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	<title>falsa Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Reggio: tenta di pagare pacco con una banconota falsa, poi aggredisce il fattorino e fugge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2025 10:25:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Momenti di violenza nel pomeriggio di ieri in via Cusmano, dove un giovane è stato arrestato dai Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Reggio Calabria dopo un’aggressione a un fattorino e un tentativo di rapina. Il ragazzo, nel corso di una consegna, ha cercato di pagare con una banconota da 50 euro risultata presumibilmente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Momenti di violenza nel pomeriggio di ieri in via Cusmano, dove un giovane è stato arrestato dai Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Reggio Calabria dopo un’aggressione a un fattorino e un tentativo di rapina. Il ragazzo, nel corso di una consegna, ha cercato di pagare con una banconota da 50 euro risultata presumibilmente falsa. Al rifiuto del corriere di accettarla, ha reagito con estrema violenza: ha colpito la vittima con pugni alla nuca e ha sottratto dall’abitacolo dell’auto due sacche contenenti prodotti destinati alla distribuzione.</p>
<p>Non soddisfatto, ha infierito contro il veicolo con calci e lanci di pietre, danneggiandolo visibilmente, prima di fuggire per le vie limitrofe. La vittima ha immediatamente allertato le forze dell’ordine. I militari, giunti sul posto in pochi minuti, hanno avviato una rapida attività di ricerca, rintracciando l’aggressore e recuperando la refurtiva, restituita al legittimo proprietario.</p>
<p>L’arrestato, completate le formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale &#8220;G. Panzera&#8221; – plesso di Arghillà, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per il giudizio di convalida.</p>
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		<title>Processo &#8220;Rinascita Scott&#8221;, Tribunale invia atti a Procura per falsa testimonianza ex giudice Petrini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Nov 2023 13:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trasmissione degli atti alla Procura di Catanzaro per procedere per il reato di falsa testimonianza nei confronti di 17 testimoni ascoltati in aula. E’ quanto deciso dal Tribunale di Vibo Valentia con la sentenza del maxiprocesso &#8220;Rinascita-Scott&#8221; e tra gli atti trasmessi all’ufficio di Procura c&#8217;è pure la deposizione dell’ex collaboratore di giustizia Gaetano Albanese [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Trasmissione degli atti alla Procura di Catanzaro per procedere per il reato di falsa testimonianza nei confronti di 17 testimoni ascoltati in aula. E’ quanto deciso dal Tribunale di Vibo Valentia con la sentenza del maxiprocesso &#8220;Rinascita-Scott&#8221; e tra gli atti trasmessi all’ufficio di Procura c&#8217;è pure la deposizione dell’ex collaboratore di giustizia Gaetano Albanese di Candidoni, nel Reggino) (che il 22 febbraio 2021 in aula ha ritrattato tutte le dichiarazioni rese in precedenza), ma soprattutto quella dell’ex presidente della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro, Marco Petrini. </p>
<p>In particolare, l’ex magistrato &#8211; deponendo nell’udienza datata 8 novembre 2022 &#8211; non ha confermato in aula le precedenti dichiarazioni rese a verbale sull&#8217;esistenza di una loggia massonica coperta con sede a Catanzaro. Loggia della quale avrebbero fatto parte l’avvocato Giancarlo Pittelli (ieri condannato a 11 anni) più altri magistrati e avvocati &#8211; secondo quanto reso a verbale da Petrini &#8211; ma di cui il teste ha spiegato poi in aula di non ricordare nulla e di aver reso dichiarazioni non veritiere in quanto all’epoca in forte stato di prostrazione psicologica. </p>
<p>Marco Petrini, 59 anni, oggi residente in un monastero dopo l’arresto in carcere risalente al 15 gennaio 2020 e gli arresti domiciliari ottenuti l’11 febbraio dello stesso anno, poi di nuovo il carcere ad aprile 2020 e ancora ai domiciliari il 29 maggio 2020, nel corso della testimonianza nel processo &#8220;Rinascita-Scott&#8221; aveva negato di aver intrattenuto rapporti illeciti con Giancarlo Pittelli. Dichiarazioni evidentemente non credute dal Tribunale di Vibo che ha accolto la richiesta della Procura di trasmissione degli atti per procedere per il reato di falsa testimonianza.</p>
