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	<title>giuseppe scopelliti Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Inaugurata la grande opera che cambierà volto al lungomare di Reggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 May 2021 22:00:03 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Appena tagliato il nastro, i reggini hanno preso possesso del Waterfront</strong> in tutte le modalità suggerite da un soleggiato pomeriggio quasi estivo. Facendo giocare i bambini nella piccola area giochi, ammirando il panorama dello Stretto, percorrendo la passeggiata che collega il lido comunale alla pineta Zerbi. Un percorso sinuoso come le onde del mare a cui si ispira il design della grande opera urbana, impreziosita dalle bianche scalinate finalmente libere di scendere verso l&#8217;orizzonte dello Stretto senza l&#8217;interruzione del cantiere (o quasi). <strong>Il coro del conservatorio Francesco Cilea esegue gli inni italiano e europeo e la festa può iniziare davanti allo schermo dove un video anticipa come diventerà questo spazio urbano</strong>.</p>
<p>Con lo slogan &#8220;Ci pensa il mare&#8221;, <strong>il sindaco Giuseppe Falcomatà, visibilmente emozionato, consegna il Waterfront alla città parlando di «momento storico»</strong> e smorzando sul nascere ogni polemica campanilistica: «<strong>Non esistono opere di destra o di sinistra</strong>, tutto questo appartiene a Reggio ed è il punto di partenza di un grande progetto che coinvolge il porto e il <strong>lido comunale, che adesso in accordo con la soprintendenza potremo riqualificare con 3 milioni</strong> di euro». Proprio lo stato di <strong>abbandono del lido</strong> è stato in questi giorni il cavallo di battaglia del centrodestra nella diatriba del Waterfront (l&#8217;ultimo intervento oggi stesso è del consigliere <strong>Antonino Minicuci, sconfitto da Falcomatà alle scorse elezioni, che lo ha definito «ecomostro»</strong>) e anche stasera non è mancata la provocazione di Fratelli d&#8217;Italia con uno <strong>striscione della sezione Ciccio Franco, esposto da una balconata del lido dirimpetto al sindaco, dove si leggeva &#8220;Grazie Peppe non Giuseppe&#8221;</strong>. Il convitato di pietra è infatti <strong>l&#8217;ex sindaco Scopelliti,</strong> genitore biologico del Waterfront, che comunque Falcomatà aveva doverosamente citato nel suo discorso, riconoscendogli la paternità del progetto.</p>
<p>Ma lo striscione rappresenta un dissenso isolato.<strong> A presenziare all&#8217;inaugurazione ci sono infatti amministratori e parlamentari calabresi di ogni colore politico</strong>, dal deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro al presidente facente funzioni della giunta regionale Nino Spirlì, al sottosegretario Dalila Nesci.</p>
<p><strong>Dalila Nesci</strong> rimarca le potenzialità urbane del Waterfront che «<strong>faranno sempre più di Reggio una protagonista del Sud e di tutto il Mediterraneo,</strong> ecco perché questa realizzazione rappresenta una vittoria per tutti i calabresi». <strong>Spirlì dedica un pensiero alle vittime del Covid e all&#8217;indimenticata Jole Santelli,</strong> ma quando racconta dell&#8217;amore della presidente per Reggio fa un&#8217;involontaria gaffe dimenticando quella smorfia perplessa di Jole, divenuta virale sui social, a commento di un attestato di bellezza alla città dello Stretto.</p>
<p>E&#8217; la sera dei miracoli e dei ricordi. Al nome di Italo il pubblico risponde con un applauso corale e la sigla scelta per l&#8217;evento è <strong>&#8220;Voglio vederti danzare&#8221; di Franco Battiato, che alla fine degli anni Ottanta, con Falcomatà senior, si era esibito per primo nella piazza del Popolo</strong> rimessa a nuovo. Arte e spettacolo si celebreranno anche sulle scalinate del Waterfront, e il sindaco lancia una prima idea, una sfilata in omaggio a Gianni Versace. Si parla di progetti per l&#8217;intera città. Non solo lungomare ma, ad esempio, un <strong>rione Candeloro</strong> che Giuseppe Falcomatà, una volta bonificato, immagina come la nostra Notting Hill. E poi <strong>il Museo dello Strumento musicale, che sarà recuperato ma «rimarrà lì dov&#8217;è perché è un presidio di legalità,</strong> che Demetrio Spagna non ha mai abbandonato, nemmeno nel momento più difficile».</p>
