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	<title>detenuti Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Mar 2026 08:30:41 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Tentate estorsioni per mantenere i detenuti delle cosce: tre arresti nel Catanzarese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 08:30:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questa mattina, a Catanzaro, Borgia e Gimigliano, i Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare in carcere emesso dal G.I.P. presso il locale Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di tre persone gravemente indiziate di concorso in altrettanti tentativi di estorsione aggravati [&#8230;]</p>
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<p>Questa mattina, a Catanzaro, Borgia e Gimigliano, i Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare in carcere emesso dal G.I.P. presso il locale Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di tre persone gravemente indiziate di concorso in altrettanti tentativi di estorsione aggravati dalle finalità e modalità mafiose nei confronti di due imprenditori del territorio della provincia catanzarese. L’impegnativa attività investigativa, denominata “Pay Up”, condotta sotto la direzione e il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro e delegata ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Catanzaro, è stata avviata nel maggio 2025 a seguito della denuncia dei due imprenditori, e si è sviluppata prevalentemente attraverso complesse attività tecniche di intercettazione telefonica ed ambientale, analisi di numerose immagini di videosorveglianza, ripetuti servizi di osservazione e pedinamento.</p>
<p>Gli esiti investigativi in tal modo conseguiti hanno permesso di delineare la gravità indiziaria circa l’attuale operatività della storica cosca “Catarisano”, attiva nei territori di Borgia e località limitrofe, dedita a una pluralità di reati contro il patrimonio e la persona, operante sotto l’influenza delle locali di ‘ndrangheta di Isola Capo Rizzuto e di San Leonardo di Cutro (KR), nonché i collegamenti della stessa con altre cosche calabresi. Con la più recente operazione di polizia denominata Scolacium, condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Catanzaro e sotto la direzione della DDA di Catanzaro, i reggenti e partecipi della cosca “Catarisano” erano stati tratti in arresto il 22 febbraio 2024 con l’ordinanza cautelare del GIP del Tribunale di Catanzaro, e condannati in primo grado il 1 dicembre 2025 dal Giudice dell’Udienza Preliminare di Catanzaro con sentenza emessa in sede di giudizio abbreviato.</p>
<p>L’odierna indagine ha consentito di ricostruire tre episodi di tentata estorsione perpetrati dagli indagati per il mantenimento dei detenuti in carcere appartenenti al clan di ndrangheta “Catarisano” e “Scalise” di Decollatura (CZ).</p>
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		<title>Inserimento socio-lavorativo delle persone detenute: firmato protocollo provincia di Reggio Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inserimento-socio-lavorativo-delle-persone-detenute-firmato-protocollo-provincia-di-reggio-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 10:43:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato ufficialmente sottoscritto il protocollo d’intesa per favorire l’inserimento socio-lavorativo delle persone soggette a restrizioni della libertà personale nel territorio della provincia di Reggio Calabria. L’accordo è frutto della sinergia tra la Prefettura – U.T.G. di Reggio Calabria, l’assessorato regionale al Lavoro, Formazione professionale, Turismo, Tutela dell’ambiente, ITS e Alta Formazione, il Tribunale di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È stato ufficialmente sottoscritto il protocollo d’intesa per favorire l’inserimento socio-lavorativo delle persone soggette a restrizioni della libertà personale nel territorio della provincia di Reggio Calabria. L’accordo è frutto della sinergia tra la Prefettura – U.T.G. di Reggio Calabria, l’assessorato regionale al Lavoro, Formazione professionale, Turismo, Tutela dell’ambiente, ITS e Alta Formazione, il Tribunale di sorveglianza di Reggio Calabria, le direzioni degli Istituti penitenziari di Reggio Calabria, Palmi, Locri e Laureana di Borrello, l’Ufficio distrettuale di esecuzione penale esterna, il Garante regionale e comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, Confindustria Reggio Calabria, Ance, FAI, l’Ordine dei consulenti del Lavoro, Arpal – Azienda Calabria Lavoro, i Centri per l’Impiego della Regione Calabria e l’ESEFS – Ente Scuola Edile Formazione e Sicurezza di Reggio Calabria.</p>
