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	<title>disastro Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 03 Jun 2025 09:53:38 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Ambulanza in centro Lamezia dopo 60 minuti, Ferrari: preoccupa arrivo estate per sanità disastrata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 09:53:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Nel caso della nostra disastrata sanità i calabresi pensano con grandissima preoccupazione e vivissimo timore all’estate in arrivo. Nonostante i continui proclami ed i video attraverso i quali il presidente e commissario Occhiuto (ben coadiuvato in queste performance da Miserendino, direttore generale di Azienda Zero) vorrebbe tranquillizzare i calabresi sulle condizioni della sanità sia ospedaliera [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Nel caso della nostra disastrata sanità i calabresi pensano con grandissima preoccupazione e vivissimo timore all’estate in arrivo.<br />
Nonostante i continui proclami ed i video attraverso i quali il presidente e commissario Occhiuto (<em>ben coadiuvato in queste performance da Miserendino, direttore generale di Azienda Zero</em>) vorrebbe tranquillizzare i calabresi sulle condizioni della sanità sia ospedaliera che territoriale i fatti, l&#8217;amara e triste realtà dei fatti ne danno un quadro tutt&#8217;altro che idilliaco ed in alcuni casi terrificante!&#8221;. E&#8217; dura la nota firmata da Saverio Ferrari delegato provinciale SMI Asp di Catanzaro.</p>
<p>&#8220;Pronto soccorso &#8216;ricchi&#8217; di medici cubani poco avvezzi alla lingua italiana e sempre più &#8216;poveri&#8217; di medici italiani ormai demotivati e sfiduciati per le condizioni contrattuali e lavorative che sempre più spesso ne mettono a repentaglio anche l&#8217;incolumità fisica. Unità ospedaliere con personale medico ridotto all&#8217;osso o ampiamente sotto organico, liste di attesa chilometriche impossibili da smaltire per cui i calabresi o trovano il classico santo in paradiso o rinunciano addirittura a curarsi!&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per quanto riguarda la medicina territoriale- evidenzia Ferrari &#8211; la situazione è oggettivamente ed inopinatamente peggiore, insostenibile. Guardie mediche sguarnite poiché oltre ad uno stipendio quasi ridicolo i medici sono costretti a lavorare in postazioni quasi fatiscenti, isolate e quindi spesso pericolose per le continue aggressioni ed ora &#8220;utilizzati&#8221; spesso e volentieri anche per coprire le falle del servizio 118. Quest&#8217;ultimo nato come servizio di urgenza ed emergenza medica è ormai ridotto ad intervenire in tempi assolutamente non idonei, in alcuni casi biblici (<em>qualche giorno fa a Lamezia in pieno centro cittadino l&#8217;ambulanza è giunta dopo circa 60 minuti dalla richiesta di soccorso</em>), quasi sempre senza medico a bordo ed ormai carente anche di infermieri ed autisti. Non riconoscere questa realtà drammatica ed addirittura minimizzarla è un gravissimo errore politico e non solo politico”.</p>
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		<title>Decimo anniversario della legge sugli ecoreati: Calabria prima per casi di disastro ambientale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/decimo-anniversario-della-legge-sugli-ecoreati-calabria-prima-per-casi-di-disastro-ambientale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 13:26:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia sono 6.979 i reati accertati da giugno 2015 a dicembre 2024, da quando è stata approvata la legge 68/2015 che ha introdotto i delitti ambientali nel Codice penale e riformato, in maniera significativa, il sistema sanzionatorio degli illeciti amministrativi e penali previsti nel Testo unico ambientale (D.Lgs 152/2006). La media è di un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia sono 6.979 i reati accertati da giugno 2015 a dicembre 2024, da quando è stata approvata la legge 68/2015 che ha introdotto i delitti ambientali nel Codice penale e riformato, in maniera significativa, il sistema sanzionatorio degli illeciti amministrativi e penali previsti nel Testo unico ambientale (D.Lgs 152/2006). La media è di un illecito penale ogni 3 verifiche fatte. In questo arco di tempo sono 21.169 i controlli effettuati, 12.510 le persone denunciate e 556 quelle arrestate; mentre il valore economico dei sequestri ammonta a 1,155 miliardi di euro. Il 40,5% dei reati accertati si concentra nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. <strong>La Calabria, settima nella classifica assoluta, è al primo posto, con 59 reati, per quanto riguarda la fattispecie più grave, quella di disastro ambientale</strong>. A scattare questa fotografia sono Legambiente e Libera in vista della conferenza nazionale ControEcomafie, organizzata a Roma per il 16 e 17 maggio presso il Dipartimento di Giurisprudenza di RomaTre, in collaborazione con la stessa Università e l&#8217;associazione &#8220;Casa Comune&#8221;.</p>
