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	<title>giustizia Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 22 Jun 2026 09:42:32 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Festival &#8220;Trame&#8221;, Gratteri: &#8220;Il governo sta smontando la giustizia e l&#8217;opposizione non si strappa i capelli&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:39:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Tutte le riforme fatte non sono servite a nulla, se non a essere dannose, soprattutto in termini di rallentamento dell&#8217;acquisizione della prova&#8221;, ha affermato Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Napoli, intervenuto a chiusura del Festival dei libri sulle mafie &#8220;Trame&#8221; a Lamezia Terme. Duro l&#8217;intervento di Gratteri sulle riforme della giustizia: &#8220;Non sto vedendo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">&#8220;Tutte le riforme fatte non sono servite a nulla, se non a essere dannose, soprattutto in termini di rallentamento dell&#8217;acquisizione della prova&#8221;, ha affermato Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Napoli, intervenuto a chiusura del Festival dei libri sulle mafie &#8220;Trame&#8221; a Lamezia Terme. Duro l&#8217;intervento di Gratteri sulle riforme della giustizia: &#8220;Non sto vedendo l&#8217;opposizione strapparsi i capelli per queste riforme. Questa è una cosa che deve essere chiara a tutti&#8221;, ha affermato Gratteri. Poi l&#8217;affondo: &#8220;Stiamo smontando come un trenino Lego tutto il sistema giudiziario, per poi alla fine non toccare i colletti bianchi&#8221;. Il procuratore ha criticato in particolare la riforma della Corte dei Conti: &#8220;Se un pubblico amministratore fa un danno di 100 mila euro, paga solo 30 mila. Quindi con lo sconto del 70%, manco fossero i saldi di fine stagione&#8221;. E ha aggiunto: &#8220;Sapete quel 70% chi lo paga? Lo paghiamo noi con le nostre tasse. Noi facciamo un buono al pubblico amministratore che non ha saputo amministrare, che magari ha elargito favori a centri di potere che portavano pacchetti di 500, 1000 voti&#8221;. Secondo Gratteri, la risposta politica non è stata all&#8217;altezza: &#8220;Io ho visto un&#8217;opposizione tiepida. Per una riforma come quella sulla Corte dei Conti, Verdi e Sinistra italiana avrebbero dovuto occupare il Parlamento&#8221;.</p>
<p dir="ltr">Tornando sul referendum per la separazione delle carriere, Gratteri ha rivendicato la campagna per il no e ha raccontato il clima politico di quei mesi: &#8220;Persone che tu avevi a tre metri le hai stanate e sono uscite allo scoperto. Gente che recitava è venuta fuori. Hanno dovuto prendere posizione, perché c&#8217;erano padroni che li chiamavano a prendere posizione&#8221;. Su Fratelli d&#8217;Italia e sugli attacchi durante la campagna referendaria: &#8220;Pesante vedere per mesi ogni mattina due, tre post su siti ufficiali dei partiti, diffamatori nei miei confronti. L&#8217;ultimo era domenica mentre si votava, non rispettando il silenzio che ci deve essere 24 ore prima: c&#8217;erano dei post, ad esempio sul sito di Fratelli d&#8217;Italia, contro di me&#8221;. Alla domanda su una sua possibile discesa in politica, Gratteri ha risposto: &#8220;Io penso di no&#8221;. E ha aggiunto: &#8220;Io ho una storia di coerenza di vita. Nella mia testa sono stato sempre all&#8217;opposizione&#8221;. Poi la chiusura: &#8220;Sono il felice procuratore di Napoli&#8221;. Ampio spazio anche all&#8217;evoluzione delle mafie. Secondo Gratteri, oggi la criminalità organizzata non ha più necessariamente bisogno di esibire violenza: &#8220;La mafia non uccide, non ha bisogno di uccidere. La mafia ha bisogno di incontri, ha bisogno di abbracci con gli uomini delle istituzioni, che spesso sono tutta una cosa&#8221;.</p>
<p dir="ltr">Il procuratore ha messo in guardia dal potere economico delle organizzazioni criminali: &#8220;Le mafie, anche se non uccidono, sono pericolose, perché con i milioni di euro del provento della cocaina comprano attività commerciali, drogano il mercato, comprano pezzi di giornale, comprano pezzi di televisione&#8221;. E ancora: &#8220;Se compro l&#8217;informazione è un&#8217;involuzione democratica, e voi non saprete quello che accade nel mondo e quello che accade sul vostro territorio&#8221;. Sul rischio di una maggiore permeabilità dei colletti bianchi ai capitali mafiosi, Gratteri ha detto: &#8220;Oggi siamo più poveri rispetto a dieci anni fa, il nostro potere d&#8217;acquisto è del 6,9% in meno. Però vogliamo continuare lo stesso a vivere, noi colletti bianchi, noi mondo delle professioni, vogliamo continuare a vivere come vivevamo prima. E quindi siamo più propensi, più pronti a venderci, a prostituirci per mezzo dei soldi delle mafie&#8221;. Il procuratore ha poi parlato del traffico di armi e dei rischi legati alle nuove tecnologie: &#8220;Immaginate quando finirà la guerra Ucraina-Russia: le nostre mafie andranno lì a fare shopping, a comprare armi, a comprare esplosivo a prezzi da saldo&#8221;. E ancora: &#8220;Le mafie oggi utilizzano il dark web, utilizzano l&#8217;intelligenza artificiale per decidere quale rotta far fare alla nave e per avere meno probabilità di essere intercettati&#8221;.</p>
