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	<title>flash mob Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 04 Dec 2025 16:27:44 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Approvare ddl riconoscimento contributi: Flash mob ex Lsu-Lpu calabresi a Roma</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/approvare-ddl-riconoscimento-contributi-flash-mob-ex-lsu-lpu-calabresi-a-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 16:27:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per sollecitare l&#8217;approvazione del Disegno di legge 539 presentato il 3 febbraio 2023 dal senatore Gasparri per il riconoscimento dei contributi previdenziali, centinaia di lavoratori ex Lsu-Lpu della Calabria hanno manifestato stamani davanti alla sede del dipartimento della Funzione pubblica in piazza Vidoni a Roma. Una delegazione è stata anche a Montecitorio e al ministero [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per sollecitare l&#8217;approvazione del Disegno di legge 539 presentato il 3 febbraio 2023 dal senatore Gasparri per il riconoscimento dei contributi previdenziali, centinaia di lavoratori ex Lsu-Lpu della Calabria hanno manifestato stamani davanti alla sede del dipartimento della Funzione pubblica in piazza Vidoni a Roma. Una delegazione è stata anche a Montecitorio e al ministero del Lavoro. Il problema riguarda circa 4500 persone in Calabria che, ha riferito uno dei coordinatori dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, Romolo Cozza, &#8220;sono ormai il 90% della forza lavoro in 360 comuni calabresi, con funzioni e servizi anche superiori di qualifica ma con stipendi nella gran parte dei casi sotto i 1000 euro perché una parte di loro lavora ancora part-time da 14 a 26 ore settimanali con guadagni inferiori ai 700 euro al mese. Se smettessero di lavorare i Comuni chiuderebbero&#8221;.</p>
<p>I manifestanti hanno riferito di avere incontrato alcuni parlamentari, il capo gabinetto del sottosegretario al Lavoro Durigon ed il capo gabinetto del dipartimento della Funzione pubblica. &#8220;Oggi è stata una giornata molto positiva &#8211; ha detto Cozza &#8211; i parlamentari si sono impegnati a portare avanti di ddl con l&#8217;indicazione della spesa annuale per scaglioni per i pensionamenti da qui al 2036&#8221;. La richiesta di ex Lsu-Lpu è una pensione dignitosa dopo 30 anni di lavoro, 15 dei quali, ha sottolineato Cozza &#8220;come lavoratori a nero legalizzato dallo Stato visto che per una quindicina d&#8217;anni non ci sono stati pagati i contributi.</p>
<p>Con il ddl c&#8217;è il riconoscimento dei contributi previdenziali per gli anni lavorativi antecedenti alla stabilizzazione ma deve essere approvato. Ci sono colleghi andati in pensione quest&#8217;anno con circa 550 euro dopo 30 anni di lavoro, tanto che l&#8217;Inps ha chiesto loro se preferivano percepire la pensione sociale&#8221;.<br />
&#8220;Ad oggi &#8211; ha detto Cozza &#8211; siamo i più poveri dipendenti della Pa e saremo i più poveri pensionati pur avendo svolto un servizio efficiente ed efficace che dà una migliore qualità della vita ai cittadini&#8221;.</p>
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		<title>FOTO-Lamezia, &#8220;Basta violenza sulle donne&#8221;: Flash mob dell’associazione &#8216;Logos&#038;Polis&#8217; a piazza Mazzini</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/foto-lamezia-basta-violenza-sulle-donne-flash-mob-dellassociazione-logospolis-a-piazza-mazzini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 10:25:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA['Logos&Polis'. piazza Mazzini]]></category>
		<category><![CDATA["Basta violenza donne"]]></category>
		<category><![CDATA[flash mob]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In piazza Mazzini a Lamezia Terme flash mob ideato e organizzato dall’associazione Logos&#38;Polis per denunciare l’arresto della ragazza iraniana Ahoo Daryaei e per dire basta alla violenza e ai soprusi ai danni del genere femminile: realtà sempre più forte e preoccupante in molti Paesi del Medio Oriente. Ad accogliere l’invito del sodalizio guidato da Iolanda [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/foto-lamezia-basta-violenza-sulle-donne-flash-mob-dellassociazione-logospolis-a-piazza-mazzini/">FOTO-Lamezia, &#8220;Basta violenza sulle donne&#8221;: Flash mob dell’associazione &#8216;Logos&#038;Polis&#8217; a piazza Mazzini</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In piazza Mazzini a<strong> Lamezia Terme flash mob </strong>ideato e organizzato dall’associazione<strong> Logos&amp;Polis</strong> per denunciare l’arresto della ragazza iraniana Ahoo Daryaei e per dire <strong>basta alla violenza e ai soprusi ai danni del genere femminile</strong>: realtà sempre più forte e preoccupante in molti Paesi del Medio Oriente. Ad accogliere l’invito del sodalizio guidato da Iolanda Baretta il movimento <strong>“Non una di meno”</strong> che ha partecipato con molte sue attiviste e l’Accademia Tutto Danza di Pompea Gugliotta unitamente alla scuola di ballo latino-americano di Raffaele Iannazzo. A collaborare fattivamente alla riuscita dell’iniziativa anche il Bar Mazzini che campeggia sulla piazza. La presenza di ballerini e sportivi ha consentito la realizzazione di una performance che con canti e balli ha voluto animare il flash mob in una delle piazze più frequentate della città.</p>
