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	<title>Grande Aracri Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 14 Jan 2026 11:12:39 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Omicidio Bruno-Raimondi a Squillace nel 2013: arrestati boss Grande Aracri e Abbruzzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 11:12:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella serata di ieri, presso le Case Circondariali di Roma – Rebibbia e L’Aquila, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catanzaro hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nei confronti di due [&#8230;]</p>
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<p>Nella serata di ieri, presso le Case Circondariali di Roma – Rebibbia e L’Aquila, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catanzaro hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nei confronti di due soggetti, già detenuti in regime ex art. 41 bis, di cui uno capo della locale di ndrangheta di Cutro e all’epoca Capo Crimine delle  province di Catanzaro, Vibo Valentia, Crotone e Cosenza e l’altro esponente di spicco della cosca “Catarisano” di Borgia, entrambi gravemente indiziati, in concorso tra loro, dell’omicidio aggravato dalle modalità mafiose di Giuseppe Bruno, reggente dell’omonima cosca di ‘ndrangheta di Vallefiorita (CZ) e della moglie Caterina Raimondi, assassinati a Squillace (CZ) il 18 febbraio 2013. I provvedimenti giudiziari sono stati notificati ai boss di &#8216;ndrangheta Nicolino Grande Aracri, di 67 anni, e Salvatore Abbruzzo, di 49, esponente di spicco della cosca &#8220;Catarisano&#8221; di Borgia (Catanzaro). </p>
<p>La complessa e impegnativa attività investigativa, condotta sotto la direzione e il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e delegata al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catanzaro, attraverso la minuziosa ricostruzione dei momenti precedenti e successivi all’omicidio, l’analisi di atti giudiziari confluiti in diversi fascicoli processuali e il riscontro alle dichiarazioni rese da diversi collaboratori di Giustizia, di cui uno partecipe all’efferato delitto, ha consentito di far luce su ulteriori dettagli di quel fatto di sangue che ha suscitato clamore nell’opinione pubblica per l’estrema brutalità e ferocia con la quale è stato perpetrato. </p>
<p>L’omicidio fu commesso la sera del 18 febbraio 2013. I due sicari si appostarono nei pressi della villa dei coniugi Bruno-Raimondi. Nell’agguato venne assassinata anche la moglie, Raimondi Caterina, che lo seguiva.<br />
Per il duplice omicidio è in corso il processo dinanzi alla Corte di Assise di Catanzaro nei confronti di uno degli esecutori materiali. </p>
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		<title>Crotone, sequestrati al cardiologo Alfonso Sestito beni, conti e quote societarie per oltre 7 milioni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-sequestrati-al-cardiologo-alfonso-sestito-beni-conti-e-quote-societarie-per-oltre-7-milioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Sep 2024 15:31:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A seguito di indagini patrimoniali &#8211; coordinate dal Procuratore della Repubblica facente funzioni di Catanzaro, Vincenzo Capomolla – la Guardia di Finanza di Crotone, in data odierna, ha eseguito un sequestro di prevenzione nei confronti del cardiologo Alfonso Sestito, 55 anni, ritenuto vicino alla potente cosca di ‘ndrangheta “GRANDE ARACRI”, recentemente condannato in appello per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito di indagini patrimoniali &#8211; coordinate dal Procuratore della Repubblica facente funzioni di Catanzaro, Vincenzo Capomolla – la Guardia di Finanza di Crotone, in data odierna, ha eseguito un sequestro di prevenzione nei confronti del cardiologo <strong>Alfonso Sestito</strong>, 55 anni, ritenuto vicino alla potente cosca di ‘ndrangheta “GRANDE ARACRI”, recentemente condannato in appello per il reato di concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso, nell’ambito dell’Operazione “Thomas”.</p>
<p>L’esecuzione del provvedimento ablatorio, emesso dalla Seconda Sezione Penale – Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, rappresenta l’epilogo dei complessi accertamenti economico-patrimoniali svolti, ai sensi del D. Lgs. 159/2011 (Codice delle leggi Antimafia), dal Gruppo della Guardia di Finanza di Crotone.</p>
