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	<title>Dina Marasco Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Come ti criminalizzo un Ufficio Giudiziario&#8230;di Dina Marasco*</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2021 13:09:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Asta la vista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Ecco l&#8217;intervento integrale del *Presidente dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Lamezia Terme, pubblicato oggi sul sito web dell&#8217;Ordine. I riferimenti sono agli sviluppi dell&#8217;inchiesta denominata &#8220;Asta la vista&#8221;, portata a termine dalla Procura della Repubblica il 6 aprile del 2019, che ha visto il coinvolgimento di avvocati e professionisti circa il presunto condizionamento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Ecco l&#8217;intervento integrale del *Presidente dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Lamezia Terme, pubblicato oggi sul sito web dell&#8217;Ordine. I riferimenti sono agli sviluppi dell&#8217;inchiesta denominata &#8220;Asta la vista&#8221;, portata a termine dalla Procura della Repubblica il 6 aprile del 2019, che ha visto il coinvolgimento di avvocati e professionisti circa il presunto condizionamento del delicato settore delle aste giudiziarie cittadine. Per numerosi avvocati, nei giorni scorsi, è arrivata l&#8217;archiviazione dalle accuse da parte della stessa Procura lametina.</p>
<p><em>Il protagonista de “Il Processo” è tratto in arresto senza riuscire a comprendere quale sia la sua colpa e ingaggia un defatigante confronto con un “potere“ (nella specie, chiamato Tribunale) che è espressione di un’Entità superiore, infallibile, e lo ha già riconosciuto colpevole, prima ancora di un verdetto.</em><br />
<em>Un’Entità che spia ogni sospiro, che sospetta del prossimo per principio, che processa per le vie brevi (leggi: le piazze) e che condanna in via anticipata e sommaria uomini e donne, colpevoli in attesa di essere scoperti.</em></p>
<p><em>Un potere che può risucchiare improvvisamente ciascuno di noi, quando meno ce lo aspettiamo.</em><br />
<em>E’ subito evidente lo smarrimento del povero K. che ha una concezione nobile della Legge “che tutela gli innocenti e che…quando arresta richiede i documenti”.</em><br />
<em>Ed è palese lo sbilanciamento tra il predetto e chi lo ha già decretato reo di fronte al mondo. Colpevole K. lo deve essere per forza e tutti ci crederanno, alla fine ci crederà anche il povero protagonista.</em></p>
<p><em>Un certo giorno, alle cinque del mattino, con dispiegamento di forze e fragore di elicotteri, la GdF di XXX eseguiva numerose ordinanze cautelari, reali e personali.</em><br />
<em>Al suo risveglio, la Città di XXX (e l’Italia intera) apprendeva che la Procura della Repubblica in sede aveva “disvelato una vera organizzazione criminale” che coinvolgeva “tutti i vari attori dell’apparato giudiziario XXX” e, precisamente, “funzionari di cancelleria, ufficiali giudiziari, avvocati e commercialisti” (questi ultimi in veste di curatori e custodi giudiziari), indagati per reati (circa un centinaio di capi di imputazione) di particolare gravità e allarme, dall’associazione a delinquere, alla turbativa d&#8217;asta, dall&#8217;estorsione, all&#8217;abuso d&#8217;ufficio, alla rivelazione di segreto d’ufficio e altri; un sistema, come evidenziato nella consueta, immancabile, conferenza stampa (con tanto di slides informative all’uopo predisposte), “che tutti conoscevano in Tribunale, andato avanti per lunghissimo tempo, passivamente accettato e divenuto la regola” (leggasi: nell’omertà degli addetti ai lavori).</em></p>
<p><em>Nel contempo, altri numerosi professionisti, senza avere mai ricevuto alcun avviso di garanzia, apprendevano dagli organi di informazione di essere tra gli 86 indagati.</em></p>
<p><em>Per tutti, ma in particolare per coloro che erano attinti da misure cautelari personali e umilianti perquisizioni e procedure di rito, si materializzava l’incubo kafkiano.</em><br />
<em>Quel giorno, un Foro e un Tribunale erano marchiati dallo stigma della peggiore infamia.</em></p>
<p><em>I malcapitati professionisti, da protagonisti della giurisdizione, in virtù del superiore potere che l’Accusa detiene di fatto si trovavano a vivere la condizione di chi è già condannato.</em><br />
<em>Durante le perquisizioni un P.M. si rivolgeva sprezzante ad una nota e stimata legale con le seguenti parole: &#8220;Nella vita bisogna scegliere da che parte stare&#8221;(!)</em></p>
<p><em>Per fortuna, la realtà è ancora lontana dalla fantasia dello scrittore e nel sistema qualcosa funziona: ciò che, in molti casi, si intuiva dalla stessa lettura dei capi di imputazione, in uno con la descrizione delle condotte contestate, è stato ben presto acclarato in sede di riesame -con la revoca delle misure cautelari dispensate- ove era subito compreso che l’operato dei tanti professionisti e dipendenti del Tribunale di XXX era stato improntato, nientemeno che, a quanto chiaramente sancito in Leggi e in un codice, quello di procedura civile, la cui attenta lettura, unitamente a quella delle inequivocabili carte processuali, avrebbe facilmente confermato ciò che già era noto ai più ovvero che gli specchiati e valenti professionisti e gli onesti e laboriosi dipendenti accusati erano appunto specchiati e onesti oltre che esperti nel loro lavoro.</em></p>
<p><em>Infine, la stessa Procura, che ha da poco concluso le indagini ed è ancora al lavoro, ha già chiesto ed ottenuto l’archiviazione per un numero ben superiore alla metà degli indagati.</em><br />
<em>Il sistema ha ben funzionato si diceva e, smentendo il pessimismo del finale kafkiano, ha puntualmente decretato, a distanza di più di due anni, l’innocenza di tantissimi “presunti colpevoli” e l’archiviazione di ogni accusa nei loro confronti.</em></p>
<p><em>Legittima e meritoria l’indagine e tutte le indagini del mondo (le mele marce si trovano ovunque) ma sono ancora vive e laceranti le ferite inferte alla credibilità della Giurisdizione e ad una categoria, quella degli Avvocati, che, nel giorno del giuramento che li ha immessi nelle funzioni, hanno ben scelto da che parte stare.</em><br />
<em>Sempre più impellente, dunque, è l’esigenza di riforme che tutelino gli innocenti da quotidiane barbarie e la necessità che gli spettacoli restino confinati in palcoscenici ben lontani dagli ambiti giudiziari.</em></p>
<p><em>Resta (?) la fiducia nella Giustizia, alla cui realizzazione l’Avvocato contribuisce ogni giorno in modo decisivo; alla faccia di chi in Italia lo vuol negare.</em></p>
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