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	<title>illecito Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 31 May 2026 17:15:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sant&#8217;Onofrio, trasporto illecito di rifiuti speciali: sequestrati autocarro e materiale edile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 12:11:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prosegue l’attività di controllo del territorio e di contrasto ai reati in materia ambientale da parte del Comando Provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia. Nell’ambito di tali servizi, i Carabinieri della Stazione di Sant’Onofrio hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia un uomo del luogo, ritenuto responsabile, allo stato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue l’attività di controllo del territorio e di contrasto ai reati in materia ambientale da parte del Comando Provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia. Nell’ambito di tali servizi, i Carabinieri della Stazione di Sant’Onofrio hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia un uomo del luogo, ritenuto responsabile, allo stato degli atti e fatta salva la presunzione di innocenza fino a sentenza irrevocabile di condanna, di violazioni alla normativa ambientale in materia di gestione dei rifiuti.</p>
<p>Nel corso di un controllo eseguito nel territorio del comune di Sant’Onofrio, i militari hanno fermato un autocarro, accertando che il conducente era intento al trasporto di rifiuti speciali non pericolosi costituiti da materiale edile di scarto. Gli accertamenti eseguiti hanno consentito di verificare che il trasporto veniva effettuato in assenza della prescritta iscrizione all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali.</p>
<p>Alla luce delle risultanze emerse, i militari operanti hanno proceduto al sequestro dell’autocarro utilizzato per il trasporto, nonché dei rifiuti rinvenuti. Il provvedimento è stato successivamente convalidato dall’Autorità Giudiziaria.</p>
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		<title>Polizia denuncia due soggetti a Villa San Giovanni  per traffico illecito di animali</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/polizia-denuncia-due-soggetti-a-villa-san-giovanni-per-traffico-illecito-di-animali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2025 10:51:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia di Stato ha denunciato due soggetti, rispettivamente di 45 e 23 anni, per traffico illecito di animali. Ieri pomeriggio, durante lo svolgimento di un posto di controllo, i poliziotti della Volante del Commissariato di Villa San Giovanni hanno fermato un’autovettura con a bordo i due uomini, originari rispettivamente di Melito di Porto Salvo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia di Stato ha denunciato due soggetti, rispettivamente di 45 e 23 anni, per traffico illecito di animali. Ieri pomeriggio, durante lo svolgimento di un posto di controllo, i poliziotti della Volante del Commissariato di Villa San Giovanni hanno fermato un’autovettura con a bordo i due uomini, originari rispettivamente di Melito di Porto Salvo e Locri.</p>
<p>Dopo il controllo documentale, gli Agenti hanno notato, all’interno del veicolo, la presenza di un trasportino con 5 cuccioli di razza border-collie, che ha subito destato sospetti. Il 45enne ed il 23enne sono stati accompagnati presso gli Uffici del Commissariato di Pubblica Sicurezza per i dovuti approfondimenti, svolti anche grazie all’intervento di personale delle Guardie per l’Ambiente di Villa San Giovanni e del veterinario dell’ASP.</p>
<p>I cuccioli, disidratati ma senza lesioni riconducibili a maltrattamenti, sono stati affidati in custodia giudiziale all’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA), che si occuperà della loro tutela e reinserimento in un ambiente idoneo, mentre i due soggetti sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria.</p>
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		<item>
