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	<title>Finanza Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 04 Jul 2025 15:24:55 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La Guardia di Finanza ancora oggi in Cittadella: accertamenti anche negli uffici di Occhiuto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jul 2025 14:15:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il blitz della Guardia di Finanza che, ieri, ha effettuato una serie di perquisizioni all&#8217;interno dei dipartimenti salute ed economia della regione Calabria, oggi, i Militari si sono presentati al decimo piano della Cittadella per accertamenti anche negli uffici della presidenza. In questo caso si tratterebbe di approfondimenti relativi alle indagini cui è sottoposto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il blitz della Guardia di Finanza che, ieri, ha effettuato una serie di perquisizioni all&#8217;interno dei dipartimenti salute ed economia della regione Calabria, oggi, i Militari si sono presentati al decimo piano della Cittadella per accertamenti anche negli uffici della presidenza. In questo caso si tratterebbe di approfondimenti relativi alle indagini cui è sottoposto anche <strong>Roberto Occhiuto</strong> che risulta indagato per corruzione con due fedelissimi (<strong>Paolo Posteraro</strong> ed <strong>Ernesto Ferraro</strong>)  da parte della stessa Procura della Repubblica di Catanzaro. Intanto dopo il blitz di ieri nella Cittadella emerge con chiarezza che il settore di interesse della magistratura del capoluogo è la sanità. In particolare autorizzazioni, accreditamenti, consulenze. In questa ottica si inquadrerebbe, infatti, la perquisizione sia negli uffici che nel domicilio di <strong>Tommaso Calabrò</strong>, dirigente del dipartimento Salute.</p>
<p>Riflettore sempre puntanti, inoltre, sull&#8217;altra inchiesta che vede al centro l&#8217;azienda ospedaliero- universitaria <strong>&#8216;Dulbecco&#8217;</strong> che ha portato all&#8217;arresto, con concessione dei domiciliari, del <strong>primario di oculistica</strong>. Tra i 12 indagati ci sono anche due medici consulenti della regione. Si tratta di <strong>Andrea Bruni</strong>, 38 anni, consulente per i temi dell’azione di raccordo politico istituzionale con il sistema delle Conferenze Stato-Regioni. Bruni, di recente, era stato nominato primario del reparto Anestesia dell’ospedale Annunziata di Cosenza. L&#8217;altro consulente è <strong>Eugenio Garofalo</strong>, 38 anni, che ricopre l’incarico di presidente componente del Comitato Etico Centrale della regione Calabria.</p>
<p>Le verifiche della Fiamme gialle hanno interessato pure l’attuale Commissario alla depurazione della Regione Calabria, <strong>Tonino Daffinà</strong>, in quota Forza Italia, e fedelissimo del presidente della Giunta, Roberto Occhiuto.</p>
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		<title>VIDEO-Rafforzamento controlli spesa pubblica: Intesa Gdf-Fondazione Università Magna Graecia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2024 08:40:56 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-279059-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/CZ-GDF-UMG.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/CZ-GDF-UMG.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/CZ-GDF-UMG.mp4</a></video></div>
<p>Nella bellissima cornice dell’Aula conferenze dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, alla presenza del Magnifico Rettore, Prof. Giovanni Cuda, il Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione dell’Università Prof. Geremia Romano e il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, Colonnello t.ST Pierpaolo Manno, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa allo scopo di rafforzare il sistema di prevenzione e contrasto delle condotte lesive degli interessi economici e finanziari pubblici connessi alle misure di sostegno e/o di incentivo, con particolare riferimento alle borse di studio e agli alloggi per studenti universitari. Questo importante passaggio permette di valorizzare, a livello locale, una collaborazione già in atto a livello centrale, in quanto sviluppata attraverso la recente sottoscrizione di un accordo quadro tra il Ministro dell’Università e della Ricerca – Sen. Anna Maria Bernini e il Comandante Generale della Guardia di Finanza – Gen. C.A. Andrea De Gennaro. </p>
