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	<title>estremi Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 16 Mar 2026 16:51:01 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Maltempo, Occhiuto: &#8216;fino ad aprile Calabria esposta a eventi violenti, siamo molto preoccupati&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/maltempo-occhiuto-fino-ad-aprile-calabria-esposta-a-eventi-violenti-siamo-molto-preoccupati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 16:51:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parlando a Crotone, a margine di un&#8217;iniziativa della Questura contro la violenza di genere, il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, a proposito della nuova ondata di maltempo, ha detto &#8220;Purtroppo fino ad aprile saremo esposti ad eventi del genere. Siamo molto preoccupati perché il terreno ha assorbito molte piogge nelle settimane passate. Quando piove così [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Parlando a Crotone, a margine di un&#8217;iniziativa della Questura contro la violenza di genere, il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, a proposito della nuova ondata di maltempo, ha detto &#8220;<em>Purtroppo fino ad aprile saremo esposti ad eventi del genere. Siamo molto preoccupati perché il terreno ha assorbito molte piogge nelle settimane passate. Quando piove così tanto, a volte 100 o 200 millimetri in un&#8217;ora, precipitazioni che prima si registravano in mesi, si possono generare frane, smottamenti e rottura di argini&#8221;. </em><br />
Occhiuto, in seguito, ha visitato anche l&#8217;azienda Guglielmo Caffè a Copanello (CZ) che ha avuto un impianto danneggiato.<br />
&#8220;<em>Per fortuna &#8211; ha detto &#8211; non ha provocato danni a persone o cose. Questa è la ragione per cui sono passato qui: temevo di non poter accettare l&#8217;invito di un questore così bravo come quello di Crotone, ma andrò via subito perché voglio stare nella sala della Protezione civile</em>&#8220;.</p>
<p>Occhiuto ha anche precisato che &#8220;<em>sui ristori del governo i fondi ci sono: i primi 35 milioni, quelli per il ciclone Harry, sono disponibili. Peraltro, siamo stati la prima Regione ad aprire la piattaforma per dare la possibilità a cittadini e imprese di segnalare i danni. Il secondo ciclone, invece, ha richiesto più tempo per la ricognizione dei danni perché ha riguardato una parte più estesa della regione, compresa l&#8217;area del Crati (Cosenza), dove il fiume è esondato, richiedendo una valutazione più puntuale. La ricognizione è stata fatta, il governo ha dichiarato l&#8217;emergenza e ora stiamo procedendo in quella direzione per il riconoscimento dei danni</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Purtroppo &#8211; ha detto il presidente della Regione &#8211; ci sono casi in cui un&#8217;abitazione non accatastata correttamente potrebbe non ottenere il ristoro. Penso ad alcuni quartieri di Sibari, ad esempio dove ci sono delle case dell&#8217;Opera Sila. Stiamo valutando due strade: la prima è attraverso un decreto legge per modificare la regola, prevedendo che il ristoro vada alle persone a prescindere dal titolo di abitazione. La seconda è mettere a disposizione risorse regionali per ristorare più velocemente le imprese e, soprattutto, i cittadini danneggiati</em>&#8220;.</p>
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		<title>Legambiente: Calabria tra le regioni più colpite da eventi climatici estremi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/legambiente-calabria-tra-le-regioni-piu-colpite-da-eventi-climatici-estremi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Sep 2024 10:50:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[clima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stando ai dati che Arpacal ha pubblicato qualche giorno fa nel Rapporto dal titolo &#8220;Valutazione delle anomalie mensili di pioggia e temperatura da gennaio ad agosto 2024&#8221;, si evidenzia che nella nostra regione vi è stato un aumento generale delle temperature rispetto alla media del trentennio 1991-2020. In particolare, le temperature medie dei mesi di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Stando