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	<title>Falso Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Jul 2026 16:42:52 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Occhio alle truffe: falsi sms a nome della Polizia di Stato, è allarme a Lamezia Terme</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/occhio-alle-truffe-falsi-sms-nome-della-polizia-di-stato-e-allarme-a-lamezia-terme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 13:18:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia di Stato informa la cittadinanza di un tentativo di truffa recentemente segnalato nel territorio di Lamezia Terme, invitando tutti i cittadini a prestare la massima attenzione. Una cittadina ha ricevuto un SMS apparentemente proveniente dalla Polizia di Stato con l&#8217;invito a contattare un sedicente &#8220;Ispettore Francesco Morelli&#8221; e a recarsi successivamente presso la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia di Stato informa la cittadinanza di un tentativo di truffa recentemente segnalato nel territorio di Lamezia Terme, invitando tutti i cittadini a prestare la massima attenzione. Una cittadina ha ricevuto un SMS apparentemente proveniente dalla Polizia di Stato con l&#8217;invito a contattare un sedicente &#8220;Ispettore Francesco Morelli&#8221; e a recarsi successivamente presso la Questura di Catanzaro. Ritenendo autentica la comunicazione, la donna si è recata presso la Questura, dove ha scoperto che il messaggio era completamente falso e che nessun appartenente alla Polizia di Stato aveva disposto alcuna convocazione.</p>
<p>Una volta rientrata presso la propria abitazione, ha richiesto l&#8217;intervento degli agenti della Squadra Volante del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Lamezia Terme, che hanno effettuato un accurato controllo dell&#8217;immobile, senza riscontrare segni di effrazione o intrusioni. L&#8217;episodio lascia ritenere che il vero obiettivo dei malintenzionati fosse quello di indurre la vittima ad allontanarsi dalla propria abitazione, per tentare di commettere un furto approfittando della sua assenza.</p>
<p>La Polizia di Stato ricorda che <strong>non convoca i cittadini mediante SMS, né invita a contattare telefonicamente funzionari o ispettori attraverso numeri indicati in messaggi ricevuti sul telefono cellulare</strong>.</p>
<p>In caso di comunicazioni sospette è fondamentale:</p>
<ul>
<li>non seguire le indicazioni contenute nel messaggio;</li>
<li>non richiamare i numeri telefonici indicati;</li>
<li>verificare sempre la veridicità della comunicazione contattando direttamente gli uffici della Polizia di Stato attraverso i recapiti ufficiali;</li>
<li>segnalare immediatamente episodi analoghi al Numero Unico di Emergenza <strong>112</strong> o al più vicino ufficio di Polizia.</li>
</ul>
<p>La collaborazione dei cittadini è essenziale per prevenire questo tipo di raggiri. Si invita pertanto a condividere queste informazioni con familiari, amici e, in particolare, con le persone anziane, spesso maggiormente esposte ai tentativi di truffa. La prevenzione è il primo strumento di difesa: un cittadino informato è un cittadino più sicuro.</p>
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		<title>Falso in atto pubblico, sindaco di Crotone: Fornito ogni elemento utile per corretta ricostruzione fatti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/falso-in-atto-pubblico-sindaco-di-crotone-fornito-ogni-elemento-utile-per-corretta-ricostruzione-fatti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 08:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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		<category><![CDATA[Falso]]></category>
		<category><![CDATA[indagini]]></category>
		<category><![CDATA[pubblico]]></category>
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		<category><![CDATA[Vincenzo Voce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;In merito all&#8217;informazione di garanzia riguardante l&#8217;indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Crotone, desidero precisare di aver già avuto modo di chiarire in maniera puntuale e trasparente la posizione dell&#8217;Amministrazione comunale e la mia posizione personale rispetto ai fatti oggetto di verifica&#8220;. E&#8217; quanto dichiara il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce che aggiunge &#8220;Ho [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="gmail-Standard">&#8220;<em>In merito all&#8217;informazione di garanzia riguardante l&#8217;indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Crotone, desidero precisare di aver già avuto modo di chiarire in maniera puntuale e trasparente la posizione dell&#8217;Amministrazione comunale e la mia posizione personale rispetto ai fatti oggetto di verifica</em>&#8220;. E&#8217; quanto dichiara il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce che aggiunge &#8220;<em>Ho ritenuto opportuno non rilasciare dichiarazioni immediate sulla vicenda, scegliendo di attendere l&#8217;incontro con gli inquirenti per poter rappresentare nelle sedi competenti tutti gli elementi utili alla corretta ricostruzione dei fatti ed alla interpretazione della normativa e degli atti convenzionali di riferimento</em>&#8220;.</p>
