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	<title>inchiesta Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 30 Jul 2026 09:53:01 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Vasta operazione della GdiF su scala nazionale: Finti scooter elettrici spacciati per e-bike</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 09:53:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, hanno eseguito un provvedimento emesso dal Tribunale di Palmi &#8211; Ufficio GIP, con il quale è stato disposto il sequestro su tutto il territorio nazionale di un ingente quantitativo di scooter elettrici venduti come biciclette elettriche [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, hanno eseguito un provvedimento emesso dal Tribunale di Palmi &#8211; Ufficio GIP, con il quale è stato disposto il sequestro su tutto il territorio nazionale di un ingente quantitativo di scooter elettrici venduti come biciclette elettriche a pedalata assistita ma in realtà non conformi alla marcatura CE e, pertanto, non sicure per la circolazione e pericolose per la salute dei consumatori. Nell’ambito del procedimento sono indagati un imprenditore palermitano e una società in relazione alla responsabilità degli enti, per i reati di frode in commercio e falso in atto pubblico. Le attività di servizio, che hanno visto un ingente dispiegamento di forze, con il coinvolgimento anche delle Fiamme Gialle della Calabria, Campania, Puglia, Lombardia, Sardegna e Toscana hanno consentito di sottoporre a sequestro, presso i magazzini di grossisti e venditori al dettaglio dislocati su tutto il territorio nazionale, migliaia di veicoli importati dall’estero non conformi alle prescrizioni imposte dalla normativa europea e nazionale disciplinanti lo specifico settore.</p>
<p>Le indagini condotte dai finanzieri del 1° Nucleo Operativo Metropolitano del Gruppo di Palermo, hanno riguardato quello che è diventato un vero e proprio fenomeno, tanto dilagante quanto pericoloso per la sicurezza pubblica. Tali scooter elettrici immessi sul mercato come biciclette a pedalata assistita, nonostante le fattezze esteriori, sono spesso oggetto di modifiche idonee ad alterarne le caratteristiche tecniche e in grado di circolare senza targa e omologazione sulle strade italiane. Note come e-bike e EPAC, le biciclette a pedalata assistita sono dotate di un motore elettrico ausiliario avente potenza massima pari a 250 Watt, la cui alimentazione è interrotta o è progressivamente ridotta se il ciclista smette di pedalare e comunque prima che la velocità raggiunga i 25 km/h. Le stesse sono soggette alle Direttiva Europea 2006/42/CE (c.d. “Direttiva Macchine”) che ne regola la produzione tramite procedure volte a garantire i requisiti di conformità, sicurezza e tutela della salute, essenziali per la loro immissione in commercio, la quale deve essere accompagnata dalla documentazione comprovante la regolarità. Nel dettaglio, l’attività di indagine condotta dai finanzieri palermitani anche con l’ausilio dei colleghi del Gruppo di Gioia Tauro, avrebbe consentito di disvelare la sussistenza di importanti lacune formali e sostanziali presenti all’interno della documentazione prodotta da un imprenditore palermitano e attestante la presunta conformità ai requisiti di sicurezza delle e-bike importate dalla Cina. La stessa documentazione sarebbe stata presentata in occasione dell’importazione, dal 2023 ad oggi, di almeno 6.885 veicoli agli uffici doganali competenti per le procedure di sdoganamento e di immissione in libera pratica, i quali, indotti in errore dalla falsa documentazione presentata, hanno proceduto a emettere i relativi provvedimenti di svincolo dei velocipedi non sicuri il cui valore complessivo sul mercato è di circa 5 milioni di euro.</p>
<p>I successivi riscontri, effettuati anche grazie all’ausilio dei competenti Ministeri, delle Infrastrutture e del Made in Italy, e delle associazioni di categoria, avrebbero invece disvelato un sistema di certificazioni ingannevole sulla base di fascicoli tecnici privi, tra l’altro, dei disegni complessivi della macchina e degli schemi dei circuiti di comando, dei disegni dettagliati e completi corredati da note di calcolo e risultati di prove, della documentazione relativa alla valutazione dei rischi, delle norme e delle specifiche tecniche applicate e delle relazioni sui risultati delle prove, nonché delle iniziative assunte rispetto agli usi scorretti prevedibili in tema di modificabilità dei veicoli. Parallelamente, sono in corso di svolgimento ulteriori approfondimenti finalizzati ad accertare l’integrazione di violazioni di natura amministrativa, alle disposizioni del Codice del Consumo concernenti l’effettuazione di