ai dati che Arpacal ha pubblicato qualche giorno fa nel Rapporto dal titolo &#8220;Valutazione delle anomalie mensili di pioggia e temperatura da gennaio ad agosto 2024&#8221;, si evidenzia che nella nostra regione vi è stato un aumento generale delle temperature rispetto alla media del trentennio 1991-2020. In particolare, le temperature medie dei mesi di febbraio, giugno e luglio hanno superato, in Calabria, di oltre 2°C i valori normali, con i record del mese di luglio e febbraio che hanno segnato +2,43°C e +2,48 °C. Allo stesso tempo il confronto delle precipitazioni mensili del 2024 con i dati storici ha rilevato &#8220;un diffuso deficit pluviometrico, più marcato sul versante ionico della regione e che rispetto all&#8217;anno 2023, sembra assumere carattere di persistenza&#8221;. Dalle relative  tabelle si evince, infatti, che a parte il mese di luglio, dove sono state registrate precipitazioni pari al 150% di quelle medie e febbraio dove il dato medio regionale risulta in linea con quello storico, negli altri mesi le precipitazioni risultano molto al di sotto della media storica. L&#8217;estate 2024 ha segnato anche temperature in forte aumento per le acque del mare, in particolare il Tirreno, che ha segnato valori oltre i 30 gradi. Anche il dossier &#8220;Città Clima&#8221; di Legambiente ha fatto emergere negli anni, in particolare dal 2010 ad oggi, che la Calabria è stata colpita da centinaia di eventi climatici estremi come siccità prolungate e piogge intense che hanno portato ad allagamenti e danni alle infrastrutture, ma anche trombe d&#8217;aria. Temperature elevate e condizioni aride sono seguite inevitabilmente da precipitazioni altrettanto eccezionali che provocano alluvioni con gravi ricadute sulle popolazioni ed impatti enormi sull&#8217;agricoltura e sul patrimonio storico, archeologico e culturale.</p>
<p><em>&#8220;Si tratta di dati molto preoccupanti </em><strong>– afferma la presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta &#8211; </strong><em>che devono allarmarci, ma soprattutto spingerci a mettere in campo, prima che sia troppo tardi, modalità di limitazione delle cause e di adattamento agli effetti della crisi climatica. Comprendendo, ad esempio, che la siccità in Calabria ed i fenomeni alluvionali che stanno nuovamente interessando in questi giorni l&#8217;Emilia – Romagna con migliaia di sfollati ed evacuati, sono due facce della stessa medaglia che generano, entrambe, danni incalcolabili. La crisi sta accelerando: i suoi effetti stanno diventando sempre più frequenti ed intensi. Dovrebbe essere evidente a tutti che la decarbonizzazione dell&#8217;economia e il rafforzamento del capitale naturale sono fondamentali per la Calabria, per l&#8217;Italia e per l&#8217;intero Pianeta&#8221;. </em>I cittadini e le istituzioni, a tutti i livelli, devono ognuno fare la propria parte per promuovere azioni per combattere gli effetti del cambiamento climatico. Legambiente Calabria a breve partirà con  le attività del progetto &#8220;Calabria al centro del Mediterraneo&#8221;, risultato vincitore del bando della Regione Calabria sull&#8217;avviso per il sostegno di progetti di rilevanza locale promossi da ODV, APS e fondazioni del Terzo settore ai sensi degli articoli 72 e 73 del d.lgs. n. 117/2017, codice del terzo settore e co-finanziato  dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali- che si propone di agire, in maniera prioritaria, sullo sviluppo della cultura del volontariato e della cittadinanza attiva, della legalità e della corresponsabilità, anche attraverso la tutela e la valorizzazione dei beni comuni e dei beni confiscati alla criminalità organizzata, in particolare tra i giovani; sulla promozione di percorsi educativi e formativi sui mutamenti climatici, in particolare nelle scuole; sulla sensibilizzazione delle persone sulla necessità di adottare comportamenti responsabili per contribuire a minimizzare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici sulle comunità naturali e umane; nonché di rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili; sulla promozione e sviluppo dell&#8217;economia circolare.</p>