<p>Piazza Mazzini, infatti, non è solo al centro di tante strade ma è anche crocevia di tante culture essendo ormai da anni luogo di incontro preferito per le tante etnie straniere che vivono sul nostro territorio. L’agorà del centro città non è stata scelta a caso perché il grido di libertà per tutte le donne, idealmente ha voluto parlare tante lingue. La danza e la musica hanno voluto unire lo spirito di indipendenza, giustizia e legalità che deve unire le donne ad ogni latitudine, da un capo all’altro del pianeta senza alcuna differenza, per una “ <strong>vera e propria</strong> <strong>rivoluzione delle donne con i capelli al vento”.  </strong>A conclusione del flash mob la presidente Baretta ha letto uno stralcio della “Lettera agli uomini” da lei stessa scritta a nome dell’associazione per scuotere le coscienze contro la recrudescenza del terribile fenomeno del femminicidio che quotidianamente occupa le pagine della cronaca. “<strong>Chiedo a tutti voi uomini di buona volontà e di coscienza – ha asserito Baretta leggendo la Lettera agli uomini &#8211; di alzare la testa e sostenere il coraggio di quelle donne che decidono di dire di ‘no’</strong>, rischiando la propria vita come Ahoo Daryaei che ha protestato a Teheran sapendo probabilmente di andare incontro a morte certa, spogliandosi in piazza davanti all&#8217;università dopo che le avevano ordinato di aggiustarsi il velo.</p>
<p>Un uomo è grande quando con il suo amore verso il prossimo costruisce un mondo migliore per tutti, proteggendo e non umiliando, violentando e sopprimendo la bellezza di una donna libera con i capelli al vento!”.  Antonella Costantino, in rappresentanza di &#8220;Non una di meno&#8221; ha invitato tutta la cittadinanza presente a partecipare alle manifestazioni dei prossimi giorni organizzate dal movimento stesso in collaborazione con altri sodalizi in occasione del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-284015" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Flash-mob-a-ritmo-di-musica-300x156.jpg" alt="" width="640" height="333" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Flash-mob-a-ritmo-di-musica-300x156.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Flash-mob-a-ritmo-di-musica-768x399.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Flash-mob-a-ritmo-di-musica-809x420.jpg 809w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Flash-mob-a-ritmo-di-musica-696x361.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Flash-mob-a-ritmo-di-musica.jpg 890w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-284016" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Antonella-Costantino-interviene-per-Non-una-di-meno-300x167.jpg" alt="" width="640" height="356" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Antonella-Costantino-interviene-per-Non-una-di-meno-300x167.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Antonella-Costantino-interviene-per-Non-una-di-meno-768x428.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Antonella-Costantino-interviene-per-Non-una-di-meno-753x420.jpg 753w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Antonella-Costantino-interviene-per-Non-una-di-meno-696x388.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Antonella-Costantino-interviene-per-Non-una-di-meno.jpg 893w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
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		<item>
		<title>Corigliano-Rossano, flash mob delle 220 finaliste di Miss Italia contro la violenza sulle donne</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/corigliano-rossano-flash-mob-delle-220-finaliste-di-miss-italia-contro-la-violenza-sulle-donne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2023 09:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un flash mob per dire no all&#8217;unisono alla violenza contro le donne: questa mattina all&#8217;alba le 220 pre-finaliste di Miss Italia si sono radunate sulla spiaggia di Corigliano-Rossano assieme alla patron Patrizia Mirigliani, che ha promosso l&#8217;iniziativa. Non è stato un evento fine a se stesso ma il frutto di una profonda analisi sul ruolo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un flash mob per dire no all&#8217;unisono alla violenza contro le donne: questa mattina all&#8217;alba le 220 pre-finaliste di Miss Italia si sono radunate sulla spiaggia di Corigliano-Rossano assieme alla patron Patrizia Mirigliani, che ha promosso l&#8217;iniziativa. Non è stato un evento fine a se stesso ma il frutto di una profonda analisi sul ruolo della donna che ha preso forma ieri, con l&#8217;avvio delle prefinali nell&#8217;anfiteatro del BV Airone Resort, location esclusiva della manifestazione. Una riflessione profonda, favorita dagli spunti offerti da una commissione tecnica attenta e preparata che ha  consentito alle ragazze di riflettere su temi di grande attualità, come quello della contrapposizione uomo-donna, della decadenza morale di oggi e della violenza in ogni sua forma, da quella tradizionale al cyberbullismo.</p>
