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	<title>Dia Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 16 Jun 2026 16:29:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Colpo alla &#8216;ndrangheta di Platì: DIA confisca 6Mln di euro ad esponente di spicco della cosca Barbaro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 16:29:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Direzione investigativa antimafia, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, nella giornata di mercoledì 10 giugno, ha eseguito un provvedimento emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Reggio Calabria che ha disposto la confisca di beni, per un valore complessivo stimato in circa 6 milioni, riconducibili “ad un soggetto ritenuto apicale della cosca Barbaro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 640px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-384769-1" width="640" height="360" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/DIA-confisca-Barbaro.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/DIA-confisca-Barbaro.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/DIA-confisca-Barbaro.mp4</a></video></div>
<p>La Direzione investigativa antimafia, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, nella giornata di mercoledì 10 giugno, ha eseguito un provvedimento emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Reggio Calabria che ha disposto la confisca di beni, per un valore complessivo stimato in circa 6 milioni, riconducibili “<em>ad un soggetto ritenuto apicale della cosca Barbaro di Platì, su proposta a firma congiunta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria e del Direttore della Direzione Investigativa Antimafia”.</em></p>
<p>Il procuratore Giuseppe Borrelli in una nota precisa &#8220;<em>che il provvedimento di confisca è stato emesso nell&#8217;ambito di un procedimento di prevenzione pendente in primo grado. Pertanto, il decreto non è ancora definitivo e restano impregiudicate le successive fasi di giudizio a seguito di eventuale impugnazione&#8221;</em>.</p>
<p>L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività di contrasto alla criminalità organizzata e al patrimonio accumulato dalle cosche mafiose attraverso attività illecite.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Riciclaggio e intestazioni fittizie, sequestrata anche azienda scarpe con punti vendita in Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 08:55:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle analisi sui cellulari sequestrati ai movimenti bancari, fino alla ricostruzione dei patrimoni: così l’inchiesta Bononia Gate è arrivata a nuovi sequestri per centinaia di migliaia di euro tra Bologna, Calabria e Lazio, colpendo un’azienda di scarpe e immobili ritenuti riconducibili a un presunto sistema di autoriciclaggio. La nuova operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna, è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle analisi sui cellulari sequestrati ai movimenti bancari, fino alla ricostruzione dei patrimoni: così<strong> l’inchiesta Bononia Gate è arrivata a nuovi sequestri per centinaia di migliaia di euro</strong> tra Bologna, Calabria e Lazio, colpendo un’azienda di scarpe e immobili ritenuti riconducibili a un presunto<strong> sistema di autoriciclaggio. </strong>La nuova operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna, è scattata nella mattinata di oggi con oltre cinquanta operatori della Polizia di Stato e della Direzione Investigativa Antimafia impegnati contemporaneamente in <strong>Emilia-Romagna, Calabria, Lombardia e Lazio. </strong>Al centro dei provvedimenti di sequestro preventivo c’è una <strong>società attiva nella commercializzazione di calzature</strong>, con sede legale a Bologna e diversi punti vendita in Calabria, tra<strong> Lamezia Terme</strong>, <strong>Catanzaro</strong> e Vibo Valentia. Sotto sequestro anche beni strumentali, conti correnti, <strong>quote societarie, capannoni e una villetta di pregio </strong>a San Felice Circeo.</p>