<p>Attraverso l’analisi di copiosa documentazione societaria e bancaria è stato possibile ricostruire gli asset patrimoniali e finanziari risultati nella disponibilità del citato professionista e del suo nucleo familiare, acquisiti con i proventi delle attività illecite commesse nel tempo o, comunque, risultati ingiustificatamente sproporzionati rispetto al profilo reddituale dichiarato. Complessivamente sono stati sottoposti a sequestro beni mobili, immobili, compendi aziendali, quote societarie e ditte individuali, rapporti bancari ed assicurativi, allo stesso intestati o riconducibili, per un valore complessivo di oltre 7 milioni di euro.</p>
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		<item>
		<title>Dia confisca beni per 3 mln a imprenditore che operava a Reggio Emilia, Parma, Modena e Piacenza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dia-confisca-beni-per-3-mln-a-imprenditore-che-operava-a-reggio-emilia-parma-modena-e-piacenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 10:50:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Dia (Direzione investigativa antimafia) ha confiscato beni per 3 milioni di euro riconducibili a un soggetto indiziato di appartenere alla &#8216;ndrangheta, in esecuzione di un provvedimento di prevenzione emesso dalla Corte di Appello di Bologna. Il sospettato è attivo nei territori di Reggio Emilia, Parma, Modena e Piacenza, oltre che nelle province di Mantova [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Dia (<em>Direzione investigativa antimafia</em>) ha confiscato beni per 3 milioni di euro riconducibili a un soggetto indiziato di appartenere alla &#8216;ndrangheta, in esecuzione di un provvedimento di prevenzione emesso dalla Corte di Appello di Bologna. Il sospettato è attivo nei territori di Reggio Emilia, Parma, Modena e Piacenza, oltre che nelle province di Mantova e Cremona, e sarebbe legato alla cosca Grande Aracri di Cutro (Crotone), la cui esistenza e operatività è stata definitivamente sancita dalle sentenze del maxiprocesso &#8220;Aemilia&#8221;. </p>
<p>Al tempo stesso, il medesimo provvedimento ha disposto la sottoposizione dell&#8217;interessato alla misura di prevenzione personale della Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per cinque anni. Il risultato raggiunto origina da una complessa attività investigativa i cui esiti avevano portato nel mese di luglio 2021 il Procuratore della Repubblica della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna e il Direttore della Direzione Investigativa Antimafia a formulare una proposta congiunta per l&#8217;applicazione delle citate misure di prevenzione personale e patrimoniale. </p>
<p>Il decreto di confisca ha interessato 2 immobili e 5 imprese del settore edile e immobiliare in provincia di Piacenza e di Cremona nonché 2 autovetture e 43 rapporti bancari accesi in numerosi istituti di credito.</p>
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		<item>
		<title>&#8216;Ndrangheta: Confisca definitiva di beni per 13 Milioni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ndrangheta-confisca-definitiva-di-beni-per-13-milioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2023 09:45:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confisca definitiva di beni, denaro e società, per un valore iniziale di 13.000.000 di euro, tra Reggio Emilia, Modena, Parma, Perugia, Crotone e Cutro (KR), nonché conti bancari in Lituania e Romania,  eseguita da D.I.A. e Carabinieri nei confronti di 10 soggetti. Quattro di loro si trovano attualmente in carcere perché appartenenti a gruppo di stampo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Confisca definitiva di beni, denaro e società, per un valore iniziale di 13.000.000 di euro, tra Reggio Emilia, Modena, Parma, Perugia, Crotone e Cutro (KR), nonché conti bancari in Lituania e Romania,  eseguita da D.I.A. e Carabinieri nei confronti di 10 soggetti. Quattro di loro si trovano attualmente in carcere perché appartenenti a gruppo di stampo ‘ndranghetista di Cutro, e nello specifico legati al clan di Nicolino Grande Aracri.</p>
<p>Il procedimento nei confronti dei soggetti investiti da notifica era stato richiesto dalla Dia-Direzione investigativa antimafia, dopo le indagini su infiltrazioni della criminalità organizzata di origine calabrese in Emilia Romagna.</p>