<p>Dai dati raccolti, grazie alla collaborazione con tutte le forze dell&#8217;ordine e le Capitanerie di porto, emerge che da giugno 2015 a dicembre 2024 il delitto più accertato è quello dell&#8217;inquinamento ambientale, (art. 452 bis), con 5.506 i controlli effettuati, 1.426 reati, 2.768 persone denunciate, 136 ordinanze di custodia cautelare e 626 sequestri, per un valore di oltre 380 milioni di euro. È bene ricordare che questo delitto prima della legge non era contemplato in Italia. Segue con 964 reati (con un&#8217;incidenza tra controlli e illeciti accertato del 54%), 2.711 persone denunciate, 305 arresti e 475 sequestri, per un valore di oltre 168 milioni di euro, il delitto di attività organizzata di traffico illecito di rifiuti (art. 452 quaterdecies), recepito nel Codice penale solo nel 2018, essendo già previsto dall&#8217;art. 260 del Testo unico ambientale e prim&#8217;ancora dall&#8217;art. 53 bis del cosiddetto decreto Ronchi, in vigore dal 2001. Terzo delitto più accertato è quello per disastro ambientale (art. 452 quater) contestato 228 volte, con 737 persone denunciate, 100 ordinanze di custodia cautelare e 180 sequestri, per un valore di oltre 85 milioni di euro.  A seguire ci sono i delitti colposi contro l&#8217;ambiente (art. 452 quinques CP) con 107 reati e 105 persone denunciate, l&#8217;impedimento al controllo (art. 452 septies), con 94 reati e 209 persone denunciate, e l&#8217;omessa bonifica (452 terdecies), con 42 reati e 54 denunce, due fattispecie nuove nel sistema penale italiano ma molto significative per le loro implicazioni con il ruolo delle imprese. Infine, per l&#8217;art. 452 ter del Codice penale (morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale) sono stati accertati 19 reati.</p>
<p>Regioni più colpite: A livello nazionale, la classifica delle regioni con più illeciti frutto dell&#8217;analisi aggregata dei dati relativi ai due &#8220;assi&#8221; della legge 68 del 2015 (delitti contro l&#8217;ambiente nel Codice penale e riforma del sistema sanzionatorio previsto nel Testo unico ambientale) vede al primo al primo posto la Campania, con 1.440 reati, 4178 controlli effettuati, e 382 sequestri per un valore di oltre 209 milioni di euro. Secondo posto per la Sardegna con 726 illeciti e prima per persone denunciate (1.627), una regione già segnalata in crescita anche nei dati complessivi del rapporto del 2024 di Ecomafia. Al terzo posto la Puglia (540 reati) che è prima, però per persone arrestate (100), seguita da Lombardia (498 reati) e Sicilia (482), quest&#8217;ultima è prima regione come valore economico dei sequestri effettuati, pari a 432,1 milioni di euro e la seconda come persone denunciate. Sesto posto, in classifica, per il Trentino-Alto Adige con 374 reati, il cui dato è frutto di tre tipologie di illeciti penali: l&#8217;applicazione della parte Sesta-bis del Testo unico ambientale, con 255 reati (art. 318-bis), pari al 68,2% del totale; il Codice di responsabilità degli enti (art. 25 del D.lgs 231/2001), con 58 reati e l&#8217;attività organizzata di traffico illecito di rifiuti (40 illeciti).</p>
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		<title>Corigliano-Rossano, sindaco Stasi: disastro sanità, guardie mediche chiuse e ambulanze senza medici</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/corigliano-rossano-sindaco-stasi-disastro-sanita-guardie-mediche-chiuse-e-ambulanze-senza-medici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Aug 2024 16:47:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Mentre la Regione Calabria si accorge ad agosto del cambiamento climatico e del fatto che l&#8217;acqua sarebbe stata la vera emergenza dell&#8217;estate, sotto il profilo della sanità non possiamo lamentarci, perché l&#8217;emergenza è costante e duratura ed anzi peggiora nonostante i fantastici racconti di Graziano ed Occhiuto. Il mese di agosto si è già annunciato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Mentre la Regione Calabria si accorge ad agosto del cambiamento climatico e del fatto che l&#8217;acqua sarebbe stata la vera emergenza dell&#8217;estate, sotto il profilo della sanità non possiamo lamentarci, perché l&#8217;emergenza è costante e duratura ed anzi peggiora nonostante i fantastici racconti di Graziano ed Occhiuto. Il mese di agosto si è già annunciato come caratterizzato da ennesime chiusure temporanee dei Servizi di Continuità Assistenziale del territorio, ossia delle Guardie Mediche, fondamentali presidi a tutela della sanità&#8221;. Parole di Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano.</p>