<p>L’inchiesta rappresenta uno <strong>sviluppo dell’operazione avviata lo scorso ottobre</strong>, quando erano state eseguite otto misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati di origine calabrese. <strong>Le accuse</strong>, a vario titolo, vanno dall’associazione per delinquere alla bancarotta fraudolenta, passando per evasione fiscale, truffa, intestazione fittizia di beni, riciclaggio e autoriciclaggio. Secondo gli investigatori, i reati sarebbero stati aggravati dall’agevolazione delle cosche Piromalli e Molè della ’ndrangheta. Gli approfondimenti investigativi successivi alle perquisizioni effettuate nei mesi scorsi avrebbero consentito di ricostruire il ruolo della società bolognese sequestrata. Attraverso l’analisi dei telefoni cellulari, dei flussi economici e delle movimentazioni finanziarie, gli investigatori ritengono di aver individuato una <strong>gestione occulta dell’azienda da parte di uno dei presunti vertici del gruppo, mentre la titolarità formale sarebbe stata affidata a una prestanome.</strong></p>
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<div id="div-gpt-ad-Inlettura-desktop_0-2-desktop" data-testid="div-gpt-ad-Inlettura-desktop_0-2-desktop">Tre persone sono state denunciate per concorso in trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e autoriciclaggio. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro dell’intero compendio aziendale, che sarà ora amministrato da un amministratore giudiziario nominato dal tribunale.</div>
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		<title>Dia sequestra beni per 5 Mln a imprenditore cosentino condannato per associazione mafiosa</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dia-sequestra-beni-per-5-mln-a-imprenditore-cosentino-condannato-per-associazione-mafiosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 08:00:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Direzione investigativa antimafia ha sequestrato beni per circa cinque milioni di euro a un imprenditore di Mandatoriccio (Cosenza), Mario Lavorato, attivo nei settori della distribuzione di prodotti tipici e turistico-alberghiero. Lavorato, già coinvolto nell&#8217;operazione Stige della Dda di Catanzaro, era stato condannato in via definitiva per associazione di tipo mafioso a seguito della sentenza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Direzione investigativa antimafia ha sequestrato beni per circa cinque milioni di euro a un imprenditore di Mandatoriccio (Cosenza), Mario Lavorato, attivo nei settori della distribuzione di prodotti tipici e turistico-alberghiero. Lavorato, già coinvolto nell&#8217;operazione Stige della Dda di Catanzaro, era stato condannato in via definitiva per associazione di tipo mafioso a seguito della sentenza della Corte di cassazione del 5 giugno 2024.<br />
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori l&#8217;imprenditore era una figura di riferimento per le cosche Farao-Marincola di Cirò Marina, nel Crotonese. Gli atti d&#8217;inchiesta gli attribuiscono un ruolo nel supporto alle attività estorsive e nel reimpiego di capitali illeciti nel settore immobiliare, attraverso compagini aziendali utilizzate per favorire l&#8217;infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico, con proiezioni anche in Germania.<br />
Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Catanzaro &#8211; Sezione misure di prevenzione, scaturisce dagli accertamenti economico-patrimoniali disposti congiuntamente dalla Procura della Repubblica di Catanzaro e dal direttore della Dia. Gli approfondimenti investigativi, infatti, hanno permesso di individuare asset patrimoniali intestati o riconducibili all&#8217;imprenditore, ritenuti frutto di attività illecite o reimpiego delle stesse, evidenziando una sproporzione tra il valore dei beni e i redditi dichiarati. Nello specifico il sequestro ha riguardato un&#8217;attività d&#8217;impresa, due quote societarie, quattro immobili, cinque beni mobili e sei rapporti finanziari, per un valore complessivo stimato in quasi cinque milioni di euro.