		<title>NOMI-Indagini chiuse sull&#8217;impianto di rifiuti a Vazzano: per DDA sono stati smaltiti illecitamente</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nomi-indagini-chiuse-sullimpianto-di-rifiuti-a-vazzano-per-dda-sono-stati-smaltiti-illecitamente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 16:02:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica ha concluso le indagini preliminari relativi a un&#8217;inchiesta sull’impianto di rifiuti di Vazzano, in provincia di Vibo Valentia, che ha coinvolto diverse aziende e figure di spicco nel settore ambientale calabrese. L’indagine, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda), ha portato alla notifica di un avviso di conclusione delle indagini a quattordici [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica ha concluso le indagini preliminari relativi a un&#8217;inchiesta sull’impianto di rifiuti di Vazzano, in provincia di Vibo Valentia, che ha coinvolto diverse aziende e figure di spicco nel settore ambientale calabrese. L’indagine, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda), ha portato alla notifica di un avviso di conclusione delle indagini a quattordici persone fisiche e tre società. Tra gli indagati figurano <strong>Eugenio Guarascio</strong>, 71 anni, di Lamezia Terme e sua sorella <strong>Ortenzia Guarascio</strong>, 60 anni, anche lei di Lamezia Terme; <strong>Giuseppe Antonio Caruso</strong>, 32 anni, di Lamezia Terme; <strong>Francesco Currado</strong>, 71 anni, di Curinga (<em>direttore tecnico dell’impianto di ammendante compostato della Eco Call di Vazzano</em>), i quali avrebbero avuto ruoli apicali nelle società coinvolte: Eco Call S.p.A., Ecologia Oggi S.p.A. e 4EL Group S.r.l.. Indagati anche <strong>Maria Carmela Amato</strong>, 47 anni, di Cosenza, <strong>Rosario Fruci</strong>, 51 anni, di Lamezia Terme, e <strong>Alessandro Giardiello</strong>, 54 anni, di Castrolibero. Le accuse mosse dalla Procura, a vario titolo, sono gravi: associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, inquinamento ambientale e gestione abusiva di rifiuti. Ora gli indagati avranno venti giorni per presentare memorie difensive e chiedere di essere interrogati. Trascorso questo periodo, la Procura potrà decidere se procedere con le richieste di rinvio a giudizio.</p>
<p>Secondo le ricostruzioni investigative, dal marzo 2021 al marzo 2024, gli indagati avrebbero gestito illecitamente enormi quantità di rifiuti organici, dichiarandoli falsamente &#8220;ammendante compostato misto&#8221; e distribuendoli a comuni e aziende agricole. Tuttavia, le analisi di laboratorio avrebbero dimostrato che tali materiali erano inquinanti e non conformi alle normative ambientali. L’inchiesta ha rivelato un presunto sistema di complicità che coinvolge anche funzionari pubblici. Gianfranco Comito, 67 anni, di Vibo Valentia, ingegnere, dirigente del settore Ambiente della Regione Calabria (in passato anche consigliere comunale a Vibo con il Psi) e Vincenzo De Matteis, 52 anni, di San Fili, sono accusati di aver agevolato le attività illecite delle aziende coinvolte. In particolare, avrebbero concesso incrementi di quantità di rifiuti da trattare senza verificare la reale capacità dell’impianto.</p>
<p>Anche <strong>Franco Dario Giuliano</strong>, 59 anni, di Ricadi (<em>funzionario Arpacal di Vibo</em>) e <strong>Nicola Anselmo Ocello</strong>, 58 anni, di Vibo Valentia (<em>funzionario Arpacal di Vibo</em>), sono finiti sotto indagine per omissione di atti d’ufficio. Secondo gli inquirenti, avrebbero omesso di segnalare le gravi irregolarità riscontrate negli impianti, permettendo così la continuazione delle attività illecite. Le attività illecite avrebbero provocato un grave danno ambientale, con il percolato degli impianti sversato direttamente in corsi d’acqua e il deposito abusivo di rifiuti in aree protette. </p>
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		<item>
		<title>Smaltimento illecito di rifiuti: Blitz della polizia in 33 province, sequestri a Reggio Calabria e Vibo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/smaltimento-illecito-di-rifiuti-blitz-della-polizia-in-33-province-sequestri-a-reggio-calabria-e-vibo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 May 2024 11:18:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vasta operazione della Polizia di Stato sul territorio nazionale per il contrasto all’illecito smaltimento di rifiuti, per accertare e sanzionare le molteplici forme di illiceità nel delicato settore della tutela ambientale. Le articolate attività, coordinate a livello centrale dallo SCO, sono state condotte dagli agenti delle Squadre mobili e delle SISCO in 33 province italiane [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vasta operazione della Polizia di Stato sul territorio nazionale per il contrasto all’illecito smaltimento di rifiuti, per accertare e sanzionare le molteplici forme di illiceità nel delicato settore della tutela ambientale. Le articolate attività, coordinate a livello centrale dallo SCO, sono state condotte dagli agenti delle Squadre mobili e delle SISCO in 33 province italiane con il supporto specialistico delle Agenzie regionali per la protezione Ambientale e della Polizia Stradale. In alcune province, vista la specificità operativa in cui si è operato, sono state coinvolte anche le strutture periferiche del Corpo nazionale della Capitaneria di Porto. All’esito dei 3 giorni di intense attività operative, sono state sottoposte a controllo oltre 168 aree sospettate di essere adibite all’illecito stoccaggio e conservazione dei rifiuti, 40 delle quali sono state sottoposte a sequestro. Più di 1763 i soggetti identificati, 103 persone sono state denunce in stato di libertà per reati connessi all’illecita gestione dei rifiuti, 2 persone arrestate in flagranza di reato ed oltre 85 violazioni amministrative rilevate per un importo superiore ai 200 mila euro.<br />