<p>Miss Italia 2023 è anche questo: un&#8217;occasione di incontro e di confronto su tematiche di grande attualità per l&#8217;universo donna. &#8220;L&#8217;edizione di quest&#8217;anno &#8211; spiega la patron del Concorso, Patrizia Mirigliani &#8211; è soprattutto un grido unanime contro la violenza, simbolo di una società impegnata e sensibile nei confronti delle donne. E, senza temere di essere accusati di presunzione, posso affermare che il Concorso ha anche una funzione &#8216;terapeutica&#8217;, come ribadito più volte dagli stessi componenti della commissione tecnica. Da noi le ragazze si sfogano, raccontano i loro trascorsi e le loro disavventure, molte di loro si liberano dalle paure e dalle incertezze&#8221;.</p>
<p>&#8220;In un Paese come il nostro, in cui il tema della violenza di genere è ormai all&#8217;ordine del giorno &#8211; continua &#8211; Miss Italia lancia un segnale d&#8217;allarme che ricorda il grido di dolore degli anni &#8217;70, allorquando le donne rivendicarono il diritto di disporre del proprio corpo e del proprio destino. Qui a Miss Italia, un campione attendibile di ragazze che rappresenta l&#8217;Italia di oggi torna a farci riflettere, ancora una volta, sul tema dei valori fondamentali della vita. Sono donne consapevoli, combattive, che tengono alla loro libertà e che hanno a cuori i temi sociali più delicati&#8221;. Ragazze che lanciano il cuore oltre l&#8217;ostacolo e che con la loro maturità superano ogni demagogia perché, conclude la patron: &#8220;Bisogna rispettare le donne nelle loro scelte, anche quando si tratta di proporsi per il loro talento e la loro bellezza&#8221;.</p>
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		<title>Gioia Tauro, parte la mobilitazione contro rischio chiusura per direttiva Ue: Manifesto e flash mob</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gioia-tauro-parte-la-mobilitazione-contro-rischio-chiusura-per-direttiva-ue-manifesto-e-flash-mob/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Oct 2023 14:53:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Piana di Gioia Tauro e l&#8217;intera Calabria si mobilitano contro la rischio di una possibile chiusura del grande porto transhipment a causa delle restrizioni in materia ambientale disposte con una recente direttiva dell&#8217;Unione europea. Per il prossimo 16 ottobre è stato organizzato un flash mob al quale prenderanno parte lavoratori portuali, imprese che svolgono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Piana di Gioia Tauro e l&#8217;intera Calabria si mobilitano contro la rischio di una possibile chiusura del grande porto transhipment a causa delle restrizioni in materia ambientale disposte con una recente direttiva dell&#8217;Unione europea. Per il prossimo 16 ottobre è stato organizzato un flash mob al quale prenderanno parte lavoratori portuali, imprese che svolgono la loro attività nello scalo, istituzioni, sindaci, sindacati ed associazioni di categoria.  Nel frattempo é stato elaborato un manifesto &#8220;per la difesa del porto di Gioia Tauro&#8221;.</p>
<p><strong>Ecco il testo del manifesto:</strong><br />
<em>“Chiuderà Gioia Tauro? Riusciranno le istituzioni e la politica italiana a far cambiare tempistica alla UE che, nell’ambito del pacchetto “Fit For 55” che impone la riduzione delle emissioni in atmosfera anche in ambito marittimo, ha varato la Direttiva n. 2023/959 ETS, che impone agli armatori di compensare annualmente le emissioni inquinanti prodotte. E’ questo l’interrogativo che attanaglia oggi coloro che ritengono che Gioia Tauro possa nel volgere di qualche mese essere a rischio chiusura, o quanto meno a rischio di una drastica riduzione di occupazione e investimenti, causa il nuovo sistema di tassazione che potrebbe verosimilmente indurre le linee di navigazione a spostare i traffici in scali extra-europei. Il pericolo è veramente imminente, le avvisaglie le stiamo già leggendo sulla stampa di settore e la mancanza di concreta sensibilità su questo tema preoccupa. Il porto di Gioia Tauro, il più grande d’Italia per transhipment che quest’anno si appresterà a segnare il record della movimentazione dei container nella sua storia breve ma intensa, potrebbe ritornare ad essere un deserto, con le gru smontate e le navi dirette verso scali competitors che si trovano nei paesi del Nord Africa, dove la direttiva UE non verrebbe applicata o si applicherebbe solo in parte, in ogni caso garantendo ai porti extra-europei un vantaggio competitivo notevole. Difendere l’ambiente dai cambiamenti climatici in corso è un dovere delle Nazioni e degli uomini, ma occorre farlo tutti insieme riavviando il nastro delle azioni da intraprendere con la massima responsabilità. Perché non si possono accettare drastici provvedimenti in Europa per inquinare meno e nessun provvedimento negli scali direttamente concorrenti a quelli europei, ubicati sull’altra sponda del bacino del Mediterraneo. Accettare tutto ciò significherebbe non solo non raggiungere gli obiettivi prefissati in Europa, ma chiudere gli occhi davanti a provvedimenti illogici e irrazionali, con conseguenze devastanti sul piano economico, occupazionale e soprattutto su quello delle potenzialità logistiche dell’Italia e dell’Europa. Quello che rappresenta il porto di Gioia Tauro oggi è sotto gli occhi di tutti: quasi 4 mila addetti tra diretto ed indotto, quasi il 50% del Pil privato calabrese, la più grande piattaforma logistica dell’Italia e dell’Europa meridionale, uno dei più grandi hub portuali del Mediterraneo. Penalizzare gravemente un porto in pieno rilancio come Gioia Tauro significherebbe affossare la Calabria ed il Mezzogiorno ed indebolire il Paese intero. E sosteniamo come su questa drammatica prospettiva l’attenzione debba rimanere altissima. </p>
