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	<title>dipinto Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 03 Jun 2023 12:30:07 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Carabinieri recuperano antico dipinto rubato nel 1993: successo indagini del Nucleo tutela patrimonio Cosenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jun 2023 12:30:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza, hanno recentemente condotto, su tutto il territorio calabrese e nazionale, una serie di azioni investigative, che hanno consentito non solo il recupero di diversi reperti archeologici, frutto di scavi clandestini, ma anche il sequestro di numerosi beni d’antiquariato, tra cui importanti dipinti commercializzati in Calabria e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza, hanno recentemente condotto, su tutto il territorio calabrese e nazionale, una serie di azioni investigative, che hanno consentito non solo il recupero di diversi reperti archeologici, frutto di scavi clandestini, ma anche il sequestro di numerosi beni d’antiquariato, tra cui importanti dipinti commercializzati in Calabria e provenienti da furti in abitazione consumati in tutta Italia, nonché di diverse opere d’arte contemporanea false.</p>
<p>Particolarmente significativa è risultata l’attività investigativa che ha portato al recupero di un dipinto raffigurante la Vergine con Bambino e Santa Lucia, realizzato nella prima metà del sec. XIX ed ascrivibile ad ignoto pittore campano. L’opera, trafugata all’interno della Chiesa di San Pietro Apostolo di Valle di Maddaloni il 15 maggio 1993, è stata recuperata a Spinazzola (BT) in una abitazione privata, grazie alla quotidiana e incessante attività di indagine condotta dal Reparto specializzato dell’Arma, impegnato nella tutela del patrimonio culturale. Le indagini svolte, oltre ad assicurare il recupero ed a preservare l’integrità del dipinto, dal grande valore artistico e simbolico per la comunità religiosa di Valle di Maddaloni, hanno consentito di poter restituire il bene alla parrocchia di San Pietro Apostolo e San Pancrazio Martire, che lo custodirà e lo esporrà ai fedeli nel medesimo luogo dal quale venne rubato nel lontano 1993.</p>
<p>Il Nucleo di Cosenza ha proseguito, anche nel 2022, con una incisiva attività di prevenzione che, associata ad una collaterale e costante attività repressiva, ha consentito di contrastare, in modo efficace, le varie forme di aggressioni criminali poste in atto nei confronti del patrimonio culturale locale regionale.<br />
In merito alle attività condotte, si riportano, di seguito, i risultati ottenuti:<br />
• nr. 29 persone deferite in stato di libertà, alle Autorità Giudiziarie, di cui 3 per reati contro il paesaggio;<br />
• nr. 4 beni antiquariali recuperati;<br />
• nr. 116 reperti archeologici e paleontologici recuperati;<br />
• nr. 24 opere pittoriche false sequestrate;<br />
• nr. 4 reperti archeologici e paleontologici falsi sequestrati;<br />
• nr. 5 controlli di sicurezza a musei, biblioteche ed archivi, finalizzati a prevenire i reati di furto e danneggiamento;<br />
• nr. 77 controlli ad aree archeologiche finalizzati a prevenire le attività di scavo clandestino;<br />
• nr. 41 controlli ad aree paesaggistiche e monumentali finalizzati a prevenire abusi edilizi;<br />
• nr. 23 controlli ad attività antiquariali, fiere e mercatini di settore finalizzati a prevenire i reati di ricettazione e riciclaggio.</p>
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		<title>Catanzaro, dipinto studentessa sarà esposto nella casa circondariale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-dipinto-studentessa-sara-esposto-nella-casa-circondariale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2021 13:08:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[casa circondariale]]></category>
		<category><![CDATA[dipinto]]></category>
		<category><![CDATA[studentessa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà esposto nel laboratorio di pasticceria realizzato all&#8217;interno della casa circondariale &#8220;Ugo Caridi&#8221; di Catanzaro su iniziativa della direttrice Angela Paravati, il dipinto realizzato dalla giovane artista Sara Lia, studentessa dell&#8217;Istituto alberghiero di Taverna, appartenente all&#8217;Iis &#8220;Rita Levi Montalcini&#8221; di Sersale diretto da Cristina Lupia, ispirato al libro di Fabio Valenti &#8220;Dolci (C)reati&#8221;, edito da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà esposto nel laboratorio di pasticceria realizzato all&#8217;interno della casa circondariale &#8220;Ugo Caridi&#8221; di Catanzaro su iniziativa della direttrice Angela Paravati, il dipinto realizzato dalla giovane artista Sara Lia, studentessa dell&#8217;Istituto alberghiero di Taverna, appartenente all&#8217;Iis &#8220;Rita Levi Montalcini&#8221; di Sersale diretto da Cristina Lupia, ispirato al libro di Fabio Valenti &#8220;Dolci (C)reati&#8221;, edito da Città del Sole.</p>