<p>L’obiettivo condiviso è quello di promuovere percorsi formativi, tirocini e inserimenti lavorativi per persone detenute o sottoposte a misure alternative alla detenzione, valorizzando le opportunità offerte dal Programma GOL – Percorso 4, e creando una rete stabile tra istituzioni pubbliche, enti del terzo settore e tessuto imprenditoriale locale. Per l’assessore Calabrese “La sottoscrizione di questo Protocollo rappresenta un esempio virtuoso di governance condivisa, in cui ciascun ente ha messo a disposizione le proprie competenze per creare opportunità concrete. Integriamo strumenti regionali, come il Programma GOL, con l’azione quotidiana dei Centri per l’Impiego, il lavoro dell’UDEPE, la disponibilità del sistema penitenziario e l’apertura del mondo imprenditoriale. L’obiettivo è restituire dignità e prospettive a persone che possono e vogliono ricostruire la propria vita. Sostenere percorsi personalizzati di reinserimento, anche attraverso la formazione digitale, artigianale o tecnica, significa fare vera prevenzione sociale e rafforzare la coesione del nostro territorio. La risposta positiva di aziende locali è il segnale più forte che siamo sulla strada giusta”.</p>
<p>“Grazie alla piena collaborazione tra i soggetti coinvolti – dichiara inoltre l’assessore regionale al Lavoro -, si sono già registrati i primi risultati concreti: il Centro per l’Impiego di Reggio Calabria, con il supporto dell’UDEPE e delle aziende ospitanti, ha avviato 8 soggetti beneficiari in tirocinio presso due imprese del territorio, tra cui Tecnoappalti Italia, che ha manifestato l’intenzione di assumere alcuni tirocinanti”.</p>
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		<item>
		<title>Due detenuti in via di trasferimento aggrediscono comandante della penitenziaria carcere Rossano</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/due-detenuti-in-via-di-trasferimento-aggrediscono-comandante-della-penitenziaria-carcere-rossano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 May 2025 07:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuova aggressione qualche giorno addietro in carcere. A darne notizia, ancora una vota è il Sappe. &#8220;Abbiamo appena appreso &#8211; affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Francesco Ciccone, segretario regionale &#8211; che giorni fa, nel carcere di Rossano, si è verificato un altro grave episodio di aggressione, questa volta nei confronti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nuova aggressione qualche giorno addietro in carcere. A darne notizia, ancora una vota è il Sappe. &#8220;Abbiamo appena appreso &#8211; affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Francesco Ciccone, segretario regionale &#8211; che giorni fa, nel carcere di Rossano, si è verificato un altro grave episodio di aggressione, questa volta nei confronti della comandante del reparto di Polizia Penitenziaria che è stata aggredita da due detenuti che dovevano essere trasferiti in altro istituto, per motivi di ordine e sicurezza. La comandante è stata strattonata per i capelli e picchiata con calci e pugni che le hanno procurato diversi traumi ed un evidente livido sotto l&#8217;occhio, all&#8217;altezza dello zigomo. Solo grazie all&#8217;intervento del personale presente si è evitato il peggio&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non è tollerabile &#8211; aggiungono Durante e Ciccone &#8211; quanto avviene nelle carceri, a causa dell&#8217;arroganza e della violenza di alcuni detenuti, per i quali continuiamo a chiedere istituti dedicati, nei quali far scontare la pena, fino a quando non imparano a rispettare le regole. Sempre a Rossano, ieri, un detenuto portato in udienza al tribunale di Cosenza ha cercato di aggredire i giudici ed il personale di scorta che, con il supporto di personale dell&#8217;Arma, è riuscito a portarlo alla calma. Ci viene riferito che, spesso, l&#8217;amministrazione manda a Rossano detenuti precedentemente allontanati per motivi di ordine e sicurezza. </p>
