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	<title>Fausto Sposato Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 03 Jun 2025 09:22:49 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sposato (Opi Cosenza): medico (recidivo) pronto soccorso ospedale Acri tenta di aggredire infermiere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 08:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Acri]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
		<category><![CDATA[Fausto Sposato]]></category>
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		<category><![CDATA[Ospedale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cosenza, a tutela della dignità e dell&#8217;incolumità dei propri iscritti, condanna con assoluta fermezza il gravissimo episodio verificatosi presso il Pronto Soccorso dell&#8217;Ospedale di Acri, in cui un dirigente medico, già noto per analoghi comportamenti pregressi, ha aggredito verbalmente e tentato di aggredire fisicamente un Infermiere regolarmente iscritto a questo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cosenza, a tutela della dignità e dell&#8217;incolumità dei propri iscritti, condanna con assoluta fermezza il gravissimo episodio verificatosi presso il Pronto Soccorso dell&#8217;Ospedale di Acri, in cui un dirigente medico, già noto per analoghi comportamenti pregressi, ha aggredito verbalmente e tentato di aggredire fisicamente un Infermiere regolarmente iscritto a questo Ordine&#8221;.  Lo scrive Fausto sposato, presidente OPI Cosenza che aggiunge &#8220;L&#8217;episodio, di eccezionale gravità, avvenuto anche alla presenza di pazienti, è stato evitato solo grazie all&#8217;intervento di altri operatori sanitari. Lo stesso è stato oggetto di denuncia all&#8217;Autorità giudiziaria e di formale segnalazione al rischio clinico aziendale, e impone una presa di posizione immediata e inequivocabile da parte della Direzione dell&#8217;ASP e delle autorità competenti&#8221;. </p>
<p>&#8220;Alla luce della reiterazione dei comportamenti del soggetto in questione &#8211; specifica Sposato -si intima formalmente di fornire, con la massima urgenza e per iscritto, i seguenti chiarimenti:<br />
Se il Dirigente Medico autore dell&#8217;aggressione è stato formalmente segnalato all&#8217;Ufficio Procedimenti Disciplinari. In caso affermativo, si chiede di conoscere il numero di protocollo e lo stato del procedimento. In caso contrario, si richiede di giustificare l&#8217;omissione, indicando le ragioni per cui un simile comportamento non sia stato ritenuto meritevole di attivazione disciplinare.<br />
Se la Direzione ritiene che l&#8217;episodio sia compatibile con la permanenza in servizio, a contatto con colleghi e utenza, del soggetto coinvolto. In caso affermativo, si chiede di conoscere le valutazioni effettuate sotto il profilo della sicurezza dei lavoratori e dei pazienti.<br />
Se sono state adottate a seguito della segnalazione formale e della denuncia presentata misure aziendali. In caso affermativo si richiede elenco dettagliato degli atti adottati, incluse eventuali misure cautelari interne, trasferimenti, provvedimenti di sorveglianza sanitaria, o altro.<br />
Se è confermata l&#8217;applicazione uniforme del regolamento disciplinare e del codice di comportamento a tutte le categorie di dipendenti dell&#8217;ASP, senza eccezioni.<br />
Si richiede di escludere espressamente l&#8217;esistenza di prassi discriminatorie o di forme di &#8220;protezione&#8221; nei confronti di talune figure dirigenziali, che risultano – nei fatti – immuni da responsabilità anche in presenza di condotte gravi.<br />
A fronte della politica dichiarata di &#8220;tolleranza zero&#8221; verso ogni forma di violenza, l&#8217;inerzia nell&#8217;assumere provvedimenti nei confronti di chi ha aggredito un Infermiere nel luogo di lavoro rappresenta un fatto inaccettabile e un precedente pericolosissimo.<br />