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		<item>
		<title>Falsa professionista truffava vittime: Sequestro preventivo di 800mila euro per una 67enne</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/falsa-professionista-truffava-vittime-sequestro-preventivo-di-800mila-euro-per-una-67enne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2023 09:26:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Venezia hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro di prevenzione ai sensi del Codice Antimafia emesso, su richiesta della Procura della Repubblica di Venezia, dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale lagunare, nei confronti di una 67enne di origini campane, contraddistinta da una elevata pericolosità sociale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Venezia hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro di prevenzione ai sensi del Codice Antimafia emesso, su richiesta della Procura della Repubblica di Venezia, dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale lagunare, nei confronti di <strong>una 67enne di origini campane</strong>, contraddistinta da una elevata pericolosità sociale persistente nel tempo fin dai primi anni 2000, e di altri quattro soggetti residenti in <strong>Calabria</strong> intestatari degli immobili a lei riconducibili per un valore complessivo stimato per circa <strong>800mila euro</strong>.<br />
La pericolosità sociale della donna è stata valorizzata ai fini del procedimento di prevenzione in quanto la stessa, nel tempo, utilizzando anche un nome di fantasia, aveva realizzato numerose truffe qualificandosi, di volta in volta, quale agente immobiliare, intermediario finanziario, medico, ovvero millantando importanti conoscenze tra funzionari e dirigenti appartenenti alla Pubblica Amministrazione. Dopo essersi assicurata la fiducia delle vittime, le circuiva prospettando la possibilità di risolvere problematiche di varia natura, previo versamento di cospicue somme di denaro in contanti o in assegni e, una volta incassate le somme, si rendeva irreperibile.</p>
<p>Gli approfondimenti svolti hanno inoltre consentito di acclarare come la donna non abbia mai dichiarato né percepito redditi e che le uniche provviste di cui ha beneficiato erano costituite dai proventi illeciti derivanti dai reati, quali truffe, millanto credito e sostituzione di persona, perpetrati per la maggior parte in Veneto, in particolare nelle province di Venezia e Verona.<br />
Le indagini eseguite nel procedimento di prevenzione hanno permesso di ricondurre alla donna 5 unità immobiliari e 3 terreni, formalmente inteste a prossimi congiunti proprio per occultarne l’illecita provenienza.<br />
La ricostruzione delle dinamiche criminali relative alla destinataria dell’odierno provvedimento di sequestro non si sono limitate alla Regione Veneto, riguardando, altresì, il territorio calabrese e rilevando come i delitti contestati siano stati commessi senza soluzione di continuità, con persistenza e recidività in un arco di tempo di oltre quindici anni.</p>
<p>Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Venezia ha quindi sottoposto a sequestro gli immobili e i terreni tutti situati in <strong>Calabria nelle province di Vibo Valentia, Crotone e Cosenza</strong>, consentendo l’immissione in possesso sugli stessi da parte dell’amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Venezia.<br />
Il provvedimento in questione è il risultato dell’impegno della Procura della Repubblica di Venezia e della Guardia di Finanza nel quadro delle strategie di aggressione patrimoniale dei beni acquisiti da soggetti che vivono abitualmente con i proventi di attività delittuose e che rappresentano il frutto o il reimpiego di attività illecite.</p>
