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	<title>funerale Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 14 May 2026 14:57:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Crotone, don Ciotti: la mamma di Dodò ha trasformato il dolore in impegno contro la mafia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 14:57:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA["Dodò" Gabriele]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Anastasio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ciao Francesca, stringi forte Dodò e sappi che il tuo seme darà frutto&#8221;. Così don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, ha salutato Francesca Anastasio, la mamma del piccolo Dodò Gabriele, ucciso a Crotone nel 2009, vittima innocente della mafia. Francesca Anastasio, di 58 anni, è deceduta lo scorso 11 maggio a Milano dove era in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ciao Francesca, stringi forte Dodò e sappi che il tuo seme darà frutto&#8221;. Così don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, ha salutato Francesca Anastasio, la mamma del piccolo Dodò Gabriele, ucciso a Crotone nel 2009, vittima innocente della mafia. Francesca Anastasio, di 58 anni, è deceduta lo scorso 11 maggio a Milano dove era in coma da tre mesi a causa delle complicanze di un difficile intervento chirurgico. Stamani, a Crotone, davanti ad una folla commossa si sono svolti i funerali officiati dal vescovo Alberto Torriani, con la concelebrazione di don Ciotti. Alla cerimonia ha partecipato anche il procuratore di Catanzaro, Salvatore Curcio, che istruì il processo che portò alla condanna degli assassini di Dodò, la prefetta Franca Ferraro, e il prefetto di Salerno Vincenzo Panico, che all&#8217;epoca dell&#8217;omicidio guidava l&#8217;ufficio di governo di Crotone.</p>
<p>&#8220;La vita di Francesca, attraversando la sofferenza, ha impedito al buio di diventare totale &#8211; ha detto il vescovo nell&#8217;omelia -. Il vero coraggio è non lasciare che il male abbia l&#8217;ultima parola. Perché lo sappiamo bene, la &#8216;ndrangheta non uccide soltanto con i colpi delle armi, vince davvero quando abitua una terra alla rassegnazione. Il coraggio è continuare a credere che questa terra non è condannata, è educare i giovani alla libertà e alla non violenza per non abituarci mai al male. Il coraggio è custodire la memoria non come un monumento fermo, ma come una coscienza viva che continua a provocare in tutti noi, perché ci sono vite come quella di Francesca che, attraversando il dolore, continuano ancora a parlare e ci indicano con disarmante verità da che parte stare&#8221;.<br />
&#8220;Cara Francesca, sei andata via con le carezze di Giovanni e tra le mie braccia&#8221; ha detto don Ciotti, che è stato accanto a Francesca ed al marito Giovanni fino all&#8217;ultimo, scagliandosi poi contro la criminalità: &#8220;Qualcuno chiama la &#8216;ndrangheta cultura mafiosa, quasi fosse un modo di essere, un codice d&#8217;onore. Non chiamiamola mai cultura, chiamiamola per quello che è: ignoranza, sopraffazione, vigliaccheria, violenza&#8221;.</p>
<p>Don Ciotti ha poi esaltato la forza dei genitori di Dodò: &#8220;dopo avere perso Dodò, non vi siete chiusi in casa. Non avete lasciato che l&#8217;odio vi divorasse. Avete fatto una scelta. Vi siete messi in gioco in tutta Italia a parlare ai ragazzi e alle ragazze, a raccontare di dolore a dire ai giovani: la mafia uccide, anche i bambini. Francesca non era un&#8217;eroina, era una madre normale che davanti al lutto più innaturale per un genitore, ha scelto di non tacere, ha scelto di trasformare la ferita in parola, il grido in educazione, la disperazione in impegno&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Ancora un&#8217;anziana truffata: malviventi colpiscono a Reggio Calabria ma vengono arrestati in Campania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 11:13:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[anziana]]></category>
		<category><![CDATA[funerale]]></category>
		<category><![CDATA[truffa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il modus operandi è sempre lo stesso: la telefonata di un sedicente esponente delle forze dell’ordine, la storia, totalmente inventata, dell’incidente grave causato da un parente prossimo e la richiesta di denaro in contante o di oggetti preziosi da consegnare immediatamente ad un emissario del fantomatico Agente o Carabiniere per evitare che il congiunto, asserito [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il modus operandi è sempre lo stesso: la telefonata di un sedicente esponente delle forze dell’ordine, la storia, totalmente inventata, dell’incidente grave causato da un parente prossimo e la richiesta di denaro in contante o di oggetti preziosi da consegnare immediatamente ad un emissario del fantomatico Agente o Carabiniere per evitare che il congiunto, asserito responsabile dell’incidente, finisca in galera. Come avviene ormai su tutto il territorio nazionale, anche la città di Reggio Calabria continua ad essere meta di soggetti, per lo più di origine campana, che si muovono ogni giorno in giro per l’Italia aspettando che, dalla base operativa, arrivi l’indicazione di andare ad “aiutare” la famiglia del colpevole.<br />
I target sono sempre persone anziane che vengono letteralmente bombardate da telefonate contemporanee su cellulari e utenze fisse ed investite di una situazione gravissima ed urgente riguardante un congiunto al quale serve immediatamente quanto più denaro possibile per evitare guai peggiori. E’ accaduto nuovamente anche lo scorso 4 aprile. Secondo quanto dichiarato in sede di denuncia, la vittima, una signora di quasi novanta anni, è stata raggiunta da più telefonate sulle due utenze telefoniche in suo possesso ed informata di un grave incidente stradale causato dal figlio che necessitava di una somma di denaro per sostenere delle spese assicurative ed evitare conseguenze più gravi.</p>
