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	<title>Grandinetti Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 22 Aug 2026 08:39:23 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Grandinetti, la Regione risponda: l&#8217;ospedale di Lamezia è davvero uno Spoke o lo è soltanto sulla carta?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 07:45:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chiedo alla Regione Calabria e all&#8217;Asp di Catanzaro di presentare pubblicamente, reparto per reparto, la situazione effettiva dell&#8217;ospedale &#8220;Giovanni Paolo II&#8221; di Lamezia Terme: Quanti medici, infermieri, operatori e tecnici sono previsti e quanti sono realmente in servizio; Quali reparti garantiscono tutte le attività e le turnazioni previste; Quali prestazioni sono sospese, ridotte o assicurate soltanto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/grandinetti-la-regione-risponda-lospedale-di-lamezia-e-davvero-uno-spoke-o-lo-e-soltanto-sulla-carta/">Grandinetti, la Regione risponda: l&#8217;ospedale di Lamezia è davvero uno Spoke o lo è soltanto sulla carta?</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Chiedo alla Regione Calabria e all&#8217;Asp di Catanzaro di presentare pubblicamente, reparto per reparto, la situazione effettiva dell&#8217;ospedale &#8220;Giovanni Paolo II&#8221; di Lamezia Terme:</span><span class="s2"> Quanti medici, infermieri, operatori e tecnici sono previsti e quanti sono realmente in servizio;</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Quali reparti garantiscono tutte le attività e le turnazioni previste; </span><span class="s2">Quali prestazioni sono sospese, ridotte o assicurate soltanto parzialmente; </span><span class="s2">Quali apparecchiature sono operative e con quali tempi di utilizzo; </span><span class="s2">Quanti pazienti vengono trasferiti a Catanzaro o fuori regione per prestazioni che uno Spoke dovrebbe garantire; </span><span class="s2">Quali assunzioni sono state programmate e con quali scadenze verificabili.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Sono domande semplici, alle quali i cittadini hanno diritto di ricevere risposte altrettanto semplici, precise e documentate. </span><span class="s2">La battaglia per l&#8217;emodinamica H24 rimane giusta e deve continuare. Sono stati spesi circa due milioni di euro di denaro pubblico, la sala è pronta dal 2023 e troppe promesse sono rimaste senza seguito. Ma l&#8217;emodinamica non deve distrarci dal problema più ampio a meno che non sia il vero disegno di chi vuole  fare rimanere il nostro ospedale uno spoke di serie B. La domanda è: il &#8220;Giovanni Paolo II&#8221; riesce oggi a svolgere pienamente tutte le funzioni che spettano a un vero ospedale Spoke?</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Il Decreto ministeriale n. 70 del 2015 prevede per un presidio ospedaliero di primo livello Medicina interna, Chirurgia generale, Anestesia e Rianimazione, Ortopedia e Traumatologia, Pediatria, Cardiologia con UTIC, Neurologia, Psichiatria, Oncologia, Oculistica, Otorinolaringoiatria, Urologia e gli altri servizi necessari, con diagnostica e assistenza disponibili secondo gli standard previsti.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Non basta, però, che questi reparti compaiano sulla carta o su un organigramma. Devono funzionare realmente, con personale sufficiente, turnazioni complete, posti letto, attrezzature operative e prestazioni garantite. Premesso che per me è stato un crimine non far diventare Hub Lamezia Terme ma mi chiedo </span>a cosa serve chiamare una struttura &#8220;Spoke&#8221; se poi un cittadino, anche per una patologia che dovrebbe essere diagnosticata e curata a Lamezia, è costretto a raggiungere Catanzaro o ad andare fuori regione?</p>
<p class="p1"><span class="s2">Il caso di Urologia è emblematico. Si tratta di un reparto importante, da tempo punto di riferimento anche oltre il comprensorio, ma le carenze di personale hanno messo in difficoltà turnazioni, reperibilità e continuità dell&#8217;assistenza. Problemi di organico sono stati segnalati anche nel blocco operatorio, in Pediatria, Neurologia e Nefrologia.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Non possiamo occuparci soltanto delle grandi emergenze e dimenticare la sanità quotidiana cioè quelle di tutti i giorni come una visita, un esame diagnostico, un intervento chirurgico, la cura di un bambino, di una persona anziana o di un malato cronico.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">È soprattutto qui che si misura il diritto alla salute. </span><span class="s2">Chi dispone di denaro può rivolgersi a una struttura privata, raggiungere un&#8217;altra città o sostenere le spese di un viaggio fuori regione. Una pensionata sola, una famiglia monoreddito, una persona con disabilità o un lavoratore precario spesso non possono farlo. </span><span class="s1">Quando un servizio pubblico viene ridotto o non funziona, non siamo tutti colpiti allo stesso modo. A pagare il prezzo più alto sono sempre i più deboli.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Per questo difendere il &#8220;Giovanni Paolo II&#8221; è Lamezia  Terme significa difendere innanzitutto loro. Significa impedire che il diritto alla cura diventi un privilegio riservato a chi può permetterselo. </span><span class="s2">L&#8217;emodinamica H24 resta un servizio prezioso e salvavita, che continuiamo giustamente a rivendicare. Ma le fondamenta della sanità sono anche i reparti efficienti, il personale sufficiente, il Pronto soccorso, la diagnostica, le sale operatorie e una rete territoriale capace di assistere le persone prima e dopo il ricovero.