<p>Chiediamo, quindi, qualora risultasse vero, una più attenta valutazione sul carcere di Rossano, per quanto riguarda anche la gestione dei detenuti, atteso che il personale aggredito non può ritrovarsi davanti al detenuto che lo ha precedentemente ha usato violenza&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Reggio Calabria, scontri tra detenuti nel carcere di Arghillà: feriti tre agenti della penitenziaria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-scontri-tra-detenuti-nel-carcere-di-arghilla-feriti-tre-agenti-della-penitenziaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Mar 2025 11:02:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il segretario generale nazionale del Cosp- Coordinamento sindacale penitenziario Domenico Mastrulli, fa sapere che &#8220;tre agenti di polizia penitenziaria sono rimasti &#8216;infortunati&#8217; durante gli scontri tra bande di detenuti cittadini stranieri e alcuni detenuti psichiatrici ristretti nel penitenziario di Arghillà, un carcere che ospiterebbe oltre 350 persone&#8221;. Gli scontri sono avvenuti tra un gruppo di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il segretario generale nazionale del Cosp- Coordinamento sindacale penitenziario Domenico Mastrulli, fa sapere che &#8220;tre agenti di polizia penitenziaria sono rimasti &#8216;infortunati&#8217; durante gli scontri tra bande di detenuti cittadini stranieri e alcuni detenuti psichiatrici ristretti nel penitenziario di Arghillà, un carcere che ospiterebbe oltre 350 persone&#8221;. </p>
<p>Gli scontri sono avvenuti tra un gruppo di detenuti di nazionalità nordafricana (marocchini ed egiziani) e persone affette da patologie psichiatriche, &#8220;persone che non dovrebbero essere ristrette nei penitenziari, ma nelle Rems (Residenze esecuzione misure di sicurezza ndr) per la loro pericolosità sociale&#8221;. Solo la prontezza degli agenti ha impedito che la situazione già grave degenerasse ulteriormente.</p>
<p>&#8220;Il carcere di Arghillà &#8211; dice ancora Domenico Mastrulli &#8211; soffre di sovraffollamento e di una grave carenza di organico di circa 50 agenti di polizia. Un carcere dove le turnazioni sono ancora programmate su tre quadranti lavorativi, invece di quattro di sei ore come previsto dal Ccnl, e dove, a volte sono negati i diritti sindacali e contrattuali&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;Mulinum&#8221;, percorso di formazione di pasticceria artigianale con i detenuti del carcere di Vibo Valentia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/mulinum-percorso-formazione-di-pasticceria-artigianale-con-i-detenuti-del-carcere-di-vibo-valentia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 09:50:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Farina integrale di grani antichi, uova, burro, poco zucchero e tanta passione e voglia di riscatto: sono gli ingredienti semplici quanto genuini che hanno reso possibile l’avvio del percorso di formazione di pasticceria artigianale all’interno della Casa Circondariale di Vibo Valentia. Grazie alla collaborazione con l’azienda agricola catanzarese Mulinum e la Caritas diocesana di Mileto, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Farina integrale di grani antichi, uova, burro, poco zucchero e tanta passione e voglia di riscatto: sono gli ingredienti semplici quanto genuini che hanno reso possibile l’avvio del percorso di formazione di pasticceria artigianale all’interno della Casa Circondariale di Vibo Valentia. Grazie alla collaborazione con l’azienda agricola catanzarese Mulinum e la Caritas diocesana di Mileto, nell’ambito del progetto Seconda Chance ideato dalla giornalista Flavia Filippi che congiunge imprenditori e detenuti offrendo occasioni di inclusione lavorativa e sociale, la direzione dell’istituto penitenziario vibonese, rappresentata dalla direttrice Angela Marcello, dalla capo area educativa Barbara Laganà e dalla referente del progetto Caterina Maletta, permette a 20 detenuti di mettere in campo le proprie capacità e imparare a produrre biscotti di alta qualità. “Si tratta della prima fase di un percorso che ci porterà alla realizzazione di un biscottificio all’interno del nostro istituto, con l’impiego dei detenuti più talentuosi. Stiamo registrando grande entusiasmo tra i partecipanti, è un passaggio importante nel percorso di riabilitazione che consentirà loro di essere selezionati per l’assunzione da parte di Mulinum” dichiara la direttrice Marcello.</p>