<p>I beni sequestrati e confiscati riguardano 23 immobili, di cui 4 a Reggio Emilia, 6 a Bibbiano (Reggio Emilia), 3 a Vezzano sul Crostolo (Reggio Emilia), 9 a Montecchio Emilia (Reggio Emilio) e 1 a Cutro (Crotone), 4 terreni, dei quali 1 a Perugia, 1 a Reggio Emilia e 2 a Crotone, oltre a 13 mezzi tra auto, scooter e autocarri. Confiscate inoltre 8 società con sedi in Italia e all’estero, di cui 3 a Parma, una a Reggio Emilia, una a Modena e 3 in Romania, attive nel settore delle costruzioni, una ditta individuale con sede a Montecchio Emilia, oltre a 45 tra conti correnti, libretti, polizze, cassette di sicurezza, carte di debito/credito tra Italia, Lituania e Romania, dei quali 10 intestati a società e 39 conti intestati a persone fisiche riconducibili, per la maggior parte, ai 10 destinatari della misura. Altri beni già sequestrati precedentemente sono stati venduti e il ricavato è andato a favore dello Stato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Blitz antimafia a Potenza: legami con i clan Grande-Aracri</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/blitz-antimafia-a-potenza-legami-con-i-clan-grande-aracri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2021 10:45:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
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		<category><![CDATA[clan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono stati stati eseguiti 38 provvedimenti di custodia cautelare in carcere, emessi dal gip del Tribunale di Potenza, e che riguardano presunti esponenti del clan “Martorano-Stefanutti” di Potenza, con diramazioni sul territorio di Matera e presunte collaborazioni con importanti famiglie della ‘ndrangheta calabrese. Il clan “Martorano-Stefanutti” di Potenza, infatti, è storicamente legato alla famiglia Grande-Aracri [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stati stati eseguiti <strong>38 provvedimenti di custodia cautelare</strong> in carcere, emessi dal gip del Tribunale di Potenza, e che riguardano presunti esponenti del clan “Martorano-Stefanutti” di Potenza, con diramazioni sul territorio di Matera e presunte collaborazioni con importanti famiglie della ‘ndrangheta calabrese. Il clan “Martorano-Stefanutti” di Potenza, infatti, è storicamente legato alla famiglia Grande-Aracri di Cutro. Nel corso dell’operazione, è stato necessario l’intervento di un’ambulanza, a causa di un malore che avrebbe colto una delle persone coinvolte. Al momento sono impegnate anche unità cinofile e reparti specializzati nell’antimafia arrivati da altre regioni d’Italia.</p>
<p><strong>I NOMI</strong></p>
<p><strong>Custodia cautelare in carcere</strong>: Renato Martorano; Dorino Rocco Stefanutti; Donato Lorusso; Giambattista Pace (cl.’92); Giambattista Pace (c. ’52); Saverio Postiglione; Giovanni Quarantino; Salvatore Francesco Romano; Salvatore Santoro; Michele Sarli; Nicola Sarli; Rocco Basta; Rocco Benedetto; Marco Bruno; Luigi Cancellara; Domenico Carlucci; Enzo Giordano; Enrico Michele Lamonea; Umberto Lo Piano; Antonio Masotti; Mirco Nucito; Federico Orlando; Lodovico Pangrazio; Valentino Scalese; Giovanni Tancredi; Carlo Troia; Gerardo Vece.</p>
<p><strong>Ai domiciliari:</strong> Albina Stefanutti; Manuela Stefanutti; Rocco Della Luna; Elvira D’Ascoli; Potito Capezzera; Mario Di Giuseppe; Francesco Michele Riviezzi; Lorys Calabrone; Federico Saccone.</p>
<p><strong>Divieto di dimora</strong> per Giacino Daniel Tomasco.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8216;Ndrangheta in Veneto, 77 anni di carcere per gli imputati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ndrangheta-in-veneto-77-anni-di-carcere-per-gli-imputati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2021 16:09:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[77 anni]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[clan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Settantasette anni di carcere. Questa la pena inflitta ai sette imputati per ‘ndrangheta che tra il 2013 e il 2015 insieme ad altri hanno messo sotto scacco le province di Padova, Vicenza e Venezia. Sotto accusa il “clan” dei fratelli Bolognino: Michele, condannato in abbreviato e Sergio, condannato oggi alla pena record di 20 anni, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Settantasette anni di carcere. Questa la pena inflitta ai sette imputati per ‘ndrangheta che tra il 2013 e il 2015 insieme ad altri hanno messo sotto scacco le province di Padova, Vicenza e Venezia. Sotto accusa il “clan” dei fratelli Bolognino: Michele, condannato in abbreviato e Sergio, condannato oggi alla pena record di 20 anni, entrambi direttamente collegati alla cosca Grande Aracri e già in carcere in seguito alle sentenze del processo Aemilia.</p>