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Un cittadino deve poter entrare nel &#8220;Giovanni Paolo II&#8221; sapendo che le patologie compatibili con un ospedale di primo livello saranno diagnosticate e curate lì. Il trasferimento verso un Hub deve essere determinato dall&#8217;effettiva complessità clinica, non dalla mancanza di personale, da un&#8217;apparecchiatura inutilizzabile o da un turno che non si riesce a coprire.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Negli ultimi anni sono stati compiuti anche interventi positivi come la nuova TAC nel Pronto soccorso, i nuovi posti di Terapia intensiva e l&#8217;introduzione della chirurgia robotica. Ma le tecnologie, senza medici, infermieri e tecnici in numero adeguato, rischiano di diventare ottime apparecchiature utilizzate soltanto parzialmente.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Non chiediamo quindi altre inaugurazioni o annunci. Chiediamo un&#8217;operazione di verità sulla situazione del nostro ospedale e un cronoprogramma pubblico, reparto per reparto, con assunzioni, interventi e scadenze verificabili. </span><span class="s2">Non dobbiamo scegliere tra l&#8217;emodinamica H24 e il rafforzamento dello Spoke. Dobbiamo chiedere entrambe le cose per come Lamezia Terme meriterebbe. Se la legge elettorale prevedesse l&#8217;inserimento delle preferenze, i nostri potenti si comporterebbero ancora così? </span></p>
<p class="p1"><span class="s2">L&#8217;assemblea pubblica che stiamo lanciando a tutti i partiti e movimenti  come &#8220;L.A.M.E.T.I.A. e non solo&#8221; per le prime settimane di settembre dovrà partire da queste domande e dalla difesa di chi ha meno voce, meno mezzi e meno possibilità di curarsi altrove. </span><span class="s1">Perché la sanità pubblica o protegge prima di tutto i più deboli, oppure perde la sua ragione più profonda di esistere.</span></p>
<p class="p1"><em><span class="s1">Francesco Grandinetti, g</span><span class="s3">ià presidente PD Lamezia, area L.A.M.E.T.I.A. e non solo</span></em></p>
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		<title>Emodinamica a Lamezia, Grandinetti: &#8220;Basta prese per i fondelli. State approfittando dello sconforto dei cittadini&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 09:55:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo da Francesco Grandinetti, già presidente PD area L.A.M.E.T.I.A. e non solo , e pubblichiamo:  Un infarto non aspetta la politica, non conosce orari d&#8217;ufficio e non concede proroghe. Può colpire di notte, di domenica o durante una festività. In quel momento ogni minuto perduto può segnare la differenza tra la vita e la morte, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/emodinamica-a-lamezia-grandinetti-basta-prese-per-i-fondelli-state-approfittando-dello-sconforto-dei-cittadini/">Emodinamica a Lamezia, Grandinetti: &#8220;Basta prese per i fondelli. State approfittando dello sconforto dei cittadini&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo da <em>Francesco Grandinetti, g</em><em>ià presidente PD area L.A.M.E.T.I.A. e non solo ,</em> e pubblichiamo<em>: </em></p>
<p class="gmail-isSelectedEnd">Un infarto non aspetta la politica, non conosce orari d&#8217;ufficio e non concede proroghe. Può colpire di notte, di domenica o durante una festività. In quel momento ogni minuto perduto può segnare la differenza tra la vita e la morte, tra una ripresa possibile e un danno irreversibile al cuore. Eppure a Lamezia Terme, dopo circa due milioni di euro di denaro pubblico già spesi, una sala di emodinamica completata dal marzo 2023 e ripetute promesse di apertura, si prospetta ancora un servizio limitato a poche ore della giornata. Basta prese per i fondelli. Non si può continuare ad annunciare servizi, spendere risorse pubbliche, alimentare speranze e poi chiedere ai cittadini di accontentarsi di una soluzione parziale. Si sta forse approfittando dello sconforto di una comunità che, dopo tanti rinvii, rischia di non avere più la forza di reagire.</p>
<p class="gmail-isSelectedEnd">La sala di elettrofisiologia ed emodinamica dell&#8217;ospedale &#8220;Giovanni Paolo II&#8221; è pronta dal 2023. Nel settembre 2024 il commissario straordinario dell&#8217;Asp di Catanzaro, Antonio Battistini, annunciò l&#8217;avvio del servizio entro la fine del mese, con l&#8217;assunzione di due perfusionisti e di nuovi cardiologi. L&#8217;attivazione non avvenne. Nel febbraio 2025 arrivò un altro impegno: furono annunciati l&#8217;assunzione di un perfusionista, l&#8217;imminente arrivo di un secondo professionista e l&#8217;avvio del servizio. Anche questa promessa è rimasta senza seguito. La deliberazione della Giunta regionale n. 400 del 21 luglio 2026 non cancella Lamezia dalla programmazione, ma prevede un laboratorio di emodinamica H6-H12, destinato principalmente alle procedure programmate, alla diagnostica invasiva e ai controlli.</p>
<p class="gmail-isSelectedEnd">Sarebbe certamente un servizio utile per ridurre le liste d&#8217;attesa e alcuni trasferimenti, ma non risolverebbe la questione fondamentale: l&#8217;infarto non guarda l&#8217;orologio. Se l&#8217;emodinamica non è operativa di notte, nei giorni festivi o fuori dalla fascia stabilita, il cittadino colpito da un&#8217;emergenza cardiologica grave continuerà a dipendere dal 118 e dal trasferimento verso un altro ospedale. In questi casi la distanza non è soltanto un disagio: può trasformarsi in una condanna. La Regione sostiene che, sulla base del Decreto ministeriale n. 70 del 2015, l&#8217;emodinamica H24 per la gestione dell&#8217;infarto STEMI debba essere riservata ai centri Hub. Il DM 70 stabilisce il modello organizzativo &#8220;Hub and Spoke&#8221;, i bacini di utenza e i volumi minimi necessari per garantire qualità e sicurezza. Ma non contiene un divieto espresso e assoluto che impedisca a un ospedale Spoke di essere dotato di emodinamica H24.</p>
