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	<title>deposizione Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 12 Apr 2024 16:23:11 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Milano, in aula parla Alessia Pifferi: Non ho ucciso mia figlia Diana, non sono un mostro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2024 16:21:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Alessia Pifferi]]></category>
		<category><![CDATA[deposizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Voglio dire davanti a tutta Italia che non ho mai voluto far del male a mia figlia, non l&#8217;ho uccisa, non mi è mai passato per la mente di uccidere mia figlia, non è stata una cosa premeditata&#8221;. Sono le parole pronunciate da Alessia Pifferi, accusata dell&#8217;omicidio della figlia Diana di 18 mesi, nell&#8217;aula del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Voglio dire davanti a tutta Italia che non ho mai voluto far del male a mia figlia, non l&#8217;ho uccisa, non mi è mai passato per la mente di uccidere mia figlia, non è stata una cosa premeditata&#8221;. Sono le parole pronunciate da Alessia Pifferi, accusata dell&#8217;omicidio della figlia Diana di 18 mesi, nell&#8217;aula del processo in corso a Milano. &#8220;Non sono un assassino o un mostro, ma sono solo una mamma che ha perso la sua bambina, mai ho pensato che potesse accadere una roba del genere alla mia bambina&#8221;, ha continuato. &#8220;Non c’è minuto o giorno in cui non penso a mia figlia Diana, non ho mai negato a mia sorella di vederla. Diana è venuta al mondo all’improvviso, non sapevo di essere incinta, l’ho accettata è stata il regalo più bello che la vita potesse regalarmi&#8221;, ha detto ancora Pifferi aggiungendo: &#8220;I miei familiari sapevano delle problematiche che avevo ma non mi hanno mai detto nulla, se crescendo me ne avessero parlato non so che metodo di cura avrei potuto fare ma mi sarei curata e penso che oggi sarei ancora con Diana e non ci troveremmo in questa situazione drammatica&#8221;. &#8220;Sto già pagando il mio ergastolo avendo perso la mia bambina&#8221;, ha quindi affermato la donna ricordando che &#8220;in carcere sono stata picchiata dalle detenute a San Vittore, mi urlano &#8216;mostro&#8217; o &#8216;assassina devi morire&#8217;, ma non ho mai pensato o premeditato che potesse accadere una cosa così terribile a mia figlia, non ho mai voluta ammazzarla, non mi è mai passato dalla testa di ammazzare mia figlia&#8221;. Poco prima i giudici di Milano avevano detto no all&#8217;integrazione della perizia psichiatrica per Pifferi. &#8220;Non appare assolutamente necessario l’integrazione della perizia richiesta dalla difesa, alla luce delle approfondite valutazioni psichiatriche del perito e dei consulenti delle parti&#8221; e per questo &#8220;rigetta la richiesta della difesa&#8221;,</p>
<p>Pm: &#8220;Diana morta lentamente in modo atroce&#8221;&#8216;<br />
La &#8220;tragica morte della piccola Diana&#8221; inizia il 14 luglio del 2022 e si conclude il 20 luglio, &#8220;stiamo parlando di sei giorni in cui la figlia dell’imputata, di appena un anno e mezzo, resta sola in casa senza nessuno, senza nessun tipo di assistenza e cura, senza un’alimentazione adeguata, senza cibo, acqua o latte che possa assicurarle la sopravvivenza&#8221;. E&#8217; iniziata così la requisitoria del pm di Milano Francesco De Tommasi che si appresta a chiedere la condanna di Alessia Pifferi.<br />
Per una bambina di un anno e mezzo &#8220;sei giorni è un’eternità&#8221; e così, in una culletta, &#8220;si conclude la parabola triste, sfortunata, di questa bambina&#8221; che ha &#8220;patito sofferenze atroci, terribili, che si è spenta lentamente all’esito di un processo di progressivo indebolimento delle funzioni vitali fino a perdere la vita&#8221;. Diana era sola in casa &#8220;perché la madre invece di adempiere ai propri dovere, stare accanto alla figlia, l’ha lasciata sola ed è corsa dal suo compagno&#8221; ha aggiunto.</p>
<p>Alessia Pifferi aveva &#8220;turbe psichiche e gravi ritardi cognitivi&#8221; già da bambina<br />