<p>&#8220;La Guardia Medica di Cantinella &#8211; spiega &#8211; chiusa per numerosi giorni e notti (compreso Ferragosto), nonostante la vasta utenza che copre questo importante servizio pubblico: da Corigliano Scalo alla stessa Cantinella, dalle numerose frazioni limitrofe e finanche a quelle dei comuni viciniori. Analoga situazione nella Guardia Medica di Schiavonea, che in alcuni giorni del mese di agosto, e addirittura nel periodo di Ferragosto, sospende il proprio importante servizio. Un fatto inaccettabile se si pensa che la suddetta località marinara e turistica aumenta in modo vertiginoso, nel periodo estivo, con le presenze di villeggianti e concittadini che durante l&#8217;anno vivono fuori per esigenze di studio o di lavoro. Sul fronte ospedaliero, continuano i disservizi e le segnalazioni soprattutto per le ambulanze che arrivano sempre con maggiore difficoltà e continuano a prestare servizio senza personale medico o addirittura, in casi di emergenza, con personale del Pronto Soccorso, distogliendo preziose risorse al presidio. Ciò che ci preoccupa non è solo l&#8217;emergenza generalizzata, ma il racconto totalmente distante dalla realtà di chi, invece, dovrebbe assumersi la responsabilità dell&#8217;inconsistenza totale dell&#8217;azione di Governo che avvertono, sulla propria pelle, utenti e professionisti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Nell&#8217;esprimere piena gratitudine ai medici ed a tutto il personale sanitario che continua a lavorare e fare il proprio dovere tra innumerevoli peripezie- aggiunge Stasi &#8211; , non possiamo che denunciare quanto continua ad avvenire nel nostro sistema sanitario, frutto di riforme insostenibili e gestioni disastrose, richiamando alle rispettive responsabilità non solo quanti ricoprono ruoli determinanti per l&#8217;organizzazione sanitaria ma anche chi, come l&#8217;intera rappresentanza territoriale, mette la testa sotto la sabbia e prova a far finta di nulla&#8221;.</p>
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		<title>Occhiuto: “Sanità disastrosa ovunque perchè poco finanziata, ma in Calabria ancor di più&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/occhiuto-sanita-disastrosa-ovunque-perche-poco-finanziata-ma-in-calabria-ancor-di-piu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2024 14:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[disastro]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamento]]></category>
		<category><![CDATA[Occhiuto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Nel corso di un punto stampa alla Cittadella, il presidente della Regione Roberto Occhiuto è stato, ancora una volta, interrogato sulla situazione della sanità calabrese, con riferimento alla recente polemica di alcuni governatori con il ministro Raffaele Fitto sui tagli a fondi del Pnrr sull&#8217;adeguamento antisismico delle strutture sanitarie. Nei giorni scorsi Occhiuto, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Nel corso di un punto stampa alla Cittadella, il presidente della Regione Roberto Occhiuto è stato, ancora una volta, interrogato sulla situazione della sanità calabrese, con riferimento alla recente polemica di alcuni governatori con il ministro Raffaele Fitto sui tagli a fondi del Pnrr sull&#8217;adeguamento antisismico delle strutture sanitarie. Nei giorni scorsi Occhiuto, nella sua qualità di commissario della sanità calabrese, ha adottato un decreto con il quale riprogramma tutte le risorse ex articolo 20.<br />