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>INQUIETANTE: i nominati di 50mila persone nella banca dati della Dia di Catanzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inquietante-i-nominati-di-50mila-persone-nella-banca-dati-della-dia-di-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 16:12:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I nominativi di 50mila persone &#8220;attenzionate&#8221; per presunti rapporti con la &#8216;ndrangheta sono contenuti nella banca dati della Direzione investigativa antimafia di Catanzaro, che ha competenza su quattro province della Calabria. Il dato è emerso dalla conferenza stampa convocata dal direttore della Dia di Catanzaro, Beniamino Fazio (nella foto), per presentare i contenuti del calendario [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I nominativi di 50mila persone &#8220;<strong>attenzionate</strong>&#8221; per presunti rapporti con la &#8216;ndrangheta sono contenuti nella banca dati della Direzione investigativa antimafia di Catanzaro, che ha competenza su quattro province della Calabria. Il dato è emerso dalla conferenza stampa convocata dal direttore della Dia di Catanzaro, <strong>Beniamino Fazio</strong> (<em>nella foto</em>), per presentare i contenuti del calendario 2026 della Direzione dedicato alle donne della legalità e dell’impegno antimafia. </p>
<p>&#8220;Sono numeri &#8211; ha spiegato Fazio parlando con i giornalisti &#8211; che danno la misura di quanto l’organizzazione criminale sia infiltrata nel territorio. Noi continuiamo a pensare che la &#8216;ndrangheta non ci riguardi, che sia un problema lontano da noi. In realtà, nella vita quotidiana di ogni calabrese la presenza della &#8216;ndrangheta è tangibile, anche nel semplice esercizio commerciale sotto casa. Non si tratta soltanto della classica richiesta di denaro, dell’estorsione: esiste anche &#8211; ha aggiunto il direttore della Dia di Catanzaro &#8211; un’imposizione di merci, come il caffè ai bar o la carne alle macellerie. E’ così, in modo silenzioso ma costante, che avviene l’infiltrazione della &#8216;ndrangheta nel tessuto sociale. </p>
<p>In questo distretto posso fornire soltanto dati indicativi, ma in realtà ci scontriamo con numeri impressionanti. Noi abbiamo una banca dati nella quale abbiamo inserito 50.000 nominativi solo nel nostro distretto. Da questo potete capire quanto sia numerosa l’organizzazione criminale in questa area&#8221;- ha sottolineato il direttore della Dia di Catanzaro.</p>
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		<title>VIDEO-Roma, patto tra camorra e ‘ndrangheta: 12 arresti in operazione “Assedio”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-roma-patto-tra-camorra-e-ndrangheta-12-arresti-in-operazione-assedio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jul 2025 13:09:49 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 640px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-324974-2" width="640" height="360" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/Roma-DIA-Assedio.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/Roma-DIA-Assedio.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/Roma-DIA-Assedio.mp4</a></video></div>
<p>Nell’ambito dell’indagine “Assedio” condotta, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma, dal Centro Operativo D.I.A. capitolino, il locale Tribunale del Riesame ha accolto l’appello presentato dalla Pubblica Accusa in cui si contestavano le motivazioni addotte nell’ordinanza del 20 giugno 2024 del GIP romano che non aveva ravvisato le esigenze cautelari per diversi indagati. Il ricorso, divenuto definitivo a seguito anche della pronuncia della Corte di Cassazione, ha determinato l’emissione di 12 ordinanze cautelari (6 in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 1 sospensione dal pubblico ufficio per anni uno) nei confronti di altrettante persone gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata a commettere una serie indeterminata di delitti di estorsione, usura, armi, fittizia intestazione di beni, riciclaggio, autoriciclaggio, reimpiego , in attività economiche di proventi illeciti, tutti aggravati dall’aver agevolato i clan di camorra Mazzarella-D’Amico e le <strong>cosche di ‘ndrangheta Mancuso e Morabito-Mazzaferro.</strong></p>
<p>Il procedimento in parte è stato già definito in primo grado, per quanti hanno fatto ricorso al rito abbreviato, mentre per i restanti imputati si è in attesa di giudizio, nella considerazione che per tutti vige il principio di presunzione di innocenza.</p>