<p>Con il protocollo, le Fiamme Gialle di Catanzaro e la Fondazione Università “Magna Graecia” definiscono le modalità della collaborazione, nell’ambito delle rispettive finalità istituzionali. Sulla base degli elementi acquisiti, i Reparti del Comando Provinciale di Catanzaro potranno, attraverso autonome attività di analisi ed approfondimento, orientare efficacemente e rafforzare, nell’ambito dei precipui compiti d’istituto, l’azione verso quei soggetti e contesti connotati da più elevato rischio. L’accordo di collaborazione ha validità triennale, rinnovabile.</p>
<p>La strategia attuata dalla Guardia di Finanza, in coerenza con il ruolo di polizia economico-finanziaria a competenza generale, è volta a prevenire, prima ancora che reprimere, le frodi in danno del bilancio nazionale e dell’Unione Europea. In tale ambito, il protocollo testimonia la sinergica sensibilità e l’impegno dell’Ente firmatario affinché sia garantito che le risorse pubbliche siano spese per consentire anche ai meno abbienti di accedere agli studi universitari, contribuendo così alla crescita ed allo sviluppo sociale del Paese.</p>
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		<title>Finanza sequestra nel catanzarese oltre 63mila articoli senza etichetta e potenzialmente pericolosi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2024 10:10:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, nell’ambito di mirati servizi volti alla tutela del mercato e della sicurezza dei prodotti, hanno sottoposto a sequestro, nel corso di cinque distinte attività operative oltre 63.000 accessori di vario genere tra cui bigiotteria, apparecchi elettrici e prodotti per le feste. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, nell’ambito di mirati servizi volti alla tutela del mercato e della sicurezza dei prodotti, hanno sottoposto a sequestro, nel corso di cinque distinte attività operative oltre 63.000 accessori di vario genere tra cui bigiotteria, apparecchi elettrici e prodotti per le feste.</p>
<p>Al momento dell’accesso presso gli esercizi commerciali ubicati a Catanzaro, Lamezia Terme e Davoli, i militari appartenenti rispettivamente al Gruppo di Catanzaro, alla Compagnia di Soverato, al Gruppo e alla Compagnia Pronto impiego di Lamezia Terme, hanno rinvenuto la merce non riportante le indicazioni previste dalla normativa sull’etichettatura e sulla sicurezza dei prodotti, riguardanti le informazioni circa il luogo d’origine, la qualità e la presenza di materiali potenzialmente pericolosi per la salute umana, nonché il marchio CE che conferisce al prodotto il diritto alla commercializzazione, alla libera circolazione e all’utilizzazione nel territorio comunitario, attestandone la conformità agli standard imposti dall’Unione Europea.</p>
<p>Dei quattro soggetti, tre sono stati segnalati alla Camera di Commercio di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, per gli adempimenti di competenza, mentre per l’ultimo si è proceduto al sequestro penale della merce e alla conseguente segnalazione dello stesso alla locale Autorità Giudiziaria.</p>
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		<title>VIDEO-Focus ‘ndrangheta: intensificati i controlli nel quartiere Arghillà di Reggio Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/focus-ndrangheta-intensificati-i-controlli-nel-quartiere-arghilla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Nov 2023 08:35:10 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-221436-2" width="696" height="522" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/11/RC-FOCUS-Arghilla-calabrianews.it_.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/11/RC-FOCUS-Arghilla-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/11/RC-FOCUS-Arghilla-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>Continuano, senza sosta, i controlli predisposti nell’ambito del Piano di azione nazionale e transnazionale Focus ‘ndrangheta, pianificati in sede di riunione tecnica di coordinamento delle Forze di Polizia, finalizzati ad una sempre maggiore incisiva compenetrazione degli aspetti legati alla tutela della legalità con quelli connessi allo sviluppo del tessuto sociale.<br />
Nella mattinata di ieri, nel quartiere di Arghillà, la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza hanno messo in campo, con sinergia operativa, un dispositivo di sicurezza e di controllo straordinario del territorio che ha visto anche il coinvolgimento dei Vigili del Fuoco, della Polizia Municipale e della Polizia Metropolitana.</p>