<p>È un vero e proprio lavoro di squadra: la Casa Circondariale di Vibo Valentia mette a disposizione gli spazi, Mulinum offre le competenze e la Caritas di Mileto, rappresentata dal presidente Don Antonio Pileggi e dal vicedirettore Raffaele Cuppari, con il suo contributo economico permette l’acquisto delle materie prime e, successivamente, delle attrezzature necessarie per il piccolo laboratorio all’interno del carcere. Anello di congiunzione è Valeria Votano, referente dell’associazione Seconda Chance per la regione Calabria. I detenuti appartenenti al circuito Media Sicurezza dell’istituto vibonese, quotidianamente, guidati da un’esperta dell’azienda agricola catanzarese e dalle educatrici dell’istituto penitenziario, stanno migliorando le proprie potenzialità producendo biscotti Mulinum che vengono distribuiti alle famiglie bisognose attraverso la Caritas.</p>
<p>“Bontà e solidarietà contraddistinguono questo progetto che ci consente di costruire futuro laddove spesso si immagina che niente sia più possibile, ridonando centralità e opportunità lavorative a persone con svantaggio sociale. Dopo questo primo mese di formazione, non vediamo l’ora di consolidare il progetto del biscottificio in carcere, che ci permetterà di sfornare piccoli capolavori di gusto e inclusione” commenta Stefano Caccavari, fondatore dell’azienda agricola che recupera grani antichi per produrre farine integrali e prodotti da forno genuini, rinnovando i ringraziamenti alla direzione della Casa Circondariale, con l’auspicio che sia soltanto il primo passo per portare quest’esempio di lavoro e riscatto anche in altre carceri italiane.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-300824" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/Caccavari-la-direttrice-e-il-team-del-carcere-300x169.jpeg" alt="" width="644" height="363" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/Caccavari-la-direttrice-e-il-team-del-carcere-300x169.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/Caccavari-la-direttrice-e-il-team-del-carcere-768x434.jpeg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/Caccavari-la-direttrice-e-il-team-del-carcere-744x420.jpeg 744w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/Caccavari-la-direttrice-e-il-team-del-carcere-696x393.jpeg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/Caccavari-la-direttrice-e-il-team-del-carcere.jpeg 898w" sizes="(max-width: 644px) 100vw, 644px" /></p>
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		<title>Agenti polizia penitenziaria aggrediti da due detenuti &#8216;ndranghetisti a Reggio Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/agenti-polizia-penitenziaria-aggrediti-da-due-detenuti-ndranghetisti-a-reggio-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2024 10:46:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[agenti]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un sovrintendente ed un agente della Polizia penitenziaria sono stati aggrediti da due detenuti nella Casa circondariale &#8220;San Pietro&#8221; di Reggio Calabria. Lo ha reso noto il segretario generale aggiunto del sindacato Osapp Pasquale Montesano. &#8220;Due detenuti ritenuti appartenenti alla criminalità calabrese &#8211; riferisce Montesano &#8211; e ristretti perché ritenuti aver commesso reati per associazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/agenti-polizia-penitenziaria-aggrediti-da-due-detenuti-ndranghetisti-a-reggio-calabria/">Agenti polizia penitenziaria aggrediti da due detenuti &#8216;ndranghetisti a Reggio Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un sovrintendente ed un agente della Polizia penitenziaria sono stati aggrediti da due detenuti nella Casa circondariale &#8220;San Pietro&#8221; di Reggio Calabria. Lo ha reso noto il segretario generale aggiunto del sindacato Osapp Pasquale Montesano. &#8220;Due detenuti ritenuti appartenenti alla criminalità calabrese &#8211; riferisce Montesano &#8211; e ristretti perché ritenuti aver commesso reati per associazione per delinquere di stampo mafioso, dopo il rifiuto da parte del medico di prescrivergli la necessità di avere una sedia in plastica da tenere nella cella hanno aggredito un sovrintendente e l&#8217;agente addetto alla vigilanza della sezione detentiva. Entrambi sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso&#8221;.</p>