I giudici della corte d&#8217;assise di Milano hanno acquisito, su richiesta della difesa, nuova documentazioni medica in cui si dimostra che Alessia Pifferi , aveva &#8211; durante l&#8217;epoca scolastica &#8211; &#8220;turbe psichiche e gravi ritardi cognitivi&#8221; tanto che la giovane aveva un insegnante di sostegno. Cartella clinica e documenti originali alla cui acquisizione non si sono opposte né la procura, che ha presentato una propria memoria, né la parte civile, ma che per il pm Francesco De Tommasi raccontano &#8220;di una donna che non esiste più&#8221; e di una imputata priva di patologie che impediscono di riconoscere la sua responsabilità nella morte della figlia.<br />
Per questo motivo la difesa aveva chiesto di consentire un&#8217;integrazione della perizia dello psichiatra Elvezio Pirfo, scelto dai giudici di Milano per sciogliere il nodo sulla capacità di intendere e volere di Alessia Pifferi.<br />
Per la pubblica accusa &#8220;dobbiamo valutare Alessia Pifferi per come era in quella maledetta settimana, dal 14 al 20 luglio del 2022&#8221; e la nuova documentazione clinica &#8220;ci parla di una persona di 30 anni fa che non esiste più. Forse non avrà il massimo del quoziente intellettivo, ma sa far funzionare la testa. Ritengo giusto acquisire questa documentazione, ma oggi dovrà essere giudicata per un fatto gravissimo e investire nuovamente lo psichiatra Pirfo &#8211; su due persone completamente diverse &#8211; comporterebbe un allungamento dei tempi del dibattimento che ha offerto tutti gli elementi necessari per decidere. Ora tocca a voi prendere la decisione finale&#8221;. Per Pirfo l&#8217;imputata è capace di intendere e volere.<br />
(<em>Adnkronos</em>)</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="n9IuFYl1ci"><p><a href="https://www.calabrianews.it/parla-la-nonna-della-bimba-morta-di-stenti-a-milano-vivo-a-crotone-non-potevo-immaginare-una-cosa-simile/">Parla la nonna della bimba morta di stenti a Milano: Vivo a Crotone, non potevo immaginare una cosa simile</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Parla la nonna della bimba morta di stenti a Milano: Vivo a Crotone, non potevo immaginare una cosa simile&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/parla-la-nonna-della-bimba-morta-di-stenti-a-milano-vivo-a-crotone-non-potevo-immaginare-una-cosa-simile/embed/#?secret=HQHmQiPx5x#?secret=n9IuFYl1ci" data-secret="n9IuFYl1ci" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/milano-in-aula-parla-alessia-pifferi-non-ho-ucciso-mia-figlia-diana-non-sono-un-mostro/">Milano, in aula parla Alessia Pifferi: Non ho ucciso mia figlia Diana, non sono un mostro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>&#8216;Rinascita-Scott&#8217;, depone il pentito Luigi Bonaventura: sono stato imbevuto di cultura mafiosa</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rinascita-scott-depone-il-pentito-luigi-bonaventura-sono-stato-imbevuto-di-cultura-mafiosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2021 17:59:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[deposizione]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Bonaventura]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[Rinascita-Scott]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; E&#8217; l&#8217;unitarietà della &#8216;ndrangheta, raccontata attraverso la carica del Crimine, l&#8217;argomento dominante dei primi interrogatori che si sono svolti oggi nel corso dell&#8217;udienza del processo &#8220;Rinascita-Scott&#8221; nell&#8217;aula bunker di Lamezia Terme. A rispondere alle domande del sostituto procuratore della Dda di Catanzaro, Annamaria Fristaci, tra gli altri, il collaboratore di giustizia Luigi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/rinascita-scott-depone-il-pentito-luigi-bonaventura-sono-stato-imbevuto-di-cultura-mafiosa/">&#8216;Rinascita-Scott&#8217;, depone il pentito Luigi Bonaventura: sono stato imbevuto di cultura mafiosa</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; E&#8217; l&#8217;unitarietà della &#8216;ndrangheta, raccontata attraverso la carica del Crimine, l&#8217;argomento dominante dei primi interrogatori che si sono svolti oggi nel corso dell&#8217;udienza del processo &#8220;Rinascita-Scott&#8221; nell&#8217;aula bunker di Lamezia Terme. A rispondere alle domande del sostituto procuratore della Dda di Catanzaro, Annamaria Fristaci, tra gli altri, il collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura, 49 anni, in passato elemento di spicco della famiglia Vrenna-Bonaventura di Crotone.<br />