<p>I due interlocutori telefonici, intuita la presenza in casa della badante, avrebbero invitato l’anziana a farla allontanare con una scusa. Frastornata, la vittima sarebbe rimasta al telefono fino all’arrivo, presso la sua abitazione, del complice. Ancora impaurita, la donna avrebbe mostrato all’uomo la cassettiera dove teneva i monili in oro e ove era presente anche la somma in contanti paria 5.500 euro che la stessa chiedeva di poter risparmiare in quanto destinata al proprio funerale. L’indagato, incurante di tale richiesta, si sarebbe impossessato di tutto, anche del denaro. Solo in quel momento la signora, comprendendo di essere stata raggirata, avrebbe tentato di recuperare le proprie cose ma l’uomo l’avrebbe spintonata e, al contempo, con fare minaccioso le avrebbe lasciato intendere di non muoversi per non subire conseguenze più gravi. L’anziana, già con difficoltà di deambulazione, tanto da utilizzare un supporto per gli spostamenti, non avrebbe opposto alcuna resistenza consentendo all’uomo di darsi precipitosamente alla fuga raggiungendo il complice che lo attendeva nei pressi dell’abitazione della vittima a bordo di un’autovettura a noleggio. Poco dopo, la badante, preso atto di quanto avvenuto, allertava le forze dell’ordine. Ricevuta la comunicazione, gli investigatori della Squadra Mobile, nel tentativo di ricostruire i possibili spostamenti degli autori del reato, apprendevano dell’avvenuto deferimento da parte della Sottosezione Polizia Stradale di Sala Consilina di due soggetti di origini partenopee per i reati di ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale, in orario compatibile con il tragitto potenzialmente percorso dai soggetti che avevano perpetrato la rapina ai danni dell’anziana di Reggio Calabria.</p>
<p>Per tale motivo, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal dr. Giuseppe Lombardo, gli agenti hanno immediatamente avviato gli accertamenti volti a verificare l’eventuale corrispondenza tra l’autore della rapina di Reggio Calabria ed i soggetti denunciati dai colleghi di Sala Consilina. L’anziana signora riconosceva senza dubbio l’uomo che era entrato in casa sua e la refurtiva. Il dato è stato poi corroborato dalla corrispondenza delle impronte lasciate da uno dei complici presso l’abitazione della vittima. All’esito delle attività, il G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Procura di Reggio Calabria, ha emesso per entrambi la misura della custodia cautelare in carcere eseguita lo scorso giorno 9 luglio con la collaborazione della Squadra Mobile di Napoli ove gli indagati erano residenti.<br />
Dalla Questura arriva ancora una volta un generale invito a prestare la massima attenzione a tutte le situazioni che si presentano come anomale, diffidando sempre. In caso di dubbi chiamate il numero unico di emergenza 1 1 2.</p>
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		<title>Oggi l&#8217;ultimo saluto a Papa Francesco: In piazza e sul percorso 400mila persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2025 13:53:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[funerale]]></category>
		<category><![CDATA[Papa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La bara di Papa Francesco, portata in spalla da 14 sediari fuori dalla Basilica di San Pietro, è stata adagiata sul sagrato. L’uscita dalla Basilica è stata accolta da un lungo applauso dei presenti. Così sono iniziati i funerali del pontefice scomparso lo scorso 21 aprile. Sopra la bara del pontefice, il Maestro delle cerimonie, monsignor Diego [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La bara di Papa Francesco, portata in spalla da 14 sediari fuori dalla Basilica di San Pietro</strong>, è stata adagiata sul sagrato. <strong>L’uscita dalla Basilica è stata accolta da un lungo applauso dei presenti.</strong> Così sono iniziati i funerali del pontefice scomparso lo scorso 21 aprile. Sopra la bara del pontefice, il Maestro delle cerimonie, monsignor Diego Ravelli, ha posizionato <strong>un Vangelo aperto</strong>. Poco prima dell’inizio delle esequie, all’interno della Basilica di San Pietro<strong> diversi capi di Stato hanno reso omaggio alla bara del Pontefice defunto.</strong> Tra loro il presidente Usa Donald Trump, accompagnato dalla moglie Melania. Tra i primi anche il capo dello Stato Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura, e il presidente argentino Javier Milei, con la consorte. Sono quasi 170 le delegazioni provenienti da tutto il mondo.</p>
<h3 id="h-in-piazza-e-per-strada-400-mila-persone" class="wp-block-heading"><strong>IN PIAZZA E PER STRADA 400 MILA PERSONE</strong></h3>
<p>Una piazza silenziosa ha, invece, atteso l’arrivo del feretro sul sagrato della Basilica di San Pietro. <strong>Sono 250mila le persone che hanno partecipato ai funerali di Papa Francesco.</strong> Lo rende noto la sala stampa vaticana. Ma se si considerano anche le persone presenti in piazza San Pietro e lungo il percorso fino alla Basilica di Santa Maria Maggiore, ha spiegato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al Tg5, “stimiamo <strong>non meno di 400mila persone</strong>“. Dice ancora Piantedosi: “Abbiamo voluto dare una caratterizzazione secondo anche lo spirito di Papa Francesco, di lasciare aperte le metropolitane. Non c’erano barriere. Avevamo fiato sospeso, alla fine c’è stato un applauso liberatorio”. Al termine delle esequie il feretro ha attraversa la città di Roma per arrivare nella basilica di<strong> Santa Maria Maggiore</strong>. Per la prima volta dopo oltre cento anni la salma di un Papa riposerà fuori dalle mura vaticane.</p>
<h3 id="h-messa-in-diverse-lingue" class="wp-block-heading"><strong>MESSA IN DIVERSE LINGUE</strong></h3>