pratiche commerciali scorrette/ingannevoli poste in essere dagli esercenti a mezzo di pubblicazioni sui siti internet e social network, i cui esiti saranno posti al vaglio delle Autorità competenti con la collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust e del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza. L’attività di prevenzione, prima ancora – quindi &#8211; dell’immissione in commercio di tali veicoli, condotta dalle Fiamme Gialle palermitane si pone anche a riscontro effettivo delle numerose segnalazioni di associazioni di categoria, cittadinanza, enti pubblici e mass media che, nel corso dell’ultimo periodo, hanno denunciato a più riprese l’utilizzo caotico e fuori controllo di scooter illegali nelle principali arterie stradali e pedonali della città di Palermo e delle principali città metropolitane italiane.</p>
<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-391229-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-1-1.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-1-1.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-1-1.mp4</a></video></div>
<p>Gli stessi, infatti, sono spesso condotti da ragazzi di giovanissima età, persone adulte private della licenza di guida e talvolta anche utilizzati per commettere crimini, potendo beneficiare indebitamente della possibilità di circolare senza essere individuabili tramite una targa di circolazione, in aperta violazione alle norme del Codice della Strada, nonché senza sostenere i costi di assicurazione del veicolo. A tale ultimo proposito si evidenza la pericolosità per gli altri utenti della strada, peraltro testimoniata dall’incidenza di tali mezzi di trasporto nei sinistri stradali, il cui coinvolgimento non è coperto neanche dal Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada. Il provvedimento, come detto, è in corso di esecuzione su tutto il territorio nazionale, sulle cui strade i veicoli a due ruote oggetto delle indagini non possono quindi circolare poiché non conformi alle normative in materia di codice della strada e di settore. L’operazione di servizio condotta testimonia il costante impegno del Corpo e della Procura della Repubblica di Palmi diretta dal Dott. Emanuele Crescenti, volto a contrastare la diffusione e l’immissione in commercio di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza, contribuendo con ciò a garantire una protezione efficace dei consumatori e un mercato competitivo, nel quale gli operatori economici onesti possano beneficiare di condizioni di sana concorrenza.</p>
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		<title>Isola Capo Rizzuto, inchiesta &#8216;Jonny&#8217;: dopo condanne definitive tornano in carcere esponenti del clan Arena</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 09:36:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo le conferme di condanna della Suprema Corte di Cassazione a carico di numerosi indagati nell’inchiesta Jonny, sono scattate le manette per soggetti legati al clan “Arena” di Isola di Capo Rizzuto. I Carabinieri della Tenenza, infatti, nei giorni scorsi hanno tradotto nei vari istituti penitenziari della regione alcuni degli esponenti di spicco della cosca, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le conferme di condanna della Suprema Corte di Cassazione a carico di numerosi indagati nell’inchiesta Jonny, sono scattate le manette per soggetti legati al clan <em>“Arena”</em> di Isola di Capo Rizzuto. I Carabinieri della Tenenza, infatti, nei giorni scorsi hanno tradotto nei vari istituti penitenziari della regione alcuni degli esponenti di spicco della cosca, quali L. R., 65enne, L. V., 35enne, A. G., 59enne, e A. P. 33enne. Gli stessi, che erano già detenuti e poi liberati per decorrenza termine cautelare, dovranno scontare la restante parte della pena in carcere.</p>
<p>L&#8217;operazione &#8220;Jonny&#8221;, scattata nel maggio 2017 e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Catanzaro sotto la guida di Nicola Gratteri, è una delle più imponenti inchieste giudiziarie contro la &#8216;ndrangheta calabrese. L&#8217;indagine ha svelato il capillare controllo del territorio e gli affari illeciti della cosca Arena di Isola di Capo Rizzuto. L&#8217;elemento centrale dell&#8217;indagine ha riguardato la sistematica distrazione di fondi pubblici destinati alla gestione del Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA) di Isola di Capo Rizzuto. Dei circa 103 milioni di euro stanziati dallo Stato tra il 2006 e il 2015, <strong>oltre 36 milioni di euro sono finiti nelle casse del clan Arena</strong>. Il sistema si basava sul subappalto della ristorazione e dei servizi a società fittizie o controllate dalla cosca, a fronte di servizi spesso pessimi forniti ai migranti.</p>