<p>Ecco perché lanciamo un nuovo appello al Governo Nazionale, al Presidente della Regione, che si è espresso tra l’altro con estrema chiarezza, al Consiglio Regionale calabrese, a tutte le istituzioni calabresi, alle organizzazioni sindacali, ai Sindaci, alle organizzazioni di categoria, ai lavoratori che al porto vi lavorano, al sistema delle imprese ad aumentare l’impegno per scongiurare la fine di un’infrastruttura strategica per il futuro della Regione dove si registra la percentuale di disoccupazione più alta d’Italia, con le ferite dell’emigrazione che vede migliaia di giovani andare via ogni anno da questa terra. Fughe per bisogno e per necessità che impoveriscono la vita e l’esistenza dei nostri territori. Lanciamo infine un appello alla deputazione parlamentare, ai sindacati, agli uomini di cultura, agli economisti, affinché ognuno nel proprio ruolo intensifichi l’impegno per la difesa del porto di Gioia Tauro e per una difesa più organica e credibile dell’ambiente. Noi, davanti a questi scenari apocalittici non possiamo tirarci indietro nel ricercare soluzioni migliori, nel rispetto della transizione energetica, che peraltro non mancano: l’Autorità di Sistema Portuale le ha sommariamente indicate al Governo ed alle Istituzioni europee.<br />
Ad esempio, dare le medesime regole ai porti mediterranei che giocano la medesima partita, avendo la medesima vocazione al transhipment! Oppure la previsione per i porti europei a vocazione transhipment, ma anche per i traghetti di continuità territoriale, di meccanismi di tutela in deroga alla Direttiva che prevedano una detassazione ai settori esposti al rischio di delocalizzazione&#8221;.</em></p>
<p>IL PORTO DI GIOIA TAURO NON SI FERMA!”</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gioia-tauro-parte-la-mobilitazione-contro-rischio-chiusura-per-direttiva-ue-manifesto-e-flash-mob/">Gioia Tauro, parte la mobilitazione contro rischio chiusura per direttiva Ue: Manifesto e flash mob</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Cosenza, non si placano le polemiche dopo il caso dei jeans strappati al liceo &#8216;Lucrezia Della Valle&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 14:03:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[flash mob]]></category>
		<category><![CDATA[jeans strappati]]></category>
		<category><![CDATA[Liceo]]></category>
		<category><![CDATA[Lucrezia della Valle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; Preside e vicepreside minimizzano, ma le critiche sul liceo Lucrezia Della Valle di Cosenza non si placano. Non è piaciuta l’iniziativa della vice preside di coprire con del nastro adesivo gli strappi dei jeans indossati da una studentessa. Un capo d’abbigliamento assai diffuso fra i giovani, ma giudicato dalla docente indecoroso. Alcuni giorni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; Preside e vicepreside minimizzano, ma le critiche sul liceo Lucrezia Della Valle di Cosenza non si placano. Non è piaciuta l’iniziativa della vice preside di coprire con del nastro adesivo gli strappi dei jeans indossati da una studentessa. Un capo d’abbigliamento assai diffuso fra i giovani, ma giudicato dalla docente indecoroso.</p>
<p>Alcuni giorni fa la vicenda è stata denunciata, con un post su Facebook, dal Fronte della gioventù comunista che stamane ha tenuto un flash mob davanti all’istituto scolastico. Pochi gli studenti presenti, perché, a detta dei manifestanti, una circolare della dirigente avrebbe minacciato provvedimenti contro chi si fosse assentato.<br />
Un gruppo di giovani, però, si è presentato all’appuntamento. Alcune ragazze hanno provocatoriamente indossato jeans con del nastro adesivo ed è stato esposto uno striscione: “Il vostro decoro – c’era scritto – è violenza e repressione, no alla scuola dei padroni”. Secondo le dirigenti dell’istituto, gli studenti avrebbero percepito l’iniziativa della docente come un gioco, ma non sono in molti a pensarla così.</p>
<p>A bocciare sonoramente la scuola è Antonio Marziale, sociologo presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori. “A scuola – dice all’AGI – si deve andare vestiti con decoro e su questo non ci piove. Ma un jeans strappato lo vedi in vetrina anche in via Montenapoleone a Milano o in via dei Condotti a Roma, le vie della moda per eccellenza. Dunque – spiega – se una ragazzina li mette per andare a scuola è solo una ragazzina “di tendenza”.<br />