<p class="gmail-Standard">&#8220;<em>Si tratta di una vicenda che attiene ad una verifica di regolarità di provvedimenti amministrativi su cui ritengo di aver fornito ogni ragguaglio utile ad un definitivo chiarimento che, ritengo, non tarderà ad arrivare. Ho piena fiducia nell&#8217;operato della Procura della Repubblica e degli organi inquirenti e sono certo che gli accertamenti consentiranno di fare completa chiarezza sui fatti contestati</em>&#8220;.</p>
<p class="gmail-Standard"><em>&#8220;Ribadisco che l&#8217;attività amministrativa è sempre stata svolta con senso di responsabilità, nel rispetto delle norme e nell&#8217;esclusivo interesse della collettività. L&#8217;Amministrazione comunale &#8211; </em>conclude Voce<em> &#8211; continuerà a svolgere con serenità e determinazione il proprio lavoro al servizio dei cittadini, nel rispetto dei principi di trasparenza, legalità e correttezza istituzionale</em>&#8220;.</p>
<p class="gmail-Standard">
<p class="gmail-Standard" align="right">Il sindaco</p>
<p class="gmail-Standard" align="right">Vincenzo Voce</p>
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		<item>
		<title>Taurianova, sottraggono 80mila euro ad anziana ma vengono identificati e arrestati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/taurianova-sottraggono-80mila-euro-ad-anziana-ma-vengono-identificati-e-arrestati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 07:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[anziana]]></category>
		<category><![CDATA[carabiniere]]></category>
		<category><![CDATA[Falso]]></category>
		<category><![CDATA[Taurianova]]></category>
		<category><![CDATA[truffa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un semplice dubbio, trasformato in una denuncia, ha permesso ai Carabinieri di interrompere una truffa in pieno svolgimento e di assicurare alla giustizia due presunti responsabili. È quanto accaduto a Taurianova (RC), dove i militari della locale Stazione hanno arrestato in flagranza di reato un ventenne originario di Frattaminore (NA), ritenuto parte di un collaudato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isselectedend" style="margin: 0cm; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif;">Un semplice dubbio, trasformato in una denuncia, ha permesso ai Carabinieri di interrompere una truffa in pieno svolgimento e di assicurare alla giustizia due presunti responsabili. </span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif;">È quanto accaduto a Taurianova (RC), dove i militari della locale Stazione hanno arrestato in flagranza di reato un ventenne originario di Frattaminore (NA), ritenuto parte di un collaudato meccanismo criminoso che, attraverso la tecnica del “falso Carabiniere”, aveva già causato alla vittima un danno patrimoniale superiore agli 80 mila euro. </span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif;">La vicenda ha avuto inizio quando un’anziana donna si è presentata presso la caserma dei Carabinieri per chiedere conferma sull&#8217;identità di un presunto militare dell&#8217;Arma che da giorni la contattava telefonicamente. L&#8217;uomo, con tono rassicurante e apparentemente autorevole, le aveva raccontato di un&#8217;indagine in corso nei confronti di una banda di malviventi che l&#8217;avrebbe tenuta sotto controllo, convincendola che denaro, gioielli e risparmi fossero in serio pericolo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="isselectedend" style="margin: 0cm; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif;">Un racconto costruito con abilità e portato avanti attraverso telefonate incessanti, pressioni psicologiche e continue richieste di collaborazione. La donna, ormai persuasa di dialogare con rappresentanti delle istituzioni, aveva già effettuato bonifici, consegnato denaro contante e ceduto monili in oro per un valore complessivo di circa 80 mila euro. </span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif;">I Carabinieri hanno immediatamente compreso che dietro quella vicenda si nascondeva una truffa ben organizzata. Mentre la vittima formalizzava la denuncia, i malviventi continuavano a contattarla senza sosta, arrivando persino a monitorarne gli spostamenti mediante videochiamate e a pretendere ulteriori consegne di preziosi. </span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif;">A quel