<p>L&#8217;inchiesta ha documentato come la cosca avesse imposto il proprio monopolio anche nel settore delle scommesse online e delle slot machine tra Crotone e provincia, generando profitti milionari. Il clan controllava capillarmente il tessuto economico locale tramite estorsioni a commercianti e villaggi turistici, imponendo forniture e aziende &#8220;amiche&#8221;. L&#8217;operazione condotta da Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza aveva portato a <strong>110 arresti</strong> e al <strong>sequestro di beni per oltre 84 milioni di euro</strong>.</p>
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		<item>
		<title>Ponte sullo Stretto: inchiesta anche sul livello politico, Procura Catanzaro apre altri filoni indagine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 18:20:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si scava nei rapporti. Nei telefoni sequestrati. Nella rete di contatti che Vincenzo Virgiglio e soprattutto Giacomo Francesco Saccomanno – ex responsabile della Lega Salvini in Calabria e fino al 29 aprile scorso consigliere di amministrazione della Stretto di Messina spa – avrebbero tenuto dentro e attorno alla partita del Ponte sullo Stretto. Una partita [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="atext" data-mrf-recirculation="Article links">Si scava nei rapporti. Nei telefoni sequestrati. Nella rete di contatti che <strong>Vincenzo Virgiglio</strong> e soprattutto <strong>Giacomo Francesco Saccomanno</strong> – ex responsabile della Lega Salvini in Calabria e fino al 29 aprile scorso consigliere di amministrazione della Stretto di Messina spa – avrebbero tenuto dentro e attorno alla partita del <strong>Ponte sullo Stretto</strong>. Una partita da 13,5 miliardi, che corre dalla società concessionaria alla capofila del consorzio Webuild/Eurolink e arriva fino alla politica. È lì che i magistrati cercano il secondo livello dell’inchiesta: le relazioni societarie, gli agganci al Parlamento, i possibili intermediari. Perché, negli atti, non si esclude che le «promesse di utilità» rivolte all’ex giudice contabile <strong>Tommaso Miele</strong> siano arrivate «da parte di terzi di cui Virgiglio e Saccomanno si facevano portavoce». Non solo. A quanto risulta, la <strong>Procura di Catanzaro</strong> starebbe ancora lavorando su altri filoni, diversi da quelli trasmessi per competenza ai pm di Roma.</p>
<div class="asubtitle">
<h2 id="U07176242811ZLd">Il filone dei pm di Roma</h2>
</div>
<p class="atext" data-mrf-recirculation="Article links">L’inchiesta capitolina è affidata ai magistrati Francesco Gualtieri e Fabrizio Tucci, che coordinano gli accertamenti dei carabinieri del Ros. Virgiglio, Saccomanno e Miele rispondono di <strong>corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio</strong>. L’indagine è ancora in una fase preliminare, ma negli atti gli investigatori fissano un primo punto: «<em>Vincenzo Virgiglio, di concerto con Giacomo Francesco Saccomanno, è riuscito ad avvicinare il presidente aggiunto della Corte dei Conti, Miele, per influire sull’andamento del controllo di legittimità in corso della Corte dei Conti, sugli atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato relativi al progetto Ponte sullo Stretto, per acquisire informazioni riservate sull’andamento dell’istruttoria</em>». Il tentativo, però, non avrebbe prodotto l’esito sperato. Il 29 ottobre scorso i giudici contabili bloccheranno il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto, già approvato dal Cipess. Eppure, secondo gli atti, Miele avrebbe continuato a svolgere la sua funzione in favore di Virgiglio e Saccomanno. È qui che, nella lettura degli investigatori, si saldano i due piani dell’inchiesta: le informazioni riservate sull’iter del Ponte e la ricerca di una nuova collocazione per Miele dopo l’uscita dalla magistratura contabile.</p>
<div class="acor arec" data-mrf-recirculation="Consigliati per te Inline">
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<div class="col-md-6">
<article class="aprev aprev--acor aprev--acor-small">
<div class="aprev-main"><span style="color: #111111; font-family: Roboto, sans-serif; font-size: 27px;">Il concerto di Natale a Montecitorio</span></div>
</article>
</div>
</div>
</div>
