di una casa e di una famiglia”. “L’aumento dei prezzi alimentari, evidenzia una studentessa universitaria, ha un impatto diretto sul bilancio familiare. Molte persone per far fronte alle esigenze più importanti, sono costrette a modificare le abitudini di spesa”. “Sul fronte degli alimentari, rimarca un commerciante, si registrano nuove tensioni con i prezzi al dettaglio che registrano un andamento al rialzo che appare incontrollabile. Un’impennata dei prezzi travolgente e irrefrenabile”. Dello stesso avviso un giovane imprenditore, il quale “le famiglie italiane spendono in media il 15-20% del loro reddito per l’acquisto di generi alimentari. Con gli attuali aumenti la percentuale è destinata a crescere. Come faranno le famiglie ad affrontare le spese essenziali?”.</p>
<p>Queste ultime, sottolinea Guzzi, finchè non ci saranno risposte e prospettive adeguate, dovranno cercare soluzioni alternative come l’acquisto di prodotti a chilometro zero, o di marchi meno noti. Intanto si fa strada una certezza: l’aumento dei prodotti non darà tregua. Le previsioni indicano che i prezzi di alcuni alimenti potrebbero continuare a crescere. Alcuni hanno già registrato aumenti considerevoli: cereali e derivati, carne, olio d’oliva, prodotti lattiero-caseari. Il riso, ad esempio, ha già registrato un notevole aumento di prezzo. Percentuali significative anche quelle dei prodotti per la prima colazione (biscotti e cereali), del pane, della carne, del burro, del latte. Quali sono i fattori e le cause di questi incrementi di prezzi? Le cause di questo fenomeno, conclude Guzzi, derivano da una combinazione di fattori, nazionali e internazionali. In termini di impatto sulla collettività e sull’economia, esse sono infinite e anche molto insidiose perché oltre a creare estremi disagi alle famiglie, e a favorire il consumo di cibi low cost, stanno accentuando le disuguaglianze sociali, mettendo in evidenza l’urgenza di interventi mirati per sostenere le famiglie più vulnerabili. </p>
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		<title>Guzzi (Unilavoro Pmi): Il peso dell&#8217;inflazione e dei rincari sul Natale 2023</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/guzzi-unilavoro-pmi-il-peso-dellinflazione-e-dei-rincari-sul-natale-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2023 11:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Natale 2023]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’arrivo del Natale e delle festività che seguiranno, i consumi avranno un forte impatto sull’economia di tutti i paesi. Inflazione e rincari, ai quali già da diverso tempo stiamo assistendo &#8211; evidenzia Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi -, incideranno sensibilmente sul budget che gli italiani destineranno agli acquisti natalizi. Sarà un Natale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’arrivo del Natale e delle festività che seguiranno, i consumi avranno un forte impatto sull’economia di tutti i paesi. Inflazione e rincari, ai quali già da diverso tempo stiamo assistendo &#8211; evidenzia Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi -, incideranno sensibilmente sul budget che gli italiani destineranno agli acquisti natalizi. Sarà un Natale all’insegna del risparmio? Lo abbiamo chiesto ad alcuni commercianti, ma anche ai consumatori. Continueremo a farlo nel corso del tempo, in modo da illustrare, attraverso testimonianze autentiche, le difficoltà e i disagi che attanagliano le famiglie italiane. Dalle prime interviste sono emerse riflessioni che lasciano davvero poco spazio all’immaginazione e all’ottimismo. </p>
<p>Sarà certamente un Natale difficile e complicato. A sottolinearlo, un commerciante lametino, il quale “Anche quest’anno le festività natalizie coincidono con nuovi rincari su tutti i fronti.  I due grandi protagonisti delle tavole, il panettone e il pandoro, si legge, subiscono ulteriori aumenti: il prezzo del panettone tradizionale cresce del 9% rispetto allo scorso anno, quello del pandoro classico del 10%. Fiammate incandescenti, che non hanno investito soltanto i prezzi del cibo. In queste ultime settimane, evidenzia il commerciante, le famiglie hanno toccato con mano l’impennata dei prezzi dei generi alimentari e di tantissimi altri articoli. </p>
<p>Aumenti smisurati e fuori controllo. Questi rincari, evidenzia il commerciante, influenzeranno le scelte delle famiglie, le quali, dovranno fare i conti, ancora una volta, con un budget inferiore rispetto alle loro esigenze e alle loro aspettative. Troppe spese. Nonostante la frenata dell’inflazione e il crollo delle bollette di luce e gas, una quota consistente delle tredicesime sarà inevitabilmente assorbita da bollette, mutui, prestiti, rate condominiali, rette scolastiche ed altre spese indeclinabili. Non oso immaginare, conclude l’intervistato, i disagi e le difficoltà delle famiglie italiane. Sarà un Natale all’insegna delle rinunce e del risparmio.</p>
