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	<title>impianto Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Jul 2026 16:31:54 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Presunti illeciti in impianto compostaggio: DDA chiede giudizio per 11 indagati, c&#8217;è anche Eugenio Guarascio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 16:31:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per rispondere dell&#8217;accusa di associazione per delinquere finalizzata a traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale, la Procura distrettuale di Catanzaro, competente per i reati sul traffico illecito di rifiuti, ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di 11 persone fisiche e tre società in merito a presunti illeciti compiuti nell&#8217;impianto di compostaggio Eco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per rispondere dell&#8217;accusa di associazione per delinquere finalizzata a traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale, la Procura distrettuale di Catanzaro, competente per i reati sul traffico illecito di rifiuti, ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di 11 persone fisiche e tre società in merito a presunti illeciti compiuti nell&#8217;impianto di compostaggio Eco Call di Vazzano, nel Vibonese. Gli imputati sono accusati  I reati si sarebbero protratti dal marzo 2021 fino al 13 marzo 2024, data in cui l&#8217;impianto è stato posto sequestro.</p>
<p id="ob">Nell&#8217;inchiesta, inizialmente coordinata dalla Procura di Vibo Valentia, sono coinvolti l&#8217;imprenditore e il patron del Cosenza Calcio, <strong>Eugenio Guarascio, di 72 anni, di Lamezia Terme,</strong> amministratore unico della 4El Group srl; sua sorella <strong>Ortenzia Guarascio</strong> (61), amministratore unico della Eco Call spa; <strong>Gianfranco Comito</strong> (68), di Vibo Valentia, in qualità di dirigente del settore Ambiente della Regione Calabria; alcuni dipendenti della Eco Call; <strong>Vincenzo De Matteis</strong> (53), dipendente della Regione Calabria &#8211; Settore Ciclo Integrato dei Rifiuti e due funzionari Arpacal, <strong>Nicola Anselmo Ocello</strong> (59) e <strong>Dario Giuliano</strong> (60).</p>
<p> La richiesta di rinvio a giudizio &#8211; firmata dai sostituti procuratori Filomena Aliberti, Irene Crea e dal procuratore di Catanzaro Salvatore Curcio &#8211; riguarda anche le società Eco Call spa, Ecoogia Oggi spa e 4El Group srl.  A vario titolo sono contestati agli imputati anche i reati di falso ideologico, rivelazione di segreti d&#8217;ufficio, getto pericoloso di cose. Secondo l&#8217;accusa l&#8217;impianto di Vazzano avrebbe dovuto produrre compost per l&#8217;agricoltura ma in realtà avrebbe avrebbe generato rifiuti inquinanti contenenti plastiche, vetri e altre sostanze che andavano ad inquinare irrimediabilmente i terreni agricoli. L&#8217;udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 6 novembre. Persona offesa è stata dichiarata il sindaco del Comune di Vazzano.</p>
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		<title>Coldiretti Calabria: atto criminale gravissimo contro l&#8217;impianto irriguo di Reggio Ovest a Rosarno</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/coldiretti-calabria-atto-criminale-gravissimo-contro-limpianto-irriguo-di-reggio-ovest-a-rosarno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:01:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Coldiretti Calabria &#8220;condanna con la massima fermezza il gravissimo atto criminale, compiuto da vigliacchi che ha compromesso arrecando gravissimi danni, l&#8217;impianto irriguo Vena del comprensorio Reggio Ovest, nel territorio di Rosarno, arrecando ingenti danni al Consorzio di Bonifica della Calabria e mettendo seriamente a rischio la stagione irrigua di numerose aziende agricole. Si tratta di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Coldiretti Calabria &#8220;<em>condanna con la massima fermezza il gravissimo atto criminale, compiuto da vigliacchi che ha compromesso arrecando gravissimi danni, l&#8217;impianto irriguo Vena del comprensorio Reggio Ovest, nel territorio di Rosarno, arrecando ingenti danni al Consorzio di Bonifica della Calabria e mettendo seriamente a rischio la stagione irrigua di numerose aziende agricole. Si tratta di un gesto vile, spregevole, deliberato e inaccettabile, che non rappresenta solo un attacco a un&#8217;infrastruttura strategica, ma un vero e proprio affronto al lavoro degli agricoltori, alla legalità e allo sviluppo di un territorio che vive di agricoltura e che non può essere ostaggio di atti di sabotaggio e intimidazione</em>&#8220;.</p>