<p dir="ltr">Gratteri ha tracciato anche un bilancio dei primi anni alla guida della procura di Napoli: &#8220;In un anno abbiamo definito 6500 fascicoli in più, con lo stesso numero di magistrati. E nel 2025, rispetto agli anni precedenti, abbiamo triplicato le rogatorie internazionali, abbiamo raddoppiato le demolizioni: prima si demolivano 70 palazzi l&#8217;anno, adesso ne demoliamo 180. E c&#8217;è un terzo in più di arresti&#8221;. A &#8220;Trame&#8221; è intervenuto anche Jacques Charmelot, autore e regista della docuserie &#8220;World Wide Mafia, &#8216;Ndrangheta&#8221; su Gratteri e il processo &#8220;Rinascita Scott&#8221;, ritirata da Disney+ tra le polemiche. Charmelot ha accusato: &#8220;Big Media ha paura di Big Mafia perché fanno parte della stessa struttura del capitalismo senza limiti e senza frontiere&#8221;. Sulla diffida legale del collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso, Charmelot ha detto: &#8220;Abbiamo fatto un lavoro giornalistico onesto, rispettando le leggi, le indicazioni ricevute e garantendo la protezione dei protagonisti&#8221;. E sulla Calabria ha affermato: &#8220;Questa parte d&#8217;Italia è stata dimenticata dal potere di Roma e dal potere economico in generale&#8221;.</p>
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		<title>Caulonia, vicesindaco denuncia: sette cani avvelenati, sdegno nella Comunità che chiede giustizia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/caulonia-vicesindaco-denuncia-sette-cani-avvelenati-sdegno-nella-comunita-che-chiede-giustizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 13:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sette cani avvelenati. Una mamma con i suoi cuccioli. E Pasquale &#8211; il cane buono (nella foto), quello che tutti conoscevano, quello che era diventato parte della comunità di &#8216;Focà&#8217;- non c&#8217;è più. Non ho parole adeguate per descrivere lo sdegno che provo in questo momento. Quello che è accaduto nella nostra frazione non è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="gmail-x14z9mp gmail-xat24cr gmail-x1lziwak gmail-x1vvkbs gmail-xtlvy1s gmail-x126k92a">
<div dir="auto">&#8220;<em>Sette cani avvelenati. Una mamma con i suoi cuccioli. E Pasquale &#8211; il cane buono (nella foto), quello che tutti conoscevano, quello che era diventato parte della comunità di &#8216;Focà&#8217;- non c&#8217;è più. Non ho parole adeguate per descrivere lo sdegno che provo in questo momento. Quello che è accaduto nella nostra frazione non è solo un episodio di cronaca: è un atto di una crudeltà inaccettabile, vigliacco, che colpisce chi non può difendersi e che tradisce ogni principio di civiltà&#8221;</em>. E&#8217; quanto scrive Giovanni Maiolo, Vicesindaco e assessore alla cultura comune di Caulonia (RC).</div>
<div dir="auto"></div>
</div>
<div class="gmail-x14z9mp gmail-xat24cr gmail-x1lziwak gmail-x1vvkbs gmail-xtlvy1s gmail-x126k92a">
<div dir="auto">&#8220;<em>Quegli animali erano conosciuti, erano amati-</em>aggiunge<em>. La comunità di Focà se ne prendeva cura- perché le comunità vere funzionano così: ci si prende cura di chi è vulnerabile. Qualcuno, invece, ha scelto di ucciderli. Questa violenza non nasce dal nulla. Nasce da una cultura dello scarto- quella stessa cultura che abbandona i più deboli, che taglia i servizi sociali, che lascia i territori come il nostro senza presidi, senza risorse, senza strumenti per gestire i problemi in modo dignitoso ed etico. Non è fatalità: è il risultato di scelte politiche precise, di anni di abbandono istituzionale della Calabria, di un sistema che ha sempre guardato al Sud come a un problema da gestire, mai come a una comunità da valorizzare. Chi ha una visione progressista sa che il rispetto per gli animali e il rispetto per le persone non sono due battaglie separate: sono la stessa battaglia. Una società giusta non si misura solo da come tratta i suoi cittadini, ma da come tratta i più indifesi- umani e non!.</em></div>
<div dir="auto"></div>