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		<title>Catanzaro, si spacciano per delegati di ente benefico per falsa raccolta fondi: due persone denunciate</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-si-spacciano-per-delegati-di-ente-benefico-per-falsa-raccolta-fondi-due-persone-denunciate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Oct 2021 13:52:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Si erano spacciati per delegati di un noto ente benefico di Catanzaro, andando per le case del quartiere Santa Maria del capoluogo a richiedere donazioni ad ignari cittadini per una raccolta fondi di beneficenza. I Carabinieri di Catanzaro identificano e denunciano in stato di libertà per truffa un 34enne pregiudicato nonché sottoposto alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Si erano spacciati per delegati di un noto ente benefico di Catanzaro, andando per le case del quartiere Santa Maria del capoluogo a richiedere donazioni ad ignari cittadini per una raccolta fondi di beneficenza. I Carabinieri di Catanzaro identificano e denunciano in stato di libertà per truffa un 34enne pregiudicato nonché sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e una 47enne pregiudicata.</p>
<p>I Carabinieri venivano a conoscenza che in diverse abitazioni del quartiere si erano presentate due persone che, a nome del noto ente benefico catanzarese, avevano richiesto fondi in cambio di una penna come gadget promozionale. Diverse persone, conoscendo l’ente benefico e quindi fidandosi, avevano fatto delle donazioni in denaro. Immediatamente i Carabinieri verificavano che l’ente non aveva in corso campagne di raccolta fondi con quelle modalità e pertanto, ricevuta formale querela, procedevano all’identificazione dei due truffatori verificando gli impianti di videosorveglianza dell’area. Per i due è scattato quindi il deferimento alla Procura della Repubblica di Catanzaro con l’accusa di truffa.</p>
<p>L’Arma dei Carabinieri da tempo contrasta in ogni modo questo tipo di reati, particolarmente ripugnanti perché colpiscono spesso persone delle fasce più deboli. È fondamentale sensibilizzare tutti sulle varie tipologie di stratagemmi messi in atto da criminali senza scrupoli che provano in tutti i modi ad introdursi nelle case dei cittadini spacciandosi per appartenenti alle Forze dell’ordine, assicuratori, avvocati, tecnici del gas, dell’acqua, dell’energia elettrica, ufficiali giudiziari, corrieri per consegne pacchi o, come in questo caso, per raccogliere fittiziamente fondi per una raccolta benefica.</p>
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		<title>VIDEO-Catanzaro, da 20 anni si è finta cieca e truffato lo Stato per 200mila euro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-catanzaro-da-20-anni-si-e-finta-cieca-e-truffato-lo-stato-per-200mila-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Oct 2021 10:30:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Catanzaro Lido, una 74enne si fingeva cieca da quasi venti anni, ricevendo per la falsa infermità un’indennità mensile di circa 1000 euro da parte dell’INPS. Al termine di complesse indagini, i Carabinieri di Catanzaro hanno notificato un decreto di sequestro preventivo per un valore di oltre 200.000 euro, emesso dal GIP del Tribunale di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-170784-1" width="696" height="391" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/10/Catanzaro-finta-cieca-per-20-anni-calabrianews.it_.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/10/Catanzaro-finta-cieca-per-20-anni-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/10/Catanzaro-finta-cieca-per-20-anni-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>A Catanzaro Lido, una 74enne si fingeva cieca da quasi venti anni, ricevendo per la falsa infermità un’indennità mensile di circa 1000 euro da parte dell’INPS. Al termine di complesse indagini, i Carabinieri di Catanzaro hanno notificato un decreto di sequestro preventivo per un valore di oltre 200.000 euro, emesso dal GIP del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti della donna accusata di truffa per il conseguimento di erogazione pubbliche.</p>
