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	<title>fratelli Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 11 Aug 2026 15:20:14 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Svolta nelle indagini sulla morte di Antonio Perrotta: fermati due fratelli di Belvedere che lavorano all&#8217;estero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 15:06:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è una svolta nelle indagini per la morte di Antonio Perrotta, il 34enne di Fuscaldo, deceduto dopo un pestaggio all&#8217;esterno di una discoteca a Sangineto (CS). La Procura della Repubblica di Paola, infatti, ha sottoposteo a fermo, due persone. Secondo le informazioni trapelate si tratterebbe di due fratelli originari di Belvedere Marittimo ma residenti in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è una svolta nelle indagini per la morte di Antonio Perrotta, il 34enne di Fuscaldo, deceduto dopo un pestaggio all&#8217;esterno di una discoteca a Sangineto (CS). La Procura della Repubblica di Paola, infatti, ha sottoposteo a fermo, due persone. Secondo le informazioni trapelate si tratterebbe di due fratelli originari di Belvedere Marittimo ma residenti in Lussemburgo, dove sono titolari di una catena di ristoranti.</p>
<p>Le indagini sono state eseguite dalla squadra mobile di Cosenza e del commissariato di Diamante e dai carabinieri delle compagnie di Paola e Scalea. Numerose le persone, presenti nel locale, che sono state ascoltate così come la visione delle immagini degli impianti di videosorveglianza: Proprio da queste, anche se al momento non arrivano conferme ufficiali dalla Proicura, sarebbe emerse le responsabilità dei due fratelli. I due saranno presto ascoltati dai magistrati, intanto proseguono le indagini tese a chiarire tutte le fasi della tragica vicenda. Il pestaggio sarebbe avvenuto all’esterno del locale, ma resta ancora da chiarire il punto esatto dell’aggressione: se nei parcheggi della discoteca oppure in un’altra parte dell’area circostante.</p>
<p>Nel frattempo, da segnalare la sospensione dell’attività per 15 giorni per la discoteca Castello di Sangineto. Il provvedimento, adottato ai sensi dell’articolo 100 del Tulps, è stato emesso dal questore della provincia di Cosenza, Antonio Borelli. La decisione scaturisce dagli atti acquisiti dal Commissariato di Polizia di Diamante, dalla Squadra Mobile della Questura di Cosenza e dalla Compagnia dei carabinieri di Paola.</p>
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		<title>Arrestati due fratelli per rapina aggravata e rissa con accoltellamento avvenuta in centro a Siderno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 10:03:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha dato esecuzione all&#8217;ordinanza applicativa delle misure cautelari degli arresti domiciliari, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Locri, nei confronti di due cittadini residenti a Siderno. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Locri, sono state avviate a seguito di una rissa tra [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha dato esecuzione all&#8217;ordinanza applicativa delle misure cautelari degli arresti domiciliari, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Locri, nei confronti di due cittadini residenti a Siderno. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Locri, sono state avviate a seguito di una rissa tra una decina di giovanissimi, culminata con l&#8217;accoltellamento di un ragazzo del 2006, avvenuta a Siderno l&#8217;8 luglio u.s., vicenda che ha destato  clamore nella cittadina Ionica.</p>
<p>In particolare, gli agenti del Commissariato di P.S. di Siderno sono riusciti nell&#8217;immediatezza, attraverso la visione di alcune telecamere, a chiarire l&#8217;esatta dinamica dei fatti, individuando i soggetti coinvolti ed a rinvenire l&#8217;arma utilizzata per l&#8217;aggressione, gettata dall&#8217;autore dell&#8217;accoltellamento in un dirupo nei pressi del Commissariato. Grazie alla scrupolosa attività di indagine degli operatori del Commissariato, è stata appurata, inoltre,la responsabilità di soggetti coinvolti in altri gravi fatti delittuosi.</p>
<p>In particolare,  i due autori dell&#8217;accoltellamento sono ritenuti responsabili delle rapine a mano armata, avvenute nelle giornate del 2 e 4 luglio scorsi a Siderno ai danni di un cittadino extracomunitario. L&#8217;intero materiale probatorio è stato messo a disposizione dell&#8217;Autorità Giudiziaria, la quale, visti i gravi indizi di reità, ha disposto l&#8217;applicazione delle misure cautelari degli arresti domiciliari nei confronti di entrambi.</p>
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		<item>