&#8220;La sanità purtroppo è un disastro in tutta Italia- ha detto &#8211; in tutte le regioni si lamentano del sistema sanitario perché per troppi anni questo sistema sanitario è stato poco finanziato e poco riformato da tutti i governi di centrodestra e centrosinistra, in Calabria ancora di più perché sconta il dramma del commissariamento. Questa è la ragione per cui la Calabria non può cedere un centesimo delle risorse che ha. Io &#8211; ha proseguito Occhiuto &#8211; sono un dirigente nazionale del centrodestra, ma sono innanzitutto il presidente della Regione Calabria, quindi quando c&#8217;è da difendere le ragioni della Calabria e dei calabresi queste ragioni vengono prima di ogni altra cosa. Il problema &#8211; ha poi osservato Occhiuto &#8211; non è un problema di risorse. Le risorse ci sono, io sono impegnato ad averne per la Calabria molte di più, intanto sono impegnato a dimostrare che la Calabria però le sue risorse le vuole utilizzare per rifare gli ospedali. Sono stanco di vedere nelle televisioni nazionali immagini di ospedali incompiuti da 20 anni, da 30 anni, questi ospedali devono essere completati e devono essere completati con le risorse che ci sono. Anche gli altri interventi dell’edilizia sanitaria saranno realizzati, come per esempio quelli finanziabili attraverso i fondi dell’Inail: sto aspettando &#8211; ha concluso il presidente della Regione Calabria &#8211; che si strutturi la nuova governance dell’Inail, subito dopo andrò a trovarli per mettere a terra tutte queste altre risorse che l’Inail ha già in bilancio e che deve spendere in Calabria&#8221;.</p>
<p>In relazione ai nuovi ospedali da realizzare ha precisato che &#8220;Se partono i nuovi ospedali è evidente che cambia la vocazione anche dei nosocomi vicini. Se parte per esempio l&#8217;ospedale della Piana di Gioia Tauro, quello sarà l&#8217;hub che concentrerà la maggior parte delle risorse. Significa che gli ospedali più vicini potranno essere per esempio ospedali mono-specialistici, dove si trattano con un livello di specializzazione più elevato alcune patologie&#8221;- ha sottolineato Occhiuto. &#8220;I presidi sanitari decentrati avranno comunque una loro funzione nel sistema sanitario regionale. E&#8217; chiaro che quando si progetta la rete ospedaliera si progetta secondo i criteri della legislazione nazionale, per esempio del Decreto 70 che stabilisce che le unità operative complesse devono essere in un certo numero e devono essere dislocate sul territorio. Anche qui c&#8217;è sempre un lavoro di trattativa: per esempio non sono affatto sicuro che la rete ospedaliera che abbiamo licenziato sarà approvata dai tavoli ministeriali, soprattutto dal Mef. Ci proviamo, ma la rete ospedaliera della Calabria è una rete ospedaliera che dovrà essere comunque continuamente manutenuta. Stiano tranquilli i cittadini della Calabria, stiano tranquilli soprattutto i cittadini dei comuni che ora stanno protestando. Uno di questi è Polistena&#8221;. </p>
<p>&#8220;Quando io mi sono insediato a Polistena &#8211; ha concluso Occhiuto &#8211; c&#8217;erano i crateri nel pronto soccorso, abbiamo rifatto il pronto soccorso. Stava chiudendo l&#8217;ospedale. I primi cubani che ho preso li ho mandati a Polistena. Polistena credo che sia allo stato uno degli ospedali che funziona meglio nella provincia di Reggio Calabria. Non sono un pazzo, non voglio chiuderlo. Anzi, credo che quell&#8217;ospedale possa avere un futuro. È chiaro che nel momento in cui dico che va fatto l&#8217;ospedale della Piana di Gioia Tauro, devo dire ai ministeri affiancanti e quell&#8217;ospedale con centrale attività che ora si svolgono nella stessa zona&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Gizzeria, Giovambattista Paola attacca ancora il Comune sulla riscossione della Tari 2021</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gizzeria-giovambattista-paola-attacca-ancora-il-comune-sulla-riscossione-della-tari-2021/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Oct 2021 07:58:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[disastro]]></category>
		<category><![CDATA[Giovambattista Paola]]></category>
		<category><![CDATA[Gizzeria]]></category>
		<category><![CDATA[Tari 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gizzeria (CZ) &#8211; &#8220;Il maldestro tentativo dell&#8217;Amministrazione Comunale di Gizzeria di correre ai ripari sulla vicenda della titolarità della Melanide alla riscossione della Tari 2021, ha finito per aprire una voragine di approssimazione, leggerezze, inadempienze, un quadro di illegittimità e illegalità diffuse, che rischiano di determinare seri problemi sulla riscossione del gettito tributario e sullo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gizzeria (CZ) &#8211; &#8220;Il maldestro tentativo dell&#8217;Amministrazione Comunale di Gizzeria di correre ai ripari sulla vicenda della titolarità della Melanide alla riscossione della Tari 2021, ha finito per aprire una voragine di approssimazione, leggerezze, inadempienze, un quadro di illegittimità e illegalità diffuse, che rischiano di determinare seri problemi sulla riscossione del gettito tributario e sullo stesso equilibrio di bilancio dell&#8217;Ente&#8221;. Lo scrive il consigliere comunale de ‘L’Officina delle Idee’, Giovambattista Paola.</p>