<p>L’indagine, avviata nel 2018, ha già portato in passato a decine di arresti, condanne per oltre 140 anni complessivi di carcere, e al sequestro di beni per un valore superiore ai 130 milioni di euro. Le indagini proseguono per accertare ulteriori responsabilità e collegamenti con il tessuto economico della Capitale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-roma-patto-tra-camorra-e-ndrangheta-12-arresti-in-operazione-assedio/">VIDEO-Roma, patto tra camorra e ‘ndrangheta: 12 arresti in operazione “Assedio”</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Fazio (direttore Dia): Tutta la ‘ndrangheta fa riferimento a Polsi e resta la più difficile da combattere</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/fazio-direttore-dia-tutta-la-ndrangheta-fa-riferimento-a-polsi-e-resta-la-piu-difficile-da-combattere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 13:19:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Per Cosa Nostra sono state fatte, nel 2024, 200 interdittive, tutte localizzate in Sicilia, per quanto riguarda la ‘ndrangheta, invece, questa presenta infiltrazioni nel tessuto economico oltre regione e questo dimostra la sua capacità di proliferare fuori dai confini calabresi. Una caratteristica che, ad esempio la mafia siciliana non ha”. Parte dal potere della ‘ndrangheta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Per Cosa Nostra sono state fatte, nel 2024, 200 interdittive, tutte localizzate in Sicilia, per quanto riguarda la ‘ndrangheta, invece, questa presenta infiltrazioni nel tessuto economico oltre regione e questo dimostra la sua capacità di proliferare fuori dai confini calabresi. Una caratteristica che, ad esempio la mafia siciliana non ha”. Parte dal potere della ‘ndrangheta di radicarsi ovunque la conferenza stampa indetta a Catanzaro da Beniamino Fazio, direttore della Direzione investigativa antimafia con sede nel capoluogo. “Le sentenze – ha aggiunto Fazio – dicono sempre più una cosa: la ‘ndrangheta è una soltanto, è una struttura gerarchizzata. I regolamenti di conti sono una fenomeno endemico perché i locali di ‘ndrangheta hanno autonomia nei loro territori. Ma per creare un locale di ‘ndrangheta occorre l’autorizzazione da un organo gerarchico superiore: il Crimine. Tutto fa riferimento alla ‘mamma’ della ‘ndrangheta, a Polsi”.</p>
<p>“Una delle mie sedi di lavoro è stata Lecco – ha aggiunto il Prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa -, ricordo di avere fatto 12 interdittive antimafia in un anno, ed erano ‘ndranghetisti che arrivavano dalla Calabria. I Coco Trovato, i Barbaro, erano tutti lì. La ‘ndrangheta si sposta al Nord perché c’è ricchezza, si investe. E il Nord è poco reattivo, c’era acquiescenza a questo sistema, quasi come se non li riguardasse. Così la ‘ndrangheta piano piano si infiltra e arriva negli apparati pubblici, nelle società miste pubblico-privato e cerca di impossessarsi di quei settori”.</p>
<p>“La Prefettura – ha detto Castrese De Rosa – può fare moltissimo perché la magistratura ha i suoi tempi ma la Prefettura può agire in via preventiva grazie al Gia, il Gruppo interforze antimafia, che è presente in Prefettura, coordinato da noi e dove partecipano tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine. Io nei pochi mesi in cui sono qui a Catanzaro ho già firmato cinque o sei interdittive e altre le stiamo per predisporre. Questo significa che la Prefettura agisce prima e impedisce a queste imprese di lavorare con la pubblica amministrazione”.</p>
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		<title>Ponte sullo Stretto, Report DIA: &#8221;Le mafie ora parlano il linguaggio del potere&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ponte-sullo-stretto-report-dia-le-mafie-ora-parlano-il-linguaggio-del-potere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 May 2025 13:42:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Dia]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[Ponte Stretto]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È scontro istituzionale sul futuro del Ponte sullo Stretto. Mentre il Ministro Matteo Salvini proponeva misure “speciali” di controllo antimafia sotto l’osservatorio del Viminale, la risposta del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stata netta: la cornice di prevenzione già esistente è più che solida, e non serve creare eccezioni per ciò che deve essere gestito con rigore ordinario. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È scontro istituzionale sul futuro del Ponte sullo Stretto. Mentre il Ministro <strong>Matteo Salvini</strong> proponeva misure “speciali” di controllo antimafia sotto l’osservatorio del Viminale, la risposta del Presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella</strong> è stata netta: la cornice di prevenzione già esistente è più che solida, e non serve creare eccezioni per ciò che deve essere gestito con rigore ordinario. Un altolà che ribadisce la centralità dello Stato di diritto anche nel contrasto alle mafie.<br />