<p class="gmail-isSelectedEnd">È la programmazione regionale a stabilire quali funzioni assegnare ai diversi ospedali. Non basta, quindi, rispondere che Lamezia è uno Spoke: bisogna spiegare sulla base di quali dati si sia deciso di escluderla dalla gestione H24 delle emergenze cardiologiche. La conferma arriva proprio da Crotone. Il &#8220;San Giovanni di Dio&#8221; è anch&#8217;esso un ospedale Spoke con DEA di I livello. Eppure, nel luglio 2026, vi è stato attivato il servizio di emodinamica, oggi operativo dalle ore 8 alle 20, e la stessa Asp di Crotone ha annunciato il passaggio alla copertura H24. La domanda è inevitabile: se Crotone, pur essendo uno Spoke, può essere avviato verso un&#8217;emodinamica H24, perché la stessa possibilità viene negata a Lamezia? Non vogliamo togliere nulla a Crotone. Ogni territorio calabrese ha diritto a servizi efficienti e capaci di salvare vite. Ma questo precedente dimostra che la classificazione di Spoke non costituisce, da sola, un impedimento insuperabile all&#8217;H24.</p>
<p class="gmail-isSelectedEnd">Lamezia occupa una posizione centrale nella geografia calabrese, è vicina all&#8217;aeroporto e ai principali collegamenti autostradali e ferroviari e serve un territorio molto più vasto dei suoi confini comunali. La Regione renda pubblici gli studi effettuati sul numero degli infarti, sui tempi dei trasferimenti, sulle distanze dagli Hub e sul bacino complessivo che potrebbe essere servito dal &#8220;Giovanni Paolo II&#8221;. Oggi l&#8217;amministrazione comunale di Lamezia e il governo regionale appartengono alla stessa area politica. Questa condizione avrebbe dovuto rendere più semplice il confronto istituzionale e più forte la difesa dell&#8217;ospedale cittadino. Quali altri alibi possono esserci?</p>
<p class="gmail-isSelectedEnd">Il sindaco, la Giunta comunale, i consiglieri regionali e tutte le forze politiche devono dire chiaramente se condividono questa scelta o se intendono contrastarla. La città non ha bisogno di altre rassicurazioni: servono atti formali, personale, autorizzazioni e tempi certi. Lamezia non chiede privilegi. Chiede che una struttura realizzata con circa due milioni di euro di denaro pubblico sia utilizzata pienamente e che il diritto alla salute non dipenda dall&#8217;ora in cui si viene colpiti da un infarto. Non dobbiamo avere paura di disturbare chi decide. Forse qualcuno confida proprio nello sconforto dei lametini e nella loro convinzione che protestare non serva più a nulla. Io non ci sto. Ma questa volta stiamo già programmando una manifestazione per i primi di settembre per farci sentire veramente.</p>
<p class="gmail-isSelectedEnd">Lamezia ha bisogno di una reazione seria, civile e unitaria. Quando è in gioco il diritto alla vita, disturbare i manovratori non è un atto di ostilità, è un dovere civile. Appuntamento per i primi di settembre. Un infarto non aspetta una delibera. Neppure Lamezia può continuare ad aspettare.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Grandinetti (Lametia enon solo): Autonomia differenziata, così la Calabria paga il prezzo più alto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/grandinetti-lametia-enon-solo-autonomia-differenziata-cosi-la-calabria-paga-il-prezzo-piu-alto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 11:46:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il sì della Regione Calabria all&#8217;autonomia differenziata è un errore grave, che rischia di colpire proprio i cittadini più deboli&#8221;. Parole di Francesco Grandinetti, presidente Associazione &#8220;Lametia enon solo&#8221; che spiega &#8220;Non possiamo accettare una riforma che spacca l&#8217;Italia e contraddice apertamente i principi della Costituzione, creando cittadini di serie A e cittadini di serie [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">&#8220;<span class="s1"><em>Il sì della Regione Calabria all&#8217;autonomia differenziata è un errore grave, che rischia di colpire proprio i cittadini più deboli&#8221;.</em> Parole di F</span><span class="s2">rancesco Grandinetti, p</span><span class="s2">residente Associazione &#8220;<em>Lametia enon solo&#8221;</em> che spiega &#8220;</span><em>Non possiamo accettare una riforma che spacca l&#8217;Italia e contraddice apertamente i principi della Costituzione, creando cittadini di serie A e cittadini di serie B. I diritti fondamentali non possono dipendere dal luogo in cui si nasce&#8221;</em>.</p>
<p class="p2"><em>&#8220;La Calabria è già oggi una delle regioni più fragili del Paese. Qui vivono tante famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine mese, che già oggi incontrano enormi difficoltà nell&#8217;accesso ai servizi essenziali, a partire dalla sanità. Con l&#8217;autonomia differenziata &#8211;</em>aggiunge Grandinetti <em>&#8211; il rischio è evidente e drammatico, si creerà una sanità sempre più diseguale, dove solo chi ha possibilità economiche potrà curarsi dignitosamente, mentre gli altri saranno costretti a rinunciare alle cure o a lasciare la propria terra. <span class="s1">Questa non è autonomia, è disuguaglianza istituzionalizzata&#8221;.</span></em></p>
