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	<title>ettari Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Provoca incendio a Bonifati che distrugge 10 ettari di vegetazione: denunciato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/provoca-incendio-bonifati-che-distrugge-10-ettari-di-vegetazione-denunciato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 10:33:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Bonifati]]></category>
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		<category><![CDATA[vegetazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l&#8217;accusa di essere stato l&#8217;autore di un incendio di vaste proporzioni avvenuto a luglio scorso, i Carabinieri del nucleo forestale di Cetraro hanno denunciato un uomo di Bonifati (Cosenza). Durante un normale controllo del territorio i militari hanno notato del fumo in località San Lorenzo &#8211; Timpone nel comune di Bonifati. Raggiunto il punto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;accusa di essere stato l&#8217;autore di un incendio di vaste proporzioni avvenuto a luglio scorso, i Carabinieri del nucleo forestale di Cetraro hanno denunciato un uomo di Bonifati (Cosenza). Durante un normale controllo del territorio i militari hanno notato del fumo in località San Lorenzo &#8211; Timpone nel comune di Bonifati. Raggiunto il punto esatto dell&#8217;incendio hanno notato un uomo che cercava di spegnere le fiamme vicino ad un ricovero animali di sua proprietà.</p>
<div class="formatted-text has-first-letter">
<p>Lo stesso negava di esserne responsabile. In realtà l’immediato avvio degli accertamenti per stabilire l’origine del rogo, che sin da subito è apparso di natura presumibilmente colposa, ha permesso ai Carabinieri Forestali di identificarlo quale presunto responsabile dell’incendio che ha visto l’intervento di due squadre dei Vigili del Fuoco di Paola. L’uomo, infatti, ha acceso un fuoco per bruciare residui dell’ovile di sua proprietà identificato quale punto d’innesco attraverso il MEF (metodo delle evidenze fisiche), non riuscendo però a domare le fiamme che si sono propagate rapidamente al campo adiacente al proprio terreno ed hanno <strong>interessato una superficie di 10 ettari di macchia mediterranea, terreni incolti, uliveti e piante di quercia</strong>.</p>
<p>Si è pertanto contestato all’uomo il reato di incendio boschivo colposo e sanzionato amministrativamente per violazione della legge regionale che vieta l’accensione fuochi in questo particolare periodo in considerazione anche dello stato di disseccamento della vegetazione e delle alte temperature che la caratterizzano.</p>
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		<title>Coldiretti, oltre 3.000 ettari colpiti dal maltempo in Calabria: difficile fare stima danni economici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 08:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Coldiretti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;In Calabria il maltempo ha colpito &#8220;oltre 3.000 ettari in tutta la regione, con almeno 900 ettari completamente sommersi dall&#8217;esondazione del fiume Crati nell&#8217;area di Corigliano-Rossano e Sibari&#8221;. E&#8217; quanto riferisce all&#8217;ANSA Coldiretti Calabria spiegando che, al momento, &#8220;è difficile o quantomeno prematuro fare una stima dei danni economici al settore agricolo causati dalle diverse [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>In Calabria il maltempo ha colpito &#8220;oltre 3.000 ettari in tutta la regione, con almeno 900 ettari completamente sommersi dall&#8217;esondazione del fiume Crati nell&#8217;area di Corigliano-Rossano e Sibari&#8221;</em>. E&#8217; quanto riferisce all&#8217;ANSA Coldiretti Calabria spiegando che, al momento, &#8220;<em>è difficile o quantomeno prematuro fare una stima dei danni economici al settore agricolo causati dalle diverse ondate di maltempo che hanno colpito quasi tutte le province calabresi. A breve sarà operativa un&#8217;apposita piattaforma alla Regione e, come dichiarato dal presidente Occhiuto, si potrà avere un dato certo</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Ci sono &#8211; </em>prosegue Coldiretti Calabria<em> &#8211; danni agli agrumeti soprattutto per le produzioni tardive. Danni a serre, coperture divelte dal vento in particolare nel reggino dove si registrano danni anche alle colture agrumicole costiere. Colture invernali (finocchi, cavolfiori, carciofi, lattughe) compromesse. Quello che preoccupa sono i ristagni idrici estesi e terreni saturi d&#8217;acqua che possono creare asfissia radicale con conseguente e possibile reimpianto</em>&#8220;.</p>
<p>Non va meglio sul fronte della zootecnia, dove Coldiretti segnala &#8220;<em>difficoltà a raggiungere gli allevamenti e strutture allagate. Gravissimi danni alle infrastrutture, che comporteranno costi di ripristino molto elevati come strade poderali (viabilità rurale) e infrastrutture irrigue. In particolare si segnala la rottura di una condotta irrigua nel Savuto&#8221;</em>. &#8220;<em>Una quantificazione economica più precisa &#8211; </em>conclude Coldiretti Calabria<em> &#8211; arriverà dopo la ricognizione ufficiale in corso da parte nostra e delle istituzioni. La visita di domani del capo nazionale della Protezione civile Ciciliano, che vedrà la presenza dei vertici di Coldiretti Calabria, sicuramente chiarirà molti aspetti&#8221;</em>.</p>
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		<title>Fagnano Castello: Arrestate due persone per l&#8217;incendio che ha bruciato 4 ettari a &#8216;Cozzo Pizzo&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Sep 2023 13:40:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA['Cozzo Pizzo']]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