Per questo ed altri motivi riteniamo che l&#8217;episodio non può e non deve restare impunito&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questo Ordine Professionale &#8211; sottolinea Sposato &#8211; non tollererà omissioni o ritardi e pretendiamo l&#8217;attivazione immediata di tutti i protocolli previsti, la piena applicazione del codice disciplinare e l&#8217;adozione di ogni misura a garanzia della sicurezza e dignità dei nostri iscritti. Ribadiamo che la tutela dell&#8217;integrità fisica, psicologica e professionale degli infermieri iscritti a quest&#8217;Ordine è un obbligo giuridico e morale dell&#8217;Azienda Sanitaria, e ogni ulteriore inazione sarà interpretata come grave omissione con conseguenze che saranno segnalate nelle sedi opportune, comprese le autorità competenti per la sicurezza del lavoro. Episodi del genere oltre che ledere la dignità dei professionisti, mettono in serio pericolo la credibilità della stessa azienda e non sono garanti del benessere organizzativo e lavorativo. Per tutto quanto sopra si invitano tutti gli infermieri iscritti a denunciare con tempestività ogni episodio di violenza, intimidazione o sopraffazione – verbale o fisica – ai danni della propria persona, sia all&#8217;Ordine sia alle autorità competenti, al fine di contrastare una deriva sempre più intollerabile nei luoghi di lavoro. Per quanto sopra si richiede riscontro formale, dettagliato e scritto nel più breve tempo possibile. In difetto, l&#8217;Ordine adotterà tutte le misure previste dal proprio statuto e dalla normativa vigente per la tutela dei propri iscritti&#8221;- conclude Fausto Sposato. </p>
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		<item>
		<title>Aggressioni a infermieri e operatori sanitari. Sposato (Opi Cosenza): management si costituisca parte civile</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/aggressioni-a-infermieri-e-operatori-sanitari-sposato-opi-cosenza-management-si-costituisca-parte-civile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2024 13:23:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[aggressioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fausto Sposato]]></category>
		<category><![CDATA[infermieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continuano gli episodi di aggressione agli operatori sanitari, soprattutto medici ed infermieri. È questa la vera motivazione per cui molti &#8220;scappano&#8221; per trovare rifugio in altre unità operative oppure rinunciano all&#8217;incarico. &#8220;Serve a poco inaugurare nuovi spazi e dare l&#8217;immagine che tutto è cambiato, quando tutto resta uguale, appare come la solita strategia gattopardiana. L&#8217;Opi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Continuano gli episodi di aggressione agli operatori sanitari, soprattutto medici ed infermieri. È questa la vera motivazione per cui molti &#8220;scappano&#8221; per trovare rifugio in altre unità operative oppure rinunciano all&#8217;incarico. &#8220;Serve a poco inaugurare nuovi spazi e dare l&#8217;immagine che tutto è cambiato, quando tutto resta uguale, appare come la solita strategia gattopardiana. L&#8217;Opi di Cosenza intende denunciare pubblicamente la grave situazione di insicurezza in cui versa il P.S. di Cosenza ed invitano il management dell&#8217;Azienda Ospedaliera a mettere in atto tutto quanto necessario a garantire la sicurezza degli operatori e ripristinare le regole negli accessi, chiedendo quali provvedimenti, immediati, intenda attuare per debellare il fenomeno delle aggressioni&#8221;. Fausto Sposato, presidente degli infermieri cosentini, difende l&#8217;intera categoria.<br />
E pone alcune questioni al management dell&#8217;azienda ospedaliera di Cosenza. &#8220;Da troppo tempo si sorvola sull&#8217;argomento per non affrontarlo ma oggi non è più possibile alcun rinvio. Alla luce dell&#8217;ennesimo grave episodio accaduto al Pronto Soccorso di Cosenza e che ha avuto come protagonista, suo malgrado, un infermiere, visto che la situazione è diventata insostenibile, l&#8217;Ordine degli Infermieri di Cosenza interviene a difesa dei propri iscritti&#8221;, assicura Sposato.</p>