punto è scattato il piano dei militari. Sfruttando i contatti ancora in corso tra la vittima e i truffatori, è stato predisposto un articolato servizio di osservazione e controllo finalizzato a individuare gli emissari incaricati del ritiro. </span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif;">L&#8217;intervento si è concretizzato nel momento in cui uno dei complici si è presentato per impossessarsi di altri beni. Alla vista dei Carabinieri, l&#8217;uomo è riuscito a guadagnarsi la fuga a piedi, ma il veicolo utilizzato dal gruppo è stato immediatamente intercettato da una pattuglia della Stazione di Taurianova impegnata nei servizi di controllo del territorio. Alla guida è stato identificato un ventenne campano, bloccato e arrestato in flagranza.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="isselectedend" style="margin: 0cm; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif;">Le successive attività investigative hanno consentito di risalire anche all&#8217;identità del complice che era riuscito inizialmente a sottrarsi alla cattura, successivamente deferito all&#8217;Autorità Giudiziaria. </span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif;">Per entrambi, all&#8217;esito delle valutazioni dell&#8217;Autorità Giudiziaria, è stata applicata la misura dell&#8217;obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. </span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif;">L&#8217;operazione conferma l&#8217;efficacia dell&#8217;azione di prevenzione e contrasto posta in essere dall&#8217;Arma dei Carabinieri contro il fenomeno delle truffe, reati particolarmente insidiosi che fanno leva sulla fiducia, sulla paura e sulla vulnerabilità delle vittime. Determinante, in questa circostanza, è stata la scelta della donna di rivolgersi ai veri Carabinieri prima di effettuare ulteriori consegne, consentendo ai militari di interrompere il raggiro e di avviare immediatamente le attività investigative. </span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif;">Si ricorda che il procedimento penale è tuttora nella fase delle indagini preliminari e che per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.</span></p>
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		<item>
		<title>Reggio Calabria, scoperto falso dermatologo e tricologo: il NAS sequestra ambulatorio e siti web</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-scoperto-falso-dermatologo-e-tricologo-il-nas-sequestra-ambulatorio-e-siti-web/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 08:28:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Reggio Calabria, con il supporto della competente Arma territoriale, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo in via d’urgenza e un decreto di perquisizione emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di una persona indagata, a vario titolo, per esercizio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Reggio Calabria, con il supporto della competente Arma territoriale, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo in via d’urgenza e un decreto di perquisizione emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di una persona indagata, a vario titolo, per esercizio abusivo delle professioni di tricologo e psicologo e sostituzione di persona in ambito sanitario. L’operazione rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura reggina e condotta dal NAS, all’esito della quale risulterebbero acquisiti gravi indizi in ordine all’esercizio delle professioni di tricologo e psicologo da parte di un soggetto privo dei necessari titoli abilitativi.</p>
<p>La sussistenza degli indizi è stata, allo stato, riconosciuta altresì dal GIP, che ha convalidato il sequestro preventivo dello studio, dei siti web e della casella email attraverso cui il professionista operava. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’indagato avrebbe attirato numerosi clienti attraverso siti internet in cui illustrava, indicando titoli professionali non corrispondenti a quelli posseduti, le proprie competenze e le problematiche di natura tricologica rispetto alle quali sarebbe potuto intervenire. I Militari del Nucleo Anti Sofisticazione, attraverso servizi di osservazione e pedinamento, raccolta di testimonianze e analisi documentale, avrebbero accertato che il soggetto svolgeva visite specialistiche e attività sanitarie senza essere in possesso dei necessari titoli di studio e delle conseguenti abilitazioni professionali.</p>