<p>Il presidente <b>Franco Aceto</b> e il <b>direttore Francesco Cosentini</b> &#8211; in una nota &#8211; &#8220;<em>esprimono fattiva e totale solidarietà al Consorzio di Bonifica della Calabria, ai lavoratori e agli agricoltori colpiti, ribadendo che colpire l&#8217;irrigazione significa colpire direttamente la produzione, il reddito delle imprese e l&#8217;intera economia locale. Coldiretti Calabria respinge con decisione ogni forma di criminalità che tenta di frenare il progresso e la dignità del lavoro agricolo e chiede alle istituzioni e alle forze dell&#8217;ordine un&#8217;azione immediata, decisa e senza esitazioni affinché i responsabili vengano individuati e perseguiti con il massimo rigore previsto dalla legge&#8221;.</em></p>
<p>&#8220;<em>È altrettanto indispensabile che si intervenga con urgenza assoluta per il ripristino del servizio irriguo, infrastruttura essenziale e non procrastinabile per garantire la continuità produttiva delle aziende agricole, la tutela del lavoro e la salvaguardia di una stagione agricola già messa a dura prova. Coldiretti Calabria ribadisce che legalità, sicurezza e infrastrutture funzionanti sono condizioni irrinunciabili per il presente e futuro dell&#8217;agricoltura calabrese&#8221;-</em> conclude la nota.</p>
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		<item>
		<title>Catanzaro, sequestrato impianto per la produzione di inerti privo di autorizzazione unica ambientale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-sequestrato-impianto-per-la-produzione-di-inerti-privo-di-autorizzazione-unica-ambientale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 May 2025 08:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito di controlli mirati alla tutela dell’ecosistema marino e costiero, militari della Guardia costiera, con il coordinamento della Procura di Catanzaro, hanno apposto i sigilli ad un impianto per la produzione di inerti a Catanzaro. La struttura che occupa una superficie di circa 8.000 metri quadri e produce materiale destinato ai cantieri edili. L’azienda, secondo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito di controlli mirati alla tutela dell’ecosistema marino e costiero, militari della Guardia costiera, con il coordinamento della Procura di Catanzaro, hanno apposto i sigilli ad un impianto per la produzione di inerti a Catanzaro. La struttura che occupa una superficie di circa 8.000 metri quadri e produce materiale destinato ai cantieri edili.</p>
<p>L’azienda, secondo quanto emerso, avrebbe operato in assenza della necessaria autorizzazione unica ambientale. Nel corso delle indagini è emerso inoltre che le acque reflue industriali venivano scaricate senza alcun trattamento, in violazione delle normative ambientali, ed è stata appurata la presenza di rifiuti speciali come plastiche, metalli misti, oli, inerti da demolizione depositati in maniera incontrollata.</p>
<p>Allo scopo di indurre i responsabili a sanare le gravi problematiche riscontrate è stato redatto un verbale di prescrizioni. A carico dell’azienda è stata comminata una sanzione amministrativa di oltre 4 mila euro per la mancanza del registro di carico e scarico dei rifiuti.</p>
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		<item>