A rincarare la dose è arrivata la DIA (Direzione Investigativa Antimafia) con la pubblicazione del nuovo Rapporto 2024, che per la prima volta racchiude i dati dell’intero anno, offrendo un quadro aggiornato e allarmante sulla criminalità organizzata.<br />
<em>&#8220;Le mafie non sparano più </em>– dichiarava il Direttore della DIA, Generale<strong> Michele Carbone</strong> –<em> ma indossano colletti bianchi e cravatte. Parlano la lingua del business e si muovono nei palazzi del potere&#8221;. </em></p>
<h4><strong>Le nuove mafie: silenziose, strategiche, mimetizzate</strong></h4>
<p>Il nuovo volto delle organizzazioni mafiose è discreto e sofisticato. Ndrangheta, Camorra, Cosa Nostra e le mafie pugliesi hanno lasciato alle spalle l’immagine del criminale armato per assumere quella dell’imprenditore, del consulente, persino del funzionario pubblico. Si infiltrano nei grandi appalti, manipolano bandi, corrompono, stringono alleanze e evadono l’erario con la complicità di imprenditori che da vittime diventano complici.<br />
Nel solo 2024, la DIA ha ispezionato 200 cantieri, verificando 4.364 persone, 1.157 imprese e 2.345 mezzi d’opera, grazie a un lavoro sinergico con le Prefetture, l’Osservatorio Centrale sugli Appalti Pubblici (O.C.A.P.), e i Gruppi Interforze, rafforzati dal Decreto del 2 ottobre 2023.<br />
PNRR, Giubileo e Olimpiadi: l’assalto silente alle grandi opere.<br />
Il contesto attuale, ricco di grandi progetti e fondi straordinari – dal PNRR, al Giubileo 2025, passando per i Giochi Invernali Milano-Cortina 2026 e la futura costruzione del Ponte sullo Stretto – rappresenta un’occasione d’oro per le mafie. E la DIA lo sa bene.<br />
La relazione 2024 mette in evidenza strategie d’infiltrazione sempre più raffinate: subappalti imposti, esclusione dei concorrenti tramite intimidazioni, falsificazione di verifiche, e un uso sistemico del riciclaggio di denaro. Il tutto, con l’appoggio di una rete di funzionari pubblici infedeli, attirati da guadagni facili.</p>
<h4><strong>La risposta dello Stato: prevenzione, analisi, trasparenza</strong></h4>
<p>A fronte di queste minacce, il sistema di prevenzione antimafia non è rimasto fermo. L&#8217;arma più potente non è solo la repressione penale, ma un approccio integrato che unisce indagini, interdittive prefettizie, verifiche nei cantieri e il monitoraggio della Banca Dati Nazionale Antimafia (BDNA).<br />
Questo modello, unico nel suo genere, è oggi guardato con crescente interesse anche all’estero. Tanto che il nuovo rapporto è stato tradotto in più lingue, per condividere l’esperienza italiana nel contrasto al crimine organizzato su scala globale.<br />
<em>“È una mafia che si muove sotto traccia &#8211;</em> ha concluso il Generale Carbone <em>&#8211; ma noi non abbasseremo la guardia. La trasparenza e il controllo sono gli antidoti più efficaci. E la DIA c’è, ogni giorno, in prima linea”.  <br />
(<em>Fonte: antimafiaduemila</em>)</p>
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		<title>Allarme da relazione Dia: cresce interesse &#8216;ndrangheta per controllo grandi opere, sanità e rifiuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 14:43:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Dia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stata resa nota e presentata oggi nella sede della Stampa estera la Relazione sull&#8217;attività svolta dalla Direzione investigativa antimafia (Dia) nel 2024. Le cosche &#8211; tra l&#8217;altro si legge &#8211; avrebbero evidenziato un crescente interesse nel controllo delle grandi opere pubbliche e nella gestione delle risorse economiche degli enti locali, come nel caso delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata resa nota e presentata oggi nella sede della Stampa estera la Relazione sull&#8217;attività svolta dalla Direzione investigativa antimafia (Dia) nel 2024. Le cosche &#8211; tra l&#8217;altro si legge &#8211; avrebbero evidenziato un crescente interesse nel controllo delle grandi opere pubbliche e nella gestione delle risorse economiche degli enti locali, come nel caso delle aziende ospedaliere o dei servizi di raccolta rifiuti&#8221;. La &#8216;ndrangheta &#8211; viene sottolineato &#8211; è un fenomeno di portata internazionale che, tuttavia, continua a mantenere le sue radici nella provincia di Reggio Calabria, fonte di legittimazione di tutte le decisioni strategiche. La &#8216;ndrangheta, come ormai noto, è un fenomeno di portata internazionale che, tuttavia, continua a mantenere le sue radici nella provincia di Reggio Calabria, fonte di legittimazione di tutte le decisioni strategiche&#8221;.</p>