<p>Ancora, è emerso come il medesimo soggetto risulta essere già stato tratto in arresto in passato per condotte analoghe, oltre che condannato per tali fatti. Nella giornata del 14 maggio 2026, i militari del NAS hanno quindi dato esecuzione ai provvedimenti emessi dall’Ufficio di Procura, notificando contestualmente l’informazione di garanzia e procedendo al sequestro preventivo di due siti internet e di una casella di posta elettronica utilizzati per procacciare clienti, oltre che di un ambulatorio di tricologia medica e delle relative attrezzature cliniche ritenute funzionali all’esercizio abusivo delle professioni sanitarie contestate.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Scoperto un falso dentista nel Cosentino: sequestrato lo studio e denaro contante</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/scoperto-un-falso-dentista-nel-cosentino-sequestrato-lo-studio-e-denaro-contante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Aug 2025 11:09:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Coentino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza Cosenza hanno sottoposto a sequestro uno studio di un falso dentista a Spezzano Sila, nell’ambito di un servizio di controllo economico del territorio. In particolare, una pattuglia della Tenenza San Giovanni in Fiore ha scoperto un soggetto – mai iscritto all’ordine dei Medici e degli Odontoiatri [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza Cosenza hanno sottoposto a sequestro uno studio di un falso dentista a Spezzano Sila, nell’ambito di un servizio di controllo economico del territorio. In particolare, una pattuglia della Tenenza San Giovanni in Fiore ha scoperto un soggetto – mai iscritto all’ordine dei Medici e degli Odontoiatri – esercitare abusivamente tale professione, oltretutto in un locale privo delle misure di sicurezza previste per gli ambienti medici.</p>
<p>Di fatto, al termine di una prestazione odontoiatrica, effettuata nei confronti di una paziente – che aveva pagato la somma di 1.500 euro – i finanzieri hanno fatto accesso all’interno dello studio, rinvenendovi strumentazioni mediche perfettamente operative, tra cui apparecchiature, protesi dentarie ed altro materiale sanitario. Nella circostanza, su richiesta dei militari, la parte non è stata in grado di esibire alcun titolo abilitativo e autorizzativo a svolgere tale specifica tipologia di prestazione sanitaria. Pertanto, avendo constatato l’esercizio abusivo, le fiamme gialle silane hanno sottoposto a sequestro il locale, tutte le attrezzature mediche rinvenute e l’illecito profitto di 1.500 euro, impedendone così la prosecuzione.</p>
<p>Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Cosenza, proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità. Per il principio di presunzione di innocenza, la responsabilità del soggetto indagato sarà definitivamente accertata solo nel caso in cui intervenga una sentenza irrevocabile di condanna. L’attività di servizio svolta dai finanzieri si inquadra nel più ampio dispositivo posto in essere quotidianamente a tutela e sostegno dei cittadini, nonché delle imprese e dei professionisti che esercitano le proprie attività regolarmente, nel rispetto delle normative vigenti.<br />
A tal proposito, la Guardia di finanza è in grado di colpire, nella loro globalità, tutti quei fenomeni che costituiscono ostacolo alla crescita e alla realizzazione di un mercato pienamente concorrenziale su cui basare lo sviluppo di una società più equa ed attenta ai bisogni di ciascuno.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>VIDEO-Botricello, truffa del finto incidente e anziana derubata: Arrestati due 19enni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-botricello-truffa-del-finto-incidente-e-anziana-derubata-arrestati-due-19enni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 14:57:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[anziana]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[Botricello]]></category>
		<category><![CDATA[Falso]]></category>
		<category><![CDATA[incidente]]></category>
		<category><![CDATA[truffa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I carabinieri della Compagnia di Sellia Marina (CZ), coadiuvati nella fase esecutiva dai reparti dell’Arma territorialmente competenti, hanno eseguito un’ordinanza con la quale il Gip presso il Tribunale di Catanzaro ha disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di due giovani 19enni originari della provincia di Napoli, per la ritenuta sussistenza di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-botricello-truffa-del-finto-incidente-e-anziana-derubata-arrestati-due-19enni/">VIDEO-Botricello, truffa del finto incidente e anziana derubata: Arrestati due 19enni</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-286008-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/sellia_marina.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/sellia_marina.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/sellia_marina.mp4</a></video></div>