</div>
<div class="gmail-x14z9mp gmail-xat24cr gmail-x1lziwak gmail-x1vvkbs gmail-xtlvy1s gmail-x126k92a">
<div dir="auto"><em>&#8220;Come Vicesindaco di Caulonia-</em>prosegue Giovanni Maiolo<em>&#8211; chiedo con forza che le autorità facciano piena luce sull&#8217;accaduto e individuino i responsabili. Chi commette questi atti deve sapere che la legge è chiara: i maltrattamenti sugli animali sono reati penali, e come tali vanno perseguiti senza sconti. Ma non basta la giustizia sui singoli episodi. Serve una risposta strutturata: più controlli sul territorio, politiche pubbliche serie sul randagismo- sterilizzazione, adozione, educazione- finanziate dallo Stato e non lasciate alla buona volontà dei singoli. Serve che la politica torni a stare dalla parte degli ultimi. Sempre. Anche quando non votano. Il dolore degli abitanti di Focà racconta quanto fosse reale il legame tra quella comunità e quei cani. Un legame fatto di cura, di prossimità, di solidarietà &#8211; i valori in cui crediamo e per cui ci battiamo ogni giorno. Giustizia per loro. Subito&#8221;.</em></div>
</div>
<div class="gmail-x14z9mp gmail-xat24cr gmail-x1lziwak gmail-x1vvkbs gmail-xtlvy1s gmail-x126k92a">
<div dir="auto"></div>
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</div>
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		<item>
		<title>VIDEO-Processo naufragio migranti Cutro, ONG del mare: Fare piena luce per evitare stragi simili</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-processo-naufragio-migranti-cutro-ong-del-mare-fare-piena-luce-per-evitare-stragi-simili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:21:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La coalizione di organizzazioni di ricerca e soccorso in mare (SAR) costituitesi parti civili nel processo penale per il naufragio di Cutro &#8211; EMERGENCY, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, SOS Humanity e SOS MEDITERRANEE – era rappresentata all’udienza di oggi presso il Tribunale di Crotone dai propri legali. Le ONG chiedono di fare piena [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 360px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-374997-1" width="360" height="640" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Ti-presento-una-persona.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Ti-presento-una-persona.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Ti-presento-una-persona.mp4</a></video></div>
<p>La coalizione di organizzazioni di ricerca e soccorso in mare (SAR) costituitesi parti civili nel processo penale per il naufragio di Cutro &#8211; EMERGENCY, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, SOS Humanity e SOS MEDITERRANEE – era rappresentata all’udienza di oggi presso il Tribunale di Crotone dai propri legali. Le ONG chiedono di fare piena luce sulla dinamica di fatti, sottovalutazioni, ritardi ed omissioni che hanno portato al naufragio, sia per restituire verità e giustizia alle vittime, sia per evitare che tragedie simili si ripetano in futuro. Segue il processo come osservatore internazionale, inoltre, Amnesty International Italia. La coalizione di organizzazioni SAR &#8211; in una nota &#8211; <em>&#8220;ricorda che nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 non venne attivato nessun piano di ricerca e soccorso e il caso del caicco Summer Love fu trattato come un’operazione di law enforcement per la protezione delle frontiere. Ecco perché non si può dire che le 94 vittime accertate e i dispersi siano una tragica fatalità, ma vanno accertate negligenze e responsabilità di questo dramma umano. “Scrivere pagine di verità &#8211; commentano le ONG parti civili &#8211; è forse il solo modo rimasto per restituire dignità e giustizia a tutte le persone morte e disperse nel naufragio, nonché per aiutare i sopravvissuti e le famiglie delle vittime a ritrovare una parvenza di serenità”.</em><br />
<em>Elementi assai rilevanti al fine della ricostruzione dei fatti sono contenuti anche nei documenti di Frontex &#8211; tra cui il video che riprende il caicco Summer Love &#8211; e in una circolare della Guardia di Finanza arrivati dopo la chiusura dell’indagine. Documenti che le ONG parti civili hanno esaminato dopo essere stati formalmente autorizzati e di cui è stata chiesta ed ottenuta l’acquisizione al Collegio&#8221;.</em></p>
