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	<title>gender Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 06 Feb 2025 15:45:17 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Gender gap, Sebastiano Guzzi (Unilavoro Pmi): piani strategici per ridurre le disparità di genere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 09:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[disparità]]></category>
		<category><![CDATA[gap]]></category>
		<category><![CDATA[gender]]></category>
		<category><![CDATA[Sebastiano Guzzi]]></category>
		<category><![CDATA[Unilavoro Pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sebbene la strategia dell’Unione Europea intenda compiere progressi significativi nei confronti di questa problematica, che è una questione politica e sociale di alto spessore, nessun Paese, attualmente, è riuscito a colmare, in modo adeguato, il proprio divario. La strategia, che presenta obiettivi politici e azioni mirate a compiere progressi stabili, ha un unico, grande obiettivo: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sebbene la strategia dell’Unione Europea intenda compiere progressi significativi nei confronti di questa problematica, che è una questione politica e sociale di alto spessore, nessun Paese, attualmente, è riuscito a colmare, in modo adeguato, il proprio divario. La strategia, che presenta obiettivi politici e azioni mirate a compiere progressi stabili, ha un unico, grande obiettivo: costituire un’unione in cui tutti, donne e uomini, ragazze e ragazzi, in tutta la loro diversità, siano liberi di perseguire il percorso a cui ambiscono, che abbiano pari opportunità, e che possano partecipare, equamente, a tutte le attività che guidano la società europea. A sottolinearlo, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi</strong>. </p>
<p>Gli obiettivi chiave, evidenzia l’imprenditore lametino, dovrebbero essere chiari e risoluti: superare stereotipi e pregiudizi, porre fine alla violenza di genere, colmare i divari nel mondo del lavoro, raggiungere la parità di partecipazione tra i diversi settori dell’economia, affrontare e risolvere, in modo definitivo e dignitoso, il divario retributivo e pensionistico di genere, raggiungere l’equilibrio e la parità nei processi decisionali e in politica. Secondo l’edizione del Global Gender Gap Report, del World Economic Forum, per eliminare del tutto le differenze fra uomini e donne nei vari contesti, sociali, politici ed economici, a livello mondiale, ci vorranno 134 anni. Il report, che ha preso in considerazione quattro aree di analisi (<em>partecipazione economica e opportunità, livello di istruzione, salute e sopravvivenza, emancipazione politica</em>), ha messo in luce una realtà: sebbene nessun Paese abbia raggiunto la piena parità di genere, il 97% delle economie incluse in questa edizione ha colmato più del 60% del divario rispetto all’85% del 2006. </p>
<p>In riferimento alle quattro aree di analisi, è emerso che nel campo della salute il gap si è ridotto del 96%, in ambito scolastico del 94,9%, in quello economico del 60,5%. Molto lunga, conclude Guzzi, la strada per ridurre ed eliminare la distanza nella politica. Il cambiamento in questo ambito sarebbe davvero forte e molto significativo. </p>
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		<title>Quando un sussurro si trasforma in urgano: Social scatenati per Zalone a Sanremo &#8220;infame a largo raggio&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 12:27:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[checco zalone]]></category>
		<category><![CDATA[fiaba]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I calabresi, si sa, sono permalosi. Ed è ancora viva la ferita della pittoresca rappresentazione della Calabria di fine anni Sessanta nella fiction “La sposa”. Da un’indignazione all’altra, ieri si sono sentiti offesi dallo sketch di Checco Zalone, superospite del festival di Sanremo che ha inscenato una versione gender della fiaba di Cenerentola ambientandola in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I calabresi, si sa, sono permalosi. Ed è ancora viva la ferita della pittoresca rappresentazione della Calabria di fine anni Sessanta nella fiction “La sposa”. Da un’indignazione all’altra, ieri si sono sentiti offesi dallo sketch di Checco Zalone, superospite del festival di Sanremo che ha inscenato una versione gender della fiaba di Cenerentola ambientandola in una landa calabra tamarrissima, sottolineata (stavolta sì) da un ottimo dialetto (sebbene catanzarese, che con i suoi suoni aspirati è quello più facile da enfatizzare comicamente oltre che diversificare dal siculo). </p>