Le attività istruttorie e di verifica conseguenti all’accesso sui siti controllati proseguiranno nei prossimi giorni a cura delle singole Agenzie regionali per la protezione Ambientale, al fine di valutare la sussistenza di ulteriori illeciti amministrativi e penali.</p>
<p>Più nel dettaglio, nella provincia di Vibo Valentia sono stati raggiunti i seguenti risultati operativi:  Sono stati effettuati dei mirati controlli da parte della Squadra Mobile con il supporto di personale dipendente della Sezione Polizia Stradale di Vibo Valentia, unitamente a personale specializzato dei Vigili del Fuoco, nonché di tecnici dell’A.S.P. di Vibo Valentia e dell’A.R.P.A.CAL., al fine di verificare l’eventuale presenza di rifiuti smaltiti illecitamente sia in aree rurali che urbanizzate della provincia vibonese. In tale contesto è stata sottoposta a controllo, nelle marinate di Vibo Valentia (VV), una ditta, formalmente dedita ad una attività di commercio al dettaglio di parti ed accessori di autoveicoli, nonché di soccorso stradale. La predetta azienda, all’esito delle operazioni, si è dimostrata una vera e propria attività di gestione non autorizzata di rifiuti. Sono stati, infatti, rinvenuti, al proprio interno, riversati sul terreno, svariati rifiuti consistenti in rottami di veicoli non bonificati e parte di essi comprendenti plastiche e materiali ferrosi, pneumatici e lubrificanti vari, non rilevandosi, invece, la presenza di vasche di raccolta delle acque di lavaggio o prima pioggia: situazione che determina, di fatto, l’assorbimento degli oli sversati direttamente dal suolo.</p>
<p>Il titolare della ditta, all’esito degli accertamenti, è stato deferito alla locale Procura della Repubblica di Vibo Valentia che ha coordinato le indagini per i reati, previsti dal Testo Unico Ambientale, di abbandono di rifiuti e attività di gestione di rifiuti non autorizzata, con il sequestro dell’intera area. Durante il controllo, inoltre, è stato identificato un lavoratore non regolarizzato, poi identificato in un cittadino extracomunitario privo di permesso di soggiorno e, pertanto, l’indagato è stato, altresì, denunciato per violazione del Testo Unico Immigrazione per avere occupato alle sue dipendenze un lavoratore straniero privo di permesso di soggiorno.<br />
L’attività rientra nella costante azione di prevenzione e monitoraggio condotta dalla Polizia di Stato, in un settore che da decenni rappresenta una fonte di ingente, illecito profitto anche per le organizzazioni criminali, al fine di porre un freno all’espansione dei cosiddetti crimini ambientali che danneggiano il territorio e mettono costantemente a rischio la salute dei cittadini.</p>
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		<item>
		<title>Reggio Calabria, traffico illecito di rifiuti: operazione DDA, 10 indagati e sequestrate 2 aziende</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-traffico-illecito-di-rifiuti-operazione-dda-10-indagati-e-sequestrate-2-aziende/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Mar 2024 13:47:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle prime luci dell&#8217;alba di stamani la Polizia Locale di Reggio Calabria sta eseguendo numerose misure cautelari reali disposte dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica guidata dal procuratore Giovanni Bombardieri nei comuni di Reggio Calabria, Melito Porto Salvo e Campo Calabro. A finire sotto chiave due ditte operanti nelle attività di trattamento di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle prime luci dell&#8217;alba di stamani la Polizia Locale di Reggio Calabria sta eseguendo numerose misure cautelari reali disposte dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica guidata dal procuratore Giovanni Bombardieri nei comuni di Reggio Calabria, Melito Porto Salvo e Campo Calabro. A finire sotto chiave due ditte operanti nelle attività di trattamento di rifiuti ferrosi.<br />