<p class="atext" data-mrf-recirculation="Article links">L’indagine ora punta sul circuito più sensibile, quello politico che affiora dai documenti finora depositati. Ci sono contatti incrociati con esponenti leghisti. E c’è il rapporto con il sindaco di un Comune del Veronese, dal quale arriva una <em>«immediata disponibilità»”</em>. Una disponibilità concreta: la «<em>garanzia di accompagnarlo a parlare con esponenti politici in occasione del Concerto di Natale del 20 dicembre 2025 a Montecitorio</em>». L’obiettivo, secondo gli atti, era ottenere un «endorsment» per l’incarico al quale Miele puntava una volta lasciata la magistratura contabile per raggiunti limiti di età: una posizione all’Antitrust. Ma il fascicolo non si ferma a Miele. Gli atti svelano anche un tentativo di avvicinare almeno altri due magistrati della Corte dei Conti. L’obiettivo, secondo la ricostruzione, era di dotarsi di altre due «<em>talpe</em>» nel collegio chiamato a occuparsi dei controlli di legittimità sull’iter di approvazione della delibera Cipess. Inviti e offerte sarebbero arrivati nell’ottobre scorso. Senza risultato: i due magistrati avvicinati non risposero alle sollecitazioni.</p>
<p>(Fonte: ilsole24ore.com)</p>
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		<item>
		<title>Inchiesta Ponte sullo Stretto, gli indagati tentarono di corrompere altri due giudici</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inchiesta-ponte-sullo-stretto-gli-indagati-tentarono-di-corrompere-altri-giudici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:33:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non solo Tommaso Miele. Nell&#8217;inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto spunta anche il tentativo, secondo l&#8217;accusa, di avvicinare altri due magistrati contabili ritenuti utili agli interessi del gruppo favorevole alla realizzazione dell&#8217;opera. Un tentativo che, a quanto si apprende, sarebbe però fallito: i due magistrati non avrebbero accettato gli inviti. Il meccanismo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non solo Tommaso Miele. Nell&#8217;inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto spunta anche il tentativo, secondo l&#8217;accusa, di avvicinare altri due magistrati contabili ritenuti utili agli interessi del gruppo favorevole alla realizzazione dell&#8217;opera. Un tentativo che, a quanto si apprende, sarebbe però fallito: i due magistrati non avrebbero accettato gli inviti.</p>
<p>Il meccanismo ipotizzato dagli inquirenti è lo stesso che, sempre secondo l&#8217;accusa, l&#8217;imprenditore Vincenzo Virgiglio e l&#8217;avvocato Giacomo Francesco Saccomanno avrebbero messo in campo con l&#8217;ex presidente aggiunto della Corte dei conti, Tommaso Miele, anche lui indagato. A Miele sarebbe stato promesso sostegno per futuri incarichi in enti dopo il pensionamento, in cambio di una sua azione favorevole al progetto, con aggiornamenti sull&#8217;andamento della procedura davanti alla magistratura contabile e la rivelazione di informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi.</p>
<p>Ora il materiale sequestrato dai carabinieri del Ros nel corso delle perquisizioni eseguite a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone &#8211; dispositivi elettronici e documenti &#8211; sarà analizzato dagli investigatori e sottoposto ai pm della Procura di Roma. L&#8217;indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, procede per corruzione per l&#8217;esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d&#8217;ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione e utilizzazione di segreti d&#8217;ufficio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/inchiesta-ponte-sullo-stretto-gli-indagati-tentarono-di-corrompere-altri-giudici/">Inchiesta Ponte sullo Stretto, gli indagati tentarono di corrompere altri due giudici</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Inchiesta Ponte sullo Stretto, Irto (Pd): “Il governo venga subito in Parlamento a dire la verità”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inchiesta-ponte-sullo-stretto-irto-pd-il-governo-venga-subito-in-parlamento-a-dire-la-verita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 16:11:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
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		<category><![CDATA[Irto]]></category>
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		<category><![CDATA[Ponte Stretto]]></category>