<h3><strong>Le condanne</strong></h3>
<p>La Procura qualche settimana fa aveva chiesto una pena complessiva di 65 anni. Oltre a <strong>Sergio Bolognino </strong>il tribunale collegiale di Padova presieduto da Marina Ventura ha condannato a 16 anni e 6 mesi e a 12mila euro di multa il braccio destro di Bolognino,<strong> Antonio Genesio Mangone.</strong> Nove anni e 4 mesi e 9500 euro di multa all’imprenditore padovano <strong>Luca De Zanetti,</strong> 8 anni e 10 mesi al calabrese <strong>Stefano Marzano, </strong>5 anni e 4 mesi per il padovano <strong>Emanuel Levorato,</strong> 8 anni e 10 mesi per il trevigiano <strong>Antonio Gnesotto,</strong> 8 anni e 10 mesi per <strong>Francesco Agostino.</strong> Alla Regione Veneto è stato riconosciuto un risarcimento di 400mila euro che si sommano ai 500mila già risarciti, per la stessa inchiesta, in abbreviato. Al ministero dell’Interno sono stati riconosciuti 300mila euro, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri sono stati risarciti 100mila euro, alla Cgil il risarcimento è di 20mila euro.</p>
<h3><strong>Operazione “Camaleonte”</strong></h3>
<p>Tutto trae origine dall’indagine, denominata “Camaleonte”, condotta dai carabinieri di Padova e Guardia di Finanza di Venezia, su coordinamento della Dda di Venezia. Nel 2019 aveva portato agli arresti di oltre 50 persone, molte delle quali già condannate in abbreviato a pene complessive per oltre 116 anni. L’inchiesta era partita nel 2013 in seguito alla denuncia di un imprenditore trevigiano che era stato picchiato davanti alla sua ditta di Galliera Veneta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ndrangheta-in-veneto-77-anni-di-carcere-per-gli-imputati/">&#8216;Ndrangheta in Veneto, 77 anni di carcere per gli imputati</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Processo Aemilia, i giudici: &#8220;Cosca cutrese vero e proprio modello di business&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/processo-aemilia-i-giudici-cosca-cutrese-vero-e-proprio-modello-di-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2021 16:54:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Grande Aracri]]></category>
		<category><![CDATA[processo Aemilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La capacità di infiltrazione nel tessuto economico-imprenditoriale rappresenta il vero ‘salto di qualità’ della presenza della &#8216;ndrangheta nel territorio emiliano” e l’aspetto “che maggiormente evidenzia il suo carattere autonomo rispetto alla casa madre cutrese” Lo scrivono i giudici della Corte d’Appello di Bologna Alberto Pederiali, Maurizio Passarini e Giuditta Silvestrini nelle motivazioni di 2.583 pagine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/processo-aemilia-i-giudici-cosca-cutrese-vero-e-proprio-modello-di-business/">Processo Aemilia, i giudici: &#8220;Cosca cutrese vero e proprio modello di business&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“La capacità di infiltrazione nel tessuto economico-imprenditoriale rappresenta il vero ‘salto di qualità’ della presenza della &#8216;ndrangheta nel territorio emiliano” e l’aspetto “che maggiormente evidenzia il suo carattere autonomo rispetto alla casa madre cutrese”</p>
<p>Lo scrivono i giudici della Corte d’Appello di Bologna Alberto Pederiali, Maurizio Passarini e Giuditta Silvestrini nelle motivazioni di 2.583 pagine depositate oggi alla sentenza di secondo grado del processo Aemilia contro la ‘ndrangheta, pronunciata il 17 dicembre del 2020 nell’aula bunker del carcere della Dozza contro 129 persone, condannate in totale a 712 anni di carcere. Il confronto col primo grado concluso nel 2018 a Reggio Emilia è difficilmente omogeneo, perché allora le sentenze furono due (abbreviato e ordinario) e la riunificazione dei riti in appello produce riduzioni di pene anche se confermate. La Corte, comunque decise allora per 898 più 325 anni di galera per 148 imputati.</p>