I capi di imputazione spaziano dal traffico illecito di rifiuti al falso ideologico, dall&#8217;associazione a delinquere all&#8217;occupazione abusiva di suolo pubblico.</p>
<p>Le aziende con sede legale ed operativa a Reggio Calabria ed a Melito Porto Salvo e i relativi beni che tra i quali fabbricati e terreni, per un controvalore complessivo di oltre due milioni di euro, sono state affidate ad un amministratore giudiziario.<br />
Sotto sequestro anche una decina di veicoli in uso ai conferitori di materiale ferroso che operavano senza alcuna autorizzazione né formulari prescritti dalla legge. L’attività di polizia giudiziaria, sviluppata dal N.I.C. della Polizia Locale di Reggio Calabria guidata dal comandante Salvatore Zucco, ha censito in un mese di monitoraggio, il conferimento illecito di circa 170 tonnellate di rifiuti concretizzatisi grazie a quasi mille movimentazioni illecite.</p>
<p>Secondo le prime risultanze investigative, i carichi venivano pagati in nero, e le aziende formavano poi dei formulari totalmente falsi al fine di giustificare il conferimento presso i centri di stoccaggio in varie città del sud Italia.<br />
In totale gli indagati al quale è stata notificata l’ordinanza applicativa delle misure cautelari ammonta a 10.<br />
Trattandosi di procedimento ancora in fase di indagini preliminari vige il principio della presunzione di innocenza per tutti gli indagati</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Carabinieri scoprono nel Vibonese deposito di stoccaggio illecito di rifiuti speciali liquidi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/carabinieri-scoprono-nel-vibonese-deposito-di-stoccaggio-illecito-di-rifiuti-speciali-liquidi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Mar 2024 12:42:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un meccanico di Soriano Calabro è stato denunciato in stato di libertà per presunte violazioni legate a reati ambientali. Durante un’operazione condotta dai Carabinieri della locale Stazione e del Nucleo Forestale di Serra San Bruno, è stata scoperta un’officina, la quale, oltre alla normale riparazione dei veicoli, metteva in atto un illecito stoccaggio di rifiuti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un meccanico di Soriano Calabro è stato denunciato in stato di libertà per presunte violazioni legate a reati ambientali. Durante un’operazione condotta dai Carabinieri della locale Stazione e del Nucleo Forestale di Serra San Bruno, è stata scoperta un’officina, la quale, oltre alla normale riparazione dei veicoli, metteva in atto un illecito stoccaggio di rifiuti speciali non pericolosi &#8211; parte dei quali confluiva nella rete comunale delle acque bianche &#8211; e il mancato rispetto delle norme che regolano la tenuta dei registri di rifiuti speciali.</p>
<p>Durante il controllo è stata anche sequestrata l’area, impedendo ulteriori sversamenti illegali. Le presunte violazioni accertate includono lo scarico non autorizzato di acque reflue e l’omessa indicazione dei rifiuti nel registro di carico e scarico. Al presunto autore è stata inoltre contestata una sanzione amministrativa di 4000 euro proprio per il mancato aggiornamento del registro dei rifiuti speciali.</p>
<p>Il Procuratore della Repubblica Camillo Falvo ha coordinato l’attività di controllo e grazie al sequestro dell’area è stata scongiurata la reiterazione del reato con ulteriori versamenti di acque reflue non autorizzate. La tutela del territorio resta centrale nell’attività di contrasto dei Carabinieri, riflettendo l’attenzione della Procura di Vibo Valentia.<br />
L’episodio sottolinea l’importanza del rispetto e della salvaguardia dell’ambiente, un imperativo sempre più rilevante, specialmente in vista dell’avvicinarsi della stagione estiva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/carabinieri-scoprono-nel-vibonese-deposito-di-stoccaggio-illecito-di-rifiuti-speciali-liquidi/">Carabinieri scoprono nel Vibonese deposito di stoccaggio illecito di rifiuti speciali liquidi</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Smaltimento illecito rifiuti, sequestrati a Reggio Calabria un supermercato e tre esercizi commerciali</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/smaltimento-illecito-rifiuti-sequestrati-a-reggio-calabria-un-supermercato-e-tre-esercizi-commerciali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jan 2024 12:01:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mattinata di oggi la Polizia Locale di Reggio Calabria ha dato esecuzione ad una misura cautelare reale emessa dal Gip preso il Tribunale di Reggio Calabria del sequestro preventivo di un supermercato sito nella zona sud della città, e tre ulteriori punti vendita operanti all&#8217;interno della stessa struttura. La misura cautelare è stata richiesta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mattinata di oggi la Polizia Locale di Reggio Calabria ha dato esecuzione ad una misura cautelare reale emessa dal Gip preso il Tribunale di Reggio Calabria del sequestro preventivo di un supermercato sito nella zona sud della città, e tre ulteriori punti vendita operanti all&#8217;interno della stessa struttura.  