<p class="p1"><span class="s1">&#8220;I livelli essenziali delle prestazioni, senza risorse certe, restano solo parole. E senza un vero riequilibrio tra territori, questa riforma finisce per rafforzare i più forti e indebolire definitivamente i più deboli. </span><span class="s1">Per questo riteniamo incomprensibile e sbagliata la scelta del presidente Occhiuto. La Calabria aveva il dovere di difendersi, non di allinearsi. </span><span class="s1">Noi siamo contrari a un&#8217;autonomia che divide il Paese e tradisce lo spirito della Costituzione. Difendere la Calabria significa difendere il diritto alla salute, alla dignità e all&#8217;uguaglianza di tutti i cittadini&#8221;- conclude il <span class="s2">p</span><span class="s2">residente Associazione &#8220;<em>Lametia enon solo&#8221;.</em></span></span></p>
<p class="p1">
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			</item>
		<item>
		<title>Grandinetti: sanità al collasso. Ore di attese anche a Lamezia per un codice giallo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/grandinetti-sanita-al-collasso-ore-di-attese-anche-a-lamezia-per-un-codice-giallo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 08:19:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo da Francesco Grandinetti (Pd), già presidente del Consiglio comunale e pubblichiamo: Non è più una notizia, ma una condizione quotidiana: la sanità calabrese è in emergenza permanente. A Scalea, un uomo colpito da ischemia è stato costretto a un pellegrinaggio estenuante tra ospedali e reparti chiusi, fino a dover essere trasferito d&#8217;urgenza in Basilicata, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/grandinetti-sanita-al-collasso-ore-di-attese-anche-a-lamezia-per-un-codice-giallo/">Grandinetti: sanità al collasso. Ore di attese anche a Lamezia per un codice giallo</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Riceviamo da Francesco Grandinetti (Pd), già presidente del Consiglio comunale e pubblichiamo:</strong></p>
<p><em>Non è più una notizia, ma una condizione quotidiana: la sanità calabrese è in emergenza permanente. A Scalea, un uomo colpito da ischemia è stato costretto a un pellegrinaggio estenuante tra ospedali e reparti chiusi, fino a dover essere trasferito d&#8217;urgenza in Basilicata, a Potenza, per trovare un letto disponibile. A Reggio Calabria, una giovane paziente oncologica ha potuto ricevere un farmaco salvavita solo grazie all&#8217;intervento dei Carabinieri, dopo che nessuna struttura della regione era stata in grado di reperirlo. Sono storie vere, storie di ordinaria sofferenza, che fotografano una Calabria dove il diritto alla salute è diventato un privilegio. E come sempre accade, a pagare il prezzo più alto sono i più deboli: gli anziani, le famiglie in difficoltà, i poveri.<br />
Chi ha mezzi economici può rivolgersi a cliniche private, può permettersi viaggi in altre regioni, può ottenere in tempi rapidi una visita o un esame. Ma chi non ha nulla resta intrappolato nel sistema pubblico, costretto ad attendere giorni o settimane, a rassegnarsi alla burocrazia, alla disorganizzazione, alla speranza che qualcuno si accorga del suo dolore.<br />
È una sanità che discrimina in base al reddito, e questo — in una Repubblica che proclama l&#8217;uguaglianza dei diritti — è intollerabile.<br />
Ma la colpa non è dei medici, né degli infermieri: sono loro, ogni giorno, a reggere un sistema fragile e stremato, spesso senza mezzi, senza personale e senza supporto.<br />
Le responsabilità sono altrove: in un&#8217;organizzazione sanitaria confusa, sorda, incapace di garantire servizi minimi ai cittadini.</p>
<p>Basta entrare in un pronto soccorso, come quello di Lamezia Terme, per capire la dimensione del problema. Ore di attesa per un codice giallo, reparti sovraccarichi, personale insufficiente.<br />
E quando la disperazione supera la soglia della sopportazione, non di rado scatta la rabbia: i familiari, esasperati, si scagliano contro medici e infermieri, colpevoli solo di essere gli ultimi ingranaggi di una macchina inceppata. Gesti sempre da condannare, ma umanamente comprensibili di fronte a un sistema che non risponde più.</p>
<p>Il vero nodo è politico.<br />
Questi sono i problemi che dovrebbero interessare davvero i partiti, -specialmente quelli di centrosinistra- quelli che meritano dibattiti, proposte, interventi concreti. E invece troppo spesso la politica calabrese preferisce rifugiarsi in comunicati stampa di maniera, pieni di buone intenzioni e parole vuote.<br />
Serve il coraggio di agire, non di apparire.<br />
Bisogna smettere di usare i partiti come trampolino per ruoli istituzionali e tornare a dare senso al proprio ruolo pubblico, mettendo al centro la vita delle persone.<br />
I calabresi non chiedono privilegi, chiedono dignità. Vogliono entrare in un ospedale e sapere che saranno curati, non rimandati altrove. Vogliono una sanità che funzioni, non promesse da campagna elettorale.<br />
E finché la politica continuerà a guardarsi allo specchio invece che guardare i malati negli occhi, la Calabria resterà una terra dove curarsi è un atto di fortuna, non un diritto garantito e le persone continueranno a disertare le urne.<br />
Perché non può esserci sviluppo, né giustizia, né futuro in una regione dove la vita stessa è lasciata all&#8217;improvvisazione e alla propaganda.</em></p>
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		<title>Grandinetti: basta ambiguità, è tempo di scegliere da che parte stare per modificare le cose</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2025 07:15:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Viviamo in tempi in cui tutto viene semplificato. Dalle questioni sociali a quelle tecnologiche, fino alle sofferenze umane, tutto deve essere compreso in un lampo, giudicato in un clic, liquidato con un titolo. È la logica dell&#8217;immediatezza che ci rende sempre più pragmatici ma sempre meno umani. Ci abitua a non andare oltre l&#8217;apparenza, a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Viviamo in tempi in cui tutto viene semplificato. Dalle questioni sociali a quelle tecnologiche, fino alle sofferenze umane, tutto deve essere compreso in un lampo, giudicato in un clic, liquidato con un titolo. È la logica dell&#8217;immediatezza che ci rende sempre più pragmatici ma sempre meno umani. Ci abitua a non andare oltre l&#8217;apparenza, a non scavare dietro le storie&#8221;. </em>Parole di Francesco Grandinetti, del Pd di Lamezia Terme e già presidente del Consiglio comunale della città della Piana.</p>