<p>L’operazione ad alto impatto, finalizzata al censimento anagrafico dei residenti, al controllo di immobili pubblici abusivamente occupati, di allacci abusivi alle reti idriche ed elettriche, al contrasto del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti con contestuale attività di polizia giudiziaria, ha visto il coinvolgimento delle pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine “Calabria Meridionale” di Siderno, del personale del XII Reparto Mobile di Reggio Calabria e del personale del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica nonché della compagnia Carabinieri di Reggio Calabria con il supporto delle Compagnie Carabinieri di Melito Porto Salvo e Villa San Giovanni oltre che al personale C.I.O. Carabinieri del 14^ Battaglione “Calabria”, che ha documentato l’intera attività e con il supporto operativo del personale e dei mezzi aerei del V Reparto Volo di Reggio Calabria. Presenti, altresì, unità cinofile della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Nel quartiere sono stati predisposti una serie di posti di controllo, con la presenza di numerosi equipaggi, che hanno consentito di identificare 700 persone, controllare 182 veicoli ed effettuare diverse perquisizioni personali e locali, anche finalizzate alla ricerca di armi.</p>
<p>Le persone denunciate sono state 24, per vari reati tra cui furto di energia elettrica e furto di acqua e sono stati sequestrati circa 800 grammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana, di cui una parte già suddivisa in dosi confezionate in bustine di cellophane termosaldate e 20 grammi del tipo eroina. Il personale della locale Arma dei Carabinieri, durante una perquisizione domiciliare, ha arrestato un residente di 20 anni, trovato in possesso di un fucile con matricola abrasa, a canne mozze, cal.16 con relativo munizionamento ed un coltello. L’arma clandestina è stata rinvenuta all’interno della lavatrice, in mezzo agli indumenti da lavare. L’attività posta in essere ha consentito, inoltre, al personale dell’Ufficio Immigrazione, impiegato nei servizi, di espellere un cittadino marocchino, risultato irregolare sul territorio nazionale. Il massiccio dispositivo di sicurezza, pianificato in sede di tavolo tecnico, attuato dal Questore della Provincia di Reggio Calabria e reso possibile dalla cooperazione tra le varie Forze di Polizia, proseguirà anche nei prossimi giorni.</p>
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		<item>
		<title>Dalla BCC della Calabria 4 Borse di Studio in Finanza Etica presso l&#8217;Università Federico II di Napoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2023 07:42:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La BCC della Calabria Ulteriore, sempre attenta al futuro delle giovani generazioni- si legge in una nota -, continua a promuovere iniziative mirate. Dopo aver organizzato corsi di Educazione Finanziaria e aver reclutato giovani laureati calabresi, la Banca annuncia una nuova iniziativa che sostiene la formazione attraverso il finanziamento di quattro Borse di Studio per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La BCC della Calabria Ulteriore, sempre attenta al futuro delle giovani generazioni- si legge in una nota -, continua a promuovere iniziative mirate. Dopo aver organizzato corsi di Educazione Finanziaria e aver reclutato giovani laureati calabresi, la Banca annuncia una nuova iniziativa che sostiene la formazione attraverso il <strong>finanziamento di quattro Borse di Studio per il &#8220;Corso di Alta Formazione in Finanza Etica&#8221; presso l&#8217;Università Federico II di Napoli</strong>, Dipartimento di Economia, Management, Istituzioni.<br />
Questo è il secondo anno consecutivo in cui la BCC della Calabria Ulteriore finanzia borse di studio per questo corso, che, tra gli latri vantaggi, può offrire sbocchi lavorativi in Banca com’è accaduto per la scorsa edizione&#8221;.</p>
<p>Il &#8220;Corso di Alta Formazione in Finanza Etica&#8221; risponde all&#8217;esigenza di approfondimento e aggiornamento scientifico in un contesto storico in cui la responsabilità sociale è diventata indispensabile. La Finanza Etica pone le persone e l&#8217;ambiente al centro dell&#8217;attività creditizia e di investimento. Oltre ai metodi di valutazione finanziaria tradizionali, questa disciplina stabilisce criteri etici per l&#8217;allocazione delle risorse, integrando così l&#8217;analisi finanziaria. Per selezionare i destinatari delle borse di studio, la BCC della Calabria Ulteriore ha lanciato una manifestazione d&#8217;interesse riservata ai Soci e ai figli dei Soci della Banca. Inoltre, un requisito fondamentale per partecipare al bando è il possesso di una laurea triennale o magistrale in discipline giuridiche, economiche, politiche e sociali.</p>