<p>L&#8217;opera, che era stata già mostrata durante la presentazione della pubblicazione in occasione della fiera del libro Gutenberg svoltasi a Taverna, è stata consegnato alla direttrice del penitenziario dalla stessa autrice accompagnata dalla docente di Lettere dell&#8217;istituto Chiara Fera.</p>
<p id="ob">Il libro, curato dall&#8217;avv. Ilaria Tirinato con prefazione di Luca Montersino, pasticcere di fama internazionale, raccoglie le tante ricette sperimentate negli anni e racconta la storia di Fabio Valenti, detenuto nel circuito di massima sicurezza che, spinto dalla passione per la pasticceria, ha costruito da sé gli strumenti in cella, fino a quando la sua perseveranza si è trasformata in occasione di riscatto. Il dipinto raffigura un uomo aggrappato a dei palloncini sormontati da dolci prelibati.</p>
<p>&#8220;I sogni &#8211; ha detto Sara Lia &#8211; quasi sempre aiutano a sollevarci dagli abissi in cui ci troviamo. In questo quadro ho voluto raffigurare un sogno di libertà che si realizza, perché la libertà e la felicità non si trovano in nessun luogo al di fuori di noi. La libertà è anche essere se stessi, e a farci sentire noi stessi è ciò che amiamo e che sogniamo di fare. Io, attraverso il mio sogno -ha concluso &#8211; ho voluto rappresentare il sogno di qualcun altro, ed è stato bellissimo&#8221;.</p>
<p>Ringraziamo la direttrice dell&#8217;istituto penitenziario &#8211; ha detto la prof. Chiara Fera &#8211; per averci dato l&#8217;occasione di vivere un&#8217;esperienza significativa, tanto sul piano umano quanto su quello didattico, in cui l&#8217;arte e la letteratura hanno incontrato una realtà complessa come quella del carcere foriera di molti spunti di riflessione&#8221;.</p>
<p>(<em>Fonte Ansa</em>)</p>
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		<title>Arte, dipinto di Cefaly torna alla Banca d&#8217;Italia di Catanzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/arte-dipinto-di-cefaly-torna-alla-banca-ditalia-di-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2021 14:06:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Cefaly]]></category>
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		<category><![CDATA[opera]]></category>
		<category><![CDATA[restauro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torna  ad occupare il suo posto dei locali di rappresentanza della filiale di Catanzaro della Banca d&#8217;Italia, dopo un restauro durato oltre un anno, il dipinto &#8220;Il commercio di Calabria e le promesse del ministero italiano&#8221; di Andrea Cefaly, eminente esponente calabrese dell&#8217;arte pittorica dell&#8217;800. Il dipinto è stato sottoposto ad un complesso restauro dopo la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Torna  ad occupare il suo posto dei locali di rappresentanza della filiale di Catanzaro della Banca d&#8217;Italia, dopo un restauro durato oltre un anno, il dipinto &#8220;Il commercio di Calabria e le promesse del ministero italiano&#8221; di Andrea Cefaly</strong>, eminente esponente calabrese dell&#8217;arte pittorica dell&#8217;800. Il dipinto è stato sottoposto ad un complesso restauro dopo la scoperta di muffe che avrebbero potuto provocare il distacco dell&#8217;impianto pittorico.</p>
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<div class="ob-pixels">&#8220;Ci siamo trovati davanti &#8211; ha spiegato la restauratrice Caterina Bagnato illustrando i lavori svolti sull&#8217;opera che oggi è tornata al suo posto &#8211; ad una bomba biologica. Adesso è stato recuperato un equilibrio, fragilissimo, ma ritrovato in tutta la sua pianezza materica dei componenti originari e dei componenti di restauro. Si tratta di un&#8217;opera di alto valore artistico ma anche sociale. Si vede la rappresentazione metaforica di quello che è il titolo del dipinto e di come le promesse del ministero italiano vengano rappresentate dall&#8217;artista come una locomotiva dipinta tra le nuvole, sopra la parte sottostante che raffigura il commercio nella seconda metà dell&#8217;ottocento che anela al progresso che però resta tra le nuvole&#8221;.</div>
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<p>&#8220;Questa opera &#8211; ha commentato il direttore della filiale di Catanzaro della Banca d&#8217;Italia &#8211; rappresenta il valore sociale del patrimonio artistico della Banca d&#8217;Italia ma soprattutto il legame col territorio che per noi è uno dei primi criteri e la nostra ragion d&#8217;essere, fornire alla comunità i nostri servizi.<br />
la nostra presenza che sia utile e proficua. Il restauro è durato il tempo della pandemia ed il ritorno dell&#8217;opera è l&#8217;augurio migliore che possiamo fare a noi, alla regione, a tutta la comunità che il segno di una ripartenza e di un futuro all&#8217;altezza delle aspettative e migliori di quelle promesse dal ministero italiano che Cefaly con questo quadro metteva in luce nelle sue disfunzioni, nei suoi ritardi&#8221;.</p>