La misura cautelare è stata richiesta ed ottenuta dalla locale Procura della Repubblica guidata dal Procuratore Giovanni Bombardieri sulla base delle risultanze investigative prodotte dal N.I.C. della Polizia Locale reggina, diretto dal Comandante.</p>
<p>Gli uomini del Comandante Zucco hanno accertato, anche tramite appositi dispositivi di captazione video installati su disposizione della Procura della Repubblica, che la struttura attinta dall’odierno sequestro, smaltiva irregolarmente i rifiuti aziendali alimentando una discarica spontanea formatisi sulla pubblica via. Sono indagati a vario titolo nell&#8217;indagine 12 persone tra rappresentanti legali e dipendenti delle aziende operanti all’interno della media struttura di vendita. La gestione del supermercato e dei 3 esercizi commerciali insistenti all&#8217;interno è stata affidata ad un custode giudiziario individuato dal G.I.P..</p>
<p>Il provvedimento eseguito costituisce un filone di indagine di una più vasta attività sviluppata dal N.I.C., che ha portato nei mesi scorsi al deferimento di circa 40 persone ed all’applicazione di quattro misure cautelarti personali restrittive della libertà personale.</p>
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		<title>Denunciate dai carabinieri cinque persone nel reggino per trattamento illecito di rifiuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jul 2023 09:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[illecito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continuano i servizi di controllo del territorio disposti dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria attraverso le nove compagnie dislocate sul tutto il territorio provinciale. Pochi giorni fa, infatti, i Carabinieri della Compagnia di Palmi hanno svolto dei controlli del territorio finalizzati alla prevenzione e alla repressione dei reati in danno dell’ambiente e della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Continuano i servizi di controllo del territorio disposti dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria attraverso le nove compagnie dislocate sul tutto il territorio provinciale. Pochi giorni fa, infatti, i Carabinieri della Compagnia di Palmi hanno svolto dei controlli del territorio finalizzati alla prevenzione e alla repressione dei reati in danno dell’ambiente e della salute pubblica. </p>
<p>In particolare i militari dell’Arma hanno svolto un monitoraggio delle zone extraurbane, quali agri e terreni di campagna, e della circolazione di mezzi agricoli e pesanti sulle arterie di collegamento tra la zona costiera di Palmi e la fascia aspromontana. Nel corso di questi controlli sono stati fermati 2 autocarri i quali trasportavano, senza alcuna autorizzazione, materiale di rifiuto. In un caso è stato accertato che il tir trasportasse a cassone la carcassa di un’autovettura dismessa, probabilmente per ricavarne pezzi di ricambio o materiale ferroso. Il veicolo, fermato nei pressi della frazione di Castellace di Oppido Mamertina e diretto a Gioia Tauro, è stato sequestrato con il relativo carico, mentre i 3 uomini a bordo, tutti gioiesi, e il proprietario del mezzo, un 52enne deliese, sono stati denunciati all’autorità giudiziaria. </p>
<p>Nel secondo caso è stato controllato un furgone che trasportava materiali edili di risulta senza alcuna documentazione. Oltre al sequestro del materiale e del veicolo, anche in questa circostanza, è stato denunciato un imprenditore edile alla guida del mezzo di Oppido Mamertina. Tramite controlli congiunti del territorio, delle strade e delle zone extraurbane, i Carabinieri continuano a monitorare lo svolgimento di attività che possono comportare rischi per l’ambiente e per la salute pubblica, intervenendo ove necessario per tutelare questi fondamentali beni comuni. </p>