<p>Intanto l’idea non è originale: incursioni gay nella storia della fanciulla con la scarpetta di cristallo le aveva già fatte il film Disney con Camilla Cabello, dove la magica Smemorina è un omosessuale vestito di paillettes. Nella gag di Zalone invece la fata è tal Fiorenza di Cosenza e il protagonista della storia è il viado brasiliano (ma residente in Calabria) Oreste, che si lascia intendere faccia il mestiere più antico del mondo con un target di clienti sepolcri imbiancati, che di giorno sono serissimi padri di famiglia e di notte amano provare emozioni diverse. Della stessa tendenza è il principe della vicenda, che alla fine, rompendo i tabù, disobbedisce al severo padre impaziente di vederlo interessato a uno “sticchiu” qualunque e decide di vivere l’amore con Oreste.<br />
Nonostante gli squilli di tromba di Amadeus, la scenetta è la solita cafonata di Checco Zalone: che non sia un lord non è notizia dell’ultima ora. Parolacce, doppi sensi e volgarità sono la cifra della sua rustica comicità e questo triviale siparietto non fa sensazione, anzi è una conferma per i tanti fan che hanno reso i suoi film campioni d’incassi. Ma ha toccato la Calabria, e apriti cielo. Secondo i telespettatori di queste latitudini sono stati oltraggiosi il riferimento alle donne ignare di depilazione (in realtà questo riferimento era soprattutto alla virilità mistificata di Oreste), le citazioni folk di ‘nduja e soppressata con evocazione omosex, l’atmosfera di trionfo terrone da Cristo si è fermato a Catanzaro, e in generale l’aver usato come catalizzatore di risate cavernicole proprio questa regione. Ma il barese Zalone è lui pure un terrone e dal palco dell’Ariston lo ribadisce con orgoglio. Ai calabresi non basta come attenuante: perché noi e non voi pugliesi, o i lucani, o i campani? Forse perché, a carretto della “Sposa”, è un momento trendy per la Calabria e come location di bestialità varie funziona alla grande.<br />
Amadeus va a nozze e si gode la polemica fasulla: da giorni, a favor di ascolti, sta costruendo ad arte la suspence attorno a uno scandalo annunciato che in realtà non esiste – e con uno come Zalone non potrebbe: è assurdo l’accostamento all’assalto lubrico di Benigni alle cosce della Carrà&#8230;l’oro col piombo davvero.<br />
Le critiche a una fiction ci stanno tutte se ci si fregia di etichette d’autore e poi si scivola in errori imbarazzanti. Ma qui il tema è cabaret di bassissima lega. Disonori non se ne vedono, né accanimento locale. E fuori da ogni snobismo, ieri sera Zalone ha fatto anche ridere (il rap “Poco ricco” è largamente superiore alla maggior parte delle canzoni in gara al festival).<br />
E’ stato grossier, come lo conosciamo da sempre, e, Calabria a parte, la cosa più comica sembra il dissenso di quanti lo hanno tacciato di omofobia e razzismo.<br />
Insomma Checco è stato infame a largo raggio. Perché, nell’ordine: ha identificato le trans nello stereotipo di lavoratrici del sesso, ha ridicolizzato meridionali (quindi se stesso) e stranieri, ha fatto credere, in prima serata e durante la trasmissione più vista d’Italia, che le donne calabresi siano zitelle pelose. Inoltre ha massacrato la sacra “Almeno tu nell’universo” di Mia Martini contaminandola con le inconfessabili gioie dei segreti “uomini sessuali” che vanno a trans. Blasfemia pura, da Reggio a Rocca Imperiale.<br />
L’involontario umorismo di questo corale sussulto di calabresi e gay non rende meno paradossale l’altro grande filone di critica verso la performance di Zalone. Ovvero che non si possa più fare satira cretina utilizzando luoghi comuni e banalità. Nei mesi della lotta per una legge contro l’omotransfobia, perpetuare certi aspetti caricaturali delle categorie oppresse è ritenuto dannosissimo perché, anziché sbeffeggiare gli oscurantismi, contribuirebbe alla loro resistenza al cambiamento. Il senso di questa osservazione è: invece di giocare facile sulla presa istintiva dei cliché, iniziamo a inventarci qualcosa di nuovo per produrre commedia e provare a far riflettere. Ma, va ricordato, stiamo sempre parlando di Checco Zalone, quindi siate buoni.<br />