<p>Come riportato da alcuni quotidiani, pare che esista un fantomatico &#8220;saltafila&#8221;. Per Sposato, &#8220;nel caso fosse vero sarebbe un fatto gravissimo oltre che illegale ed illegittimo; diversamente si dovrebbero diffidare gli organi di stampa dal pubblicare tali notizie che generano destabilizzazione tra gli utenti e che non rendono credibile i percorsi di accesso. Di sicuro qualche falla organizzativa c&#8217;è stata altrimenti non sarebbe successo nulla: pertanto chiediamo di individuare le responsabilità ed intervenire&#8221;, spiega. E poi: &#8220;Non abbiamo contezza del numero dei vigilanti per turno ma ci chiediamo, viste le continue aggressioni, se il numero sia proporzionato al numero degli accessi. Bisognerebbe capire come mai il punto maggiormente strategico e critico dell&#8217; azienda ospedaliera, che è il Pronto Soccorso, non ha ancora un coordinatore di ruolo visto che ben tre vincitori hanno, stranamente, rinunciato. Ci auguriamo che l&#8217;A.O. di Cosenza si costituisca parte civile al fine di tutelare la propria immagine e quella dei propri dipendenti. Episodi così non possono restare impuniti. Gli operatori vanno tutelati altrimenti si rischia il collasso ed il degrado morale e civile, in barba ad ogni regola, anche di buonsenso&#8221;, la denuncia pubblica dell&#8217;Opi.</p>
<p>Per tutto cio, gli infermieri confidano nella volontà del &#8220;management aziendale&#8221; di volere risolvere definitivamente la questione affrontandola ed impegnandosi a risolvere le criticità presenti. Diversamente riterremo anche loro corresponsabili di eventuali altri episodi e denunceremo il tutto agli organi superiori. Agli operatori va tutto il nostro sostegno e li invitiamo a denunciare qualunque forma di prevaricazione e di violenza, anche verbale. In questo appello abbiamo incontrato anche la solidarietà del Presidente dell&#8217;Ordine dei Medici di Cosenza con il quale ci siamo confrontati&#8221;.</p>
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		<title>Sposato (Presidente infermieri Cosenza): garantire incarichi a lungo termine</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sposato-presidente-infermieri-cosenza-garantire-incarichi-a-lungo-termine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Oct 2021 10:48:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Fausto Sposato]]></category>
		<category><![CDATA[infermieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Assumere con modalità diverse da quelle fatte fino ad oggi&#8221;. Non è più possibile fare assunzioni a tempo brevissime. Nessuno accetterà mai se non si garantiscono incarichi a lungo periodo&#8221;. È questo il leit motiv instancabile di Fausto Sposato, presidente Opi Cosenza. Il rappresentante degli infermieri cosentini spiega che occorre assumere le figure necessarie, riconvertire [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Assumere con modalità diverse da quelle fatte fino ad oggi&#8221;. Non è più possibile fare assunzioni a tempo brevissime. Nessuno accetterà mai se non si garantiscono incarichi a lungo periodo&#8221;. È questo il leit motiv instancabile di Fausto Sposato, presidente Opi Cosenza. Il rappresentante degli infermieri cosentini spiega che occorre assumere le figure necessarie, riconvertire quelle finora utilizzate per altre attività ma assunte ai fini assistenziali ed incrementare i dirigenti delle professioni sanitarie. Sposato, plaude all&#8217;Azienda ospedaliera di Cosenza che ha pubblicato un bando per nuovo personale. &#8220;L&#8217;incarico riguarda infermieri, tecnici ed ostetriche per dodici mesi, eventualmente rinnovabili&#8221;, spiega. Ciò non basta, ovviamente. &#8220;Qualcosa finalmente si muove. Le nostre preoccupazioni, dei mesi precedenti, stanno trovando realtà nei fatti odierni. Bene ha fatto l&#8217;Ao ad incaricare la dottoressa Catania – già responsabile Sitros – quale dirigente della struttura complessa, l&#8217;unica in Calabria. A lei  ed al Management aziendale i nostri complimenti&#8221;, aggiunge il presidente Opi.</p>
<p>&#8220;Bisogna continuare ad assumere, al tempo stesso. Manca il personale di supporto ad esempio e diventa necessario indicare stabilità a chi partecipa ai bandi, pianificare l&#8217;assistenza, puntare sulla qualità&#8221;, le parole di Sposato.<br />