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		<title>Indebita percezione del reddito di cittadinanza: 23 persone denunciate in provincia di Reggio Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/indebita-percezione-del-reddito-di-cittadinanza-23-persone-denunciate-in-provincia-di-reggio-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2022 10:33:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle scorse ore 23 persone residenti nei comuni di Taurianova, Polistena, Cittanova e Giffone sono state denunciate dai carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro e del Nucleo Ispettorato Lavoro di Reggio Calabria per indebita percezione del reddito di cittadinanza: circa 150mila Euro i contributi illecitamente percepiti dal 2019 ad oggi, accertati nel corso delle attività [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle scorse ore 23 persone residenti nei comuni di Taurianova, Polistena, Cittanova e Giffone sono state denunciate dai carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro e del Nucleo Ispettorato Lavoro di Reggio Calabria per indebita percezione del reddito di cittadinanza: circa 150mila Euro i contributi illecitamente percepiti dal 2019 ad oggi, accertati nel corso delle attività d’indagine dai militari, finalizzate a riscontrare il possesso da parte dei richiedenti dei requisiti previsti dalla normativa vigente.</p>
<p>Nello specifico, dall’esame dei dati documentali acquisiti è stato possibile riscontrare che, all’atto della domanda, i soggetti, tutti di età compresa tra i 20 e i 60 anni, avevano reso false dichiarazioni o omesso volontariamente di comunicare informazioni ostative alla concessione del beneficio.</p>
<p>In particolare, dalle risultanze investigative, sono emerse false attestazioni da parte della maggior parte dei responsabili di false attestazioni in merito alla residenza, e nello specifico nel dichiarare di essere residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in maniera continuativa. Altri avrebbero, invece, omesso di comunicare di essere sottoposti a misure cautelari o di essere stati condannati alla pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici, percependo nel tempo il sussidio fraudolentemente.</p>
<p>Gli esiti dell’attività investigativa sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Palmi e all’Inps ai fini dell’interruzione dell’elargizione del sussidio nei riguardi dei soggetti interessati ed il recupero delle somme indebitamente percepite.</p>
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		<title>VIDEO-NOMI-Traffico illecito di rifiuti: maxi operazione contro la &#8216;ndrangheta Reggina, 29 arresti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Oct 2021 10:44:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; Dalle prime ora di questa mattina, i Carabinieri del Gruppo CC Forestale di Reggio Calabria, coadiuvati dai Carabinieri Forestali afferenti a vari Reparti in Calabria, Sicilia, Lombardia ed Emilia Romagna, e dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con il supporto dello Squadrone Eliportato Carabinieri “Cacciatori Calabria“, dell’8° Nucleo Elicotteri Carabinieri [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="Le mani della &#039;ndrangheta sul traffico illecito dei rifiuti: 29 arresti" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/OhQ45ss3z54?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Reggio Calabria &#8211; Dalle prime ora di questa mattina, i Carabinieri del Gruppo CC Forestale di Reggio Calabria, coadiuvati dai Carabinieri Forestali afferenti a vari Reparti in Calabria, Sicilia, Lombardia ed Emilia Romagna, e dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con il supporto dello Squadrone Eliportato Carabinieri “Cacciatori Calabria“, dell’8° Nucleo Elicotteri Carabinieri di stanza a Vibo Valentia e dell’Aliquota di Primo Intervento (API) di stanza a Reggio Calabria, sono stati impegnati nell’esecuzione di un’Ordinanza di custodia cautelare personale a carico di 29 soggetti, con contestuale Decreto di sequestro preventivo per cinque società operanti nel settore dei rifiuti e di somme per equivalente, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria, indagate  a vario titolo per associazione di tipo mafioso, disastro ambientale, traffico illecito di rifiuti, intestazione fittizia di beni, estorsione, ricettazione, peculato, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, violazione dei sigilli e danneggiamento aggravato.</p>
<p>Il provvedimento, adottato nella fase delle indagini preliminari e salve le ulteriori determinazioni dell’Autorità giurisdizionale di merito, è stato eseguito nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Ravenna, Brescia e Monza-Brianza.</p>