Suscitare clamore era esattamente quello che voleva la direzione artistica del festival invitando Zalone. Essere riusciti a sollevare un polverone dal nulla cosmico è la prova di quanto ci abbiano ridotti alla frutta la pandemia e le quarantene, fossilizzandoci davanti a schermi e tastiere dove un sussurro si trasforma subito in uragano. Nel cancan attorno alle calabresi baffute, nessuno ha però notato come si era aperta l’esibizione di Zalone, che ha fatto battutine poco cavalleresche all’indirizzo delle partner femminili di Amadeus. Donne non giovani o fisicamente non atomiche, tanto che il comico ridacchiando allude al fatto che siano state imposte al conduttore dalla moglie. Invece, osserva sagacemente Checco, l’uomo medio avrebbe gradito di più una “scema” – e, va da sé, bona. Amadeus replica con tono da direttore dello zoo, spiegando didascalicamente che si è pensato di mettere in evidenza altre doti femminili, come se in una donna la bellezza fosse equazione di stupidità, e viceversa.<br />
Il pubblico dagli schermi e dai social intanto ha crivellato di frecciate maligne e a sfondo razzista la co-conduttrice Lorena Cesarini, eccessivamente emotiva e soprattutto colpevole di non avere forme esplosive ma soltanto una limpida bellezza naturale. Se questo non ha fatto scalpore, i borborigmi di Zalone ce li meritiamo tutti.</p>
<p><em>Isabella Marchiolo</em></p>
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		<title>Spirlì all&#8217;attacco del dl Zan ma il suo post su natura e innocenza va fuori traccia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2021 16:59:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non avrebbe potuto essere più diretto il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, nell&#8217;esprimere il suo dissenso verso il disegno di legge Zan contro la omotransfobia &#8211; già approvato alla Camera ma il cui iter legislativo, lo ricordiamo, è ancora frenato da un tenace ostruzionismo da parte della Lega, partito di Spirlì. In [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/spirli-allattacco-del-dl-zan-ma-il-suo-post-su-natura-e-innocenza-va-fuori-traccia/">Spirlì all&#8217;attacco del dl Zan ma il suo post su natura e innocenza va fuori traccia</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto" style="text-align: justify;"><strong>Non avrebbe potuto essere più diretto il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, nell&#8217;esprimere il suo dissenso verso il disegno di legge Zan contro la omotransfobia</strong> &#8211; già approvato alla Camera ma il cui iter legislativo, lo ricordiamo, è ancora frenato da un tenace ostruzionismo da parte della Lega, partito di Spirlì.</div>
<div dir="auto">In linea con questa opposizione, <strong>su Facebook il presidente scrive un post perentorio. Peccato però che il tema sia tutta un&#8217;altra cosa:</strong> &#8220;La Natura non ha previsto interpretazioni sul genere. <strong>In Natura, tutto ha un Padre e una Madre. Tutto. Fossero anche sbagliati, ma quelli sono. E non può essere una legge a smentire l’ordine</strong>&#8220;. A quale legge si alluda, qualora non si fosse capito, provvede l&#8217;hashtag che apre il post, #PropostaZan.</div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;">Il post continua con affermazioni che richiederebbero chiarezza, poiché non hanno nulla a che vedere con la legge in questione. Scrive, infatti, Spirlì: &#8220;Poi, che ogni creatura possa (e debba) vivere la propria vita secondo la personale indole, non sarà nessun altro vivente a poterlo (o doverlo) impedire. Fermo restando che nessuno possa imporre a nessuno (men che meno con legge dello Stato) il sovvertimento delle regole.<strong> Essere differente da altro non è sbagliato, né reato, tantomeno colpa. Ma non è neanche privilegio. Ognuno, per com’è, è tenuto a rispettare le leggi e le regole</strong>&#8220;.</div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;">Parole che <strong>esulano completamente dall&#8217;oggetto del disegno di legge, il quale non ha ad oggetto l&#8217;identità e le scelte di vita degli individui, ma vuole rendere reati sanzionabili gli atti e le affermazioni di contenuto violento o d&#8217;odio</strong> diretti a colpire le persone a causa del loro orientamento di genere.