Ad esempio l&#8217;Asp di Cosenza &#8220;Deve ancora esplicare un bando degno di questo nome ragion per cui si è obbligati ad attingere a graduatorie esterne mortificando le professionalità interne. Sulla dirigenza delle professioni sanitarie al momento è l&#8217;unica provincia rimasta indietro. Mancano almeno quattro, cinque dirigenti delle professioni sanitarie, figure necessarie per la complessità delle attività e per l&#8217;ampiezza del territorio. Si faccia presto anche in questo ambito&#8221;, l&#8217;appello. &#8220;Solo in questo modo potrà avvenire quella svolta qualitativa tanto attesa dagli operatori e dai pazienti. Prima, però, si paghi l&#8217;indennità Covid e si facciano percepire gli straordinari per le ore in più a chi spettano. I processi aziendali non possono essere fermati, non c&#8217;è altro tempo da perdere. Da una parte il plauso al management per la scelta della dottoressa Catania; dall&#8217;altra la richiesta di uno sforzo maggiore per garantire sicurezza e qualità alle cure sanitarie&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Sanità, Sposato: 250 milioni di euro fermi in Regione, perché non si sono investiti e non si investono?</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-sposato-250-milioni-di-euro-fermi-in-regione-perche-non-si-sono-investiti-e-non-si-investono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Sep 2021 09:57:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[250 milioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fausto Sposato]]></category>
		<category><![CDATA[Opi Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non ci spieghiamo perché i fondi regionali, 250 milioni di euro suddivisi in 175 per i Fesr 2020 e 81 per l&#8217;emergenza Covid, siano ancora fermi alla cittadella regionale. Non ci spieghiamo perché non siano stati utilizzati per le assunzioni e, ancora peggio, investiti in strutture, attrezzature, tecnologie. Ancora oggi non è stata pagata l&#8217;indennita&#8217; [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non ci spieghiamo perché i fondi regionali, 250 milioni di euro suddivisi in 175 per i Fesr 2020 e 81 per l&#8217;emergenza Covid, siano ancora fermi alla cittadella regionale. Non ci spieghiamo perché non siano stati utilizzati per le assunzioni e, ancora peggio, investiti in strutture, attrezzature, tecnologie. Ancora oggi non è stata pagata l&#8217;indennita&#8217; Covid agli operatori e nessuno sa darci una spiegazione&#8221;. Fausto Sposato, presidente dell&#8217;Opi, scende in campo per difendere infermieri ed operatori.</p>
<p>&#8220;Possibile che nessuno se ne sia accorto? A prescindere dai colori politici e dalle diverse appartenenze nessuno ha controllato, programmato e verificato?&#8221;, si chiede il presidente. Che poi apre una riflessione ampia: &#8220;Sono anni che lo ribadiamo, se non si individuano le responsabilità che causano tale immobilismo la nostra terra è destinata al fallimento sanitario. Occorre invece monitorare costantemente e garantire, in continuità, il diritto ai cittadini. Come? Con nuove strutture, con l&#8217;assunzione del personale a tempo indeterminato e con l&#8217;aumento degli standard qualitativi imposti in questo periodo. I soldi ci sono&#8221;.</p>
<p>Sposato aggiunge un altro dato importante: &#8220;il 15% del personale assunto per curare ed assistere svolge altre funzioni, per motivi di salute o per &#8220;altre motivazioni&#8221;. Si cambi la loro qualifica oppure si consenta di fare ciò per cui si è stati assunti ed inquadrati. Garantire gli operatori equivale a garantire maggiormente la salute e la sicurezza dei pazienti che rappresentano il terminale di questa filiera. La qualità delle cure deve essere oggetto di attenzioni da parte delle Istituzioni. Se ciò non si riesce a fare, intervenga direttamente il ministero&#8221;, afferma Sposato.</p>
<p>&#8220;Il modello hub spoke è ormai fallito, la dotazione organica non è più adeguata e le responsabilità non vengono accertate. Ognuno faccia il proprio: per questo motivo ci aspettiamo dal prossimo governatore della Calabria un segnale di cambiamento radicale e reale. I pazienti sono &#8220;impazienti&#8221; ed il personale tutto attende una inversione di rotta ed un forte impatto per riprendere il sistema sanitario&#8221;.</p>
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		<title>Sposato (Opi Cosenza): Carenza di dirigenti sanitari e nessuna graduatoria unica regionale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sposato-opi-cosenza-carenza-di-dirigenti-sanitari-e-nessuna-graduatoria-unica-regionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Sep 2021 16:15:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Fausto Sposato]]></category>
		<category><![CDATA[infermieri]]></category>