<p>Per Reggio il Waterfront è l&#8217;inizio di una pagina di futuro possibile, che cambierà volto al chilometro più bello d&#8217;Italia e trasformerà visivamente la città. <strong>Si festeggia in un clima bipartisan ma tra amici. Il sindaco di Bari e presidente Anci Antonio Decaro scherza con Falcomatà (nell&#8217;associazione dei comuni insieme ne hanno viste tante), Spirlì scherza con Michele Emiliano</strong>, collega presidente della Regione Puglia, che rivendica una cuginanza calabro-pugliese. «Accanto ai calabresi noi ci saremo sempre &#8211; ha detto Emiliano &#8211; daremo una mano nelle difficoltà e divideremo i momenti belli». E chiosa con una frecciata ai nostalgici scopellitiani: <strong>«</strong><strong>La cosa veramente ardua non è iniziare un&#8217;opera ma portarla a termine».</strong> Il suo cadeau per l&#8217;inaugurazione è stato il sale di San Nicola, patrono barese. <strong>Un ruolo importante nella realizzazione dell&#8217;opera lo hanno avuto altri pugliesi, quelli della squadra della Cobar,</strong> esecutrice dei lavori, la stessa azienda che a Bari ha restaurato il teatro Petruzzelli ed operato nella fiera riconvertita in Covid hospital. L&#8217;evento è stato scandito da inserti artistici con gli attori <strong>Teresa Timpano e Lorenzo Praticò e i musicisti Pasquale Faucitano e Alessandro Calcaramo,</strong> che hanno scelto un brano di Diego Vitrioli e la poesia &#8220;Questo mare è pieno di voci&#8221; di Giovanni Pascoli, ispirata dal territorio reggino.</p>
<p>La statua di Atena, che storicamente guardava il mare per proteggere la città da attacchi nemici, da decenni è stata girata in direzione delle case. Lo decise Italo Falcomatà per affermare la dimensione libera di una Reggio non più terra di conquista. Come tra due sponde di questo mare millenario, la continuità si stende tra le nostre origini magnogreche e le linee contemporanee del museo del mare di <strong>Zaha Hadid</strong>, che sarà il nuovo obiettivo dell&#8217;amministrazione. <strong>Con oltre 50 milioni del Pnrr a disposizione tutto è pronto per iniziare</strong> un ulteriore tassello della rinascita di Reggio.</p>
<p><strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
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		<title>Reggio, il centrodestra inscena una finta inaugurazione delle scalinate</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-il-centrodestra-inscena-una-finta-inaugurazione-delle-scalinate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 May 2021 17:15:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un provocatorio taglio del nastro davanti alle transenne di un&#8217;opera che non c&#8217;è</strong> ma la cui inaugurazione è annunciata dall&#8217;amministrazione comunale per la vicinissima data del 21 maggio. <strong>Stamattina sulle nuove scalinate nel piazzale del lido comunale, che rappresentano il biglietto da visita del Waterfront, si è consumato un altro atto della fustigazione del centrodestra contro il sindaco Falcomatà a proposito della grande opera ereditata da Giuseppe Scopelliti.</strong></p>
<p>All&#8217;iniziativa hanno partecipato tanti rappresentanti dell&#8217;opposizione, dall&#8217;ex assessore Giuseppe Agliano a Pasquale Morisani di AmaReggio, a Candeloro Imbalzano e il consigliere Massimo Ripepi, che <strong>hanno presentato l&#8217;iniziativa come &#8220;una piccola rimpatriata tra amici che guardano però al futuro&#8221;.</strong> Sì, perché il sottotesto della pugnace campagna di contestazione all&#8217;operato del Falcomatà bis è sempre l&#8217;obiettivo di agognate dimissioni dell&#8217;attuale amministrazione, accusata di incapacità e oscurata dalla macchia dei brogli.</p>
<p><strong>Sul Waterfront, solo ieri il j&#8217;accuse del centrodestra aveva smascherato le </strong><strong>«</strong><strong>bugie</strong><strong>»</strong><strong> di Falcomatà,</strong> che avrebbe dovuto inaugurare l&#8217;opera lo scorso 21 marzo salvo poi rinviare a causa delle restrizioni dovute al Covid. Una scusa che non tiene secondo Fiamma Tricolore e il movimento di destra Ancora Italia, i quali già da due mesi si dicevano certi che la vera ragione dello slittamento fosse la mancata consegna dei lavori perché i pagamenti non erano stati completati. <strong>Una voce attendibile ma non ufficiale, che ieri ha però trovato prova in una determina di Palazzo San Giorgio del 30 aprile 2021, la n. 1316, con la quale è stato autorizzato il pagamento di 1.265.880,01 a favore della Cobar spa, come ultima rata per i lavori di realizzazione del Waterfront.