<p>Tornando al “modello di business” messo in atto dalla cosca, i giudici continuano spiegando: “Non è emerso alcun elemento probatorio che susciti anche solo il sospetto che in tale ambito venissero impartiti ordini o anche solo che il sodalizio emiliano informasse o tenesse aggiornato il capo cosca cutrese (Nicolino Grande Aracri, ndr), eccetto nei casi in cui quest’ultimo non avesse un interesse particolare avendo egli investito denaro nel singolo affare o essendo destinatario di una parte dei profitti”.</p>
<p>Oltre alla protezione di poliziotti corrotti (un caso su tutti quello dell’ex autista del questore di Reggio Domenico Mesiano), contatti con la politica (ne è esempio la “cena delle beffe” del 2012 con l’esponente di Forza Italia Giuseppe Pagliani) e “il tentativo di strumentalizzare i mezzi di comunicazione per nascondere la presenza della ‘ndrangheta sul territorio reggiano”, il sodalizio “calabrese”, ricorreva poi a “metodologie di azione più raffinate che facevano leva sulla capacità operativa di creare facile ricchezza illecita appetibile da più parti del ceto imprenditoriale emiliano”.</p>
<p>Il quale “in tale modo, si è lasciato avvicinare per entrare in affari illeciti allettato dalla prospettiva di trovare canali di recupero dei crediti rapidi ed efficaci o facili e rapide soluzioni alla situazione di crisi economica in cui si era venuti a trovare”. Ma la cosca “era poi in grado di trasformarsi palesandosi come il più feroce degli aguzzini pronto a depredare, financo cannibalizzare, quegli stessi imprenditori che al sodalizio si erano rivolti convinti di trovare una facile soluzione ai loro problemi”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/processo-aemilia-i-giudici-cosca-cutrese-vero-e-proprio-modello-di-business/">Processo Aemilia, i giudici: &#8220;Cosca cutrese vero e proprio modello di business&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Il boss Grande Aracri deciso a collaborare con la giustizia?</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-boss-grande-aracri-deciso-a-collaborare-con-la-giustizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Apr 2021 08:48:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Grande Aracri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nicolino Grande Aracri, il superboss di Cutro (Crotone) avrebbe deciso di collaborare con la giustizia. &#160; La notizia, riportata da Il Quotidiano del Sud, scuote il mondo giudiziario e soprattutto quello della ndrangheta. La ndrina dei Grande Aracri è una delle più potenti della Calabria ma capace nei decenni di evolversi ed espandersi nel resto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nicolino Grande Aracri, il superboss di Cutro (Crotone) avrebbe deciso di collaborare con la giustizia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La notizia, riportata da Il Quotidiano del Sud, scuote il mondo giudiziario e soprattutto quello della ndrangheta. La ndrina dei Grande Aracri è una delle più potenti della Calabria ma capace nei decenni di evolversi ed espandersi nel resto d’Italia</p>
<p>. Lo dimostrano alcune importanti operazioni come Aemilia, da parte della Dda di Bologna (che gli ha inflitto l’ergastolo) o tante altre che hanno confermato infiltrazioni della cosca crotonese in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto.</p>
<p>Grande Aracri, oggi 62enne, è figura apicale di un sistema di malavita basato su estorsioni e appalti truccati, spesso in affari con altri settori della società civile come politica ed imprenditoria, come dimostrano le inchieste Kiterion e Scacco Matto della Distrettuale antimafia di Catanzaro.</p>
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		<title>Sequestrati 17 milioni alla &#8216;ndrina Grande Aracri</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sequestrati-17-milioni-alla-ndrina-grande-aracri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2020 09:07:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Grande Aracri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una confisca di beni del valore complessivo di 17 milioni di euro è stata effettuata dalla Gdf di Cremona in collaborazione con quella di Crotone, ai danni di soggetti ritenuti appartenenti alla &#8216;ndrina capeggiata dal boss Nicolino Grande Aracri. &#8220;Le attività &#8211; si legge in una nota &#8211; condotte dai finanzieri del Nucleo di polizia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una confisca di beni del valore complessivo di 17 milioni di euro è stata effettuata dalla Gdf di Cremona in collaborazione con quella di Crotone, ai danni di soggetti ritenuti appartenenti alla &#8216;ndrina capeggiata dal boss Nicolino Grande Aracri. </p>