<p>&#8220;Si tratta &#8211; afferma Montesanto &#8211; dell&#8217;ennesimo episodio che dimostra come sono le condizioni in carcere nonostante gli inviti al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e al Governo Meloni di aprire un tavolo di confronto permanente per discutere di riforme, organici, equipaggiamenti, sovraffollamento detentivo e, non ultima, la strumentalizzazione e la perseveranza della criminalità che necessita di una democratica, rigida disciplina, tesa a ristabilire i canoni delle indicazioni normative del sistema penitenziario ad oggi nessun segnale e pervenuto. Nonostante la gravissima carenza negli organici e le gravissime criticità operative che sta vivendo, la Polizia penitenziaria continua con alto senso di appartenenza e di responsabilità a garantire tutti gli standard di sicurezza. A loro va il nostro plauso per i durissimi colpi che stanno mettendo a segno nella lotta alla criminalità, fatti che evidenziano il diuturno sacrificio di 36.000 donne e uomini del Corpo che continuano a garantire la sicurezza dentro e fuori le carceri e costituiscono al tempo stesso l&#8217;ultimo e talvolta l&#8217;unico baluardo di umanità negli infernali gironi penitenziari&#8221;.</p>
<p>&#8220;A nostro avviso &#8211; conclude Montesano &#8211; si stanno sottovalutando da parte governativa il persistere di una pessima gestione delle infrastrutture e del personale da parte dell&#8217;Amministrazione penitenziaria centrale. La politica finge o ignora queste condizioni che invece sono la principale causa delle proteste e degli episodi gravi che stanno accadendo. Non si possono attuare le misure che il governo e i partiti immaginano di attuare laddove c&#8217;è una amministrazione che non agisce prontamente e non garantisce nell&#8217;emergenza il personale&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Catanzaro, carcere “Ugo Caridi”: effettuate visite preventive per l’emergenza caldo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-carcere-ugo-caridi-effettuate-visite-preventive-per-lemergenza-caldo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2024 09:50:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[visite mediche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presso la Struttura sanitaria del Carcere “Ugo Caridi” di Catanzaro nella giornata di sabato è stato effettuato lo screening per valutare eventuali condizioni di rischio maggiore derivante dall’emergenza caldo di queste giornate. La condizione detentiva e la situazione di edilizia penitenziaria &#8211; che non prevede la climatizzazione &#8211; rappresentano un fattore di rischio aggiuntivo in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Presso la Struttura sanitaria del Carcere “Ugo Caridi” di Catanzaro nella giornata di sabato è stato effettuato lo screening per valutare eventuali<strong> condizioni di rischio</strong> maggiore derivante dall’<strong>emergenza caldo</strong> di queste giornate.</p>
<p>La condizione detentiva e la situazione di edilizia penitenziaria &#8211; <strong>che non prevede la climatizzazione</strong> &#8211; rappresentano un fattore di rischio aggiuntivo in un contesto climatico che genera in tutta la popolazione problemi potenziali per la salute. Da questa considerazione la decisione della Direzione sanitaria del carcere di avviare questa attività aggiuntiva di prevenzione, in una fascia di età più a rischio. L’attività di prevenzione è stata condotta dal <strong>personale sanitario medico</strong> ed<strong> infermieristico</strong> della struttura penitenziaria con il supporto della Polizia Penitenziaria nei <strong>detenuti ultrasessantacinquenni</strong>, attraverso una valutazione generale, un <strong>elettrocardiogramma</strong> e la valutazione di alcuni parametri ematochimici.</p>