</div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;">Sorvolando poi su locuzioni come &#8220;essere differente&#8221; messo in relazione con colpe e reati, appare incomprensibile l&#8217;invito a rispettare le regole da parte di quelle stesse persone &#8220;differenti&#8221;. Cosa vorrebbe dire? <strong>Poi però lo stesso Spirlì sembra spiegarsi meglio nel prosieguo del post, dove fa capolino il solito, spaventoso spettro dell&#8217;ideologia gender.</strong> &#8220;Ognuno &#8211; ammonisce il presidente &#8211; ha l’obbligo di rispettare <strong>l’innocenza, che non va violentata con insegnamenti ed esempi menzogneri o partigiani.</strong> L’innocenza va accompagnata, non portata al pascolo coi cani da pastore. <strong>Alla tutela degli innocenti ci devono pensare, in primis, il Padre e la Madre. La coppia di Genitori. Perché i Genitori vanno a coppia, non a paio come i guanti, i gemelli da polsino o i calzini e le scarpe</strong>&#8220;.</div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;">Ovvero, attenti alle insidie di una legge che introduce nelle scuole l&#8217;idea di una famiglia dove i genitori potrebbero avere lo stesso sesso, o persino inculcare quest&#8217;immagine arcobaleno nelle menti suggestionabili dei bambini innocenti. <strong>E&#8217; forse questo che intende Spirlì? Giova ricordare per l&#8217;ennesima volta, e non soltanto al presidente, che le iniziative di sensibilizzazione nei programmi scolastici raccomandate nella proposta di legge non consistono in lezioni di educazione sessuale gay-oriented</strong> né in sedute psicologiche dove insegnare ai ragazzini come si diventa (!) omosessuali e lesbiche. No, e continuare a sostenere simili tesi è disinformazione strumentale. <strong>Queste attività sono invece finalizzate a insegnare ai ragazzini una cultura che respinga discriminazioni, insulti e aggressioni. Stesso obiettivo avrà la giornata contro l&#8217;omotransfobia. </strong></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;">Ma un&#8217;altra precisazione va fatta al presidente che, da quando milita nella Lega, è già stato autore di esternazioni che hanno creato indignazione nella comunità Lgbt (<strong>&#8220;dirò frocio e negro fino alla fine dei miei giorni&#8221;, disse durante un evento leghista l&#8217;allora vice di Jole Santelli, rivendicando la propria indipendenza dalla fantapolitica lobby gay</strong> che vorrebbe dittatorialmente cancellare parole che, suvvia, le usano tutti e ormai sono accette anche dal dizionario). E&#8217; certo che &#8211; come Spirlì non può non sapere bene &#8211; ognuno debba poter vivere secondo la propria indole senza che altri esseri umani lo impediscano. Ma purtroppo molto spesso succede il contrario: accade che chi vive secondo la propria indole sia umiliato, aggredito e ucciso da qualcuno che ne è infastidito. Con una legge che renda tutto questo un reato punibile anche con il carcere, forse inizierà ad accadere meno spesso. Invece al momento l&#8217;orientamento sessuale, la disabilità e il genere, sono vissuti sempre sotto un&#8217;oscura e imprevedibile minaccia sociale. E no, caro presidente, così non è &#8220;poter e dover vivere secondo la propria personale indole&#8221;. Così è essere nel mirino di odiatori e violenti senza nessuna tutela da parte dello stato.</div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><strong>Spirlì conclude il suo accorato post raccomandando un ritorno ai problemi veri del paese, alla pandemia e alla crisi. Il resto è &#8220;spreco di energia&#8221;</strong>. Ma, nel coro di reazioni sconcertate dei commentatori, come gli fa notare una follower non ancora bannata, visto il totale deragliamento fuori traccia, &#8220;lo spreco di energie è stato scrivere questo post senza senso&#8221;.</div>
<div dir="auto"><strong>Isabella Marchiolo</strong></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/spirli-allattacco-del-dl-zan-ma-il-suo-post-su-natura-e-innocenza-va-fuori-traccia/">Spirlì all&#8217;attacco del dl Zan ma il suo post su natura e innocenza va fuori traccia</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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