		<title>La Guardia costiera sequestra a Catanzaro un impianto di lavorazione di inerti e calcestruzzo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/la-guardia-costiera-sequestra-a-catanzaro-un-impianto-di-lavorazione-di-inerti-e-calcestruzzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2025 13:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, nell’ambito di indagini volte al contrasto dei reati legati al ciclo dei rifiuti e dell’inquinamento ambientale, è stato ispezionato un impianto di produzione di calcestruzzo, avente un’estensione di circa 100.000 metri quadri, ubicato nel Comune di Catanzaro, che operava, in assenza di autorizzazioni per l’emissione in atmosfera, per l’estrazione di inerti da [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, nell’ambito di indagini volte al contrasto dei reati legati al ciclo dei rifiuti e dell’inquinamento ambientale, è stato ispezionato un impianto di produzione di calcestruzzo, avente un’estensione di circa 100.000 metri quadri, ubicato nel Comune di Catanzaro, che operava, in assenza di autorizzazioni per l’emissione in atmosfera, per l’estrazione di inerti da cava e per lo scarico di reflui industriali e, durante i controlli effettuati dai militari del Nucleo Operativo di Polizia Ambientale della Guardia Costiera di Soverato, è emerso che i reflui di scarto delle lavorazioni, venivano interamente sversati sul terreno e nelle acque superficiali di un vicino corso d’acqua.</p>
<p>Nello stabilimento veniva altresì riscontrata la presenza di circa 180 metri cubi di fanghi di lavorazione e altri rifiuti quali legno, plastica, metalli misti, cemento depositati in maniera incontrollata. L’intero complesso industriale è stato sequestrato ed il legale rappresentante dell’impresa è stato deferito alla Procura della Repubblica di Catanzaro per diverse ipotesi di reato.</p>
<p>A carico dell’azienda è stata infine comminata una sanzione amministrativa di euro 4.133 per mancanza del registro di carico e scarico rifiuti. Il procedimento penale pende nella fase delle indagini preliminari.</p>
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		<item>
		<title>Acque di lavorazione da scarico nascosto in torrente, sequestrato impianto inerti a Torremezzo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/acque-di-lavorazione-da-scarico-nascosto-in-torrente-sequestrato-impianto-inerti-a-torremezzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 11:10:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un impianto di lavorazione materiale inerte nella frazione &#8220;Torremezzo&#8221; di Falconara Albanese è stato posto sotto sequestro dai Carabinieri del Nucleo Forestale di Longobardi, insieme ai colleghi della Stazione di San Lucido, nel Cosentino. Dal controllo effettuato, sarebbe emerso che nell&#8217;impianto c&#8217;era uno scarico nascosto con sassi e vegetazione, che si immetteva direttamente nell&#8217;adiacente torrente [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un impianto di lavorazione materiale inerte nella frazione &#8220;Torremezzo&#8221; di Falconara Albanese è stato posto sotto sequestro dai Carabinieri del Nucleo Forestale di Longobardi, insieme ai colleghi della Stazione di San Lucido, nel Cosentino. Dal controllo effettuato, sarebbe emerso che nell&#8217;impianto c&#8217;era uno scarico nascosto con sassi e vegetazione, che si immetteva direttamente nell&#8217;adiacente torrente &#8220;Malpertuso&#8221; che, al cui punto di scarico, presentava delle acque visibilmente di colore marrone. Insospettiti dal colore i carabinieri hanno effettuato ulteriori accertamenti nell&#8217;impianto che avrebbero confermato come le acque di lavorazione miste al fango, che tracimavano da una vasca di decantazione, attraverso una tubatura sversavano direttamente nel torrente. </p>
<p>I militari hanno anche accertato che le acque del piazzale dell&#8217;impianto industriale, che viene utilizzato anche per la movimentazione di diversi mezzi meccanici, venivano scaricate tramite un&#8217;apertura direttamente nel torrente senza alcun processo di depurazione. Alla luce di quanto emerso, su disposizione dell&#8217;Autorità giudiziaria, i carabinieri Forestale hanno proceduto al sequestro d&#8217;urgenza dell&#8217;impianto di lavorazione inerti, contestando al titolare dell&#8217;impresa diversi reati tra i quali l&#8217;attività di gestione non autorizzata di rifiuti non pericolosi quali fanghi prodotti dalla lavorazione della pietra che poi venivano immessi nel torrente senza alcuna autorizzazione.</p>