<p><em>&#8220;Così &#8211; </em>prosegue <em>-l&#8217;immigrato che arriva in Occidente viene ridotto a &#8220;uno che dovrebbe restare a casa sua&#8221;, come se la disperazione fosse una scelta e non una condanna. Chi vive un disagio psicologico viene marchiato come &#8220;malato&#8221; e basta, senza che si provi a capire i drammi esistenziali, relazionali e sociali che lo attraversano. Le parate del Pride vengono bollate come &#8220;spettacoli indecorosi&#8221; dai benpensanti, incapaci di cogliere che quella è una forma di liberazione dopo secoli di discriminazioni e silenzi imposti. Le manifestazioni dei giovani per Gaza o per il clima vengono viste come un fastidio, un intralcio alla &#8220;vita normale&#8221;, invece che come il segnale più bello: ragazzi e ragazze che tornano a indignarsi, a protestare, a credere che un mondo più giusto sia possibile, proprio come accadde negli anni &#8217;60 e &#8217;70. È in questo clima di superficialità e disattenzione collettiva che attecchiscono i sovranismi più tristi, quelli che alimentano la paura del diverso e offrono risposte semplici a problemi complessi. Eppure la politica, soprattutto quella di sinistra, non può permettersi di scivolare in questa trappola. Il centrosinistra deve tornare a essere la forza che dà voce alla complessità, che difende la dignità umana senza compromessi, che spiega con parole semplici ma profonde da che parte sta&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Deve parlare non solo agli intellettuali- </em>evidenzia Grandinetti<em> -, ma anche e soprattutto a quella parte del Paese che vorrebbe stare con noi ma che oggi non ci riconosce più, perché non sa più chi siamo. Dobbiamo dirlo con chiarezza: noi stiamo con chi soffre, con chi fa fatica a fine mese, con chi ha perso fiducia perché vede i colossi economici moltiplicare utili miliardari mentre lui deve scegliere se pagare la bolletta o fare la spesa. Siamo quelli che credono in un Paese più equo, dove la ricchezza non resti concentrata in poche mani ma torni, almeno in parte, alla collettività e a chi ogni giorno fa più fatica. Le grandi lobby, le multinazionali, le banche che accumulano profitti enormi senza restituire nulla alla collettività devono contribuire in modo equo e qualora non lo facciano volontariamente, lo Stato ha il dovere di intervenire. È una questione di giustizia, non di ideologia. Ritrovare un linguaggio chiaro, umano e coraggioso che parli di equità, di solidarietà, di libertà e non è solo una scelta politica, ma una responsabilità morale.</em></p>
<p><em>&#8220;Perché se la sinistra non spiega più chi difende, chi ascolta e chi rappresenta, e il centro non ritrova se stesso, quello che nella storia italiana ha contribuito a combattere il fascismo, a difendere la democrazia e a costruire la Repubblica e che chiarisca che non ha nulla a che vedere con chi oggi si dichiara moderato ma sostiene il sovranismo e il capitale incondizionato allora lo faranno altri con slogan semplici e verità distorte. E allora sì, continueremo a vivere in un mondo che giudica in fretta, che dimentica presto e che non capisce più la differenza tra forza e umanità. Se avessi trent&#8217;anni di meno, forse oggi proverei a rifondare qualcosa del genere: un luogo politico e ideale che parta da queste convinzioni, che metta al centro la giustizia, la solidarietà e la libertà. Ma anche adesso, con gli anni che ho, posso almeno tentare di invitare i tanti giovani disincantati — quelli che si sono allontanati da una politica becera e senz&#8217;anima, e anche quelli che, pur militando, non hanno ancora fatto il salto necessario per essere davvero giovani — a riprendere in mano il loro futuro, e con esso il nostro futuro e a creare o rifondare una casa vera, non una semplice sigla, dove ritrovarsi, discutere, sognare e lottare. A farlo senza paura e senza indugi&#8221;- </em>conclude Francesco Grandinetti.</p>
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		<title>SaCal: non si vive di turni spezzati, basta con i profitti sulle spalle dei lavoratori&#8230;di Francesco Grandinetti*</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2025 08:40:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;In un sistema che antepone il profitto alla dignità, la situazione dei lavoratori Sacal grida vendetta. L&#8217;appello dei lavoratori al Prefetto denuncia una realtà che non può più essere ignorata: ferie cancellate, turni massacranti, precari costretti a lavorare solo 4 ore al giorno per non far scattare il buono mensa, e un&#8217;emergenza personale tamponata in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;In un sistema che antepone il profitto alla dignità, la situazione dei lavoratori Sacal grida vendetta. L&#8217;appello dei lavoratori al Prefetto denuncia una realtà che non può più essere ignorata: ferie cancellate, turni massacranti, precari costretti a lavorare solo 4 ore al giorno per non far scattare il buono mensa, e un&#8217;emergenza personale tamponata in extremis richiamando lavoratori dalle ferie. Tutto questo mentre la Sacal continua a gestire l&#8217;aeroporto come se fosse una proprietà privata, piegata alla logica del profitto e delle convenienze politiche ignorando le esigenze umane e sociali di chi vi lavora ogni giorno. Non si tratta solo di cattiva programmazione: si tratta di un modello che scarica ogni inefficienza sulla parte più fragile della macchina aeroportuale, ovvero i lavoratori. E tra questi, i volontari della Croce Rossa, chiamati in soccorso con &#8220;sotto paghe&#8221; per coprire lacune strutturali, si trovano ora coinvolti in una spirale insostenibile.</p>