<p>L’attività è stata integrata da un’informativa sulla necessità di una <strong>corretta idratazione</strong>. Le visite hanno rappresentato anche l’opportunità di monitorare le diverse condizioni di salute e le <strong>terapie</strong> in corso con un approccio multidisciplinare.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Incontrate in carcere in Calabria le due donne iraniane accusate di essere “scafiste”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/incontrate-in-carcere-in-calabria-le-due-donne-iraniane-accusate-di-essere-scafiste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 18:20:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[garante nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[incontro]]></category>
		<category><![CDATA[Marian Jamali]]></category>
		<category><![CDATA[Maysoon Majidi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; Il Garante nazionale delle persone private della libertà personale ha inviato nei giorni scorsi una delegazione in Calabria. L’avvocato Irma Conti, componente del Collegio del Garante nazionale, ha incontrato le detenute iraniane Maysoon Majidi e Marian Jamali, in misura cautelare perché accusate di essere “scafiste”, ristrette presso gli istituti penitenziari di Castrovillari [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; Il Garante nazionale delle persone private della libertà personale ha inviato nei giorni scorsi una delegazione in Calabria. L’avvocato Irma Conti, componente del Collegio del Garante nazionale, ha incontrato le detenute iraniane Maysoon Majidi e Marian Jamali, in misura cautelare perché accusate di essere “scafiste”, ristrette presso gli istituti penitenziari di Castrovillari e di Reggio Calabria. Al capo delegazione Irma Conti si è affiancato l&#8217;avvocato Luca Muglia, Garante regionale dei diritti delle persone detenute, che monitorerà l’evolversi della situazione in coordinamento con il Garante nazionale.</p>
<p>“La visita istituzionale” – ha sottolineato Muglia – “riveste un significato importante in termini di attenzione e vicinanza del Garante nazionale alla vicenda delle giovani donne iraniane ed alle problematiche che affliggono le persone detenute in Calabria. Ringrazio, in modo particolare, la componente del Collegio del Garante nazionale Irma Conti, la quale nel corso della visita ha ascoltato le giovani iraniane e le altre detenute che hanno chiesto di esporre i loro bisogni, interagendo fattivamente con l’Amministrazione penitenziaria su questioni di estremo rilievo”. “Quanto a Maysoon Majidi e Marian Jamali” – ha concluso il Garante regionale – “stiamo ultimando gli approfondimenti necessari circa la biografia personale, le condizioni di detenzione, l’assistenza psicologica, lo stato delle procedure relative alla protezione internazionale e le possibilità di ricongiungimento familiare. Seguirà ogni ulteriore accertamento in forza dei mandati nazionali ed internazionali che competono, nello specifico, all’Autorità Garante Nazionale. </p>
<p>Fatta salva l’autonomia ed indipendenza della magistratura, a fronte di fattispecie di reato così delicate quali quelle di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina, che prevedono pene molto elevate, l’individuazione della responsabilità penale richiede un modello di intervento, investigativo e probatorio, in grado di scongiurare o ridurre il rischio di errori giudiziari. L’obiettivo primario, infatti, è assicurare – sempre e comunque – la tutela dei diritti umani fondamentali”.</p>
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		<title>Altomonte, Gratteri impasterà pane e legalità insieme ai detenuti del carcere di Castrovillari</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/altomonte-gratteri-impastera-pane-e-legalita-insieme-ai-detenuti-del-carcere-di-castrovillari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 09:38:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Altomonte]]></category>
		<category><![CDATA[Castrovillari]]></category>