<p>Inoltre è stata contestata al proprietario anche la gestione di un deposito di fanghi prodotti dalle lavorazioni che non ha rispettato il limite temporale previsto dalla normativa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/acque-di-lavorazione-da-scarico-nascosto-in-torrente-sequestrato-impianto-inerti-a-torremezzo/">Acque di lavorazione da scarico nascosto in torrente, sequestrato impianto inerti a Torremezzo</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sanità, a Polistena primo impianto CCM per trattamento elettrico dello scompenso cardiaco</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-a-polistena-primo-impianto-ccm-per-trattamento-elettrico-dello-scompenso-cardiaco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 10:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nei giorni scorsi, è stato eseguito presso il reparto di cardiologia &#8211; diretto dal primario Carmelo Massimiliano Rao &#8211; del presidio ospedaliero di Polistena il primo impianto di un innovativo dispositivo per il trattamento elettrico dello scompenso cardiaco refrattario, dando avvio ad una nuova stagione nel trattamento di questa patologia, in linea migliori standard nazionali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sanita-a-polistena-primo-impianto-ccm-per-trattamento-elettrico-dello-scompenso-cardiaco/">Sanità, a Polistena primo impianto CCM per trattamento elettrico dello scompenso cardiaco</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Nei giorni scorsi, è stato eseguito presso il reparto di cardiologia &#8211; diretto dal primario Carmelo Massimiliano Rao &#8211; del presidio ospedaliero di Polistena il primo impianto di un innovativo dispositivo per il trattamento elettrico dello scompenso cardiaco refrattario, dando avvio ad una nuova stagione nel trattamento di questa patologia, in linea migliori standard nazionali ed europei&#8221;. È quanto si legge in una nota dell&#8217;Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria che prosegue: L&#8217;intervento effettuato dall&#8217;equipe di cardiostimolazione &#8211; dott. Mario Spanò, dott. Sebastiano Quartuccio, e dal coordinatore infermieristico Girolamo Guerrisi &#8211; ha permesso di attivare un moderno sistema di modulazione della contrazione cardiaca, definito CCM (Cardiac Contraction Modulation), ad un paziente affetto da cardiopatia ischemica cronica e contestualmente da amiloidosi cardiaca una patologia rara che vede altresì il centro di Polistena in prima linea per la diagnosi e il trattamento&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questa nuova tecnologia &#8211; si evidenzia &#8211; ha lo scopo di migliorare la contrattilità cardiaca tramite l&#8217;erogazione di una piccola quantità di energia a livello del setto in modo tale da provocare quelle modifiche cellulari atte a far aumentare il calcio intracellulare e di conseguenza la contrazione, con un effetto che si propaga alle cellule circostanti migliorando l&#8217;attività contrattile del cuore. Nei pazienti con insufficienza cardiaca sintomatica la modulazione della contrattilità rappresenta una concreta opzione terapeutica, essendosi rivelata un trattamento sicuro ed efficace nel ridurre i ricoveri per scompenso e nel migliorare i sintomi, la capacità funzionale e, soprattutto, la qualità della vita. Il presidio ospedaliero di Polistena è un punto di riferimento sicuro per la salute dei cittadini di tutto l&#8217;hinterland territoriale&#8221;.</p>
<p>&#8220;La Direzione generale guidata da Lucia Di Furia, il direttore sanitario Oreste Iacopino, il direttore sanitario di presidio Francesca Liotta, il direttore di Dipartimento Francesco Nasso, la farmacista Roberta Sergi, e tutte le strutture sanitarie convolte, si impegnano quotidianamente per il potenziamento quantitativo e qualitativo delle prestazioni sanitarie che si svolgono presso il Presidio ospedaliero di Polistena&#8221;- conclude la nota.