<p>Il valore del corso, che si terrà da ottobre 2023 a marzo 2024, è di € 1.500,00 per ciascun partecipante, ed è interamente coperto dalla borsa di studio. Inoltre, il programma include un periodo di tirocinio previsto a partire da aprile 2024 presso Istituti di Credito o Istituti di Ricerca. Le domande di partecipazione dovranno essere presentate con consegna a mano presso le nostre filiali o tramite mail all’indirizzo segreteriagenerale@calabriaulteriore.bcc.it entro il <strong>29 settembre 2023</strong>. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/dalla-bcc-della-calabria-4-borse-di-studio-in-finanza-etica-presso-luniversita-federico-ii-di-napoli/">Dalla BCC della Calabria 4 Borse di Studio in Finanza Etica presso l&#8217;Università Federico II di Napoli</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Lamezia, a Trame12 &#8220;Dalle stragi alla finanza, la mafia cambia pelle&#8221;: parla Luca Tescaroli</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-a-trame12-dalle-stragi-alla-finanza-la-mafia-cambia-pelle-parla-luca-tescaroli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jun 2023 10:34:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Il penultimo appuntamento della terza giornata della dodicesima edizione del festival ha visto ospite sul palco di Trame il Procuratore aggiunto di Firenze Luca Tescaroli che ben conosce le mafie italiane e internazionali con la moderazione della giornalista Floriana Bulfon. La prima domanda posta al Procuratore rompe il ghiaccio in maniera ferma [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-a-trame12-dalle-stragi-alla-finanza-la-mafia-cambia-pelle-parla-luca-tescaroli/">Lamezia, a Trame12 &#8220;Dalle stragi alla finanza, la mafia cambia pelle&#8221;: parla Luca Tescaroli</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Il penultimo appuntamento della terza giornata della dodicesima edizione del festival ha visto ospite sul palco di Trame il Procuratore aggiunto di Firenze Luca Tescaroli che ben conosce le mafie italiane e internazionali con la moderazione della giornalista Floriana Bulfon. La prima domanda posta al Procuratore rompe il ghiaccio in maniera ferma e precisa, &#8220;ma un procuratore, può parlare?&#8221;, la risposta è altrettanto chiara e definita e rimanda alle parole di Rocco Chinnici, il magistrato che quarant&#8217;anni fa rimane ucciso nell&#8217;esplosione della sua auto, una Fiat 127 imbottita di esplosivo, che parafrasandole sottolineano l&#8217;importanza di parlare alla gente e soprattutto ai giovani su come la mafia si arricchisca. L&#8217;unico modo per contrastare la criminalità è che la collettività sia spinta dal senso civico e reagisca e questo perché di fianco alle organizzazioni criminali tradizionali si affiancano organizzazioni che si sono adattate ai tempi e che si sono infiltrate sia nell&#8217;imprenditoria che nella pubblica amministrazione.</p>
<p>Alla domanda relativa ai rapporti tra mafia e zona grigia e su chi tra i due nella società odierna abbia la meglio, il procuratore continua con notevole lucidità a delineare un quadro preciso della situazione, che vuole la contrapposizione tra bene e male, e quindi tra Stato e mafia. In una situazione idilliaca, lo Stato dotato di ogni genere di forza a disposizione dovrebbe prevaricare sulla seconda, ma non è così. Questo perché, come già ribadito, l&#8217;organizzazione criminale odierna affonda i propri tentacoli fino alla pubblica amministrazione attraverso un processo innovativo che è la corruttibilità che mette da parte la violenza spregiudicata che ha caratterizzato il periodo stragista passato.<br />
E come mai oggi si assiste ad una quiete così surreale da parte delle organizzazioni mafiose, e non si assiste più alle grandi stragi a cui il nostro paese ha assistito qualche decennio fa? Per il semplice motivo che appare più efficace controllare lo Stato infiltrandosi senza l&#8217;utilizzo della forza bruta. I risultati sono più risolutivi e garantiscono rapporti duraturi e sempre disponibili.<br />