<p>All’udienza di oggi hanno reso la loro testimonianza i pescatori che la notte del naufragio dalla riva hanno materialmente soccorso le vittime dopo aver sentito le loro grida, a riva hanno accompagnato persone in fin di vita e anche cadaveri per i quali non c’era più nulla da fare. Sempre oggi è stato sentito il medico legale, nominato come consulente dal pubblico ministero, che ha ricostruito le cause della morte dei 94 naufraghi, ha specificato come sono intervenuti gli operatori a livello medico e psicologico, ha confermato che è stato accertato come vi siano ulteriori dispersi che non sono mai stati ritrovati in mare.<br />
Nell’udienza di oggi, inoltre, sono stati ascoltati alcuni altri testi d’accusa, rinviata invece la prima audizione delle vittime. Nel naufragio di Cutro avvenuto al largo delle coste calabresi, le autorità italiane sono accusate di aver dato priorità all’operazione di polizia e solo successivamente considerato l’intervento di soccorso, ma con grave ritardo e con scarso coordinamento a livello locale tra i due corpi di forze dell’ordine coinvolti. E l’esito che ne è scaturito è stato drammatico.</p>
<p>&#8220;<em>Capire esattamente quale sia stata la catena di decisioni, sottovalutazioni e negligenze che hanno portato al naufragio è importante anche per assicurarsi che non si ripetano e che siano evitate stragi simili in futuro- si legge ancora nella nota &#8211; . Esigenza drammaticamente attuale, considerando che in questi tre anni i naufragi non si sono mai fermati, che solo dall&#8217;inizio dell&#8217;anno al 9 aprile l’OIM ha censito lungo la rotta del Mediterraneo centrale oltre 770 persone morte o scomparse e che nei soli primi giorni dell&#8217;anno sono stati stimati quasi mille dispersi a causa del ciclone Harry. Cifre vertiginose ma che sono entrambe sottostimate, riferendosi solo ai casi di cui si è venuti a conoscenza.</em><br />
<em>In attesa di sapere quando, nelle prossime udienze, verranno ascoltati i consulenti tecnici delle organizzazioni di ricerca e soccorso in mare costituitesi parte civile nel processo, le ONG ricordano che: &#8216;il diritto internazionale è prevalente e che la tutela della vita e il dovere di soccorrere chi è in pericolo in mare sono prioritari&#8217;</em>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Revocata senza preavviso la tutela al testimone di giustizia Salvatore Barbagallo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/revocata-senza-preavviso-la-tutela-al-testimone-di-giustizia-salvatore-barbagallo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Dec 2025 17:20:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
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		<category><![CDATA[revoca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiamano testimoni di giustizia. Sono cittadini comuni che, dopo aver subito intimidazioni e pressioni della criminalità organizzata, scelgono di denunciare e collaborare con lo Stato. Una scelta di legalità e di coraggio che comporta rischi personali enormi e che dovrebbe essere accompagnata da una tutela costante, credibile e continua. Non sempre, però, accade. &#8220;È [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiamano testimoni di giustizia. Sono cittadini comuni che, dopo aver subito intimidazioni e pressioni della criminalità organizzata, scelgono di denunciare e collaborare con lo Stato. Una scelta di legalità e di coraggio che comporta rischi personali enormi e che dovrebbe essere accompagnata da una tutela costante, credibile e continua. Non sempre, però, accade. &#8220;È quanto sta vivendo <strong>Salvatore Barbagallo</strong>, testimone di giustizia calabrese, che dopo aver denunciato e reso dichiarazioni contro la &#8216;ndrangheta . si legge in una nota- si è visto <strong>revocare la tutela senza alcuna comunicazione preventiva</strong>, rimanendo improvvisamente esposto, insieme ai propri familiari, a potenziali ritorsioni. Una vicenda che solleva interrogativi seri sul funzionamento del sistema di protezione dei testimoni di giustizia, soprattutto in territori ad alta densità mafiosa come la Calabria. La revoca della tutela non è un atto amministrativo come un altro: incide direttamente sulla sicurezza di chi ha scelto di rompere il silenzio e di affidarsi alle istituzioni&#8221;.</p>