</strong> «Questo conferma &#8211; ha denunciato Giuseppe Modafferi, coordinatore calabrese di Ancora Italia &#8211; che il reale motivo dell&#8217;inaugurazione cancellata stava nel mancato pagamento», aggiungendo che lo stop dovuto alla zona arancione &#8211; adotto dal sindaco come causa del rinvio &#8211; appare privo di fondamento poiché le manifestazioni del 25 aprile, comprese le inaugurazioni dei murales a largo Botteghelle, sono state regolarmente svolte nonostante si fosse in questa fascia di rischio.</p>
<p><strong>&#8220;Dal dietrofront al Waterfront&#8221; è il titolo scelto dal centrodestra per la simbolica anti-inaugurazione di stamattina, alludendo al balletto di date dell&#8217;inaugurazione ma anche con una frecciatina alle nota chiusura di Giuseppe Falcomatà verso l&#8217;opera voluta dall&#8217;ex collega Scopelliti,</strong> che adesso, dopo l&#8217;inserimento del progetto nel Pnrr nazionale, per il sindaco è diventata invece punta di diamante della rinascita della città.</p>
<p>L&#8217;accensione delle luci delle scalinate durante l&#8217;ultimo comizio di Falcomatà prima del voto era stata oggetto di un duro attacco da parte del rivale Antonino Minicuci, che lo aveva definito una strumentalizzazione, un vendere fumo agli elettori. «<strong>A fine campagna elettorale &#8211; ha detto oggi Massimo Ripepi &#8211; queste scalinate sono state inaugurate con toni trionfali e noi abbiamo detto: attenzione, è tutto un falso. Da allora sono passati sette mesi e qui è tutto chiuso, un sito impraticabile. E&#8217; una follia, uno dei rari casi in cui è il governo a dover sollecitare un&#8217;amministrazione locale a realizzare un&#8217;opera strategica</strong>». Su questo punto concordano tutti, ma Ripepi sottolinea che la reale valenza del Waterfront va inserita in uno schema che comprende altre due grandi opere, l&#8217;urgentissimo Ponte sullo Stretto e il porto turistico Mediterranean Life (interamente finanziato da privati), da collegare con un rilancio dell&#8217;aeroporto. Ma allo stato &#8211; è la denuncia del centrodestra &#8211; non si è ancora raggiunto neanche l&#8217;obiettivo di riqualificare con continuità il percorso che unisce il parco lineare sud e il Lido, e l&#8217;opposizione aspetta col fucile puntato il 21 maggio per vedere finalmente fruibile il percorso della &#8220;passeggiata marina&#8221; promessa dal sindaco. L&#8217;ipotizzata sinergia tra i tasselli integrati del progetto complessivo è al momento molto lontana nei fatti. «Purtroppo quest&#8217;amministrazione è un&#8217;armata Brancaleone», ha concluso Ripepi.</p>
<p><strong>Da AmaReggio si rivendica con la solita foga la paternità del progetto a Giuseppe Scopelliti, derubricando l&#8217;attuale Waterfront «opera monca»</strong> di altri fondamentali elementi, primo tra tutti il Museo del Mare di Zaha Hadid, «cassati per un decennio e ora ripresi per una improvvisata necessità probabilmente connessa al recovery fund». Falcomatà ha risposto a questo attacco, che perdura dall&#8217;annuncio del rinvio dell&#8217;inaugurazione, nello scorso consiglio comunale, spiegando che il precedente (e deciso) blocco del progetto derivava da una situazione di cassa che lo rendeva nel 2015 impossibile da realizzare. Ma questa mattina l&#8217;ex consigliere comunale Giuseppe Agliano ha ricordato come i soldi c&#8217;erano &#8211; fondi appositamente stanziati &#8211; ma ugualmente si era lasciato che il museo li perdesse.</p>
<p><strong>All&#8217;inizio di marzo, aprendo la serie di incontri preparatori all&#8217;inaugurazione poi saltata, il sindaco aveva liquidato ogni campanilismo politico con toni tranchant: «Non è un&#8217;opera di destra o di sinistra, appartiene alla città».</strong> Anche perché quando il futuristico edificio a forma di balena immaginato da Zaha Hadid ottiene dal Governo 53 milioni di euro, questo cambia di molto le cose. E pure le idee, come in Calabria sta accadendo per il Ponte, contro la cui realizzazione sono ormai rimasti ad argomentare in solitudine ambientalisti e associazioni.</p>
<p><strong>Isabella Marchiolo </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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