<p>L’attività dei Carabinieri della Stazione di Catanzaro Lido ha avuto inizio diversi mesi fa quando, a seguito di una lite di vicinato, i militari si sono resi conto che, dalla descrizione dei fatti, la donna aveva compiuto, con estrema disinvoltura, azioni di vita ordinaria incompatibili con il suo status di non vedente, noto ai carabinieri. Peraltro, da una verifica di precedenti denunce sporte dall’indagata già presenti agli atti, è emerso che in passato la donna, nello spiegare i fatti accaduti, riferiva di avere “visto” situazioni o cose, dimostrando agli investigatori oltrechè non era affetta da alcuna invalidità anche la sua sfrontatezza nel presentarsi in una caserma dei Carabinieri.</p>
<p><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/10/09.10-falsa-cieca.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-170787 alignleft" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/10/09.10-falsa-cieca-300x264.jpg" alt="CZ falsa cieca" width="500" height="440" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/10/09.10-falsa-cieca-300x264.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/10/09.10-falsa-cieca-1024x899.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/10/09.10-falsa-cieca-768x675.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/10/09.10-falsa-cieca-696x611.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/10/09.10-falsa-cieca-1068x938.jpg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/10/09.10-falsa-cieca-478x420.jpg 478w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/10/09.10-falsa-cieca.jpg 1209w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a>A quel punto, i Carabinieri dopo aver verificato che effettivamente la donna riceveva, ormai da decenni, un’indennità per essere cieca, hanno iniziato a seguirla e pedinarla con discrezione, riprendendola ed osservandola mentre compiva attività di tutti i giorni come fare la spesa guardando e scegliendo con cura i cibi da prendere, passeggiare in autonomia per le strade cittadine voltandosi e guardando a destra e sinistra nell’attraversare la strada e facendo da capofila ad un gruppo di amiche ed infine, convocata in caserma con una scusa, ormai sicura di non essere più scoperta visti gli anni di finzione senza verifiche, leggeva normalmente e firmava alcuni documenti, smascherando da sola la sua falsa cecità e la truffa decennale.</p>
<p>Tutte le prove raccolte e la quantificazione del danno complessivo, sino al dicembre 2020 oltre 200.000 euro, sono state poi inviate alla Procura di Catanzaro, insieme al deferimento del medico specialista denunciato dai Carabinieri in quanto, in sede di Commissione di invalidità, aveva attestato l’esistenza di una grave malattia degli occhi tale da portare ad un’assoluta cecità.</p>
<p>L’autorità giudiziaria catanzarese, concordando con l’operato dei carabinieri, ha quindi disposto il sequestro per 200.000 euro, ovvero valore pari a quello del danno patito dall’INPS.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-catanzaro-da-20-anni-si-e-finta-cieca-e-truffato-lo-stato-per-200mila-euro/">VIDEO-Catanzaro, da 20 anni si è finta cieca e truffato lo Stato per 200mila euro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Candidatura in lista falsa, sei rinvii a giudizio per sequestro di persona ed estorsione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/candidatura-in-lista-falsa-sei-rinvii-a-giudizio-per-sequestro-di-persona-ed-estorsione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jun 2021 16:09:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[candidatura]]></category>
		<category><![CDATA[falsa]]></category>
		<category><![CDATA[lista]]></category>
		<category><![CDATA[reggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sequestro di persona ed estorsione. Si è conclusa con sei rinvii a giudizio l&#8217;udienza preliminare del processo nato da un&#8217;inchiesta dei carabinieri che, nel 2019, ha fatto luce sulle angherie subite da un cinquantenne di Reggio Calabria con problemi di salute. Stando alle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Sara Amerio, la vittima è stata costretta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sequestro di persona ed estorsione. Si è conclusa con sei rinvii a giudizio l&#8217;udienza preliminare del processo nato da un&#8217;inchiesta dei carabinieri che, nel 2019, ha fatto luce sulle angherie subite da un cinquantenne di Reggio Calabria con problemi di salute. Stando alle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Sara Amerio, la vittima è