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		<title>Sbarra (Cisl) sulla manovra: Contenere inflazione e contrastare il carovita che colpisce i più deboli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Sep 2023 13:33:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pizzo Calabro (VV) &#8211; “La prima sfida che la Manovra Economica per il 2024 dovrà raccogliere è il contenimento dell’inflazione ed il contrasto a un carovita che continua a colpire le fasce medie e popolari, aumentando le disuguaglianze e rallentando l’economia del Paese. Da questo punto di vista, il protocollo anti-inflazione siglato ieri tra Governo, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pizzo Calabro (VV) &#8211; “La prima sfida che la Manovra Economica per il 2024 dovrà raccogliere è il contenimento dell’inflazione ed il contrasto a un carovita che continua a colpire le fasce medie e popolari, aumentando le disuguaglianze e rallentando l’economia del Paese. Da questo punto di vista, il protocollo anti-inflazione siglato ieri tra Governo, Confesercenti, Confcommercio e Federdistribuzione è un passo utile ma decisamente non sufficiente”. Lo ha detto oggi Luigi Sbarra, leader Cisl, a Pizzo Calabro a margine dell’Assemblea Organizzativa calabrese della Confederazione.</p>
<p>“Bisogna allargare a sindacati e associazioni dei consumatori la governance di controllo, monitoraggio e calmieramento di prezzi e tariffe pubbliche &#8211; ha aggiunto &#8211; L’orizzonte deve andare ben oltre i tre mesi, ed estendere l&#8217;impegno alla riduzione di prezzi e listini alle aziende che operano in altri settori duramente colpiti, come il trasporto pubblico locale, il trasporto aereo, i carburanti e le spese energetiche, mutui ed affitti, editoria e libri scolastici”.</p>
<p>Per Sbarra “va istituita una Cabina di regia nazionale permanente che dia sponde strutturali a un’azione costante, continuativa e coinvolgere le parti sociali e le associazioni dei consumatori anche attraverso Osservatori regionali che tengano sotto controllo l’andamento dei prezzi e denuncino dinamiche speculative e extraprofitti. Il sostegno al potere d’acquisto di lavoratori e pensionati non è solo un problema sociale rilevantissimo, ma anche un nodo macroeconomico cruciale: per dare risposte efficaci e far ripartire coesione, consumi e crescita dobbiamo ritrovarci uniti in un Patto solido, concreto e soprattutto partecipato”.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-219547" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/Cisl-Pizzo-300x157.png" alt="" width="634" height="332" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/Cisl-Pizzo-300x157.png 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/Cisl-Pizzo-1024x536.png 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/Cisl-Pizzo-768x402.png 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/Cisl-Pizzo-696x364.png 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/Cisl-Pizzo-1068x559.png 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/Cisl-Pizzo-803x420.png 803w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/Cisl-Pizzo.png 1200w" sizes="(max-width: 634px) 100vw, 634px" /></p>
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		<item>
		<title>Natale 2022: il peso dell’inflazione e dei rincari scoraggia, ma non frena l’entusiasmo e lo shopping natalizio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 09:34:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’arrivo del Natale e delle festività che seguiranno, i consumi avranno un forte impatto sull’economia di tutti i paesi. Inflazione e rincari, ai quali già da diverso tempo stiamo assistendo, evidenzia Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, incideranno sensibilmente sul budget che gli italiani hanno deciso di destinare ai regali di Natale. Quanto? In [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’arrivo del Natale e delle festività che seguiranno, i consumi avranno un forte impatto sull’economia di tutti i paesi.<strong> Inflazione e rincari,</strong> ai quali già da diverso tempo stiamo assistendo, evidenzia Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale <strong>Unilavoro Pmi</strong>, incideranno sensibilmente sul budget che gli italiani hanno deciso di destinare ai regali di Natale. Quanto? In che modo? Lo abbiamo chiesto ad alcuni commercianti. Le loro risposte, hanno confermato le difficoltà e i disagi che attanagliano un po’ tutti, ma, anche evidenziato il desiderio di vivere il natale nelle sue straordinarie sfaccettature. L’aumento dei prezzi, ha sottolineato il titolare di un negozio di abbigliamento, ha sicuramente influito sull’entusiasmo degli italiani, che si sono visti costretti a risparmiare e a scegliere con criterio quanto e come spendere, ma non ha arginato il desiderio di vivere queste feste all’insegna del divertimento e dello shopping, né frenato la corsa ai regali natalizi.</p>