La conversazione prosegue ricordando come solo pochi giorni fa il procuratore sia stato oggetto di un possibile atto intimidatorio e di come si ripresenti lo stesso modus operandi di personaggi che hanno lottato contro la mafia puntando su una azione di screditamento, quasi a giustificare l&#8217;azione punitiva nei suoi confronti; un esempio è stato il primo fallito attentato contro Falcone preceduto dalla diffusione di lettere anonime circa l&#8217;uso dei collaboratori di giustizia perché si ovviasse alla punizione dei criminali servendosi di killer interni alle organizzazioni stesse per farsi giustizia privatamente.</p>
<p>Un binomio quello della delegittimazione/eliminazione che riassume le attività portate avanti dalle organizzazioni mafiose nei confronti di chi si impegna a contrastarla.<br />
Un accenno viene fatto anche in riferimento alla possibile attuazione della riforma Nordio e di come questo possa influire nel contrasto alla criminalità organizzata, legittimando azioni ad oggi punibili.<br />
In chiusura un pensiero sulla possibilità che la lotta alla mafia stia andando scemando, proprio sulla scia dell&#8217;abolizione dell&#8217;abuso d&#8217;ufficio, per esempio. Di certo, però, se taluni personaggi politici si ritrovano a ricoprire nuovamente cariche politiche dopo aver scontato le proprie condanne a seguito di contatti e collaborazioni con la criminalità organizzata, la colpa è da ricercare nella scelta dei cittadini e nella loro volontà. Questo perché manca l&#8217;educazione alla legalità e la responsabilità civica perché si opti per una variazione nella rotta di tendenza.<br />
(<em>c.s.</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-a-trame12-dalle-stragi-alla-finanza-la-mafia-cambia-pelle-parla-luca-tescaroli/">Lamezia, a Trame12 &#8220;Dalle stragi alla finanza, la mafia cambia pelle&#8221;: parla Luca Tescaroli</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>&#8220;Petrolmafie&#8221;, la Procura vuole vederci chiaro nel suicidio del maresciallo della Finanza trovato morto a Pizzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2022 14:11:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dovrà essere l&#8217;autopsia sul corpo del maresciallo della Guardia di finanza di 50 anni, trovato morto ieri pomeriggio in una casa estiva di proprietà dei suoceri a Pizzo. a fugare ogni dubbio sulla tragica circostanza. Lo ha deciso la Procura della Repubblica di Vibo Valentia che ha ordinato l&#8217;esame autoptico. L’uomo si sarebbe ucciso sparandosi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dovrà essere l&#8217;autopsia sul corpo del maresciallo della Guardia di finanza di 50 anni, trovato morto ieri pomeriggio in una casa estiva di proprietà dei suoceri a Pizzo. a fugare ogni dubbio sulla tragica circostanza. Lo ha deciso la Procura della Repubblica di Vibo Valentia che ha ordinato l&#8217;esame autoptico. L’uomo si sarebbe ucciso sparandosi alla testa con la pistola d’ordinanza.</p>
<p>Il sottufficiale, originario di Soveria Mannelli (CZ), aveva svolto attività di indagine nell’inchiesta “Petrolmafie” e ieri mattina avrebbe dovuto sottoporsi al controesame delle difese degli imputati dopo aver sostenuto quello della pubblica accusa appena pochi giorni fa. L’uomo però non si è presentato in Tribunale. </p>
<p>Sulla base dei primi elementi di indagine raccolti l’ipotesi prevalente è quella del suicidio ma il procuratore di Vibo Valentia Camillo Falvo vuole dissipare ogni dubbio e per questo ha delegato ai carabinieri del Comando provinciale di svolgere accertamenti coordinati dalla pm Maria Cecilia Rebecchi.</p>
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		<title>Fallimenti e frode fiscale, 29 arresti in diverse province italiane e anche a Vibo Valentia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/fallimenti-frode-fiscale-29-arresti-in-diverse-province-italiane-e-anche-a-vibo-valentia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2021 07:10:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Guardia di finanza di Firenze sta procedendo, con la collaborazione di altri reparti del Corpo, all’arresto di 29 persone nelle province di Firenze, Arezzo, Prato, Grosseto, Rovigo e Vibo Valentia. L’operazione è scattata questa mattina ed è stata ribattezzata “A solis ortu”. Secondo quanto si è appreso le persone raggiunte dalle misure cautelari sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Guardia di finanza di Firenze sta procedendo, con la collaborazione di altri reparti del Corpo, all’arresto di 29 persone nelle province di Firenze, Arezzo, Prato, Grosseto, Rovigo e <strong>Vibo Valentia</strong>.</p>