<p>Questa crisi è il frutto diretto di un sistema verticistico e opaco che, da anni, ha escluso la città di Lamezia Terme da ogni ruolo decisionale all&#8217;interno della Sacal. Con l&#8217;introduzione dell&#8217;amministratore unico — che più che una figura manageriale somiglia a un monarca assoluto — è stata cancellata ogni rappresentanza territoriale, in primis quella lametina. Una città che ospita l&#8217;aeroporto, che ne sopporta l&#8217;impatto ambientale e infrastrutturale, che produce una quota significativa del traffico passeggeri, oggi non ha voce. E questo è semplicemente inaccettabile. Ho letto in un intervento del Sindaco Murone, che auspica maggiore collaborazione con Sacal per lo sviluppo della città. È un passo giusto, ma non basta la buona volontà. Serve rivendicare, con forza, ciò che ci spetta per diritto: la presenza di un rappresentante di Lamezia Terme nel Consiglio di Amministrazione della Sacal. Cosa che ho chiesto ripetutamente al Sindaco Mascaro, che nonostante le promesse e le rassicurazioni, non è riuscito a portare avanti.</p>
<p>Approfitto di questa occasione per augurare al Sindaco un buon lavoro, ma anche per chiedergli pubblicamente di farsi portavoce presso il Presidente Occhiuto della richiesta — non più rinviabile — di ripristinare il CdA e di garantire alla nostra città la rappresentanza che le è dovuta. Non si costruisce il futuro di un territorio ignorandone la voce. Non si può parlare di sviluppo locale senza rispetto per i lavoratori e per la dignità di una città che merita centralità e partecipazione, non silenzi e turni spezzati&#8221;.<br />
<strong>*già presidente del Consiglio comunale di Lamezia Terme </strong></p>
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		<title>Fondi per rifacimento teatri, &#8220;La cultura non si misura col CAP del Comune&#8221;&#8230;di Francesco Grandinetti*</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/fondi-per-rifacimento-teatri-la-cultura-non-si-misura-col-cap-del-comune-di-francesco-grandinetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 09:58:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ancora una volta, in Calabria, si fa distinzione tra territori che contano e territori che possono aspettare. Con il recente annuncio dell&#8217;assessora regionale Caterina Capponi, apprendiamo che 2,5 milioni di euro verranno stanziati per il rifacimento dei teatri&#8230; ma solo di quelli che si trovano nei cinque capoluoghi di provincia. Gli altri? Niente. Neppure un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ancora una volta, in Calabria, si fa distinzione tra territori che contano e territori che possono aspettare. Con il recente annuncio dell&#8217;assessora regionale Caterina Capponi, apprendiamo che 2,5 milioni di euro verranno stanziati per il rifacimento dei teatri&#8230; ma solo di quelli che si trovano nei cinque capoluoghi di provincia. Gli altri? Niente. Neppure un centesimo. Come se non esistessero. Eppure esistono. Esistono città come Lamezia Terme, che nonostante l&#8217;assenza del titolo di &#8220;capoluogo&#8221;, ha un teatro come il Grandinetti, che è cuore pulsante della cultura calabrese. Un teatro che conosco centimetro per centimetro: l&#8217;ha costruito mio nonno, l&#8217;ho curato io per decenni, fino a quando è diventato comunale. E ogni restauro, ogni miglioramento, è stato fatto senza aiuti regionali, con le sole forze della mia famiglia. E ora che arrivano fondi importanti, chi rappresenta la cultura in Regione decide di escluderci. Perché? Perché Lamezia non ha il &#8220;titolo nobiliare&#8221; di capoluogo? Questa non è programmazione culturale: è miopia politica e discriminazione territoriale.</p>
<p>Ma la domanda è semplice: la qualità della cultura si misura con il CAP del comune? Forse avevo ragione, anni fa, quando lottavo per fare di Lamezia una provincia. Non era una battaglia sterile: era la presa di coscienza di una realtà viva, ma costantemente penalizzata. Come tante altre in Calabria. Per questo oggi non parlo solo per Lamezia, ma per tutti quei comuni che non hanno voce, perché emarginati e dimenticati. Comuni che hanno teatri, associazioni, artisti e pubblico&#8230; ma non hanno rappresentanza. E allora chiedo al sindaco di Lamezia di alzare la voce.</p>
<p>E mi rivolgo al presidente Occhiuto e all&#8217;assessora Capponi: modificate questa legge, aprite i fondi anche ai teatri che non ricadono nei capoluoghi. Perché la vera cultura è quella che si diffonde ovunque, anche dove i riflettori non arrivano mai. Lamezia Terme deve essere difesa, così come tutti quei territori che ogni giorno tengono accesa la fiamma della cultura senza avere mai nulla in cambio&#8221;.</p>
<p><em>*già presidente Consiglio comunale di Lamezia Terme</em></p>
