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	<title>favoreggiamento Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>VIDEO-Favorirono latitanza condannati della &#8216;locale&#8217; di Cirò: sette arresti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-favorirono-latitanza-condannati-della-locale-di-ciro-sette-arresti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 11:12:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, 26 novembre 2025, nella provincia di Crotone e Milano, i Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone, hanno dato esecuzione ad un&#8217;Ordinanza di Custodia Cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro, su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di 7 persone, gravemente indiziate, a vario titolo, in ordine a reati di procurata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-352092-1" width="696" height="389" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/Video-OCC-26.11.2025.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/Video-OCC-26.11.2025.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/Video-OCC-26.11.2025.mp4</a></video></div>
<p>Oggi, 26 novembre 2025, nella provincia di Crotone e Milano, i Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone, hanno dato esecuzione ad un&#8217;Ordinanza di Custodia Cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro, su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di 7 persone, gravemente<br />
indiziate, a vario titolo, in ordine a reati di procurata inosservanza della pena aggravati dal fine di agevolare l&#8217;attività dell&#8217;associazione &#8216;ndranghetistica denominata locale di Ciro&#8217;.</p>
<p>Si specifica che per 5 degli indagati è stata emessa la misura della custodia cautelare in carcere e per altri 2 quella degli arresti domiciliari. La complessa e impegnativa attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e delegata ai militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Crotone, ha permesso di disvelare e ricostruire una rete di fiancheggiatori che, a vario titolo, in concorso tra di loro, si sono resi responsabili, dal 01.07.2024 al 19.11.2024, di aver curato, con il fine di agevolare l&#8217;attività dell&#8217;associazione mafiosa del locale di Ciro&#8217;, la latitanza di due sodali del Locale di n&#8217;drangheta di Cirò S.C. (43enne) e A. A. (52enne), entrambi di Ciro&#8217; Marina (KR), in modo tale da determinare la sottrazione di essi all&#8217;esecuzione della pena residua a loro comminata, rispettivamente di anni 3 e gg.25 di reclusione e di anni 5 e mesi 1l di reclusione, giusta Sentenza n.1669/2021 &#8211; Reg.Gen. n.1568/2020-<br />
R.G.N.R. n.3382/2015, emessa in data 24.09.2021, dalla Corte di Appello di Catanzaro Sez. I., divenuta irrevocabile a seguito del pronunciamento della CORTE DI CASSAZIONE, in quanto riconosciuti colpevoli di associazione per delinquere di stampo mafioso, nell&#8217;ambito della storica operazione denominata &#8220;STIGE&#8221;.</p>
<p>Le condotte contestate alle persone colpite da provvedimento sono state quelle di aver dato appoggio logistico, consegnando anche SIM telefoniche appositamente attivate ed a loro intestate, al fine di favorire la latitanza delle persone colpite da provvedimento definitivo di carcerazione in modo da eludere le investigazioni e le ricerche della PG operante.</p>
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		<title>VIDEO-Gioia Tauro: favoreggiamento e sfruttamento prostituzione: arrestata responsabile centro massaggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 09:49:08 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-346881-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/GDF-Goia-Tauro.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/GDF-Goia-Tauro.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/GDF-Goia-Tauro.mp4</a></video></div>
<p>II Comando Provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria ha eseguito nei confronti di una cittadina cinese un&#8217;ordinanza di custodia cautelare che dispone gli arresti domiciliari per il reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palmi, su richiesta della locale Procura della Repubblica, diretta dal Procuratore, Emanuele Crescenti. La donna era destinataria di un provvedimento restrittivo della libertà personale emesso dalla stessa Autorità Giudiziaria.</p>