		<category><![CDATA[opi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Come già scritto nei giorni precedenti, le nostre battaglie sulla carenza di personale trovano riscontro nei fatti. Nonostante qualcuno, in modo incomprensibile, abbia sostenuto che la carenza di operatori anitari (infermieri ed Oss) non era così tragica smentendo, di fatto, le nostre affermazioni, gli organi di governo della sanità regionale hanno richiamato i vari manager [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Come già scritto nei giorni precedenti, le nostre battaglie sulla carenza di personale trovano riscontro nei fatti. Nonostante qualcuno, in modo incomprensibile, abbia sostenuto che la carenza di operatori anitari (infermieri ed Oss) non era così tragica smentendo, di fatto, le nostre affermazioni, gli organi di governo della sanità regionale hanno richiamato i vari manager e li hanno invitati ad assumere personale in base al piano del fabbisogno approvato tempo addietro&#8221;. Così Fausto Sposato (Presidente Opi Cosenza).</p>
<p>&#8220;Tant&#8217;è che, &#8211; aggiunge &#8211; nello stesso momento in cui qualcuno smentiva, l&#8217;azienda aveva riaperto i termini per una manifestazione di interesse per infermieri. Quindi le nostre denunce non erano campate in aria ed erano giustificate. Tra l&#8217;altro ci chiediamo: se la dotazione organica è congrua e gli operatori ed i cittadini protestano continuamente perché non vengono date loro garanzie in termini di sicurezza e prestazioni, significa allora che c&#8217;è un problema organizzativo? E chi deve risolverlo se non i responsabili? E come mai chi oggi sostiene che non mancano operatori qualche giorno addietro sosteneva, pubblicamente, il contrario? Molto probabilmente lo stress e l&#8217;enorme mole di lavoro fanno perdere il contatto con la quotidianità e con i problemi dei cittadini e degli operatori. A questo proposito sarebbe interessante sapere se le aziende sono dotate di un portavoce o se chiunque può parlare a nome e per conto del management divulgando notizie non vere sullo stato dell&#8217;arte. Ma in questa Calabria tutto è possibile, non per niente siamo il fanalino di coda&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ma torniamo alle assunzioni- prosegue Sposato. Ad oggi non esiste nessuna graduatoria a tempo indeterminato per potere assumere infermieri e questo ci riporta a quando abbiamo chiesto a qualche manager del passato (delle cui &#8220;capacità&#8221; ne paghiamo ancora il prezzo) di comporre una graduatoria lunga tenendo tutti dentro (è bene ricordare che all&#8217;epoca molti candidati non si presentarono e ci fu una selezione naturale). Anche quell&#8217;appello rimase inascoltato ed oggi ci ritroviamo a dovere pubblicare manifestazioni di interesse alle quali parteciperanno pochissimi ed accetteranno ancora meno. Altre regioni espletano concorsi regionali e non aziendali per un motivo molto semplice perché, altrimenti, si rischia di trovare in graduatoria sempre le stesse persone, invece con una graduatoria unica regionale questo problema sarebbe superato. Chi deve farlo? La Regione ha l&#8217;onere, evitando così la frammentazione e sgravando le aziende di ulteriori criticità, uniformando i processi ed evitando che le aziende vadano a velocità diverse. Altro punto dolente è la carenza di Dirigenti delle professioni sanitarie. Non è pensabile che a governare i processi assistenziali/organizzativi sia una sola figura visto che il comparto rappresenta più della metà dei dipendenti delle aziende. E vogliamo pensare che dove non riesce un commissario con pieni poteri possa riuscire un solo dirigente? Riteniamo sia impossibile. Per questo bisogna investire sulle professioni sanitarie e togliere dalle mani di altre figure la progettazione e la gestione dei processi organizzativo/assistenziali. Assumere più dirigenti delle professioni sanitarie è un investimento a breve e medio termine che porterà risultati importanti in termini di ottimizzazione ed organizzazione delle risorse. Ma bisogna avere coraggio nelle scelte ed essere lungimiranti, scrollandosi di dosso vecchi stereotipi che hanno affossato il sistema&#8221;.</p>