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		<title>Concordato preventivo aperto da oltre 30anni: appello al Tribunale di Lamezia Terme</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/concordato-preventivo-aperto-da-oltre-30anni-appello-al-tribunale-di-lamezia-terme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 09:21:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>*di Francesco Grandinetti &#8211; &#8220;Il mio concordato preventivo dura da oltre trent&#8217;anni. Si tratta di un concordato che si sarebbe dovuto concludere nel giro di cinque o sei anni e che invece, a distanza di oltre tre decenni, è ancora pendente. È questa la realtà che mi spinge a rivolgere un accorato appello al Presidente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>*di Francesco Grandinetti</strong> &#8211; <em>&#8220;Il mio concordato preventivo dura da oltre trent&#8217;anni. Si tratta di un concordato che si sarebbe dovuto concludere nel giro di cinque o sei anni e che invece, a distanza di oltre tre decenni, è ancora pendente. È questa la realtà che mi spinge a rivolgere un accorato appello al Presidente del Tribunale di Lamezia Terme, dottor Giovanni Garofalo. Nel mio intervento non intendo attaccare il Tribunale, ma evidenziare con forza una situazione che ritengo ormai inaccettabile. Riconosco la grave carenza di magistrati che affligge la giustizia italiana, e in particolare quella lametina. Ed è proprio questo vuoto che sta determinando ritardi su ritardi, come dimostra il mio caso, ancora aperto dopo oltre trent&#8217;anni. In questo arco di tempo si sono succeduti più di quindici magistrati. </em></p>
<p><em>Alcuni di loro, all&#8217;epoca della presentazione del concordato, erano appena nati. Ogni volta che un nuovo giudice prende in mano il procedimento, di fatto si riparte da capo, con approcci spesso differenti alla stessa vicenda. Voglio quindi sottolineare un nodo strutturale: l&#8217;impossibilità per i pochi magistrati in organico, oberati di lavoro e privi del tempo necessario per analizzare faldoni su faldoni, di gestire direttamente le istanze. Per questo, il parere dei commissari del concordato diventa determinante nell&#8217;accoglimento o meno delle richieste da me presentate. E qui si apre un capitolo delicato. Secondo quanto ho potuto constatare, i commissari incaricati avrebbero già percepito, in qualità di acconti, compensi superiori al limite previsto per legge – che dovrebbe oscillare tra i 150.000 e i 750.000 euro circa– arrivando invece a somme intorno al milione e mezzo di euro. Una sproporzione di così notevole entità che solleva giustificati dubbi sull&#8217;imparzialità, anche solo inconscia, dei pareri rilasciati dai commissari poiché, al momento della chiusura, dovranno restituire l&#8217;eccesso.</em></p>
<p><em>Tutto ciò getta un&#8217;ombra sull&#8217;intero iter. Il mio appello finale tocca un tema fondamentale: la dignità umana. Non è accettabile che un procedimento duri trent&#8217;anni. È una questione che investe non solo il piano legale, ma anche quello dei diritti fondamentali della persona. Mi rivolgo dunque direttamente al Presidente Garofalo, al quale riconosco sensibilità e attenzione, chiedendo che questa vicenda venga presa in considerazione e finalmente risolta poiché ritengo che ci siano le condizioni affinché la questione possa essere definita anche in meno di un mese nel rispetto dei diritti di tutti&#8221;.</em></p>
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		<title>Lamezia, importante finanziamento per la rinascita dell&#8217;ex cinema Teatro &#8216;Grandinetti&#8217; di Sambiase</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-importante-finanziamento-per-la-rinascita-dellex-cinema-teatro-grandinetti-di-sambiase/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Mar 2025 09:30:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La città di Lamezia Terme è stata selezionata tra le città medie del Sud Italia per un importante finanziamento PN Metro Plus, grazie al quale si procederà a un grande intervento di riqualificazione dell’immobile pubblico sito in via Vittorio Veneto n. 15, l’ex Cinema Teatro Grandinetti di Sambiase. Il Programma Nazionale Metro Plus e Città [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La città di Lamezia Terme è stata selezionata tra le città medie del Sud Italia <strong>per un importante finanziamento PN Metro Plus</strong>, grazie al quale si procederà a un grande intervento di riqualificazione dell’immobile pubblico sito in via Vittorio Veneto n. 15, l’ex Cinema Teatro Grandinetti di Sambiase. Il <strong>Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie del Sud 2021-2027, </strong>con un valore finanziario complessivo pari a 3 miliardi di euro, si sviluppa in continuità con il Pon Metro 2014-2020; l’obiettivo è sempre quello di <strong>favorire la crescita intelligente, inclusiva e sostenibile delle aree urbane</strong>, considerate territori chiave del Paese, a causa delle quote significative di popolazione che inglobano. Proprio l’espansione delle aree cittadine, spesso incontrollata, genera delle dicotomie, facendo sì che in un medesimo territorio si concentrino grandi ricchezze e opportunità, ma anche degrado, povertà e situazioni di precarietà sociale, sulle quali si rende necessario intervenire. Permangono, di conseguenza, i temi del precedente progetto, ovvero: <strong>agenda digitale, sostenibilità e inclusione sociale</strong>.</p>
<p>Come anticipato, la struttura individuata ai fini del programma è l’ex Cinema Teatro Grandinetti di Lamezia Terme &#8211; Sambiase, che, grazie all’erogazione di un finanziamento infrastrutturale di oltre 2 milioni e mezzo di euro, sarà completamente ristrutturato, <strong>con l’auspicio di diventare un punto di riferimento stabile per la cultura e lo spettacolo della città e non solo.</strong></p>