<p>I carabinieri della Compagnia di Sellia Marina (CZ), coadiuvati nella fase esecutiva dai reparti dell’Arma territorialmente competenti, hanno eseguito un’ordinanza con la quale il Gip presso il Tribunale di Catanzaro ha disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di due giovani 19enni originari della provincia di Napoli, per la ritenuta sussistenza di gravi indizi in ordine al reato di truffa in concorso ai danni di persona anziana.</p>
<p>I provvedimenti cautelari, emessi su richiesta della locale Procura, scaturiscono da una complessa indagine svolta dai militari in servizio presso la Stazione dei carabinieri di Botricello che si è articolata nell’acquisizione delle dichiarazioni della persona offesa, nell’analisi delle immagini di sistemi di videosorveglianza ed in accertamenti tecnici sulle celle telefoniche e sulle utenze utilizzate dagli indagati. I presunti autori del fatto criminoso avrebbero contattato, lo scorso mese di luglio, un’anziana signora botricellese, sia sull’utenza fissa che su quella mobile, e qualificandosi falsamente prima come carabiniere e poi come avvocato, le avrebbero rappresentato che la figlia di lei, residente fuori Regione, aveva provocato un sinistro stradale con feriti gravi, nonché le avrebbero richiesto la corresponsione di una somma di 4.200,00 euro in contanti o in preziosi, simulando che la stessa fosse funzionale ad evitare l’arresto della congiunta, in quanto responsabile dell’incidente.</p>
<p>Non avendo la disponibilità in contanti dell’intera somma richiesta, la vittima avrebbe consegnato ad uno dei complici, recatosi presso la sua abitazione, l’importo di 100 euro e 131 grammi in oro, tra cui le sue fedi nuziali. Il procedimento pende nella fase delle indagini preliminari.</p>
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		<title>Mancata sicurezza su luoghi di lavoro e falso: nei guai responsabili azienda raccolta rifiuti nel Cosentino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2024 13:20:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica di Paola diretta dal Procuratore facente funzioni Ernesto Sassano, ha chiuso le indagini nei confronti di quattro persone, residenti nella provincia di Catania, rispettivamente amministratrice e responsabili di un&#8217;azienda operante nel campo della raccolta dei rifiuti solidi urbani all&#8217;interno di un comune dell&#8217;alto tirreno. In particolare la posizione degli stessi è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica di Paola diretta dal Procuratore facente funzioni Ernesto Sassano, ha chiuso le indagini nei confronti di quattro persone, residenti nella provincia di Catania, rispettivamente amministratrice e responsabili di un&#8217;azienda operante nel campo della raccolta dei rifiuti solidi urbani all&#8217;interno di un comune dell&#8217;alto tirreno. In particolare la posizione degli stessi è al vaglio dei magistrati della Procura di Paola per reati afferenti la sicurezza sui luoghi di lavoro e falso. Tali risultanze sono scaturite dall&#8217;attività d&#8217;indagine posta in essere da personale della Polizia Stradale Paola, in collaborazione con l&#8217;Ispettorato del Lavoro di Cosenza, da cui si è potuto appurare che i dipendenti della Ditta non disponevano di locali idonei da utilizzare come spogliatoio e servizi igienici che seppur presenti erano a livelli minimi di igiene. Inoltre i  lavoratori non erano dotati di dispositivi di protezione individuali volti a prevenire il rischio biologico per la tipologia di attività espletata, nonché a prevenire infortuni durante i trasporti e la raccolta a bordo dei veicoli.</p>
<p>Dall&#8217;attività d&#8217;indagine espletata si è, inoltre, appurato che gli attestati di formazione relativi alla frequenza di corsi per la sicurezza sui luoghi di lavoro erano stati falsamente rilasciati e uno dei datori di lavoro aveva indotto i lavoratori a confermare la frequenza dei corsi di formazione in caso di controllo, al fine di far apparire regolare,  dal punto di vista documentale, la posizione del datore di lavoro a danno dei lavoratori e dell&#8217;Ente pubblico appaltante.</p>
<p>L&#8217;indagine trae spunto dalle attività di controllo della Polizia Stradale di Paola nell&#8217;ambito delle aziende operanti nel settore ambientale e dei trasporti.</p>