<p>&#8220;La delocalizzazione delle proprie attività criminali tramite centri decisionali fuori Regione &#8211; sottolinea la Dia &#8211; risponde, infatti, ad una regia collegata al territorio d&#8217;origine da cui promana il beneplacito alla conclusione di affari e alla stipula di nuove alleanze senza mai rinunciare al ricorso all&#8217;uso della violenza, soprattutto nei territori di origine, ove nel corso del 2024 si è registrato un numero rilevante di atti intimidatori, diretti contro amministratori o rappresentanti di enti locali, membri delle Forze dell&#8217;ordine, giornalisti e imprenditori&#8221;. La Calabria, si afferma nella relazione, &#8220;continua a rappresentare un terreno fertile per le organizzazioni mafiose che, approfittando delle difficoltà eco- nomiche e delle vulnerabilità strutturali, riescono a infiltrarsi nei settori produttivi legali.</p>
<p>L&#8217;analisi delle attività di contrasto, sul piano preventivo e repressivo, poste in essere dalle Istituzioni hanno documentato numerosi tentativi di infiltrazione e condizionamenti nei settori legati agli appalti pubblici, alla grande distribuzione organizzata e al comparto agricolo. Le cosche avrebbero evidenziato, in particolare, un crescente interesse nel controllo delle grandi opere pubbliche e nella gestione delle risorse economiche degli Enti locali, come nel caso delle aziende ospedaliere o dei servizi di raccolta rifiuti&#8221;.  La Calabria, inoltre, &#8220;è l&#8217;origine di una combinazione di simboli e tradizioni di primaria importanza, che cementificano il senso di appartenenza caratterizzante, anche fuori confine, l&#8217;impermeabilità delle cosche a condizionamenti esterni&#8221;.</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta: otto società settore turismo e ristorazione in amministrazione giudiziaria a Brescia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ndrangheta-otto-societa-settore-turismo-e-ristorazione-in-amministrazione-giudiziaria-a-brescia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Aug 2024 11:02:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[Dia]]></category>
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		<category><![CDATA[operazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Centro Operativo DIA di Brescia ha proposto ed ottenuto dal Tribunale della Leonessa l’applicazione della misura preventiva non ablativa dell’amministrazione giudiziaria prevista dall’art.34 del Codice Antimafia, nei confronti di 8 societa’ con sedi nelle province di Brescia e Mantova e variamente operanti nei settori agricolo, ippico, estrattivo, ma – soprattutto – turistico e della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Centro Operativo DIA di Brescia ha proposto ed ottenuto dal Tribunale della Leonessa l’applicazione della misura preventiva non ablativa dell’amministrazione giudiziaria prevista dall’art.34 del Codice Antimafia, nei confronti di 8 societa’ con sedi nelle province di Brescia e Mantova e variamente operanti nei settori agricolo, ippico, estrattivo, ma – soprattutto – turistico e della ristorazione. Si tratta di risultanze investigative gia’ emerse nell’indagine coordinata dalla DDA presso la Procura della Repubblica di Catanzaro denominata “Operazione Glicine-Acheronte”. </p>