<p>Vale la pena ricordare che l’immobile è in uno stato di degrado ormai da anni, essendo attualmente utilizzato esclusivamente per le attività propedeutiche del Carnevale lametino. Dopo il venir meno dell’uso come cinematografo/teatro, essa era diventato, nel 1989, sede <strong>dell’emittente VL7 Cinquestelle</strong>, che per anni è stata uno dei punti di riferimento dell’informazione regionale, poi cessata di esistere nel 2005. Le funzioni di centro culturale e aggregatore sociale non sarebbero, dunque, di certo nuove all’edificio di via Vittorio Veneto, che tornerà, verosimilmente, ad essere utilizzato con continuità, per dodici mesi all’anno, e al quale sarà data, finalmente, un’opportunità di rinascita.<br />
<em>Mariafrancesca Le Piane</em></p>
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		<item>
		<title>AMA Calabria, sold out per “Lo Schiaccianoci” in scena al teatro &#8216;Grandinetti&#8217; di Lamezia Terme</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ama-calabria-sold-out-per-lo-schiaccianoci-in-scena-al-teatro-grandinetti-di-lamezia-terme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2024 08:54:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[“Lo Schiaccianoci”]]></category>
		<category><![CDATA[Ama Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Grandinetti]]></category>
		<category><![CDATA[LameziaTerme]]></category>
		<category><![CDATA[Russian Classical Ballet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una storia che trasporta in un mondo magico e fiabesco, fatto di avventure incredibili e fantasiose. “Lo Schiaccianoci” è uno dei balletti più famosi in Italia e nel mondo, conferma avuta anche con il sold out per lo spettacolo inserito nella stagione teatrale di AMA Calabria. Le sue musiche sono ormai conosciute e hanno fatto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ama-calabria-sold-out-per-lo-schiaccianoci-in-scena-al-teatro-grandinetti-di-lamezia-terme/">AMA Calabria, sold out per “Lo Schiaccianoci” in scena al teatro &#8216;Grandinetti&#8217; di Lamezia Terme</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una storia che trasporta in un mondo magico e fiabesco, fatto di avventure incredibili e fantasiose. “<strong>Lo Schiaccianoci</strong>” è uno dei balletti più famosi in Italia e nel mondo, conferma avuta anche con il sold out per lo spettacolo inserito nella stagione teatrale di <strong>AMA Calabria</strong>. Le sue musiche sono ormai conosciute e hanno fatto sognare intere generazioni e sarà il <strong>Russian Classical Ballet</strong> di Mosca che lo porterà al <strong>Teatro Grandinetti Comunale di Lamezia Terme venerdì 19 gennaio, alle ore 21</strong>, trasformando i passi di danza in movimenti fatati. L’evento è finanziato con risorse PAC 2014/2020 erogate ai sensi dell’Avviso Pubblico “Eventi di promozione culturale” emanato dalla Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura”.<br />
Le coinvolgenti composizioni di Pëtr Il’ič Čajkovskij, nate appositamente per questo balletto, ne hanno fatto la storia, e ancora oggi è possibile ascoltarle ovunque, conservando nei propri ricordi melodie indimenticabili. I passi di danza de “Lo Schiaccianoci” sono stati ispirati dalla fiaba del 1816, <strong>scritta da Ernst Theodor Amadeus Hoffmann</strong>, “Lo schiaccianoci e il re dei topi”. Nel corso degli anni la storia è stata riadattata su più fronti, da quello teatrale a quello cinematografico, continuando a rimanere una delle fiabe più apprezzate da grandi e piccini. L’evento, suddiviso in due atti, porta in scena una delle pietre miliari della danza classica e la rappresentazione dell’acclamato Russian Classical Ballet ripropone le <strong>coreografie del francese Marius Petipa</strong>. L’atmosfera quasi onirica, che vede protagonista una ragazza intenta a sognare un principe, avrà al centro della scena un cast stellare di ballerini russi, con la direzione artistica di Evgeniya Bespalova e Denis Karakashev. </p>
<p>La storia che prenderà vita con piroette e scarpette a punta, sarà la perfetta favola che ci è stata raccontata almeno una volta nella vita. Il Principe Schiaccianoci <strong>interpretato da Ilnur Gaifullin</strong>, è in pericolo, impegnato in una battaglia contro il Re dei Topi. A quel punto sarà Clara, la protagonista <strong>magistralmente portata in scena da Irina Sapozhnikova</strong>, a salvare lo Schiaccianoci che la porterà nel suo regno fatato, dove incontrerà anche la dolce Fata dello Zucchero. Sul palcoscenico, accanto ai due protagonisti, danzeranno anche Renata Khasanova, Gleb Sageev, Mariia Vinokurova, Aias Dopai, Iuliia Selkova, Fidan Daminev, Liubov Savukova, Azamt Makeyev, Viktoria Kostantinova ed Irina Erkisheva.<br />
“Lo Schiaccianoci” attira non solo i più piccini, ma anche gli adulti, grazie alla capacità di attivare l’immaginazione e di riportare alla mente i più piacevoli ricordi dell’infanzia. Uno spettacolo a cui assistere con tutta la famiglia, in grado di mettere il buon umore.</p>
<p>Il <strong>Russian Classical Ballet</strong>, nasce con l’obiettivo di portare avanti la tradizione del balletto classico russo. <strong>Diretto da Evgeniya Bespalova</strong>, ha sede a Mosca ed è una compagnia composta da ballerini che hanno frequentato le scuole di danza più prestigiose. Un cast internazionale che porta nei teatri di tutto il mondo i balletti più conosciuti come “Il Lago dei Cigni”, “Romeo e Giulietta”, “La bella addormentata”, per citarne solo alcuni.<br />
I biglietti per “Lo Schiaccianoci” potranno essere acquistati presso la biglietteria del Teatro Grandinetti Comunale di Lamezia Terme, oppure s’invita a consultare il sito www.amaeventi.org, per l’acquisto on line. Per ulteriori informazioni ci si potrà rivolgere alla segreteria al numero telefonico 0968.24580 e 334.2293957 o contattandoci alla mail info@amacalabria.org</p>
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