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	<title>giovanni falcone Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 19 Jul 2024 12:47:54 +0000</lastBuildDate>
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		<title>32 Anni fa moriva Paolo Borsellino e la sua Scorta nella &#8220;Strage di Via D&#8217;Amelio&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jul 2024 08:19:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni falcone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era il 19 luglio 1992 quando, dopo aver pranzato con la moglie Agnese e i figli Manfredi e Lucia, Paolo Borsellino  e la sua scorta si recano in via D&#8217;Amelio, dove viveva la madre e la sorella Rita.  Erano le 16:58 quando una Fiat 126 parcheggiata sotto l&#8217;abitazione, imbottita di tritolo, esplose al passaggio del giudice uccidendo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Era il <strong>19 luglio 1992</strong> quando, dopo aver pranzato con la <strong>moglie Agnese</strong> e i<strong> figli Manfredi</strong> e <strong>Lucia</strong>, Paolo Borsellino  e la sua scorta si recano in via D&#8217;Amelio, dove viveva la madre e la sorella Rita.  Erano le <strong>16:58 quando una Fiat 126 </strong>parcheggiata sotto l&#8217;abitazione, imbottita di tritolo, esplose al passaggio del giudice uccidendo lui e i suoi 5 agenti di scorta: <strong><em>Emanuela Loi</em></strong>, <strong><em>Agostino Catalano</em></strong>, <strong><em>Vincenzo Li Muli</em></strong>, <strong><em>Walter Eddie</em></strong> <em><strong>Cosina </strong></em>e <strong><em>Claudio Traina</em></strong>. Dalla deflagrazione si salvò soltanto l&#8217;agente <em><strong>Antonino Vullo</strong></em> perché ancora intento a parcheggiare uno dei veicoli della scorta.</p>
<p><strong>Erano passati 57 giorni dalla strage di Capaci</strong> dove perse la vita Giovanni Falcone la moglie <strong><em>Francesca Morvillo</em> </strong>e i tre uomini della scorta: <em><strong>Antonio Montinaro</strong></em>,<strong><em> Rocco Dicillo </em></strong>e <strong><em>Vito Schifani</em></strong>.</p>
<p>Gli oltre <strong>500 kg di tritolo</strong> usati per le stragi non hanno ancora cancellato i nomi di tutti loro neanche a distanza di 32 anni dagli attentati di “Cosa Nostra”. I familiari di Paolo Borsellino <strong>rifiutarono i funerali di stato</strong> e il 24 Luglio 1992 10mila persone gli resero omaggio nella chiesa di Santa Maria Luisa di Marillac, chiesa dove il giudice era solito sentire la messa: “<em>Caro Paolo, la lotta che hai sostenuto dovrà diventare e diventerà la lotta di ciascuno di noi”</em> furono le parole nell’orazione funebre pronunciate da<strong><em> Antonino Caponnetto</em> </strong>predecessore di Falcone e Borsellino. I funerali dei 5 agenti di scorta si tennero a Palermo, nel Duomo, davanti ad una folla immensa e commossa che all&#8217;arrivo dell’allora capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro sfondò la barriera di sicurezza composta da 4000 agenti in segno di protesta. Il neo Presidente della Repubblica fu portato via a stento accompagnato dalle urla <strong><em>&#8220;Fuori la mafia dallo Stato”.</em></strong></p>
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		<title>Giovanni Falcone: &#8220;Non c’è un omicidio sbagliato, finora in seno a Cosa Nostra&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/giovanni-falcone-non-ce-un-omicidio-sbagliato-finora-in-seno-a-cosa-nostra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2022 09:37:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[audio inedito]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni falcone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Non c’è un omicidio sbagliato, fin’ora in seno a Cosa nostra. Quando si uccide Dalla Chiesa tutti dissero “è stato commesso un errore storico”…poi hanno ucciso Chinnici, anche questo errore storico, poi hanno ucciso Cassarà, e hanno detto “altro errore storico”. E continuiamo a fare errori storici. Non hanno sbagliato. Hanno sempre indovinato. Hanno colpito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>«Non c’è un omicidio sbagliato, fin’ora in seno a Cosa nostra. Quando si uccide Dalla Chiesa tutti dissero “è stato commesso un errore storico”…poi hanno ucciso Chinnici, anche questo errore storico, poi hanno ucciso Cassarà, e hanno detto “altro errore storico”. E continuiamo a fare errori storici. Non hanno sbagliato. Hanno sempre indovinato. Hanno colpito al momento giusto, il che dimostra, a parte la ferocia e la determinazione una assoluta conoscenza di notizie di prima mano. Perché nel momento in cui tu butti a mare Cassarà per esempio tu metti in ginocchio la squadra mobile. Nel momento in cui uccidi il colonnello Russo in un determinato momento,  provochi quello che provochi. Nel momento in cui uccidi prima il capitano Basile e poi il Capitano d’Aleo a Monreale crei problemi serissimi per diversi anni a venire. Uccidendo Saetta creano problemi enormi nel momento in cui il Maxi e tutti gli altri processi dovranno essere esaminati in grado d’appello. L’epicentro della mafia è sempre Sicilia e Palermo. Non si può far parte e gestire Cosa nostra se non hai il controllo del territorio nei punti cardine altrimenti duri lo spazio di un mattino. L’organizzazione di cosa nostra è un qualcosa che investe tanto a reticolo tutto il territorio che basta che solo alcuni diano gli ordini, tutto il resto diventa un fatto automatico»</em>.</p>
<p>Questo è il<strong> testo di un audio inedito</strong> di Giovanni Falcone del 1989, tre anni prima della sua morte, riportato da &#8220;Askanews&#8221;. Un documento eccezionale, testamento del magistrato antimafia la cui memoria è più viva che mai dopo 30anni.</p>