<p>L’operazione è scattata questa mattina ed è stata ribattezzata “A solis ortu”. Secondo quanto si è appreso le persone raggiunte dalle misure cautelari sono ritenute, a vario titolo, responsabili di far parte di un’associazione criminale e di aver commesso reati fallimentari e tributari. I finanzieri stanno procedendo anche al sequestro di ingenti patrimoni per un valore che supera i 40 milioni di euro.</p>
<p>L&#8217;operazione si iscrive nell’ambito di un’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Luca Tescaroli e dal sostituto procuratore Fabio Di Vizio della procura di Firenze, diretta dal procuratore capo Giuseppe Creazzo. Le misure cautelari sono firmate dal gip del tribunale fiorentino Gianluca Mancuso, che ha disposto 5 custodie cautelari in carcere, 24 arresti domiciliari e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.</p>
<p>Le perquisizioni si stanno sviluppando presso una sessantina di siti produttivi cinesi del distretto economico fiorentino e pratese, con l’ausilio di Ispettori della Direzione Provinciale Inps di Firenze, del Dipartimento di Prevenzione, Igiene e Sicurezza sui Luoghi di Lavoro, dell’Azienda Sanitaria Locale Toscana-Centro e del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Livorno.</p>
<p><strong>L&#8217;indagine</strong><br />
L’ordinanza adotta la misura cautelare in carcere per 5 consulenti, appartenenti a uno studio associato, condividendo pienamente gli esiti delle indagini e le richieste formulate dalla Procura della Repubblica di Firenze che, tra l’altro, attribuiscono ai professionisti la gestione in via associata di un’attività professionale consulenziale consapevole degli illeciti compiuti da innumerevoli imprese ricondotte a 24 imprenditori di origine cinese, tutti contestualmente tratti agli arresti domiciliari in quanto considerati i titolari “di fatto” delle aziende, perlopiù operanti nel settore della produzioni di articoli di pelletteria che, attraverso il cosiddetto meccanismo “apri e chiudi”, si sottraevano sistematicamente e su ampia scala, al pagamento delle imposte. L’indagine ha portato inoltre a deferire all’Autorità Giudiziaria anche la moltitudine di soggetti cinesi titolari formali di oltre 80 imprese coinvolte e la Procura della Repubblica di Firenze a promuovere istanza di fallimento nei confronti di 19 imprese, di cui 16 sono già state dichiarate fallite per i rilevanti debiti erariali accumulati negli anni, quantificati in oltre dieci milioni di euro.</p>
<p>L’attività investigativa prende il via da un’analisi ad ampio spettro condotta su più livelli dalla Guardia di Finanza nei confronti di aree del distretto tessile e della pelletteria fiorentino-pratese che ha confermato l’operatività delle molteplici ditte individuali riconducibili a soggetti di origini cinesi, accomunate dal rispetto formale degli obblighi dichiarativi sia fiscali che contributivi, a fronte del quale sono tuttavia emersi consistenti esposizioni debitorie maturate nel tempo nei confronti dell’Erario, nonché da unaestrema brevità del “ciclo di vita” operativo, che si attesta su una media di circa tre anni e che risulta funzionale a eludere il sistema dei controlli.</p>
<p>Di norma, ditte individuali aperte con procedura e adempimenti semplificati rispetto ad altre forme giuridiche societarie, che si succedono in sequenza, nel tempo, nei medesimi luoghi e con le stesse attrezzature e nelle quali non si ha coincidenza tra l’imprenditore formalmente individuato, spesso irreperibile all’attivazione dei controlli ispettivi, e quello reale, apparentemente del tutto estraneo all’impresa o talvolta inquadrato come semplice dipendente di essa. L’interposizione di un prestanome nell’azienda consente all’effettivo dominus dell’impresa di esercitare l’attività senza far fronte ai significativi debiti tributari, al riparo da immediate responsabilità, ricostruibili solo attraverso articolate e complesse indagini quale quella portata a termine con l’operazione odierna dalle Fiamme Gialle fiorentine sotto la direzione della Procura della Repubblica di Firenze.</p>