Bonaventura ha raccontato di avere cominciato a fare parte della &#8216;ndrangheta appena nato, con la dote di giovane d&#8217;onore per diritto di successione e poi battezzato picciotto d&#8217;onore, camorrista di ferro e di sangue (perché aveva commesso degli omicidi), sgarrista. &#8220;Dovevo prendere la &#8216;santa&#8217; &#8211; ha detto Bonaventura &#8211; ma nel 2005 mi sono dissociato e il 26 febbraio 2007 ho iniziato a collaborare con la giustizia, da libero e senza alcuna condanna&#8221;. Nipote di Luigi Vrenna, detto &#8220;U zirru&#8221;, lo zio Giovanni Bonaventura &#8220;è stato come un padre per me&#8221; perché con lui ha condiviso un periodo di guerra di mafia. Luigi Bonaventura ha raccontato di essere diventato boss, giovanissimo, a 30 anni, perché agli inizi degli anni 2000 lo zio, malato terminale, lo aveva designato a capo della consorteria. Ha riferito di essersi macchiato dei reati di omicidio, estorsione, rapina, narcotraffico. &#8220;All&#8217;inizio, quando ho deciso di collaborare con la giustizia &#8211; ha detto Bonaventura &#8211; non riuscivo a fare i verbali perché non riuscivo a fare i nomi delle persone che dovevo accusare&#8221;.<br />
Ero &#8220;figlio di mamma &#8216;ndrangheta&#8221;, spiega, imbevuto di cultura mafiosa e con gli occhi e i ricordi imbevuti di una cultura di odio e faide tra famiglie&#8221;. Come la faida che la sua famiglia aveva instaurato con i Feudale. Secondo Bonaventura, &#8220;il Crimine è il custode delle regole di &#8216;ndrangheta. Il Crimine camminava, si spostava&#8221; perché nel corso degli eventi cambiavano i vertici delle &#8216;ndrangheta e cambiava la località nella quale si trovava la carica di Crimine. La cosca Vrenna-Bonaventura, ha riferito il collaboratore di giustizia, è stata autorizzata da parte dei De Stefano di Reggio Calabria. Negli anni &#8217;60, il Crimine lo aveva il nonno Luigi Vrenna. La cosca Vrenna-Bonaventura aveva rapporti anche con le cosche reggine come i De Stefano e i Tripodi, tanto che Domenico Tripodi venne coperto a Crotone durante un periodo di latitanza.<br />
Il collaboratore Bonaventura ha parlato anche della figura dell'&#8221;invisibile&#8221;, rappresentato dall&#8217;asso di denari coperto dall&#8217;asso di coppe &#8220;perché deve essere una figura protetta&#8221;. Secondo il collaboratore di giustizia gli invisibili sono &#8220;tra il mondo delle cosche e altri mondi. Non sono affiliati e devono restare invisibili&#8221;. Una figura nascosta ma utile alla &#8216;ndrangheta, che si mette a disposizione e agisce nell&#8217;ombra. Secondo Luigi Bonaventura, all&#8217;interno della sua consorteria avevano il ruolo di invisibili Tonino Vrenna e Raffaele Vrenna, &#8220;la parte imprenditoriale della famiglia&#8221;.<br />
Tonino Vrenna, spiega Bonaventura, era figlio del capocosca Luigi Vrenna, &#8220;U zirru&#8221;, nato fuori dal matrimonio, da colei cioè che diverrà la seconda moglie del boss. Luigi &#8220;U zirru&#8221; decise di chiedere di riconoscere il bambino a un cugino omonimo, Lugi Vrenna, detto &#8220;cap&#8217;i ciucciu&#8221;, padre degli imprenditori Raffaele e Gianni Vrenna. &#8220;Tonino Vrenna era nell&#8217;edilizia &#8211; ricorda il collaboratore &#8211; era uno che sedeva a capotavola in occasione di cerimonie come matrimoni o altre occasioni&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/rinascita-scott-depone-il-pentito-luigi-bonaventura-sono-stato-imbevuto-di-cultura-mafiosa/">&#8216;Rinascita-Scott&#8217;, depone il pentito Luigi Bonaventura: sono stato imbevuto di cultura mafiosa</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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