<p>L&#8217;operazione rappresenta l&#8217;epilogo di una complessa attività investigativa anche di natura tecnica condotta dai militari del Gruppo di Gioia Tauro e delegata dalla Procura della Repubblica di Palmi, che ha permesso di acquisire gravi indizi con riferimento al reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. In particolare, allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all&#8217;effettivo e definitivo accertamento della responsabilità, l’indagata avrebbe gestito un apparente &#8220;centro massaggi&#8221; ubicato nella città dell&#8217;omonima Piana, che in realtà era adibito quale luogo di prestazioni sessuali a pagamento, da parte di talune donne orientali, nei confronti di clienti reclutati attraverso la pubblicazione su internet di specifici annunci.</p>
<p>Nel dettaglio, oltre a mettere a disposizione delle meretrici l&#8217;appartamento condotto in locazione per incontrare i clienti, l’indagata rispondeva al telefono, forniva le indicazioni su come accedere e trovare l&#8217;appartamento.<br />
Inoltre, accoglieva gli &#8220;avventori&#8221; all&#8217;ingresso, indicava loro la camera dedicata alla consumazione dei rapporti, si occupava della pubblicazione degli annunci sul web e, infine, riceveva il denaro costituente il corrispettivo delle prestazioni rese.<br />
A seguito del provvedimento cautelare, i finanzieri si sono messi immediatamente sulle tracce dell’indagata e grazie a mirati approfondimenti investigativi, anche di natura tecnica, e incroci di dati nelle banche dati in uso al Corpo, sono riusciti a localizzare l&#8217;arrestata presso una struttura ricettiva di Roma.</p>
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		<title>Locri, assolta Marjan Jamali: caduta ogni accusa di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/locri-assolta-marjan-jamali-caduta-ogni-accusa-di-favoreggiamento-dellimmigrazione-irregolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 16:04:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Era stata accusata di essere una scafista ma, ora, è stata assolta con formula piena dall’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare dal Tribunale di Locri. Si tratta di Marjan Jamali, la cittadina iraniana sbarcata a Roccella Jonica nel 2023 con il figlio minorenne. Ha trascorso 217 giorni in carcere, seguiti da 300 giorni agli arresti domiciliari. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Era stata accusata di essere una scafista ma, ora, è stata assolta con formula piena dall’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare dal Tribunale di Locri. Si tratta di Marjan Jamali, la cittadina iraniana sbarcata a Roccella Jonica nel 2023 con il figlio minorenne. Ha trascorso 217 giorni in carcere, seguiti da 300 giorni agli arresti domiciliari. Dopo la revoca delle misure cautelari da parte del Tribunale del Riesame, ha dovuto attendere altri 81 giorni per la sentenza definitiva.</p>
<p>Marjan Jamali era stata arrestata il 28 ottobre 2023, appena due giorni dopo essere sbarcata sulle coste calabresi insieme al figlio di otto anni, fuggendo dalla violenza domestica e dalla repressione del regime iraniano. Con il figlio di otto anni, la donna ha atteso la conclusione del processo di primo grado in una struttura protetta gestita da una cooperativa sociale a Camini, nella Locride. Per i pm, Marjan Jamal aveva svolto ruoli di controllo e di distribuzione di cibo sul gruppo di migranti in arrivo a Roccella jonica, favorendo i trafficanti durante la traversata nel mare Jonio. </p>
<p>Durante il dibattimento, la difesa della giovane iraniana, rappresentata dall’avvocato Giancarlo Liberati, aveva chiamato a testimoniare due migranti, compagni di sventura di Marjan Jamali, i quali hanno confermato che la donna non aveva mai svolto alcuna attività di scafista, di avere viaggiato come una migrante con gli altri. Liberati, inoltre, ha dimostrato fin dall’inizio del dibattimento che la donna iraniana aveva pagato il viaggio e che era stata molestata dagli scafisti.</p>
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		<item>