<p>La processione di cardinali e vescovi ha introdotto l’inizio dei funerali per papa Francesco, sul sagrato della Basilica di San Pietro. <strong>La cerimonia è presieduta dal cardinale Giovanni Battista Re</strong>, decano del Collegio cardinalizio. <strong>Con lui concelebrano 220 cardinali e 750 tra vescovi e sacerdoti. </strong>Durante la messa, che cade nell’Ottava di Pasqua, è stata letta come prima lettura il brano, dagli Atti degli Apostoli, in cui Pietro rammenta Passione, morte e risurrezione di Gesù. La seconda lettura è stata un brano della Lettera di San Paolo ai Filippesi mentre il Vangelo, da un passaggio di Giovanni, racconta dell’apparizione di Gesù risorto ai suoi discepoli. Brani che richiamano il ministero del Papa, successore di Pietro e vescovo di Roma. Nel corso delle celebrazioni, <strong>le letture sono state pronunciate in lingue diverse: la prima in inglese, la seconda in spagnolo, il Vangelo in latino</strong> – lingua liturgica per la Chiesa cattolica.</p>
<h3 id="h-da-meloni-a-trump-ecco-disposizione-delegazioni" class="wp-block-heading"><strong>DA MELONI A TRUMP ECCO DISPOSIZIONE DELEGAZIONI</strong></h3>
<p>In prima fila, alla sinistra del feretro posizionato a terra sul sagrato di San Pietro, ci sono <strong>i rappresentanti dell’Italia. Accanto quelli dell’Argentina, sua terra Natale</strong>. Le 160 delegazioni arrivate da tutto il mondo a Roma per il funerale di Papa Francesco hanno preso posto in piazza San Pietro per assistere alla cerimonia, che a breve prenderà il via. La disposizione dei posti ha seguito lo stesso protocollo utilizzato per i funerali di papa Wojtyla e del pontefice emerito Joseph Ratzinger. La delegazione italiana, 20 persone in tutto, <strong>è composta tra gli altri dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con la figlia Laura, e dalla premier Giorgia Meloni.</strong> Presenti anche il presidente del Senato e della Camera,<strong> Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana.</strong> E ancora: il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Dieci persone rappresentano l’argentina, dal presidente Javier Milei alla sorella Karina, segretaria gnerale fino al ministro degli Esteri Gerardo Werthein. Secondo il protocollo in prima fila ci sono i sovrani regnanti di religione cattolica, come <strong>il re di Spagna Felipe VI e la regina Letizia Ortiz, re Filippo del Belgio e la regina Mathilde, Alberto II di Monaco, il Gran Maestro dell’Ordine di Malta, John Timothy Dunlap</strong>. Poi sarà la volta dei regnanti non cattolici come <strong>Carlo XVI Gustavo di Svezia, il principe William del Regno Unito e il principe ereditario di Norvegia Haakon. </strong>I posti delle altre delegazioni sono stati assegnati secondo l’ordine alfabeto francese, a partire dai capi di Stato della Germania e dell’Austria, Frank Walter Steinmeier e Alexander van der Bellen. Poi quello albanese Bajram Begaj e angolano João Manuel Gonçalves Lourenço. Il presidente Usa <strong>Donald Trump, presente insieme alla moglie Melania</strong>, siede tra il capo di stato estone Alar Karis e l’omologo finlandese Alexander Stubb, seguito a sua volta dal presidente francese Emmanuel Macron e dalla consorte Brigitte. <strong>iù lontano invece il leader ucraino Volodymyr Zelensky </strong>– in forse fino all’ultimo momento – c<strong>he ha vicino la presidente della commissione Ue Ursula Von der Leyen, il presidente del Consiglio Ue Antonio Costa e la presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola</strong>. Per l’Onu c’è il segretario generale Antonio Guterres, mentre la Cina è rappresentata dal vice presidente Chen Chin-Jen.</p>
<h3 id="h-omelia-cardinale-giovanni-battista-re-cuore-triste-ma-sorretti-da-fede" class="wp-block-heading"><strong>OMELIA CARDINALE GIOVANNI BATTISTA RE: CUORE TRISTE, MA SORRETTI DA FEDE</strong></h3>
<p>“In questa maestosa piazza di San Pietro, nella quale Papa Francesco tante volte ha celebrato l’Eucarestia e presieduto grandi incontri nel corso di questi 12 anni, <strong>siamo raccolti in preghiera attorno alle sue spoglie mortali col cuore triste, ma sorretti dalla certezza della fede</strong>, che ci assicura che l’esistenza umana non termina nella tomba, ma nella casa del Padre in una vita di felicità che non conoscerà tramonto”. Con queste parole il cardinale Giovanni Battista Re ha iniziato l’omelia nei funerali di Papa Francesco, che si stanno svolgendo sul sagrato di San Pietro.</p>
<h3 id="h-plebiscito-di-affetto-ha-toccato-menti-e-cuori" class="wp-block-heading"><strong>“PLEBISCITO DI AFFETTO, HA TOCCATO MENTI E CUORI”</strong></h3>
<p>“A nome del Collegio dei Cardinali ringrazio cordialmente tutti per la vostra presenza. Con intensità di sentimento rivolgo un deferente saluto e vivo ringraziamento ai Capi di Stato, ai Capi di Governo e alle delegazioni ufficiali venute da numerosi Paesi ad esprimere affetto, venerazione e stima verso il Papa che ci ha lasciati”, ha sottolineato il cardinale. “<strong>Il plebiscito di manifestazioni di affetto e di partecipazione</strong>, che abbiamo visto in questi giorni dopo il suo passaggio da questa terra all’eternità, <strong>ci dice quanto l’intenso Pontificato di Papa Francesco abbia toccato le menti ed i cuori</strong>“, ha aggiunto.</p>
<h3 id="h-nel-cuore-sua-immagine-tra-folla-pasqua" class="wp-block-heading"><strong>“NEL CUORE SUA IMMAGINE TRA FOLLA PASQUA”</strong></h3>
<p>“<strong>La sua ultima immagine, che rimarrà nei nostri occhi e nel nostro cuore, è quella di domenica scorsa, Solennità di Pasqua</strong>, quando Papa Francesco, nonostante i gravi problemi di salute, ha voluto impartirci la benedizione dal balcone della Basilica di San Pietro e<strong> poi è sceso in questa piazza per salutare dalla papamobile scoperta tutta la grande folla convenuta per la Messa di Pasqua</strong>“, ha continuato.</p>
<h3 id="h-buon-pastore-ha-dato-vita-per-sue-pecore" class="wp-block-heading"><strong>“BUON PASTORE HA DATO VITA PER SUE PECORE”</strong></h3>