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sanita-a-polistena-primo-impianto-ccm-per-trattamento-elettrico-dello-scompenso-cardiaco/">Sanità, a Polistena primo impianto CCM per trattamento elettrico dello scompenso cardiaco</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>NOMI-Indagini chiuse sull&#8217;impianto di rifiuti a Vazzano: per DDA sono stati smaltiti illecitamente</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nomi-indagini-chiuse-sullimpianto-di-rifiuti-a-vazzano-per-dda-sono-stati-smaltiti-illecitamente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 16:02:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica ha concluso le indagini preliminari relativi a un&#8217;inchiesta sull’impianto di rifiuti di Vazzano, in provincia di Vibo Valentia, che ha coinvolto diverse aziende e figure di spicco nel settore ambientale calabrese. L’indagine, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda), ha portato alla notifica di un avviso di conclusione delle indagini a quattordici [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica ha concluso le indagini preliminari relativi a un&#8217;inchiesta sull’impianto di rifiuti di Vazzano, in provincia di Vibo Valentia, che ha coinvolto diverse aziende e figure di spicco nel settore ambientale calabrese. L’indagine, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda), ha portato alla notifica di un avviso di conclusione delle indagini a quattordici persone fisiche e tre società. Tra gli indagati figurano <strong>Eugenio Guarascio</strong>, 71 anni, di Lamezia Terme e sua sorella <strong>Ortenzia Guarascio</strong>, 60 anni, anche lei di Lamezia Terme; <strong>Giuseppe Antonio Caruso</strong>, 32 anni, di Lamezia Terme; <strong>Francesco Currado</strong>, 71 anni, di Curinga (<em>direttore tecnico dell’impianto di ammendante compostato della Eco Call di Vazzano</em>), i quali avrebbero avuto ruoli apicali nelle società coinvolte: Eco Call S.p.A., Ecologia Oggi S.p.A. e 4EL Group S.r.l.. Indagati anche <strong>Maria Carmela Amato</strong>, 47 anni, di Cosenza, <strong>Rosario Fruci</strong>, 51 anni, di Lamezia Terme, e <strong>Alessandro Giardiello</strong>, 54 anni, di Castrolibero. Le accuse mosse dalla Procura, a vario titolo, sono gravi: associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, inquinamento ambientale e gestione abusiva di rifiuti. Ora gli indagati avranno venti giorni per presentare memorie difensive e chiedere di essere interrogati. Trascorso questo periodo, la Procura potrà decidere se procedere con le richieste di rinvio a giudizio.</p>
<p>Secondo le ricostruzioni investigative, dal marzo 2021 al marzo 2024, gli indagati avrebbero gestito illecitamente enormi quantità di rifiuti organici, dichiarandoli falsamente &#8220;ammendante compostato misto&#8221; e distribuendoli a comuni e aziende agricole. Tuttavia, le analisi di laboratorio avrebbero dimostrato che tali materiali erano inquinanti e non conformi alle normative ambientali. L’inchiesta ha rivelato un presunto sistema di complicità che coinvolge anche funzionari pubblici. Gianfranco Comito, 67 anni, di Vibo Valentia, ingegnere, dirigente del settore Ambiente della Regione Calabria (in passato anche consigliere comunale a Vibo con il Psi) e Vincenzo De Matteis, 52 anni, di San Fili, sono accusati di aver agevolato le attività illecite delle aziende coinvolte. In particolare, avrebbero concesso incrementi di quantità di rifiuti da trattare senza verificare la reale capacità dell’impianto.</p>
<p>Anche <strong>Franco Dario Giuliano</strong>, 59 anni, di Ricadi (<em>funzionario Arpacal di Vibo</em>) e <strong>Nicola Anselmo Ocello</strong>, 58 anni, di Vibo Valentia (<em>funzionario Arpacal di Vibo</em>), sono finiti sotto indagine per omissione di atti d’ufficio. Secondo gli inquirenti, avrebbero omesso di segnalare le gravi irregolarità riscontrate negli impianti, permettendo così la continuazione delle attività illecite. Le attività illecite avrebbero provocato un grave danno ambientale, con il percolato degli impianti sversato direttamente in corsi d’acqua e il deposito abusivo di rifiuti in aree protette. </p>