		<category><![CDATA[verità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il governo venga subito in Parlamento a dire la verità sul Ponte sullo Stretto&#8221;. Lo afferma il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria e a Palazzo Madama componente della Commissione Lavori pubblici. &#8220;L&#8217;indagine della Procura di Roma, con ipotesi di corruzione e rivelazione del segreto d&#8217;ufficio, rende ancora più urgente un chiarimento pubblico e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/inchiesta-ponte-sullo-stretto-irto-pd-il-governo-venga-subito-in-parlamento-a-dire-la-verita/">Inchiesta Ponte sullo Stretto, Irto (Pd): “Il governo venga subito in Parlamento a dire la verità”</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Il governo venga subito in Parlamento a dire la verità sul Ponte sullo Stretto&#8221;.</em> Lo afferma il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria e a Palazzo Madama componente della Commissione Lavori pubblici. &#8220;<em>L&#8217;indagine della Procura di Roma, con ipotesi di corruzione e rivelazione del segreto d&#8217;ufficio, rende ancora più urgente un chiarimento pubblico e istituzionale. Vale sempre la presunzione d&#8217;innocenza, ma – c</em>ontinua il parlamentare dem<em> – il governo non può restare in silenzio mentre emergono fatti gravi sull&#8217;opera, destinata a impegnare enormi risorse pubbliche. </em></p>
<p><em>Da mesi denunciamo forzature procedurali, opacità e una propaganda sfacciata- </em>dichiara Irto<em>. Il ministro Salvini ha trasformato il Ponte in una bandiera ideologica, ma la Calabria e la Sicilia continuano ad attendere il potenziamento dell&#8217;Alta velocità ferroviaria, delle strade, dei porti e dei collegamenti ordinari&#8221;</em>.</p>
<p>&#8220;<em>Le notizie di queste ore, insieme allo scontro interno alla maggioranza per il controllo della società Stretto di Messina, alimentano interrogativi ai quali il governo – </em>rimarca il senatore del Pd <em>– deve rispondere davanti al Parlamento e ai cittadini. L&#8217;infrastruttura non può diventare terreno di spartizione politica né presentare dubbi sulla correttezza delle procedure. Chiediamo che l&#8217;esecutivo riferisca immediatamente alle Camere e chiarisca ogni aspetto della vicenda. La Calabria – </em>conclude Irto <em>– ha bisogno di trasparenza, legalità e investimenti utili, non di propaganda e irresponsabilità&#8221;</em>.</p>
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		<title>Cosenza, bimba di 18 mesi muore in ospedale: genitori denunciano, Procura apre inchiesta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-bimba-di-18-mesi-muore-in-ospedale-genitori-denunciano-procura-apre-inchiesta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 14:43:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[bimba]]></category>
		<category><![CDATA[deceduta]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
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		<category><![CDATA[procura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una bimba di 18 mesi, originaria di Bocchigliero, è morta in ospedale a Cosenza dove si trovava ricoverata da qualche giorno. Secondo quanto al momento si è appreso, la piccola da giorni soffriva di dissenteria, ed era affetta da una rara malattia del sangue, la sindrome emolitico uremica. In un primo tempo è stata ricoverata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="mvp-content-main" class="left relative">
<div>Una bimba di 18 mesi, originaria di Bocchigliero, è morta in ospedale a Cosenza dove si trovava ricoverata da qualche giorno. Secondo quanto al momento si è appreso, la piccola da giorni soffriva di dissenteria, ed era affetta da una rara malattia del sangue, la sindrome emolitico uremica.</div>
<div></div>
<div>In un primo tempo è stata ricoverata presso il reparto di pediatria ma, questa mattina presto, la situazione clinica sarebbe precipitata con i sanitari che ne hanno imposto l&#8217;immediato trasferimento in terapia intensiva dove tutti gli interventi dei medici sono risultati vani. La bimba sarebbe  deceduta a causa di un arresto cardiaco.</div>
<div></div>
</div>
<div id="mvp-content-main" class="left relative">
<div>Sulla base della denuncia dei genitori la Procure della Repubblica di Cosenza ha aperto un fascicolo d&#8217;indagine contro ignoti delegando i Carabinieri per l’avvio di tutti gli accertamenti del caso, ad iniziare dal sequestro della cartella clinica nonchè di tutta la documentazione sanitaria relativa alla degenza della minore. Adesso si aspetta che la Procura disponga l&#8217;autopsia.</div>
</div>
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		<title>Ecomafie, Irto (Pd): “Nuova inchiesta su De Grazia e navi a perdere è passo atteso da anni&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ecomafie-irto-pd-nuova-inchiesta-su-de-grazia-e-navi-a-perdere-e-passo-atteso-da-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 15:49:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[De Grazia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;È di grande rilievo che la Commissione parlamentare Ecomafie abbia scelto di avviare un nuovo approfondimento sulle navi a perdere, sui traffici illegali di rifiuti e sulla morte del capitano Natale De Grazia&#8220;. Lo afferma il senatore Nicola Irto, componente della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e segretario del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>È di grande rilievo che la Commissione parlamentare Ecomafie abbia scelto di avviare un nuovo approfondimento sulle navi a perdere, sui traffici illegali di rifiuti e sulla morte del capitano Natale De Grazia</em>&#8220;. Lo afferma il senatore Nicola Irto, componente della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e segretario del Pd Calabria.</p>