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		<category><![CDATA[Gratteri]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Altomonte (CS) &#8211; Il neo Procuratore Capo di Napoli Nicola Gratteri ed il Vescovo della Diocesi di Cassano Jonio Mons. Francesco Savino insieme ai detenuti della casa circondariale di Castrovillari, ad impastare acqua, farina e lievito dell’inclusione e della legalità. – Sarà, questo, uno dei momenti principali della Gran festa del pane in programma nella [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Altomonte (CS) &#8211; Il neo Procuratore Capo di Napoli Nicola Gratteri ed il Vescovo della Diocesi di Cassano Jonio Mons. Francesco Savino insieme ai detenuti della casa circondariale di Castrovillari, ad impastare acqua, farina e lievito dell’inclusione e della legalità. – Sarà, questo, uno dei momenti principali della Gran festa del pane in programma nella Città d’Arte di Altomonte da venerdì 29 a domenica 1 ottobre. Dignità del lavoro, formazione, recupero, riscatto, reinserimento nella società e progettazione – sottolinea il Sindaco Gianpietro Coppola – rappresentano gli ingredienti di questa iniziativa che vede l’impasto come una metafora.<br />
L’edizione 2023 della Gran Festa del Pane sarà inaugurata alle ore 10 di venerdì 29 alla presenza di sindaci, autorità e scuole. Dal taglio del nastro in poi, al quale presenzierà anche l’agrichef Enzo Barbieri e per tutti i tre giorni sarà possibile visitare gli stand ed i forni accesi per la degustazione dei prodotti panari; la mostra nel Chiostro dei Domenicani dal titolo I bambini colorano e raccontano il pane; visitare i forni accesi e acquistare Paniscanatu, Pupi di Pane Siciliano ed Pane tipico di Altomonte; assistere alle esibizioni itineranti dei Giganti I Sabatino e partecipare ai banchi di assaggio di pane e visitare la mostra mercato dei prodotti agroalimentari tipici altomontesi.</p>
<p>GLI INCONTRI DI VENERDÌ 29. – Il nostro Pane quotidiano, un viaggio nelle tradizioni alimentari tra gusto e benessere. È, questo, il tema dell’incontro a cura del presidente dell’Associazione Italiana nutrizionisti in cucina (Ainic) Domenico Antonio Galatà che alle ore 11,30 vedrà la partecipazione di Walter Cricrì, Agronomo e Direttore dell’Istituto Nazionale Assaggiatori di Pane (INAP) e delle nutrizioniste d Rossella Castelli e Maria Teresa Sparano.<br />
In cucina senza glutine. Se ne parlerà alle ore 13,30 nell’ambito della performance culinaria dello Chef Andrea Palmieri. Pane nostrano e pesce azzurro è la proposta per il buffet lunch a cura degli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore IIS E. Majorana di Corigliano-Rossano.<br />
IL PROGRAMMA DI SABATO 30 SETTEMBRE. – I Pani della legalità: liberi di scegliere. È, questo, il titolo dell’evento con la simbolica produzione del Pane realizzata, alle ore 11, in un forno del centro storico a cura di un gruppo di ristretti della Casa Circondariale di Castrovillari in collaborazione con gli allievi dell’Istituto Superiore Filangieri di Trebisacce e che si terrà alla presenza di Gratteri e Mons. Savino.<br />
Questi ultimi due, coordinati dal comunicatore strategico Lenin Montesanto, saranno protagonisti insieme a Don Francesco Faillace (Responsabile Cappellani Case circondariali della Calabria) dell’incontro sul tema Pani e legalità che sarà ospitato alle ore 12 nel Salone Razetti del Convento Domenicano.<br />
Il Buffet nel Chiostro delle ore 13 sarà a cura dell’IIS Mancini – Tommasi di Cosenza – Istituto Alberghiero in collaborazione con il FLAG – I Borghi Marinari dello Ionio.<br />
Alle ore 20 si terrà il SYMPOSIO Il miracolo dei sapori – Pani e Pesci, Cena di degustazione, abbinamento e recupero delle tradizioni; ad invito nel Chiostro dei Domenicani, a cura degli Chef Andrea Palmieri, Enzo Barbieri, Ercole Villirillo, Pierluigi Vacca.  </p>
<p>DOMENICA 1 OTTOBRE. Sarà presentato alle ore 11,30 il progetto LE ROTTE DEL PANE, a cura di KOOR Società Benefit, da sviluppare in coordinamento con la Marina Militare nell’ambito della campagna “tour mondiale” di Nave Vespucci.<br />
Alle ore 16 si terrà il convegno/dibattito – Il GAL incontra la comunità locale con gli interventi di Rosaria A. Capparelli, Presidente GAL Valle Crati; del Primo Cittadino Coppola, di Silvia Sivini, docente Unical, di Pierfranco Costa, responsabile Gal Valle Crati. Seguirà la proiezione del filmato Pane e Tradizioni a cura dei giovani del Servizio Civile di Altomonte, nell’ambito del Progetto Scambio Intergenerazionale.<br />
Alle ore 19,30, invece, il Monumento a Tommaso Campanella si illuminerà di rosa, in segno di adesione alla campagna Mese della Prevenzione dell’AIRC.<br />
