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	<title>fitto Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Governo Meloni &#8220;svuota&#8221; di 3 miliardi e mezzo il fondo per il Sud: addio a ponti, strade e acquedotti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 May 2024 07:30:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il governo conferma il taglio di oltre 3 miliardi e mezzo di euro destinati al Mezzogiorno per la costruzione di strade, aeroporti, acquedotti. Ma anche per la riduzione dei gap sui servizi per la scuola e la sanità. Nessuna marcia indietro sulla cancellazione dell’apposito fondo messo a disposizione per le infrastrutture al Sud. Dietro la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo conferma il <strong>taglio di oltre 3 miliardi e mezzo di euro destinati al Mezzogiorno per la costruzione di strade, aeroporti, acquedotti</strong>. Ma anche per la riduzione dei gap sui servizi per la scuola e la sanità. Nessuna marcia indietro sulla cancellazione dell’apposito fondo messo a disposizione per le infrastrutture al Sud. Dietro la propaganda si svela il volto di una destra che osteggia il Meridione. E, mistificando i fatti, Giorgia Meloni racconta addirittura di aver stanziato delle risorse. In un video, diffuso sui suoi canali social, parla «dell’istituzione del fondo perequativo infrastrutturale». Solo che il fondo è stato solo rinominato per essere svuotato. E cancellato per sempre.</p>
<p><strong>ADDIO SOLDI</strong><br />
L’operazione era stata orchestrata in<strong> legge di Bilancio</strong>. L’esecuzione è maturata solo ora, tra aprile e maggio, nel <strong>decreto Coesione</strong>, uno degli ultimi provvedimenti approvati in Consiglio dei ministri. A oggi non è stata decisa la destinazione delle risorse tagliate.<br />
Resta agli atti il battage di Matteo Salvini e degli alleati sul <strong>Ponte sullo Stretto</strong> per inseguire una maxi opera dai tempi indefiniti, a discapito di cantieri che potevano essere aperti fin dai prossimi mesi. <strong>La firma ufficiale sul taglio di oltre 3 miliardi e 600 milioni di euro è stata apposta dal ministro Raffaele Fitto, competente per materia, che pure ha la sua roccaforte elettorale nel Meridione.</strong><br />
Il testo del decreto Coesione, approvato la scorsa settimana, mette nero su bianco il progetto della destra meloniana: <strong>viene abrogata definitivamente la dotazione di 4,6 miliardi di euro prevista da una legge del 2009</strong>. La disposizione è stata firmata da Roberto Calderoli, che l’aveva confezionata per dare attuazione al federalismo fiscale varato dal governo Berlusconi.<br />
Le risorse avrebbero dovuto garantire, <strong>dal 2022 fino al 2033,</strong> degli interventi per costruire o potenziare le infrastrutture di vario tipo nel Mezzogiorno. Al posto di quel fondo il governo Meloni ne ha effettivamente istituito un altro, con lo stesso nome, e che sostituisce il precedente.<br />
La differenza è nella sostanza: <strong>ci sono 940 milioni da spendere in totale per il prossimo decennio.</strong> Un raffronto impietoso rispetto ai precedenti stanziamenti. Nel 2024 il plafond, indicato dal governo in carica, ammonta a 50 milioni di euro e a 140 milioni nel 2025, calando a 100 milioni annui fino al 2033.</p>
<p>Nella precedente versione, lo stanziamento era di 300 milioni di euro all’anno dal 2024 fino al 2027, per salire a 500 milioni annui dal 2028 al 2033. La cifra che Meloni mette sul piatto in totale vale meno di un triennio rispetto al fondo precedente. Insomma, una mannaia che si abbatte sullo sviluppo del Sud, spazzando via preziose risorse.<br />
Questa volta non funziona nemmeno lo scaricabarile su chi c’era prima, una strategia perseguita costantemente sul Pnrr. <strong>Il governo Draghi aveva lasciato una buona eredità</strong>, dando la possibilità di rendere esecutivi gli investimenti e recuperando i ritardi accumulati negli anni precedenti.<br />
La norma, in effetti, era stata lasciata a bagnomaria da vari governi ed è stata recuperata dall’allora ministro Francesco Boccia, durante il Conte II. Ma ancora di più Mara Carfagna, da ministra del Sud, ha dato impulso alla ricognizione infrastrutturale prevista dalla legge. Lo scopo era di indicare le priorità degli interventi e collocare le risorse su progetti concreti per offrire delle risposte tempestive. Una sorta di Pnrr in miniatura ante litteram.<br />
<strong>BANDIERA AMMAINATA</strong><br />
Così, nel giugno del 2022, i decreti attuativi erano dati in dirittura d’arrivo per stabilire una volta per tutte il riparto pluriennale delle risorse. Si attendevano, dunque, gli ultimi passaggi formali. Le tensioni politiche nella maggioranza di larghe intese hanno però bloccato tutto.<br />
La caduta del governo Draghi e le conseguenti elezioni hanno messo il fondo in stand-by. Dalla destra meloniana, che ha sempre sventolato la bandiera del rilancio del Sud, si attendeva però la ripresa di quel filo. Magari con maggiore vigore. La storia è andata diversamente. Nella manovra, come svelato da Domani, il fondo perequativo risultava già depotenziato.<br />
Il partito di Meloni ha sempre negato, nonostante l’evidenza. «I tagli non rappresentano un definanziamento della crescita del Sud, ma fanno parte di una riprogrammazione delle risorse che riguarda anche i fondi del Pnrr», aveva dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini. Nei fatti occorreva il colpo del ko al fondo arrivato nel decreto Coesione.<br />