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		<title>Controllavano la loro piantagione di marijuana anche con impianto video: Tre arresti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/controllavano-la-loro-piantagione-di-marijuana-anche-con-impianto-video-tre-arresti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2025 11:08:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Crotonese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle primissime ore della mattinata dello scorso 3 gennaio, i Carabinieri del Gruppo Forestale di Crotone, con il supporto di quelli della Stazione di Scandale e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia del Centro Pitagorico, hanno arrestato 3 (tre) soggetti, il trentatreenne L.A., il ventiduenne S.M. e il venticinquenne L.F., quest’ultimo già recluso per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle primissime ore della mattinata dello scorso 3 gennaio, i <strong>Carabinieri del</strong> <strong>Gruppo Forestale di Crotone</strong>, con il supporto di quelli della Stazione di Scandale e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia del Centro Pitagorico, hanno arrestato 3 (<em>tre</em>) soggetti, <strong>il trentatreenne L.A.</strong>, <strong>il ventiduenne S.M.</strong> e <strong>il venticinquenne L.F.</strong>, quest’ultimo già recluso per degli altri motivi nel Carcere di Siano, a Catanzaro, in esecuzione di un’Ordinanza di Custodia Cautelare, emessa nei loro confronti dal G.I.P. del Tribunale di Crotone, poiché indagati per “<em>coltivazione e produzione illegale delle sostanze stupefacenti</em>”, in quanto ritenuti i presunti responsabili, insieme a un altro individuo, <strong>M.F.</strong>, destinatario dello stesso provvedimento e al momento non rintracciato, della realizzazione e della cura di una “<em>piantagione</em>” di canapa o “<em>cannabis indica</em>”.</p>
<p>L’indagine è scaturita dal rinvenimento e dal contestuale sequestro da parte dei <strong>Carabinieri del Nucleo Forestale di Crotone</strong> di un campo, coltivato con la suddetta sostanza nella località &#8216;Brasimato&#8217;, avvenuti lo scorso mese di giugno, nel corso di un servizio perlustrativo, grazie all’utilizzo di alcuni droni. Nella fattispecie, i suddetti apparecchi hanno permesso di localizzare, in un’area boschiva di “<em>eucalipto</em>”, quasi inaccessibile agli automezzi, la citata coltivazione, composta da più di <strong>500 </strong>(<strong><em>cinquecento</em></strong>)<strong> piante di </strong>“<strong><em>marijuana</em></strong>”, già nella fase dell’infiorescenza, pronte per la raccolta e per la produzione dello stupefacente, da avviare al commercio illegale.</p>
<p>Determinante per il buon esito dell’investigazione, diretta dalla Procura della Repubblica di Crotone, è risultato l’esame dei filmati e delle immagini, acquisiti da un sistema di videosorveglianza, adoperato dagli ignari coltivatori per vigilare l’area, che hanno consentito di risalire ai presunti autori. Dopo la notifica delle misure e al termine delle operazioni di foto segnalamento, <strong>L.A.</strong> e <strong>S.M.</strong> sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Crotone, mentre <strong>L.F.</strong> lasciato nella struttura detentiva, ove era già recluso, e <strong>M.F.</strong> è attivamente ricercato.</p>
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		<title>Illeciti impianto rifiuti di Vazzano: sospesi due dirigenti della Regione e due funzionari Arpacal</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/illeciti-impianto-rifiuti-di-vazzano-sospesi-due-dirigenti-della-regione-e-due-funzionari-arpacal/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Apr 2024 12:10:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[Arpacal]]></category>
		<category><![CDATA[dirigenti]]></category>
		<category><![CDATA[impianto]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[sospensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno e del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) di Vibo Valentia, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione delle misure interdittive emesse dal GIP del Tribunale di Vibo su richiesta del Procuratore Camillo Falvo e del sostituto co-titolare delle indagini nei confronti di due [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno e del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) di Vibo Valentia, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione delle misure interdittive emesse dal GIP del Tribunale di Vibo su richiesta del Procuratore Camillo Falvo e del sostituto co-titolare delle indagini nei confronti di due dirigenti della Regione Calabria e due funzionari dell’Arpacal sospesi dal servizio per un mese. </p>