Per il presidente dell’Osservatorio dei diritti dei minori, “senz’altro gli studenti vanno educati, ma non certo umiliati o messi alla berlina. Gli educatori devono saper distinguersi dagli educandi proprio perché non possono sbagliare. Stiamo tornado all’età della pietra. Ricordo – aggiunge – che Diego Armando Maradona, genio e sregolatezza, scandalizzò perché scendeva in campo con l’orecchino”.</p>
<p>“Siamo nel 2022 dopo Cristo e non avanti Cristo. Che una docente chieda ad una alunna di non metterli più è un conto, fornendo le dovute spiegazioni. Che, invece, provveda a mettere scotch ai jeans, come accaduto a Cosenza, è un altro conto. Torneremo sempre punto e a capo se la selezione del personale docente rimane a ‘un chilo e mezzo mille&#8217;”.<br />
Marziale rincara la dose. Come garante dei minori propose, scatenando un putiferio, l’applicazione della legge sullo stress da lavoro. “Una legge inattuata – sostiene – che prevede visite periodiche per i dipendenti della pubblica amministrazione. Vale per i docenti, ma anche, ad esempio, per gli appartenenti alle forze dell’ordine e per i piloti degli aerei al fine di verificarne la tenuta emotiva. E’ possibile che la docente in questione abbia bisogno di un periodo di riposo”.</p>
<p>Per i giovani comunisti, che hanno scatenato la polemica con il loro post, “l’abbigliamento di una ragazza non può essere determinato da un presunto ‘Dress Code’ della scuola, che in primis non è riportato in alcun documento legale, e che nega il diritto di ogni persona di esprimere sé stessa anche con il suo modo di vestire. Riteniamo totalmente vergognosi atti di questo genere che, a detta di diversi studenti e studentesse dell’istituto, già si sarebbero ripetuti svariate volte, e che sono il frutto di cio’ che sta diventando oggi la scuola pubblica”.<br />
“La competizione tra i vari istituti, sempre piu’ simili ad aziende che hanno come loro capi i vari dirigenti scolastici, porta ognuno di essi a volere apparire all’esterno come “scuola d’elite” con studenti perfetti, imponendo loro norme assurde come questa”.<br />
Anche il Comune della città bruzia censura l’operato della scuola. Per Rosi Caligiuri e Maria Pia Funaro, rispettivamente segretaria del Pd cittadino e vicesindaca della città, che richiamano episodi simili avvenuti a Roma, il punto è: “Cosa s’intende per buon senso o decoro nell’abbigliamento e, soprattutto, chi lo stabilisce? Per quale motivo – aggiungono – ragazzi e ragazze dovrebbero vestirsi a scuola in maniera diversa da come si vestono nella quotidianita’?”.<br />
La formazione della personalità, sottolineano, “si manifesta anche nell’esteriorità che si decide di adottare, deve perciò essere il più possibile libera, non può essere vincolata da regole che stabiliscano cosa mostrare di se’ e come”.<br />
(<em>Agi</em>)</p>
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		<title>VIDEO-Flash mob degli studenti Unical in segno di solidarietà per Jessica, Simone e Francesco</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-flash-mob-degli-studenti-unical-in-segno-di-solidarieta-per-jessica-simone-e-francesco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 17:30:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo: &#8220;Giù le mani dalle coscienze critiche di questa terra! Siamo studentesse e studenti dell&#8217;Università della Calabria. Stamattina abbiamo voluto rappresentare la sorte che ci spetterebbe, in un prossimo futuro, se dovesse passare la sorveglianza speciale che la questura di Cosenza vorrebbe infliggere a due studenti dell&#8217;Università della Calabria: Jessica e Simone. Dietro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-178441-1" width="696" height="394" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/Video-Flash-mob-studenti-unical.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/Video-Flash-mob-studenti-unical.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/Video-Flash-mob-studenti-unical.mp4</a></video></div>
<p>Riceviamo e pubblichiamo:<br />
&#8220;Giù le mani dalle coscienze critiche di questa terra!<br />
Siamo studentesse e studenti dell&#8217;Università della Calabria. Stamattina abbiamo voluto rappresentare la sorte che ci spetterebbe, in un prossimo futuro, se dovesse passare la sorveglianza speciale che la questura di Cosenza vorrebbe infliggere a due studenti dell&#8217;Università della Calabria: Jessica e Simone. Dietro quelle maschere non c&#8217;era nessuno, c&#8217;eravamo tuttə: un&#8217;intera generazione e un&#8217;intera popolazione.<br />