<p>L’intero compendio societario, con volume d’affari superiore nel complesso a 15 milioni di euro, e’ riferibile ad imprenditore di origine veronese, agli arresti domiciliari nel mantovano, dove e’ residente dal mese di giugno 2023 ed operante soprattutto tramite un rinomato complesso ricettivo situato in una nota localita’ turistica. Gli approfondimenti condotti dalla DIA, anche mediante ricorso all’esame dei flussi di segnalazioni per operazioni sospette di riciclaggio, gestiti dall’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia, hanno consentito di verificare l’esistenza di radicati rapporti e cointeressenze finanziarie (anche estere) con esponenti di una famiglia ‘ndranghetista che, in varie circostanze, avevano palesato propensione ad intraprendere investimenti nei territori limitrofi al Lago di Garda. E’ stata tratteggiata, quindi, la proficua ricaduta in termini operativi ed anche finanziari, che racconto tipologia di contatti – non connotati da profili di occasionalita’ – ha avuto sulla gestione di un’ampia parte dell’articolata sfera societaria facente capo all’imprenditore in questione. </p>
<p>L’amministrazione delle societa’ e’ stata affidata per la durata minima di un anno ad un collegio composto da 3 amministratori che, progressivamente, stanno subentrando nelle attivita’ gestorie. L’applicazione dell’art. 34 CAM, come normativamente prescritto, determina l’immediata inefficacia di tutte le misure interdittive di natura prefettizia e comunale che, nel tempo, erano state irrogate nei confronti delle stesse societa’.</p>
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		<title>Appalti pubblici a Milano: Arrestati 2 imprenditori e perquisizioni anche in Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/appalti-pubblici-a-milano-arrestati-2-imprenditori-e-perquisizioni-anche-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2024 08:27:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[appalti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Dia]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Dia di Milano ha disposto l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip di Milano su richiesta della Dda, per due imprenditori accusati di “contiguità con un clan di Cosa Nostra”. I soggetti “attraverso società principalmente operanti nel settore edilizio a Milano” avrebbero “consentito l’operatività di realtà imprenditoriali riconducibili a Cosa Nostra e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Dia di Milano ha disposto l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip di Milano su richiesta della Dda, per <strong>due imprenditori</strong> accusati di <strong>“contiguità con un clan di Cosa Nostra</strong>”. I soggetti “attraverso società principalmente operanti nel settore edilizio a Milano” avrebbero “consentito l’operatività di realtà imprenditoriali riconducibili a Cosa Nostra e ciò con specifico riferimento al sodalizio mafioso dei barcellonesi, operante nella provincia di Messina”. In particolare i destinatari della misura restrittiva, <strong>già colpiti in passato da misure di prevenzione patrimoniali</strong> sarebbero responsabili, in concorso con altri soggetti, di <strong>condotte fraudolente</strong> finalizzate all’intestazione fittizia di diverse società aggiudicatarie di appalti pubblici, sull’intero territorio nazionale, alcuni dei quali di ingente importo e/o finanziati con fondi del Pnrr, senza incorrere nelle misure interdittive delle autorità prefettizie.</p>
<p>Una volta ottenuta l’aggiudicazione delle commesse, spesso in associazione temporanea con altre imprese, le società riconducibili agli indagati provvedevano poi a conferire l’<strong>esecuzione materiale dei lavori ad altre società</strong>, anche con sede in <strong>Calabria</strong>. L’esecuzione delle misure insieme a numerose perquisizioni, ha interessato diverse regioni e ha visto la partecipazione dello stesso Gico della Guardia di Finanza di Milano nonché di personale dei centri operativi Dia di Roma, Catania, Messina, Firenze, Napoli, <strong>Catanzaro</strong>”.</p>
<p>A seguito di mirati accertamenti economico-patrimoniali svolti in stretta collaborazione con il Gruppo di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (Gico) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano ha, altresì, disposto il sequestro preventivo in via d’urgenza di compendi aziendali, beni immobili e conti correnti per un valore complessivo stimato in <strong>5 milioni di euro</strong>. All’atto degli odierni provvedimenti si è arrivati a seguito di indagini tecniche e servizi di osservazione e<strong> pedinamenti</strong>, diretti dalla Direzione Distrettuale Antimafia del Tribunale di Milano e coordinata dal II Reparto della Direzione Investigativa Antimafia.</p>
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