<p>Il Natale, prosegue l’intervistato, continua ad essere una delle festività più sentite. Ovunque. Le cene, i pranzi, gli incontri con amici e parenti, lo scambio dei regali, continuano ad essere un must a cui non ci può sottrarre, per cui, ribadisce il commerciante, sebbene le difficoltà, a volte sin troppo evidenti, i clienti non si scoraggiano e si lasciano trasportare dal bisogno, quasi incessante, di fare shopping natalizio. Dello stesso avviso un altro commerciante, il quale nel sottolineare le aporie di cui soffre questo preciso periodo storico, evidenzia come lo spirito natalizio sia in grado di superare tutte le impasses. <strong>Inflazione e rincari,</strong> ai quali già da diverso tempo stiamo assistendo, precisa, hanno scoraggiato gli utenti incidendo sensibilmente sul budget da destinare ai regali di Natale, ma non hanno represso la corsa ai regali. Sicuramente, continua l’intervistato, le spese saranno più intelligenti. In cima alla lista dei regali si collocano prima i soldi, e poi beni materiali come abbigliamento, scarpe e accessori, libri e profumi.</p>
<p>Complessivamente, <strong>evidenzia Guzzi</strong>, la spesa degli italiani sarà di circa 177 euro a testa, in calo dunque rispetto allo scorso anno e per cause chiaramente riconducibili alla crisi economica, all’aumento dell’inflazione, ai rincari in bollette. Non più spese folli, ma essenziali e giudiziose. Un Natale intelligente e sui generis, conclude Guzzi, che avrà sicuramente toni più dimessi rispetto al passato, che sarà all’insegna del risparmio, ma che non arginerà i propositi degli italiani.</p>
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		<item>
		<title>Che botta!, analisi Coldiretti: +150 milioni per spesa alimentare delle famiglie calabresi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/che-botta-analisi-coldiretti-150-milioni-per-spesa-alimentare-delle-famiglie-calabresi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2022 11:14:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La galoppata inarrestabile dell’inflazione pesa sul carrello della spesa alimentare dei calabresi per circa 150 milioni in più nel 2022 mentre nei campi i compensi per i raccolti decimati da caldo e siccità sono sotto i costi di produzione in forte aumento, costringendo molte imprese agricole a lavorare in perdita. E’ quanto emerge dall’analisi della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La galoppata inarrestabile dell’inflazione pesa sul carrello della spesa alimentare dei calabresi per circa 150 milioni in più nel 2022 mentre nei campi i compensi per i raccolti decimati da caldo e siccità sono sotto i costi di produzione in forte aumento, costringendo molte imprese agricole a lavorare in perdita. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sui dati Istat relativi all’inflazione a giugno che evidenziano un aumento complessivo del 9% dei prezzi dei beni alimentari e delle bevande rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.</p>
<p>La siccità con il taglio dei raccolti – sottolinea la Coldiretti – spinge l’inflazione nel carrello della spesa con aumenti che vanno dal +11,7% della verdura al +10,8% per la frutta segnata da pezzature più piccole per la mancanza di acqua e gli agricoltori costretti al diradamento dei raccolti sulle piante per salvare il salvabile. L’estate 2022 si classifica infatti fino ad ora come la seconda più calda mai registrata in Italia con una temperatura media a giugno superiore di ben +2,88 gradi rispetto alla media su valori vicini al massimo registrato nel 2003 secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr che effettua rilevazioni in Italia dal 1800.</p>
<p>A spingere i prezzi è il fatto che in Italia – spiega Coldiretti – si registrano cali del 45% per il mais e i foraggi che servono all’alimentazione degli animali, del 20% per il latte nelle stalle, del 30% per il frumento duro per la pasta di oltre 1/5 delle produzione di frumento tenero, del 30% del riso, meno 15% frutta ustionata da temperature di 40 gradi. Se i prezzi per le famiglie corrono l’aumento dei costi colpisce duramente l’intera filiera agroalimentare a partire dalle campagne dove – continua la Coldiretti – più di 1 azienda agricola su 10 (11%) è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività ma ben circa 1/3 del totale nazionale (30%) si trova comunque costretta, secondo il Crea, in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dell’aumento dei costi di produzione. In agricoltura si registrano infatti aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio.</p>
<p>La Coldiretti insiste che serve responsabilità da parte dell’intera filiera alimentare con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore anche combattendo le pratiche sleali nel rispetto della legge che vieta di acquistare il cibo sotto i costi di produzione. Vi è poi – aggiunge – la necessità di risorse per sostenere il settore in un momento in cui si è aperto uno scenario di accaparramenti, speculazioni e incertezza che deve spingerci ed incoraggiare  a difendere la sovranità alimentare.</p>
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