<p>Le indagini condotte dai militari del NIPAAF (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale) di Reggio Calabria, sotto la direzione del Procuratore della Repubblica, dr. Giovanni Bombardieri e coordinate dal Procuratore Aggiunto Dr. Calogero Gaetano Paci e dai Sostituti Procuratori Dr. Gianluca Gelso ( poi trasferito ad altro Ufficio ) e Dr.ssa Paola D’ambrosio e Dr. Giorgio Panucci, venivano avviate nell’anno 2017 e traevano origine da un sopralluogo eseguito presso la sede aziendale della società “ECOSERVIZI S.R.L.”, ditta di trattamento di rifiuti speciali di natura metallica, sita nella zona industriale del Comune di Gioia Tauro (RC) e gestita dalla famiglia DELFINO, da decenni attiva nel settore. I primi riscontri investigativi evidenziavano che la società, nonostante fosse oggetto dei provvedimenti di sospensione dell’autorizzazione al trattamento dei rifiuti e di cancellazione dall’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, era diventata il fulcro di un’attività organizzata per il traffico di rifiuti speciali di natura metallica, con base operativa a Gioia Tauro (RC) e con marcate proiezioni sul territorio nazionale ed internazionale. DELFINO Rocco, per anni socio e Procuratore Speciale della società, con il contributo materiale e morale di ulteriori soggetti, mediante artifizi volti ad aggirare la normativa antimafia, promuoveva un’associazione volta al traffico illecito di rifiuti mediante la gestione di aziende fittiziamente intestate a soggetti terzi ma riconducibili alla diretta influenza e al dominio della famiglia DELFINO, quali la società MC METALLI S.R.L e la ditta CM SERVICEMETALLI S.R.L. Gli amministratori aziendali di tali aziende si palesavano quali prestanome dei traffici illeciti dei DELFINO, con una completa ed incondizionata comunione di affari ed interessi. L’obiettivo era quello di servirsi dell’immagine e del nome di società apparentemente “pulite”, rette da un amministratore legale privo di pregiudizi penali e di polizia, avente tutte le carte in regola per poter ottenere le autorizzazioni necessarie alla gestione di un settore strategico, qual è quello dei rifiuti speciali, ed in tal modo intrattenere rapporti contrattuali con le maggiori aziende siderurgiche italiane, contrattare l’importazione e l’esportazione di rifiuti da e per Stati esteri, nonché aspirare all’iscrizione in white list negli elenchi istituiti presso la Prefettura.</p>
<p>Nel programma criminale mafioso della famiglia DELFINO rientrava, altresì, il dominio assoluto della ditta DELFINO s.r.l., società in confisca definitiva sin dall’anno 2007 in quanto oggetto di un procedimento di prevenzione attivato nei confronti della famiglia DELFINO alla fine degli anni novanta, sull’assunto che il DELFINO Rocco e i fratelli gravitassero nella galassia della famiglia ‘ndranghetistica dei MOLÈ. Le indagini permettevano di accertare che la società confiscata DELFINO S.R.L., ancora attiva sul mercato, altro non fosse che un’azienda di schermatura per le attività illecite dei fratelli DELFINO, con il concorso attivo dei coadiutori e amministratori designati dall’Agenzia Nazionale dei beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, nonché di professionisti (avvocati, consulenti, commercialisti ed ingegneri ambientali) che prestavano per la stessa la propria opera di intelletto, con metodo fraudolento e sotto la direzione dei DELFINO. In particolare il DELFINO Rocco infiltrava la DELFINO S.r.l. con professionisti spregiudicati a lui fedeli, esercitava la sua influenza convocando i coadiutori al suo cospetto e dettando loro i comportamenti da opporre alle richieste dell’ANBSC. Il tutto finalizzato a mantenere il completo controllo mafioso della società in confisca, in un clima di intimidazione e prevaricazione.</p>
<p>Altra allarmante condotta delittuosa accertata nel corso delle indagini riguardava lo smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti speciali, anche pericolosi, attraverso attività di interramento nel suolo, diventato oggetto di investigazione e di accertamenti tecnici eseguiti dai Consulenti Tecnici nominati dalla Procura della Repubblica. Autocarri aziendali partivano dalla sede della società con il cassone carico di rifiuti speciali, spesso riconducibili a “Car Fluff” (rifiuto di scarto proveniente dal processo di demolizione delle autovetture) e giungevano in terreni agricoli posti a pochi metri di distanza, interrando copiosi quantitativi di rifiuti, anche a profondità significative. Gli accertamenti eseguiti portavano a disvelare anche l’interramento di altri materiali, quali fanghi provenienti presumibilmente dall’industria meccanica pesante e siderurgica. Tali terreni agricoli, a seguito degli interramenti ed a cagione di essi, risultavano gravemente contaminati da sostanze altamente nocive, alcune di esse rilevate sino a valori pari al 6000% (seimila percento) del limite previsto, con il concreto ed attuale pericolo che le sostanze inquinanti possano infiltrarsi ancor più nel sottosuolo determinando la contaminazione anche della falda acquifera sottostante.</p>