<p>A rendere la situazione ancora più delicata &#8211; prosegue la nota &#8211; &#8220;è il mancato ascolto da parte delle autorità territoriali. Nonostante le richieste avanzate, <strong>il Prefetto di Vibo Valentia non ha ancora ricevuto Salvatore Barbagallo</strong>, rinviando l&#8217;incontro a dopo le festività. Un rinvio che appare difficilmente compatibile con l&#8217;urgenza di una condizione che riguarda la sicurezza personale e familiare di un testimone di giustizia. Senza spirito polemico, ma con senso di responsabilità civile, <strong>La Tazzina della Legalità</strong> ritiene doveroso portare all&#8217;attenzione pubblica la gravità del caso. L&#8217;associazione, da anni impegnata al fianco di testimoni di giustizia, collaboratori e vittime di ingiuste detenzioni, non può accettare che Barbagallo diventi l&#8217;ennesimo esempio di abbandono dopo il coraggio della denuncia. Vicende come questa rischiano di produrre un effetto devastante sul piano sociale: <strong>scoraggiare le denunce</strong> e alimentare la sfiducia dei cittadini verso lo Stato. Se chi denuncia viene lasciato solo, il messaggio che passa è pericoloso e finisce, di fatto, per rappresentare un incentivo indiretto alla criminalità organizzata&#8221;.</p>
<p>Per questo <strong>La Tazzina della Legalità</strong> &#8220;chiede con forza, ma nel rispetto delle istituzioni, <strong>un incontro immediato tra il Prefetto di Vibo Valentia e Salvatore Barbagallo</strong>, affinché la sua posizione venga valutata con la dovuta attenzione e tempestività. La tutela dei testimoni di giustizia non può essere rinviata, né subordinata a tempi burocratici che non tengono conto dei rischi reali. L&#8217;associazione ha già annunciato il proprio sostegno a Salvatore Barbagallo ed è scesa in campo al suo fianco. Continuerà a seguire il caso, ribadendo che la credibilità dello Stato si misura anche – e soprattutto – da come protegge chi ha scelto di stare dalla parte della legalità&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/revocata-senza-preavviso-la-tutela-al-testimone-di-giustizia-salvatore-barbagallo/">Revocata senza preavviso la tutela al testimone di giustizia Salvatore Barbagallo</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>A rischio la permanenza dei lavoratori precari Miur, Mibact e Giustizia, contratti in scadenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2025 08:46:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nei radar dell&#8217;attuale legge di Bilancio sono assenti le proposte riguardanti i lavoratori precari del Miur, Mibact e Giustizia reclutati a seguito di procedura concorsuale e prossimi alla scadenza contrattuale. Si tratta di personale reclutato con contratto part-time a 18 ore settimanali e a tempo determinato. Prestano servizio nelle strutture Ministeriali (Puglia, Sicilia, Calabria, Campania) [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei radar dell&#8217;attuale legge di Bilancio sono assenti le proposte riguardanti i lavoratori precari del Miur, Mibact e Giustizia reclutati a seguito di procedura concorsuale e prossimi alla scadenza contrattuale. Si tratta di personale reclutato con contratto part-time a 18 ore settimanali e a tempo determinato. Prestano servizio nelle strutture Ministeriali (<em>Puglia, Sicilia, Calabria, Campania</em>) cercando di colmare quotidianamente l&#8217;annosa carenza di personale evidente nei Ministeri dove prestano servizio e con uno dispendio di esperienza e professionalità di non poco conto. </p>
<p>La scadenza dei contratti di questi lavoratori e più precisamente per le aree del Mibact e Giustizia è prossima (Marzo 2026) per l&#8217;area del Miur a seguire (<em>luglio 2026</em>). Il lavoro di questo personale è riconosciuto ampliamente dalle sedi in cui prestano servizio ma purtroppo meno dalle sedi Ministeriali Nazionali che hanno manifestato il loro disinteresse  verso questi lavoratori lamentando la mancanza di fondi e di conseguenza  sembra  evidente l&#8217;intenzione di licenziare il personale precario in questione. Tutto ciò avrà gravi ripercussioni nelle sedi Ministeriali che accolgono questi lavoratori, anche nelle sfere private e personali dei lavoratori stessi di cui molti ultra 50enni e mono reddito e tutto ciò sarebbe una vera e propria beffa dopo anni di precariato e di contratti part-time a 18 ore settimanali. </p>
<p>&#8220;In Calabria, in particolare &#8211; si evidenzia in una nota &#8211; questi lavoratori avevano ricevuto piena solidarietà nella persona del Presidente Roberto Occhiuto che si era da sempre ripromesso di chiudere definitivamente con il precariato e di trovare soluzioni definitive per i lavoratori&#8221;. Nel frattempo sono in programma alcune manifestazioni per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica sulle sorti drammatiche di questi lavoratori: Il 03/12/2025 presso la Prefettura di Reggio Calabria alle ore 10:30 e il 10/12/2025 presso la prefettura di Catanzaro alle ore 10:30. Seguiranno aggiornamenti.</p>