<p>Calabria al Centro del Mediterraneo è un progetto a carattere regionale, che mira a valorizzare il rapporto del territorio calabrese con la sua dimensione costiera ed il mare, attraverso una cultura di salvaguardia ambientale e paesaggistica ed a promuovere una maggiore consapevolezza sui cambiamenti climatici e sui loro effetti, anche al fine di attivare politiche di mitigazione ed adattamento. Il progetto vuole, quindi, sensibilizzare alla corretta gestione delle risorse naturali anche al fine di migliorare gli stili di vita e di consumo, diffondendo nella cittadinanza, e soprattutto tra i giovani, il valore del volontariato per la tutela dell&#8217;ambiente e per la lotta ai cambiamenti climatici.  La <strong>Calabria</strong> risulta, infatti, <strong>tra le regioni più colpite da eventi climatici estremi</strong> e la crisi climatica desta particolare preoccupazione anche per l&#8217;incidenza sui sistemi sociali ed ecologici, obbligando ad un&#8217;importante presa di coscienza della cittadinanza circa i fenomeni che, da qui al 2050, coinvolgeranno il nostro territorio. Fondamentale sarà quindi il coinvolgimento attivo degli enti istituzionali, delle scuole e delle università in cui si avvieranno le attività previste dal progetto, tra cui una mostra itinerante sui cambiamenti climatici, incontri e seminari formativi e viaggi in barca a vela lungo il litorale calabrese organizzati in collaborazione con la Lega Navale di Locri  con l&#8217;impiego di imbarcazioni confiscate alla criminalità che coinvolgeranno i giovani in attività di osservazione dei fenomeni di abusivismo edilizio e di erosione costiera.</p>
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		<item>
		<title>&#8220;Rapporto Spiagge 2024&#8221; di Legambiente: anche in Calabria crescono gli eventi meteo estremi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rapporto-spiagge-2024-di-legambiente-anche-in-calabria-crescono-gli-eventi-meteo-estremi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2024 11:52:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA["Rapporto Spiagge 2024"]]></category>
		<category><![CDATA[estremi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[meteo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le aree costiere sono una straordinaria risorsa ambientale, turistica e culturale ma sono sempre più minacciate da erosione, consumo di suolo ed eventi meteo estremi. Dati alla mano, secondo l&#8217;Osservatorio Città Clima di Legambiente, dal 2010 a giugno 2024 è aumentato il numero degli eventi meteo estremi nei comuni costieri: 816 (+14,6% rispetto al bilancio dello scorso anno in cui [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Le aree costiere sono una straordinaria risorsa ambientale, turistica e culturale ma sono sempre più minacciate da erosione, consumo di suolo ed eventi meteo estremi.<br />
Dati alla mano, secondo l&#8217;<a href="http://www.cittaclima.it/">Osservatorio Città Clima</a> di Legambiente, dal 2010 a giugno 2024 è aumentato il numero degli eventi meteo estremi nei comuni costieri: 816 (+14,6% rispetto al bilancio dello scorso anno in cui erano stati 712)su un totale nazionale di 2.086 (ossia il 39,1%) avvenuti in 265 dei 643 comuni costieri(pari al 41,2%). Sono 104 gli eventi estremi solo nell&#8217;ultimo anno. Il Mezzogiorno l&#8217;area più colpita della Penisola: la Sicilia al primo posto con 170 eventi, quasi il 21% del totale nazionale degli eventi in aree costiere seguita da Puglia (104), Calabria (82), Campania (78). A parlare chiaro sono i dati degli eventi rilevati dalla mappa dell&#8217;Osservatorio Città Clima: <strong>in Calabria dal 2010 al 2024 si sono verificati ben 82 eventi metereologici estremi di cui la maggior parte localizzati sulle coste.