<p>Per Sposato, inoltre,&#8221; Nonostante qualcuno cerchi di screditare il nostro operato, noi lavoriamo e ragioniamo sulla base di alcuni e semplici elementi: il rispetto per i cittadini, la sicurezza degli operatori e l&#8217;amore verso questa terra e verso questa gente che merita di godere di servizi che diano risposte serie, reali ed appropriate. È tempo di guardare oltre e di progettare una sanità basata sui reali bisogni dei cittadini, puntare su un territorio che è vasto ed articolato e che necessita di risposte adeguate. E solo ragionando tutti insieme, ognuno per le proprie competenze, potremmo mettere sul tavolo un progetto di sanità nuovo e diverso mettendo il cittadino al centro. Noi abbiamo fatto e stiamo facendo la nostra parte, certi che, anche questa volta, il tempo ci darà ragione dimostrandosi, come sempre, galantuomo&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sposato-opi-cosenza-carenza-di-dirigenti-sanitari-e-nessuna-graduatoria-unica-regionale/">Sposato (Opi Cosenza): Carenza di dirigenti sanitari e nessuna graduatoria unica regionale</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Sposato (Opi) a Figliuolo: &#8220;Ad Acri 8 infermieri per 15 malati Covid, una vergogna&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Mar 2021 11:43:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; Nel giorno dell&#8217;arrivo, in Calabria, del commissario per l&#8217;emergenza Covid Figliuolo, giunge anche la denuncia pubblica, e politica, di Fausto Sposato nella doppia veste di presidente dell&#8217;Opi di Cosenza e consigliere provinciale con Franco Iacucci. &#8220;Ora basta: il commissario e tutto il management sappiano che la situazione sanitaria non è più tollerabile. Si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; Nel giorno dell&#8217;arrivo, in Calabria, del commissario per l&#8217;emergenza Covid Figliuolo, giunge anche la denuncia pubblica, e politica, di Fausto Sposato nella doppia veste di presidente dell&#8217;Opi di Cosenza e consigliere provinciale con Franco Iacucci. &#8220;Ora basta: il commissario e tutto il management sappiano che la situazione sanitaria non è più tollerabile. Si amministra con due pesi e due misure ed il sistema è pronto ad implodere. Non ci sono dispositivi, mancano calzari, mancano guanti, alcuni infermieri tuttora lavorano senza Dpi e, per di più, senza essere pagati come prevede il piano vaccinale della Prociv. Chi ha responsabilità, decida subito&#8221;.<br />
Sposato urla la sua rabbia, in rappresentanza della categoria: &#8220;Gli esempi degli ospedali sono eclatanti: prendiamo Acri dove, oltre alle prestazioni non pagate, operano 8 infermieri per 15 malati Covid di cui uno con variante inglese. Stessa cosa per Corigliano-Rossano. Niente attrezzature, niente dispositivi. Mancano radiologi, mancano altre figure professionali. Nonostante i mille solleciti ed i diversi incontri. Per non parlare della difficoltà che si riscontra con le prenotazioni vaccinali. Se non si riesce a garantire quantomeno i livelli essenziali, si chiuda. Inutile aprire altri centri Covid se poi la gestione non sussiste&#8221;.<br />
La &#8220;fase è critica&#8221; dunque per il consigliere provinciale e presidente degli infermieri. &#8220;Ribadiamo da tempo la necessità delle assunzioni. Concorsi all&#8217;Ao, all&#8217;Asp ancora in attesa di cosa? Perché non si procede? Possibile che si debba ricorrere alle agenzie interinali per il supporto? Quali sono le strategie?&#8221;, scrive Sposato.<br />
Ed ancora: &#8220;Si amministra con due pesi e due misure; ci sono ospedali e reparti che funzionano ma ce ne sono altri che potrebbero funzionare molto di più laddove si decidesse di uniformare le risorse. Si assiste, invero, ad uno spreco continuo e siamo pronti alla denuncia per questo. Principalmente per dare dignità ai pazienti ed ai professionisti che mettono a repentaglio sé stessi ed i loro familiari. Basta allora foraggiare il precariato e si consideri, finalmente, la lotta al Covid una guerra contro il tempo. La battaglia degli infermieri continua, anche se a mani nude. Ma senza una nuova linfa, senza incrementare infermieri e operatori di supporto e senza soprattutto nuove risorse – la chiosa dell&#8217;Opi – il sistema non regge più&#8221;.</p>