		<title>Favoreggiamento a persona accusata di violenza sessuale sulla nipote: condannato Massimo Ripepi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/favoreggiamento-a-persona-accusata-di-violenza-sessuale-sulla-nipote-condannato-massimo-ripepi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 15:28:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il consigliere comunale di centrodestra di Reggio Calabria Massimo Ripepi è stato condannato a sei mesi di reclusione con l’accusa di favoreggiamento personale nei confronti di un uomo, oggi deceduto, che era stato accusato di violenza sessuale ai danni della propria nipote, una bambina di 10 anni. La sentenza è stata emessa dal Tribunale di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il consigliere comunale di centrodestra di Reggio Calabria Massimo Ripepi è stato condannato a sei mesi di reclusione con l’accusa di favoreggiamento personale nei confronti di un uomo, oggi deceduto, che era stato accusato di violenza sessuale ai danni della propria nipote, una bambina di 10 anni.</p>
<p>La sentenza è stata emessa dal Tribunale di Reggio Calabria in composizione monocratica (giudice Pina Porchi). Lo ha reso noto, con un post su Facebook, lo stesso Ripepi, coordinatore per la Calabria di “Alternativa popolare”. La vicenda che ha portato alla condanna di Ripepi risale al 2020. Al consigliere comunale viene contestato, in particolare, secondo quanto è riportato nel capo d’imputazione, “di avere aiutato un indagato per violenza sessuale ad eludere le investigazioni”.</p>
<p>Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna di Ripepi a 11 mesi di reclusione. “Accetto questa sentenza – ha affermato Ripepi nel corso di una diretta Facebook – e continuerò a difendermi nel secondo e, nell’eventuale, terzo grado di giudizio. Le sentenze non si discutono, ma continuerò a combattere per la verità perché sono assolutamente innocente. Ho fatto solo il bene di una famiglia. Non mi pento di averlo fatto e lo rifarei ancora”.</p>
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		<item>
		<title>Omicidio Guerrisi a Bergamo, oltre a Modafferi indagati per favoreggiamento altri due suoi parenti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/omicidio-guerrisi-a-bergamo-oltre-a-modafferi-indagati-per-favoreggiamento-altri-due-suoi-parenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Dec 2024 14:11:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre a Rocco Modafferi, ritenuto l&#8217;esecutore materiale dell&#8217;omicidio di Roberto Guerrisi, ucciso ieri pomeriggio a Pontirolo Nuovo, i carabinieri hanno indagato anche altre due persone, entrambe italiane e parenti di Modafferi, con l&#8217;accusa di favoreggiamento personale. L&#8217;uomo si trova ora in carcere a Bergamo, dove nelle prossime ore sarà sentito dal gip. Per la individuazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre a Rocco Modafferi, ritenuto l&#8217;esecutore materiale dell&#8217;omicidio di Roberto Guerrisi, ucciso ieri pomeriggio a Pontirolo Nuovo, i carabinieri hanno indagato anche altre due persone, entrambe italiane e parenti di Modafferi, con l&#8217;accusa di favoreggiamento personale. L&#8217;uomo si trova ora in carcere a Bergamo, dove nelle prossime ore sarà sentito dal gip.</p>
<p>Per la individuazione del presunto autore del delitto sono state determinanti le immagini acquisite dalle telecamere di un sistema di videosorveglianza privato, che hanno ripreso la scena del crimine.</p>
<p>Modafferi, incensurato, vive in un appartamento posto in un edificio limitrofo alla scena del crimine ed è il fratello della madre del ragazzo coinvolto nella disputa tra le due famiglie e che, secondo quanto ricostruito, avrebbe usato violenza contro la figlia di Guerrisi.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Salerno, favoreggiamento immigrazione clandestina: Revocate 3.339 istanze di 142 aziende</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 16:15:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi personale del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro e della Guardia di Finanza di Salerno ha eseguito la notifica alle Prefetture competenti, per il tramite del Ministero dell’Interno, di due provvedimenti, emessi dalla Procura della Repubblica &#8211; DDA di Salerno, mediante i quali si comunica di procedere, con riferimento all’iter amministrativo disciplinato dai [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-salerno-favoreggiamento-immigrazione-clandestina-revocate-3-339-istanze-di-142-aziende/">VIDEO-Salerno, favoreggiamento immigrazione clandestina: Revocate 3.339 istanze di 142 aziende</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-286118-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Salerno-revoca-istanze.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Salerno-revoca-istanze.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Salerno-revoca-istanze.mp4</a></video></div>