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		<category><![CDATA[Fagnano Castello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fagnano Castello (CS) &#8211; La notte scorsa i carabinieri della Stazione di Fagnano Castello hanno arrestato due persone residenti nel comune della Valle dell’Esaro, indagate per l&#8217;incendio boschivo che ha interessato la località &#8216;Cozzo Pizzo&#8217;. I due, infatti, sono ritenuti responsabili del rogo che da ieri ha interessato la vasta area montana. Le fiamme hanno [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fagnano Castello (CS) &#8211; La notte scorsa i carabinieri della Stazione di Fagnano Castello hanno arrestato due persone residenti nel comune della Valle dell’Esaro, indagate per l&#8217;incendio boschivo che ha interessato la località &#8216;Cozzo Pizzo&#8217;.  </p>
<p>I due, infatti, sono ritenuti responsabili del rogo che da ieri ha interessato la vasta area montana. Le fiamme hanno distrutto circa 4 ettari di macchia mediterranea richiedendo l&#8217;impiego di squadre dei Vigili del Fuoco, della Protezione civile, di Calabria Verde e del Nucleo Carabinieri Forestali. </p>
<p>Ad individuare i presunti responsabili dell&#8217;incendio sono state le vedette che hanno segnalato la presenza di un&#8217;auto di colore bianco che si aggirava all&#8217;interno della boscaglia. La vettura è stata individuata e fermata dai militari della stazione di Fagnano in collaborazione con i colleghi della compagnia di San Marco Argentano. A seguito di perquisizione personale e veicolare, i carabinieri hanno trovato e sequestrato un accendino e due taniche mezze vuote di liquido infiammabile.</p>
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		<title>L’Italia che brucia: in fumo oltre 51mila ettari, Calabria e Sicilia tra Regioni più colpite</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2023 14:29:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[incendi]]></category>
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		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“In Italia dall’inizio del 2023 al 27 luglio sono andati in fumo 51.386 ettari percorsi dal fuoco equivalenti a oltre 73.408 campi da calcio. Impressionati i dati degli ultimi tre giorni: dal 25 al 27 luglio, sono bruciati ben 31.078 ettari di vegetazione”. È quanto denuncia Legambiente che oggi diffonde i dati che ha elaborato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“In Italia dall’inizio del 2023 al 27 luglio sono andati in fumo 51.386 ettari percorsi dal fuoco equivalenti a oltre 73.408 campi da calcio. Impressionati i dati degli ultimi tre giorni: dal 25 al 27 luglio, sono bruciati ben 31.078 ettari di vegetazione”. È quanto denuncia Legambiente che oggi diffonde i dati che ha elaborato analizzando quelli satellitari Effis (<em>European Forest Fire Information Syste</em>m), che monitorano solo gli incendi superiori ai 30 ettari. In fumo 41.365 ettari (pari all’80%) in Sicilia, seguita da<strong> Calabria con 7.390 ettari</strong>, Puglia (1.456) e Abruzzo (284 ettari). Il più delle volte, sottolinea Legambiente, si tratta di incendi dolosi. Nel 2022 infatti, sono stati 5.207 i reati accertati per incendi dolosi, colposi e generici. <strong>Calabria</strong> e Sicilia sono le regioni più colpite dalle azioni incendiarie, rispettivamente con 611 e 544 reati contestati. Segue il Lazio con 479, la Toscana con 441 e la Lombardia, che dal decimo passa al quinto con 415. Se si guarda indietro degli anni dal 2018 al 2022 in Sicilia sono stati 2.938 i reati accertati per incendi dolosi, colposi e generici, 191.386 gli ettari di superficie boscata e non andati in fumo. Palermo (677), Messina (605) e Catania (444) le città con più illeciti.</p>
<p>In <strong>Calabria dal 2018 al 2022 sono stati 2.709</strong> i reati accertati di questo tipo, 63.196,30 gli ettari di superficie boscata e non percorsi dalle fiamme. <strong>Cosenza</strong> (1652), <strong>Catanzaro</strong> (454) e <strong>Crotone</strong> (412) le città dove si sono registrati più illeciti di questo tipo. Per contrastare il fenomeno, Legambiente individua 10 priorità che riguardano, in sintesi, prevenzione su più livelli e in maniera continuativa, gestione, rafforzamento delle attività investigative e norme più severe.</p>
<p>In primis, tra le azioni da mettere in campo, occorre definire un soggetto unico come la Protezione Civile nazionale per gestire gli incendi boschivi in maniera integrata, garantire un maggiore coordinamento tra le istituzioni e gli attori coinvolti e vigilare sull’applicazione della legge quadro sugli incendi boschivi (L. 353/2000) e le sue modifiche introdotte con la legge 155/2021.<br />
Allo stesso tempo è fondamentale prevedere pene più severe estendendo quelle previste dal Codice Penale per il reato di incendio boschivo a qualunque tipologia di incendio di vegetazione. Il presidente di Legambiente Stefano Ciafarani chiede di estendere, “quelle previste dal Codice Penale per il reato di incendio boschivo a qualunque tipologia di incendio di vegetazione.<br />
Infine – dice – non va dimenticato che è fondamentale responsabilizzare e coinvolgere cittadini, preziosa parte attiva nella lotta agli incendi ma anche e soprattutto nella partita della prevenzione e informazione”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/litalia-che-brucia-in-fumo-oltre-51mila-ettari-calabria-e-sicilia-tra-regioni-piu-colpite/">L’Italia che brucia: in fumo oltre 51mila ettari, Calabria e Sicilia tra Regioni più colpite</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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