In questi giorni abbiamo ricevuto un messaggio molto chiaro da parte degli organi di polizia della città di Cosenza: &#8220;se avete un cervello, e volete anche usarlo, sappiate che vi teniamo d&#8217;occhio, non sia mai che vi venga in mente essere parte attiva in questa società&#8221;. Molti di noi conoscono Jessica, Simone ed anche Francesco. Conosciamo i loro volti e le loro storie, storie di ragazzi come noi tutti, che studiano, lavorano e spendono anima e corpo in tantissime attività sociali e politiche.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-178443 alignleft" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/WhatsApp-Image-2021-12-20-at-13.31.24-300x135.jpeg" alt="" width="500" height="225" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/WhatsApp-Image-2021-12-20-at-13.31.24-300x135.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/WhatsApp-Image-2021-12-20-at-13.31.24-1024x461.jpeg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/WhatsApp-Image-2021-12-20-at-13.31.24-768x346.jpeg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/WhatsApp-Image-2021-12-20-at-13.31.24-1536x691.jpeg 1536w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/WhatsApp-Image-2021-12-20-at-13.31.24-696x313.jpeg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/WhatsApp-Image-2021-12-20-at-13.31.24-1068x481.jpeg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/WhatsApp-Image-2021-12-20-at-13.31.24-1920x864.jpeg 1920w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/WhatsApp-Image-2021-12-20-at-13.31.24-933x420.jpeg 933w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/WhatsApp-Image-2021-12-20-at-13.31.24.jpeg 2000w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Con loro abbiamo condiviso tanti momenti di quotidianità, dallo svago allo studio, tante piazze in cui finalmente abbiamo fatto sentire la nostra voce in una regione dilaniata dalla mafia, dalla corruzione e dagli interessi di pochi imprenditori che lucrano sulle spalle di tutti. In quelle piazze ci siamo sentitə finalmente al sicuro, unitə dalla consapevolezza di poter cambiare lo stato di cose in Calabria, studiare, formarci e riuscire ad incidere nella realtà che ci circonda, nella nostra terra. Se chi ha una coscienza critica e non ha paura di usarla, dovesse essere considerato un soggetto pericoloso per la società, questo significherebbe condannare noi tutti alla rassegnazione, ad accettare di non potersi curare e di dover fuggire per farlo, di lavorare in condizioni pietose, di non avere una casa e nessuna prospettiva di futuro, significherebbe affermare con nettezza l&#8217;obbligo di soffrire in silenzio oppure quello di fuggire da questa terra, tutto questo per noi è inaccettabile! Abbiamo scelto di restare in Calabria per studiare, per formarci ed impegnarci a costruire un presente e immaginare un futuro migliore per tutte e tutti, far passare questa misura significa negare la stessa ragione d&#8217;essere dell&#8217;Università: quella di forgiare menti e saperi in grado di incidere per lo sviluppo e l&#8217;emancipazione dei territori e di chi li vive! Per questo, di fronte ad una misura repressiva e fortemente antidemocratica come questa (nient&#8217;altro che un residuo del regime fascista) riteniamo che, sulla scia della forte presa di posizione del Dipartimento di scienze politiche e sociali, tutto il mondo accademico, tutte le sensibilità che hanno a cuore le sorti di questa terra, debbano dare un segnale forte a tutta la regione prendendo una posizione in favore di Jessica, Simone e Francesco.<br />
Ci vediamo martedì 21 dicembre, ore 17 presso il salone degli specchi del Palazzo della provincia, nessunə può rimanere in silenzio!&#8221;</p>
<p>Fem.In. Cosentine in lotta<br />
Aula Studio liberata<br />
Fronte della Gioventù Comunista Unical<br />
Progetto Azadì</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-178444" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/WhatsApp-Image-2021-12-20-at-13.31.23-300x135.jpeg" alt="" width="611" height="275" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/WhatsApp-Image-2021-12-20-at-13.31.23-300x135.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/WhatsApp-Image-2021-12-20-at-13.31.23-1024x461.jpeg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/WhatsApp-Image-2021-12-20-at-13.31.23-768x346.jpeg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/WhatsApp-Image-2021-12-20-at-13.31.23-1536x691.jpeg 1536w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/WhatsApp-Image-2021-12-20-at-13.31.23-696x313.jpeg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/WhatsApp-Image-2021-12-20-at-13.31.23-1068x481.jpeg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/WhatsApp-Image-2021-12-20-at-13.31.23-1920x864.jpeg 1920w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/WhatsApp-Image-2021-12-20-at-13.31.23-933x420.jpeg 933w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/WhatsApp-Image-2021-12-20-at-13.31.23.jpeg 2000w" sizes="auto, (max-width: 611px) 100vw, 611px" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Isola pedonale a Reggio, flash mob di protesta con i nastrini blu dei parcheggi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/isola-pedonale-a-reggio-flash-mob-di-protesta-con-i-nastrini-blu-dei-parcheggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2021 19:56:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[dehors]]></category>