<p>“Con la nostra preghiera vogliamo ora affidare l’anima dell’amato Pontefice a Dio- ha proseguito Giovanni Battista Re- perché <strong>Gli conceda l’eterna felicità nell’orizzonte luminoso e glorioso del suo immenso amore</strong>. Ci illumina e ci guida la pagina del Vangelo, nella quale è risuonata la voce stessa di Cristo che interpellava il primo degli Apostoli: ‘Pietro, mi ami tu più di costoro?’. E la risposta di Pietro era stata pronta e sincera: ‘Signore, Tu conosci tutto; Tu sai che ti voglio bene!’. E Gesù gli affidò la grande missione:<strong> ‘Pasci le mie pecore’</strong>. Sarà questo il compito costante di Pietro e dei suoi Successori, un servizio di amore sulla scia del Maestro e Signore Gesù Cristo.<strong> Nonostante la sua finale fragilità e sofferenza, Papa Francesco ha scelto di percorrere questa via di donazione fino all’ultimo giorno della sua vita terrena</strong>“. “<strong>Egli ha seguito le orme del suo Signore, il buon Pastore, che ha amato le sue pecore fino a dare per loro la sua stessa vita</strong>. E lo ha fatto con forza e serenità, vicino al suo gregge, la Chiesa di Dio, memore della frase di Gesù citata dall’Apostolo Paolo: ‘C’è più gioia nel dare che nel ricevere’ (Atti, 20,35)”, ha detto.</p>
<h3 id="h-il-nome-francesco-scelta-di-programma" class="wp-block-heading"><strong>“IL NOME FRANCESCO SCELTA DI PROGRAMMA”</strong></h3>
<p>“Quando il Card. Bergoglio, il 13 marzo del 2013, fu eletto dal Conclave a succedere a Papa Benedetto XVI, <strong>aveva alle spalle gli anni di vita religiosa nella Compagnia di Gesù e soprattutto era arricchito dall’esperienza di 21 anni di ministero pastorale nell’Arcidiocesi di Buenos Aires</strong>, prima come Ausiliare, poi come Coadiutore e in seguito, soprattutto, come Arcivescovo. <strong>La decisione di prendere il nome Francesco apparve subito come la scelta di un programma</strong> e di uno stile su cui egli voleva impostare il suo Pontificato, cercando di ispirarsi allo spirito di San Francesco d’Assisi”, ha aggiunto. “Conservò il suo temperamento e la sua forma di guida pastorale, e <strong>diede subito l’impronta della sua forte personalità nel governo della Chiesa</strong>, instaurando un contatto diretto con le singole persone e con le popolazioni, desideroso di essere vicino a tutti, con spiccata attenzione alle persone in difficoltà, spendendosi senza misura, in particolare per gli ultimi della terra, gli emarginati. <strong>È stato un Papa in mezzo alla gente con cuore aperto verso tutti.</strong> Inoltre è stato un Papa attento al nuovo che emergeva nella società ed a quanto lo Spirito Santo suscitava nella Chiesa”, ha sottolineato.</p>
<h3 id="h-per-lui-chiesa-e-casa-di-tutti" class="wp-block-heading"><strong>“PER LUI CHIESA È CASA DI TUTTI”</strong></h3>
<p>“Il suo carisma dell’accoglienza e dell’ascolto, unito ad un modo di comportarsi proprio della sensibilità del giorno d’oggi, <strong>ha toccato i cuori, cercando di risvegliare le energie morali e spirituali.</strong> Il primato dell’evangelizzazione è stato la guida del suo Pontificato, diffondendo, con una chiara impronta missionaria, la gioia del Vangelo, che è stata il titolo della sua prima Esortazione Apostolica Evangelii gaudium. Una gioia che colma di fiducia e speranza il cuore di tutti coloro che si affidano a Dio”, ha affermato. “Filo conduttore <strong>della sua missione è stata anche la convinzione che la Chiesa è una casa per tutti; una casa dalle porte sempre aperte.</strong> Ha più volte fatto ricorso all’immagine della Chiesa come<strong> ‘ospedale da campo’ dopo una battaglia in cui vi sono stati molti feriti</strong>; una Chiesa desiderosa di prendersi cura con determinazione dei problemi delle persone e dei grandi affanni che lacerano il mondo contemporaneo; una Chiesa capace di chinarsi su ogni uomo, al di là di ogni credo o condizione, curandone le ferite”, ha aggiunto il Cardinale.</p>
<h3 id="h-sua-esortazione-costruire-ponti-non-muri" class="wp-block-heading"><strong>“SUA ESORTAZIONE ‘COSTRUIRE PONTI NON MURI&#8217;”</strong></h3>
<p>“<strong>‘Costruire ponti e non muri’</strong>– ha detto- è un’esortazione che egli ha più volte ripetuto e il servizio di fede come Successore dell’Apostolo Pietro è stato sempre congiunto al servizio dell’uomo in tutte le sue dimensioni. In unione spirituale con tutta la Cristianità siamo qui numerosi a pregare per Papa Francesco perché Dio lo accolga nell’immensità del suo amore”.</p>
<h3 id="h-francesco-ti-chiediamo-di-pregare-per-noi" class="wp-block-heading"><strong>FRANCESCO TI CHIEDIAMO DI PREGARE PER NOI</strong></h3>
<p>“Papa Francesco soleva concludere i suoi discorsi ed i suoi incontri dicendo: <strong>‘Non dimenticatevi di pregare per me’. </strong>Caro Papa Francesco,<strong> ora chiediamo a Te di pregare per noi e che dal cielo Tu benedica la Chiesa, benedica Roma, benedica il mondo intero</strong>, come domenica scorsa hai fatto dal balcone di questa Basilica in un ultimo abbraccio con tutto il popolo di Dio, ma idealmente anche con l’umanità che cerca la verità con cuore sincero e tiene alta la fiaccola della speranza”, ha concluso tra gli applausi della folla.</p>
<h3 id="h-omelia-applausi-per-passaggi-su-migranti-pace-e-muri-da-abbattere" class="wp-block-heading"><strong>OMELIA, APPLAUSI PER PASSAGGI SU MIGRANTI, PACE E MURI DA ABBATTERE</strong></h3>
<p>Sono diversi i passaggi in cui l’omelia pronunciata dal cardinale Giovanni Battista Re per funerali di Papa Francesco<strong> ha raccolto gli applausi dei fedeli presenti.</strong> Il primo è in occasione delle parole dedicate all’attenzione del Pontefice<strong> agli ultimi e ai migranti e in particolare al “significativo” primo viaggio di Papa Francesco a Lampedusa</strong>. Stesso esito anche quando il cardinale ha ricordato <strong>“la celebrazione di una Messa al confine tra il Messico e gli Stati Uniti, in occasione del suo viaggio in Messico”</strong>. Applausi anche quando Giovanni Battista Re ha richiamato alla memoria le parole del Santo Padre <strong>“Nessuno si salva da solo”.  M</strong>a il momento in cui la folla ha accompagnato con intenso calore l’omelia c’è stato quando <strong>il cardinale ha elogiato Papa Francesco e la sua voce “incessantemente elevata” per “implorare la pace”.</strong> Così come quando ha ribadito che<strong> “la guerra lascia sempre il mondo peggiore di come era precedentemente: essa è per tutti sempre una dolorosa e tragica sconfitta”.</strong><br />