<p>Oggi personale del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro e della Guardia di Finanza di Salerno ha eseguito la notifica alle Prefetture competenti, per il tramite del Ministero dell’Interno, di due provvedimenti, emessi dalla Procura della Repubblica &#8211; DDA di Salerno, mediante i quali si comunica di procedere, con riferimento all’iter amministrativo disciplinato dai Decreti Flussi 2021/2022/2023/2024, al blocco e alla revoca di 3.339 istanze per l’arrivo in Italia di altrettanti lavoratori extracomunitari, inoltrate da 142 aziende operanti prevalentemente nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia e dell’assistenza domestica.</p>
<p>Dalle risultanze investigative, tali aziende sarebbero state utilizzate da più sodalizi criminali, operanti nel salernitano, già colpiti, nel luglio scorso, da provvedimenti cautelari personali per i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nonché dal sequestro di oltre un milione di euro (in contanti) per la presentazione di false richieste di assunzione di manodopera di cittadini extracomunitari al fine di consentirne l’illecito ingresso in Italia.</p>
<p>La comunicazione de qua consentirà alle Prefetture di 29 province interessate, distribuite su tutto il territorio nazionale, di procedere:<br />
&#8211; al blocco dell’iter di concessione del nulla osta al lavoro, qualora la procedura per l’ottenimento dello stesso sia ancora in itinere;<br />
&#8211; alla segnalazione alle competenti Autorità Consolari, qualora l’emissione del nulla osta al lavoro sia già avvenuta, ma non sia stato ancora rilasciato o consegnato il visto d’ingresso allo straniero o qualora rilasciato, lo straniero non abbia ancora fatto ingresso in Italia;<br />
&#8211; alla revoca del beneficio concesso (eventuale permesso di soggiorno o contratto di soggiorno stipulato), interessando anche le Questure competenti, qualora lo straniero sia già presente nel territorio dello Stato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-salerno-favoreggiamento-immigrazione-clandestina-revocate-3-339-istanze-di-142-aziende/">VIDEO-Salerno, favoreggiamento immigrazione clandestina: Revocate 3.339 istanze di 142 aziende</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Corigliano-Rossano, contro favoreggiamento immigrazione controlli su affitti a immigrati irregolari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 08:15:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[affitti]]></category>
		<category><![CDATA[controlli]]></category>
		<category><![CDATA[Corigliano Rossano]]></category>
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		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I carabinieri del reparto territoriale di Corigliano Rossano (CS), nelle scorse ore, hanno portato a termine una vasta operazione di controllo straordinario del territorio, focalizzandosi principalmente su temi di immigrazione clandestina e occupazione abusiva di immobili. Sotto la direzione del tenente colonnello Gianmarco Filippi, le forze dell&#8217;ordine hanno monitorato in particolare la Contrada &#8216;Boscarello&#8217; e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I carabinieri del reparto territoriale di Corigliano Rossano (CS), nelle scorse ore, hanno portato a termine una vasta operazione di controllo straordinario del territorio, focalizzandosi principalmente su temi di immigrazione clandestina e occupazione abusiva di immobili.</p>
<p>Sotto la direzione del tenente colonnello Gianmarco Filippi, le forze dell&#8217;ordine hanno monitorato  in particolare la Contrada &#8216;Boscarello&#8217; e il borgo marinaro di Schiavonea, per garantire la legalità e la sicurezza della comunità locale. </p>