</strong>Nella nostra regione, tra i Comuni con maggiori impatti ripetuti, soprattutto allagamenti da piogge intense, compaiono Lamezia Terme con 13 eventi e Reggio Calabria con 9 eventi. Degli 816 eventi meteo estremi, a livello nazionale, 295 sono allagamenti da piogge intense, 226 i danni da trombe d&#8217;aria e raffiche di vento, 83 da mareggiate, 81 danni alle infrastrutture, 47 esondazioni fluviali, 23 danni da grandinate, 21 frane da piogge intense, 19 danni da siccità prolungata, 12 legati alle temperature record in città e 9 danni al patrimonio storico. Inoltre, secondo una recente mappatura di ISPRA<a name="_ftnref1"></a>[1], la superficie complessiva delle spiagge italiane misura appena 120 km<sup>2</sup>, meno del territorio del solo municipio di Ostia a Roma, con spiagge che hanno una profondità media di circa 35 m e occupano appena il 41% delle coste (3.400 km su un totale di più di 8.300 km). Spiagge che dovranno fare i conti, infine, con una crescente erosione costiera che caratterizza le nostre coste e che necessita di un approccio integrato per mettere a sistema tutte le criticità. <strong>Preoccupa il dato della Calabria: su 613 km di coste basse, il 26,2 % è in erosione (periodo 2006-2020).</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><u>Il &#8220;Far west&#8221; delle concessioni balneari.</u></strong>Secondo la mappatura &#8211; arrivata solo a fine ottobre 2023 – della commissione prevista dalla &#8220;Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021&#8221;, appena il 33% delle coste italiane è oggetto di concessioni. Un calcolo anacronistico e inesatto, come la stessa Commissione Europea ha espresso al Governo, che prende in considerazione il livello nazionale senza considerare le situazioni specifiche delle regioni (come Liguria, Emilia-Romagna, Campania con il litorale occupato al 70%) e che include anche aree industriali, porti e coste rocciose. Da allora il Consiglio di Stato ha affermato con tre sentenze che le proroghe generalizzate delle concessioni demaniali agli stabilimenti sono illegittime perché in contrasto con la normativa dell&#8217;Ue e che,entro il 31 dicembre 2024, tutti i territori dovranno bandire procedure di gara imparziali e trasparenti. Ma in Italia, complice il ritardo del Governo, regioni e comuni stanno procedendo nella confusione più totale senza un quadro normativo unico di riferimento. Questi, in estrema sintesi,i dati del <a href="https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2021/11/Report_Spiagge_2024.pdfv"><em>&#8220;Rapporto Spiagge 2024. Gli impatti di erosione ed eventi meteo estremi nelle aree costiere italiane&#8221;</em></a>presentanti da Legambiente a Cataniain attesa dell&#8217;arrivo in Sicilia della <a href="https://golettaverde.legambiente.it/">Goletta Verde,</a>la storica campagna che solca i mari italiani per il monitoraggio delle acque.  <strong>Le aree costiere calabresi </strong>stanno subendo in maniera sempre maggiore gli impatti e i danni provocatidalla cementificazione molto spesso illegale e dall&#8217;erosione costiera, fenomeni aggravati daglieventi estremi legati ai cambiamenti climatici, che stanno riducendo la disponibilità di spiagge sabbiose nella nostra regione.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>&#8220;I dati del report </em><strong>– afferma Anna Parretta, presidente Legambiente Calabria &#8211;</strong><em>confermano la necessità di tutelare in maniera incisiva le nostre bellissime coste salvaguardando le spiagge libere ed adottando modalità di gestione delle concessioni improntate al turismo sostenibile. Nella nostra Regione </em><em>devono essere garantiti i diritti della collettività, con un minimo di almeno il 50% delle spiagge in ogni Comune lasciato alla libera e gratuita fruizione, promuovendo, attraverso i PUA (Piani di utilizzo dell&#8217;arenile) la riqualificazione delle aree demaniali marittime e la fruizione eco-compatibile. Inoltre, è</em><em>indispensabile che le concessioni vengano assegnate </em><em>su presupposti di qualità e di sostenibilità ambientale da parte dei gestori. Una direzione </em>&#8211; conclude Parretta- <em> obbligata e decisamente divergente rispetto alle recenti prese di posizione della Regione Calabria sulla direttiva Bolkestein che, invece, aprono varchi verso l&#8217;insostenibile prospettiva del rilascio di ulteriori concessioni – oltretutto per canoni annuali irrisori &#8211; sulle spiagge di pregio rimaste attualmente libere&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>&#8220;Innalzamento della temperatura e del livello del mare, erosione costiera, eccessiva antropizzazione