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		<title>Opi Cosenza: ospedali pubblici sono al collasso, non si perda altro tempo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/opi-cosenza-ospedali-pubblici-sono-al-collasso-non-si-perda-altro-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2021 13:40:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; &#8220;I livelli essenziali di assistenza sono a rischio. Ancora oggi siamo subissati di telefonate, soprattutto dagli istituti privati, per la ricerca affannosa di infermieri. Mentre gli ospedali pubblici sono al collasso. Si proceda immediatamente alle assunzioni, non si perda altro tempo. Concorsi, graduatorie, stabilizzazioni, chiamate dirette. Tutto ciò che si può fare deve [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; &#8220;I livelli essenziali di assistenza sono a rischio. Ancora oggi siamo subissati di telefonate, soprattutto dagli istituti privati, per la ricerca affannosa di infermieri. Mentre gli ospedali pubblici sono al collasso. Si proceda immediatamente alle assunzioni, non si perda altro tempo. Concorsi, graduatorie, stabilizzazioni, chiamate dirette. Tutto ciò che si può fare deve essere fatto prima che sia troppo tardi&#8221;. Ad affermarlo è il presidente dell&#8217;Opi di Cosenza, l&#8217;Ordine delle professioni infermieristiche, Fausto Sposato.<br />
La categoria, prosegue, &#8220;non riesce più a reggere il sistema sanitario. Senza noi professionisti che stiamo tenendo in piedi l&#8217;intero comparto sanitario, il collasso sarebbe avvenuto già dalla prima ondata. Ma adesso non è più tempo di chiamarci eroi, siamo professionisti con la P maiuscola che lavorano, senza soste, per tutti. Bisogna assumere velocemente, i colleghi sono stremati: inutile girarci intorno&#8221;. Sposato cita poi il collega Gianfranco che &#8211; attraverso una foto finita sul web &#8211; saluta la mamma, stremato anche lui da ritmi lavorativi impressionanti. &#8220;Dobbiamo dire grazie &#8211; afferma Sposato &#8211; a Gianfranco ed a chi, come lui, tutti i giorni è impegnato a prestare servizio, soccorso ed aiuto alle strutture sanitarie ed ai pazienti. Insieme a tutto il direttivo sentiamo il dovere di ringraziare i tanti Gianfranco che non si conoscono. Quella foto, così eclatante, esprime appieno anche il senso di paura, il coinvolgimento con le mamme, i genitori, i familiari, le moglie e i mariti, i figli, i nipoti. Anche loro sono sempre stati messi a rischio per il nostro lavoro. Sta venendo meno quel patrimonio umano che è uno degli aspetti più significativi di questo momento storico. Non si va da nessuna parte se l&#8217;iter continua ad essere questo e gli infermieri sono costretti a scegliere altri luoghi, lontani da casa, pur di lavorare. Le chiusure degli ospedali sono state una iattura per tutta la Calabria. E domani, quando dovremo occuparci di cronicità, mancheranno altre risposte ai calabresi&#8221;.<br />
&#8220;Pur se questo sarà il nostro habitat naturale &#8211; conclude Sposato &#8211; purtroppo tutta la categoria pagherà un prezzo ancora più salato, rispetto ad oggi, se non si invertono scelte finora del tutto sbagliate&#8221;</p>
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		<title>Infermieri, appello di Sposato (Opi Cosenza) ai colleghi: &#8220;Non abbandoniamo i pazienti&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/infermieri-appello-di-sposato-opi-cosenza-ai-colleghi-non-abbandoniamo-i-pazienti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2020 11:34:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[Fausto Sposato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;appello diretto ai colleghi arriva dal presidente dell&#8217;Ordine degli infermieri di Cosenza, Fausto Sposato. &#8220;Non abbandoniamo i pazienti in questa fase. Capiamo le difficoltà di alcuni colleghi ed i problemi reali, riconducibili alla sfera salutare di altri, ma non possiamo tollerare che alcuni invece ricorrano ad altri mezzi per non lavorare. È una questione di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;appello diretto ai colleghi arriva dal presidente dell&#8217;Ordine degli infermieri di Cosenza, Fausto Sposato. &#8220;Non abbandoniamo i pazienti in questa fase. Capiamo le difficoltà di alcuni colleghi ed i problemi reali, riconducibili alla sfera salutare di altri, ma non possiamo tollerare che alcuni invece ricorrano ad altri mezzi per non lavorare. È una questione di dignità, di professionalità riconosciuta e di responsabilità&#8221;.</p>
