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	<title>Gilberto Floriani Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>L&#8217;appello per la storica rassegna esclusa dal nuovo bando regionale Grandi Eventi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jul 2021 10:09:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E’ l’anno in cui Vibo Valentia si fregia del titolo di capitale italiana del libro, ma per un paradosso tristemente tutto calabrese, proprio qui è costretta a fermarsi una delle iniziative più rinomate del settore culturale letterario. Ed è già partita una grande campagna per sollecitare del supporto di tutti e mantenerlo in vita. Parliamo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ l’anno in cui Vibo Valentia si fregia del titolo di capitale italiana del libro, ma per un paradosso tristemente tutto calabrese, proprio qui è costretta a fermarsi una delle iniziative più rinomate del settore culturale letterario. Ed è già partita una grande campagna per sollecitare del supporto di tutti e mantenerlo in vita. <strong>Parliamo dello storico festival “Leggere &amp; Scrivere” e ad annunciare lo stop – dovuto all’esclusione dai finanziamenti del nuovo bando Grandi Eventi 2021 appena pubblicato – è l’ideatore e direttore artistico Gilberto Floriani</strong>, che su Facebook spiega: «Quest&#8217;anno per imperscrutabili ragioni la Regione Calabria ha deciso di fare tabula rasa di tante belle esperienze cresciute nel tempo e invece di consolidarle ha voluto cambiare tutto. <strong>Potrà accedere al contributo 2021 solo chi sarà in grado di presentare un progetto di almeno 350.000 euro. Sarà concesso un contributo massimo di 210.000 euro e riconosciuti costi in natura per 52.500 euro, mentre 87.500 dovranno essere a carico del proponente</strong>, di sponsor e sostenitori vari». <strong>Una situazione che mette al sicuro soltanto chi può contare anche sui contributi ministeriali del Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo), che si possono cumulare</strong>. Non è evidentemente il caso di un festival letterario e Floriani conclude:  «È stato bello il festival Leggere&amp;Scrivere finché è durato. Consoliamoci con la Capitale del libro; domani (o l&#8217;anno prossimo) speriamo sia un altro giorno. Ha da passá a nuttata!».</p>
<p>A queste parole del direttore scientifico del Sistema bibliotecario vibonese ha fatto seguito una vivace reazione di solidarietà da parte della politica, con in testa <strong>l’appello del senatore Giuseppe Mangialavori (già autore di una proposta di legge per istituzionalizzare il festival), che ha chiamato a raccolta imprenditori e privati per salvare la prestigiosa rassegna</strong> arrivando a quegli 87.000 euro che mancano per poter accedere al bando regionale. «Un patrimonio del genere – ha dichiarato Mangialavori &#8211; non può andare perduto, per nessuna ragione. Credo, quindi, che sia arrivato il momento della responsabilità collettiva. <strong>Mi rivolgo, in particolare, a tutti gli imprenditori, vibonesi e non, affinché vogliano contribuire, ognuno secondo le proprie possibilità, al raggiungimento della cifra necessaria per assicurare lo svolgimento del Festival anche nel 2021</strong>. Per quanto mi riguarda, da parlamentare, imprenditore e cittadino, sono pronto a fare la mia parte e a dare il mio contributo». <strong>Un sostegno intanto arriverà anche dal Comune di Vibo, per espresso impegno del sindaco Maria Limardo. </strong></p>
<p>Il caso del festival Leggere&amp;Scrivere è l’ennesimo capitolo di un’amara vicenda di smantellamento della fucina culturale calabrese, già scandita da numerose denunce contro il precedente bando regionale 2020. Un avviso viziato da irregolarità tra graduatorie annullate e commissioni sostituite da esaminatori che professionisti e addetti ai lavori concordano nel definire (per usare un eufemismo) poco competenti. <strong>A scoperchiare la pentola era stato per primo il promoter Ruggero Pegna, che ha ottenuto la riammissione ai finanziamenti dei suo Fatti di Musica facendo ricorso.</strong> Pegna tra l’altro aveva rilevato l’assurdo paletto dello svolgimento obbligatorio entro il 31 dicembre 2020 dei festival candidati, in piena pandemia e senza sapere se i finanziamenti sarebbero stati assegnati e quando erogati. <strong>Insieme a Pegna avevano denunciato la Regione al Tar altri illustri esclusi dal bando 2020, Sergio Gimigliano del “Peperoncino Jazz Festival”, Francescantonio Pollice, direttore artistico di Ama Calabria e Tonia Santacroce per il Festival d’Autunno. </strong></p>
<p>Anche ieri il promoter lametino è tornato all’attacco, stavolta sul nuovo bando 2021, elencando numeri inequivocabili: <strong>dal 2015 a oggi gli eventi culturali di alto livello finanziati con i fondi europei a disposizione della Regione hanno vissuto un’ecatombe e nell’ultimo anno si è passati da 99 ai circa 6 dell’ultimo bando (calcolo che si desume dalla cifra di 210.000 euro come tetto massimo concesso a ogni evento).</strong></p>
<p>«Una sola domanda – si chiede Pegna &#8211; perché distruggere la più grande &#8220;impresa&#8221; calabrese, capace di produrre i beni più necessari a questa regione: cultura, occupazione, divertimento, immagine e turismo, offendendo innanzitutto i professionisti che in oltre trent&#8217;anni hanno costruito la storia dello spettacolo dal vivo e dei grandi eventi culturali in Calabria?»</p>
<p><strong>Leggere&amp;Scrivere quest’anno tornerebbe dopo un’attesa di due stagioni di pausa dovuta al Covid. Quella del 2021 sarebbe la nona edizione.</strong> Nato inizialmente in tandem con il Premio Tropea, punta di diamante culturale perduta, organizzata per anni e con ospiti importanti dall’Accademia degli Affaticati, il festival vibonese si è affermato rappresentando un punto di riferimento per la promozione della lettura, anche grazie a sezioni specifiche dedicate ai ragazzi.</p>
<p>Parlavamo di paradosso calabrese. Da anni in molti comuni del territorio i cartelloni estivi istituzionali (ovvero non a pagamento) sono inesistenti per mancanza di soldi e si ci affida alla buona volontà di associazioni reclutate gratis e ovviamente – per mancanza di mezzi e professionalità &#8211; capaci di offrire solo proposte di basso profilo (se non talvolta imbarazzanti e non lontane dal livello di recite scolastiche). Dove invece i soldi ci sono incredibilmente non vengono utilizzati per festival storicizzati e premiati nel tempo da grande presenze di pubblico. <strong>Al bando Grandi Eventi 2021 si può partecipare da oggi. Anticipando l’80% delle spese e concludendo i progetti entro la fine del 2021.</strong> Che si parli di nuovi lockdown in autunno e che il settore si trovi in una fase di difficile ricostruzione dopo una lunga crisi alla Regione interessa poco.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
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