dei litorali, inondazioni, eventi meteo estremi: le nostre coste italiane sono in una condizione di forte fragilità </em><strong>&#8211; dichiara Sebastiano Venneri, Responsabile Turismo e Innovazione territoriale di Legambiente &#8211; . </strong><em>Con il nuovo report, e in generale con la nostra Goletta Verde, portiamo al centro una riflessione sul loro futuro, non più rinviabile. Partendo dalla Sicilia, regione costiera che conta il più alto numero di eventi meteo estremi avvenuti dal 2010, chiediamo piani di adattamento e strumenti di governance che riducano i rischi per le persone, le abitazioni e le infrastrutture, di adempiere al diritto di una fruizione libera della spiaggia e fermare le mani di chi vuole accaparrarsi pezzi di costa a proprio piacimento. Davanti a uno scenario così drammatico fa specie che in Italia il dibattito sulle coste italiane si riduca solo al tema della Bolkestein: di questo passo, infatti, fra qualche anno non ci saranno più spiagge da affidare in concessione&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Legambiente </strong><strong>lancia al Governo <u>7 proposte per il futuro delle coste italiane</u>:</strong>1) Attuazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, stanziando le risorse ed emanando il decreto per l&#8217;insediamento dell&#8217;Osservatorio Nazionale per l&#8217;Adattamento ai Cambiamenti Climatici; 2) superare la logica dell&#8217;emergenza e degli interventi invasivi per la difesa delle coste dall&#8217;erosione;3)interventi di rinaturalizzazione delle coste, ricostituendo le fasce dunali e zone umide e paludose; 4) approvazione della legge sullo stop al consumo di suolo;5) stabilire un quadro normativo unico da rispettare in tutta Italia per l&#8217;affidamento delle concessioni balneari (tramite bandi) per garantire libera e gratuita fruizione delle spiagge, premiando nell&#8217;assegnazione la qualità dell&#8217;offerta e le scelte di sostenibilità ambientale; 6)ristabilire la legalità e fermare il cemento sulle spiagge; 7)costruzione, adeguamento e/o messa in regola dei sistemi fognari e di depurazione e regolamentare lo scarico in mare dei rifiuti liquidi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/rapporto-spiagge-2024-di-legambiente-anche-in-calabria-crescono-gli-eventi-meteo-estremi/">&#8220;Rapporto Spiagge 2024&#8221; di Legambiente: anche in Calabria crescono gli eventi meteo estremi</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Legambiente mappa per la prima volta gli eventi meteo estremi nei comuni costieri</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/legambiente-mappa-per-la-prima-volta-gli-eventi-meteo-estremi-nei-comuni-costieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jul 2023 13:05:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[costieri]]></category>
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		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[meteo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Spiagge e aree costiere tra le zone più fragili e in sofferenza della Penisola. A pesare in primis gli impatti della crisi climatica, il riscaldamento delle acque del mare, e soprattutto gli eventi meteo estremi che colpiscono sempre di più i comuni costieri e che Legambiente ha mappato per la prima volta nel suo nuovo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/legambiente-mappa-per-la-prima-volta-gli-eventi-meteo-estremi-nei-comuni-costieri/">Legambiente mappa per la prima volta gli eventi meteo estremi nei comuni costieri</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Spiagge e aree costiere tra le zone più fragili e in sofferenza della Penisola. A pesare in primis gli impatti della crisi climatica, il riscaldamento delle acque del mare, e soprattutto gli eventi meteo estremi che colpiscono sempre di più i comuni costieri e che Legambiente ha mappato per la prima volta nel suo nuovo report &#8220;Spiagge 2023. La situazione e i cambiamenti in corso nelle aree costiere italiane&#8221;. Nel report, diffuso oggi nel giorno del tavolo tecnico interministeriale sulle concessioni demaniali convocato dal Governo Meloni, l&#8217;associazione indica all&#8217;Esecutivo anche un pacchetto di sette interventi da mettere in campo. Crisi climatica, erosione, consumo di suolo, concessioni balneari, aree a rischio inondazione, inaccessibilità alle spiagge per motivi di illegalità e di mare inquinato sono i sei indicatori al centro del report per misurare gli impatti sui lidi.<br />