<p>&#8220;Le attività &#8211; si legge in una nota &#8211; condotte dai finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria di Cremona e coordinate della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, hanno consentito alla Corte d&#8217;Appello del capoluogo emiliano di giungere alla definitiva condanna di esponenti di spicco della cosca stanziatasi nelle aree di confine tra Lombardia ed Emilia&#8221;. </p>
<p>Le indagini, che hanno preso spunto da un episodio di usura perpetrato ai danni di un imprenditore cremonese da parte di un usuraio piacentino, hanno consentito di portare alla luce ulteriori episodi ai danni di imprenditori emiliani. In un caso è stato addirittura accertato un prestito sul quale è stato applicato un interesse del 200%: a fronte di 700.000 euro la vittima è stata costretta e restituirne oltre un milione. </p>
<p>Gli indagati utilizzavano società fasulle i cui bilanci apparivano perfettamente regolari grazie alla complicità di professionisti conniventi e i proventi delle attività illecite venivano riciclati nell&#8217;acquisto di complessi immobiliari, di strutture turistico-alberghiere, di società agricole, edili immobiliari ed in imprese di trasporti e logistica. Nell&#8217;operazione i finanzieri di Cremona hanno definitivamente confiscato 28 immobili, ubicati nella provincia di Crotone, 5 società operanti nel settore dell&#8217;edilizia, logistica e ristorazione, operanti nelle provincie di Crotone, Parma e Vicenza ma anche 5 abitazioni e una barca. Parte di quanto confiscato verrà messo a disposizione delle forze dell&#8217;ordine e della collettività.</p>
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		<title>Società del Reggiano sottoposta al controllo giudiziario: dai Salvo favori ai Grande Aracri di Cutro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/societa-del-reggiano-sottoposta-al-controllo-giudiziario-dai-salvo-favori-ai-grande-aracri-di-cutro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2020 07:12:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[controllo giudiziario]]></category>
		<category><![CDATA[cugini Salvo]]></category>
		<category><![CDATA[Cutro]]></category>
		<category><![CDATA[Grande Aracri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bologna &#8211; Bloccati i tentativi di infiltrazione mafiosa in un&#8217;azienda di costruzioni in provincia di Reggio Emilia. Il tribunale di Bologna ha infatti disposto nei confronti della società la misura di prevenzione del controllo giudiziario per un anno: continuerà ad operare, sotto il controllo di un giudice delegato e di un amministratore nominato dal tribunale. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/societa-del-reggiano-sottoposta-al-controllo-giudiziario-dai-salvo-favori-ai-grande-aracri-di-cutro/">Società del Reggiano sottoposta al controllo giudiziario: dai Salvo favori ai Grande Aracri di Cutro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Bologna &#8211; Bloccati i tentativi di infiltrazione mafiosa in un&#8217;azienda di costruzioni in provincia di Reggio Emilia. Il tribunale di Bologna ha infatti disposto nei confronti della società la misura di prevenzione del controllo giudiziario per un anno: continuerà ad operare, sotto il controllo di un giudice delegato e di un amministratore nominato dal tribunale.<br />
Il provvedimento, per la prima volta in Italia, è stato proposto in forma congiunta dal procuratore della Dda di Bologna e dal questore di Reggio Emilia, con supporto investigativo del Servizio centrale anticrimine della Polizia. La società, in seguito a una modifica della compagine aziendale, era finita sotto esame della Questura. Si era infatti appurato che i soci erano riconducibili a una famiglia &#8211; facente capo ai cugini Salvo &#8211; originaria della provincia di Palermo e il cui capofamiglia, già condannato per associazione mafiosa in quanto appartenente alla &#8216;famiglia&#8217; di Salemi, nel 1992 era stato vittima di un agguato letale da parte degli esponenti di Cosa nostra Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca e Antonino Gioé.<br />
Dalle indagini è emerso che la società favoriva aziende e ditte riconducibili a gruppi di criminalità organizzata di matrice `ndranghetista, appartenenti al clan Grande Aracri di Cutro.</p>
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