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		<title>Grandinetti: programma regionale Teatri nei capoluoghi, &#8216;Lameziaprovinciaenonsolo&#8217; non era campanile</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/grandinetti-programma-regionale-teatri-nei-capoluoghi-lameziaprovinciaenonsolo-non-era-campanile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Nov 2025 08:45:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo dall&#8217;Ing. Francesco Grandinetti e pubblichiamo: Il motivo per cui, tempo fa, decisi di fondare il movimento “Lameziaprovinciaenonsolo” nasceva da una constatazione amara ma evidente: in Calabria esiste uno squilibrio strutturale nella distribuzione delle risorse. Gli investimenti pubblici – soprattutto in ambito culturale, sanitario, universitario e infrastrutturale – seguono quasi automaticamente la logica dei capoluoghi, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo dall&#8217;Ing. Francesco Grandinetti e pubblichiamo:<br />
<em>Il motivo per cui, tempo fa, decisi di fondare il movimento “Lameziaprovinciaenonsolo” nasceva da una constatazione amara ma evidente: in Calabria esiste uno squilibrio strutturale nella distribuzione delle risorse. Gli investimenti pubblici – soprattutto in ambito culturale, sanitario, universitario e infrastrutturale – seguono quasi automaticamente la logica dei capoluoghi, ignorando città che, pur non avendo quel titolo amministrativo, hanno numeri, storia e centralità spesso superiori. Questo vale per molti ambiti, non solo per la cultura. Nella sanità, ospedali importanti sono stati progressivamente depotenziati o chiusi nei territori non capoluogo, mentre nei capoluoghi si è centralizzato tutto. Per le università, corsi e poli decentrati sono stati ridimensionati o mai attivati, mentre le sedi principali dei capoluoghi vengono rafforzate. Lo stesso accade con i tribunali, con gli uffici pubblici, le agenzie regionali, le direzioni sanitarie, gli enti culturali e amministrativi: vengono collocati quasi esclusivamente nei capoluoghi, come se il resto della Calabria fosse una periferia da assistere, e non un territorio da valorizzare.</p>
<p>Questa impostazione si conferma oggi con il programma regionale “Teatri nei Capoluoghi”. È scritto nero su bianco: non “teatri più storici”, non “teatri più attivi”, non “teatri con maggiore pubblico”, ma semplicemente “teatri nei capoluoghi”. Da Catanzaro a Reggio Calabria, da Cosenza a Vibo Valentia fino a Crotone, i fondi vengono destinati automaticamente a queste città solo per il loro status di capoluoghi. Un criterio che esclude a priori tutte le altre realtà, indipendentemente dal loro valore culturale o dalla loro storia. Eppure esistono città che capoluoghi non sono, ma che per popolazione, posizione geografica, rete di trasporti, fermento culturale e attività economica hanno un peso pari o superiore: Lamezia Terme è tra queste. Qui esiste, ad esempio, il Teatro Grandinetti – oggi comunale – che da quasi un secolo lavora instancabilmente per la propria comunità, ospitando arte, musica, teatro, eventi civili. Un teatro vivo, identitario, che tuttavia necessita di urgenti restauri e che, proprio per via del criterio “solo nei capoluoghi”, non viene inserito nei programmi regionali di finanziamento. Lo stesso accade a Corigliano-Rossano, Gioia Tauro, Paola, Locri, Castrovillari, Soverato, Siderno e tante altre realtà calabresi: città vive, che producono cultura e servizi, ma che rimangono invisibili perché non sono capoluogo. Questa non è una polemica di campanile, ma la denuncia di una mentalità centralista che continua a concentrare risorse, poteri e opportunità solo in alcune città, ignorando il resto del territorio.</p>
<p>Un appello al Presidente Roberto Occhiuto<br />
Per questo rivolgo un appello rispettoso ma fermo al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto: Presidente, modifichi o integri il programma “Teatri nei Capoluoghi”. Estenda i finanziamenti anche ai teatri e alle realtà culturali che, pur non ricadendo nei capoluoghi, rappresentano comunità numerose, attive e centrali per la Calabria. E, più in generale, avvii un percorso che superi questa divisione tra città di serie A e città di serie B, non solo nella cultura, ma anche nella sanità, nell’università, nei servizi pubblici. Non chiediamo privilegi, ma equilibrio. Non chiediamo favoritismi, ma equità. Perché cultura, sanità, istruzione e sviluppo non appartengono ai soli capoluoghi, ma a tutta la Calabria. Ed io, per quel che posso e potrò, continuerò a difendere i diritti mancati di questa città, magari ormai concentrandomi sull&#8217;importanza dell&#8217;area centrale della Calabria per difenderla dai nuovi equilibri (squilibri!) politici in regione.</em></p>
