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	<title>doppia preferenza di genere Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Doppia preferenza di genere, l&#8217;ipocrisia dietro l&#8217;imminente legge regionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2020 17:22:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio regionale]]></category>
		<category><![CDATA[doppia preferenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[ipocrisia]]></category>
		<category><![CDATA[Tallini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si diceva giusto ieri del Consiglio regionale pronto a rammendare alla bell’e meglio una leggina che introduca la doppia preferenza di genere. Meglio tardi che mai, sicuramente. Ma infastidisce molto che questa decisione arrivi solamente dopo che, a luglio, il governo Conte ha aspramente messo in mora la Puglia. E, in sostanza, per evitare un’altra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si diceva giusto ieri del <strong>Consiglio regionale</strong> pronto a rammendare alla bell’e meglio una leggina che introduca la <strong>doppia preferenza di genere</strong>.<br />
Meglio tardi che mai, sicuramente.<br />
<strong>Ma infastidisce molto che questa decisione arrivi solamente dopo che, a luglio, il governo Conte ha aspramente messo in mora la Puglia</strong>. E, in sostanza, per evitare un’altra figuraccia simile.<br />
<strong>Infastidisce sentire il presidente del Consiglio regionale Mimmo Tallini intonare un peana per questo risultato, che in realtà cela una grandissima ipocrisia</strong>. Perché oltre al silenzio sul &#8220;vero motivo&#8221; per cui si arriverà &#8211; malvolentieri &#8211; a questo risultato, si tace anche sulla <strong>profonda contrarietà</strong> di molti pezzi dell&#8217;attuale maggioranza e sulle <strong>parole dure</strong> con cui, giusto un anno fa, fu stroncata altra proposta normativa al riguardo.<br />
Idee opinabili? No, <strong>fatti</strong>.<br />
Lasciamo stare la consolidata, omogenea contrarietà sul tema di Mimmo Tallini, Gianluca Gallo, Fausto Orsomarso… e limitiamoci alla posizione del presidente Tallini. E restringiamo il campo alle idee espresse nella sola seduta del 15 aprile 2019, quando mancavano pochi mesi alla fine della decima consiliatura regionale. (<em>Per la cronaca, anche in quell’occasione ci fu chi – il centrosinistra – la doppia preferenza di genere voleva introdurla. E ci fu chi – il centrodestra – si astenne in massa, ben sapendo che  per l’approvazione in Statuto serviva invece una maggioranza qualificata. Che dunque non si raggiunse</em>).<br />
«<strong>Stamattina siamo stati accolti al suono di “Bella ciao”. Si diceva che non bisognava politicizzare una cosa che interessa le donne.</strong> Ho grande rispetto per “Bella ciao”, però questa cosa ha fatto intendere che <strong>questa proposta, come dichiarata “di sinistra”, si voleva imporre a colpi di maggioranza</strong>», è quanto bofonchiato dall’allora consigliere regionale d’opposizione Domenico Tallini per giustificare l’astensione.<br />
Precisazione a seguire: «Non siamo contro le donne, ma abbiamo una visione diversa di come si possono valorizzare».<br />
Solo <strong>che l’intervento di Tallini, come gli altri pronunciato in Aula davanti alle rappresentanti di decine d’associazioni per i diritti della donna, fu sonoramente contestato. Di qui, la “ritirata spagnola” </strong>del consigliere di Forza Italia (oggi Presidente del Consiglio regionale), dopo l’incauta “avanzata francese”.<br />
«<strong>Chiedete a noi il rispetto delle donne, ma dovete cominciare ad avere un po&#8217; di rispetto delle Istituzioni</strong> e mi sembra che nelle ultime due sedute questa cosa si sia messa in discussione», è stata l’accusa mossa da Tallini alle attiviste presenti nel settore del pubblico.<br />
Poco dopo, in uno dei suoi “aerei” interventi che spesso spaziano su tutto (e, spesso, sul niente), Tallini ha ulteriormente abbozzato. E cambiato il tiro, parlando di motivi politici: «Abbiamo l&#8217;impressione che questa maggioranza sia ostaggio dei ricatti di <strong>chi, a fine Legislatura, vuole questa legge a tutti i costi, nei termini in cui l&#8217;ha voluta imporre, a tappe forzate e senza una discussione, solo perché si deve incassare un risultato politico</strong>», così l’esponente azzurro.<br />
Nel merito, ebbe a osservare Domenico Tallini: «<strong>Riteniamo che il percorso sia stato sbagliato; si poteva portare ad inizio Legislatura,</strong> quando il presidente Oliverio aveva una sua maggioranza e non avrebbe avuto bisogno dell&#8217;ausilio della minoranza. Ma <strong>iscriverla all&#8217;ordine del giorno con l&#8217;idea di imporla a colpi di maggioranza, purtroppo, non è stato sufficiente già la volta scorsa;</strong> ce l&#8217;abbiamo messa tutta anche noi, per cercare di epurarla da tutti quegli aspetti di natura politica, ma abbiamo dovuto registrare che, <strong>purtroppo, a sinistra, la voglia e la forza di rivendicare e di strumentalizzare ogni cosa </strong>– anche una cosa che interesserebbe le donne – <strong>molte volte,</strong> come è successo e sta succedendo stamattina,<strong> è più forte dell&#8217;interesse vero di una categoria che vogliamo davvero pensare di aiutare e di mettere nelle condizioni di poter fare politica</strong>»<br />
Prendeva corpo così il <em>niet</em> – sotto forma gentile d’astensione corale delle forze di minoranza – alla proposta di legge regionale sulla doppia preferenza di genere. L’ennesimo, dai tempi della giunta Loiero.<br />