A parlar chiaro sono i dati. Dal 2010 al giugno 2023, secondo l&#8217;Osservatorio Città Clima di Legambiente, sono 712 gli eventi meteo estremi, su 1.732 eventi totali, avvenuti in 240 dei 643 comuni costieri (pari al 37,3%). 186 le vittime su un totale di 331 in tutta Italia. Nel dettaglio, gli eventi che si sono registrati sono stati: 254 allagamenti da piogge intense, 199 danni da trombe d&#8217;aria e raffiche di vento, 84 danni alle infrastrutture da piogge intense, 64 danni da mareggiate, 46 esondazioni fluviali, 21 frane da piogge intense, 19 danni da grandinate, 10 danni da siccità prolungata, 9 danni al patrimonio storico da piogge intense e 6 casi di temperature record. Dal 2010 le regioni più colpite sono state la Sicilia, con ben 154 eventi estremi, la Puglia con 96, la Calabria (77) e la Campania (73). Tra i comuni più colpiti: Bari, con 43 casi, Agrigento con 32, Genova con 27, Palermo e Napoli entrambe con 23 casi e Ancona con 22. </p>
<p><strong>DATI CALABRIA</strong><br />
In Calabria spicca il dato di oltre il 25% dei comuni costieri colpiti da almeno un evento meteo-idro dal 2010 ad oggi. I 77 eventi registrati rappresentano il 10,8% degli eventi avvenuti sulle coste italiane. Quasi la metà degli impatti totali (33 su 77 casi) riguarda allagamenti da piogge intense. Elevati anche i numeri sull&#8217;erosione costiera, con il 26,2% della costa e il valore più alto in Italia in termini assoluti con 161 km. Preoccupa anche la previsione dell&#8217;innalzamento del livello dei mari per il Porto di Gioia Tauro.<br />
Per il consumo di suolo nelle aree costiere la Calabria mostra dati allarmanti, con il quarto valore in Italia per incremento tra il 2006 e il 2021 (6,26%) e il terzo nel rapporto tra consumo di suolo nei comuni costieri e totale regionale (53,06%).<br />
Le concessioni per stabilimenti balneari, 1.677, costituiscono il 13,8% del totale italiano, un valore particolarmente elevato se confrontato con altre regioni del Mezzogiorno. In aumento la quantità di coste con acque non campionate o inquinate, che passa dal 7,8% del 2022 al 9,6%, con quelle inquinate (20,8 km) pari al 27,3% del totale italiano.</p>
<p>&#8220;I dati confermano gli impatti crescenti della crisi climatica sulla nostra Regione ed in particolare sui Comuni costieri &#8211; afferma Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria -. La Calabria è tra le più colpite da eventi meteo-idro connessi alla crisi climatica in corso, purtroppo, con tutta probabilità, destinati ad aumentare, nei prossimi anni sia in frequenza che in intensità con i conseguenti effetti drammatici sugli ecosistemi e sulla popolazione&#8221;.<br />
&#8220;Particolarmente preoccupanti &#8211; prosegue Parretta &#8211; anche i dati che vedono la Calabria terza nel rapporto tra consumo di suolo nei comuni costieri e totale regionale e quelli relativi all&#8217;erosione costiera. In Calabria serve una politica determinata a rispettare la legalità a partire dall&#8217;abbattimento degli immobili abusivi oggetto di ordinanze di demolizione. Allo stato attuale, nonostante tutti gli avvertimenti, la crisi climatica ha trovato impreparata la politica e la società. Per arginare i problemi è essenziale, innanzitutto, una presa di coscienza da cui devono derivare azioni concrete, urgenti e decise di adattamento al clima e di salvaguardia del territorio e delle persone&#8221;. &#8220;Infine &#8211; conclude Anna Parretta &#8211; una attenzione accurata andrebbe rivolta alla salvaguardia delle spiagge libere ed alle concessioni balneari: non solo i canoni devono essere rivisti ma la possibilità di fruizione di aree e pertinenze demaniali marittime da parte dei gestori deve passare da una accurata verifica del rispetto di parametri ambientali e sociali come quello dell&#8217;accessibilità delle spiagge&#8221;.</p>
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