<p>L’operazione s’inquadra nelle linee strategiche d’azione del Corpo volte al contrasto dei fenomeni illegali più gravi, a tutela del mercato e degli imprenditori onesti, e integra, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Firenze, indagini di polizia giudiziaria e investigazioni di polizia economico-finanziaria che vengono svolte anche cautelando, a garanzia dei crediti erariali, i patrimoni accumulati.</p>
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		<title>La Guardia di finanza sequestra 300 tonnellate di pellet contraffatto nel Cosentino</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/la-guardia-di-finanza-sequestra-300-tonnellate-di-pellet-contraffatto-nel-cosentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Apr 2021 08:41:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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		<category><![CDATA[contraffatto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Finanzieri del Gruppo Cosenza hanno sottoposto a sequestro oltre 300 tonnellate di pellet contraffatto, rinvenuto all’interno di un impianto di produzione sito nel comune di Paterno Calabro (CS). Lo stabilimento, dislocato su una superfice di oltre 10.000 metri quadri, è stato individuato dalle Fiamme Gialle a seguito dello sviluppo di qualificati input operativi, nonché [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Finanzieri del Gruppo Cosenza hanno sottoposto a sequestro oltre 300 tonnellate di pellet contraffatto, rinvenuto all’interno di un impianto di produzione sito nel comune di Paterno<br />
Calabro (CS). Lo stabilimento, dislocato su una superfice di oltre 10.000 metri quadri, è stato individuato dalle Fiamme Gialle a seguito dello sviluppo di qualificati input operativi, nonché da attività sul campo, operata mediante sopralluoghi ed appostamenti.</p>
<p>I preliminari accertamenti – svolti tramite interrogazioni del portale dell’Associazione Italiana Energie Agroforestali – hanno permesso di riscontrare come l’azienda boschiva fosse priva<br />
delle previste autorizzazioni per l’utilizzo del marchio “EN PLUS A1”, non essendo inserita nelle liste ufficiali dei produttori, distributori ovvero trasportatori.<br />
Nel corso di una perquisizione d’iniziativa, i Finanzieri hanno interrotto il processo di trasformazione del legno in pellet contraffatto, rinvenendo ingenti quantitativi del prodotto,<br />
sia in forma sfusa che all’interno di involucri della capienza di 15 kg, per un totale di oltre 300 tonnellate.<br />
Considerato che presso i locali aziendali veniva svolta, in via esclusiva, l’attività di illecita lavorazione del pellet, sono stati anche apposti i sigilli sull’intero impianto di produzione,<br />
composto da macchinari e strumentazione tecnica, al quale era collegata una bobina, della lunghezza di oltre 2.000 metri, contenente circa 130 sacchetti compressi con marchio<br />
contraffatto.</p>
<p><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/04/FotoGdf03.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-151161 alignleft" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/04/FotoGdf03-300x225.png" alt="" width="500" height="375" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/04/FotoGdf03-300x225.png 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/04/FotoGdf03-768x576.png 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/04/FotoGdf03-696x522.png 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/04/FotoGdf03-560x420.png 560w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/04/FotoGdf03-80x60.png 80w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/04/FotoGdf03-265x198.png 265w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/04/FotoGdf03.png 960w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" />D</a>alla disamina delle fatture fiscali, è stata quindi ricostruita la filiera produttiva illegale, al cui vertice era posta la società ispezionata. Quest’ultima, dopo aver acquistato le materie prime da fornitori situati nell’area silana, le trasformava in prodotti finiti, successivamente rivenduti, a prezzi più vantaggiosi rispetto agli standard del mercato, ad una fitta rete di attività commerciali al dettaglio situate nelle province di Cosenza e Catanzaro.<br />
Una successiva perizia tecnica eseguita presso il laboratorio di analisi convenzionato con il licenziatario del marchio, oltre a confermare la contraffazione del logo originale, ha stabilito<br />