		<title>Traffico stupefacenti: confiscati oltre 600mila euro a 3 fratelli imputati per associazione a delinquere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 07:50:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Locri e del R.O.S. – II Reparto Investigativo di Roma hanno dato esecuzione a una serie di provvedimenti di confisca emessi dal Tribunale – Sezione Misure di prevenzione di Reggio Calabria nei confronti di 3 fratelli, tutti residenti nel catanzarese, già noti alle Forze [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Locri e del R.O.S. – II Reparto Investigativo di Roma hanno dato esecuzione a una serie di provvedimenti di confisca emessi dal Tribunale – Sezione Misure di prevenzione di Reggio Calabria nei confronti di 3 fratelli, tutti residenti nel catanzarese, già noti alle Forze di Polizia, riguardanti quote societarie, denaro contante e rapporti finanziari per un importo complessivo di circa 615.000 Euro.</p>
<p>Gli accertamenti eseguiti dai Militari hanno infatti consentito di ricostruire l’origine pienamente illegale dei beni attinti dal provvedimento, alcuni dei quali intestati a un loro congiunto anche al fine di sfuggire alle maglie dei controlli, ma che gli investigatori hanno comunque ricondotto ai 3 fratelli, tutti già arrestati poiché destinatari di misura cautelare nell’ambito dell’operazione Eureka, eseguita il 03 maggio 2023, con l’accusa di far parte di un’associazione a delinquere dedita al traffico di sostanze stupefacenti, anche con l’estero, con ruoli di corrieri della droga, di coordinamento delle attività logistiche e di trasporto, e di raccolta dei derivanti proventi illeciti. </p>
<p>Nella medesima circostanza, nei confronti dei 3 imputati è scattata anche la misura di prevenzione personale della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza, aggravata dall’obbligo di Soggiorno nei Comuni di residenza, per periodi compresi tra i 2 e i 3 anni e mezzo. L’attività di contrasto si inserisce in un quadro più ampio di operazioni condotte dagli uomini dell’Arma in un contesto particolarmente delicato come quello calabrese, ove la tradizionale attività di controllo sul territorio, che spesso rappresenta la principale forma di prevenzione e incide direttamente sulla percezione di sicurezza dei cittadini, si coniuga, in chiave repressiva, con una meticolosa attività di analisi delle attività illecite e dei flussi economici che da esse originano. </p>
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		<item>
		<title>Crotone, omicidio Chimirri: salgono a sei gli indagati. Fratelli e padre vittima accusati di lesioni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-omicidio-chimirri-salgono-a-sei-gli-indagati-fratelli-e-padre-vittima-accusati-di-lesioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Oct 2024 14:09:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A distanza di quasi una settimana continuano le indagini tese a chiarire ogni dettaglio della morte, nel quartiere &#8216;Lampanaro&#8217; di Crotone, di Francesco Chimirri, pizzaiolo di 44 anni, deceduto il 7 ottobre scorso dopo essere stato raggiunto da un proiettile al petto sparato da un vice ispettore della polizia, Giuseppe Sortino di 37 anni, al [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A distanza di quasi una settimana continuano le indagini tese a chiarire ogni dettaglio della morte, nel quartiere &#8216;<strong>Lampanaro&#8217; di Crotone</strong>, di <strong>Francesco Chimirri</strong>, pizzaiolo di 44 anni, deceduto il 7 ottobre scorso dopo essere stato raggiunto da un proiettile al petto sparato da un vice ispettore della polizia, <strong>Giuseppe Sortino </strong>di 37 anni, al culmine di una lite.<br />
Infatti sono asei gli indagati sulla drammatica vicenda che ha scosso profondamente l&#8217;opinione pubblica. Oltre al poliziotto, al figlio della vittima <strong>Domenico</strong>, di 18 anni, e all&#8217;<strong>autista </strong>della vettura incidentata, che deve rispondere di favoreggiamento, il pm Alessandro Rho, titolare delle indagini affidate al Nucleo investigativo dei carabinieri, ha inviato gli avvisi di accertamento tecnico anche ad altre tre persone.</p>
<p>Si tratta di <strong>due fratelli di Chimirri, Antonio di 41 anni e Mario</strong>, di 36, e del padre della vittima <strong>Domenico di 66</strong> anni, accusati di lesioni gravissime nei confronti di Sortino. Le persone indagate in vista dell&#8217;incarico al medico legale per l&#8217;esecuzione dell&#8217;autopsia sul corpo del quarantaquattrenne potranno nominare i loro consulenti di parte abilitati ad assistere all&#8217;esame autoptico che potrebbe svolgersi dopodomani, martedì.</p>