(<em>Fonte Agenzia DIRE- www.dire.it</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/oggi-lultimo-saluto-a-papa-francesco-in-piazza-e-sul-percorso-400mila-persone/">Oggi l&#8217;ultimo saluto a Papa Francesco: In piazza e sul percorso 400mila persone</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>VIDEO-Cosenza, una folla commossa ha dato l&#8217;ultimo saluto all&#8217;ultras Salvatore Iaccino</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-cosenza-una-folla-commossa-ha-dato-lultimo-saluto-allultras-salvatore-iaccino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Feb 2025 19:02:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si sono svolti, nel pomeriggio di sabato, presso il Duomo di Cosenza, i funerali di Salvatore Iaccino, figura storica del tifo rossoblù conosciuta da tutti come “Uccello”. La sua scomparsa ha lasciato un grande vuoto nella comunità e nel mondo ultras, che si è mobilitato per onorarlo. Il suo decesso ha provocato un grande sgomento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-300491-1" width="696" height="835" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Cosenza-funerale-Salvatore-Uccello.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Cosenza-funerale-Salvatore-Uccello.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Cosenza-funerale-Salvatore-Uccello.mp4</a></video></div>
<p>Si sono svolti, nel pomeriggio di sabato, presso il Duomo di Cosenza, i funerali di <strong>Salvatore Iaccino</strong>, figura storica del tifo rossoblù conosciuta da tutti come “<strong>Uccello</strong>”. La sua scomparsa ha lasciato un grande vuoto nella comunità e nel mondo ultras, che si è mobilitato per onorarlo. Il suo decesso ha provocato un grande sgomento e una profonda commozione superando i confini della città dei bruzi: diverse tifoserie d’Italia, comprese quelle rivali, hanno voluto rendere omaggio a Iaccino, riconoscendone il valore e la passione.</p>
<p>“I nemici vanno onorati. Uccello vive”, è lo striscione esposto dai tifosi del Catanzaro della Curva Nord Capraro. Un&#8217;iniziativa simbolica di vicinanza che si aggiunge a quella più concreta dell&#8217;invio di un bonifico frutto di una raccolta fondi dei tifosi giallorossi per contribuire alle spese funerarie della famiglia di Iaccino.</p>
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		<title>Roma, in centinaia al funerale del luminare calabrese Giovanni Scambia. Il suo ultimo messaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Feb 2025 14:39:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Giovanni Scambia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In centinaia, all&#8217;interno e all&#8217;esterno della chiesa centrale dell&#8217;Università Cattolica di Roma, hanno partecipato al funerale, celebrato da monsignor Claudio Giuliodori, del professore Giovanni Scambia, nato a Catanzaro 66 anni fa, Ordinario di Ginecologia e Ostetricia all&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, nonché direttore della Uoc di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In centinaia, all&#8217;interno e all&#8217;esterno della chiesa centrale dell&#8217;Università Cattolica di Roma, hanno partecipato al funerale, celebrato da monsignor Claudio Giuliodori, del professore <strong>Giovanni Scambia</strong>, nato a <strong>Catanzaro</strong> 66 anni fa, Ordinario di Ginecologia e Ostetricia all&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, nonché direttore della Uoc di Ginecologia Oncologica del Gemelli.</p>
<p>Tra le autorità civili, militari e accademiche anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, il presidente della Regione, Francesco Rocca. E ancora gli ex ministri dell&#8217;Economia, Giovanni Tria, e della Salute, Beatrice Lorenzin e Francesco De Lorenzo. Decine le corone di fiori posizionate sul sagrato della chiesa accanto a un maxischermo, omaggi floreali, tra rose, gerbere e lilium, da parte di specializzandi, reparti ospedalieri, uffici, pazienti, artisti. E ancora dal capo della polizia, dal presidente della Regione. Mentre davanti al feretro è stata posizionata una corona di rose bianche a forma di cuore. &#8220;Tu non hai mai speculato sulle speranze o sulla disperazione delle persone malate ma hai sempre saputo dare risposte concrete ed efficaci. Quante donne hanno cercato rifugio e conforto sotto il mantello della tua alta professionalità e hanno trovato speranza grazie al tuo sguardo scientifico e alla tua perizia. Gesù si è servito anche di te per dire a tante donne, ancora oggi, &#8216;vai in pace e si guarita dal tuo male'&#8221;. Così monsignor Claudio Giuliodori nel corso dell&#8217;omelia. Ad aprire il funerale del prof Scambia il corteo dei professori ordinari della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore guidati dalla rettrice Elena Beccalli e dal preside di Medicina Antonio Gasbarrini, seguito dall&#8217;Ave Maria cantato. &#8220;Ti salutiamo tutti con un grande, immenso abbraccio da parte della tua famiglia e della grande famiglia dell&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore del Policlinico Gemelli. Ci lasci una formidabile eredità che speriamo di saper custodire e sviluppare&#8221;, ha concluso Giuliodori.</p>
<p><em>«C&#8217;è un ultimo messaggio che voglio lasciare ai giovani che dovranno costruire il futuro della nostra scuola e della nostra clinica, ed è quello di meravigliarsi dei progressi e delle conquiste, così come mi meraviglio ancora io oggi di dove siamo arrivati». Sono le parole di <strong>Giovanni Scambia</strong>, luminare della ginecologia oncologica, morto ieri all&#8217;età di 65 anni. Una sorta di &#8216;eredità immateriale&#8217; che lo specialista ha voluto lasciare ai giovani impegnati nel percorso di cui è stato pioniere. Parole piene di speranza affidata, solo pochi mesi fa, al docufilm &#8216;Le radici del domani&#8217;, racconto dei 60 anni di storia della Ginecologia e Ostetricia dell&#8217;Università Cattolica a Roma nonché dell&#8217;evoluzione della sua disciplina, dedicato in particolare al suo maestro professor Salvatore Mancuso.<br />