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		<category><![CDATA[Lungomare Falcomata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continuano le polemiche attorno all&#8217;isola pedonale sul lungomare di Reggio. I cittadini sono divisi tra chi approva l&#8217;iniziativa dell&#8217;amministrazione comunale, che (con ritardi e tanti aggiustamenti dell&#8217;ultima ora) inizia a prendere forma dopo l&#8217;avvio del servizio navetta gratuito con oltre 52 corse con una frequenza di trenta minuti ininterrottamente dalle 07 alle 20 e l&#8217;istituzione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Continuano le polemiche attorno all&#8217;isola pedonale sul lungomare di Reggio. <strong>I cittadini sono divisi tra chi approva</strong> l&#8217;iniziativa dell&#8217;amministrazione comunale, che (con ritardi e tanti aggiustamenti dell&#8217;ultima ora) inizia a prendere forma dopo l&#8217;avvio del <strong>servizio navetta gratuito con oltre 52 corse</strong> con una frequenza di trenta minuti ininterrottamente dalle 07 alle 20 e l&#8217;istituzione di nuove zone parcheggio, e <strong>chi continua a maledire gli ovvi disagi di questa prima fase sperimentale</strong>. Domenica scorsa qualcuno a cui il caldo ha forse mandato in ebollizione il cervello ha sfogato la rabbia <strong>spostando le transenne che impediscono la sosta delle auto nell&#8217;area dei dehors, che subito è stata occupata dai veicoli parcheggiati, con conseguente elevazione di multe.</strong> Un ammutinamento da molti osannato sui social. E ieri pomeriggio un gruppo di ragazzi (prevalentemente soci dei circoli reggini della Gioventù nazionale) si è radunato in piazza Italia rispondendo <strong>all&#8217;appello di Antonino Carlo Fazio (Fratelli d&#8217;Italia), promotore di un flash mob di protesta.</strong> I partecipanti indossavano simbolicamente <strong>nastrini blu al polso per richiamare il colore dei parcheggi sottratti ai reggini</strong> scatenando, secondo i manifestanti, un caos nella gestione della routine lavorativa e del tempo libero. Titolo del flash mob è stato &#8220;La genialata&#8221;, alludendo ai tanti errori di pianificazione e organizzazione dell&#8217;isola pedonale. &#8220;Un simile progetto è frutto di chi non conosce il contesto urbano e sociale della città e vive chiuso nei suoi uffici&#8221;, ha detto Fazio in piazza Italia. Poi la riunione è inevitabilmente virata in un fuoco di fila di accuse random all&#8217;amministrazione Falcomatà, dai rifiuti, alla viabilità, alle barriere architettoniche.</p>
<p>Ma se i cittadini si dividono tra favorevoli e contrari,<strong> la spaccatura più importante è tra esercenti.</strong> In molti ironicamente postano sui social rudimentali allestimenti di pedane (anche ricostruite graficamente) davanti al proprio locale, ricordando che esistono anche loro, penalizzati da un&#8217;iniziativa di cui beneficiano soltanto sei attività della via marina alta.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Anche Fratelli d&#8217;Italia Lamezia aderisce all&#8217;iniziativa: &#8220;Non è festa senza lavoro&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/anche-fratelli-ditalia-lamezia-aderisce-alliniziativa-non-e-festa-senza-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 May 2021 18:24:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[flash mob]]></category>
		<category><![CDATA[fratelli d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia]]></category>
		<category><![CDATA[Non è festa senza lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche Fratelli d’Italia Lamezia, attraverso un  flash-mob, ha aderito all’iniziativa nazionale promossa per il Primo Maggio dal partito guidato da Giorgia Meloni “Non è festa senza lavoro”. Sosteniamo le attività chiuse a causa delle restrizioni adottate dal governo per il contrasto della pandemia; Sono azioni governative – sostiene fratelli d’Italia Lamezia – utili solo a  [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/anche-fratelli-ditalia-lamezia-aderisce-alliniziativa-non-e-festa-senza-lavoro/">Anche Fratelli d&#8217;Italia Lamezia aderisce all&#8217;iniziativa: &#8220;Non è festa senza lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Anche Fratelli d’Italia Lamezia, attraverso un  flash-mob, ha aderito all’iniziativa nazionale promossa per il Primo Maggio dal partito guidato da Giorgia Meloni <em>“Non è festa senza lavoro”</em>.</strong></p>
<p><strong>Sosteniamo le attività chiuse a causa delle restrizioni adottate dal governo</strong> per il contrasto della pandemia; Sono azioni governative – sostiene fratelli d’Italia Lamezia – utili solo a  restringere la libertà personale e sopprimere il diritto al lavoro; <strong>Chiediamo l’abolizione del coprifuoco, che sta  affossando la nostra economia, maggiore liberta di azione nelle zone gialle che consentano ai nostri imprenditori di lavorare e chiediamo  ristori veri che consentano di limitare il più possibile i danni causati dal covid che ad oggi stanno pesando principalmente su alcuni settori, quali il turismo, lo sport, la cultura, la  ristorazione, il commercio per non parlare delle attività teatrali completamente escluse da qualsiasi intervento di sussidio.</strong></p>
<p>Anche il luogo in cui è stato effettuato il flash-mob &#8211; conclude la nota della sezione lametina &#8211; è simbolico, davanti al monumento dei caduti, in cui sono segnati i nomi di colori i quali si sono battuti con la propria vita per avere un paese libero, ma non può esserci libertà senza lavoro perché il lavoro rendi liberi dal bisogno. Oggi non si può festeggiare la festa dei lavoratori se il lavoro non è più garantito alle famiglie e le azioni intraprese dal governo minano alla stabilità di coloro che ancora un lavoro ce l’hanno.</p>