<p>Le indagini permettevano inoltre di documentare specifiche vicende estorsive a danno di imprese impegnate nell’appalto per la demolizione delle gru di banchina ormai obsolete presso il Porto di Gioia Tauro. Tale vicenda vedeva coinvolti in prima linea alcuni degli odierni arrestati, nello specifico DELFINO Rocco e CANGEMI Domenico, quali esponenti della cosca PIROMALLI di Gioia Tauro, e PALAIA Francesco B. quale esponente della cosca BELLOCCO di Rosarno.</p>
<p>L’attività investigativa consentiva inoltre di ricostruire i rapporti tra DELFINO Rocco, MESSINEO Aurelio (fedelissimo del boss PIROMALLI Giuseppe alias “Facciazza”) e l’Avv. Giancarlo PITTELLI, legale di fiducia della famiglia PIROMALLI. Dalle indagini emergeva che l’Avv. Giancarlo PITTELLI veicolava informazioni dall’interno all’esterno del carcere tra i capi della cosca PIROMALLI, detenuti in regime carcerario ai sensi dell’art. 41 bis, ossia PIROMALLI Giuseppe cl. 45 detto “Facciazza” ed il figlio PIROMALLI Antonio cl. 72, e DELFINO Rocco, quale soggetto di estrema fiducia per i Piromalli in quanto elemento di vertice della stessa cosca. Inoltre, l’Avv. Giancarlo PITTELLI si attivava a favore di DELFINO Rocco nelle vicende giudiziarie riguardanti la revisione del procedimento di prevenzione nei confronti della società in confisca Delfino s.r.l., pendente dinanzi al Tribunale di Catanzaro Sezione Misure di Prevenzione, con l’intento di “influire” sulle determinazioni del Presidente del Collegio al fine di ottenere la revoca del sequestro di prevenzione, nonché con una serie di ulteriori condotte che esulavano dal mandato difensivo.</p>
<p>Nel quadro sopra rappresentato, anche il Aurelio MESSINEO si palesava quale trait d’union tra il nucleo familiare del boss Giuseppe  PIROMALLI e il Rocco DELFINO, come necessario veicolatore dell’esigenze espresse dalla famiglia PIROMALLI. Difatti ogni contatto veniva intermediato dal Aurelio MESSINEO e dall’Avv. Giancarlo PITTELLI, i quali garantivano che l’impegno profuso dal Rocco  DELFINO a favore della cosca fosse rappresentato a chi di dovere, ossia ai componenti del nucleo familiare del Giuseppe PIROMALLI cl. 45. È in quest’ottica che il Rocco DELFINO assumeva un ruolo di tutore degli interessi della cosca PIROMALLI, attento a curarne le esigenze familiari e le vicende giudiziarie, pronto a sostenere economicamente, in nome e per conto della cosca, anche le spese di difesa.</p>
<p><strong>Queste le misure personali e reali disposte<br />
Misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di:</strong><br />
Rocco DELFINO<br />
Giovanni  DELFINO cl. ‘57<br />
Giovanni  DELFINO cl. ‘93<br />
Salvatore DELFINO<br />
Domenico CANGEMI<br />
Aurelio MESSINEO<br />
Francesco Benito PALAIA<br />
Giancarlo PITTELLI<br />
Roberto FORGIONE<br />
<strong>Misura degli arresti domiciliari nei confronti di:</strong><br />
Giuseppe Antonio NUCARA<br />
Alessio Alberto GANGEMI<br />
Deborah Anna CANNIZZARO<br />
Concetta ZAPPONE<br />
Domenico GIORDANO<br />
Giulio CALABRETTA<br />
Salvatore TROVATO MAZZA<br />
Orlando GALATA’<br />
Pier Paolo CAVALLARI<br />
Vincenzo MURATORE<br />
<strong>Misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza ed obbligo di firma alla P.G. nei confronti di:</strong><br />
Cosimo BEVILACQUA<br />
Domenico AMATO<br />
Mariapaola PALERMO<br />
Pierino AMATO<br />
Francesca ARCERI<br />
Girolamo BRUZZESE<br />
Giuseppe PETRACCA<br />
Riccardo MARINO<br />
Matteo Rocco DELFINO<br />
<strong>Misura dell’obbligo giornaliero di presentazione alla PG nei confronti di:</strong><br />
Fabio TAVERNITI<br />
<strong>Sequestro preventivo delle seguenti società, compreso il patrimonio aziendale:</strong><br />
–  Intero capitale sociale e patrimonio aziendale della ECOSERVIZI S.R.L. con sede legale in Gioia Tauro (RC)<br />
– DITTA INDIVIDUALE RD DI ROCCO DELFINO, con sede legale in Catanzaro<br />
– CM SERVICEMETALLI S.R.L., con sede legale in Ravenna<br />
– Ditta individuale Giovanni DELFINO (cl. 93), con sede in Gioia Tauro (RC)<br />
– Ditta individuale Giovanni DELFINO (cl. 57)</p>
<p>E’ stato disposto, inoltre, il sequestro preventivo della somma complessiva di € 1.609.942,13, di cui € 909.442,13 nei confronti delle società RD di Rocco Delfino, ECOSERVIZI S.R.L., MC METALLI S.R.L., CM SERVICEMETALLI S.r.l., nonché della somma di € 700.500,00 nei confronti di DELFINO Rocco, NUCARA Giuseppe Antonio e GANGEMI Alessio Alberto.</p>
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