La Festa del Pane si chiuderà alle ore 21 con il concerto dei Taranta Nova in Piazza San Francesco.</p>
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		<title>Detenuti in rivolta nel carcere di Melfi nel 2020 per le misure anti-covid: Polizia esegue 29 misure cautelari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Feb 2022 10:54:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia di Stato di Potenza ha eseguito un&#8217;ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere nei confronti di 29 persone, tutte gravemente indiziate di aver preso parte attiva alla grave rivolta del 9 marzo del 2020 nella casa circondariale di Melfi (Potenza), nel più ampio contesto dei moti di protesta contro le misure restrittive imposte [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia di Stato di Potenza ha eseguito un&#8217;ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere nei confronti di 29 persone, tutte gravemente indiziate di aver preso parte attiva alla grave rivolta del 9 marzo del 2020 nella casa circondariale di Melfi (Potenza), nel più ampio contesto dei moti di protesta contro le misure restrittive imposte dal Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria per il contenimento dell&#8217;emergenza epidemiologica da Covid-19. </p>
<p>La presenza sul posto di personale specializzato in indagini antimafia della Polizia di Stato, ha permesso in sinergia con la Polizia Penitenziaria del carcere di Melfi, di pervenire nell&#8217;immediatezza dei fatti e già nel corso della notte all&#8217;acquisizione di una serie di elementi indiziari che, all&#8217;esito degli ulteriori approfondimenti investigativi, hanno portato la Direzione Distrettuale Antimafia a contestare i reati di sequestro di persona a scopo di coazione e di devastazione, per i quali è già stata formulata richiesta di rinvio a giudizio dinnanzi al Giudice dell&#8217;udienza preliminare di Potenza. L&#8217;esecuzione ha avuto luogo nelle province di Potenza, Bari, <strong>Crotone</strong>, <strong>Reggio Calabria</strong>, Napoli, Perugia, Livorno, L&#8217;Aquila, Oristano, Cuneo, Catanzaro, Agrigento, Palermo, Udine, Siracusa e Catania. L&#8217;operazione è stata condotta dalla Squadra Mobile di Potenza, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato ed il supporto e la collaborazione dei Reparti della Polizia Penitenziaria.</p>
<p>Durante la rivolta personale sanitario e diversi agenti della Polizia penitenziaria, in servizio nell&#8217;istituto melfitano, rimasero sequestrati per circa nove ore. Nell&#8217;ambito dello stesso procedimento, l&#8217;ordinanza cautelare era stata già eseguita nel mese di settembre dello scorso anno nei confronti di altri undici detenuti che non avevano proposto ricorso per Cassazione e che l&#8217;ulteriore esecuzione ha avuto luogo a seguito dei rigetti e delle dichiarazioni di inammissibilità, da parte della Suprema Corte di Cassazione, delle impugnazioni proposte. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, attraverso una attenta e meticolosa ricostruzione di tutte le fasi della protesta hanno permesso di risalire all&#8217;identità di tutti i detenuti di cui, ferma restando la presunzione di non colpevolezza, allo stato, si ipotizza il coinvolgimento a vario titolo nella grave sommossa, durante la quale personale sanitario e diversi agenti della Polizia penitenziaria, in servizio presso l&#8217;istituto melfitano, rimasero sequestrati per circa nove ore. Grazie all&#8217;immediato intervento delle Autorità di Pubblica Sicurezza e al dispositivo delle Forze dell&#8217;ordine fatto convergere sul posto, nonché all&#8217;impegno profuso dalla Polizia Penitenziaria di Melfi, fu possibile pervenire alla liberazione degli ostaggi riconducendo i facinorosi nelle camere detentive, a seguito di una lunga trattativa durante la quale i fautori della sommossa avevano provveduto anche alla stesura di un documento di richieste e rivendicazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/detenuti-in-rivolta-nel-carcere-di-melfi-nel-2020-per-le-misure-anti-covid-polizia-esegue-29-misure-cautelari/">Detenuti in rivolta nel carcere di Melfi nel 2020 per le misure anti-covid: Polizia esegue 29 misure cautelari</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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