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		<item>
		<title>Flash mob sanità USB davanti Pugliese-Ciaccio di Catanzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/flash-mob-sanita-ugl-davanti-pugliese-ciaccio-di-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Apr 2021 17:18:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[flash mob]]></category>
		<category><![CDATA[Usb]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=152224</guid>

					<description><![CDATA[<p>Flash mob organizzato dall&#8217; USB Calabria questo pomeriggio davanti all&#8217;ingresso principale dell&#8217;ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro. &#160; I sindacalisti, con striscioni, megafoni e fumogeni, hanno spiegato il dramma della sanità calabrese invitando alla protesta. Per sabato 8 maggio infatti è stata organizzata una giornata di mobilitazione generale. &#160; &#160;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/flash-mob-sanita-ugl-davanti-pugliese-ciaccio-di-catanzaro/">Flash mob sanità USB davanti Pugliese-Ciaccio di Catanzaro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Flash mob organizzato dall&#8217; USB Calabria questo pomeriggio davanti all&#8217;ingresso principale dell&#8217;ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I sindacalisti, con striscioni, megafoni e fumogeni, hanno spiegato il dramma della sanità calabrese invitando alla protesta.</p>
<p>Per sabato 8 maggio infatti è stata organizzata una giornata di mobilitazione generale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/flash-mob-sanita-ugl-davanti-pugliese-ciaccio-di-catanzaro/">Flash mob sanità USB davanti Pugliese-Ciaccio di Catanzaro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Eurospin: mobilitazione delle organizzazioni sindacali</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/eurospin-mobilitazione-delle-organizzazioni-sindacali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2021 17:52:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Eurospin]]></category>
		<category><![CDATA[flash mob]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le organizzazioni sindacali, FILCAMS CGIL – FISASCAT CISL – UILTUCS UIL della Calabria, venerdì 16 aprile davanti vari supermercati sparsi per la regione terranno un flash-mob, proclamando lo stato di agitazione dei dipendenti dell&#8217;azienda EUROSPIN SICILIA spa. In una nota unitaria precisano che &#8220;il gruppo Eurospin spa continua nelle sue pratiche di gestione dei propri [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le organizzazioni sindacali, FILCAMS CGIL – FISASCAT CISL – UILTUCS UIL della Calabria, venerdì 16 aprile davanti vari supermercati sparsi per la regione terranno un flash-mob, proclamando lo stato di agitazione dei dipendenti dell&#8217;azienda EUROSPIN SICILIA spa.</p>
<p>In una nota unitaria precisano che &#8220;il gruppo Eurospin spa continua nelle sue pratiche di gestione dei propri punti vendita che come più volte<br />
denunciato minano alla salute e sicurezza dei dipendenti e dei dipendenti in piena Pandemia.</p>
<p>L&#8217;unica azienda commerciale a non rispettare i Protocolli Nazionali &#8211; che il Governo ha sottoscritto insieme<br />
alle parti sociali e che ha recentemente rafforzato e aggiornato affiancandoli al piano di vaccinazione &#8211; e a<br />
non aver costituto i comitati aziendali per la prevenzione del Covid-19.</p>
<p>EUROSPIN continua a far finta di nulla, nonostante denunce e sollecitazioni arrivate dalle Organizzazioni<br />
Sindacali ed insiste nell&#8217;imporre ai lavoratori ed alle lavoratrici di sostituirsi agli obblighi aziendali come la<br />
pulizia e la sanificazione degli ambienti.<br />
Inoltre, nelle poche interlocuzioni avute, l&#8217;azienda non ha mai risposto alle istanze poste dalle<br />
Organizzazioni Sindacali mantenendo un atteggiamento evasivo anche di fronte ad evidenti violazioni<br />
contrattuali e di legge.</p>
<p>La pratica dei trasferimenti selvaggi, adottati da EUROSPIN fa sì che chi lavora nei punti vendita calabresi si<br />
trovi a vivere un vero e proprio calvario; l&#8217;azienda costringe lavoratori e lavoratrici part-time a lavorare in<br />
supermercati molto distanti dalla propria residenza e con turni che impediscono di poter vivere<br />
dignitosamente la propria vita fuori dal luogo di lavoro. </p>
<p>Ci sono casi crescenti di lavoratrici e lavoratori che si costringono a dormire in macchina, per poter risparmiare e mettere da parte il necessario per vivere. Una situazione questa non più accettabile e se dalle Istituzioni e dagli organismi ispettivi interessati non<br />
sono arrivati segnali di interessamento, le Organizzazioni Sindacali &#8211; conclude il comunicato unitario &#8211; non intendono più tollerare condizioni<br />
di tale gravità che umiliano e mettono in pericolo le lavoratrici ed i lavoratori&#8221;.</p>
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