<p>&#8220;La pezza individuata dal Comune di Gizzeria si è rivelata peggiore del buco- sottolinea. Ora, in risposta alla nostra nota stampa di qualche giorno prima, con determinazione dirigenziale n°108 del 07/10/2021, pubblicata sull&#8217;albo pretorio del Comune il 12 ottobre c.a., si è fatto ricorso all&#8217;affidamento diretto alla Melanide, sino al 31.12.2021 per l&#8217;accertamento e riscossione dei tributi comunali. Peccato, però, che gli avvisi di pagamento notificati dalla medesima società di riscossione portano la data del 30 settembre. Pertanto, ai fine della riscossione della Tari 2021, la stessa determina dirigenziale è da considerarsi del tutto inefficace&#8221;. </p>
<p>Secondo Paola: &#8220;È inefficace perché al 30 settembre, la Melanide, dopo la scadenza del contratto,  non poteva più porre in essere l&#8217;attività esattiva. Ma è ancora più grave, che in premessa della determinazione, si faccia riferimento a delibere di Giunta Comunale riguardanti linee di indirizzo senza citarne numero e data. L&#8217;unica delibera di Giunta Comunale riguardante le linee di indirizzo per l&#8217;espletamento della gara risale al 2017. Quindi l&#8217;emergenza epidemiologica, pur richiamata, non c&#8217;entra un fico secco. È ancora gravissimo, in questo quadro, aver consentito ad una società di riscossione, che non aveva più nessun titolo, solo qualche anno fa di pignorare i conto corrente di tutto il paese per morosità. L&#8217;amministrazione comunale si assuma la responsabilità politica di questo autentico disastro&#8221;- conclude il consigliere comunale de ‘L’Officina delle Idee’.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gizzeria-giovambattista-paola-attacca-ancora-il-comune-sulla-riscossione-della-tari-2021/">Gizzeria, Giovambattista Paola attacca ancora il Comune sulla riscossione della Tari 2021</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Sanità, Uil: &#8220;Nel reggino il Suem 118 è un vero disastro&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-uil-nel-reggino-il-suem-118-e-un-vero-disastro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2021 14:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marasma organizzativo», «abbandono», ambulanze senza medici e operatori sanitari furbetti che si fanno spostare in ruoli più comodi. La denuncia della Uil riguarda il Suem 118 della provincia di Reggio Calabria, ma è la cartina di tornasole di un’emergenza senza fine. La firma Nicola Simone. Che ricorda, innanzitutto, che il Suem «dovrebbe essere, per come [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sanita-uil-nel-reggino-il-suem-118-e-un-vero-disastro/">Sanità, Uil: &#8220;Nel reggino il Suem 118 è un vero disastro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Marasma organizzativo», «abbandono», ambulanze senza medici e operatori sanitari furbetti che si fanno spostare in ruoli più comodi. La denuncia della Uil riguarda il Suem 118 della provincia di Reggio Calabria, ma è la cartina di tornasole di un’emergenza senza fine. La firma Nicola Simone. Che ricorda, innanzitutto, che il Suem «dovrebbe essere, per come declamato sul sito dell’Azienda, un “servizio pubblico di pronto intervento sanitario attivo 24 ore su 24 articolato in Postazioni di Emergenza Territoriali (Pet) distribuite sul territorio dell’Azienda Sanitaria Provinciale coordinate da una Centrale Operativa telefonica provinciale 118». E invece «si è trasformato, nonostante il grande sacrifico di parte del personale applicato, in un carrozzone autoreggente tutti i fallimenti “dell’Azienda Sanitaria più disastrata d’Europa”. L’opera di demolizione intrapresa nel tempo da direttori generali e commissari straordinari, oggi viene portata alle debite conseguenze dall’attuale management il quale non ha inteso e non intende intervenire per affrontare le problematiche dell’Asp partendo dagli aspetti più critici e maggiormente importanti per la vita delle persone».</p>