<p>Sul luogo dove è avvenuta la sparatoria hanno lavorato anche gli specialisti del <strong>Ris di Messina</strong>. Gli investigatori continuano a concentrarsi sul movente e sull&#8217;esatta dinamica dell&#8217;incidente da cui è scaturito l&#8217;inseguimento da parte del vice ispettore e sulla successiva lite finita in tragedia.</p>
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		<title>Gregorio Odoardi, proprietario della nota cantina calabrese, investito e preso a sassate</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gregorio-odoardi-proprietario-della-nota-cantina-calabrese-investito-e-preso-a-sassate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2024 12:18:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gregorio Odoardi, 61 anni, il proprietario delle note cantine calabresi Odoardi, è stato aggredito intorno alle 22 di ieri, preso a sassate ed è stato trasportato in ospedale. L’imprenditore nato a Lamezia Terme, ma residente a Cosenza, si trovava all’interno della sua azienda agricola a Nocera Terinese (CZ), quando all’improvviso – secondo quanto è stato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gregorio Odoardi, 61 anni, il proprietario delle note cantine calabresi Odoardi, è stato aggredito intorno alle 22 di ieri, preso a sassate ed è stato trasportato in ospedale. L’imprenditore nato a Lamezia Terme, ma residente a Cosenza, si trovava all’interno della sua azienda agricola a Nocera Terinese (CZ), quando all’improvviso – secondo quanto è stato riferito ai carabinieri poi giunti sul posto – il fratello avrebbe tentato di investirlo con una Bmw. Gregorio è stato prontamente spinto a terra da un dipendente dell’azienda per evitare il pericolo. Ma a quel punto, un altro fratello della vittima avrebbe iniziato a prenderlo a sassate colpendolo alla testa. </p>
<p>I due aggressori, vista la presenza di diversi testimoni tra i quali i dipendenti dell’azienda, si sono dati alla fuga. Immediatamente sono giunti i carabinieri della locale stazione e Gregorio Odoardi è stato portato in ospedale per le cure del caso, avendo riportato diverse ferite alla testa. La vittima, attraverso i suoi legali, ha presentato denuncia ai carabinieri per l’aggressione.</p>
<p>Da quanto si è appreso, è in corso da anni un’aspra contesa della proprietà dell’azienda da parte dei tre fratelli Odoardi caratterizzata da litigi e denunce. L’ultima, nei giorni scorsi, riguardava la presenza di un cumulo di terreno che sarebbe stato messo dalla vittima come “confine” per evitare le continue invasioni dei familiari. In corso le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione.</p>
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		<item>
		<title>Condofuri, violenze e minacce alla madre: due fratelli allontanati dalla casa familiare</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/condofuri-violenze-e-minacce-alla-madre-due-fratelli-allontanati-dalla-casa-familiare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2024 10:24:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo (RC) hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalle persone offese emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo reggino nei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo (RC) hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalle persone offese emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo reggino nei riguardi di due fratelli 29enni, indagati per il reato di maltrattamenti in famiglia. La vicenda trae origine dalla sofferta denuncia della madre degli indagati che, esasperata dalle continue violenze e minacce subìte dai figli e preoccupata per la propria incolumità e per quella dei propri familiari, ha trovato il coraggio di chiedere aiuto ai Carabinieri della Stazione di Condofuri San Carlo. Numerosi sono stati i maltrattamenti posti in essere dagli indagati consistiti in una sequela di episodi di violenza non solo verbali, ma anche fisiche, e di vessazioni che si sono protratti per anni secondo regolari e costanti cadenze.<br />
Tale difficile situazione familiare è stata confermata anche dal marito della donna e dal fratello dei due 29enni. </p>
<p>Si tratta di dichiarazioni pregne di sofferenza, di paura che possa accadere il peggio e di incapacità, dopo tanti anni, di subire e sopportare questa escalation di condotte violente e minatorie, poste in essere in tandem dai due indagati all’indirizzo dei familiari così creando un quotidiano clima familiare di terrore e di ansia, la cui frequenza era tale da aver reso la convivenza familiare insostenibile e intollerabile tanto da ricorrere al medico di famiglia per la prescrizione di qualche calmante da poter utilizzare nei confronti dei 2 giovani. In seguito agli eventi denunciati dalle vittime, i Carabinieri della Stazione di Condofuri San Carlo, dopo aver ascoltato attentamente le persone offese nonché quelle informate sui fatti raccogliendo ogni elemento utile a circostanziare nel dettaglio i fatti esposti, hanno informato tempestivamente la Procura della Repubblica di Reggio Calabria che, sulla scorta di un grave compendio indiziario a carico dei due fratelli, ha richiesto al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Calabria l’emissione di adeguata misura cautelare.</p>