<p>&#8220;<em>La vicenda – r</em>ammenta il parlamentare<em> – riguarda la tutela del Mediterraneo, il contrasto alle ecomafie e la credibilità delle istituzioni. Oggi permangono diversi interrogativi pesanti sui traffici internazionali di rifiuti tossici e sulle circostanze della morte di De Grazia, servitore dello Stato che aveva compreso la gravità del sistema criminale che stava emergendo&#8221;. Il senatore dem poi ricorda: &#8220;Già nei mesi scorsi avevamo chiesto di riaprire il dossier sulle navi dei veleni&#8221;</em>.</p>
<p>Difatti, nello scorso dicembre, a Reggio Calabria, durante un&#8217;iniziativa promossa da Legambiente per i 30 anni dalla morte del capitano De Grazia, anche lo stesso senatore aveva sollecitato nuovi accertamenti e l&#8217;utilizzo delle tecnologie più avanzate per le ricerche sui fondali. &#8220;<em>Adesso occorre un lavoro rigoroso e senza opacità per accertare responsabilità, complicità e collegamenti internazionali. La verità è indispensabile – </em>conclude Irto<em> – per difendere l&#8217;ambiente e alimentare la fiducia dei cittadini nello Stato</em>&#8220;.</p>
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		<item>
		<title>Scarcerato il 53enne Matteo Costanza coinvolto nell&#8217;inchiesta sul narcotraffico &#8220;Millennium&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/scarcerato-il-53enne-matteo-costanza-coinvolto-nellinchiesta-sul-narcotraffico-millennium/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 10:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Costanza]]></category>
		<category><![CDATA[MIllennium]]></category>
		<category><![CDATA[Narcotraffico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, dopo un annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione, ha revocato il provvedimento di arresto nei confronti di Matteo Costanza, di 53 anni, coinvolto nell&#8217;inchiesta &#8220;Millennium&#8221; con l&#8217;accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L&#8217;uomo era stato estradato dalla Spagna nel luglio dell&#8217;anno scorso dopo due mesi dal blitz [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, dopo un annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione, ha revocato il provvedimento di arresto nei confronti di Matteo Costanza, di 53 anni, coinvolto nell&#8217;inchiesta &#8220;<em>Millennium</em>&#8221; con l&#8217;accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L&#8217;uomo era stato estradato dalla Spagna nel luglio dell&#8217;anno scorso dopo due mesi dal blitz dei carabinieri che aveva portato all&#8217;arresto di 97 persone. Secondo gli investigatori, Costanza sarebbe stato uno dei broker del narcotraffico internazionale stroncato con l&#8217;operazione coordinata dalla Dda di Reggio Calabria.</p>
<p id="ob">In particolare, i pm lo considerano il referente in Spagna della cosca Barbaro &#8220;<em>Castan</em>i&#8221; di Platì. Titolare di un&#8217;azienda a Malaga specializzata nel commercio di autovetture, Costanza, attraverso la corruzione di funzionari doganali, sarebbe riuscito a gestire l&#8217;importazione in Europa di consistenti carichi di cocaina provenienti dal Sudamerica. Un impianto accusatorio contestato dagli avvocati Alessandro Diddi e Davide Vigna che, dopo l&#8217;estradizione di Costanza, avevano presentato ricorso al Tribunale del Riesame che ha confermato la misura cautelare disposta dal gip nei confronti dell&#8217;indagato.</p>
<p>Con sentenza del febbraio 2026, la Cassazione ha accolto il ricorso della difesa rimandando gli atti a un nuovo Tdl davanti al quale gli avvocati hanno ribadito la carenza di gravi indizi di colpevolezza. Il 15 aprile, quindi, il Riesame ha revocato l&#8217;ordinanza di arresto disponendo la scarcerazione di Matteo Cosenza. &#8220;<em>Si chiude così, dopo quasi undici mesi di detenzione carceraria, la fase cautelare di una vicenda che si inserisce nel contesto processuale più ampio dell&#8217;operazione &#8216;Millennium&#8217;: un procedimento che rimane tra i più rilevanti nell&#8217;attività antimafia della DDA di Reggio Calabria, ma che sul fronte cautelare porta ora impresso il segno di una difesa capace di reggere — e vincere — il confronto fino ai massimi gradi della giurisdizione&#8221;</em>, scrive in un nota l&#8217;avv. Davide Vigna.</p>