«Se poi ci sono i margini per ragionare, dico sempre che dobbiamo essere <strong>pronti</strong> e disponibili ad aprire un<strong> dialogo sereno, scevro di strumentalizzazioni</strong> – era stato, il 15 aprile dello scorso anno, l’ “ammiccamento” finale di Tallini – e <strong>disponibili a confrontarci su una legge </strong>che, eventualmente, può essere quella vera, efficace e <strong>che può davvero fare gli interessi e aiutare le donne ad entrare in un settore difficile in Calabria, come è quello della politica</strong>».</p>
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		<title>Doppia preferenza di genere, dopo il caso-Puglia il Consiglio regionale &#8220;si arrende&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 15:08:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[billari]]></category>
		<category><![CDATA[callipo]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio regionale]]></category>
		<category><![CDATA[doppia preferenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo campanella]]></category>
		<category><![CDATA[scuole]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riprende l’attività politico-istituzionale a Palazzo Campanella. Si è tenuta oggi la Conferenza dei Capigruppo, coordinata dal presidente del Consiglio regionale Domenico Tallini ed allargata ai Presidenti delle Commissioni, per programmare e concertare l’attività che vedrà impegnati tutti gli organismi consiliari nei prossimi mesi. La Conferenza, che ha concluso i propri lavori nel primo pomeriggio, ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Riprende l’attività</strong> politico-istituzionale <strong>a Palazzo Campanella</strong>.<br />
<strong>Si è tenuta oggi la Conferenza dei Capigruppo,</strong> coordinata dal presidente del Consiglio regionale Domenico Tallini ed <strong>allargata ai Presidenti delle Commissioni,</strong> per programmare e concertare l’attività che vedrà impegnati tutti gli organismi consiliari nei prossimi mesi.<br />
La Conferenza, che ha concluso i propri lavori nel primo pomeriggio, ha fissato per <strong>martedì 15 settembre la prossima riunione di Consiglio regionale</strong> che avrà al primo punto all’ordine del giorno la presa d’atto e la <strong>surroga del consigliere dimissionario Pippo Callipo </strong>(già candidato alla Presidenza per la coalizione di centrosinistra e duramente sconfitto da Jole Santelli alle Regionali del gennaio scorso).<br />
A subentrargli, il giovane <strong>Antonio Billari,</strong> che nella circoscrizione territoriale reggina &#8211; in lista per Articolo 1 &#8211; alla sua prima candidatura alla Regione aveva raccolto lo strabiliante numero di <strong>6.268 preferenze</strong> personali, restando comunque fuori da Palazzo Campanella in prima istanza.<br />
<strong>“In apertura dell’incontro, ho ritenuto fosse doveroso – esordisce il presidente Tallini – informare tutti i consiglieri, sulla base di una specifica e dettagliata relazione, della situazione generale di Palazzo Campanella.</strong> In particolare, l’informativa ha riguardato l’impegno e le varie attività che sono state portate avanti in questi difficili mesi estivi, improntati in modo fondamentale alla <strong>messa in sicurezza</strong> della sede del Consiglio regionale e quindi, alla sua <strong>successiva riapertura, alla luce delle verifiche tecniche</strong> che sono state condotte”.<br />
<strong>Tra gli argomenti di confronto</strong> in seno alla Conferenza dei Capigruppo, <strong>anche il sistema scolastico regionale</strong> al quale dedicare un apposito momento di approfondimento in Consiglio regionale.<br />
Politicamente, però, il &#8220;nodo&#8221; che ha impegnato i Capigruppo e i Presidenti delle Commissioni è <strong>la preferenza di genere, </strong>rispetto alla quale si è deciso di predisporre prossimamente un <strong>testo condiviso dal Presidente e dai tutti i Capigruppo</strong> di maggioranza e di minoranza.<br />
Dopo il primo tentativo di Liliana Frascà addirittura ai tempi della giunta Loiero, poi della presidente della Crpo (Commissione regionale Pari opportunità) Giovanna Cusumano e quindi delle consigliere regionali del Popolo delle libertà Tilde Minasi (in atto, di nuovo a Palazzo Campanella) e Gabriella Albano, finalmente ci siamo.<br />
<strong>Non è però un gesto di liberalità,</strong> né tantomeno un giusto <strong>adeguarsi all&#8217;attenzione in questa direzione posta </strong>all&#8217;epoca dal precedente presidente della Regione <strong>Mario Oliverio</strong>, che volle estendere i criteri &#8220;rosa&#8221; della &#8220;legge Delrio&#8221; alla formazione della <strong>Giunta</strong> regionale.<br />
No. Semplicemente, Tallini &amp;  C. sanno perfettamente che <strong>la Calabria, a oggi, sul tema è considerata l&#8217;ultima delle &#8220;Regioni-canaglia&#8221;</strong>. E <strong>dopo la diffida lanciata nel luglio scorso dal governo Conte nei confronti della Regione Puglia</strong>, la Regione Calabria vuole evitare &#8211; benché in extremis &#8211; provvedimenti di questo tipo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/doppia-preferenza-di-genere-dopo-il-caso-puglia-il-consiglio-regionale-si-arrende/">Doppia preferenza di genere, dopo il caso-Puglia il Consiglio regionale &#8220;si arrende&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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