<p><strong>I medici che «abbandonano la nave»</strong></p>
<p>Nella lettera aperta, la Uil ricorda di aver denunciato «inutilmente il sistema di privilegio di cui godono alcuni sindacati che vedono i propri dirigenti sindacali abbandonare la nave mentre questa affonda ed essere trasferiti dal Suem ad altri ambiti sanitari di quasi inesistente impatto assistenziale».</p>
<p><strong>Gli imboscati e le ambulanze senza medici</strong></p>
<p>Altro aspetto dell’emergenza (per la verità condiviso con altri territori) sarebbe la «mancanza di medici sulle Pet dell’area tirrenica, reggina e jonica. Sulla Piana – spiega Simone – ogni postazione ha solo un medico in servizio rispetto ai sei previsti in organico. Su Reggio, Sant’Eufemia, Scilla ed altre postazioni, a luglio ed agosto per parecchi giorni sono mancati i medici a bordo». E ci sarebbero «medici del Suem 118 che ricoprono ruoli differenti da quelli per i quali sono stati assunti (tra questi vi sono dirigenti sindacali). Sono risultati in ferie ad agosto contemporaneamente 5 medici di ambulanza scoprendo ancor di più le postazioni e 3 medici di centrale. In Centrale operativa ci sono medici reperibili di notte e festivi ma non utilizzati sulle ambulanze laddove ne siano sprovviste. Gli infermieri vengono quindi costretti ad andare in ambulanza anche per codici rossi senza medico a bordo con le relative conseguenze per la salvaguardia della vita dei cittadini». I presìdi di Primo intervento di Scilla, Palmi e Oppido Mamertina «utilizzano per la copertura dei propri turni, medici del Suem che dovrebbero, invece, svolgere servizio in ambulanza (compreso il direttore facente funzioni)».</p>
<p><strong>La carenza cronica di autisti</strong></p>
<p>Come se non bastasse, l’emergenza soffre di una «carenza cronica di autisti». Ne mancherebbe «uno  Reggio Calabria, tre a Melito Porto Salvo, uno a Scilla, tre a Taurianova, diversi sulla zona ionica. Le ambulanze sono ferme perché mancano gli autisti. Questo capita quasi quotidianamente a Taurianova e Melito Porto Salvo. Su Melito anziché trovare una soluzione a lungo termine si preferisce inviare Riva3 (privata) e, talvolta, Palizzi (privata)».</p>
<p><strong>Ambulanze obsolete e «strani guasti»</strong></p>
<p>Dove i mezzi ci sono, peraltro, sono «obsoleti» e fanno registrare «strani guasti quotidiani». Secondo la Uil, «non appena vengono presi dall’officina di riferimento dell’Asp, gli automezzi si guastano già in autostrada. Nonostante siano stati stanziati i soldi, donati dalla Banca D’Italia a ottobre 2020 per l’acquisto di nuove ambulanze, queste, rimangono un lontano miraggio. Le ambulanze dell’Asp non ci sono e quindi le postazioni rimangono non operative sguarnendo il territorio, con il risultato di avere, tra l’altro, un autista, un infermiere e un medico retribuiti inutilmente. A tale proposito interessante sarebbe conoscere l’ammontare della spesa degli ultimi 5 anni riferita a tale capitolo di bilancio».</p>
<p><strong>«Operatori del Suem in jeans e scarpe da tennis»</strong></p>
<p>Neppure la dotazione di indumenti per il personale è adeguata: «Il personale del Suem118 è costretto a lavorare senza divisa o con divise logore in quanto l’azienda non le fornisce (compresi i nuovi assunti – unica Asp della Penisola). Si ricorda che la divisa è considerata dalle normative che sovrintendono la sicurezza del personale sui luoghi di lavoro, quale ineludibile dispositivo di protezione individuale. Paradossale e colpevole appare il comportamento dell’Asp che utilizza personale privo di indumenti idonei in un contesto di elevato pericolo pandemico. Si sono visti operatori del Suem costretti a lavorare in jeans e scarpe da tennis. Locali non idonei alla permanenza di dipendenti in servizio h 24».</p>
<p><strong>«Personale con poca esperienza»</strong></p>
<p>Anche i nuovi arrivi sarebbero inadeguati, secondo quanto riferito da Simone. «In Centrale Operativa è arrivato del personale assunto con contratto determinato per emergenza Covid che è risultato posizionato tra gli ultimi di una graduatoria per infermieri. In area di emergenza urgenza è necessaria una pregressa esperienza e una buona conoscenza delle elementari nozioni di grammatica, informatica, anatomia e patologia clinica e triage. Non è consentito, ne va di mezzo la vita delle persone, utilizzare nel cuore nevralgico del Suem118 l’impiego di personale in rapporto lavorativo a tempo determinato, inesperto ed impreparato».</p>
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