<p>Gli stessi, oltre all’allontanamento dalla casa familiare e al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese, dovranno mantenere da quest’ultime una distanza non inferiore a 500 metri, astenendosi dal comunicare con queste con qualsiasi mezzo. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vale il principio di non colpevolezza sino alla sentenza definitiva.</p>
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		<title>VIDEO-Bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio: arrestati a Milano due fratelli reggini</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/bancarotta-fraudolenta-e-autoriciclaggio-arrestati-a-milano-due-fratelli-reggini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Apr 2024 11:25:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Guardia di Finanza di Milano ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due soggetti, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano, ed il sequestro di immobili, auto di lusso e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di oltre 1,3 milioni di euro nei confronti dei principali indagati. L’indagine, condotta dal [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-245201-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/04/Milano-arresti-fratelli-Calabria-calabrianews.it_.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/04/Milano-arresti-fratelli-Calabria-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/04/Milano-arresti-fratelli-Calabria-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>La Guardia di Finanza di Milano ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due soggetti, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano, ed il sequestro di immobili, auto di lusso e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di oltre 1,3 milioni di euro nei confronti dei principali indagati. L’indagine, condotta dal Nucleo P.E.F. di Milano, coordinata dalla locale D.D.A., ha permesso di individuare <strong>due fratelli, originari di Melito Porto Salvo e San Lorenzo (RC)</strong>, dediti alla commissione di plurimi reati tributari e fallimentari attraverso società operanti nel settore del movimento terra e lavori stradali a Milano e nella provincia di Novara. Le investigazioni hanno evidenziato come gli stessi abbiano cagionato dolosamente il fallimento e la distrazione dei patrimoni aziendali di diverse società a loro riconducibili, impedendo così l’azione di recupero dei creditori e dell’Erario.</p>
<p>Le condotte distrattive si sono ripetute nel tempo mediante la preordinata costituzione di new company operanti nel medesimo settore del movimento terra e lavori stradali, tra cui figura anche una società di diritto elvetico, fittiziamente amministrate da soggetti compiacenti, utilizzate dai due fratelli per riciclare i beni e le altre utilità di provenienza illecita, in modo da ostacolarne l’identificazione. Gli accertamenti patrimoniali e l’analisi dei conti correnti intestati alle società ed ai soggetti coinvolti hanno difatti evidenziato svariate movimentazioni finanziarie anomale, alcune delle quali verso la Svizzera, finalizzate a svuotare sistematicamente le imprese decotte a vantaggio delle newco e a drenare parte dei fondi per utilizzi privati dei due amministratori di fatto. Sono state eseguite, inoltre, numerose perquisizioni nelle sedi societarie e nei confronti dei principali indagati responsabili della distrazione patrimoniale e delle condotte di autoriciclaggio.</p>
<p>L’operazione delle Fiamme Gialle rappresenta la chiara testimonianza del lavoro incessante, condotto dal Corpo in sinergia con la magistratura, a contrasto delle attività imprenditoriali e professionali attraverso le quali le organizzazioni criminali reimpiegano i capitali illecitamente accumulati nel tessuto economico legale e si mimetizzano nella società civile. La responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata con la sentenza irrevocabile di condanna. Il procedimento penale verte ancora nella fase delle indagini preliminari e, allo stato delle attuali acquisizioni probatorie, in attesa di giudizio definitivo, è doveroso sottolineare che vale la presunzione di non colpevolezza degli indagati. La diffusione del presente comunicato stampa è autorizzata dalla Procura della Repubblica di Milano in ottemperanza alle disposizioni del Decreto Legislativo n. 188/2021, ritenendo sussistente l’interesse pubblico all’informazione, con particolare riferimento al contrasto dei traffici illeciti, nonché di ogni altra forma di criminalità economico-finanziaria.</p>