<p>Ulteriori aggiornamenti saranno forniti man mano che si sviluppano le operazioni.</p>
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		<title>Favoreggiamento latitanza del Boss Pelle: 8 arresti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/favoreggiamento-latitanza-del-boss-pelle-8-arresti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2022 09:46:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[boss]]></category>
		<category><![CDATA[cosca di san luca]]></category>
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		<category><![CDATA[giuseppe pelle]]></category>
		<category><![CDATA[latitanza]]></category>
		<category><![CDATA[operazione defender]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Squadra mobile di Reggio Calabria ha tratto in arresto 8 persone con l&#8217;accusa di avere favorito la latitanza del boss della &#8216;ndrangheta Giuseppe Pelle, detto &#8220;Gambazza&#8220;, considerato uno dei presunti capi dell&#8217;omonima cosca di San Luca: 6 degli arrestati sono familiari di Pelle, accusati di averlo aiutato a sottrarsi all&#8217;esecuzione di un ordine di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Squadra mobile di Reggio Calabria ha tratto in arresto <strong>8 persone</strong> con l&#8217;accusa di avere favorito la <strong>latitanza del boss</strong> della &#8216;ndrangheta <strong>Giuseppe Pelle</strong>, detto &#8220;<em>Gambazza</em>&#8220;, considerato uno dei presunti capi dell&#8217;omonima <strong>cosca di San Luca</strong>: <strong>6 degli arrestati sono familiari</strong> di Pelle, accusati di averlo aiutato a sottrarsi all&#8217;esecuzione di un ordine di carcerazione in base al quale doveva scontare una pena residua di 2 anni e 5 mesi in relazione ad una condanna definitiva per associazione mafiosa.<strong> Gli altri due</strong> coinvolti nell&#8217;operazione non sono parenti del boss, ma sarebbero stati, comunque, suoi fiancheggiatori.</p>
<p>L&#8217;operazione condotta dalla Polizia è stata denominata &#8220;<strong>Defender</strong>&#8220;,<strong> dal nome del fuoristrada</strong> a bordo del quale Giuseppe Pelle, durante la latitanza, veniva accompagnato nel <strong>covo di Condofuri</strong> in cui aveva trovato rifugio e dove è stato arrestato il 6 aprile del 2018 dalla stessa Squadra mobile di Reggio Calabria e dallo Sco. Le ordinanze di custodia cautelare eseguite nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione sono state emesse dal Gip distrettuale di Reggio Calabria su richiesta del Procuratore della Repubblica,<strong> Giovanni Bombardieri</strong>, e del Procuratore aggiunto, Giuseppe Lombardo.</p>
<p>La detenzione in carcere é stata disposta per la moglie, <strong>Marianna Barbaro</strong>, di 55 anni, e due figli di Pelle, <strong>Antonio</strong>, di 35 anni, e <strong>Francesco</strong>, di 31; per il genero, <strong>Giuseppe Barbaro</strong>, di 36, e per il nipote <strong>Antonio Pelle</strong>, anche lui di 36 anni. Ad un&#8217;altra figlia di Pelle, invece, <strong>Elisa</strong>, di 35 anni, sono stati concessi i domiciliari. Arrestati e condotti in carcere anche <strong>Giuseppe Morabito</strong> di 51 anni, e <strong>Girolamo Romeo</strong> di 43, che, secondo l&#8217;accusa,<strong> avevano messo a disposizione l&#8217;immobile</strong> in cui Pelle ha trascorso la sua latitanza.</p>
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		<title>Favoreggiamento alla prostituzione, 51enne Catanzarese agevolava attività di un 21enne sudamericano</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/favoreggiamento-alla-prostituzione-51enne-catanzarese-agevolava-attivita-di-un-21enne-sudamericano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Oct 2021 13:11:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[favoreggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[munizioni]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Un 51enne catanzarese e un 21enne studente sudamericano sono stati denunciati in stato di libertà perché detenevano illegalmente in casa 43 cartucce di una pistola calibro 7,65 e 23 cartucce di una pistola calibro 9. Durante il controllo dei Carabinieri presso l’abitazione dei denunciati per l’arma legalmente detenuta, una pistola calibro 7,65 e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Un 51enne catanzarese e un 21enne studente sudamericano sono stati denunciati in stato di libertà perché detenevano illegalmente in casa 43 cartucce di una pistola calibro 7,65 e 23 cartucce di una pistola calibro 9. Durante il controllo dei Carabinieri presso l’abitazione dei denunciati per l’arma legalmente detenuta, una pistola calibro 7,65 e poi ritirata precauzionalmente, si scopriva che il 51enne, sempre nella stessa casa, favoriva la prostituzione al 21enne sudamericano in cambio di prestazioni sessuali. </p>