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		<title>Catanzaro, Gratteri: con riforma giustizia si vuole pm burocrate e addomesticato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-gratteri-con-riforma-giustizia-si-vuole-pm-burocrate-e-addomesticato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 11:35:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ho deciso di partecipare all&#8217;assemblea dell&#8217;Associazione nazionale magistrati per la prima volta in vita mia, perché con me non sono stati mai generosi, anche quando negli anni passati qui a Catanzaro abbiamo avuto guerre titaniche con i centri di potere. Ne siamo usciti vivi e vincitori, ma ho riflettuto e malgrado tutto ci sono stato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ho deciso di partecipare all&#8217;assemblea dell&#8217;Associazione nazionale magistrati per la prima volta in vita mia, perché con me non sono stati mai generosi, anche quando negli anni passati qui a Catanzaro abbiamo avuto guerre titaniche con i centri di potere.</p>
<p>Ne siamo usciti vivi e vincitori, ma ho riflettuto e malgrado tutto ci sono stato per rappresentare la difficoltà del momento e l&#8217;importanza del referendum.</p>
<p>Perché votare no? Perché a parte i sofismi, a parte le esegesi che si può fare su ogni parola, su ogni sillaba, il risultato finale è che si vuole un pubblico mistero burocrate, un pubblico mistero addomesticato, un pubblico mistero docile che si comporti esattamente come il negativo di un perfetto burocrate&#8221;. Lo ha detto il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, a margine di un&#8217;iniziativa a Catanzaro, commentato il dibattito sulla riforma della giustizia e sulla separazione delle carriere.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Giustizia, Irto (Pd) chiede al governo di &#8220;stabilizzare i 12mila  precari del comparto&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/giustizia-irto-pd-chiede-al-governo-di-stabilizzare-i-12mila-precari-del-comparto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 17:17:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Irto precari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria, ha presentato un&#8217;interrogazione ai ministri della Giustizia, per la Pubblica amministrazione e dell&#8217;Economia, ai quali ha chiesto interventi urgenti a tutela dei 12mila lavoratori precari della Giustizia, tra cui tanti residenti in Calabria, assunti con contratti a tempo determinato nell&#8217;ambito dei progetti Pnrr. Nell&#8217;atto parlamentare, Irto sollecita [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria, ha presentato un&#8217;interrogazione ai ministri della Giustizia, per la Pubblica amministrazione e dell&#8217;Economia, ai quali ha chiesto interventi urgenti a tutela dei 12mila lavoratori precari della Giustizia, tra cui tanti residenti in Calabria, assunti con contratti a tempo determinato nell&#8217;ambito dei progetti Pnrr. </p>
<p>Nell&#8217;atto parlamentare, Irto sollecita il governo a chiarire quali iniziative intenda adottare per garantire la stabilizzazione del personale, a istituire un tavolo interministeriale permanente con la partecipazione delle organizzazioni sindacali e a prevedere nella prossima legge di bilancio un fondo straordinario dedicato alla stabilizzazione, al fine di assicurare continuità lavorativa e qualità del servizio. &#8220;Questi lavoratori hanno garantito negli anni – spiega Irto – il funzionamento di tribunali, procure e cancellerie. Perciò non possono essere lasciati senza prospettive, di fronte alla scadenza dei loro contratti prevista per il luglio 2026&#8221;. </p>
<p>Il senatore dem evidenzia pure che la legge di bilancio 2024 ha previsto risorse parziali, sufficienti alla stabilizzazione di circa 6mila unità, mentre altre 6mila rischiano di restare senza tutele, nonostante il loro contributo sia stato determinante per il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr. &#8220;È inaccettabile – sottolinea Irto – che lo Stato formi, utilizzi e poi abbandoni migliaia di lavoratori che hanno consentito alla macchina giudiziaria di andare avanti&#8221;.</p>