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		<item>
		<title>Inchiesta &#8220;Grecale&#8221; su università Catanzaro: 10 rinviati a giudizio, c&#8217;è anche ex rettore De Sarro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inchiesta-grecale-su-universita-catanzaro-10-rinviati-a-giudizio-ce-anche-ex-rettore-de-sarro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 17:51:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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		<category><![CDATA[De Sarro]]></category>
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		<category><![CDATA[processo]]></category>
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		<category><![CDATA[università]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 10 le persone che, nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta &#8220;Grecale&#8221;, sono state rinviate a giudizio dal Giudice per l&#8217;udienza preliminare di Catanzaro, Gilda Danila Romano. Gli indagati all&#8217;interno dell&#8217;Università Magna Graecia avrebbe operato un&#8217;associazione per delinquere che avrebbe commesso illeciti nella gestione di due laboratori con cavie vive (detti stabulari) nei quali venivano fatte sperimentazioni per progetti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 10 le persone che, nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta &#8220;Grecale&#8221;, sono state rinviate a giudizio dal Giudice per l&#8217;udienza preliminare di Catanzaro, <strong>Gilda Danila Romano</strong>. Gli indagati all&#8217;interno dell&#8217;Università Magna Graecia avrebbe operato un&#8217;associazione per delinquere che avrebbe commesso illeciti nella gestione di due laboratori con cavie vive (<em>detti stabulari</em>) nei quali venivano fatte sperimentazioni per progetti di ricerca. Tra le persone rinviate a giudizio figurano l&#8217;ex rettore e responsabile scientifico di quattro progetti <strong>Giovambattista De Sarro</strong>, il cardiologo <strong>Ciro Indolfi</strong>, responsabile di un progetto di ricerca, veterinari, i responsabili del benessere animale.<br />
Il 16 marzo avrà, invece, inizio la requisitoria del pm Saverio Sapia nei confronti di coloro che hanno optato per il rito abbreviato, tra i quali il direttore del dipartimento di Prevenzione dell&#8217;Asp veterinaria di Catanzaro <strong>Giuseppe Caparello</strong>, sua figlia <strong>Maria</strong>, accusata di corruzione perché sarebbe stata ammessa illecitamente alla scuola di specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica grazie ad un presunto rapporto corruttivo tra il padre e l&#8217;ex rettore, veterinari e responsabili di progetti di ricerca.<br />
Il gup ha poi prosciolto <strong>Vincenzo Musolino</strong>, <strong>Cristina Rita Carresi</strong>, <strong>Federica Scarano</strong>, <strong>Carmen De Caro</strong> e <strong>Velia Cassano</strong> che rispondevano tutti di false informazioni al pm. Prosciolti anche <strong>Elzbieta Janda</strong> dall&#8217;unica accusa di uccisione di animali e il veterinario <strong>Pierino Anastasio</strong> dall&#8217;accusa di falso.</p>
<p><strong>Rinviati a giudizio:</strong></p>
<p><strong>Domenico Britti</strong>, 61 anni, residente a Squillace, presidente dell’Organismo preposto al benessere animale, nonché presidente, fino al 2023, della Scuola di Farmacia e Nutraceutica e responsabile del benessere animale per lo stabulario di Germaneto; <strong>Fabio Castagna</strong>, 57 anni, residente a Catanzaro, veterinario designato per lo stabulario di Roccelletta di Borgia;  <strong>Rita Citraro</strong>, 56 anni, residente a Borgia; <strong>Nicola Costa</strong>, 59 anni, residente a Sant’Andrea Apostolo dello Jonio, veterinario designato per lo stabulario di Roccelletta di Borgia sino al 2021; l’ex rettore dell’Umg <strong>Giovambattista De Sarro</strong>, 70 anni, residente a Messina; il cardiologo <strong>Ciro Indolfi</strong>, 71 anni, residente a Somma Vesuviana; <strong>Giovanni Loprete</strong>, 41 anni, residente a Catanzaro, veterinario designato per lo stabulario di Germaneto; <strong>Ernesto Palma,</strong> 63 anni, residente a Lamezia Terme, responsabile del benessere animale per lo stabulario a Roccelletta di Borgia; <strong>Anselmo Poerio</strong>, 71 anni, residente a Montepaone, veterinario convenzionato dell’Asp addetto alle ispezioni negli stabulari dell’Ateneo; <strong>Giuseppe Viscomi,</strong> 67 anni, residente a Catanzaro, il veterinario dell’Asp, responsabile delle ispezioni negli stabulari Umg. La prima udienza del processo a loro carico è stata fissata per il 12 maggio.</p>