«Quando iniziai &#8211; è la testimonianza di Scambia contenuta nel video &#8211; non avrei mai pensato di poter dire ad una donna con un tumore che dopo la guarigione avrebbe potuto avere un bambino, o che l&#8217;intelligenza artificiale potesse essere utile a fornire modelli predittivi di risposta alle cure. Eppure oggi è così. Per chi scriverà la nostra storia, il mio augurio è di attraversare ancora tante scoperte e tante vittorie, magari con una squadra meravigliosa come la nostra, fatta di talento, passione, capacità, e di stare insieme e di avere cura delle donne.<br />
Per questo ringrazio tutti, le nostre ostetriche, gli infermieri e tutto il personale paramedico &#8211; elencava Scambia &#8211; i neonatologi, i radiologi e radioterapisti, gli anestesisti, gli psicologi, gli anatomopatologi, gli studenti e gli specializzanti, il personale che si prende cura del reparto e tutti coloro che migliorano il nostro lavoro e tracciano la strada verso un domani che voglio davvero immaginare luminoso ed emozionante per tutti noi e per tutti voi».</em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-300474" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Roma.2-300x225.jpg" alt="" width="640" height="480" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Roma.2-300x225.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Roma.2-560x420.jpg 560w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Roma.2-80x60.jpg 80w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Roma.2-696x522.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Roma.2-265x198.jpg 265w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Roma.2.jpg 700w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
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		<item>
		<title>FOTO-San Giovanni in Fiore, in centinaia e con profonda commozione ai funerali di Serafino Congi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 15:39:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Serafino Congi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Centinaia di persone hanno partecipato, oggi pomeriggio, al funerale di Serafino Congi, l&#8217;uomo di 48 anni deceduto il 4 gennaio scorso mentre si trovava a bordo di una ambulanza in transito dall’ospedale di San Giovanni in Fiore all’Ospedale Civile dell’Annunziata di Cosenza dopo aver atteso per alcune ore l&#8217;arrivo di personale e mezzi adeguati. Le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Centinaia di persone hanno partecipato, oggi pomeriggio, al funerale di Serafino Congi, l&#8217;uomo di 48 anni deceduto il 4 gennaio scorso mentre si trovava a bordo di una ambulanza in transito dall’ospedale di San Giovanni in Fiore all’Ospedale Civile dell’Annunziata di Cosenza dopo aver atteso per alcune ore l&#8217;arrivo di personale e mezzi adeguati.</p>
<p>Le esequie si sono svolte nell&#8217;Abbazia Florense di San Giovanni in Fiore dove il feretro è arrivato accompagnato dalla moglie Caterina Perri, dalle figlie, dai genitori, dalla sorella, dai parenti e tanti amici.</p>
<p>All&#8217;uscita della chiesa il feretro è stato accolto da un fragoroso applauso e dal lancio di palloncini colorati. La comunità di San Giovanni in Fiore, anche in questa circostanza e dopo l&#8217;enorme partecipazione alla fiaccolata delle scorse ore, ha dato testimonianza di come con sgomento e profonda commozione ha vissuto la tragica vicenda di Serafino Congi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-292783" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/SanGiovanniinFiore5-300x164.jpg" alt="" width="644" height="352" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/SanGiovanniinFiore5-300x164.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/SanGiovanniinFiore5-768x420.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/SanGiovanniinFiore5-696x381.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/SanGiovanniinFiore5.jpg 797w" sizes="auto, (max-width: 644px) 100vw, 644px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-292784" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/SanGiovanniinFiore3-300x168.jpg" alt="" width="643" height="360" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/SanGiovanniinFiore3-300x168.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/SanGiovanniinFiore3-768x430.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/SanGiovanniinFiore3-751x420.jpg 751w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/SanGiovanniinFiore3-696x389.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/SanGiovanniinFiore3.jpg 801w" sizes="auto, (max-width: 643px) 100vw, 643px" /></p>
<p>Leggi anche.</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="83TpJn5YJU"><p><a href="https://www.calabrianews.it/anestesista-impegnato-elisoccorso-bloccato-da-nebbia-dopo-ore-di-attesa-48enne-muore-in-ambulanza/">Anestesista impegnato, elisoccorso bloccato da nebbia: Dopo ore di attesa 48enne muore in ambulanza</a></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Anestesista impegnato, elisoccorso bloccato da nebbia: Dopo ore di attesa 48enne muore in ambulanza&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/anestesista-impegnato-elisoccorso-bloccato-da-nebbia-dopo-ore-di-attesa-48enne-muore-in-ambulanza/embed/#?secret=0kgFCfH69E#?secret=83TpJn5YJU" data-secret="83TpJn5YJU" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<item>
		<title>Basilica dell&#8217;Immacolata a Catanzaro gremita per l&#8217;ultimo saluto a Giuseppe Chiaravalloti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2025 16:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[funerale]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Chiaravalloti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chiesa gremita e massime autorità presenti ai funerali di Giuseppe Chiaravalloti, che si sono svolti nella Basilica dell&#8217;Immacolata di Catanzaro. Hanno celebrato il parroco Don Sergio Iacopetta, Don Giovanni Scarpino, Don Alfonso Velonà, padre Pasquale Pitari, Don Pietro Martucci, Don Luigi Drosi primo cugino del defunto e il diacono Pino Massara. In apertura del rito, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chiesa gremita e massime autorità presenti ai funerali di Giuseppe Chiaravalloti, che si sono svolti nella Basilica dell&#8217;Immacolata di Catanzaro. Hanno celebrato il parroco Don Sergio Iacopetta, Don Giovanni Scarpino, Don Alfonso Velonà, padre Pasquale Pitari, Don Pietro Martucci, Don Luigi Drosi primo cugino del defunto e il diacono Pino Massara. In apertura del rito, Luigi Stanizzi ha dato lettura dei salmi; nell&#8217;omelia Iacopetta ha ricordato la prestigiosa figura di Chiaravalloti come &#8220;figlio, padre, sposo, servitore dello Stato&#8221;, invitando a pregare per le nostre fragilità umane mentre continuiamo il nostro pellegrinaggio, in attesa di congiungerci con Dio. Su cosa saremo giudicati? Ha domandato retoricamente il sacerdote, ed ha risposto: sull&#8217;amore.<br />