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		<title>Truffa ai danni di anziane calabresi: 18enne arrestato, Carabinieri indagano per identificare complici</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/truffa-ai-danni-di-anziane-calabresi-18enne-arrestato-carabinieri-indagano-per-identificare-complici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 10:12:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I carabinieri del Reparto territoriale di Corigliano Rossano e dalla Compagnia di Cassano all&#8217;Ionio, con il supporto dei colleghi del Reparto territoriale di Mondragone (Caserta), hanno arrestato un diciottenne, con precedenti di polizia, con l&#8217;accusa di rapina e truffe. Il giovane, posto ai domiciliari, ha ricevuto il provvedimento giudiziario in esecuzione di una misura cautelare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I carabinieri del Reparto territoriale di Corigliano Rossano e dalla Compagnia di Cassano all&#8217;Ionio, con il supporto dei colleghi del Reparto territoriale di Mondragone (Caserta), hanno arrestato un diciottenne, con precedenti di polizia, con l&#8217;accusa di rapina e truffe. Il giovane, posto ai domiciliari, ha ricevuto il provvedimento giudiziario in esecuzione di una misura cautelare emessa dal gip di Castrovillari su richiesta della Procura della città del Pollino, che ha coordinato l&#8217;indagine.</p>
<p>Due gli episodi di cui si sarebbe reso protagonista, nell&#8217;arco di pochi giorni uno dall&#8217;altro, il falso sottufficiale. Il primo è avvenuto il 21 maggio scorso, quando un&#8217; anziana signora di Corigliano Rossano è stata contattata sul telefono cellulare da un soggetto che, dopo essersi qualificato come maresciallo dei carabinieri, le ha fatto credere che suo figlio aveva causato un grave sinistro stradale nel quale era deceduta una donna. Per questa ragione il figlio della donna era stato arrestato e per poterlo liberare era necessario versare almeno 12 mila euro. Nello stesso momento un secondo complice aveva contattato la signora sull&#8217;utenza fissa, qualificandosi come l&#8217;avvocato del figlio e fornendole, ovviamente, la stessa versione. Infine, un terzo complice si era presentato a casa della donna, dove si era fatto consegnare danaro e preziosi.</p>
<p>Il secondo episodio, qualche giorno più tardi, quando la stessa organizzazione ha messo in scena un copione sovrapponibile in danno di un&#8217;altra donna anziana di Cassano all&#8217;Ionio, ma in questa circostanza i malviventi sono andati addirittura oltre. Infatti, il diciottenne poi arrestato, lo stesso che aveva prelevato i valori dall&#8217;anziana di Corigliano Rossano, per assicurarsi il prodotto della truffa, non ha esitato ad aggredire fisicamente la donna. Scattate le denunce, l&#8217;attività congiunta dei militari del Reparto territoriale di Corigliano Rossano e della Compagnia di Cassano all&#8217;Ionio ha permesso di identificare il primo dei soggetti di questa banda, il diciottenne, mentre sono ancora in corso le indagini per risalire agli altri componenti dell&#8217;organizzazione.</p>
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		<title>Crotone, bufera giudiziaria su Congesi: 10 indagati per falso in bilancio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-bufera-giudiziaria-su-congesi-10-indagati-per-falso-in-bilancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Sep 2024 10:37:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Terremoto giudiziario su Congesi, il consorzio pubblico che gestisce il sistema idrico integrato in 14 comuni della provincia di Crotone. La Procura guidata da Giuseppe Capoccia ha iscritto nel registro degli indagati dieci persone, tra attuali ed ex amministratori, direttore amministrativo e revisori contabili della società, ai quali ieri i militari del Nucleo di Polizia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Terremoto giudiziario su Congesi, il consorzio pubblico che gestisce il sistema idrico integrato in 14 comuni della provincia di Crotone. La Procura guidata da Giuseppe Capoccia ha iscritto nel registro degli indagati dieci persone, tra attuali ed ex amministratori, direttore amministrativo e revisori contabili della società, ai quali ieri i militari del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Crotone hanno notificato gli avvisi di garanzia. Sotto accusa sono finiti: il presidente della partecipata, Claudio Liotti; i consiglieri di amministrazione in carica Maria Riccio e Arturo Zizza; il revisore dei conti Damiano Falco; il direttore amministrativo Michele Liguori (che tre giorni fa è stato condannato a 6 anni di carcere per il fallimento della Soakro); gli ex componenti del consiglio di amministrazione, Lucia Bossi, Vincenzo Capozza, Francesco Benincasa (che è anche il sindaco di Strongoli a sua volta condannato a 2 anni di reclusione nel processo Soakro) e Giovanbattista Scordamaglia; e infine l&#8217;ex revisore contabile Maria Teresa Scerbo.</p>