stata costretta a pagare 3mila euro per una candidatura alle regionali del 2014 nella lista nel Movimento Cinque Stelle, ovviamente falsa. Duemila servivano per proporre la candidatura e reperire i locali da adibire alla segreteria. Mille, invece, per il &#8220;disturbo&#8221; degli imputati. Su richiesta del pm, il gup Vincenza Bellini ha mandato a processo Giuseppe Morabito, Vincenzo Serafino, Maria Angela Maccarelli. Tutti e tre sono accusati di sequestro di persona assieme a Giovanni Panzera che, invece, ha scelto il rito abbreviato. Davanti alla Corte d&#8217;Assise di Reggio Calabria sono stati rinviati a giudizio anche Salvatore Spinella, Umberto Abbati e Teresa Idone che rispondono di estorsione. Per tutti il processo inizierà il prossimo 20 settembre. Il M5S era allo scuro di tutto e i suoi rappresentati calabresi non sono coinvolti nell&#8217;inchiesta della Procura di Reggio guidata da Giovanni Bombardieri. Piuttosto, a loro insaputa, alcuni imputati hanno speso il nome del movimento per raggirare il povero Angelo che, su youtube, poche settimane prima delle regionali si definiva candidato del M5S.</p>
<p>Secondo il pm, inoltre, alla vittima è stato fatto credere di poter vendere un immobile a Roma di proprietà della sua famiglia. Una compravendita inesistente per la quale alcuni imputati, però, avrebbero preteso il pagamento delle spese burocratiche anticipate. L&#8217;uomo è stato sequestrato e costretto a consegnare il bancomat della madre e il libretto bancario dove c&#8217;erano i soldi della pensione. La storia sarebbe andata avanti per lungo tempo. Tutti i mesi, il giorno prima dell&#8217;accreditamento della pensione, per avere la certezza di ottenerla, gli imputati si recavano a casa dell&#8217;uomo e lo chiudevano a chiave in una stanza sottraendogli il cellulare. Dormivano addirittura lì fino a quando, l&#8217;indomani, non lo accompagnavano a riscuotere i soldi. Rimasto senza nemmeno la pensione della madre, l&#8217;uomo è stato costretto a chiedere pure un prestito e, una volta ricevuto il bonifico dalla finanziaria, a consegnare il denaro ritirato al bancomat. In totale, stando all&#8217;inchiesta, gli hanno rubato in pochi mesi 13mila euro.</p>
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		<title>Lamezia, nessuna ordinanza del Comune per chiusura scuole domani: falso documento è virale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-nessuna-ordinanza-del-comune-per-chiusura-scuole-domani-falso-documento-e-virale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2021 17:48:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Non bastava l&#8217;emergenza epidemiologica a creare preoccupazione per il ritorno in classe degli studenti degli istituti superiori. Nelle ultime ore ci si è messo anche qualche &#8220;buontempone&#8221; che in maniera anche molto &#8220;arrangiata&#8221; ha fatto circolare una falsa ordinanza del Comune di Lamezia Terme che avrebbe disposto la chiusura per la giornata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Non bastava l&#8217;emergenza epidemiologica a creare preoccupazione per il ritorno in classe degli studenti degli istituti superiori. Nelle ultime ore ci si è messo anche qualche &#8220;buontempone&#8221; che in maniera anche molto &#8220;arrangiata&#8221; ha fatto circolare una falsa ordinanza del Comune di Lamezia Terme che avrebbe disposto la chiusura per la giornata di lunedì di tutte le scuole di ogni ordine e grado della città a causa dell&#8217;allerta meteo arancione diffusa, questa sì veramente, dalla Protezione civile.<br />
Ovviamente la falsa ordinanza immediatamente è rimbalzata su telefonini e computer di moltissimi studenti e delle loro famiglie creando molta confusione. Dalle nostre verifiche, in primis attraverso la Polizia Locale, e poi da fonti dello stesso Comune è arrivato il chiarimento definitivo.<br />
Nessuna ordinanza di chiusura è stata firmata, tanto è vero che non è stata pubblicata come si dovrebbe in questi casi sull&#8217;Albo pretorio comunale, e, in più, questo falso provvedimento presenta una serie di errori davvero marchiani che, fin dall&#8217;inizio, ne hanno consentito di stabilirne la totale nullità.</p>
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