che il pellet sequestrato aveva caratteristiche qualitative inferiori rispetto a quelle oggetto della certificazione. L’utilizzo del marchio EN PLUS A1 è infatti garanzia degli elevati standard qualitativi del pellet. Per tale motivo, il produttore, prima dell’immissione in commercio, deve dimostrare di aver impiegato legname di pregio e di non aver aggiunto sostanze tossiche.</p>
<p>Al termine degli accertamenti, i Finanzieri hanno proceduto alla denuncia, a piede libero, del titolare dell’impianto di produzione alla Procura della Repubblica di Cosenza, per il reato di contraffazione. L’odierno servizio è concreta testimonianza del costante impegno della Guardia di Finanza nel contrasto a tutte le forme di concorrenza sleale dei mercati, a tutela degli imprenditori onesti che rispettano le regole.</p>
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		<title>Nel Catanzarese le Fiamme Gialle scoprono 86 &#8220;furbetti&#8221; del reddito di cittadinanza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nel-catanzarese-le-fiamme-gialle-scoprono-86-furbetti-del-reddito-di-cittadinanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 08:40:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; I finanzieri del Comando Provinciale di Catanzaro, nell’ambito delle attività finalizzate al controllo della spesa pubblica nazionale, in sinergia e collaborazione con l’INPS, hanno individuato e segnalato all’Autorità Giudiziaria 86 soggetti per l’indebita percezione del reddito di cittadinanza. La concessione di tale sostegno economico è, sulla base della normativa vigente, subordinata alla sussistenza [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; I finanzieri del Comando Provinciale di Catanzaro, nell’ambito delle attività finalizzate al controllo della spesa pubblica nazionale, in sinergia e collaborazione con l’INPS, hanno individuato e segnalato all’Autorità Giudiziaria 86 soggetti per l’indebita percezione del reddito di cittadinanza.<br />
La concessione di tale sostegno economico è, sulla base della normativa vigente, subordinata alla sussistenza di determinati requisiti personali, reddituali e patrimoniali. Prima di tutto, chi chiede di percepire il sussidio deve avere la residenza in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo. Il reddito di cittadinanza non può poi essere erogato a nuclei familiari i cui componenti siano sottoposti a misure cautelari o colpiti da sentenza di condanna per gravi reati. Invece, tra i presupposti patrimoniali e reddituali vi sono, tra gli altri, quelli di non possedere immobili, diversi dalla prima casa, di valore superiore a 30.000 euro, e di non disporre di liquidità superiori a certe soglie, derivati anche da vincite di gioco. Al fine del mantenimento del beneficio, è ovviamente fatto obbligo di comunicare ogni variazione del patrimonio, della condizione occupazionale e reddituale dei componenti del nucleo familiare.<br />
Partendo da tali prescrizioni, le Fiamme Gialle catanzaresi hanno passato al setaccio la posizione di 129 famiglie, selezionate sulla base di molteplici indici di rischio, 86 delle quali avrebbero illecitamente percepito il reddito di cittadinanza.<br />
In particolare, ben 15 soggetti risultano aver beneficiato della misura pur essendo condannati o colpiti da misura cautelare per il reato di associazione mafiosa; in 6 hanno omesso di comunicare vincite al gioco per complessivi 508.000 euro; in 35 non hanno informato l’ente erogatore di variazioni patrimoniali e reddituali; in 3 sono risultati residenti all’estero.<br />
L’importo complessivo delle somme indebitamente erogate – e quindi segnalate alla magistratura e all’INPS per il recupero, la revoca del beneficio e il sequestro penale – ammonta a oltre 700.000 euro.<br />
Le pene previste per chi percepisce indebitamente il reddito di cittadinanza sono la reclusione da 2 a 6 anni per chiunque presenti dichiarazioni false oppure ometta informazioni dovute, e da 1 a 3 anni nei casi di omessa comunicazione delle variazioni del reddito, del patrimonio, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della riduzione o della revoca del beneficio.<br />
L’operazione del Comando Provinciale di Catanzaro conferma l’impegno del Corpo nella tutela della spesa pubblica e, in particolare, nell’azione di contrasto di quei fenomeni illeciti che comportano un danno per le casse dello Stato e la distrazione di risorse da impiegate a favore di quei cittadini che versano davvero, in un periodo così delicato, in condizioni di grave difficoltà economica.</p>
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