<p><strong>Erano le 17:57</strong> del 23 Maggio 1992 quando Cosa Nostra, nei pressi di Capaci, con una carica composta da tritolo, RDX e nitrato d&#8217;ammonio con potenza pari a <strong>500 kg di tritolo</strong> uccise Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo. <strong>In quella macchina c&#8217;erano 3 persone</strong>: la moglie di Falcone, che soffriva il mal d&#8217;auto, si sedette davanti al posto del passeggero; il magistrato allora decise di guidare lui così l&#8217;autista si sedette sul sedile posteriore. <strong>Giuseppe Costanza</strong>, fu l’<strong>unico sopravvissuto della macchina</strong>: «<em>Quando mi risvegliai in ospedale, c&#8217;era Paolo Borsellino. Ma la mia strage è iniziata dopo l&#8217;attentato: in tribunale mi facevano fare il tappabuchi. E non sono mai stato invitato alle cerimonie per gli anniversari. A volte ho pensato che in questo paese è una disgrazia se rimani vivo. Il dottore e la moglie, Francesca Morvillo, oltre a professionisti straordinari, erano bellissime persone normali</em>».</p>
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		<title>Un lenzuolo contro la mafia sulla facciata del Museo Archeologico</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/un-lenzuolo-contro-la-mafia-sulla-facciata-del-museo-archeologico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 May 2021 17:03:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni falcone]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Museo archeologico]]></category>
		<category><![CDATA[paolo borsellino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria prosegue le attività di sensibilizzazione sul tema della legalità e della memoria. Sulla facciata del MArRC da questa mattina è esposto il “lenzuolo contro la mafia”, raffigurante i volti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nel ventinovesimo anniversario dalla scomparsa dei due giudici siciliani. Alla presentazione, insieme al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria prosegue le attività di sensibilizzazione sul tema della legalità e della memoria. <strong>Sulla facciata del MArRC da questa mattina è esposto il “lenzuolo contro la mafia”, raffigurante i volti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino,</strong> nel ventinovesimo anniversario dalla scomparsa dei due giudici siciliani. Alla presentazione, insieme al direttore del Museo Carmelo Malacrino, ha partecipato il Colonnello tenente Issmi Marco Guerrini, a capo del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio, accompagnato da altri rappresentanti dell’Arma. Sul luogo è poi giunto anche l’Assessore alla Cultura, Turismo, Legalità, Scuola e Università del Comune di Reggio Calabria, Rosanna Scopelliti.</p>
<p><strong>L&#8217;iniziativa, voluta dalla Fondazione Falcone e dal Ministero dell&#8217;Istruzione, ha coinvolto oltre 20 luoghi in tutta Italia</strong> con l&#8217;obiettivo di sensibilizzare la società civile sulla cultura della legalità. L’obiettivo è quello di ricordare le illustri figure dei due magistrati tragicamente scomparsi per opera della criminalità organizzata il 23 maggio e il 19 luglio del 1992.</p>
<p>«Con entusiasmo e senso dello Stato il Museo ha accolto la proposta dell’Associazione Falcone &#8211; <strong>commenta il direttore Carmelo Malacrino.</strong> Chi ha sacrificato la propria vita per la giustizia merita di essere ricordato anche in un Museo, luogo deputato alla conservazione delle memorie. <strong>Ormai da anni il MArRC si impegna sul tema della legalità, con tante iniziative di sensibilizzazione promosse in sinergia con la Prefettura, la Questura e l’Arma dei Carabinieri,</strong> ma anche in collaborazione con varie associazioni. La diffusione degli ideali del vivere civile e del rispetto delle regole – prosegue Malacrino – deve avvenire con il supporto di tutti, nella consapevolezza che l’educazione e la formazione delle coscienze rimangano punti fermi su cui costruire il futuro della Calabria. <strong>Anche per questo abbiamo voluto firmare un accordo di collaborazione con l’Associazione Falcone, affinché il ricordo dei due magistrati siciliani possa essere rievocato anche in futuro con altre importanti iniziative</strong>».</p>
<p>Il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, <strong>Marco Guerrini, dichiara: «L’Arma dei Carabinieri ha sostenuto l’iniziativa della Fondazione Falcone a Reggio Calabria e in altri, numerosi capoluoghi di provincia,</strong> condividendo l’importanza di mantenere viva, anche nei più giovani, la memoria di chi ha sacrificato la propria vita in nome degli ideali della giustizia. Un esempio di coerenza, dedizione e coraggio, quello offerto dai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che continua a ispirare l’azione quotidiana di tante persone che operano non solo nei settori della giustizia e della sicurezza, ma anche in quelli dell’educazione e della cultura».</p>
<p><strong>L’Assessore Rosanna Scopelliti sottolinea così l’importanza dell’iniziativa: «La memoria si alimenta con l’esempio e con i gesti.</strong> È per questo che iniziative come quella proposta dalla Fondazione Falcone di esporre un ricordo del magistrato ucciso nel punti di interesse del Paese è importante, soprattutto per le nuove generazioni e per i più piccoli. Chiedersi chi sono quei personaggi rappresentati negli striscioni è il primo passo verso la consapevolezza del ricordo di chi, sacrificando la propria vita, si è battuto per la giustizia e la libertà. Grazie quindi al direttore del MarRc Carmelo Malacrino per aver accolto l’invito della fondazione e ai Carabinieri per essere sempre custodi della memoria».</p>
<p>&nbsp;</p>
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