<p>Si tratta di <strong>Gianfranco Comito</strong>, di Vibo Valentia, già alla guida del dipartimento &#8220;Ambiente e Territorio&#8221; della Regione Calabria; <strong>Vincenzo De Matteis</strong>, di San Fili, dipendente della Regione Calabria; <strong>Franco Dario Giuliano</strong> di Ricadi, funzionario dell&#8217;Arpacal di Vibo Valentia; <strong>Nicola Anselmo Ocello</strong>, di Vibo Valentia, funzionario dell&#8217;Arpacal.</p>
<p>Il provvedimento riguarda l’indagine che lo scorso mese di marzo ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli stessi dirigenti e funzionari regionali che – a vario titolo &#8211; concedevano e agevolavano l’aumento del quantitativo di rifiuti in ingresso nell’impianto di compostaggio di Vazzano, in provincia di Vibo Valentia, favorendo una serie di attività illecite.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="CwhoCmjvOi"><p><a href="https://www.calabrianews.it/inchiesta-su-rifiuti-come-fertilizzante-annullato-obbligo-dimora-per-eugenio-e-ortenzia-guarascio/">Inchiesta su rifiuti come fertilizzante, annullato obbligo dimora per Eugenio e Ortenzia Guarascio</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Inchiesta su rifiuti come fertilizzante, annullato obbligo dimora per Eugenio e Ortenzia Guarascio&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/inchiesta-su-rifiuti-come-fertilizzante-annullato-obbligo-dimora-per-eugenio-e-ortenzia-guarascio/embed/#?secret=6UrmfsmXnx#?secret=CwhoCmjvOi" data-secret="CwhoCmjvOi" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/illeciti-impianto-rifiuti-di-vazzano-sospesi-due-dirigenti-della-regione-e-due-funzionari-arpacal/">Illeciti impianto rifiuti di Vazzano: sospesi due dirigenti della Regione e due funzionari Arpacal</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Vaccarizzo, finanziamento Ue da 480 mila euro per impianto fotovoltaico con stazione di accumulo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/vaccarizzo-finanziamento-ue-da-480-mila-euro-per-impianto-fotovoltaico-con-stazione-di-accumulo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Aug 2023 07:47:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[accumulo]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamento]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[impianto]]></category>
		<category><![CDATA[stazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ue]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccarizzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vaccarizzo Albanese (CS)– Transizione energetica, 480 mila euro per l’installazione di un impianto fotovoltaico con annessa stazione di accumulo. Grazie al finanziamento europeo, Vakarici può aspirare a diventare un comune a zero emissioni. È quanto fa sapere il sindaco Antonio Pomillo sottolineando come questo innovativo progetto ha l’obiettivo di abbassare i costi per l’energia e, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vaccarizzo Albanese (CS)– Transizione energetica, 480 mila euro per l’installazione di un impianto fotovoltaico con annessa stazione di accumulo. Grazie al finanziamento europeo, Vakarici può aspirare a diventare un comune a zero emissioni. È quanto fa sapere il sindaco Antonio Pomillo sottolineando come questo innovativo progetto ha l’obiettivo di abbassare i costi per l’energia e, quindi, incidere sempre meno su tributi e imposte a carico dei cittadini.</p>
<p>Si tratta di progetti immediatamente cantierabili che potranno concludersi entro la fine di quest’anno. La delibera della Giunta regionale della Calabria, su proposta del Presidente Roberto Occhiuto, prevede lo stanziamento di 43 milioni di euro destinati a 94 comuni calabresi.</p>
<p>L’impianto prevede la messa in opera di un parco di pannelli solari di ultima generazione anche con capacità di immagazzinare corrente, riuscendo a soddisfare buona parte del fabbisogno energetico delle utenze pubbliche. </p>
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