<p>Sposato cita l&#8217;articolo 3 del codice deontologico: &#8220;Rispetto e non discriminazione. L&#8217;Infermiere – ricorda il rappresentante dell&#8217;intera categoria &#8211; si prende cura della persona assistita, nel rispetto della dignità, della libertà, dell&#8217;eguaglianza, delle sue scelte di vita e concezione di salute e benessere, senza alcuna distinzione sociale, di genere, di orientamento della sessualità, etnica, religiosa e culturale. Siamo professionisti e conosciamo, dal principio, i rischi cui possiamo incorrere&#8221;.<br />
Da qui due appelli, distinti ma paralleli rivolti alle aziende ospedaliere ed ai privati. &#8220;La sicurezza da adottare sempre e comunque. Ed il ricambio generazionale: l&#8217;età media supera i 54 anni ed è necessario assumere per far sì che chi ha dato tanto, in tutti questi anni, rifiati e dia il cambio&#8221;, spiega.<br />
Poi una notizia importante: il cosiddetto cambio divisa. &#8220;Ci è stato comunicato l&#8217;esito di una sentenza seguita dai nostri consulenti, che è già giurisprudenza. L&#8217;Opi mette a disposizione gratuitamente un ufficio legale, per far valere il proprio diritto per il tempo perso durante il cambio divisa. Migliaia e migliaia di infermieri potranno chiedere alle aziende la differenza retributiva mancante. Per noi l&#8217;ennesima vittoria e l&#8217;impegno mantenuto con iscritti, colleghi e l&#8217;intera categoria&#8221;.</p>
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		<title>Covid, in Calabria mancano 5mila infermieri</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/covid-infermieri-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2020 08:56:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[Fausto Sposato]]></category>
		<category><![CDATA[infermieri]]></category>
		<category><![CDATA[Infermieri Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente dell&#8217;Ordine degli infermieri di Cosenza, Fausto Sposato, chiede che si proceda, &#8220;con urgenza&#8221;, alle assunzioni di personale nelle strutture ospedaliere della Calabria, dove mancherebbero 5mila infermieri. &#8220;Da tempo &#8211; dice &#8211; ribadiamo che il fattore organizzativo sia propedeutico alla buona sanità. E da troppi mesi chiediamo che l&#8217;ospedale di Cosenza, così come tutte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente dell&#8217;Ordine degli infermieri di Cosenza, Fausto Sposato, chiede che si proceda, &#8220;con urgenza&#8221;, alle assunzioni di personale nelle strutture ospedaliere della Calabria, dove mancherebbero 5mila infermieri.</p>
<p>   &#8220;Da tempo  &#8211; dice &#8211; ribadiamo che il fattore organizzativo sia propedeutico alla buona sanità. E da troppi mesi chiediamo che l&#8217;ospedale di Cosenza, così come tutte le strutture, si organizzi al meglio. Purtroppo non è accaduto ed oggi recriminiamo sul fatto che molti colleghi sono a casa, perché positivi al Covid e molto più esposti degli altri. Manca personale, mancano infermieri. Anche per questo motivo aggiungiamo che si deve accelerare perché i fondi ci sono. Sono stanziati ed assegnati. Mancano almeno 5000 infermieri in tutta la regione”.</p>
<p>Sposato chiede lo snellimento delle procedure concorsuali. “Non si può più attendere ulteriormente. I concorsi sono fermi da mesi ed oggi è tempo di procedere. Gli operatori di supporto, gli infermieri e chiunque operi nel campo sanitario è in pieno affanno. Potenziamo gli organici, mettiamo in sicurezza chi è più esposto, programmiamo altri interventi strutturali. E non dimentichiamo il sussidio Covid annunciato ma mai realmente pagato”. </p>
<p>Sposato cita l’esempio dell’Usca di Cosenza: “Non può reggere una sola unità, penso sia evidente. Anche in questo caso manca personale ed occorre integrare quanto prima il sistema, oltre che i laboratori. Noi non siamo eroi, come siamo stati definiti nel primo lockdown, ma esigiamo atti concreti per lavorare in serenità e sicurezza. Limitando gli accessi inappropriati, insistendo sui Dpi e pretendendo celerità nelle scelte. Anche verso i cittadini ed i pazienti”.</p>
<p>Infine l’appello all’uso delle mascherine: “Sembra scontato ed invece possiamo testimoniare come l’utilizzo – spiega il presidente Opi – sia stato e continua ad essere fondamentale per bloccare la pandemia. Meglio una mascherina che una maschera d’ossigeno”. </p>
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