<p>L’attività meretricia veniva scoperta perché in casa vi era un enorme quantitativo di profilattici, sex-toys e lubrificanti. Il sudamericano davanti ai Carabinieri ammetteva immediatamente di prostituirsi grazie alla disponibilità dell’abitazione del 51enne catanzarese nonché tramite il web con gli annunci sui noti siti di incontro e, pertanto, il 51enne veniva denunciato in stato di libertà anche per favoreggiamento alla prostituzione.  </p>
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		<title>Corte d&#8217;Assise Reggio Calabria condanna Antonio Scimone e altri 4 soggetti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/corte-dassise-reggio-calabria-condanna-antonio-scimone-e-altri-4-soggetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2021 16:13:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Condanna]]></category>
		<category><![CDATA[Corte d'Assise]]></category>
		<category><![CDATA[favoreggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione clandestina]]></category>
		<category><![CDATA[Scimone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante l&#8217;accusa per associazione a delinquere non abbia retto perché ormai prescritta, la Corte d&#8217;Assise di Reggio Calabria ha, comunque, condannato a 4 anni e 2 mesi di carcere l&#8217;imprenditore Antonio Scimone, imputato per favoreggiamento dell&#8217;immigrazione clandestina. La sentenza è arrivata oggi al termine di un processo in cui il giudice Ornella Pastore ha accolto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante l&#8217;accusa per associazione a delinquere non abbia retto perché ormai prescritta, <strong>la Corte d&#8217;Assise di Reggio Calabria ha, comunque, condannato a 4 anni e 2 mesi di carcere l&#8217;imprenditore Antonio Scimone, imputato per favoreggiamento dell&#8217;immigrazione clandestina.</strong> La sentenza è arrivata oggi al termine di un processo in cui il giudice Ornella Pastore ha accolto le richieste del pm Sara Amerio e ha condannato anche<strong> Domenico Cosmo</strong>, <strong>Paolo Perre</strong> e <strong>Carlo Lombardo</strong>. <strong>Per tutti le pene vanno dai 3 anni e 9 mesi ai 4 anni e 8 mesi di reclusione. La condanna più pesante, 6 anni di carcere, è stata inflitta all&#8217;indiano Sher Singh, un latitante di 49 anni ritenuto dalla Procura il principale imputato del processo.</strong></p>
<p><strong>In sostanza Scimone, così come gli altri imprenditori, avrebbe favorito l&#8217;ingresso in Italia di cittadini extracomunitari ai quali venivano prospettati un contratto di lavoro che avrebbe loro consentito la possibilità di ottenere il permesso di soggiorno.</strong> In particolare, nel giugno 2009 Scimone, quale datore di lavoro, aveva presentato presso lo sportello unico per l&#8217;immigrazione di Reggio Calabria 20 richieste nominative di nulla osta al lavoro dipendente, riguardante cittadini extracomunitari che si erano messi in contatto con Sher Singh. Secondo la Procura quei contratti erano fittizi ma consentivano l&#8217;ingresso irregolare degli extracomunitari in Italia.</p>
<p>Scimone è lo stesso imprenditore finito, nel 2018, al centro dell&#8217;inchiesta &#8220;Martingala&#8221; con l&#8217;accusa di essere il regista delle movimentazioni finanziarie della &#8216;ndrangheta. Secondo la Dda, infatti, sarebbe Scimone il principale artefice del meccanismo delle false fatturazioni attraverso società &#8220;cartiere&#8221; che avevano sede in Croazia, in Slovenia, in Austria e in Romania e che servivano per mettere in piedi operazioni commerciali inesistenti grazie a documenti fiscali e operazioni di pagamento fittizie.</p>
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