Dopo il rito funerale, Don Alfonso Velonà, presidente Ualsi, ha evidenziato l&#8217;umanità di  Don Peppino, come affettuosamente chiamavamo il Presidente Chiaravalloti. </p>
<p>&#8220;Il 2000 &#8211; ha raccontato Don Alfonso &#8211;  vince le elezioni, si presenta alla casa famiglia Alfonso Velonà, viene a dare testimonianza nella casa dei poveri, dove si fa accoglienza concreta, si aiutano i più fragili. Senza fede non si possono fare queste opere, che sono appunto opere di  fede. Il Presidente della Giunta regionale Giuseppe Chiaravalloti nella nostra casa, questa è una vera concreta testimonianza di fede, non teoria. Ecco chi era Chiaravalloti&#8221;. Sono seguite le parole commosse del nipote  Nikolas  Panoutsopoulos, figlio di Caterina Chiaravalloti presidente della Corte d&#8217;appello di Reggio Calabria e del Dottore Aristide Panoutsopoulos. &#8220;Ciao nonno &#8211; ha  esordito Nikolas &#8211; la tua luce non si è spenta, perché come puoi vedere risplende in tutte queste bellissime persone che sono venute a ricordarti. Molti ti hanno conosciuto come amico, e come professionista, io oggi però volevo ricordarti, con un breve e semplice discorso mai degno della tua arte oratoria, nella veste di nonno. Devi sapere che devi essere fiero di te stesso, perché hai vinto la battaglia più importante, hai contribuito in modo significativo alla crescita personale e professionale di ognuno dei tuoi nipoti. In ogni chiacchiera col nonno non c’è mai stato un minuto perso e banale, anche nelle tue innumerevoli e forse, come dice Michele, ripetitive filastrocche abbiamo appresso qualcosa da te. Ci hai trasmesso &#8211; sono sempre le parole di  Nikolas  Panoutsopoulos &#8211; il  valore dell’affetto verso il prossimo, della lealtà e dell’amicizia. La passione per la poesia, in ogni tuo racconto citazioni di Montale, D’Annunzio, Leopardi e anche Umberto Eco, perfino negli ultimi giorni in ospedale ci raccontavi della tragedia di D’Annunzio “la figlia di Iorio” e del suo protagonista Aligi, continuando ad essere una fonte di arricchimento e di stimolo anche in questi ultimi momenti; ci hai trasmesso la dedizione nello studio e nella professione, l’amore incondizionato per il diritto, e qui forse talvolta anche esagerando come ad esempio quando nel periodo in cui stavo preparando l’esame di procedura civile venivo da te e tu, citando il tuo maestro Il professore Satta,  puntualmente mi ricordavi che: “sopra di noi c’è il cielo, tutto il resto è procedura civile”, eppure ancora ad oggi penso che molte persone la pensano diversamente da te e Satta. Per concludere &#8211; ha chiuso Nikolas  Panoutsopoulos &#8211;  come detto all’inizio, la tua fiamma non sarà spenta finché la fiaccola, che è incarnata dai nostri ricordi e dai tuoi insegnamenti, sarà ancora accesa. Nonno Peppino per mille anni ancora&#8221;.</p>
<p>Il nipote omonimo, Giuseppe Chiaravalloti, figlio del Dottor Domenico Chiaravalloti e Maria Teresa Muscò, parlando &#8220;a braccio&#8221; sempre sull&#8217;altare davanti al feretro ha ricordato le lunghe telefonate, le indimenticabili giornate passate insieme al nonno. &#8220;Il valore più grande che mi ha insegnato &#8211; ha detto Giuseppe Chiaravalloti &#8211; è l&#8217;amore per il prossimo. Buon viaggio nonno&#8221;. La salma verrà tumulata nel cimitero di Satriano, nella cappella di famiglia. Ecco quanto dichiarato dal Fondatore e Presidente del Premio Mar Jonio, Luigi Stanizzi: &#8220;Con la morte di Giuseppe Chiaravalloti scompare un alto magistrato,  di elevatissima autorevolezza, e il Presidente più brillante che la Regione Calabria abbia mai avuto. Sempre pronto all&#8217;ascolto delle istanze dei cittadini, elettori e non, per la gente e fra la gente con una grandissima attenzione alla cultura, come mezzo di riscatto della nostra terra. Una personalità coltissima di cui la Calabria, il Sud Italia, sentirà la mancanza. Lascia un grande vuoto, incolmabile, reso ancora più spaventoso da un contesto sociale e politico in cui sono imperanti mediocrità e distanze abissali tra istituzioni e cittadini onesti&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Catanzaro, in migliaia al funerale del 15enne Riccardo Fabiano morto nell&#8217;incidente di &#8216;Piterà&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-in-migliaia-al-funerale-del-15enne-riccardo-fabiano-morto-nellincidente-di-pitera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Dec 2024 20:11:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[funerale]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Fabiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si sono svolti nel pomeriggio di domenica nella Basilica dell’Immacolata di Catanzaro i funerali di Riccardo Fabiano, il ragazzo di soli 15 anni deceduto, nei giorni scorsi, in un incidente stradale avvenuto in località &#8216;Piterà&#8217; di Catanzaro, in un tratto in galleria della strada statale 109, che conduce in Sila. Riccardo era figlio di un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si sono svolti nel pomeriggio di domenica nella Basilica dell’Immacolata di Catanzaro i funerali di Riccardo Fabiano, il ragazzo di soli 15 anni deceduto, nei giorni scorsi, in un incidente stradale avvenuto in località &#8216;Piterà&#8217; di Catanzaro, in un tratto in galleria della strada statale 109, che conduce in Sila. </p>