<p>Ha chiesto di patteggiare la pena il docente del dipartimento di Scienze della salute dell’ateneo <strong>Antonio Leo</strong>, 47 anni, residente a Catanzaro e la sua posizione è stata stralciata dal gup per essere trattata il 26 marzo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Inchiesta ‘Doppia curva’: quella milanista faceva 100mila euro l&#8217;anno, quella interista mafiosa</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inchiesta-doppia-curva-quella-milanista-faceva-100mila-euro-lanno-quella-interista-mafiosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 07:39:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
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		<category><![CDATA[Milan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Un quadro di stabile interazione tra il gruppo ultras, articolazioni della criminalità organizzata calabrese e l’attività economica dei parcheggi, con Giuseppe Caminiti quale snodo funzionale tra interessi imprenditoriali di Gherardo Zaccagni e protezione mafiosa, e con permanenza del controllo ambientale del settore da parte della Curva Nord mediante vere e proprie modalità estorsive”. Lo scrive [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Un quadro di stabile interazione tra il gruppo ultras, articolazioni della criminalità organizzata calabrese e l’attività economica dei parcheggi, con Giuseppe Caminiti quale snodo funzionale tra interessi imprenditoriali di Gherardo Zaccagni e protezione mafiosa, e con permanenza del controllo ambientale del settore da parte della Curva Nord mediante vere e proprie modalità estorsive”. Lo scrive la Gup di Milano Rossana Mongiardo nelle motivazioni della sentenza con cui, il 17 giugno, ha inflitto pene per quasi 90 anni di carcere a carico di 16 imputati nel processo abbreviato scaturito dalle indagini dei pm della Dda Paolo Storari e Sara Ombra e che avevano portato al maxi blitz &#8220;doppia curva&#8221; del settembre 2024 di Polizia e Gdf sugli ex vertici del tifo organizzato di Inter e Milan.</p>
<p>“Le conversazioni captate, inoltre, accertano, senza dubbio, l’intrinseca carica intimidatrice dei capi ultras, derivante sia dai precedenti penali e dalla propensione alla violenza, sia dal ruolo apicale nella Curva Nord, la cui capacità di condizionamento costituiva elemento idoneo a coartare la volontà della vittima, che accettava il versamento quale costo necessario alla prosecuzione dell’attività” si legge nelle motivazioni in cui si ravvisa l’estorsione ambientale. Caminiti ha un ruolo di “raccordo” con esponenti della Nord e della criminalità organizzata di matrice ‘ndranghetista.<br />
Il quadro delineato nelle motivazioni, rispetto a quanto accade nelle fila del tifo organizzato nerazzurro, “configura dinamiche relazionali riconducibili alle modalità operative della ‘Ndrangheta, caratterizzate da rapporti di fedeltà, riconoscimento delle posizioni di influenza e gestione gerarchica delle pretese economiche connesse al controllo territoriale ed alle attività imprenditoriali para-lecite”.</p>
<p>Nelle motivazioni, inoltre, si legge la &#8220;volontà di non spartire con nessuno la gestione e gli introiti&#8221; della Curva Sud milanista ha &#8220;motivato le azioni di intimidazione e di violenza&#8221; assicurando guadagni illeciti, come con la &#8220;rivendita dei biglietti&#8221;, superiori a &#8220;100mila euro all&#8217;anno&#8221;. Dall&#8217;altro lato, la Curva Nord interista era &#8220;un mero contesto materiale di copertura&#8221; sempre per i business illegali e con &#8220;un rapporto di protezione di matrice mafiosa&#8221;, che aveva &#8220;l&#8217;avallo&#8221; del clan della &#8216;ndrangheta dei Bellocco.</p>
<p>Le pene più alte per i capi delle due curve di San Siro, l&#8217;interista Andrea Beretta, ora collaboratore di giustizia, e il milanista Luca Lucci: 10 anni a testa. Gup che ha riconosciuto tutte le imputazioni, da un omicidio recente, quello del 2024 di Antonio Bellocco rampollo dell&#8217;omonima cosca, ad un tentato omicidio di sei anni fa, fino alle due associazioni per delinquere tra cui ci sarebbe stato un &#8220;patto&#8221; per gli affari, tra la Curva Sud milanista e la Nord interista, quest&#8217;ultima pure con l&#8217;aggravante mafiosa per rapporti con la &#8216;ndrangheta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/inchiesta-doppia-curva-quella-milanista-faceva-100mila-euro-lanno-quella-interista-mafiosa/">Inchiesta ‘Doppia curva’: quella milanista faceva 100mila euro l&#8217;anno, quella interista mafiosa</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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