<p>Tutti devono rispondere del reato di falso in atto pubblico. Contestualmente, i finanzieri hanno pure eseguito un decreto di perquisizione e sequestro emesso dal sostituto procuratore Alessandro Rho, titolare dell&#8217;inchiesta. I militari, infatti, hanno perlustrato la sede di Congesi in via Antonio De Curtis visionando e sequestrando documenti contabili che vanno dal 2016, quando il consorzio venne costituito dagli enti locali, fino ad oggi. Dopodiché, sono stati perquisiti gli uffici societari dei manager Liotti, Riccio e Zizza e requisiti i loro computer e telefoni cellulari. L’attenzione dei finanzieri s&#8217;è focalizzata sui bilanci di Congesi degli anni 2016-2022 che &#8211; secondo gli inquirenti &#8211; «rappresentano al loro interno fatti materiali non corrispondenti al vero» come «il valore dei crediti» che sono stati «iscritti in bilancio».</p>
<p>Nello specifico, riporta il decreto, la falsa «rappresentazione dell’attivo» della partecipata emergerebbe «dall&#8217;evidente distonia tra il valore, sempre crescente, dei crediti apposti nei bilanci ed il contenuto delle relazioni, rispettivamente, dell&#8217;organo di gestione» di Congesi e «dei revisori contabili allegate ai bilanci depositati». Gli esercizi finanziari consuntivi, è la tesi del pm, avrebbero fatto sempre registrare «un aumento del valore dei crediti &#8211; senza appostazione di fondi rischi congrui &#8211; tali da pareggiare l&#8217;ingente posizione debitoria». Al contrario, la Procura sostiene che sono venute fuori delle «dichiarazioni» che sarebbero «in esatta controtendenza» con le cifre messe nero su bianco al punto da dimostrare «la non attendibilità del dato» per due motivi: da un lato c&#8217;è «l&#8217;indeterminatezza dei ricavi» legati ai crediti dovuta alla «carenza dei dati delle utenze fornite dai Comuni» soci della partecipata; dall&#8217;altro «l&#8217;omessa svalutazione di gran parte dei crediti iscritti in bilancio» che vengono «vantati» dal consorzio «da diversi anni», alcuni anche dal 2016, «nei confronti di utenti inadempienti, verso i quali, nemmeno sarebbero state ancora iniziate le procedure esecutive».<br />
Le quali, si legge nel provvedimento firmato dal magistrato, sarebbero state «da tempo programmate ma non ancora intraprese al momento dell&#8217;approvazione del consuntivo» del 2022. Una serie di «elementi», quindi, che il pubblico ministero Rho considera «rilevatori dell&#8217;inevitabile deterioramento» dei crediti. Si spiega così la contestazione di falso in atto pubblico che viene addebitata agli indagati.<br />
(<em>Fonte: Gazzetta del sud</em>)</p>
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		<title>Inchieste, frodi e truffe, anche in Calabria false assunzioni dei migranti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inchieste-frodi-e-truffe-anche-in-calabria-false-assunzioni-dei-migranti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2024 07:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inchieste, arresti, frodi e truffe. Il sistema delle false assunzioni dei migranti eludendo il decreto flussi sembra essere radicato in quella parte dell’imprenditoria troppo spesso collusa o facente parte proprio del sistema criminale. E così, in Puglia, in Campania, in Calabria ma anche al Nord, si moltiplicano i fascicoli d’indagine sulle frodi che consentono ai [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Inchieste, arresti, frodi e truffe. Il sistema delle false assunzioni dei migranti<strong> eludendo il decreto flussi</strong> sembra essere radicato in quella parte dell’imprenditoria troppo spesso collusa o facente parte proprio del sistema criminale. E così, in Puglia, in Campania, in <strong>Calabria</strong> ma anche al Nord, si moltiplicano i fascicoli d’indagine sulle frodi che consentono ai datori di lavoro di incassare illecitamente sulla pelle di migranti con il sogno di ottenere un permesso di soggiorno.</p>
<p>Si tratta di numeri abnormi che da tempo portano investigatori e inquirenti, soprattutto del Sud Italia – dalla Puglia alla <strong>Calabria</strong> – a guidare operazioni e indagini nei confronti di datori di lavoro fin troppo zelanti nel promettere regolarizzazioni di lavoratori extracomunitari, senza però mai completare le richieste. Solo qualche mese fa, in Salento, carabinieri e Guardia di Finanza hanno arrestato tre imprenditori con l’accusa di aver favorito l’immigrazione clandestina di 900 migranti sfruttando lo stesso modus operandi. Denaro che consentiva loro di chiedere al ministero dell’Interno il “modello informatico” attestante l’assunzione dei migranti.</p>
<p>Un’attività che aveva fruttato profitti per oltre 1,3 milioni di euro. Ma non sembrano essere casi isolati, piuttosto una pratica ormai collaudata da anni con la quale imprenditori senza scrupoli tentano di arricchirsi sulle spalle dei migranti. Episodi registrati anche in <strong>Calabria</strong>, in particolare nella <strong>piana di Sibari</strong>. Ai migranti venivano <strong>chiesti 6.000 euro</strong>, tramite un mediatore, per ottenere la promessa di un posto di lavoro e, quindi, la possibilità di restare in Italia.</p>
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