<p>Riccardo era figlio di un magistrato in servizio a Catanzaro, il sostituto procuratore della Repubblica Debora Rizza. Hanno partecipato al funerale i vertici dell’Arma e della polizia, i vigili del fuoco, le Procure: presente Vincenzo Capomolla, c’è il futuro Procuratore Salvatore Curcio, da Napoli è arrivato anche Nicola Gratteri che non ha voluto far mancare il suo cordoglio a mamma Debora con la quale per tanti anni ha condiviso gli uffici di Catanzaro. In rappresentanza della città di Catanzaro il sindaco Nicola Fiorita</p>
<p>In migliaia hanno riempito le navate della Basilica dell’Immacolata e il suo sagrato. Don Lino Tiriolo ha presieduto la celebrazione. “Quando si è giovani – ha detto – si crede di essere i padroni del mondo. Siate più maturi. Ponderare ogni vostra scelta. Bisogna divertirsi sempre ma con moderazione. Questo è il ricordo che dobbiamo portarci di Riccardo. La vita è un dono prezioso da custodire”. Un lungo applauso quando la bara è uscita fuori dalla Basilica. Volano i palloncini bianchi e diversi striscioni vengono innalzati al cielo. Tra questi c’è anche quello degli Ultras del Catanzaro, presenti in gran numero in un momento così doloroso per la città.</p>
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		<title>Grande commozione ai funerali delle due ragazze morte nell&#8217;incidente a San Pietro a Maida</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Dec 2024 14:30:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono stati celebrati, questa mattina, in un clima di grande commozione i funerali di Anna Pileggi di 18 anni e Maria Sonetto 17 anni, morte il 24 dicembre scorso in un tragico incidente stradale a San Pietro a Maida nel Lametino, dove sono rimasti feriti altri tre giovani, tra i quali un minorenne. La messa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stati celebrati, questa mattina, in un clima di grande commozione i funerali di <strong>Anna Pileggi </strong>di 18 anni e <strong>Maria Sonetto</strong> 17 anni, morte il 24 dicembre scorso in un tragico incidente stradale a San Pietro a Maida nel Lametino, dove sono rimasti feriti altri tre giovani, tra i quali un minorenne. La messa è stata celebrata, davanti a due bare bianche, dal Vescovo di Lamezia Terme, <strong>monsignor Serafino Parisi</strong> nel palazzetto dello sport di San Pietro a Maida alla <strong>presenza di centinaia di persone</strong> molte delle quali arrivate anche da Curinga, l’altro comune dove era residente la 17enne Maria Sonetto.</p>
<p><strong>Maria Sonetto</strong> è stata ricordata per il suo amore incondizionato verso la sua famiglia e per il suo impegno nel sociale. La sua vita è stata una testimonianza di coraggio e determinazione, e tutti hanno sottolineato come fosse sempre pronta ad aiutare chi aveva bisogno, senza mai chiedere nulla in cambio. Le sue <strong>opere di volontariato</strong> e il sostegno che ha dato alla comunità non saranno mai dimenticati. <strong>Anna Pileggi </strong>era una donna che non mancava mai di portare sorrisi e speranza a chi le stava intorno. Con il suo carattere solare e la sua empatia, Anna ha lasciato un segno indelebile nei cuori di coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla. <strong>Amata per la sua dolcezza e il suo spirito generoso</strong>, è stata una figura centrale per molte persone, specialmente tra i più giovani, ai quali ha sempre offerto consigli e sostegno.</p>
<p><strong>Sul fronte delle indagini</strong> dopo il fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme per <strong>omicidio stradale</strong>, secondo le poche indiscrezioni che trapelano, pare che i carabinieri di Girifalco stiano stringendo il cerchio per capire <strong>chi fosse alla guida</strong> della Marcedes che è uscita fuori strada schiantandosi all’alba della vigilia di Natale contro alcuni alberi delle campagne lametine. <strong>Due dei tre ragazzi sarebbero indagati, uno dei quali guidava il mezzo</strong>. I cinque ragazzi a bordo erano usciti da una festa e stavano recandosi in direzione Lamezia, gli inquirenti stanno incrociando anche <strong>immagini di videosorveglianza</strong> lungo il tragitto. Sui corpi delle due ragazze è stata effettuata l’autopsia.</p>
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		<title>Domani l&#8217;ultimo saluto a Maria e Anna. Funerale congiunto a San Pietro a Maida</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Dec 2024 11:24:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Pileggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si terranno domani, domenica 29 dicembre, alle ore 10.30 al Palazzetto dello sport di San Pietro a Maida, i funerali di Maria Sonetto di 17 anni di San Pietro a Maida e Anna Pileggi di 18 anni di Curinga, le due giovani decedute nel tragico incidente stradale avvenuto nella notte tra il 23 e il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si terranno domani, <strong>domenica 29 dicembre</strong>, alle ore 10.30 al Palazzetto dello sport di San Pietro a Maida, i funerali di<strong> Maria Sonetto</strong> di 17 anni di San Pietro a Maida e <strong>Anna Pileggi </strong>di 18 anni di Curinga, le due giovani decedute nel tragico incidente stradale avvenuto nella notte tra il 23 e il 24 dicembre a San Pietro a Maida. La funzione religiosa sarà presieduta dal vescovo di Lamezia Terme, monsignor Parisi. A San Pietro a Maida e a Curinga è stato proclamato lutto cittadino perla giornata del 29 dicembre.</p>
<p>Intanto i medici legali dell’AOU “Dulbecco” di Catanzaro hanno eseguito ieri l’autopsia sui corpi delle giovanissime vittime così come disposto dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme per raccogliere ogni elemento utile sulla tragedia e sulle esatte cause della morte e poter così restituire le salme alle famiglie.</p>
<p>Ad indagare sono i carabinieri di Girifalco, che puntano a chiarire anzitutto chi era alla guida dell’auto al momento dell’incidente, elemento questo ancora non chiarito. Al vaglio degli inquirenti anche le immagini di alcune telecamere di sorveglianza presenti lungo la strada percorsa dalla Mercedes. </p>
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