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	<title>fioriere solidali Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Da via Giudecca al We Care, la città riparte dall&#8217;azione del volontariato</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2021 19:11:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I reggini si riappropriano della città. Per amore e per forza, sostituendosi alle istituzioni ma soprattutto chiamandosi dentro le responsabilità individuali &#8211; perché la cura nasce dall&#8217;impegno dei singoli. Il segnale più forte è arrivato dal gruppo spontaneo di cittadini e cittadine che in un mese hanno ripulito le ventitré scalinate di via Giudecca. Un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/da-via-giudecca-al-we-care-la-citta-riparte-dallazione-del-volontariato/">Da via Giudecca al We Care, la città riparte dall&#8217;azione del volontariato</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I reggini si riappropriano della città. Per amore e per forza, sostituendosi alle istituzioni ma soprattutto chiamandosi dentro le responsabilità individuali</strong> &#8211; perché la cura nasce dall&#8217;impegno dei singoli. Il segnale più forte è arrivato dal gruppo spontaneo di cittadini e cittadine che in un mese hanno <strong>ripulito le ventitré scalinate di via Giudecca.</strong> Un luogo identitario di Reggio &#8211; congiunzione tra la parte alta e bassa della città &#8211; abbandonato nel degrado di erba incolta, ridotto a microdiscarica di rifiuti e ricovero di senzatetto. Con i residenti letteralmente intrappolati in casa in ostaggio dei rovi, e poi il rischioso cantiere dell&#8217;ultimo tratto di tapis roulant. Invece da lì si vede il mare, un orizzonte mozzafiato che come in un crudo film neorealista da oltre dieci anni sormontava una vergognosa cloaca a cielo aperto.</p>
<p>Il sito storico è ora restituito alla sua bellezza e dignità grazie all&#8217;opera di un movimento indipendente di persone. <strong>Un&#8217;iniziativa «anarchica», come la definisce la promotrice Angelina De Salvo.</strong> Da un suo post su Facebook, dove c&#8217;erano le immagini dell&#8217;incuria e si rifletteva sulla possibilità di rimuovere erbacce e rifiuti con spese irrisorie, da parte degli stessi cittadini. <strong>De Salvo, che vive nel centro cittadino ma non in questo quartiere, si accorge per caso della situazione durante una passeggiata con il suo cane. Inizia tutto così: il primo fine settimana di aprile alcuni reggini raccolgono l’invito e si recano sul posto per pulire.</strong> La storia finisce sui giornali e l’eco mediatico è subito nazionale &#8211; una cosa del genere non era mai accaduta. Nei reportage sembra che a lavorare sia tutta la città, invece sono soltanto pochi cittadini, che non appartengono ad associazioni né a gruppi costituiti. «Il sostegno dagli organi di informazione e sui social è stato enorme &#8211; dice Angelina De Salvo &#8211; ma dalle parole ai fatti siamo rimasti sempre in dieci massimo quindici, quelli che avevano il coraggio di faticare, di sporcarsi le mani e metterci la faccia. Ci siamo esposti ed è andata bene, nessuno ci ha cacciati anzi abbiamo ricevuto molti grazie».</p>
<p>Certo, sarebbe stato assurdo avere qualcosa da ridire, ma Reggio è una città complicata. La gente è permalosa e la colpa dei problemi si getta sempre sugli altri. <strong>De Salvo, giornalista ed esperta d&#8217;arte, non vuole sentir parlare di colpe dell&#8217;amministrazione.</strong> «L&#8217;intervento di un Comune è successivo, qui<strong> la responsabilità è tutta dei cittadini, al cento per cento</strong>. A chi si lamentava ho detto &#8220;prima vieni qui e zappa tu per primo&#8221;». Un lavoro durissimo, lungo un mese, ma ce l&#8217;hanno fatta da soli, senza sigle, partiti e ideologie.</p>