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		<title>Rende, Enel stacca la corrente a due fratelli non vedenti con l’accusa di “allaccio abusivo”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Feb 2024 19:14:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Questa mattina l’Enel, presenti i carabinieri di Rende, con l’accusa di allaccio abusivo e misurazione errata, ha tolto la corrente elettrica alla piccola casa (offerta gratuitamente da 23 anni dal Comune di Rende) dei due fratelli non vedenti, Marko e Branko. Il loro papa’ si e’ sentito male ed e’ stato subito ricoverato, con l’ambulanza, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Questa mattina l’Enel, presenti i carabinieri di Rende, con l’accusa di allaccio abusivo e misurazione errata, ha tolto la corrente elettrica alla piccola casa (offerta gratuitamente da 23 anni dal Comune di Rende) dei due fratelli non vedenti, Marko e Branko. Il loro papa’ si e’ sentito male ed e’ stato subito ricoverato, con l’ambulanza, in ospedale.</p>
<p>Lo rende noto Franco Corbelli, presidente del movimento Diritti Civili che rivolge un accorato appello “per porre subito rimedio e cancellare un gravissimo episodio che e’ accaduto questa mattina nei confronti dei due fratelli, nati a Cosenza e di origine serba entrambi completamente non vedenti dalla nascita, la cui piccola, dignitosa casa, offerta gratuitamente dal Comune di Rende da 23 anni in cui abitavano insieme ai due genitori, un altro fratello e tre bambini, e’ stata all’improvviso privata della energia elettrica e anche i contatori staccati e portati via, dagli operai dell’Enel, intervenuti in mattinata insieme a una pattuglia dei carabinieri del Comando Stazione di Rende, che, va detto, – tiene a dire Corbelli – si sono comportati con grande umanita’. La contestazione nel verbale, che e’ stato redatto, e’ quella di allaccio abusivo. L’energia prelevata dall’utente era sotto misurata o non misurata’! Evito ogni commento. Purtroppo la vicenda ha fatto registrare anche un epilogo drammatico.</p>
<p>Il papa’ dei due ragazzi ciechi, il signor Andrejc, 63 anni, si e’ infatti sentito male (ha avuto un’ischemia cerebrale) ed e’ stato ricoverato in ospedale con un’ambulanza del 118, prontamente intervenuta sul posto. Tutta la sua famiglia, – dice Corbelli – comprensibilmente preoccupata, e’ in queste ore al nosocomio cosentino per avere notizie del loro congiunto”.</p>
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		<title>Lamezia, furti in attività commerciali per mezzo milione di euro: arrestati due fratelli pluripregiudicati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 13:45:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A seguito delle indagini condotte dai poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Lamezia Terme, coordinate dalla Procura della Repubblica, sono stati tratti in arresto, in esecuzione di misura cautelare personale, due fratelli Lametini, B.F. 38enne e B.A. 48enne, entrambi pluripregiudicati, siccome gravemente indiziati di reità in relazione ad alcuni furti aggravati in concorso commessi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito delle indagini condotte dai poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Lamezia Terme, coordinate dalla Procura della Repubblica, sono stati tratti in arresto, in esecuzione di misura cautelare personale, due fratelli Lametini, B.F. 38enne e B.A. 48enne, entrambi pluripregiudicati, siccome gravemente indiziati di reità in relazione ad alcuni furti aggravati in concorso commessi ai danni di due esercizi commerciali ubicati in via del Progresso. La serrata attività di indagine ha avuto inizio in occasione del primo furto, avvenuto nel giugno scorso, quando uno dei due odierni indagati, approfittando della momentanea assenza del gestore di un distributore di carburanti a stazione di servizio, dovuta alla pausa pranzo, si introduceva all’interno del locale di gestione della stazione di servizio e si impossessava dell’incasso di oltre 8.000 euro.</p>
<p>La visione delle immagini relative ai sistemi di video sorveglianza ubicati nella zona del furto, integrata dalle risultanze degli accurati rilievi tecnici eseguiti dalla polizia scientifica, hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’attuale indagato B.F., ripreso dalle immagini mentre si introduceva all’interno del locale.<br />