«Altro che patrioti. Dopo il taglio del reddito di cittadinanza, il no al salario minimo, l’accentramento della zes, la cancellazione di “decontribuzione sud” e l’autonomia differenziata, siamo dinanzi all’ennesimo atto e all’ennesima presa in giro nei confronti del Mezzogiorno», incalza Marco Sarracino, deputato del Pd. Insomma, l’ennesimo sgarbo al Sud.<br />
(<em>Fonte: STEFANO IANNACCONE – editorialedomani.it</em>)</p>
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		<title>Scontro Governo-Regioni su taglio fondi Pnrr alla sanità: Occhiuto ipotizza dimissioni da commissario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 14:04:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[fitto]]></category>
		<category><![CDATA[Occhiuto]]></category>
		<category><![CDATA[Pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[tagli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rimodulazione delle risorse del Pnrr destinate alla sanità al centro di una riunione fra il ministro per gli Affari europei, per le politiche di coesione e per il PNNR Raffaele Fitto e gli assessori regionali al ramo. Per la Calabria c&#8217;era il presidente e commissario al piano di rientro, Roberto Occhiuto. Secondo quanto si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La rimodulazione delle risorse del Pnrr destinate alla sanità al centro di una riunione fra il ministro per gli Affari europei, per le politiche di coesione e per il PNNR Raffaele Fitto e gli assessori regionali al ramo. Per la Calabria c&#8217;era il presidente e commissario al piano di rientro, Roberto Occhiuto. </p>
<p>Secondo quanto si è appreso il ministro Fitto ha annunciato tagli per circa un miliardo e mezzo di euro dal programma “Verso un ospedale sicuro e sostenibile”, che finanzia la messa a norma delle strutture per come previsto dal Pnc (cioè il piano complementare al Pnrr), aggiungendo che il governo chiede alle regioni di utilizzare i fondi ex articolo 20, per ristrutturare e mettere in sicurezza gli ospedali.<br />
Secondo quanto riportato oggi da <em>Repubblica</em>, la linea espressa dal Ministro per gli Affari europei, avrebbe suscitato malumori e reazioni da parte delle regioni coinvolte. C&#8217;è chi ha ipotizzato il blocco dei cantieri e delle opere fin qui avviate. In particolare alla Calabria verrebbero tagliati 50 milioni. </p>
<p>Il governatore Roberto Occhiuto, critico come gli altri rappresentanti regionali, a prescindere dal colore politico, avrebbe ipotizzato anche di lasciare l&#8217;incarico di commissario alla sanità. &#8220;Non si possono togliere risorse per mettere gli ospedali in sicurezza alla Calabria, da 15 anni in piano di rientro&#8221;, ha detto il presidente occhiuto che avrebbe anche ipotizzato di essere pronto alle dimissioni da commissario straordinario per il piano di rientro.</p>
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		<title>Fittava stanze in nero a 100 euro a persona a migranti anche irregolari, denunciato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/fittava-stanze-in-nero-a-100-euro-a-persona-a-migranti-anche-irregolari-denunciato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 11:54:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Corgliano Rossano]]></category>
		<category><![CDATA[fitto]]></category>
		<category><![CDATA[irregolari]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Corigliano Rossano (CS) &#8211; Fittava in nero le stanze degli appartamenti di un intero immobile di sua proprietà, al costo di 100 euro al mese, a cittadini extracomunitari anche irregolari in Italia, ma è stato scoperto e denunciato dai carabinieri. Un imprenditore di 50 anni di Corigliano Rossano, è stato denunciato alla Procura della Repubblica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Corigliano Rossano (CS) &#8211; Fittava in nero le stanze degli appartamenti di un intero immobile di sua proprietà, al costo di 100 euro al mese, a cittadini extracomunitari anche irregolari in Italia, ma è stato scoperto e denunciato dai carabinieri. Un imprenditore di 50 anni di Corigliano Rossano, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Castrovillari per favoreggiamento della permanenza illegale di extracomunitari nello Stato italiano. </p>
<p>I carabinieri della compagnia di Corigliano, coadiuvati dalla Squadra d&#8217;intervento operativo di Vibo Valentia e supportati dagli ispettori dell&#8217;Asp di Cosenza, hanno fatto irruzione all&#8217;interno dello stabile a Schiavonea, frazione di Corigliano Rossano, da diversi giorni sotto osservazione da parte dei militari, di proprietà dell&#8217;imprenditore e hanno proceduto all&#8217;identificazione di 64 cittadini extracomunitari che abitano nei diversi appartamenti. Tra questi, sei sono risultati irregolari e tutti senza un contratto di locazione. Dalle informazioni fornite dai sei cittadini extracomunitari irregolari è emerso che, per vivere in una stanza, pagano 100 euro al mese, condividendo l&#8217;appartamento con altri connazionali. Gli ispettori dell&#8217;Asp, inoltre, hanno effettuato un controllo sulle precarie condizioni igienico sanitarie degli appartamenti. Per gli extracomunitari irregolari, i carabinieri hanno proceduto a far regolarizzare la posizione nell&#8217;ufficio immigrazione della Questura, mentre uno di loro è stato denunciato a piede libero per inottemperanza di un ordine di espulsione a suo carico emesso dal prefetto di Padova.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/fittava-stanze-in-nero-a-100-euro-a-persona-a-migranti-anche-irregolari-denunciato/">Fittava stanze in nero a 100 euro a persona a migranti anche irregolari, denunciato</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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