<p><strong>Il risanamento di via Giudecca è l&#8217;iniziativa più corale e vigorosa di un volontariato che sembra aver preso in carico il benessere della città, ma nelle ultime settimane ne stanno fiorendo molte altre.</strong> Proprio sulle scalinate è avvenuto un felice crossover con l&#8217;azione delle <strong>Panchine civili</strong>, nata per rispondere a due recenti episodi di inciviltà (il vandalismo sulla panchina di Gramsci e il video omofobo) contaminando la città di letture sull&#8217;amore poi filmate e condivise sul web &#8211; hashtag #wecare, noi ci teniamo. Si è letto infatti anche in via Giudecca, celebrando l&#8217;evento nazionale dei &#8220;libri salvati&#8221;.</p>
<p>E si legge tanto <strong>in piazza Sant&#8217;Agostino, dove è ritornata la scuola d&#8217;italiano all&#8217;aperto</strong>. Qui opera un gruppo di insegnanti che offrono un servizio alle famiglie di migranti. Anche loro appassionati &#8220;cani sciolti&#8221;, ma esiste la volontà di creare in futuro un&#8217;associazione. Ida Triglia, ricorda la genesi della scuola: «<strong>L&#8217;ideatore è Giorgio Furfaro, dottorando dell&#8217;Università per stranieri Alighieri, che si era accorto delle difficoltà che molti figli di stranieri stavano incontrando nella Dad</strong>. Abbiamo iniziato le lezioni l&#8217;anno scorso ad agosto in piazza, con un&#8217;utenza di circa 15 nazionalità diverse, tutte di contesto migratorio. In  origine eravamo solo docenti di italiano, poi si sono uniti cittadini con altre professionalità e oggi siamo aperti a ogni contributo volontario». Le classi, divise per livelli di apprendimento, aprono gli incontri con un momento condiviso di lettura, al quale partecipa il gruppo cittadino di &#8220;Nati per leggere&#8221;. <strong>Per acquistare materiali e attrezzature è stato lanciato un crowdfunding,</strong> ricompensato con prodotti forniti da sponsor locali. <strong>Le lezioni si svolgono attualmente il mercoledì e il venerdì dalle 17.30 alle 19.</strong></p>
<p>Organizzata all’interno di comunità social è invece la proposta di decoro urbano delle <strong>&#8220;Fioriere solidali del Calopinace&#8221;</strong>, che domenica scorsa ha adornato gli argini del torrente, invitando la popolazione a riempire i grandi vasi (un centinaio e tutti desolatamente vuoti) con piantine grasse. Motore dell&#8217;iniziativa è stato il passaparola sul web ad opera di due gruppi, <strong>&#8220;Non si jetta nenti&#8221;</strong> (gestito da <strong>Rossana Melito</strong>, piazza virtuale di riutilizzo con 12000 membri) e &#8220;<strong>Scambio piante, talee, consigli Calabria</strong>” <strong>con Paola Nasti</strong>, promotore dell’iniziativa. Questi ultimi si erano fatti già vedere con cadeau verdi anche in via Giudecca, dove le giornate di lavoro erano state scandite da visite, consegna di cibo e animazione artistica e musicale. Il gruppo aveva sistemato le aiuole e messo a dimora nuove piantine, impavidi di eventuali furti (&#8220;a chi ci dice che nel giro di pochi giorni si prenderanno le piante rispondiamo che non ce n&#8217;è bisogno, basta iscriversi al gruppo fb e vi daremo le talee di tutte le piante usate&#8221;).</p>
<p>A dispetto dei proverbiali difetti di pigrizia, litigiosità e campanilismi, Reggio può rinascere da qui, dall&#8217;impegno individuale e disinteressato? <strong>Per Angelina De Salvo il punto di riferimento è la Costituzione: «Secondo l&#8217;articolo 118 i cittadini sono protagonisti delle funzioni amministrative e tenuti allo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà</strong>. Gli enti territoriali favoriscono l&#8217;autonoma iniziativa di singoli e associati, tenendo presente questo occorre un&#8217;azione a valanga, in tutti i quartieri di Reggio. Un&#8217;azione senza condizionamenti, che abbia funzione educativa e influisca sugli autori del degrado. Bastano pochi euro a testa per eliminare i rifiuti da un quartiere. Una piccola autotassazione, ma chi è capace di fare questo è un cittadino libero che non si fa controllare da nessuno, e questo produce effetti anche sugli amministratori».</p>
<p>È già avvenuto domenica scorsa nel rione Ferrovieri-Pescatori, dove il comitato di quartiere ha rinunciato allo svago impegnando la giornata festiva di sole a ripulire la piazzetta Galilei. Dove c&#8217;era l&#8217;immondizia ora respirano piante e fiori.</p>
<p><strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
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