Il medesimo modus operandi veniva riscontrato anche in occasione di un successivo furto, avvenuto nell’ottobre scorso, ai danni di una attività commerciale di vendita di bibite, sempre in via del Progresso. Anche in tale occasione, l’analisi dei fotogrammi delle telecamere di video sorveglianza dell’esercizio commerciale e della conseguente complessa ed articolata attività di indagine tradizionale, condotta per la ricerca dei necessari riscontri investigativi, consentiva agli uomini della Polizia di Stato di acquisire gravi indizi di colpevolezza, da cui si desume che B.F., approfittando dell’assenza dei titolari durante la pausa pranzo, si introduceva nei locali dell’esercizio commerciale, riuscendo a trafugare la somma di circa 33.500 euro in contanti, ed una cassaforte, all’interno della quale erano custoditi titoli bancari per un valore di circa 460.000 euro. In questa occasione B.F. risultava coadiuvato dalla condotta del fratello B.A., che dopo aver svolto il ruolo di “palo” all’esterno del negozio, forniva allo stesso aiuto per caricare la refurtiva a bordo dell’autovettura utilizzata per la fuga.</p>
<p>Il Commissariato di P.S. di Lamezia Terme, pertanto, a conclusione delle rispettive investigazioni, predisponeva due dettagliate informative di reato per l’Autorità Giudiziaria che, condividendo gli esiti investigativi, ha emetteva il provvedimento cautelare eseguito in data odierna. Il relativo procedimento penale pende in fase investigativa</p>
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		<title>Lo scoppio della batteria di cellulare o pc portatile provocò l&#8217;incendio che uccise i 3 fratelli Corasoniti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 18:17:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[abitazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Corasoniti]]></category>
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		<category><![CDATA[Incendio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tragico incendio avvenuto durante la notte tra il 21 e il 22 ottobre 2022 nel quartiere Pistoia di Catanzaro all’interno di un appartamento al quinto piano che provocò la morte di tre fratelli non è da attribuire al fattore umano ma ad una causa elettrica, al «possibile innesco legato al surriscaldamento e all’esplosione di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tragico incendio avvenuto durante la notte tra il 21 e il 22 ottobre 2022 nel quartiere Pistoia di Catanzaro all’interno di un appartamento al quinto piano che provocò la morte di tre fratelli non è da attribuire al fattore umano ma ad una causa elettrica, al «possibile innesco legato al surriscaldamento e all’esplosione di batterie al litio interne a cellulari o a laptop». È questa la conclusione a cui è giunto il consulente tecnico nominato dalla Procura di Catanzaro, il professore Daniele Menniti. Nell’incendio in una palazzina dell’Aterp, morirono i fratelli Saverio, di 22 anni, affetto da autismo, Aldo Pio di 16 e Mattia di 12, riportarono gravi ustioni la mamma Rita Mazzei (42) con la figlia Zaira Maria (11) , e vennero ricoverati a causa delle esalazioni da fumo il padre Vitaliano Corasoniti (43) e un altro figlio, Antonello (15). </p>
<p>Secondo il perito «… non si sono rilevati elementi da far supporre l’uso di combustibili impropriamente introdotti nell’appartamento e utilizzati per dare luogo a fiamme libere in ambito non controllato». Secondo il rapporto, l’incendio ha avuto inizio nel soggiorno. Il fuoco ha preso vigore nel momento in cui sono stati aperti balconi e finestre permettendo l’entrata e il circolo di una maggiore quantità di aria “causando la morte dei tre fratelli dovuti alle difficoltà di questi ad intravedere e raggiungere possibili vie di fuga e alla tossicità e quantità dei fumi stessi inalati”.  Nella relazione di Menniti, fatta con la collaborazione dell’ingegnere Giovanni Brusco, si specifica che generalmente l’uso di batterie al litio è sicuro ma, in alcune circostanze, a causa «di possibili difetti costruttivi, contaminazioni, urti o di un loro improprio utilizzo, possono generare situazioni di pericolo». </p>
<p>Dalle testimonianze dei sopravvissuti è emerso che nel soggiorno «vi erano tutte le notti sotto carica ben cinque cellulari e due tablet e, soprattutto, ben sei laptop».<br />
Nella relazione si afferma «con ragionevole certezza» che «l’incendio è da ricondursi a un fenomeno elettrico combinato con dispositivi di accumulo elettrochimico al litio a supporto di apparecchiature elettroniche sotto carica la notte dell’incendio e non da un fattore umano».<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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