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		<title>Paesi sicuri e migranti, la Corte di giustizia dell’Ue boccia il governo Meloni e il “modello Albania”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/migranti-corte-ue-paese-sicuro-se-lo-e-per-tutta-la-popolazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 08:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fino all&#8217;entrata in vigore di un nuovo regolamento destinato a sostituire la direttiva attualmente applicabile, uno Stato membro dell’Ue non può designare come Paese di origine “sicuro” un Paese terzo che non soddisfi, per alcune categorie di persone, le condizioni sostanziali di questa designazione. Lo stabilisce la Corte di Giustizia dell’Ue, nella sentenza che riguarda il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="" class="art-text">Fino all&#8217;entrata in vigore di un nuovo regolamento destinato a sostituire la direttiva attualmente applicabile,<span id="U112038150684CDH"> uno Stato membro dell’Ue non può designare come Paese di origine “sicuro” un Paese terzo che non soddisfi, per alcune categorie di persone, le condizioni sostanziali di questa designazione</span>. Lo stabilisce la Corte di Giustizia dell’Ue, nella sentenza che riguarda il caso di due cittadini del Bangladesh che erano stati portati dalle autorità italiane in un Cpt in Albania.</p>
<p id="" class="art-text">&#8220;Sorprende la decisione della Corte di Giustizia Ue in merito ai Paesi sicuri di provenienza dei migranti illegali. Ancora una volta la giurisdizione, questa volta europea, rivendica spazi che non le competono, a fronte di responsabilità che sono politiche&#8221;, sottolinea una nota di Palazzo Chigi.</p>
<p id="" class="art-text">&#8220;La Corte di Giustizia Ue &#8211; prosegue il comunicato &#8211; decide di consegnare a un qualsivoglia giudice nazionale la decisione non sui singoli casi, bensì sulla parte della politica migratoria relativa alla disciplina dei rimpatri e delle espulsioni degli irregolari.<span id="U112038150684iy"> Così, ad esempio, per l’individuazione dei cosiddetti Paesi sicuri fa prevalere la decisione del giudice nazionale</span>, fondata perfino su fonti private, rispetto agli esiti delle complesse istruttorie condotte dai ministeri interessati e valutate dal Parlamento sovrano. <span id="U112038150684qu">È un passaggio che dovrebbe preoccupare tutti</span> &#8211; incluse le forze politiche che oggi esultano per la sentenza &#8211; <span id="U112038150684TPH">perché riduce ulteriormente i già ristretti margini di autonomia dei Governi e dei Parlamenti</span> nell’indirizzo normativo e amministrativo del fenomeno migratorio&#8221;.</p>
<p>(<em>Adnkronos</em>)</p>
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		<item>
		<title>Nicola Gratteri: Attaccato da due giornali perché non mi piace la riforma della giustizia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nicola-gratteri-attaccato-da-due-giornali-perche-non-mi-piace-la-riforma-della-giustizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2025 20:04:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Gratteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Qualche giorno fa sono stato attaccato da due giornali. Scrivevano che nella mia Procura c’era il maggior numero di richieste di risarcimento giudiziarie e lo hanno fatto soltanto perche’ non mi piace la riforma della giustizia”. A dirlo e’ il procuratore del tribunale di Napoli, Nicola Gratteri, presente oggi all’istituto comprensivo Giusti di Terzigno per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Qualche giorno fa sono stato attaccato da due giornali. Scrivevano che nella mia Procura c’era il maggior numero di richieste di risarcimento giudiziarie e lo hanno fatto soltanto perche’ non mi piace la riforma della giustizia”. A dirlo e’ il procuratore del tribunale di Napoli, Nicola Gratteri, presente oggi all’istituto comprensivo Giusti di Terzigno per un incontro con gli alunni di terza media. </p>
<p>“Abbiamo controllato i dati – ha detto – gli attacchi dei due giornali sono gratuiti e falsi perche’ nella Procura di Catanzaro, dove sono stato fino a qualche anno fa, le richieste di risarcimento sono addirittura sotto alla media nazionale. Sono colpevole di dire quello che penso della riforma della giustizia, che a mio parere fa male ai processi penali”. Un incontro, quello di Terzigno, moderato dal direttore de Il Fatto Vesuviano, Mariano Rotondo, e a cui ha preso parte la dirigente scolastica Luisa Massimo.</p>
<p>“Per noi un e’ onore avere Gratteri ospite nella nostra scuola, per i ragazzi sara’ sicuramente uno stimolo per un futuro di legalita’”, ha detto la preside. Gratteri ha ascoltato le domande degli alunni e ha risposto a uno a uno facendoli sedere al suo fianco. “Studiate e non frequentate i posti e i locali in cui vanno le persone in odore di camorra”, ha consigliato. Il progetto di legalita’ dell’istituto comprensivo Giusti di Terzigno e’ curato dalle docenti Rosa Giugliano Auricchio e Virginia Padovano che hanno organizzato una serie di incontri con “gli eroi dell’antimafia”.</p>
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