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		<title>Reggio Calabria, restituito alla Diocesi il dipinto raffigurante San Prospero</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-restituito-alla-diocesi-il-dipinto-raffigurante-san-prospero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2021 13:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[1920]]></category>
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		<category><![CDATA[reggio]]></category>
		<category><![CDATA[San Propspero]]></category>
		<category><![CDATA[scomparso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il dipinto raffigurante San Prospero, opera chi il pittore emiliano Cirillo Manicardi realizzò  dopo il terremoto del 1908 che distrusse Reggio Calabria e Messina, di cui si erano perse le tracce dal 1920, è stato restituito alla Diocesi di Reggio Calabria dai Carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale di Cosenza. Il quadro &#8211; si legge [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il dipinto raffigurante San Prospero, opera chi il pittore emiliano Cirillo Manicardi realizzò  dopo il terremoto del 1908 che distrusse Reggio Calabria e Messina, di cui si erano perse le tracce dal 1920, è stato restituito alla Diocesi di Reggio Calabria dai Carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale di Cosenza.</strong></p>
<p>Il quadro &#8211; si legge in una nota &#8211; era in un’abitazione privata a Reggio Calabria, detenuto da una persona ignara della sua provenienza avendolo ricevuto in eredità.  Questa mattina, nella sede del Museo Diocesano di Reggio Calabria, si è svolta la cerimonia di riconsegna del dipinto al responsabile dei beni culturali dell&#8217;Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, Don Domenico Rodà, dal capitano Bartolo Taglietti, comandante del Nucleo Carabinieri per la tutela del Patrimonio Culturale di Cosenza. <strong>La cerimonia si è svolta alla presenza dell’arcivescovo Giuseppe Fiorini Morosini, del prefetto Massimo Mariani e del comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Marco Guerrini</strong>.</p>
<p>“Siamo riusciti a riportare a casa un bene tanto importante per Reggio Calabria, che rappresenta il simbolo della rinascita di questa città. Spero, oltre che per Reggio, ciò sia di buon auspicio anche per noi che usciamo da un periodo di restrizioni e crediamo che come lo è stato allora anche questo possa essere un momento di rinascita”. Lo ha affermato il <strong>capitano Taglietti</strong>, il quale ha spiegato che “la persona che aveva questo bene probabilmente era ignara della provenienza del dipinto perché lo ha avuto in eredità, teniamo conto che il dipinto è sparito nel 1920 quindi la persona che lo aveva adesso era sicuramente all’oscuro della sua provenienza”.</p>
<p>“Siamo riusciti ad arrivare al dipinto &#8211; spiega ancora Taglietti &#8211; attraverso immagini fotografiche e la loro comparazione con le immagini detenute nella nostra banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti. Don Denisi (decano della Curia ndr) ci ha fornito degli elementi fotografici attraverso i quali siamo riusciti a individuare l’abitazione della persona che lo deteneva materialmente”.</p>
<p>Il dipinto rappresenta un simbolo di rinascita per la città di Reggio Calabria, &#8211; spiega ancora la nota &#8211; profondamente colpita dal terremoto del 1908. Proprio quell’anno, infatti, Monsignor Emilio Cottafavi, inviato da Papa Pio X in Calabria, si impegnò nella realizzazione di un villaggio di strutture prefabbricate in legno per accogliere ed educare gli orfani. Tra gli obiettivi anche la costruzione di chiese per l’esercizio del culto e tra queste quella dedicata a San Prospero, Santo patrono di Reggio Emilia, città natale di Monsignor Cottafavi, a testimonianza del collegamento solidale tra le due Reggio.</p>
<p>Nel 1910 &#8211; conclude la nota &#8211; il prelato commissionò al pittore e concittadino Cirillo Manicardi, per la somma di mille lire, un dipinto a olio su tela, delle dimensioni di 173&#215;114 cm, raffigurante “San Prospero inginocchiato sulle macerie della Città di Reggio Calabria”. L’opera venne collocata nell’abside della omonima chiesa-baracca. La chiesetta rimase attiva per alcuni decenni, fino a quando vennero ricostruite le chiese in muratura. Un incendio scoppiato il 3 maggio 1920 distrusse la chiesa ma il dipinto venne messo in salvo da Don Felice Cribellati, che lo trasportò nella tipografia sorta nel villaggio di baracche. Quando la tipografia venne dismessa si persero le tracce del dipinto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-restituito-alla-diocesi-il-dipinto-raffigurante-san-prospero/">Reggio Calabria, restituito alla Diocesi il dipinto raffigurante San Prospero</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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